Alimentazione-
Disturbi alimentari
Anoressia Nervosa: come intervenire
Negli ultimi decenni tutti abbiamo sentito parlare del preoccupante aumento dell’incidenza dei disturbi alimentari, in particolar modo dell’ anoressia. I disturbi alimentari sono insidiosi, molto pericolosi e difficili da diagnosticare all’insorgenza
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Il miglior modo per combattere l’anoressia è saper riconoscere i sintomi e agire precocemente.
Che cos’è l’anoressia?
È un disturbo dell’alimentazione che consiste nell’ ostinato rifiuto di una normale e regolare assunzione di cibo. Il termine anoressia significa letteralmente “perdita dell’appetito” anche se questo sintomo di solito è raro fino alla fase tardiva della malattia. L’anoressia nervosa comporta un disturbo dell’immagine corporea e una ricerca inflessibile della magrezza. I soggetti che ne sono affetti ritengono di essere grassi o sformati e spesso negano il loro stato di dimagrimento estremo.
Quali sono i sintomi che consentono di diagnosticare l’anoressia?
I sintomi essenziali per la diagnosi sono quattro:
1. Rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale;
2. Intenso timore di acquistare peso;
3. Grave alterazione dell’immagine corporea;
4. Nel sesso femminile amenorrea, cioè assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi.
Nei pazienti anoressici la perdita di peso è ottenuta in primo luogo tramite la riduzione della quantità totale di cibo assunto. Inizialmente i pazienti si limitano ad escludere dalla propria dieta i cibi ipercalorici; in seguito l’alimentazione viene rigidamente limitata a pochi alimenti. Il comportamento patologico volto alla diminuzione di peso si manifesta per lo più di nascosto: gli anoressici solitamente si rifiutano di prendere i pasti in compagnia di amici e di parenti. La perdita prima e poi il controllo del peso possono essere attuati anche con condotte di eliminazione (vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi e di diuretici) o con un’intensa attività fisica.
Come si può intervenire?
Il decorso dell’anoressia è estremamente variabile. La terapia è resa difficile dal rigido rifiuto dimostrato dai pazienti anoressici nei confronti dei trattamenti di tipo medico. I pazienti negano la malattia e collaborano spesso solo in apparenza. Nei casi in cui il rifiuto delle cure è netto, la perdita del peso è superiore al 25% e sono presenti gravi complicanze mediche, è necessario il ricovero in strutture specializzate. Il trattamento dell’anoressia è articolato e individualizzato: prevede un intervento di tipo medico, un intervento di tipo psicoterapeutico, una terapia familiare e una terapia di tipo farmacologico con antidepressivi.
Dott.ssa Giorgia Penserini - Psicologa
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