Alimentazione-

Disturbi alimentari

Anoressia nervosa : in GB crociata anti siti


anoressia nervosa
Sempre più diffusi in tutto il mondo i siti web che trattano disturbi del comportamento alimentare. Dalla anoressia nervosa alla bulimia, passando dai rimedi per fame nervosa è allarme: molti siti favoriscono la diffusione di questi disturbi alimentari. Ma è vero? è così pure in Italia?


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Gli psichiatri britannici avvertono: “Questi siti web fanno percepire la malattia come una cosa normale e le passerelle della moda sono vetrine di donne sottopeso e malate.
I siti web pro-anoressia sono entrati nel mirino del Governo britannico, allarmato dal rapporto del prestigioso “Royal College of Psychiatrists” sui potenziali effetti negativi che questa sorta di pubblicità ai disturbi alimentari può causare sulla psiche degli adolescenti.

Secondo le ultime stime, solo in Gran Bretagna sarebbero oltre 1,6 milioni le persone che soffrono di disordini alimentari, come anoressia e bulimia. Nonostante i ragazzi e gli uomini non siano esclusi dall’incidenza di queste terribili patologie,  quasi il 90 per cento dei malati è costituito da ragazze e da adolescenti, spesso giovanissime.

Proprio a causa dell’enorme portata del fenomeno, il rapporto che ha reso pubbliche queste allarmanti stime ha esortato il Governo britannico ad agire per arrestare la proliferazione di siti web e social network all’interno dei quali si sponsorizza la magrezza eccessiva o si inneggia all’anoressia come mezzo per raggiungere la bellezza ideale.

Sono numerosissimi, infatti, i website incentrati sulla promozione dei disordini alimentari. Sono stati gli psichiatri ad allarmare genitori, associazioni ed enti volti alla tutela della salute. Secondo loro, difatti,  ben una ragazza su 1dieci visita periodicamente questi siti web che inneggiano alla magrezza scheletrica e che sponsorizzano esplicitamente i disordini alimentari, portando come esempio giovani celebrità ormai “ridotte all’osso” come Lindsay Lohan, Nicole Ritchie e Paris Hilton.

Alcuni website arrivano addirittura a diffondere immagini di modelle magrissime a mo di esempio di vita ed a creare forum e chat in cui si incitano le ragazze a perdere peso, in cui si danno consigli su come farlo e su come “proteggere il segreto” dagli sguardi indiscreti di genitori, parenti ed amici troppo “curiosi”.

Sono stati proprio gli psichiatri a chiedere ufficialmente al Governo britannico di agire per contrastare la proliferazione senza freni di queste pagine web all’interno di un progetto d’azione già attuato dal “Consiglio del Regno Unito per la Sicurezza dei Bambini su Internet” (UKCCIS) per  tutelare i minori nelle loro attività online.

Sembrerebbe infatti che alcuni gruppi nati su social network come Facebook e siti come "Thinspiration" (cioè “ispirazione verso la magrezza”) siano sempre più frequentati, soprattutto dalle adolescenti, per le ragioni più svariate: alcune ragazzine cercano supporto ed aiuto, altre chiedono consigli su come tenere nascoste anoressia e bulimia da genitori ed amici, altre ancora vogliono ricevere dritte su come combattere i morsi della fame. La situazione, secondo gli esperti del “Royal College of Psychiatrists”, sarebbe grave poiché “sempre di più i britannici cercano in Rete trucchi e consigli per fare la fame o nascondere l'eccessivo dimagrimento”.

Si tratta di un nuovo e preoccupante modo di concepire le patologie legate ai disturbi alimentari: non più come qualcosa da curare e di cui avere paura ma qualcosa di “buono”, di utile, al fine di raggiungere la bellezza perfetta che troppo spesso coincide con una magrezza eccessiva e potenzialmente mortale. I disturbi dell’alimentazione, con bulimia ed anoressia in testa, vengono sponsorizzati e privati della loro componente negativa.

Si arriva al punto di non trattarli più come malattie ma come degli stili di vita corretti, scelti (non subiti) in funzione di un miglioramento del corpo e della vita. 

“Questi siti web - ha avvertito Ulrike Schmidt, Presidente della “Sezione disordini alimentari” dell'ente britannico - fanno percepire la malattia come una cosa normale. (…) Più o meno allo stesso modo, le passerelle degli eventi internazionali della moda possono fungere da vetrina in cui vengono messe in mostra donne sottopeso".

Lucia D’Addezio

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