Conosci l’olio di Krill?
In norvegese, krill significa “cibo di balena”, con riferimento ai nugoli di crostacei minuscoli che fanno parte dei banchi di zooplancton. Il più noto di questi crostacei, si chiama Euphrasia superba, è una specie diffusa soprattutto nelle acque fredde dell’Antartico. Si tratta di un gamberetto che attualmente è soggetto ai numerosi studi scientifici dai risultati promettenti.
Si stima che la quantità di krill attualmente disponibile sia di 6.000 milioni di tonnellate. Si tratta, infatti, della specie multicellulare più diffusa sul nostro pianeta. Da notare che il krill vive nei fondali dell’oceano Antartico, al riparo dall’inquinamento che rappresenta effettivamente un rischio per gli oli di pesce.
L’olio di krill è ricco di sostanze nutrienti di grande valore, come acidi grassi omega3, fosfolipidi e antiossidanti. Influenza favorevole sui lipidi sanguini, azione anticoagulante, effetto antiinfiammatorio e molto altro. I benefici degli acidi omega 3 sono noti a tutti, e non si limitano a quelli sopra elencati. Come gli omega 6 anche gli omega 3 aiutano il morale, combattono lo stress, migliorano le condizioni di pelle e cappelli e alleviano la sindrome premestruale.
Quanto agli acidi omega 9 la caratteristica interessante che li riguarda ha a che fare con il colesterolo buono, influenzandolo favorevolmente. I fosfolipidi, abbondantemente presenti nel nostro cervello, contribuiscono al funzionamento di quest’organo e più specificamente ai processi di concentrazione, memorizzazione e apprendimento.
Infine, gli antiossidanti hanno un ruolo doppio, prima di tutto impediscono il degrado dell’olio di krill, rendendolo parecchio stabile e poi proteggono le nostre cellule dall’effetto nocivo dei radicali liberi, che provocano l’invecchiamento precoce.
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