Benesserevillage.it-Sesso e dintorni
     
     2003-12-13T18:30:02Z
       Bye bye Spermatozoi!! Uomini sempre meno Fertili
       
       urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a
       2010-09-07 04:05:13
	   

Il numero di spermatozoi maschili in 40 anni si è dimezzato. In più sono aumentati casi di malformazioni e iposviluppo a causa di pesticidi, fitofarmaci e additivi alimentari. Ecco perché i maschi sono sempre meno maschi

 

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Agiscono come estrogeni bloccando il testosterone maschile (ormone che determina i caratteri maschili prodotto dall’ipofisi). Sono additivi alimentari, composti chimici, tutti presenti in dentifricio, yogurt, biscotti, cibi in scatola e sottovuoto, sacchetti di plastica per alimenti, bottiglie di plastica e molti altri. Inoltre, le nostre case sono piene di composti chimici dannosi, come i Difenileteri Polibromurati in soggiorno, sui tappeti, mobili ed elettrodomestici, tubi del bagno che con il tempo degradano, giocattoli in gomma o di plastica che contengono ftalati. Ma anche shampoo, bagnoschiuma, saponi e altro sono pieni di additivi pericolosi.

 

Ma cosa è accaduto al maschio in particolare?

 

Ecco un elenco dei disturbi più comuni registrati nei maschi a livello ormonale negli ultimi 40 anni:

 

Gli ormoni ( testosterone) sono diminuiti.

 

La pubertà arriva in ritardo.

 

La dimensione del pene si è ridotta.

 

L’uretra si è sviluppata in maniera incompleta.

 

Più grasso accumulato sui fianchi.

 

Le gambe sono diventate più lunghe del tronco.

 

Gli ormoni sessuali diminuiscono assieme alla libido.

 

Cala la fertilità.

 

Criptorchidismo, mancata discesa dei testicoli dall’addome alle borse scrotali.

 

Cancro testicolare, la cui incidenza è quadruplicata dal 1940 al 1980.

 

Ma come agiscono le sostanze nocive sull’organismo maschile?

 

Gli interferenti, ovvero le sostanze nocive, agiscono occupando i recettori e impedendo agli ormoni di trasmettere i loro comandi alla cellula.

 

Cosa fare?

 

Occorre stare molto attenti alle etichette su flaconi e alimenti, perché tutti questi interferenti, le sostanze che provocano l’alterazione ormonale maschile, sono regolarmente indicati. Un caso eclatante è quello del Bisphenolo A, una sostanza che rende morbida la plastica del biberon, bottiglie e involucri per alimenti. Dopo l’allarme della Food and Drug Administration, California, Francia, Canada e altri paesi lo hanno bandito. Ma gli additivi e i composti chimici che fanno malissimo alla virilità maschile sono almeno 10mila.

 

Eccone alcuni, per poterli identificare: methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butylparaben, benzylparaben, E320,E321, E319. In più, BHA,BHT e TBHQ. Attenzione, perché sono antiossidanti e conservanti derivati dal petrolio che possono avere effetti cancerogeni, presenti spesso anche nei cerali della prima colazione, in creme, gelati, deodoranti e cosmetici.

 

Andromeda Aliperta

 

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Vuoi saperne di più sulla salute sessuale? Leggi  Le pene dell’amore -  La Disfunzione erettile: è possibile guarire?

 

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Passione: 3 Tecniche per riaccendere la Scintilla urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-09-03 09:02:17

Desiderio e passione sono messi a dura prova da routine, stress e ritmi di vita frenetici. Riaccenderli si può riscoprendo l’antica arte del corteggiamento o imparando a coltivare l’intimità perduta facendo leva sui meccanismi del piacere. Ecco come.

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La vita sessuale di questi tempi è sotto lo zero? Il desiderio pare morto, non ci sono stimoli se non in nuovi partner? Attenzione, è un gioco veramente pericoloso, anche perché puoi tranquillamente trovare quello che cerchi anche nel tuo partner…devi solo seguire alcune regole semplici ma essenziali.

 

A volte bastano una semplice carezza, uno sguardo e alcune piccole attenzioni per riaccendere la passione. Ecco cosa puoi fare in tre semplici step:

 

  1. Riscopri l’arte del corteggiamento. Cosa conta davvero? Spezzare la routine, quelle stesse cose che ogni giorno si ripetono, infinite! Se tutto è uguale a se stesso, non c’è stimolo né curiosità: quello che eccita il corpo e la mente sono le novità, anche nell’amore. Ecco perché siamo attratti da nuovi partner…cerchiamo in sostanza delle novità, qualcosa di fresco e di nuovo. Se facciamo attenzione ai nostri orari e alla cadenza con cui azioni e gesti sono ripetuti nel quotidiano, è chiaro che occorre sovvertire un po’ i ritmi, inserire qualcosa di diverso, di fantasioso per contrastare la noia. Piccole sorprese che possono fare piacere al partner o sorprenderlo. Cura molto l’aspetto esteriore, sorprendilo con biancheria sexy, con cenette intime, utilizza il tatto per esprimere la tua sensualità., lo sguardo, prenditi cura di lui con massaggi, oli profumati e musica sensuale.
     
  2. Coltiva l’intimità. Cerca di fermarti un momento per coltivare il dialogo con il partner. La relazione intima si alimenta con il dialogo, con la vicinanza psichica e fisica. Bisogna comunicarsi quasi tutto, almeno le incomprensioni, le cose fanno rabbia, che non si riescono a digerire. Parlare dei cambiamenti, delle aspirazioni senza mai chiudersi troppo in se stessi.
    Inoltre esprimere la propria gratitudine è opportuno quanto manifestare il proprio disaccordo: non c’è niente di più bello per il partner che ricevere un complimento o un’attenzione specifica, farlo sentire apprezzato e stimato! Dedicargli del tempo, ritagliarselo dai mille impegni quotidiani si può, basta dedicare l’ora X ad una passeggiata o un week end fuori casa. Anche fare attività in coppia serve a trascorrere del tempo prezioso con lui e concorre a riaccendere il desiderio e la complicità, anche sessuale.
     
  3. Alimenta il piacere. Ascoltalo e ascolta te stessa. Cosa ti piacerebbe fare nell’intimità? Non avere troppe remore, fai crollare tutti i tabù imposti che ancora ti trascini, non servono a nulla! I freni inibitori con il proprio partner vanno spazzati via, occorre vivere la vita sessuale con leggerezza e gioia, senza sensi di colpa. Condividi fantasie e desideri, non vergognarti del tuoi corpo e dì no se qualcosa non ti piace. Nella coppia non ci sono obblighi, ma desiderio e voglia di condivisione. Riscopri la sensualità nella comunicazione dei corpi, stimola i sensi toccando, annusando, guardando e parlando, nel sesso cambia spesso posizioni e cerca sempre di scoprire sensazioni nuove per arrivare al piacere più profondo.

 

Andromeda Aliperta

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Vuoi saperne di più sull'amore? Leggi  George Clooney ed Elisabetta Canalis: sarà vero amore? - Le pene dell’amore

 

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Donne senza Orgasmo: Colpa di fattori Emotivi urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-09-02 04:08:20

L' anorgasmia femminile è un problema comune a molte donne, forse si tratta del disturbo più frequente. Ci sono pochi studi sulla risposta sessuale femminile; uno tra questi è stato condotto, nel 1994, dalla National Health and Social Life Survey (NHSLS) negli Stati Uniti, su un campione di donne di età compresa tra i 18 e 59 anni. Il 24% delle intervistate riferiva l'assenza di orgasmo per diversi mesi. In Italia è stata condotta una ricerca simile dall'Istituto di Sessuologia Clinica nel 1997: anche in questo caso emerge che il 28,62% delle donne che richiedevano una consulenza sessuologica presentavano questo sintomo

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La percentuale più alta di anorgasmia femminile si è riscontrata nelle donne all'inizio della loro attività sessuale, tra i 18 e i 24 anni, mentre in campioni di donne oltre i 50 anni, 1 su 5 ha dichiarato di non aver “mai” o “quasi mai” raggiunto l'orgasmo.

 

L'anorgasmia femminile viene definita dal DSM-IV come la persistente o ricorrente inibizione dell'orgasmo che si manifesta con un ritardo o con l'assenza dello stesso dopo una fase normale di eccitazione sessuale. R. Basson (2004) ha messo in evidenza il ruolo importantissimo che i fattori emozionali e l' intensità motivazionale giocano nella risposta sessuale femminile.

 

Sono infatti da considerare 4 aspetti fondamentali:

 

1) la donna ha una soglia biologica più alta rispetto all'uomo, determinata dalla presenza di testosterone;

 

2) la motivazione della donna ad avere un'esperienza sessuale è influenzata da  gratificazioni e vantaggi non necessariamente sessuali;

 

3) l'eccitazione della donna è un fenomeno prettamente mentale e soggettivo;

 

4) il rilassamento orgasmico della tensione sessuale può o meno subentrare.

 

Molte donne hanno una forte aspettativa di dover raggiungere l'orgasmo con la penetrazione, considerandola la modalità più importante. Quasi il 55% delle intervistate in una ricerca condotta da M. W. Wiederman nel 1997, ha confessato di fingere l'orgasmo abitualmente; l'autore sostiene che questa tendenza può essere legata al bisogno di essere considerate buone partner sessuali. I problemi di orgasmo nella donna, tuttavia, non costituiscono fonte di stress sessuale o infelicità coniugale; molte donne riescono ad avere rapporti sessuali soddisfacenti anche senza il raggiungimento dell'orgasmo.

 

Dott.essa Mariateresa Muscillo - Sessuologa

 

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Vuoi saperne di più sulla sessualità? Leggi  Sesso: cosa desiderano davvero gli uomini - Colpo di fulmine: ma è vero amore?

 

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Sesso, Alcol e Giovani: più bevi e più dura? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-08-27 03:13:11

L' alcolismo è una problematica in aumento soprattutto tra i giovani e adolescenti. Esso sembra incidere moltissimo sulla sessualità, concorrendo alla manifestazione di numerose patologie

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Le discoteche sono piene di ragazzi che consumano alcol, droghe e pasticche in maniera sempre più massiccia. Il problema maggiore è rappresentato dal fatto che il consumo è diventato per molti di loro un' abitudine, un modo per entrare in contatto con altre persone, per disinibirsi, per sembrare meno impacciati e scacciare la timidezza.

 

Un numero sempre crescente di adolescenti mostra difficoltà nel relazionarsi ai propri pari e sopratutto con il sesso opposto. L'alcol in tal caso diventa un ausilio per togliersi dall'imbarazzo di un approccio difficile da attuare, un modo per stare con il gruppo e trasgredire a regole avvertite come strette.

 

Purtroppo l'uso costante di alcol porta a disfunzioni sessuali vere e proprie. É sicuramente vero che dosi blande contribuiscono ad una durata maggiore di prestazioni sessuali per gli uomini e disinibiscono molte donne che non si sentono attraenti; di contro, concorre alla formazione di sintomi quali l'eiaculazione ritardata o assente e la disfunzione erettile. Nelle donne invece l'alcool può incidere sul desiderio sessuale o sulla fase di eccitazione, ma l'effetto è meno visibile.

 

Come fare per prevenire questo problema oramai dilagante tra i giovani?

 

Ovviamente la sfera sessuale è la punta di un iceberg che nasconde un fardello enorme di problematiche sottostanti. Le difficoltà relazionali che molti ragazzi presentano ai giorni nostri sono dovute spesso a modelli familiari in frantumi, che non costituiscono un punto di riferimento per giovani che si trovano ad attraversare una fase difficile della vita, dove la formazione della personalità è ancora in progresso e avere delle regole diventa di fondamentale importanza. Le relazioni vissute in famiglia sono in bilico, fragili, a volte inesistenti; il ragazzo vive tra il bisogno di avere una base sicura e la voglia di sperimentare nuove relazioni.

 

La prevenzione deve soprattutto focalizzarsi sulle famiglie di questi ragazzi, sulle relazioni che esse hanno fornito ai figli e sul modello educativo. Diventa indispensabile sensibilizzare i genitori verso le problematiche dei propri figli, i quali devono cercare di creare un rapporto autorevole ma di vicinanza emotiva, che consenta loro di crescere in una libertà sicura e accogliente.

 

Dott.ressa Mariateresa Muscillo - Sessuologa

 

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Vuoi saperne sulla sessualità? Leggi Educazione sessuale obbligatoria in UK Giovani e Binge Drinking

 

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Disturbo dell’ Eccitazione nella Donna urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-08-26 02:38:50

L'attenzione del mondo scientifico rispetto al problema del disturbo dell'eccitazione si è focalizzata da sempre sulla risposta sessuale maschile, tralasciando il mondo femminile. Oggi le conoscenze sono ancora poche, ma sono stati fatti notevoli passi avanti

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Meno di una decina di anni fa si faceva molta confusione tra la disfunzione che riguardava l'eccitazione e la mancanza di desiderio o dell' orgasmo; c'era la tendenza a parlare del disturbo dell'eccitazione ascrivendolo unicamente ad una mancanza di lubrificazione.

 

L'eccitazione sessuale femminile è, difatti, estremamente complessa da valutare in modo oggettivo, poiché nella donna diventa importante considerare la soggettività dell'esperienza, influenzata non solo dalla valutazione conscia degli stimoli sessuali ma anche dal contesto emotivo-relazionale. I criteri diagnostici per individuare un disturbo dell'eccitazione femminile riguardano “la persistente o ricorrente incapacità di raggiungere o mantenere fino al completamento dell' attività sessuale un'adeguata risposta di eccitazione sessuale con lubrificazione-tumescenza della zona vaginale”.

 

Tuttavia ci sono ricerche che hanno messo in evidenza discrepanze tra le misure della riposta eccitazione vaginale/clitoridea e quelle della lubrificazione. Se ci si concentra sulla vasocongestione e/o lubrificazione vaginale si tralascia il ruolo dell'eccitazione clitoridea, che nella maggior parte delle donne è la principale fonte di eccitazione. Quindi alcuni autori (R. Basson, J. Berman, A. Burnett, ecc.) hanno ritenuto opportuno tenere in considerazione il coinvolgimento emotivo della donna nella risposta sessuale, arrivando ad una classificazione precisa del disturbo dell'eccitazione.

 

Disturbo soggettivo dell'eccitazione sessuale. La sensazione soggettiva di eccitazione derivante da qualsiasi tipo di stimolazione sessuale è blanda o assente, mentre la lubrificazione vaginale rimane intatta.

 

Disturbo genitale dell'eccitazione sessuale. Delinea una mancanza di eccitazione genitale (assenza di lubrificazione-tumescenza).

 

Disturbo dell'eccitazione sessuale persistente. Disfunzione che riguarda un'eccitazione sessuale spontanea, intrusiva e non desiderata in assenza di interesse sessuale.

 

Nel primo caso è necessaria la richiesta di consulenza presso una figura specializzata, ovvero un sessuologo, al fine di approfondire le cause psicologiche che sottendono questo disagio; negli altri due casi è consigliabile una visita medica da un ginecologo per esaminare l'eziopatogenesi fisiologica.

 

Dott.ressa Mariateresa Muscillo - Sessuologa

 

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Vuoi saperne di più su Sesso e Libido? Leggi  Disfunzioni sessuali per 2 donne su 3Sesso? No, grazie ho mal di testa!

 

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L’ADHD manda in crisi il Matrimonio urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-08-24 05:47:22

Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) di uno dei coniugi sarebbe alla base della fine di molti matrimoni. Negli Stati Uniti è stato di recente aperto un acceso dibattito sull'argomento ...

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Che la distrazione e la disattenzione siano la tomba dell'amore e del matrimonio lo sappiamo praticamente da sempre, ma che possano essere i sintomi di una vera e propria patologia, fatale per la coppia, è novità degli ultimi mesi. Secondo alcuni terapisti americani, a causare la fine di molte unioni sarebbe l'ADHD (o ADD), ovvero il disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

 

L'ADHD è una sindrome neuropsichiatrica infantile caratterizzata da iperattività, impulsività, difficoltà a mantenere l'attenzione, e quindi predisposizione a distrarsi. Da qualche tempo, però, si è cominciato a parlare di questo disturbo anche negli adulti; in pratica, chi soffre di ADHD da bambino, potrebbe continuare a manifestarne i sintomi anche in seguito.

 

Una delle difficoltà caratteristiche dell’ADHD negli adulti sarebbe quella di mantenere in piedi il proprio matrimonio ed è proprio questo l’argomento al centro del dibattito che si è scatenato negli Stati Uniti. Il New York Times, in un articolo piuttosto dettagliato sulla questione, ha citato uno studio secondo cui i matrimoni “malati” di ADHD hanno un rischio raddoppiato di andare incontro al fallimento.

 

Ma perché questo disturbo è così pericoloso per il matrimonio? Come si comporta, nel contesto familiare, un adulto con questa sindrome? Ecco l’identikit del coniuge affetto da ADHD, che emerge dall’articolo del New York Times, dai siti web e dai blog che stanno partecipando al dibattito. Chi soffre di ADHD tende a essere costantemente distratto dal lavoro o dai propri hobby, per esempio trascorre troppe ore su internet o a giocare ai videogames. Non collabora alle attività domestiche e trascura anche gli impegni fondamentali; dimentica, per esempio, di pagare le bollette o persino di andare a prendere i propri figli a scuola; tende a non ricordare l'anniversario di matrimonio, il compleanno del coniuge e altre ricorrenze importanti. È distratto nei confronti del partner e non gli dedica, quindi, le giuste attenzioni. È disordinato, disorganizzato e si comporta spesso in maniera infantile, lasciando tutto il peso della famiglia sulle spalle della propria metà.

 

Tutti atteggiamenti che, alla lunga, logorano il rapporto di coppia. A questo punto, però, una domanda nasce spontanea: dove comincia la sindrome e dove finisce la disattenzione fisiologica di cui spesso, da che mondo è mondo, si lamentano e si sono lamentate le donne?

 

Margherita Russo

 

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Disfunzioni sessuali per 2 donne su 3 urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-08-24 03:14:41

Due donne su tre soffrono o hanno sofferto di disfunzioni sessuali durante la loro vita e particolarmente tra i 18 e i 30 anni. Un recente studio conferma che queste disfunzioni tendono a ridursi dopo i 30 anni

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Uno studio dell`Hackensack University Medical Center (New Jersey, Usa), ha stabilito che le disfunzioni sessuali femminili che colpiscono le donne dai 18 ai 30 anni tendono a ridursi spontaneamente nel periodo che va dai 31 ai 54 anni. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista della British Association of Urological Surgeons. Sono state prese in esame 587 donne tra i 18 e i 95 anni e sono state indagate le sei aree delle disfunzione sessuale femminile (DSF): problemi di raggiungimento dell' orgasmo, mancanza di lubrificazione, insoddisfazione, dolore durante il rapporto, problemi di eccitazione e mancanza di desiderio. Queste disfunzioni sessuali colpirebbero il 63% delle donne.

 

Secondo Debra Fromer, dirigente del Centro per la Salute della vescica, della prostata e del pavimento pelvico della Hackensack University, che ha condotto la ricerca, non c’è un rapporto significativo tra le disfunzioni sessuali femminili e l'età, la menopausa o l'uso di antidepressivi selettivi.

 

Il problema maggiore che accomuna le donne è la mancanza di desiderio (47%). Al secondo posto troviamo l'anorgasmia (45%), quindi i problemi di eccitazione (40%), la mancanza di soddisfazione (39%), la mancanza di lubrificazione (37%) e il dolore provato durante il rapporto (36%). Ma c'è di più: le disfunzioni sessuali possono essere presenti in ogni fascia di età, però ciascuna di esse sembra vedere il prevalere di una delle sei disfunzioni.

 

Nella fascia che va dai 18 ai 30 anni l'anorgasmia prevale ed è quantificata col 54% delle donne intervistate. Al secondo e terzo posto vi sono l`assenza del desiderio (36%) e la mancanza di soddisfazione (28%). Nella fascia che va dai 31 ai 45 anni sono state registrate prevalentemente disfunzioni come l`assenza del desiderio (48%), l'anorgasmia (43%) e la mancanza di soddisfazione (40%). Tra i 46-54 anni riscontriamo l'assenza del desiderio (65%), la mancanza di soddisfazione (53%) ed anorgasmia (48%). Dai 55 ed i 70 anni l'assenza del desiderio (77%), anorgasmia (66%), la mancanza di soddisfazione (65%). Per le over 70 l'assenza del desiderio (96%), la mancanza di soddisfazione (88%) ed anorgasmia (87%).

 

Maria Melania Barone

 

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Vuoi saperne di più sui disturbi sessuali ? Leggi: Dispaurenia: 1 donna su 7 sente dolore durante il rapporto  -  Quando fare l'amore non è più un piacere

 

 

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Narcisismo e sessualità! urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-07-27 03:30:27

Il narcisismo è un disturbo di personalità molto diffuso ai giorni nostri, più di quanto possiamo pensare! Esso può essere connesso ad alcune problematiche sessuali

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Il Disturbo Narcisistico di Personalità è una patologia ben descritta dal DSM IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder) , il manuale di patologia psichiatrica, dove sono annoverate tutte le problematiche psicologiche. Chi soffre di tale disturbo ha una concezione di Sé grandioso, con fantasia di potere illimitato e successo, mostra un egoismo fuori dal normale ed un' empatia inesistente nei confronti degli altri. Pensa di avere il diritto su certe situazioni o cose, si circonda o di persone che lo fanno sentire superiore e perfetto o ricerca la vicinanza di individui che hanno un status molto elevato a conferma del suo essere speciale.

 

Tale disturbo, secondo l’American Association Psychiatric (APA), è stato diagnosticato nell’1% della popolazione mondiale e sembra essere più diffuso tra gli uomini dove le stime si collocano tra il 50 e 75%. Al giorno d’oggi i tratti narcisistici sembrano essere in costante aumento, basti pensare a quanto sia importante l’immagine esteriore. Le donne sono sempre più ossessionate dall’aspetto e le patologie dell’alimentazione sono numerosissime; gli uomini sono curati fino all’eccesso, con fisici sempre più scolpiti, depilazioni frequenti e attenzione smodata per il vestiario e i capi firmati. Infatti anche per loro sono in aumento i casi di disturbi dell’alimentazione e, in alcuni casi, di problemi sessuali.

 

Per le donne narcisiste la patologia sessuale più comune è il disturbo del desiderio: sono talmente preoccupate della propria immagine esteriore che perdono di vista tutta la sfera di piacere sessuale. Il piacere per loro è costituito dall’apparire e dall’essere considerati speciali dagli altri. Per quanto riguarda il mondo maschile, invece, le patologie più ricorrenti sono la disfunzione erettile e l’ eiaculazione ritardata. Nel primo caso si innesca il medesimo meccanismo descritto per le donne, mentre il ritardo dell’ orgasmo viene a simbolizzare “avarizia” rispetto al dare qualcosa all’altra persona.

 

Il poter concedere l’orgasmo alla partner è vissuto come un regalo fatto ad una persona ritenuta inferiore, che non merita una parte di sé tanto preziosa. Guarire dal Disturbo Narcisistico è possibile, anche se si tratta di un cammino lento e difficoltoso. I narcisisti non chiedono in prima persona la terapia, ma spesso sono indirizzati da chi gli sta vicino a causa della sofferenza che generano nelle persone care. L’unico modo per lavorare con loro è costruire una motivazione molto forte e una relazione terapeutica salda e duratura!

 

Mariateresa Muscillo - Sessuologa

 

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Problematiche sessuali e altre patologie! urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-07-26 03:44:14

Le disfunzioni sessuali attualmente conosciute sono molteplici e, purtroppo, sempre più diffuse; esse sono facilmente riconoscibili proprio per il loro impatto fisico ed emotivo. Tuttavia dietro a problematiche di questo tipo si nascondono nodi non risolti di natura diversa

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Bisogna innanzitutto distinguere tra cause fisiche o psicologiche delle disfunzioni sessuali: molte patologie possono avere natura fisiopatologica. Ad esempio la dispareunia (provare dolore durante i rapporti sessuali) può essere conseguenza di cistiti o infezioni vaginali di diversa entità e mal curate; oppure un disturbo dell' orgasmo nell'uomo può essere conseguenza di qualche anomalia nell'apparato genitale, come accade nel disturbo eiaculatorio retrogrado dove il liquido seminale non attraversa i copri cavernosi ma si riversa all'indietro nella vescica. Nonostante le cause fisiche, tali disturbi hanno delle conseguenze psicologiche molto importanti, determinando, in alcuni casi, alcuni effetti secondari: calo del desiderio, disturbi dell'orgasmo o dell'eccitazione.

 

Oltre a questi aspetti, per quanto riguarda le problematiche sessuali dobbiamo prendere in considerazione la comorbidità con altre psicopatologie più gravi, ovvero la concomitanza del disturbo sessuale con problematiche che riguardano l'individuo e la struttura della sua personalità. Per chiarire questo concetto, basti pensare al disturbo erettile, il quale è stato riscontrato con un valore statisticamente rilevante in persone che soffrono o di Disturbo evitante di Personalità, dove esistono gravi difficoltà relazionali e i rapporti intimi vengono evitati per paura del rifiuto, o di un Disturbo Narcisistico di Personalità, all'interno del quale le relazioni si presentano come problematiche per la presenza di tratti narcisistici e di onnipotenza.

 

Alla luce di questa breve disamina bisogna comprendere quanto sia importante fare un lavoro psicologico molto accurato. I metodi della sessuologia contemporanea seppur molto efficaci, devono essere supportati costantemente dal lavoro clinico; le mansioni o esercizi che in genere si danno durante la terapia sessuologica non servono a molto se poi non si considerano vissuti ed esperienze pregresse. Chi decidesse di chiedere aiuto ad un sessuologo deve essere disposto a mettersi in gioco anche sul piano relazionale e profondo; questo potrebbe essere un'importante occasione di crescita oltre che una possibile risoluzione ai propri problemi!

 

Dott.essa Mariateresa Muscillo - Sessuologa

 

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Schiavitù d'amore! urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-07-23 03:33:44

Storie d'amore tormentate, che creano sofferenza e infelicità, che portano all'annientamento dell'individuo e all'annichilimento dei bisogni e desideri più intimi! Nonostante questo non si riesce a uscirne fuori, a dire “Basta, finiamola qua!”

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Chi non ha mai sofferto per amore? Tutti, almeno una volta nella vita, si sono trovati in situazioni amorose complicate, alle quali è stato difficile rinunciare. Ma perché è così difficile porre fine a storie che non danno altro che sofferenza? La risposta può essere banale e scontata, ma sempre la stessa “La paura di restare soli!”. Proprio così, la solitudine è un sentimento che accompagna molte persone, anche quando si è circondati da miliardi di amici o familiari, perché non basta avere qualcuno vicino, bisogna avere la consapevolezza che quel qualcuno sia capace di sorreggerci e confortarci nei momenti di crisi e sofferenza.

 

La fiducia nella capacità delle persone care di starci vicino a volte non è abbastanza, al contrario si vive la sensazione che gli altri non ci riescono a sorreggere in modo adeguato e che si è destinati a portare il fardello dei propri vissuti negativi da soli. La conseguenza è che la paura della solitudine diventa dilagante e mette in moto dei meccanismi inconsci assurdi: si cercano persone non adeguate, che invece di dare sicurezze portano a disconferme continue di noi stessi come individui e dei rapporti intimi instaurati.

 

Ci si aggrappa tenacemente a compagni incapaci di dare amore, aridi ed egoisti, che in casi estremi usano violenza fisica e psicologica. Nonostante tutto non si riesce a scindere questo tipo di legame patologico, che diventa inaspettatamente più forte e duraturo. Si entra in un circolo vizioso, dove il sentirsi soli porta ad un legame di questo tipo, producendo un duro contraccolpo all'autostima e aumentando in maniera inesorabile la paura di trovarsi da soli.

 

È difficile dare dei buoni consigli in merito a questo argomento, perché molto probabilmente è difficile metterli in pratica. La razionalità potrebbe dare ragione su tutto ciò che è stato detto finora, ma l'istinto porta nei fatti ad agire altro. Se vi siete trovati o vi trovate in situazioni del genere, dovete prima o poi fare i conti col vostro senso di solitudine e con la paura che prende fissa dimora nel più profondo inconscio. Per fare questo cammino c'è bisogno di tanto coraggio e la voglia di farsi aiutare da qualcuno, di cominciare ad avere fiducia negli altri ed imparare ad affidarsi!

 

Mariateresa Muscillo - Sessuologa

 

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Cambiamento di sesso: un passo delicato! urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-07-21 03:33:31

Il mondo transessuale è molto complicato e variegato. L’immaginario comune pensa al transessuale come un travestito, che sceglie la vita di strada, spesso immischiato in affari di droga e di sesso, ma la realtà è un’altra

 

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Per capire bene cosa si intende per transessualità bisogna fare una distinzione tra due concetti molto importanti. Il primo è l’identità sessuale, che determina la categorizzazione di una persona nell’essere maschio o femmina, che va distinto dal concetto di identità di genere. Quest’ultimo non deriva dalla biologia e non riguarda l’orientamento sessuale, ma il sentirsi maschio o femmina. Nella maggior parte delle persone identità sessuale e di genere coincidono, ma non è una regola prestabilita: ci sono uomini che nascono in un corpo femminile e donne che nascono in un corpo maschile, i transessuali appunto.

 

Essere transessuali è molto difficile per la società che ci circonda: i risvolti che la cultura e i pregiudizi hanno su queste persone sono davvero rilevanti. Ci si scontra, infatti, con la vergogna, il senso di colpa, la rabbia delle persone care che non riescono ad accettare questo stato di cose e non riescono a far fronte ad una rete sociale ostile e pregiudizievole.

 

Molti trans decidono di operarsi, mettendo fine all’ambiguità della loro situazione. Questo è un passo che richiede molto coraggio, perché si va incontro ad un cambiamento radicale, non solo fisico ma soprattutto psicologico. Subire un’operazione, con tutte le procedure annesse (ormoni, farmaci e altro) è un strada molto difficile da affrontare ed è un cammino senza possibilità di ritorno. Tutto questo potrebbe provocare paura e timore, in alcuni casi terrore. Per non parlare delle procedure burocratiche: ottenere il cambiamento di sesso è un iter lungo ed estenuante a livello legale; addirittura passano anni prima di ottenere il permesso per fare l’operazione. La maggior parte dei transgender decide per questi motivi di non affrontare il passo finale, perché non si sentono pronti ad affrontare questi passaggi.

 

C’è tuttavia un altro fattore importante che influisce sulla loro decisione, ovvero la presenza di compagni che non favoriscono il processo di cambiamento o addirittura lo ostacolano. Questo perché molti di loro sono in realtà degli omosessuali mascherati, che non riescono ad ammettere a sé stessi e agli altri il loro stato di cose. Bisogna stare vicino a chi coraggiosamente decide di portare a termine il proprio obiettivo e cercare di invogliarli a chiedere aiuto a qualche esperto del settore che possa supportarli e sorreggerli in questo cammino lungo e difficile!

 

 

Dott.ssa Mariateresa Muscillo

 

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Sessualità e senso di colpa! urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-07-20 03:12:51

Il sesso è piacere: piacere di stare insieme, di condividere un’intimità, di provare l’ orgasmo, ecc. Tuttavia alcune persone di fronte al piacere possono provare paura e attuare un rifiuto. Come mai?

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Molte patologie sessuali sia maschili che femminili possono essere considerate come una difesa rispetto alla sfera del piacere; questo concetto suona strano ma è più diffuso di quanto si pensi. Ci si chiede, infatti, come sia possibile fuggire ad una cosa che produce benessere psico-fisico. La risposta può essere molto semplice: il senso di colpa!

 

Il senso di colpa può avere origini diverse. Per esempio un’ educazione religiosa molto radicata: principi inculcati durante l’infanzia e l’adolescenza, che hanno connotato la vita sessuale in maniera decisiva. Il sesso visto solo come un atto procreativo, dove il piacere non viene contemplato ma visto sotto veste negativa e peccaminosa. Non necessariamente ci deve essere un forte senso religioso, un’educazione molto rigida con principi indiscussi potrebbero influire sulla vita sessuale di molte persone. Il contesto culturale e familiare sono elementi molto importanti da considerare nella valutazione di un sintomo sessuale: alcuni eventi successi durante la propria vita possono essere stati vissuti in maniera traumatica perché le persone esterne hanno giudicato inadeguati alcuni comportamenti.

 

Se prendiamo in considerazione un esempio estremo ma purtroppo ancora presente che riguarda la mentalità di alcuni paesi meridionali, dove i rapporti sessuali per la donna sono accettati solo dopo il matrimonio e la trasgressione è punita con l’etichettamento, possiamo ben comprendere perché queste donne costruiscono un vissuto peccaminoso del sesso e come per molte di loro può accadere di viverlo con senso di colpa.

 

Si può vivere il senso di colpa anche in famiglie dove i genitori ostacolano la sessualità dei propri figli perché non accettano che questi stiano diventando grandi. Il risultato è che molte volte questi rimangono imprigionati nei propri modelli familiari per la lealtà che sentono rispetto ai propri genitori, arrestando la propria crescita personale. In tutti questi casi bisogna lavorare fino in fondo sul senso di colpa e cercare di alleviarlo. Diventa molto importante sradicare alcune convinzioni e trovare delle alternative. Vivere la vita senza piacere è viverla a metà: ci si potrebbe svegliare un giorno e pensare che sia troppo tardi per tornare indietro e ci si è perso un mondo di cose!

 

Dott.ssa Mariateresa Muscillo

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Quando non si tratta di eiaculazione precoce! urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-07-19 03:03:39

L' eiaculazione precoce è la disfunzione sessuale più diffusa e più conosciuta ai giorni nostri. Molti conflitti di coppia possono sfociare in questa problematica come anche problemi psicologici più profondi possono influire pesantemente sulla sessualità. Ma quando si può parlare di eiaculazione precoce?

 

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Nella mia pratica clinica mi sono trovata di fronte a un numero cospicuo di uomini che soffrono di eiaculazione precoce. Molti di loro presentano il problema da sempre e non hanno mai avuto la possibilità di un rapporto completo e soddisfacente; altri, invece, hanno visto insorgere la problematica in un secondo momento, a seguito di un rapporto di coppia conflittuale e difficile. La cosa sorprendente è tuttavia il numero cospicuo di uomini che credono di essere eiaculatori precoci, ma di fatto non presentano il problema; questi ultimi sono per lo più giovani dai 20 ai 30 anni.

 

Il motivo per cui tanti individui pensano di avere una problematica di questo genere è dovuto in gran parte ad una disinformazione riguardo alla sessualità. Il loro immaginario rispetto alle prestazioni sessuali è di una lunga durata, con la convinzione che la donna possa provare piacere solo o sopratutto attraverso la penetrazione lunga e sostenuta.

 

Durante la fase di diagnosi, si cerca di esplorare l'esperienza del paziente e nel momento in cui l'esperto si accorge di non essere di fronte ad una problematica reale, è suo dovere fare informazione in merito. I criteri per riconoscere un caso di eiaculazione precoce non risiedono sicuramente nella durata, ma nella capacità di controllo dell'uomo rispetto alla spinta eiaculatoria. Quindi le domande ricorrenti riguardano appunto il senso del controllo rispetto all'orgasmo, la differenza tra il primo e il secondo rapporto sessuale a distanza ravvicinata, le conoscenze rispetto al piacere femminile e le fantasie ad esso annesse.

 

È importante rassicurare sulla non presenza di questa problematica, altrimenti si potrebbe creare un circolo vizioso dove la convinzione di essere eiaculatore precoce porta, per l' ansia che si crea, a soffrirne in un secondo momento. Per cui il suggerimento che possiamo fornirvi è quello di consultare un esperto del campo, un sessuologo, e chiedere informazioni, evitando di prendere farmaci o medicinali che non porterebbero a nessun miglioramento!

 

 

Mariateresa Muscillo

 

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La terapia sessuologica: quando viene consigliata! urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-07-15 07:03:14

I problemi della sfera sessuale sono molto diffusi, anche se non sempre emergono facilmente. Ciò è dovuto soprattutto al senso di vergogna che in taluni casi nasce spontaneo, ma molto spesso manca la consapevolezza che ci sia una vera problematica!

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Ormai si sente parlare sempre più spesso di eiaculazione precoce e ritardata, di vaginismo e dispareunia, di disturbo del desiderio, ecc. L’informazione che viene data attraverso i media è stata di grande aiuto, perché ha sensibilizzato il pensare comune su tali tematiche ed ha fornito il giusto coraggio ad alcune persone, spronandole a chiedere aiuto. Purtroppo non bastano le notizie mediatiche per risolvere i disturbi sessuali. Capita, talvolta, che ci si fermi lì: le resistenze rispetto a una guarigione sono sorprendentemente alte! Con un percorso psicoterapeutico adeguato, infatti, si rompono degli equilibri presenti che tendono ad essere salvaguardati, perché aiutano l’individuo ad andare avanti nonostante il suo disagio. La rottura di tali equilibri può provocare una crisi profondissima, che mette in discussione ogni cosa, motivo per cui la maggior parte delle persone proprio in questa fase abbandona ogni tentativo di guarigione.


La terapia sessuologica è l’unico modo per uscire da alcune problematiche radicate, perché solo attraverso l’esplorazione di alcuni vissuti particolari, di esperienze precedenti, di emozioni quali rabbia, angoscia, frustrazione, tristezza, si può arrivare ad una guarigione. Essa, inoltre, è una terapia mansionale, che si avvale dell’utilizzo di esercizi o mansioni da fare in coppia. Tali mansioni servono al/alla paziente a mettersi in contatto diretto con le sensazioni del proprio corpo e di quello del/della partner, creando un nuovo modo di vedere la sessualità.

 

Intraprendere un discorso terapeutico può essere importante se alcune problematiche sono vissute con molto disagio. Proprio in questi casi la motivazione al cambiamento deve essere molto forte e può essere considerata la chiave d’accesso al mondo interiore del paziente.

 

Dott.ssa Mariateresa Muscillo

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Cervello: quello maschile va in tilt davanti ad una donna sexy urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-07-09 03:39:28

Il fascino femminile distrae gli uomini e fa andare in tilt le loro facoltà mentali: uno studio spagnolo ha dimostrato che davanti ad una donna sexy il cervello maschile non ragiona più. Ma non solo. Davanti ad una bella donna aumenta l’ormone cortisolo che può causare diversi disturbi come l’aumento di glicemia nel sangue

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Davanti ad una bella donna, lucidità, concentrazione, ma anche circolazione e pressione vanno in tilt. E’ quanto appurato da un esperimento condotto dall’università di Valencia in Spagna su un gruppo di 84 studenti. Chiusi in una stanza ad esercitarsi con il sudoku ed esercizi di logica da risolvere, si sono trovati di fronte un uomo e una bella donna.

Quando l’uomo è uscito e i ragazzi sono rimasti chiusi nella stanza con la donna, si sono subito distratti e la maggior parte di loro non è riuscita a terminare in tempo la prova.

 

Ma cosa è accaduto nel cervello di questi ragazzi? Il cervello maschile perde la concentrazione davanti al fascino di una bella donna. In più la ricerca spagnola ha dimostrato che si alza il livello di un ormone, il cortisolo, che fa aumentare la glicemia (gli zuccheri) nel sangue. Questo accade perché la presenza di un donna piacente può causare una sorta di ansia da prestazione e indurre a pensare che ci siano opportunità di corteggiamento: prevale il primordiale istinto del cacciatore dinanzi alla preda da conquistare. Inoltre l’innalzamento del cortisolo è prodotto in situazioni di stress e un eccesso può portare, oltre che a iperglicemia, ad una perdita di tono muscolare, colite, gastrite e diabete.

 

Ma c’è di più. Se la “preda” risulta impossibile la reazione è ancora più violenta e i livelli di cortisolo vanno alle stelle. Insomma, davanti a dive e ad attrici bellissime, gli uomini perdono letteralmente la testa. Ma non è finita. Davanti a curve, sguardo intenso e portamento sensuale, negli uomini si innalza il testosterone, ormone prodotto dai testicoli e tutto l’organismo si mette in guardia, si prepara e si sente un forte coinvolgimento sessuale.

 

E le donne? Le donne, non sarebbero messe ko da un bell’uomo. La reazione femminile è più di stupore e invece del testosterone, al massimo si attivano serotonina, dopamina ed estrogeni, ormoni che danno piacere, curiosità e benessere.

 

 

Andromeda Aliperta

 

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Gelosia patologica! urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-07-07 02:57:48

“L' amore non è bello se non è litigarello!”: la classica frase che va bene per tutti gli innamorati. I litigi sono presenti in tutte le coppie, servono a confrontarsi e a crescere insieme. Non sempre però possono essere considerati un buon segno, specialmente se a farli scatenare sono gelosie irrazionali e patologiche

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Un po' di gelosia dà sicuramente pepe e condimento ad un rapporto di coppia, offre la possibilità di sentirsi importanti per l'altro. Tuttavia se diventa onnipresente e ossessiva rischia di ledere qualsiasi legame anche quello più forte. La gelosia patologica è soprattutto presente in coppie molto simbiotiche, dove non esiste un “noi” composto da due individualità separate, ma è frutto e mescolanza di due personalità dai confini non definiti, che si completano a vicenda senza però lasciare spazio ai bisogni e desideri soggettivi. La gelosia in questi casi si manifesta sotto forma di controllo, che può essere sottile e nascosto o al contrario può diventare più sfacciato ed invadente.

 

Ad ogni modo esso è una modalità sbagliata, che va ad intaccare lo spazio dell'individuo, dove l'unico modo di concepire la coppia è quello di manipolare la vita dell'altro. Anche il semplice controllare il cellulare diventa uno sconfinamento nello spazio dell'altro oppure il chiamare ossessivamente per sapere ogni singolo movimento del partner oppure leggere la posta elettronica e via dicendo. Questi sono piccoli esempi di gelosia, che vengono accettati dal pensiero comune e la maggior parte della gente crede che per certi versi sia normale tenere sotto osservazione il proprio compagno.

 

Non è proprio così, perché a lungo andare si potrebbe avere una rottura irreversibile del rapporto, poiché la voglia di riappropriarsi del proprio spazio vitale prima o poi si fa sentire. Esistono, inoltre, forme molto più gravi de gelosia, che sfociano in atti violenti, pedinamenti, persecuzioni e in casi estremi in omicidi e suicidi. Molto probabilmente la gelosia e il controllo derivano da alcune modalità apprese in famiglia, dove i rapporti simbiotici sono vissuti come normali e il controllo è un modo per rimanere uniti.

 

Ecco perché quando scegliamo un partner e questo presenta una forte gelosia ci dobbiamo domandare come mai la nostra scelta è ricaduta su di lui cercando le cause nella nostra storia familiare e nei modelli che abbiamo appreso!

 

 

Dott.ssa Mariateresa Muscillo

 

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Sesso e potere! urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-07-06 03:12:49

Il sesso è un'esperienza di piacere intenso ed espressione di istinti primordiali, ma allo stesso tempo è un gioco di potere! Quanti esempi si possono trovare di uomini di potere accompagnati da donne bellissime, oppure di donne ricche con ragazzi molto più giovani di loro

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La credenza comune è che siano i soldi ad unire queste coppie e forse in molti casi effettivamente è così. Ci sono, tuttavia, casi in cui il denaro non incide in maniera più assoluta sulla formazione di queste coppie e questo è spiegabile attraverso il fascino esercitato dal potere.

 

L'uomo di potere possiede un grande carisma, un'indiscussa ed inevitabile attrattiva per donne che cercano sicurezze e certezze. Queste ultime si sentono protette e sicure accanto a dei compagni che sono ammirati e rispettati da tutta la società. Il potere può essere visto anche sotto un'altra ottica: parliamo delle patologie sessuali più comunemente trattate nelle terapie sessuologiche.

 

Un sintomo è l'espressione massima di potere di un componente della coppia sull'altra. Basti pensare all' eiaculazione precoce, dove l'uomo di fatto sottrae piacere alla donna: il sintomo, in questo caso, può essere visto come una rivincita inconsapevole rispetto al potere esercitato dalla partner nelle decisioni di coppia, una forma di aggressività non esplicitata ma comunque distruttiva. Le donne che soffrono di vaginismo negano totalmente al compagno il sesso, oppure la dispareunia che lascia comunque un senso di colpa per il dolore provocato alla persona amata e via dicendo.

 

Ci sono, infine, casi in cui il possesso di potere si mescola fortemente con il modo di fare sesso. Si tratta di persone che esercitano potere nella vita di tutti i giorni, nel lavoro e tra gli amici, ma nel sesso soffrono di masochismo, cioè si eccitano solo se maltrattati dal proprio partner. Casi di questo genere sono molto ricorrenti, più di quanto non si pensi e arrivano anche a forme estreme.

 

Ciò dimostra quanto sia complessa la mente umana: la sfera psicologica si mescola continuamente a quella sessuale e l’una deve per forza di cose considerare l'altra. Per questo motivo bisogna riflettere sulle proprie modalità di relazione e, nel caso in cui si abbiamo dei problemi di carattere sessuale, si prospetta la necessità di creare dei nessi con i vissuti e le emozioni più profonde.

 

Dott.ssa Mariateresa Muscillo

 

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Sesso: perfetto se dura 10 minuti. Oltre diventa noioso urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-07-05 02:48:21

La durata ideale di un rapporto sessuale sarebbe 10 minuti. Oltre queste tempistiche il sesso diventerebbe sgradevole e noioso. A sostenerlo è un gruppo di psicologi della Penn State University (USA), capitanato da Eric Corty e Jenay Guardiani

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Ebbene sì. La “durata” conterebbe, ma fino ad un certo punto. Questo è quanto scoperto dall’equipe, che per arrivare a questa conclusione ha intervistato 50 “esperti del sesso” facenti capo alla “Society for Sex Therapy and Research”. I risultati sono i seguenti: un rapporto sessuale che non supera i 2 minuti non è molto apprezzato dalla partner femminile, dai 3 ai 7 minuti diventa “accettabile”, oltre i 13 minuti diventa sgradevole e noioso.

 

La durata perfetta si aggirerebbe attorno ai 10 minuti, in barba agli stereotipi e alle leggende metropolitane sui “tour de force” sessuali che durano tutta la notte (ed oltre) e che donano momenti di impareggiabile piacere e passione alla coppia interessata.

 

Il Dott. Corty ha spiegato che questi dati sono soltanto delle stime e che, per essere soddisfacente, un rapporto sessuale avrebbe bisogno di altri elementi (come i sentimenti provati per l’altro, la fiducia reciproca, l’intimità raggiunta, e molto altro) per funzionare alla perfezione. L’esperto ha anche aggiunto che la consapevolezza di alcuni “limiti fisiologici” e la perfetta intesa tra i partner molto spesso permette di superare i problemi relativi alla durata, una delle principali fonti di preoccupazione per gli uomini di ogni età.

 

 

Lucia D'Addezio

 

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Sesso: tutto quello da evitare, per lui e per lei urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-07-01 04:37:22

A volte anche la prima volta che si fa l’amore possono capitare incomprensioni e veri e propri fallimenti, sia per lui che per lei. Ecco cosa fare e non fare mai per evitare che tutto diventi un flop

 

 

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Per la coppia, ma anche per chi da poco sta vivendo una storia o è alle prime armi, ecco cosa non fare per far scappare subito un uomo o far spaventare e fuggire per sempre una donna. Senza dimenticare mai la regola numero1: avere sempre la massima spontaneità e rispetto per se stessi e per il proprio partner.

 

Dedicato a lei:

 

1. Donne, non trascuratevi mai! Sempre a posto con la biancheria, pulita, carina e sexy. Pelle liscia, morbida e profumata. Fatevi la ceretta anche quando non si batte chiodo, mettete sempre una bella biancheria e una crema, non si sa mai che incontro facciate. Meglio tenersi pronte!

 

2. Nell’intimità non fate i manichini. La timidezza ha spesso il potere di bloccare le donne durante il sesso. Questo non è molto piacevole, sia per l’uomo che per la donna. Seguite i movimenti del partner, partecipate, regalate emozioni al partner, dite qualcosa.

 

3. Niente eccessi o esagerazioni. Per carità, non strafate. Non siate né troppo pudiche, né troppo aggressive, e non cercate di trasformarvi in una pornostar. Atteggiamenti del genere spaventano e spiazzano gli uomini: meglio una via di mezzo!

 

4. Attenzione alla sciatteria. Non dimenticarsi mai del proprio lato sexy, anche dopo tanti anni di matrimonio. Stare attente a non “imbefanirvi” troppo. Spesso gli uomini scappano con altre donne proprio perché le proprie compagne mostrano scarso interesse a letto, si curano poco e perdono la sensualità… ma la sensualità non si perde, è solo frutto di allenamento costante!

 

Dedicato a lui:

 

1. Non siate frettolosi. Le donne odiano la fretta, amano le coccole e i baci. I preliminari sono fondamentali per una buona riuscita del sesso ed è importante far sentire la propria partner desiderata e amata se volete avere successo.

 

2. Non siate egoisti. Non abbiate fretta di soddisfare il vostro piacere, ma cercate di concedere più attenzione alla partner. Il risultato sarà un rapporto molto più soddisfacente.

 

3. Non abbiate troppe pretese. L’amore deve essere spontaneo e non basarsi su pretese o costrizioni. Bisogna godersi il momento, senza pensare di vivere in un film hard, perché si rischia di spaventare e di allontanare la partner.

 

4. Non vi buttate di peso sulla donna, non schiacciatela letteralmente con il vostro peso! Puntate sempre sulla dolcezza.

 

5. Non siate presuntuosi, non pensate di sapere con certezza come dare piacere ad una donna. Ogni donna è diversa e va coinvolta nel piacere con partecipazione e spontaneità Spesso le donne si vergognano perché hanno paura di ferire gli uomini. Quello che conta è parlarne con semplicità e complicità.

 

Per lui e per lei:

 

1. Non dimenticate mai i baci, il luogo più intimo, la vera e propria zona erogena del nostro corpo. Dal bacio parte tutto, l’eros, l’amore, il desiderio.

 

2. Non fare sesso meccanico. Non c’è niente di peggio che il fare sesso perché “si deve fare”. Non è ginnastica, ma serve sempre un po’ di intimità, ritmi dolci, attenzioni.

 

3. Non siate mai troppo distaccati. Massaggi e carezze sono un ottimo modo per perpetuare l’intimità tra un rapporto sessuale ed un altro.

 

Andromeda Aliperta

 

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Quando manca l’eccitazione! urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-30 04:24:26

Si pensa comunemente che il sesso sia una cosa istintiva ed automatica, in parte lo è. I meccanismi che sottendono la risposta sessuale sono immediati, ma può succedere che vi sia un blocco e che essa non riesca a percorrere il suo iter naturale

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Desiderio, eccitazione, orgasmo e risoluzione: sono queste le quattro fasi della risposta sessuale, individuate per la prima volta negli anni Settanta dagli studiosi Master, Johnson e Kaplan. Queste fasi si succedono una all’altra: il desiderio innesca l’eccitazione che a sua volta favorisce la scarica orgasmica con conseguente pausa refrattaria.

 

Ma cosa succede se la fase dell’eccitazione viene a mancare?

 

Negli uomini il disturbo dell’eccitazione è più visibile, perché la disfunzione erettile, patologia che riguarda proprio questa fase, è un problema piuttosto diffuso tra gli uomini. Bisogna considerare anche un altro fattore: gli uomini che chiedono consulenza sessuologica per risolvere la disfunzione erettile sono tanti, perché è un problema molto limitante, che impedisce quasi del tutto i rapporti sessuali. Per questo motivo gli studi e le conoscenze su tal argomento sono molto più approfondite.

 

Anche per le donne esiste un disturbo dell’eccitazione, molto meno visibile ma comunque molto diffuso. C’è da dire che sul versante femminile questa è una patologia meno limitante, perché comunque si riescono ad avere dei rapporti sessuali, spesso dolorosi a causa di una lubrificazione non adeguata. La risposta sessuale in questo caso subisce ugualmente una modifica sostanziale, influendo negativamente sull’ orgasmo. Tuttavia le donne che richiedono l’aiuto di un esperto sono poche, soprattutto se il disturbo dell’eccitazione è primario (ovvero presente da sempre).

 

Manca in questi casi, la consapevolezza piena del piacere del sesso, proprio perché non si è mai provato. Nel caso in cui la patologia sia insorta in un secondo momento (disturbo secondario), la probabilità di chiedere una consulenza sessuologica è molto più alta. Le cause del disturbo dell’eccitazione possono essere tante: fisiche, psicologiche, culturali. Bisogna, in questi casi, fare riferimento a figure competenti per esplorare i vissuti e trovare la giusta chiave di lettura rispetto ai propri limiti. Ogni sintomo deve essere considerato come un segno di guarigione, un modo della nostra psiche di fare venire a galla ciò che vogliamo sottacere, un segno che ci può indicare la strada della guarigione!

 

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Allarme infertilità maschile: sempre meno spermatozoi urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-30 02:47:29

E’ bastato appena un ventennio di vizi e di vita poco salutare a mettere a repentaglio la capacità riproduttiva maschile. ProCrea, noto centro svizzero specializzato in fecondazione assistita, ha condotto una indagine accurata sulla fertilità maschile, rilevando un preoccupante dimezzamento del numero di spermatozoi presenti nello sperma umano

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Secondo le recenti stime, negli ultimi venti anni la concentrazione media di spermatozoi si sarebbe ridotta del 50 per cento a causa di stress, alcool, sigarette e vita sedentaria. La fertilità maschile sarebbe in crisi ed il calo del numero di spermatozoi nel seme umano ne sarebbe la diretta conseguenza.

 

Già altri dati precedenti, raccolti tra il 1940 ed il 1990, avevano allarmato la comunità scientifica mettendo in  luce un calo della concentrazione media di spermatozoi da 113 a 66. Adesso ProCrea rincara la dose mettendo sul banco degli imputati non solo le nuove malattie andrologiche ma anche, e soprattutto, lo stile di vita degli uomini, fatto di poca attività fisica, stress e abuso di sigarette ed alcool.

 

Attualmente esistono numerose cure e trattamenti per risolvere parte dei problemi che minano la fecondità dell’uomo: si è stimato che un terzo dei soggetti dichiarati “non fertili” possa ritrovare la paternità naturale (senza dover, cioè, ricorrere a tecniche di fecondazione assistita) sottoponendosi a semplici cure di routine. Il problema principale è che gli uomini spesso si preoccupano della loro fertilità solo quando vogliono diventare padri. Poco hanno fatto le campagne di sensibilizzazione sul tema, che hanno attecchito in maniera modesta sulla popolazione maschile.

 

Gli uomini dovrebbero sottoporsi periodicamente a visite andrologiche e ricorrere al medico al primo manifestarsi di problemi relativi all’apparato riproduttivo. Il consiglio del medico può risolvere con semplicità problemi che con il tempo potrebbero portare a patologie più complesse e spesso permanenti.

 

Lucia D'Addezio

 

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Mamma, come si fanno i Bambini? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-24 05:18:55

A 3 anni, nell’ età dei perché e della scoperta dell’ identità sessuale, è facile aspettarsi la fatidica domanda: “Come si fanno i bambini?”. Sarebbe bene perciò “prepararsi” risposte chiare e soprattutto adeguate ad un bambino ancora piccolo

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Ecco gli errori da evitare:

 

Eludere la risposta. La tentazione di sbrigarsela con frasi del tipo “Sei troppo piccolo, te lo spiegherò quando sarai grande” certamente non lo accontenteranno. Possono forse azzittirlo, ma ben presto il piccolo tornerà alla carica. Inoltre, per un bimbo che ancora confonde ieri con domani, il concetto di futuro è troppo astratto. I bimbi vivono di realtà: vedono per strada coppie che si baciano, la zia con il pancione e il sesso così come la nascita diventano curiosità da soddisfare.

 

Fornire informazioni non richieste. C’è chi commette l’errore opposto: non solo risponde alle curiosità del bambino, ma addirittura le anticipa, tenendo una vera e propria lezione. Questo è pretendere troppo; inoltre si toglie naturalezza ad un argomento su cui gli interrogativi devono nascere spontaneamente.

 

Usare un linguaggio tecnico. Spiegare ad un bambino di 3-4 anni in modo scientifico le funzioni egli organi genitali o come avviene un rapporto sessuale significa non rispettare la visione “fantastica” del mondo tipica dell’universo infantile. Questo non significa, d’altro canto, affannarsi a trovare esemplificazioni che magari risultano poco congeniali e allontanano dalla realtà. Piuttosto si può cercare di raccontare, con un tono un po’ fiabesco, che il “semino di papà ha incontrato l’ovetto della mamma…”

 

Affidarsi solo ai libri. Oggi, in aiuto ai genitori, vi è tutta una serie di libri illustrati e di altri ausili, come cartoni animati pensati apposta per le diverse fasce d’età. Sono sicuramente un’ottima traccia e fonte d’ispirazione. Tuttavia il bambino desidera essere rassicurato dai propri genitori.

 

Dott.ssa Giorgia Penserini

 

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Uomini: dalla voce si misura la potenza sessuale urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-23 05:32:09

Da un esperimento recente risulta che le donne considerano i toni bassi e profondi degli uomini sintomo di virilità e di potenza sessuale e che ci vogliono soltanto due parole per capirlo. Modulare la voce, insomma, sarebbe garanzia di successo sicuro con le donne

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L’uomo non piace soltanto forte e muscoloso, anzi. Potrebbe anche essere più mingherlino ma avere comunque un’attrattiva sessuale notevole sulle donne. Come? Grazie alla modulazione della voce e ai toni bassi e profondi.

 

Lo dice un esperimento, riportato di recente da Repubblica: un’équipe di scienziati californiani ha messo alla prova un certo numero di donne sulla virilità della voce maschile. La ricerca è apparsa sulla rivista The Proceedings of the Royal Society ed è consistita nel mostrare e far ascoltare al campione femminile un certo numero di uomini e di voci maschili. Il risultato è stato che, sono bastate soltanto due parole per definire il livello di virilità di alcune voci, non necessariamente associate a maschi dall’aspetto forte e muscoloso.

 

I toni più sexy sono risultati quelli bassi e profondi, molto modulati. Le voci più apprezzate sono state quelle di Cary Grant, George Clooney, Richard Burton, Russell Crowe. Uomini, del resto, già affascinanti. In più, da studi universitari fatti sull’acustica, si è rilevato che la conversazione diventa più intima proprio quando i toni sono più bassi e modulati. Ecco perché questo è molto apprezzato dalle donne, che vedrebbero nei toni di voce maschili modulati e profondi una sensuale promessa di maschia virilità.

 

Ma da cosa dipende il timbro di voce?

 

Il timbro di voce è una diretta conseguenza del testosterone, ecco perché le donne ne sono attratte. Il testosterone è infatti, l’ormone che fa sviluppare i caratteri sessuali secondari maschili e regola la fertilità. Anche la voce, nell’uomo, si sviluppa nella pubertà quando il testosterone comincia a potenziare i caratteri sessuali maschili. Del resto, l’uomo ha dovuto allenare la forza e la potenza della voce da sempre, da quando doveva difendersi dalle bestie feroci incutendo paura, fino alle più moderne tecniche attoriali ( e non solo) per ammaliare le donne di ogni tipo e nazionalità.

 

Andromeda Aliperta

 

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Sesso dopo la menopausa! urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-22 04:31:20

É risaputo che le donne hanno un ciclo ormonale particolare; i livelli sono molto incostanti e presentano degli sbalzi improvvisi. Un periodo sicuramente delicato è costituito dalla menopausa!

 

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A livello ormonale, la menopausa porta ad un cambiamento repentino con trasformazioni fisiche evidenti: ci possono essere, ad esempio forti variazioni di peso oppure la pelle può trasformarsi più rapidamente rispetto al passato, mettendo in evidenza rughe prima inesistenti, e altro ancora. Oltre alle evidenze estetiche, il rischio di contrarre malattie cardiopatiche diventa esponenzialmente più elevato e l' osteoporosi è uno dei sintomi più facilmente riscontrabili nelle donne in menopausa. I risvolti psicologici sono forti e in alcune occasioni possono incidere sulla sessualità!

 

Il sesso dopo la menopausa, infatti, può essere visto con occhi diversi. Molte donne, per esempio, reagiscono ai cambiamenti fisici con un disinteresse crescente verso l'intimità e i rapporti sessuali. I motivi potrebbero essere diversi. Innanzitutto ritrovarsi da un giorno all'altro con un corpo molto diverso, può portare alla non accettazione di sé: diventa difficile concedersi la sessualità quando non ci si piace! Inoltre, il livello ormonale più basso potrebbe influire in modo negativo sul desiderio sessuale, anche se non costituisce un valido motivo per spiegare l'assenza di iniziativa sessuale.

 

Altro fattore molto importante da considerare è la perdita di generatività: si può avvertire un senso di vuoto e di frustrazione rispetto al fatto di non poter avere più figli. Nei casi in cui la donna ha una profonda convinzione religiosa, tale sensazione è ancora più radicata, perché il sesso perde quel significato di cui prima era investito, ovvero la procreazione. Ci sono casi in cui alcune donne, per i motivi sopra descritti, declinano le avances dei partner, negando loro rapporti intimi comunque ricercati e desiderati. Questo potrebbe costituire un vero e proprio problema nella coppia, perché la sessualità è importante anche in età matura.

 

In tali casi, bisognerebbe lavorare sul modo di vedere il sesso, a prescindere dalla procreazione. Inoltre è importantissimo concentrarsi sulla rielaborazione dell'immagine di sé e sull'accettazione dei cambiamenti del corpo, sui propri limiti e pregi. La sessualità in questa fase della vita potrebbe essere vissuta con la tranquillità e la serenità giusta, accompagnata da sensazioni nuove e mai provate!

 

Dott.ssa Mariateresa Muscillo

 

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Disfunzione erettile: è possibile guarire? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-16 04:50:50

La sessualità per gli uomini è un aspetto di vitale importanza: è un modo di relazionarsi al gentil sesso ed un argomento da condividere con altri uomini. Quando si verifica un problema in tale ambito, i disagi conseguenti sono molteplici, soprattutto se ci si trova di fronte a casi di disfunzione erettile....

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La disfunzione erettile o meglio conosciuta “impotenza” maschile viene definita come una persistente e durevole perdita dell'erezione da parte dell'uomo, durante i rapporti sessuali. La penetrazione non avviene quasi mai, provocando insoddisfazione nella donna e angoscia nell'uomo. Si tratta di un problema molto pesante a livello psicologico, in quanto il maschio si sente sminuito nella sua virilità, privato dell'esperienza piacevole del rapporto sessuale; inoltre sperimenta vergogna e senso di colpa nei confronti della propria donna e ha difficoltà ad individuare delle possibili soluzioni.

 

La disfunzione erettile può essere conseguenza di un rapporto di coppia non funzionale, dove c'è uno sbilanciamento di potere. L'uomo in tali casi ha un comportamento aggressivo-passivo nei confronti della partner: apparentemente succube e indifeso, nella realtà accumula rabbia, di cui molte volte non è consapevole, che riesce ad esprimere solo attraverso il sintomo sessuale, un arma a doppio taglio che sottrae piacere non solo a lui ma anche a lei.

 

Più complessi sono i casi in cui la disfunzione erettile è presente nella vita di un individuo da sempre: le cause, in questo caso, sono più profonde e da ricercare in vissuti psicologici più antichi. Guarire da questa patologia è possibile, sia che essa sia primaria (presente da sempre) o secondaria (insorta in seguito a un periodo di stress); basterebbe rivolgersi ad un esperto del settore, un sessuologo. Ovviamente, quando ci si trova di fronte ad un paziente che soffre di disfunzione erettile, è importante escludere in primo luogo cause organiche e qualora sia stata accertata la totale assenza di traumi fisici, bisogna passare ad una terapia sessuologica.

 

Quest'ultima dura più o meno 5/6 mesi all'incirca, dove diventa di fondamentale importanza la motivazione che il paziente investe nella guarigione. Anche i casi di patologia primaria possono essere risolti con successo se il paziente è disposto a mettersi in gioco con la volontà ferrea di risolvere il suo disagio. È importante sottolineare questo aspetto poiché affrontare certi temi non è mai semplice e le resistenze che si possono avere sono numerose. Può risultare estremamente difficoltoso mettersi a nudo rispetto ai propri limiti e insicurezze, ma sicuramente è l'unico modo per crescere e aiutarsi a stare meglio!

 

Dott.ssa Mariateresa Muscillo

 

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La prima volta, sempre più presto e sempre più a rischio urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-14 04:43:58

Oggi le ragazzine hanno rapporti completi a 14 anni e la tendenza sembra non arrestarsi. Anzi, la prima volta è sempre più anticipata con conseguenze psicologiche negative e rischi di malattie dimenticate come la sifilide

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Un tempo esistevano alcune malattie, dette “veneree” che colpivano spesso i soldati in licenza. La più famosa era la sifilide e veniva presa dai soldati perché nelle loro licenze frequentavano sessualmente una o più prostitute. La scarsa igiene e l’ignoranza, contribuivano alla diffusone di certe malattie.

 

Oggi, a rischiare sono soprattutto gli adolescenti, con un occhio di riguardo per le ragazze. E’ l’istituto superiore di sanità a indicare che negli ultimi anni la sifilide ha avuto un incremento del 60%. Inoltre, come registrato dalla Sigo ( Società italiana di ginecologia e ostetricia) l’età della prima volta si è abbassata a 14 anni. Su un campione di 600 ragazze, risulta che una quattordicenne su sei ha già avuto un rapporto sessuale completo. Per sei su dieci la prima volta accade dai 15 ai 18 anni. Ma quello che è peggio è che il 45% non usa una protezione e il 20% si affida al coito interrotto. In più, tra di loro regna l’ignoranza totale. Infatti, almeno la metà del campione, decide tutto da sola e si affida alle amiche per prendere informazioni. Solo il 38% ha fatto una visita ginecologica e il 7% ha consultato uno specialista per sapere quale contraccettivo usare.

 

Inoltre, come già detto, si rischiano malattie dimenticate come la sifilide, che è ritornata alla grande. Quest’ultima non si trasmette solo con la penetrazione durante il rapporto, ma anche con il sesso orale, cosa che le ragazze ignorano. Inoltre, invece della contraccezione vera e propria, aumenta la richiesta delle pillola del giorno dopo, solitamente il lunedì mattina, dopo un week end di sesso poco protetto. Le richieste sono quasi tutte di ragazzine sotto i 18 anni. In più fare sesso così giovani mette anche a rischio la psiche, per evidenti questioni di maturità: a 14 anni non si possiede la maturazione necessaria per capire le conseguenze di un atto sessuale, come malattie o possibili gravidanze indesiderate. Cosa fare?

 

La cosa migliore sarebbe quella di informarsi, se possibile, anche in famiglia, visto che a scuola non se ne parla più di tanto. Spesso i ragazzi per saperne di più si affidano a Internet o al passaparola, mentre parlarne con i genitori potrebbe essere d’aiuto. Si tratta di un’esperienza importante sia per i genitori che per i figli, partendo magari da qualcosa sentito in tv o letto sui giornali, per cominciare a parlarne da lontano. E se i genitori sono proprio “vecchio stampo”, ci si può sempre rivolgere ad un consultorio o al ginecologo.

 

Andromeda Aliperta

 

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Perchè si ricorre alla fecondazione assistita urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-11 06:09:32

Lui e lei: perché fare un figlio in provetta Un terzo delle coppie italiane ha problemi di infertilità e molte di loro scelgono di tentare la via della provetta. Vediamo quali sono i principali disturbi della fertilità maschile e femminile che portano a rivolgersi alla fecondazione assistita

 

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L’infertilità, per l’Oms una vera e propria malattia, colpisce in Italia il 30 per cento delle coppie. Prima di parlare di infertilità, però, ci vuole almeno un anno di rapporti finalizzati alla procreazione non andati a buon fine. Ma quali sono le principali cause di infertilità? Una delle principali è la ricerca di un figlio in età avanzata, ovvero dopo i 35 anni della donna. Seguono le cattive abitudini (alcol, fumo, droghe e anabolizzanti), le infezioni sessuali, l’obesità o l’estrema magrezza. Ci sono però situazioni in cui coppie in perfetta salute stentano ad avere un figlio e devono rivolgersi alla fecondazione assistita. In questo caso, i fattori che portano all’infertilità sono altri.

 

Per la donna

 

L’ infertilità femminile può dipendere da fattori tubarici: danni alle tube di Falloppio, spesso causate da infezioni ( la Chlamydia); infertilità endocrina ovulatoria, ovvero per cause ormonali, quando le ovaie non producano più ovociti. Endometriosi: l’endometrio è il tessuto che riveste la parte esterna dell’utero; quando si ingrossa in maniera anomale ed extrauterina causa infertilità, danneggiando tube ed ovaie. Ridotta riserva ovarica: causata dall’età (dopo i 35 anni) oppure per cause congenite. Poliabortività: può dipendere da malformazioni uterine, infezioni o problemi con il Dna degli spermatozoi

 

Per l’uomo

 

 Una delle principali cause dell’infertilità maschile è il varicocele, ovvero una dilatazione delle vene dello scroto. A causa di questo la sua temperatura è molto alta ed interferisce con la produzione degli spermatozoi. Criptorchidismo: quando gli spermatozoi non riescono a scendere nello scroto, in genere è un difetto congenito. Infezioni e insufficienza ormonale: le infezioni croniche ai dotti (canali che collegano il serbatoio di raccolta degli spermatozoi) influiscono negativamente sulla procreazione, così come una scarsa produzione ormonale. Anomalie genetiche e fattori immunologici: le prime provocano oligospermia (letteralmente pochi spermatozoi) nei secondi si producono nell’organismo anticorpi anti spermatozoi. In pratica lo spermatozoo vene riconosciuto come un nemico da abbattere. Stessa cosa può avvenire nel corpo femminile.

 

In tutti questi casi, dopo aver fatto analisi appropriate ( spermiogramma, spermicoltura, ecografia della prostata, delle ovaie e vari dosaggi ormonali) si può ricorrere alla fecondazione medicalmente assistita, che consiste in cure e interventi che aiutano la coppia ad avere un figlio, dopo gli esami e le cure ormonali. L’aiuto vero e proprio, è il congelamento del seme maschile e dell’ovocita femminile nella speranza che, una volta impiantato nell’utero dia buoni frutti. Si tratta di una tecnica praticabile per legge solo su coppie eterosessuali maggiorenni, coniugate o conviventi e non si può ricorrere ad un ovocita esterno.

 

Andromeda Aliperta

 

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Il mal di testa dopo aver fatto l'amore! urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-09 05:54:09

Il piacere che si trae dal fare l'amore è unico e irripetibile! In esso si mescolano diversi bisogni: bisogno della sessualità e dell' orgasmo, bisogno di stabilire un rapporto intimo e profondo con la persona desiderata, bisogno di essere amati, ecc. Ad alcune persone succede, però, dopo aver raggiunto il massimo godimento, di venire attanagliate da fortissimi dolori di testa....

 

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Provare piacere non sempre può rappresentare un'esperienza positiva; alcuni individui per svariati motivi di natura psicologica non riescono a concedersi nulla di piacevole. Sono tipologie di persone che vivono un forte senso di colpa, il quale può avere diverse origini: una fede religiosa sentita e osservata; un'educazione ricevuta troppo rigida, traumi infantili o di qualsiasi natura, ecc. Di conseguenza qualsiasi tipo di piacere fa in modo che l'individuo metta in atto modalità inconsce per sopperire il peso che i sensi di colpa comportano.

 

Gli individui che dopo aver fatto l'amore e aver raggiunto l'orgasmo soffrono di mal di testa, stanno diventando un numero sempre crescente. Fino a qualche anno fa non si aveva minimamente l'idea che il disagio sperimentato da tali individui potesse essere considerata una vera e propria patologia: la risposta sessuale, infatti, risultava essere normale in tutte le sue fasi (desiderio, eccitazione, orgasmo). In conseguenza dell'elevato numero di soggetti che ha dichiarato di avere mal di testa dopo l'orgasmo, sono state portate avanti alcune ricerche con l'intenzione di scoprire le possibili cause ed è stata ipotizzata una quarta fase del ciclo sessuale, quella di “risoluzione”. I dolori alla testa costituiscono i sintomi che connotano il disturbo della fase di risoluzione. È stato inoltre esplorato il senso di colpa che il piacere evoca nelle persone affette da tale disagio ed è stato scoperto che è proprio esso l'origine del mal di testa e può, in alcune situazioni, sfociare anche in umore depresso.

 

Per poter verificare che un soggetto soffra del disturbo della fase di risoluzione bisogna verificare che il sintomo sia presente sempre. In questi casi, bisogna ricorrere all'aiuto di un esperto del settore, un sessuologo, e iniziare una terapia. È sempre utile farsi aiutare, poiché un disturbo anche di piccola portata, come questo appena descritto, potrebbe portare ad una serie di conseguenze, ad esempio ad un disturbo del desiderio o in casi estremi a depressione.

 

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Transessualità e tradimento urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-08 05:23:50

La transessualità è ormai una realtà conosciuta e diffusa: sono all’ordine del giorno le notizie di persone note che hanno relazioni extraconiugali con trans. Ma cosa significa essere “transessuale” e perché molti uomini, seppur sposati, scelgono di frequentare prostitute trans?

 

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Essere “transessuale” è un’esperienza unica e difficile: si sperimentano emozioni contrastanti e complesse, vissuti di sofferenza e di dolore. Il solo fatto di nascere nel corpo di un uomo e sentirsi donna o essere donna e sentirsi uomo crea confusione e dolore. Si prova disprezzo per quello che si è, c’è una vera e propria negazione del corpo, perché esso viene percepito come un involucro che non corrisponde all’identità di genere. Così si ricorre, nella maggior parte dei casi, alla trasformazione del corpo, con bisturi e cosmetici, all’assunzione di ormoni, ecc.

 

Il passo finale è il cambiamento di sesso, momento delicatissimo a cui si arriva dopo un lungo percorso e una presa di coscienza totale. Questo perché rappresenta una via di non ritorno, dove è impossibile avere ripensamenti o tornare indietro, per cui si deve arrivare alla totale consapevolezza. Inoltre, bisogna considerare un altro importante fattore, ovvero i partner con cui si interfacciano i transessuali: non sempre accettano l’operazione di buon grado anzi addirittura si mostrano contrari.

 

Una spiegazione unica a queste questioni non c’è. Un’ipotesi plausibile potrebbe essere che i partner sono, nella realtà, degli omosessuali latenti: essi preferiscono rapporti con trans perché non riescono pienamente ad ammettere la propria omosessualità. Questo spiegherebbe anche la dura opposizione che, in alcuni casi, viene fatta alla notizia di un’eventuale cambiamento di sesso. Per non parlare di tutte quelle persone che hanno una famiglia, con moglie e figli a carico, e conducono una vita segreta e parallela con un amante transessuale. Queste persone possono andare avanti per anni, fuggendo da una realtà interna molto complicata.

 

Da una parte non riescono, a giusta ragione, a rinunciare ad una vita sessuale appagante; dall’altra però non riescono a uscire fuori dai pregiudizi che la gente e loro stessi in prima persona hanno rispetto a tale tema. Entrano, così, in un circolo di bugie e di menzogne dove tutte le parti in gioco sperimentano sofferenza e senso di colpa. Affrontare se stessi non è una sfida facile, al contrario comporta dolore e sofferenza. Nonostante questa sia la via più difficile, costituisce il modo migliore per risolvere i problemi e alcuni nodi mai sciolti. Ed è proprio questo il suggerimento implicito in questo articolo, perché la vita, usando una frase di Vasco Rossi “ è un brivido che vola via”, è unica e irripetibile!

 

Bisogna vivere se stessi nel bene e nel male e nella pienezza dei propri desideri e bisogni: è l’unico ingrediente che serve per raggiungere la felicità!

 

Dott.ssa Mariateresa Muscillo

 

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Coppia: riscoprire l'eros che fa bene urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-04 03:20:17

Per vivere un erotismo sano all’interno della coppia bisogna comprendere che l’eros è un modo di essere e non è legato solo all’atto sessuale, ma è soprattutto espressione del piacere e tendenza a lasciarsi andare

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Nell’ambito delle ultime tendenze della psicoterapia sessuale, l’erotismo riveste una grande importanza. Spesso l’eros è visto come una forma di competizione e di potere negativo, di assenza di autostima, legato alla dimensione del sesso, alla durata del coito e al modello comunemente accettato di orgasmo. In realtà, per funzionare veramente, l’eros va interpretato come un modo di essere, legato alla riscoperta del proprio corpo e alla capacità di ascoltare il piacere, senza soffocarlo o renderlo marginale nella propria vita. Ma come fare per riscoprire questa dimensione dell’eros nella coppia?

 

Prima di tutto, occorre superare tutti i tabù imposti dall’educazione oppressiva di una volta, in cui il sesso e l’erotismo erano vissuti con un senso di colpa. Il sesso doveva essere controllato e l’erotismo non doveva essere espresso in maniera palese. Questi tabù di ieri si associano ad un ideale di sesso odierno che abbraccia un modello quantitativo, che frena impulsi erotici più profondi, legati al benessere psico fisico, ad una visone diversa delle cose. In questa visone, il corpo assume un ruolo centrale, con l’accettazione di sé e la capacità di lasciarsi andare, abbandonando tutte le sovrastrutture mentali imposte dal mondo circostante.

 

Per essere attraenti non è necessario essere come i modelli visti nelle pubblicità o sulle riviste patinate. Tutte queste sovrastrutture inibiscono la sessualità e ci rendono schiavi di un potere negativo, secondo cui, se non siamo come questi modelli comunemente accettati dalla società, non siamo attraenti dal punto di vista erotico. Anche l’orgasmo femminile fa parte di questo nuovo punto di vista, di condivisione e di capacità ad ascoltare il piacere, ma senza divieti o inibizioni. Nella coppia, infine, l’erotismo passa attraverso il riconoscimento dell’altro, attraverso la capacità di esprimersi in totale libertà, in un clima di confronto continuo.

 

Andromeda Aliperta

 

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La pillola anticoncezionale nel futuro urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-03 03:35:23

In un futuro molto prossimo la pillola anticoncezionale avrà forme diverse: dal chewing gum al cerotto invisibile, fino ad un modello di spirale mini invasiva. In più, sarà biologica e anti menopausa

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Una vera rivoluzione attende le donne nel prossimo futuro: la nuova pillola anticoncezionale nelle sue diverse forme e potenzialità. Dal congresso degli specialisti europei che si è da poco svolto in Olanda, emergono tante novità sulla pillola del futuro. Ecco le più importanti. La pillola del futuro sarà prima di tutto on demand: sarà in grado di programmare le mestruazioni e di sciogliersi in bocca come un saporito chewing gum. Ci sono del resto, già pillole sperimentate anti-grasso, anti.brufoli e biologiche.

 

Da quando la pillola è stata introdotta sul mercato si è evoluta parecchio, soprattutto dal punto di vista scientifico. La pillola ha migliorato la vita di molte donne, prescritta non solo per evitare gravidanze indesiderate, ma per regolarizzare il ciclo mestruale e oggi fa sempre più bene, dal momento che con i nuovi prototipi sarà sempre meno “pillola” e sempre più curativa. I nuovi dosaggi ormonali e le recenti formulazioni, con le soluzioni su misura, promettono grandi cambiamenti.

 

C’è un filone di ricerca concentrata a introdurre nella pillola contraccettiva formulazioni per ottenere miglioramenti estetici, con effetti collaterali minimi. Alle le over 50, invece, piace molto la biopillola, un preparato antimenopausa che usa lo stesso ormone prodotto dal corpo. Un’altra novità è la pillola anti endometriosi, ricca di acido folico. Dal 2011 in poi sarà disponibile un mini dispenser per cadenzare il ciclo, cerotti invisibili, spirali minime e poco invasive e un contraccettivo auto iniettante che dura un mese.

 

Andromeda Aliperta

 

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Sesso dopo un infarto: l' ok dei medici urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-01 05:42:13

Se avete avuto da poco un infarto oppure se il vostro partner soffre di cuore, smettete di preoccuparvi: non dovete rinunciare al sesso. L'attività sessuale, secondo recenti scoperte, non solo non sarebbe pericolosa per i malati di cuore ma, al contrario, avrebbe effetti positivi sui soggetti che hanno avuto un infarto

 

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La dottoressa Stacy Tessler Lindau dell'Università di Chicago ha condotto un interessante studio sull'argomento "Sesso ed infarto" ed avrebbe evidenziato una sostanziale carenza di informazione nei pazienti che hanno già avuto un infarto in passato. Sarebbero gli stessi medici a non spiegare in maniera pronta e corretta che l'attività sessuale non aggrava di per sé la situazione, anche nei pazienti che sono sopravvissuti ad un attacco di cuore.

 

La ricercatrice ha monitorato un campione di infartuati composto da 1.184 uomini e 576 donne con un'età media di 59-60 anni. L'esperta ha scoperto che pochissimi membri del campione erano stati informati correttamente dal proprio medico sull'inesistenza di rischi per il cuore a seguito della ripresa di una sana attività sessuale. Il Dott. Edward Havranek, cardiologo del Denver Health Medical Center, durante l'ultima conferenza della "Heart Association", ha confermato che avere un nuovo attacco di cuore durante il sesso è improbabile e che lo sforzo prodotto da una attività sessuale normale non può essere paragonato a sforzi fisici "pericolosi" come "spalare la neve".

 

Gli esperti consigliano ai pazienti reduci da un infarto di riprendere l'attività sessuale non appena si sentono meglio e di prestare attenzione solo a sintomi preoccupanti come un forte dolore al petto. In questo caso si raccomanda di rivolgersi subito al proprio medico curante.

 

Lucia D'Addezio

 

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Testosterone: nelle donne mina la fiducia negli altri urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-01 03:19:55

Un ricerca condotta dai ricercatori dell'Università di Utrecht, città dei Paesi Bassi, ha messo in luce alcune novità sul rapporto tra il testosterone e la fiducia che le donne nutrono nel prossimo

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Gli studiosi, per condurre la loro analisi, hanno individuato diverse giovani donne con una età media di 20 anni e le hanno incluse in un ampio campione, in seguito diviso in due gruppi. Al primo gruppo è stato fatto assumere del testosterone mentre al secondo è stato dato un semplice placebo, per controllare quali sarebbero state le reazioni normali dei soggetti.

 

Tutti i membri del campione sono stati interrogati sulla fiducia che, a pelle, provavano verso alcuni estranei, mostrati loro tramite l'ausilio di alcune foto. La scala per la valutazione andava da -100 (soggetto molto inaffidabile) a +100 (soggetto molto affidabile).

 

Sorprendentemente tutte le donne a cui era stato somministrato del testosterone avevano valutato gli estranei con punteggi di gran lunga più bassi rispetto alle donne del gruppo di controllo. Il testosterone sembra quindi avere nelle donne un effetto di riduzione della fiducia negli altri. Questo effetto, secondo i ricercatori di Utrecht, sarebbe ancora più marcato nelle donne per natura più fiduciose, mentre verrebbe quasi annullato nei soggetti che hanno tendenzialmente poca fiducia nel prossimo.

 

Lucia D'Addezio

 

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Quando la pillola fa male al sesso urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-27 04:45:19

A volte la pillola contraccettiva può causare dolore e secchezza vaginale durante la penetrazione: da cosa dipende? E come fare per risolvere il problema?

 

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Prendere la pillola contraccettiva offre molti vantaggi. Si usa spesso per regolarizzare il ciclo mestruale, renderlo meno abbondante e soprattutto per evitare gravidanze indesiderate. Nel tempo la formulazione della pillola anticoncenzionale è cambiata: il dosaggio di ormoni in essa contenuto si è abbassato ed è stato sostituito con altri principi attivi.

 

Proprio la diminuzione degli ormoni ha causato diversi problemi. Il primo è la secchezza vaginale, causata proprio dal basso dosaggio ormonale della pillola. L’ingresso della vagina, chiamato anche vestibolo vaginale, è il luogo dove avviene naturalmente la lubrificazione dell’apparato vaginale. Qui il lubrificante vaginale viene ridotto e decresce con l’uso della pillola. Questo può causare difficoltà di penetrazione e anche dolore alle pareti vaginali.

 

La secchezza vaginale può comunque non presentarsi in tutte le donne, ma può dipendere dalla predisposizione di ognuna alle infiammazioni vulvo-vaginali. La cosa migliore da fare in questi casi è quella di consultare il proprio ginecologo per capire se è necessario prendere una pillola dal dosaggio ormonale più alto. Un altro rimedio, per rendere il rapporto sessuale più piacevole, è quello di utilizzare un prodotto lubrificante per le pareti della vagina.

 

Andromeda Aliperta

 

 

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Ansia da prestazione: quando il problema riguarda la donna urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-26 04:42:05

Contrariamente a quanto spesso si pensa, l’ ansia da prestazione non colpisce solo gli uomini; non sono poche, infatti, le donne che ne soffrono. Ma come si manifesta l’ansia da prestazione al femminile? E soprattutto, come si risolve?

 

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Nell’immaginario comune è un problema esclusivamente maschile; in realtà, però, riguarda anche il gentil sesso. Secondo recenti studi, infatti, la percentuale di donne che soffre di ansia da prestazione non è molto più bassa rispetto a quella degli uomini.

 

Ma come si manifesta, nel sesso femminile, l’ansia da prestazione? Soprattutto con la paura di non raggiungere l’orgasmo. Questa paura, poi, crea un circolo vizioso. L’ansia, infatti, provoca secchezza vaginale e, di conseguenza, dolore durante la penetrazione. Ne deriva un calo della libido, e qualche volta addirittura un blocco totale del desiderio. Il problema, dunque, quando non lo si affronta nella maniera più adeguata, può diventare cronico e creare grosse difficoltà alla donna che ne soffre. Il disagio che si prova nel momento dell’intimità, infatti, può generare altre ansie e tensioni emotive (dalla paura di perdere il partner alla sensazione di inadeguatezza), che contribuiscono a rendere più complicata la risoluzione del problema.

 

Cosa consigliano i sessuologi per affrontare questa problematica? A volte può bastare parlarne con il partner e cercare la sua complicità. Spesso, inoltre, svolgere una regolare attività fisica aiuta, perché contribuisce a scaricare le tensioni. Nei casi più gravi può essere utile il training autogeno. Qualche volta è necessario rivolgersi a un sessuologo. In ogni caso, il problema si può risolvere; basta trovare la soluzione più giusta per ognuna.

 

Margherita Russo

 

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Omosessualità: perché viene vista con sospetto! urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-25 05:44:16

La sessualità ha tante sfaccettature, ma normalmente il pensiero comune la associa al rapporto uomo-donna. L' omosessualità è un modo di esprimere i propri gusti sessuali diverso dalla maggioranza della popolazione, ma non per questo meno diffuso!

 

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L'amore è un sentimento bellissimo, che non ha età né confini: ogni persona, durante l'arco di vita, ha amato qualcuno, con i suoi tempi e le sue modalità. I rapporti eterosessuali sono certamente i più diffusi e anche i più accettati dalla società, ma esiste una buona fetta di persone che “ama persone dello stesso sesso”. Oggi gli omosessuali riescono a dichiarare la propria sessualità più facilmente rispetto al passato, a compiere il così detto “outing”. Questo, però, rappresenta un passaggio tanto difficile e penoso, poiché il pregiudizio della società e, molte volte, delle famiglie di origine è ancora radicato e forte: l'omosessualità viene vista con una forma di malattia, come una diversità da curare!

 

Per fortuna essere omosessuali non è una malattia, è un diverso modo di amare e di concepire la sessualità. L'omosessualità è sempre esistita: nell'antica Grecia era diffusissima e accettata; i maestri avevano rapporti sessuali coi propri discepoli. Questo era considerato un passaggio obbligatorio e un rito di iniziazione, oltre che un modo per trasmettere la conoscenza da una generazione all'altra. Un esempio celebre è costituito dalla poetessa Saffo, che scrisse versi bellissimi ad una sua allieva. Tali versi erano intrisi di sentimenti di amore e gelosia, perché essa si accingeva a sposare un uomo e lasciare l'isola di Lesbo, dove aveva trascorso i suoi anni di studio. Con l'avvento dei romani le cose cambiarono, soprattutto dopo la diffusione del cristianesimo che auspicava i valori della famiglia e della procreazione. I rapporti omosessuali vennero taciuti e negati, ma non cessarono di esservi.

 

Anche Sigmund Freud parlò di omosessualità in termini di perversione e malattia: la sua teoria risentiva fortemente del modello culturale a cui apparteneva. La Psicologia odierna, di contro, ha cercato di scardinare queste convinzioni. Un importantissimo passo compiuto è stato quello di togliere l'omosessualità dal DSM IV, il manuale dove sono categorizzate tutte le patologie psichiatriche. La strada è ancora lunga, bisognerebbe fare più informazione rispetto a questo tema, che non è assolutamente da sottovalutare. Ognuno di noi potrebbe avere una persona cara (un figlio/a, una sorella o un fratello, un amico/a) con gusti sessuali diversi e trovarsi a fronteggiare i pregiudizi che questo comporta, ma soprattutto potrebbe venire a contatto con tutta la sofferenza che la non accettazione procura. Bisogna in questi casi sostenere chi si ama con tutte le forze, stargli vicino nelle difficoltà e fargli sapere che non è solo!

 

Dott.ssa Mariateresa Muscillo

 

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Arriva lo spray contro l’impotenza urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-25 04:35:07

Con lo spray contro l’ impotenza, in soli dieci minuti si può avere un’ erezione, molto più velocemente del Viagra e di altri farmaci simili. Ma come agisce veramente? E quando sarà in commercio?

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Sembra un prodotto della fantasia, ma lo Spray per combattere l’ impotenza sta per essere commercializzato. Prodotto e testato da un’azienda inglese, consiste in un inalatore tascabile il cui principio attivo è la stessa molecola in polvere usata per il morbo di Parkinson, l’apomorfina. Se inalata, aiuta a raggiungere un’ erezione in circa 10 minuti, molto meno rispetto ai 40 minuti impiegati dagli altri farmaci usati contro l’impotenza, come il Viagra o il Levita. La molecola agisce stimolando alcuni recettori chimici del cervello ed è in via di sperimentazione.

 

La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Journal of sexual medicin e si è basata sulla sperimentazione del farmaco su circa 600 uomini con problemi di erezione. I risultati sono stati promettenti per la rapidità della risposta, dando riscontri positivi anche nelle altre patologie legate all’apparato genitale maschile, addirittura del 30%in più rispetto ai farmaci tradizionali . Inoltre, essa potrebbe essere usata come cura per chi soffre di disfunzione erettile e per chi ha problemi di afflusso di sangue nei genitali, che impediscono spesso di avere rapporti sessuali completi.

 

Andromeda Aliperta

 

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Gravidanze indesiderate addio grazie agli ultrasuoni urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-25 02:46:50

Fare del sesso sicuro sarà ancora più facile in futuro grazie alla tecnologia. Dite addio a condom e pillole anticoncezionali: le gravidanze indesiderate potranno essere evitate grazie agli ultrasuoni

 

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Si, avete capito bene, non si tratta di fantascienza ma di ipotesi che potrebbero essere concretizzate in un futuro neanche troppo lontano. Il procedimento è apparentemente semplice. Piuttosto che utilizzare il preservativo, gli uomini verranno sottoposti all’azione di un laser che, almeno temporaneamente, riuscirà ad inibire la produzione di spermatozoi in modo da rendere infertile lo sperma prodotto.

 

Questo bombardamento a base di ultrasuoni riuscirebbe quindi (se effettivamente impiegato) ad evitare le gravidanze indesiderate permettendo a uomini e donne di mettere nel cassetto preservativi, pillole e quant’altro. L’interessante scoperta è stata fatta dai ricercatori facenti capo alla University of North Carolina. Il Dottor James Tsuruta ha raccontato alla BBC: “pensiamo di poter riuscire a garantire ad un uomo una contraccezione affidabile, lowcost e non-ormonale fino a sei mesi e con un solo trattamento”. Si tratterebbe di una vera e propria rivoluzione anche se gli studiosi stanno cercando di condurre ricerche più attendibili e test più sicuri per valutare i possibili impieghi di queste tecniche innovative a base di ultrasuoni.

 

Fonte: BBC News http://news.bbc.co.uk/2/hi/health/8674380.stm

 

Lucia D'Addezio

 

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Dimensioni del pene: per le donne non contano, o quasi urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-21 03:22:37

Le dimensioni del pene possono essere un problema per gli uomini, soprattutto se le misure non sono proprio da record. Un lettore del Guardian, preoccupato per la sua taglia “small”, ha chiesto consigli ad una delle giornaliste del noto giornale anglosassone

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Carole Jahme, dottoressa ed autrice di una rubrica chiamata “Chiedilo a Carole”, ha cercato di spiegare le ragioni di queste differenze di misure tra uomo e uomo e le implicazioni della famigerata “taglia” nelle preferenze femminili. Il lettore anonimo chiede: “vorrei sapere perché le donne sono così ossessionate dalla dimensione del pene maschile e perché non si focalizzano invece sul rapporto emotivo e sulla connessione sentimentale con il partner?”

 

La dottoressa, per rispondere in maniera eloquente, ha iniziato analizzando la situazione maschile attuale ed ha spiegato l’esistenza di differenze al livello di dimensioni del pene con il fatto che le femmine dei primati (da cui noi discendiamo) potevano provare orgasmi multipli e spesso questo evento coincideva con l’attività sessuale in compagnia di maschi “ben dotati”. In sostanza, le dimensioni del pene sono cambiate nel tempo grazie ad una sorta di selezione naturale dettata dalle scelte femminili. Il pene grande o normale è quindi l’esito di una selezione nata dalla predilezione femminile per un dato tipo di organo sessuale maschile ma anche dalla necessità dei maschi di primate di competere con i loro simili.

 

La dottoressa ha precisato sul Guardian, rispondendo alle domande del lettore suddetto, che molto spesso la competizione più dura tra i maschi si svolgeva in passato all’interno del tratto riproduttivo delle femmine. Per questa ragione i testicoli dovevano avere un’elevata capacità di produzione di sperma in modo tale da “battere i concorrenti”. Questa necessità di avere prestazioni migliori di altri ha fatto sì che, con il passare dei secoli, i maschi più dotati vincessero la gara per la riproduzione. Nell’era moderna le cose sono un po’ cambiate.

 

Le donne, infatti, non sono interessate (o almeno non tutte) solo alle dimensioni dell’organo sessuale maschile. Le ultime evidenze, come spiega la Jahme, hanno mostrato che quello che conta di più è la “bravura a letto”. Ebbene si, le dimensioni non sono tutto, anche se, come precisa la stessa dottoressa “le donne sono consapevoli come gli uomini che per costruire una relazione stabile, c’è bisogno di fiducia, interessi comuni e la capacità di tenersi reciprocamente e magari divertirsi insieme ma una donna non sottovaluterà mai nella sua mente, a livello ancestrale, l’importanza delle dimensione del pene, perché proprio non può”.

 

Fonte: Guardian

 

Lucia D'Addezio

 

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Stimolare l’eros con le erbe urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-20 03:55:28

Quando l’ eros subisce un calo e ha bisogno di essere stimolato, si può ricorrere a piante afrodisiache in grado di tonificare l’energia sessuale

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Il vostro lui o la vostra lei non hanno più voglia di fare l’amore? Le cause possono essere tante, di tipo psicologico o fisico. Molte sono le erbe mediche che aiutano a contrastare disturbi come l’ impotenza maschile, problemi di erezione o legati al calo del desiderio. Anche le donne sono colpite da questo disturbo, più spesso di quanto si pensi. A priori sarebbe utile rinunciare ad alcol e fumo, dannosi per la circolazione sanguigna. Fare una dieta ricca di frutta, verdura e pesce è la secondareola. La terza è quella di fare attività fisica e regolarizzare i ritmi sonno-veglia.

 

Un consiglio utile è anche quello di inserire nella dieta gli oligoelementi: zinco e vitamina B6, ad esempio, alzano il testosterone nel sangue. Ecco quali sono le erbe più indicate per riattivare il desiderio: Per stimolare l’eros: radice di muira pauma, una pianta amazzonica che stimola i centri del midollo spinale responsabili dell’erezione, presi in gocce (15) o in decotto per tre volte al giorno. Stesse proprietà ha l’epimedio, che per la medicina tradizionale cinese è un ottimo afrodisiaco per l’uomo. Santoreggia e rosmarino sono potenti stimolanti sessuali, uniti anche a tiglio e biancospino.

 

Contro la stanchezza e lo stress: spesso il calo del desiderio è causato anche da stress e stanchezza. Per combatterle sono ottimi l’ eleuterococco, una pianta che alza la resistenza psicofisica dell’organismo, preso in 50 gocce 10 minuti prima di colazione per tre settimane o per due o tre mesi. Se si ha la pressione alta, meglio la betulla o la damiana, una pianta antidepressiva che combatte i disturbi sessuali, stimolando il centro nervoso dell’erezione ( nella parte lombare della colonna). Per favorire la circolazione: per riattivare la circolazione ai genitali sono ottimi lo Yohimbe, che contrasta l’impotenza sessuale maschile e femminile e il Ginkgo Biloba. Quest’ultimo giova moltissimo al desiderio sessuale. Quando però, le disfunzioni sessuali sono di una certa gravità, bisogna rivolgersi al medico.

 

Andromeda Aliperta

 

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Fedeltà: le sette regole della felicità coniugale urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-19 04:01:58

Alcune persone riescono ad essere fedeli, altre no. Tutta colpa di un ormone. Ma si può resistere alla voglia di tradire anche allenandosi, in sette semplici mosse. Tradire o non tradire, questo è il dilemma. Chi, almeno una volta nella vita, non ha avuto la tentazione di farlo?

 

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Chi resiste alle tentazioni è sicuramente più forte per natura, ma arrivare a non tradire il proprio partner e conservare la felicità coniugale è possibile anche grazie ad alcune regole. Il biologo del Karolinska Institute in Svezia, Hasse Walum, studiato 552 coppie di gemelli concentrandosi sul gene della vasopressina, un ormone prodotto dal cervello. Lo studioso ha notato che chi ha una variazione del gene ha meno probabilità di essere sposato e, se lo è, ha problemi frequenti di coppia o il partner infelice.

 

Da altre ricerche fatte dal biologo su 300 uomini e donne, si è evinto che le donne, davanti alla possibilità di subire il fascino di uno sconosciuto, attivano una sorta di campanello d’allarme. Una sorta di minaccia, insomma, diversamente che per gli uomini. Inoltre, si è dimostrato che le coppie che esplorano luoghi nuovi e provano cose sconosciute ricorrono a sentimenti chiamati di auto-espansione che rinsaldano la soddisfazione di coppia e favoriscono il ri-innamorarsi del partner. Espandersi vuol dire proprio volere che il partner diventi parte di noi.

 

Ma quali sono le regole per imparare ad essere fedeli?

 

Prima regola: capitalizzare, ovvero celebrare il successo di uno dei due coniugi, una promozione o altro.

 

Seconda regola: essere fieri di lui/lei e dimostrarglielo con parole e con fatti.

 

Terza regola: recuperare gli errori fatti con almeno cinque gesti carini.

 

Quarta regola: tenere alle aspettative, aumenta il successo di un’unione.

 

Quinta regola: aumentare le connessioni con famiglia, amici e società migliora la relazione di coppia.

 

Sesta regola: non pretendere che sia il partner a renderci felici, perché sarebbe come delegare la nostra felicità agli altri quando invece è strettamente individuale.

 

Settima regola: dimenticare tutto e fare subito l’amore con il proprio marito o la propria moglie.

 

Il segreto della lezione è insomma, quello di dimenticarla. Ricordandoci però, di un principio fondamentale: il sesso è uno dei collanti principali di un rapporto coniugale e più si fa, meglio è. Ma non solo, uscire ogni tanto dalla routine quotidiana è un altro ottimo ingrediente per essere felici insieme.

 

Andromeda Aliperta

 

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iPhone e Internet: troppe distrazioni ed il maschio fa cilecca a letto urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-17 07:40:24

Il sesso è una componente importante di ogni sana relazione amorosa eppure, con il passare del tempo e con l’avanzamento delle scoperte tecnologiche, le “distrazioni” per i maschietti aumentano esponenzialmente tanto da minare la stessa vita sessuale

 

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Se in passato erano le donne a trovare scuse e ad inventarsi malanni di ogni genere per evitare di sottostare alle “voglie” troppo frequenti dei propri compagni, nell’era moderna avviene esattamente il contrario. A sostenerlo è una ricerca condotta da Bayer e già pubblicata dal ‘Daily Tepegraph’. Secondo lo studio le donne inglesi lamenterebbero sempre di più l’ingombrante presenza di iPhone, computer e Blackberry nella loro vita intima. Gli uomini sarebbero talmente distratti da queste (ed altre) apparecchiature elettroniche da non abbandonarsi quasi mai al piacere di un rapporto sessuale libero da condizionamenti esterni.

 

Tra gli altri “elementi di disturbo” a livello sessuale, secondo lo studio appena menzionato, ci sarebbero anche gli orari di lavoro troppo stressanti (55 per cento), la stanchezza psicofisica (83 per cento) e i troppi impegni (74 per cento). Anche Internet contribuisce a minare irreversibilmente l’intimità della coppia. Cari maschietti, i dati parlano chiaro. Ben sei donne su dieci hanno dichiarato ai ricercatori di essere poco soddisfatte a letto e di desiderare una vita sessuale più attiva. Inoltre, ben due donne su tre hanno ammesso di avere un partner che si sforza il minimo indispensabile in camera da letto. Bando alle distrazioni: è ora di darsi da fare!

 

Lucia D'Addezio

 

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Sesso: il silenzio fa appassire il desiderio urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-14 10:02:46

Sempre più spesso le coppie vivono una convivenza pacifica, fatta soprattutto di silenzi in cui si ignorano il desiderio sessuale e la passionalità Quando il desiderio sessuale passa sotto silenzio, possono generarsi problemi seri nelle coppie

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Questo succede di frequente in situazioni come il periodo del post partum, in cui può capitare che il partner per una questione di rispetto non insista e non chieda alla compagna di fare sesso. Questo eccesso di delicatezza porta a veri e propri fraintendimenti che causano polemiche e litigi che non sono amici di una sessualità passionale e giocosa.

 

Quando apparentemente ci si trincera dietro un sentimento di rispetto, dall’altra parte può avvenire che prenda piede l’idea che ci sia una mancanza di desiderio. Molte donne, anche dopo alcuni mesi dal parto, sono molto suscettibili sul proprio fisico e temono di non piacere più al partner. Ecco perché il silenzio è deleterio: bisogna rassicurare le donne. Il rischio è che gli uomini sfoghino il loro desiderio sessuale in Internet o con la masturbazione. Solo perché, da quando la compagna ha partorito, non riescono più a vivere il sesso o comunque a concepirlo liberamente.

 

Si tratta di un blocco psicologico che nel silenzio e nella mancanza di comunicazione, si aggrava. Dimenticando che l’unico modo per proteggere l’intimità fisica della coppia è il desiderio stesso e la sua espressione.

 

Andromeda Aliperta

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Tradimento: a volte bisogna farsene una ragione! urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-13 04:52:30

L'“amore” è complesso e imprevedibile: spesso si pensa che la propria storia sia la più bella del mondo, pura ed intensa; ma le insidie sono dietro l'angolo!

 

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Capita di incontrare coppie molto belle, affiatate e in sintonia; a vederle sembrerebbero perfette, senza problemi, ma poi si scoprono molteplici tradimenti. Il tradimento è un argomento caldo per molte persone: c'è chi è convinto che non tradirebbe mai la propria metà; chi tradisce e vive di bugie e sotterfugi per non essere scoperto; chi, infine, ha un partner consenziente con il quale si decide di avere delle relazioni extra.

 

I problemi sorgono, ovviamente, quando la coppia si giura amore eterno e fedeltà, ma poi di fatto non si riesce a mantenere tale promessa. Inizia in tal modo il turbinio di rabbia e delusione che porta nella maggior parte dei casi alla separazione. La fedeltà è un concetto etico che non necessariamente viene condiviso da tutti. Infatti l'essere umano, per natura, è poligamo, prova attrazione per diverse persone, e la monogamia diventa una morale imposta dalla società.

 

Un esempio è costituito dalla cultura occidentale, la quale risente fortemente dell'influenza del cattolicesimo, con un'idea di coppia intesa come unione esclusiva. Per fare un'analisi su questo argomento, non si può fare a meno di tener conto della cultura e del contesto in cui si vive. L'uomo è per definizione un animale sociale: nasce, cresce e muore rapportandosi con gli altri esseri umani e condividendone valori, leggi e idee. Non solo, la cultura della famiglia diventa di vitale importanza, perché tramite essa si tramandano le credenze, i modi di pensare e di affrontare le situazioni.

 

È sulla base del contesto familiare che si costituisce la coppia: due persone si incontrano sull'incastro di due culture familiari. Nel caso del tradimento, la coppia può avere lo stesso modo di agire e di pensare, ovvero la fedeltà o il rapporto aperto, oppure può non condividere le stesse idee. Nel secondo caso bisogna interrogarsi, sia che ci si trovi dalla parte del traditore sia che ci si trovi nei panni del tradito, sulla scelta del partner. Ad un tradimento seguono delusione e rabbia che vanno a ledere l'autostima della persona. Non sempre da queste situazioni di sofferenza si riesce ad uscire, perché l' autostima danneggiata porta a scegliere partner sbagliati e storie impossibili, creando un circolo vizioso dove si aggiunge dolore a quello già esistente.

 

Bisogna pensare, in questi casi, a ciò che si vuole veramente: non tutti amano allo stesso modo, si può amare tradendo o non tradendo, ma la cosa importante è scegliere una persona che ami allo stesso modo. Se si sceglie una persona che pensa all'amore in maniera diversa, bisogna chiedersi perché si è attratti, quali sono le motivazioni inconsce che spingono verso di lei. Solo rispondendo a queste domande, si può essere sinceri con se stessi fino in fondo e si può pensare a un rapporto futuro più vero.

 

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Dispaurenia: quando fare l' amore non è più un piacere urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-10 03:20:51

Amare, fare l'amore, avere rapporti sessuali fa bene. Sembra inoltre che gli effetti benefici di una buona attività sessuale non siano soltanto psicologici ma anche fisici; alcuni studi hanno dimostrato infatti che addirittura può allungare la vita. Purtroppo non sempre questa funzione fisiologica è così piacevole e stimolante per l'organismo. Talvolta infatti i rapporti sessuali posso essere dolorosi creando di conseguenza una riduzione della frequenza, ansia, depressione, anorgasmia, sterilità, crisi della coppia

 

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Circa il 12-17% delle donne soffre di dispaurenia, un disturbo molto diffuso che si manifesta con un persistente e continuo dolore genitale nel corso di un rapporto. Le cause della dispareunia possono essere fisiche come ad esempio una vaginite, oppure, più spesso, di natura psicologica. Le cause psicologiche sono spesso individuate in uno stato ansioso che provoca alterazioni nella lubrificazione e, soprattutto, un’elevazione del tono muscolare vaginale. In tali casi sono indicate tecniche di rilassamento e di controllo muscolare e di gestione dell’ansia.

 

La dispareunia è un argomento delicato e data la complessità dei fattori coinvolti, organici (es. infezioni o infiammazione; postumi da parto, episiotomie o altri esiti chirurgici nella donna) e psicologici, occorre prendere in considerazione un approccio il più possibile multidisciplinare, coinvolgendo diversi professionisti in una equipe che dovrebbe operare verso un’unica direzione. Si parte solitamente da trattamenti meno invasivi, per poi eventualmente, sentito il parere della donna passare anche a quelli chirurgici. Questi ultimi sono indicati solamente nei casi più gravi ed invalidanti, ossia quei casi in cui ad essere stravolta non è solo la vita sessuale della paziente, ma tutta la sua quotidianità (nei casi più gravi il dolore si manifesta perfino al contatto con gli indumenti intimi, stando seduti, andando in bicicletta o, addirittura, semplicemente camminando).

 

La dispareunia non deve essere confusa , sia da un punto di vista diagnostico, sia da un punto di vista riabilitativo, con il vaginismo: un altro disturbo di natura sessuale molto diffuso nelle donne causato dalla contrazione della muscolatura vaginale, senza alcuna causa fisica ma semplicemente come conseguenza del timore della penetrazione. Se pensate di soffrire di questo disturbo contattate dapprima il vostro ginecologo e, dopo un accurato controllo, se necessario, contattare uno psicologo esperto in sessuologia.

 

Dott.ssa Giorgia Penserini

 

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Vuoi saperne di più sui disturbi sessuali ? Leggi: Dispaurenia: 1 donna su 7 sente dolore durante il rapporto

 

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Se lui fa cilecca a letto: i consigli per lei urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-07 05:23:54

Fare cilecca a letto è capitato almeno una volta nella vita a uomini e ragazzi. Se però il problema si ripropone di frequente, può essere la spia di disturbi diversi, come di un blocco pisicofisico o di una disfunzione erettile. Ecco alcuni consigli per lei e per lui per affrontare la situazione al meglio

 

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Se spesso il vostro uomo fa cilecca a letto, questo può essere la spia di disturbi diversi. Tutti gli andrologi, infatti, sono d’accordo nell’affermare che una regolare e sana attività sessuale è indice di una buona salute generale maschile. Se il sesso non funziona e lui non riesce spesso ad avere un’erezione potrebbe essere colpa di un blocco psicofisico e in questo caso sarebbe opportuno fare una psicoterapia di coppia.

 

Assumere un farmaco come il Viagra può aiutare, ma mentalmente lo stimolo sarà lo stesso. Cosa fare quindi? Soprattutto parlarne con la partner, senza inibizioni o resistenze, per capire anche se c’è qualcosa che non va nel rapporto di coppia. Spesso la mancata educazione sessuale porta ad avere difficoltà serie nella comunicazione tra partner. Se si sospetta, invece, una disfunzione erettile, un disturbo che colpisce in Italia 3 milioni di uomini, giovani e non, bisogna invece rivolgersi all’ andrologo, senza creare allarmismi né sottovalutare alcun sintomo.

 

Per far sì che i ragazzi siano spronati a farsi visitare dall’andrologo, da cui invece vanno raramente e malvolentieri salvo ritrovarsi poi con problemi sessuali che si potevano facilmente evitare, si stanno prendendo provvedimenti a lavello regionale, come ad esempio sta facendo la regione Lazio, per offrire visite gratuite ai ragazzi tra i 14 e i 18 anni. Un tempo, infatti, la visita di leva obbligatoria, rilevava che il 70% dei ragazzi aveva disturbi erettili. Senza questo utilissimo screening di massa bisognerebbe correre ai ripari e l’uomo dovrebbe farsi controllare spesso e regolarmente, senza provare alcuna vergogna.

 

Per la donna, quando si ha a che fare con un partner in difficoltà sessuale, i consigli sono: avvicinarsi con dolcezza, comprensione e attenzione; non essere mai soffocante o aggressiva; non pensare che sia sempre lo stress la causa, perché spesso si tratta di problemi che l’uomo si porta avanti dall’adolescenza; la disfunzione erettile è un problema da non sottovalutare, infatti in 8 casi su 10 è la spia di malattie come il diabete o malattie cardiovascolari; attenzione allo stile di vita del proprio compagno, alcol, fumo e obesità sono spesso all’origine di questo problema sessuale; non curarsi con Internet o soluzioni fai-da-te, avere fiducia nell’andrologo e aiutare il partner senza mai farlo sentire in colpa, cercando man mano di ritrovare l’intimità perduta.

 

Andromeda Aliperta

 

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I 50 anni della pillola anticoncezionale: come ha cambiato il sesso urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-07 03:58:03

50 anni dalla sua nascita, la pillola anticoncezionale registra un successo notevole: il cambiamento dell’ approccio femminile nei confronti del sesso, più giocoso, libero e consapevole

 

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Più di ogni rivoluzione femminile, l’introduzione della pillola anticoncezionale ha cambiato il modo di vedere il sesso per la donna. Le donne hanno imparato, grazie a questo strumento contraccettivo, ad usare il loro corpo in maniera più consapevole e a considerare il desiderio sessuale in maniera più libera e competente. La pillola anticoncezionale ha portato con sé una serie di cambiamenti epocali nel mondo sessuale femminile.

 

Prima di tutto è crollato il mito della verginità, la parità dei comportamenti ha trasformato la sessualità da una forma obbligata e dolorosa a qualcosa di libero e piacevole, introducendo il concetto di orgasmo anche per la donna. Proprio il tabù dell’orgasmo, assieme ad altri, è definitivamente crollato, al punto che oggi l’orgasmo femminile è oggetto di studio e di ricerca continua e un bravo compagno sa che se non riesce a procurare un orgasmo alla propria donna i loro rapporti sessuali non potranno mai essere veramente soddisfacenti.

 

Inoltre, l’emancipazione femminile dal sesso concepito solo per la riproduzione, pericoloso e doloroso, ha giovato anche all’uomo, che ha avuto la possibilità di avere una compagna più libera e seducente nella sua femminilità. Tutto questo, poi, ha spostato la maternità verso i trent’anni, consentendo alla donna di emanciparsi anche nel lavoro e di conseguenza nella società.

 

Quello che è cambiato, in sostanza, da cinquant’anni a questa parte, è il concetto stesso di maternità. Non è, infatti, più un obiettivo finale da raggiungere ma, uno dei tanti obiettivi che la donna si prefigge, assieme al lavoro e alla realizzazione personale. La pillola, quindi, ha aiutato la donna a riprendere possesso del suo corpo e della sua vita, riprogrammandola con maggiore equilibrio, responsabilità e rispetto per se stessa e per i suoi desideri.

 

Un tempo simili le conquiste odierne erano inconcepibili, così come il fatto che anche il partner potesse partecipare attivamente a tutti i momenti del parto e della maternità e che fosse comunque corresponsabile del destino e della salute dei propri figli.

 

L’emancipazione sessuale e sociale femminile legata alla pillola anticoncezionale ha portato anche ad una avvicinamento tra madri e figlie, aiutandole a consolidare un rapporto profondo, fatto anche di complicità e di somiglianze, di scambio di esperienze di condivisione. Il maschio è diventato un amico e un complice e la donna ha acquistato maggiore autostima. Pur oscillando a volte tra antichi compiti e nuove conquiste, la donna sta percorrendo, oggi, una strada nuova e piena di speranze per il futuro.

 

Andromeda Aliperta

 

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Infedeltà, un partner su tre la pratica urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-06 04:28:22

Gli ultimi sondaggi rivelano che un partner su tre è infedele; inoltre, si preferisce tradire con un amico del proprio partner e si hanno più remore ad essere fedifrago se si stabilisce un buon rapporto con i suoceri

 

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Gli ultimi sondaggi sul suolo americano confermano una tendenza dei nostri tempi: il tradimento, nell’ambito delle coppie, sposate e non, è sempre più in auge. L’università dell’Iowa ha condotto un sondaggio a Chicago basato su un campione di 783 persone, uomini e donne, tra i 18 e i 60 anni. Il risultato è stato che una persona su tre ha “confessato” di aver tradito il partner.

 

Lo scopo della ricerca era in realtà quello di studiare potenziali comportamenti a rischio per le malattie sessualmente trasmissibili. Ha invece rivelato una realtà che oggi è sempre più comune, non solo negli Stati Uniti, ma anche in Europa. In particolare, il 5% delle donne e il 17% degli uomini ha ammesso di essere stato infedele al compagno o alla compagna, mentre il 17% delle donne e l’8% degli uomini è sicuro della propria fedeltà ma è a conoscenza del fatto di essere stato tradito dal partner.

 

Il 12% delle donne e il 10% degli uomini, secondo il sondaggio, ha dichiarato di essere sicuro che nessuno dei due partner è stato fedele nell’ambito della loro relazione attuale; chi ha tradito poi, il 44% di donne e un 25% di uomini, ha rivelato di averlo fatto con amici; il 30% delle donne e il 43% dei maschi, invece, ha tradito il compagno/a con un estraneo/a.

 

Ci sono delle remore, però, in questo atteggiamento. E’ emerso, infatti, che chi ha stabilito un rapporto amichevole con i propri suoceri, ha più difficoltà a praticare l’ infedeltà, per lealtà, ma anche per non deludere le loro aspettative.

 

Andromeda Aliperta

 

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Dipendenza sessuale: è una patologia? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-04 04:10:57

Una cosa mette tutti d'accordo: “Non c'è cosa più bella del sesso!”. Tra i piaceri della vita per la stragrande maggioranza delle persone la sessualità occupa il primo posto, sia per le donne che per gli uomini. Ma fare sesso può diventare un' ossessione, una vera e propria dipendenza, vediamo come....

 

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Se facessimo un piccolo sondaggio, tra le persone che conosciamo, su quale è la cosa che piace fare di più, la maggioranza risponderebbe “fare sesso”. La sessualità è sicuramente un piacere che accomuna un po' tutti, persone di ogni età e genere. Se ne parla in continuazione, tra gli amici, in televisione, alla radio, sui giornali, tra persone innamorate; insomma è un argomento onnipresente nella vita quotidiana di ognuno di noi. Come tutte le cose, però, esistono degli eccessi: situazioni in cui il sesso diventa l' unica sfera di piacere nella vita di una persona, un' ossessione che occupa totalmente la vita e la mente; in questi casi si parla di “Disturbo di ipersessualità”.

 

L'individuo che soffre di tale patologia è assorbito da pensieri ricorrenti e fissi riguardanti il sesso, che occupano totalmente la quotidianità della persona, inficiando la sfera lavorativa, amicale e amorosa.

 

Il tempo viene trascorso pensando a come mettere in atto comportamenti sessuali (che possono coinvolgere altre persone o essere praticati in solitudine) e organizzando la giornata in funzione di eventuali incontri, che diventano clandestini e imprevedibili, mettendo in molti casi a repentaglio l'incolumità del soggetto.

 

Si può parlare tranquillamente di dipendenza psicologica e come tutti i tipi di dipendenza ha origine in un passato di deprivazione affettiva vissuta nei confronti di figure primarie di attaccamento. La sensazione di vuoto affettivo che provano questi soggetti è molto profonda e richiede di essere colmata: c'è chi reagisce con l'assunzione smodata di cibo (anoressia e bulimia), chi, invece, sopperisce con le sostanze stupefacenti o con l'alcool, chi, infine, adopera altri espedienti quali il gioco d'azzardo, la dipendenza da internet, ecc.

 

In questi casi è doveroso un percorso psicoterapeutico che aiuti la persona a costruire un senso di sé efficace e forte ed un'autostima solida. Il senso di vuoto viene colmato in un primo momento dalla figura del terapeuta, con la quale si instaura una dipendenza sostitutiva alla precedente; in seguito, il professionista opererà in modo tale che il paziente inizi a camminare con le proprie gambe. Sicuramente è indispensabile l'aiuto dei familiari nel motivare queste persone a chiedere aiuto, poiché tali individui non sono sempre consapevoli dei loro disagi se non attraverso la preoccupazione degli altri, ma soprattutto nell'affrontare il cammino tortuoso e imprevedibile che li aspetta. Affrontare le avversità della vita insieme alle persone care è molto più semplice ed efficace!

 

Dott.ssa Mariateresa Muscillo

 

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Gli adolescenti italiani imparano il sesso dalla Tv urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-29 04:05:06

In Italia 300 mila teen ager imparano il sesso guardando la Tv, attraverso programmi di tutti i tipi. Ma nella contraccezione restiamo gli ultimi in Europa

 

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Gli adolescenti italiani ricevono molte informazioni sul sesso dalla Tv. E’ quello che emerge da un’indagine internazionale: la Tv è il punto di riferimento del 10% degli adolescenti italiani per l’ educazione sessuale. Un altro 10% chiede informazioni sul sesso a insegnanti, fratelli e sorelle, mentre il 64% degli studenti vorrebbe che se ne parlasse più a scuola, magari istituendo corsi appositi. Infine, il 44% dei teenager, vorrebbe che se ne parlasse di più in casa.

 

In questo quadro la responsabilità di conduttori e speaker televisivi è alta, dal momento che i ragazzi guardano trasmissioni con scene di sesso esplicito, senza che si parli di contraccezione. Gli adolescenti italiani sono il fanalino di coda in Europa, assieme alla Turchia, riguardo la contraccezione.Non se ne parla abbastanza e secondo la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia ( Sigo) in tv è ancora tabù.

 

L’ondata si sesso televisivo, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Pediatrics, organo ufficiale dell’ Accademia americana dei Pediatri, anticiperebbe di molto l’ età del primo rapporto sessuale. Secondo la Sigo in Italia il primo rapporto è senza protezione per il 37% delle ragazze. Il problema principale è la percezione che i ragazzi hanno della contraccezione: il 18% delle ragazze e il 29% dei maschi si sente a disagio a parlare di contraccezione con il partner, mentre per il 61% delle ragazze e il 39% dei ragazzi, il ricordo del primo rapporto è avvenuto troppo presto o in condizioni negative.

 

Andromeda Aliperta

 

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Donne: orgasmi più frequenti se il partner è molto ricco urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-28 04:54:25

Questa notizia potrà apparirvi bizzarra ma, se ci si riflette bene (e se tutto questo fosse vero), potrebbe essere così spiegata la ragione della proliferazione di coppie apparentemente mal assortite tra donne giovani ed attraenti e uomini maturi e ricchi

 

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Sarebbe stato dimostrato, infatti, che le donne proverebbero maggiore piacere durante il sesso con uomini facoltosi. Insomma, a contare nell’intimità sarebbero le “dimensioni del portafoglio” più che di altre parti anatomiche maschili.

 

Alcuni studiosi inglesi hanno monitorato il cambiamento della percezione del piacere sessuale femminile in rapporto alla dimensione del conto in banca del partner. Il campione di ben 5000 donne cinesi ha permesso di evidenziare che a raggiungere l’ orgasmo in maniera più frequente erano le orientali fidanzate o sposate con uomini molto ricchi.

 

In sostanza la frequenza dell’orgasmo sarebbe direttamente proporzionale alla quantità di denaro accumulata dall’uomo in questione. A coordinare la ricerca è stato uno psicologo, Thomas Pollet, aiutato da un team di esperti dell’Università di Newcastle.

 

La spiegazione starebbe niente meno che nella selezione naturale: le donne si sarebbero evolute, nel corso dei decenni, in modo tale da scegliere il partner più “appetibile” sul mercato e, come ben sappiamo, al giorno d’oggi questo significa per un maschietto poter garantire alla sua Lei una vita agiata e stabile anche economicamente.

 

Lucia D'Addezio

 

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Desiderio Addio! urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-28 03:00:09

Il calo del desiderio è un fenomeno in aumento, provocato da vari fattori come stress, ansie, depressione, preoccupazioni, routine, noia e abitudine. Vediamo come fare per affrontare in maniera vincente questo comune problema

 

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Innanzitutto è bene sottolineare che il calo del desiderio non è un vero e proprio problema, ma un fenomeno molto diffuso e in aumento, che coinvolge, secondo le ultime statistiche, circa il 34% delle donne e il 16% degli uomini. Colpisce molto anche le coppie giovani, a differenza di quello che si potrebbe pensare. Ma cosa succede? La spiegazione è chiara e semplice. Il desiderio, la libido sessuale, ha un ciclo di vita, come tutte le cose che appartengono alla sfera umana. Al principio, una coppia ha il desiderio e la curiosità di conoscersi meglio. Dopo un po’ questo diminuisce e anche la passione più bruciante tende ad affievolirsi.

 

A meno che non capiti qualcosa che riaccenda la passione, facendo vivere alla libido della coppia una nuova stagione felice, un nuovo ciclo. I motivi del calo del desiderio sono molteplici, possono essere semplicemente noia, routine, stress e ansie, come quella di invecchiare. Sono soprattutto le donne a soffrire di quest’ultima, pensando di non essere più attraenti per il loro partner. Diventano tanto ossessionate dal loro corpo e dalle sue presunte imperfezioni da dimenticare il lato giocoso della sessualità. Per l’uomo, al contrario, spesso è molto più erotico un atteggiamento solare e ludico, aperto e seduttivo che un fisico perfetto in ogni particolare.

 

Anche la depressione è un motivo importante di calo del desiderio: quando uno dei due comincia a perdere la fiducia in se stesso, sorgono pensieri negativi e si teme che l’altro non lo desideri più o che non abbia più alcuna attrazione. Come fare per uscirne? Bisogna prima di tutto affrontare il problema, parlandone con il partner e facendo un’ autoanalisi, chiedendosi quando questo calo di desiderio è cominciato. I motivi potrebbero essere, infatti, anche nell’insoddisfazione sul lavoro, in eventuali perdite di affetti e familiari, ma ci potrebbe essere anche dietro il fatto di non amare più il proprio partner. Potrebbero esserci anche problemi fisiologici: in questo caso meglio rivolgersi al ginecologo o all’andrologo.

 

Se ci si è chiariti almeno con se stessi e si ha voglia di continuare la storia con il proprio partner, è necessario riattivare il desiderio. Come? Creando un clima disteso, senza ansie, cercando di guardare il partner come se fosse la prima volta, secondo un altro punto di vista. Guardare le sue forme, studiarlo e al contempo ascoltare le sue richieste e trasmettergli messaggi piacevoli. E’ importante anche ripristinare un rapporto privilegiato con il proprio corpo, riscoprirlo, ridando vita alle fantasie erotiche condivise con il proprio compagno, cercando di ritrovare anche la giusta dimensione ludica. L’importante è non nascondersi dietro sensi di colpa o convincimenti errati, motivazioni di comodo o scuse ipocrite, facendo chiarezza con se stessi e con il partner per ritrovare l’armonia sessuale.

 

Andromeda Aliperta

 

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Orgasmo: insoddisfazione per il 65% delle donne urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-27 04:34:51

Anche quest’anno Durex, nota marca di preservativi, ha sponsorizzato la realizzazione di una interessante ricerca intitolata “Sexual Wellbeing Global Survey”, cioè “studio mondiale sul benessere sessuale

 

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Gli intervistati sono stati ben 26,000, selezionati in 26 Paesi del mondo allo scopo di indagare aspetti importanti della vita sessuale di giovani e meno giovani nel mondo con l’ intento secondario di realizzare uno studio preciso e completo sul sesso e sulle abitudini sessuali umane.

 

I risultati, è il caso di dirlo, sono sorprendenti e in parte inquietanti: la maggior parte delle donne non è soddisfatta sessualmente e il 17 per cento di loro non prova mai l’ orgasmo. Per contro, soltanto il 32 per cento delle donne raggiungerebbe l’orgasmo durante ogni rapporto sessuale.

 

Così, se il 63 per cento degli uomini dichiara di raggiungere sempre l’orgasmo, la controparte femminile si dichiara insoddisfatta nel 65 per cento dei casi. Meditate, donne, meditate…

 

Lucia D'Addezio

 

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Amore e Psicosi di Coppia: Consigli per Guarire urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-27 03:28:25

Innamorarsi è cosa meravigliosa: si scoprono emozioni nuove ed uniche, si sperimenta la totalità dei sentimenti, la voglia di appartenere all'altra persona in maniera esclusiva, si fantastica sull'eternità del rapporto, si sogna una vita insieme, ecc. Ma le cose non vanno sempre così....

 

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La prima fase dell' innamoramento è la più bella, ma anche la più complessa: si individua una forte idealizzazione dell'altra persona, i difetti non vengono visti, la storia è vissuta in maniera totale ed esclusiva, la coppia si chiude molto nella propria intimità lasciando fuori le altre persone. Questa è la fase della dipendenza totale, dove non si può fare a meno l'uno dell'altro, ogni cosa viene vissuta e affrontata insieme come se non ci fosse un “io” e un “tu”, ma esistesse solo un “noi”. Tale stato di cose è definito “psicosi di coppia”!

 

Per fortuna la situazione sopra descritta dura un anno all'incirca o poco più. Subentra la fase dell' amore vero e proprio, dove i difetti dell'altro sono visti e accettati, l”io” e il “tu” della coppia sono ben definiti anche se appartengono ad un “noi” consolidato, gli altri ritrovano il proprio spazio mentale all'interno della coppia e la quotidianità viene vissuta a pieno. Tuttavia ci sono coppie che non riescono a guarire dalla “psicosi di coppia”. Sono individui che non hanno sperimentato, durante le primissime fasi di vita, un attaccamento sicuro verso la figura materna, sviluppando un profilo dipendente di personalità.

 

Le relazioni sono concepite solo sulla base di una simbiosi totale, i due non hanno idea di cosa appartiene all'uno o all'altro, ma funzionano come se fossero un'unica entità. Se da una parte questo stato di cose può continuare per anni perché dà una stabilità mentale ed emotiva alla coppia, dall'altro diventa un rapporto pesante che col tempo può logorarsi e portare a cercare altro. Il rapporto dipendente è una tipologia di relazione dove si sperimenta la sensazione di essere soffocati dall'altro, di non riuscire a pensare con la propria testa o a prendere decisioni importanti sulla base delle proprie aspirazioni; non esistono dei confini ben definiti tra i due partner.

 

La rottura di queste coppie può portare a situazioni estreme, quali la depressione del membro più fragile e addirittura tentativi di suicidio. Per ovviare a questi problemi, bisogna riflettere molto sul proprio modo di fare relazione. Se una storia finisce e vi siete sentiti dire dal vostro partner che si sentiva soffocato, fermatevi un attimo a capire prima di ributtarvi in un'altra storia d'amore: il rischio è di ripetere gli stessi errori! Cercate di pensare cosa volete da voi stessi, di realizzare le vostre aspirazioni, di sentirvi liberi di portare a termine i vostri progetti. Solo lavorando sull' autostima, potrete costruire un rapporto d'amore con basi solide, lasciando spazio anche alla libertà personale e ai propri obiettivi!

 

Dott.ssa Mariateresa Muscillo

 

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Sessso e Adolescenti: La prima volta urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-23 07:01:10

In epoca adolescenziale il petting costituisce un’importante occasione di conoscenza sessuale. Comunque l’esperienza più rilevante è senza dubbio quella del rapporto completo; l’iniziazione al rapporto sessuale è un’affermazione d’indipendenza. È la via finale comune di numerosi processi biopsicosociali

 

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Come tale la perdita della verginità è un marcatore precoce della funzione psicosessuale. Senza dubbio i giovani degli ultimi decenni hanno avuto a che fare con l’esprimersi di nuovi modelli culturali e con la comparsa di vari cambiamenti d’atteggiamento che hanno mutato in modo significativo i loro comportamenti. Nello specifico i principali cambiamenti nel campo della sessualità sono tre:

 

 

  • Nuovi modelli per le regole dei comportamenti sessuali, con l’indebolimento della classica concezione del “doppio standard” (il sesso prematrimoniale va bene per gli uomini ma non per le donne) prevalente fino agli anni 50. Così da regole di astinenza sessuale prescritta per le donne si è passati ad una “permissività, ma solo quando c’è un rapporto d’ amore”, pervenendo fino al modello recente della “permissività anche senza amore”. Attualmente ci si sarebbe stabilizzati su di un modello in base al quale l’attività sessuale prematrimoniale è consentita ed importante.
  • Nuovi atteggiamenti verso la sessualità. I giovani di oggi sarebbero più aperti e franchi nel parlare di sesso
  • Maggiore precocità dei rapporti sessuali.

 

Negli ultimi anni l’ età del primo rapporto sessuale si sta abbassando vertiginosamente: sono molti i ragazzi/ragazze che a 13 anni hanno già iniziato un’attiva vita sessuale. Gli esperti concordano nel considerare la prima adolescenza troppo precoce. Gli adolescenti che iniziano l’attività sessuale molto prima dei loro coetanei spesso hanno problemi molteplici tra cui l’ aumento del rischio di malattie a trasmissione sessuale e di gravidanze indesiderate.

 

La sessualità adolescenziale è un tema di grande attualità che ha la suo interno dei risvolti significativi per l’intera vita del giovane. Per questo motivo l’adolescente dovrebbe arrivare al primo rapporto consapevole del suo significato e delle sue implicazioni: il rapporto sessuale non è una prestazione in cui si viene valutati e in cui bisogna far vedere quanto si è bravi. Un tale atteggiamento, infatti, provoca ansia, attese, aspettative ecc.

 

Il rapporto sessuale invece è un momento in cui due persone, prive di ogni altro fine, desiderano solo provocarsi piacere vicendevolmente, al di fuori di ogni schema prefissato. Solo un’adeguata educazione sessuale, frutto di un sereno atteggiamento riguardo alla sessualità da parte di genitori, di educatori e della società in generale, è in grado di generare nell’adolescente quella consapevolezza necessaria che gli permetta di vivere la sua sessualità tranquillamente ma con coscienza!

 

Dott.ssa Giorgia Penserini

 

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Sesso: migliora con l’età e con l’amore urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-23 06:29:53

Gli italiani, secondo due differenti ricerche scientifiche sullo stesso tema, pensano che il sesso sia più bello quando a tenere unita la coppia c’è l’ amore ed il sentimento ma anche quando, forse grazie alla maggiore esperienza acquisita, i partner sono in là con gli anni

 

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Il rapporto sessuale migliora quindi con l’amore ma anche quando la coppia è over 50. Il sesso, infatti, non è solo un atto meccanico basato sulla fisicità. In ballo ci sono molte altre componenti di carattere emotivo, psicologico, e così via. Per queste ed altre ragioni, ben il 71 per cento dei soggetti tra i 30 e 60 anni intervistati da “Astra Ricerche” per la casa farmaceutica Lilly ha ammesso che il sesso è più bello e soddisfacente quando si prova amore per il partner.

 

In aggiunta, il 68 per cento degli intervistati ha individuato nella spontaneità la componente più importante (il 66 per cento nel rispetto delle esigenze del compagno ed il 58 per cento nella serenità psicologica ed emotiva). Una seconda ricerca, sempre condotta da “Astra Ricerche” e presentata durante il 25esimo “Congresso europeo di urologia” a Barcellona, ha invece scoperto che, secondo gli intervistati, il sesso migliorerebbe con l’ aumento dell’età dei membri della coppia.

 

Il rapporto sessuale è più soddisfacente quando la coppia è over 50. Non sappiamo se questo fenomeno sia dovuto alla maggiore esperienza, al raggiungimento di una intimità totale e completa, alla spontaneità dei partner o all’amore (anche fisico) che resiste nonostante il passare nefasto del tempo.

 

Lucia D'Addezio

 

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Ricerca: lei cerca la storia seria, lui no urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-23 04:46:45

Che gli uomini e le donne siano molto diversi nell’approccio sentimentale e nella rinuncia alla propria indipendenza per formare una coppia stabile è cosa nota

 

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Adesso, però, uno studio descrive e spiega gli aspetti di questo fenomeno grazie al monitoraggio di alcuni volontari. I risultati non sono stati affatto sorprendenti: le donne sarebbero più romantiche e più propense a formare coppie stabili; invece gli uomini rinuncerebbero con meno facilità alla propria libertà. I ricercatori impegnati in questa ricerca, facenti capo alla James Madison University (Virginia), sono stati coordinati da Carolyn Bradshaw ed il loro lavoro è stato subito pubblicato dal magazine “Sex Role”. Il campione della ricerca è stato formato selezionando 150 ragazze e 71 ragazzi, tutti studenti.

 

Ad ognuno di loro è stata proposta una ampia gamma di tipologie di appuntamento con l’altro sesso: incontri con scarse prospettive di impegno, incontri con forte attrazione fisica, incontri ad alto tasso alcolico, incontri più “seri”, e così via. I dati hanno evidenziato che tutte le ragazze si sono mostrate più frenate in situazioni che prevedevano incontri di tipo occasionale e senza prospettive. Inoltre il gentil sesso ha mostrato una predilezione per gli incontri “romantici”. Tutto il contrario rispetto alle scelte dei ragazzi che preferivano proprio gli appuntamenti che non lasciavano ipotizzare una “storia seria” o un impegno per il futuro. La paura dei maschietti era la perdita della propria libertà ed indipendenza.

 

Lucia D'Addezio

 

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Eiaculazione precoce più diffusa tra i trentenni urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-23 03:57:38

Uno studio paneuropeo ha messo in evidenza che a lamentare eiaculazione precoce non sono i single e i teenager, ma soprattutto la fascia di uomini tra i 31 e i 40 con una relazione stabile e di lunga durata

 

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Sono in tutto circa il 25% degli uomini europei a soffrire di eiaculazione precoce. Secondo un’indagine condotta da GFK Eurisko, il primo studio che ha coinvolto tutta l’Europa, il 76% degli uomini italiani tra i 31 e 40 anni ne soffre; si tratta di soggetti che hanno una relazione stabile e di lunga durata, al contrario di quello che normalmente si pensa, ovvero che a soffrirne debbano essere di più gli adolescenti e i single.

 

Lo studio si è basato su un campione di 4500 uomini e donne di vari Paesi europei, compresa l’Italia. Il maschio italiano, da quanto risulta, è sì più informato sull’argomento (65%) ma ritiene anche, nella maggior parte dei casi, che l’eiaculazione precoce sia un problema soltanto psicologico e non una condizione medica trattabile con farmaci mirati. A causa di questa convinzione, soltanto un terzo dei maschi italiani fino ad oggi ha parlato di questo problema con un esperto.

 

L’eiaculazione precoce, è un disturbo che può essere curato con semplici farmaci a base di dapoxetina e tutti gli uomini che ne soffrono dovrebbero parlarne con un esperto, dal momento che, secondo l’indagine Eurisko, il 46% ne soffre dall’inizio dell’attività sessuale e il restante 54% da almeno 9 anni. Ma non finisce qui. Dalla ricerca, che è stata presentata a Barcellona al 25° congresso degli urologi europei, è emerso inoltre che le preoccupazioni principali dei maschi sono la soddisfazione sessuale e la stabilità della coppia.

 

Le donne italiane, invece, sono le meno preoccupate d’Europa, con un 28%, mentre le più frustrate sono le donne inglesi con una percentuale del 53%. Ma le italiane sono risultate le più agguerrite, con sentimenti di rivalsa nei confronti del proprio compagno (29%, contro il 13% delle svedesi e il 15% delle spagnole).

 

Andromeda Aliperta

 

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Vuoi saperne di più sulla prevenzione delle malattie sessuali maschili? Leggi: I disturbi sessuali degli uomini -  Eiaculazione precoce: come risolvere il prblema

 

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Sesso orale, perché agli uomini piace e alle donne meno? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-22 04:33:56

Spesso il sesso orale è vissuto in maniera problematica dalle donne, mentre per gli uomini risulta più piacevole farlo. Perché? Scarsa igiene e mancanza di comunicazione sono, in genere, tra i motivi del fallimento di una pratica naturale e potenzialmente amatissima da entrambi. Perché alle donne piace poco praticare il sesso orale ai loro partner?

 

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Magari non per tutte è così, ma spesso le donne non sono proprio entusiaste di questa pratica. Al contrario, alla maggioranza degli uomini praticare sesso orale alle loro compagne non dispiace. Da quanto emerge dalle discussioni e dai forum reperiti su Internet, ma anche dalle confidenze di tante persone che si trovano ad affrontare il discorso, i motivi delle inibizioni femminili nei confronti del sesso orale sono diversi.

 

Prima di tutto c’è il problema igienico: molte donne lamentano che i loro compagni hanno una scarsa igiene intima, cosa che provoca un chiaro rigetto nell’effettuare con disinvoltura una pratica tanto voluta e amata dagli uomini. Spesso, quando l’uomo orina, non si pulisce e un attimo dopo pretende di fare sesso orale con la compagna. Un altro motivo di rigetto è anche il modo in cui l’ uomo, spesso, si pone nei confronti del sesso orale con la propria compagna. Infatti, molti uomini, presi dall’eccitazione del momento, dimenticano di considerare che davanti hanno una persona in carne ed ossa e non un’attrice di film hardcore, sono magari suggestionati da qualche immagine pornografica e non hanno la sensibilità giusta nel chiedere alla propria compagna di praticare sesso orale.

 

Le donne, quasi sempre, hanno un’igiene più accurata rispetto ai loro compagni. Molti uomini, invece, fanno una doccia e via, dimenticandosi che le parti intime vanno lavate più volte durante il corso della giornata. D’altro canto, anche le donne hanno dei limiti nei confronti di questa pratica, per il semplice fatto che non comunicano in maniera sincera con i loro compagni. Spesso, dire la verità aiuta a risolvere le incomprensioni e rende le cose molto più piacevoli. Infatti, non è vero che alle donne fare sesso orale non piace, bisogna però fare attenzione ai modi e curare molto la propria igiene intima.

 

Inoltre, una buona comunicazione aiuta anche nel rapporto sessuale in senso stretto: alla donna, in genere, piacciono molto di più i movimenti lenti e questo deve essere comunicato al proprio compagno per arrivare ad un piacere sempre più intenso e profondo. Non bisogna mai vergognarsi di dire la verità, anche se magari in maniera dolce e gentile, ed è assolutamente vietato fingere se si vuole avere un rapporto sessuale soddisfacente, con o senza i fatidici preliminari.

 

Andromeda Aliperta

 

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Vuoi saperne di più sulla seduzione? Leggi  Sesso: consigli per lei   L'odore della donne è un afrodisiaco per l'uomo

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L’odore della donna è un afrodisiaco per l’uomo urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-21 03:06:22

L’odore naturale della pelle femminile è il maggiore afrodisiaco per l’uomo. Secondo uno studio americano, più forte è l’odore, più potente è l’eccitazione maschile nei confronti della donna

 

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Dimenticatevi i profumi: non c’è niente di più eccitante per un uomo che l’ odore naturale della pelle femminile. E’ quello che è emerso da uno studio americano della Florida State University. Lo studio si è basato su 68 maschi dai 18 ai 23 anni, a cui è stato chiesto di annusare dei capi di abbigliamento femminile, alcuni indossati per più tempo e altri mai messi. Lo scopo era quello di misurare il livello di testosterone a seconda dell’impulso olfattivo rilevato nell’annusare i vari capi. Il risultato è stato che in relazione ai capi femminili indossati a lungo il testosterone ha subito un’impennata significativa, soprattutto nei confronti delle donne che erano durante il periodo dell’ ovulazione.

 

Il fatto che la fase fertile femminile, attraverso i suoi odori, sia così incisiva nell’eccitazione sessuale maschile, è un dato che non fa che confermare che la natura ha sempre ragione. In effetti, l’uso di profumi per richiamare il sesso maschile o femminile, è soltanto un espediente che uomini e donne usano per attirare l’altro sesso. In realtà i segnali chimici che attraggono i due sessi sono i feromoni naturali, gli stessi degli animali.

 

E’ chiaro che bisogna sempre avere un’ igiene accurata e che è necessario essere sempre freschi e puliti, non ci sogneremmo mai di dire l’opposto. Non certo come Napoleone che, quando tornava dalle sue campagne di guerra, diceva alla sua Giuseppina di non lavarsi. Il dato che invece emerge è molto rassicurante sul fatto che certi meccanismi, come quello sessuale, non devono essere troppo distorti da quello che è l’elemento naturale. Magari una goccia di profumo aiuta, fa sentire meglio e può addirittura cambiare l’umore. Ma sarà sempre il nostro personalissimo odore a rendere anche la fragranza più bella del mondo attraente per il nostro uomo.

 

Andromeda Aliperta

 

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Vuoi saperne di più sulla seduzione? Leggi  Sesso: consigli per lei  Cosa fare per non far scappare gli uomini

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Vaginismo: Amarsi senza sesso! urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-20 04:20:42

Incredibile ma vero! Esistono molti casi di coppie sposate che non fanno sesso: il problema quasi sempre sembra essere della donna che soffre di “vaginismo” ma non è proprio così

 

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Il vaginismo è una patologia che colpisce molte donne e fa parte dei disturbi dell'eccitazione: la donna non riesce ad avere rapporti sessuali completi, nonostante il desiderio venga mantenuto. È un vero e proprio blocco vissuto al momento della penetrazione, si ha paura del dolore!

 

Ma questi timori nascondono, quasi sempre, delle emozioni negative legate a motivazioni inconsce di tipo relazionale, psicologico o sociale. Le cause potrebbero essere diverse: problemi relazionali e di coppia, eventi traumatici o vissuti come tali durante l'infanzia o l'adolescenza, una cultura religiosa molto ferrea ed intransigente, inadeguata conoscenza del proprio corpo e così via.

 

La cosa sconcertante è che spesso il partner che scelgono collude ampiamente con la loro patologia, accettano e per certi versi contribuiscono a mantenere il sintomo. Tali coppie possono convivere per anni senza una sessualità completa, sembra che non ne sentano la necessità. In particolar modo, le donne che soffrono di “vaginismo primario”, hanno sempre avuto il problema anche durante precedenti relazioni, di conseguenza non si sono mai soffermate a riflettere su un'opportunità di cambiamento. In alcuni casi arrivano a chiedere aiuto solo sotto pressione del compagno, ma in altri il partner accetta passivamente le decisioni della propria metà per “amore”.

 

Il punto di svolta è rappresentato per buona parte di queste coppie dalla voglia di avere un figlio. Ma come mai l'uomo accetta così passivamente la situazione? La risposta è semplice: spesso anche lui presenta una patologia che si incastra perfettamente con il vaginismo della partner; la sua situazione è rimasta nascosta grazie al fatto che i riflettori erano puntati altrove. Nelle coppie bianche che vanno in terapia, succede frequentemente che nel momento in cui la donna sta per guarire, l'uomo viene allo scoperto e mostra le sue difficoltà sessuali (eiaculazione precoce o disfunzione erettile); può capitare che sia proprio lui ad opporsi alla buona riuscita della terapia.

 

Del resto non è un caso che le “vaginismiche” scelgano dei compagni che hanno difficoltà, nel caso contrario la coppia si sgretolerebbe subito. Diventa molto importante riflettere sui meccanismi che si instaurano nella coppia quando ci sono queste problematiche. Il consiglio è di non soffermarsi mai sui sensi di colpa o sul rinfacciarsi reciprocamente le proprie mancanze, ma di affrontare le cose a viso aperto con tutti i timori e le paure annesse. “Amarsi” vuol dire avere anche una sessualità completa e soddisfacente: se viene a mancare tale componente, parlarne all'interno della coppia diventa un momento di crescita importante e l'unica via verso una possibile soluzione!

 

Dott.ssa Mariatersa Muscillo

 

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Contraccettivi ormonali: effetti collaterali e controindicazioni urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-20 02:48:16

Quali sono gli effetti collaterali della pillola e degli altri contraccettivi ormonali? Fanno venire la cellulite? Fanno ingrassare? Sono veramente pericolosi per le donne che fumano?

 

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I contraccettivi ormonali (pillola, cerotto, anello) sono farmaci a tutti gli effetti e in quanto tali presentano controindicazioni e possono avere effetti collaterali, anche gravi. In generale i contraccettivi ormonali (anche quelli più recenti) sono controindicati nelle donne che soffrono di problemi vascolari (per il rischio di trombosi venosa) e in quelle che fumano o che hanno la pressione alta (per il rischio di infarto o di ischemia).

 

Esiste poi il sospetto che questi farmaci aumentino il rischio di cancro al seno e al collo dell'utero. Inoltre, sono controindicati (anche quelli che non si prendono per bocca) se si assumono alcuni farmaci, tra cui anche prodotti fitoterapici (per esempio, l’Hypercum perforatum) con cui interagiscono negativamente. Per saperne di più sul farmaco che utilizzate o che vorreste utilizzare è dunque importante parlarne con il medico e leggere attentamente il foglietto illustrativo.

 

Gli effetti collaterali possono essere diversi, in base al contraccettivo scelto e alla predisposizione personale. Alcuni tra i più comuni sono: spotting (sanguinamento tra un ciclo mestruale e l'altro); nausea; mal di testa; sbalzi di umore, depressione, ansia; alterazioni della libido (è molto più comune che si verifichi un calo del desiderio sessuale, ma in alcuni rari casi e con alcuni contraccettivi si può verificare anche il contrario); tensione mammaria; aumento di peso (per effetto della ritenzione di liquidi o anche, nel caso di alcuni di questi farmaci, per l'aumento dell'appetito).

 

Esistono poi altri effetti collaterali, diversi, o più o meno comuni, in base sempre al farmaco e alla persona. La cellulite, per esempio, spauracchio di molte donne che assumono la pillola non è un effetto comune a tutti i contraccettivi ormonali e nel caso di altri si verifica solo raramente. Bisogna tener presente, quindi, che i contraccettivi ormonali non sono tutti uguali e chiedere il consiglio del proprio ginecologo aiuterà a fare chiarezza su quello più indicato al caso specifico.

 

Margherita Russo

 

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Piacere Femminile: Guida per Lui urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-19 03:07:13

Il piacere femminile per gli uomini è spesso un’incognita, se non un mito, ed è molto difficile per l’uomo pensare alla propria partner ed al suo piacere prima che al proprio. I maschietti non di rado sono “egoisti” a letto e questo è uno dei difetti che crea più problemi al cosiddetto “sesso debole” nell’intimità. Vediamo alcune piccole accortezze che possono rendere la vita sessuale maschile piacevole ma anche attenta alle esigenze di fidanzate e mogli.

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Le donne amano essere corteggiate. Anche quelle che non lo ammettono, in fondo, gradiscono le attenzioni maschili che precedono il rapporto sessuale vero e proprio, e spessissimo proprio le fasi che vengono prima dell’intimità fisica ne determinano la buona riuscita.


Il sesso per la donna inizia molto prima del raggiungimento della camera da letto e tutto contribuisce ad alimentare il piacere femminile, che è innanzitutto mentale ed emotivo e solo in un secondo momento fisico. Gli uomini devono imparare a non correre, a saper aspettare e a rispettare le esigenze e le emozioni della partner coinvolta.


I maschietti devono conoscere il corpo e le zone sensibili della propria compagna, in modo da riuscire a stimolare le aree collegate al piacere. Non pensate solo a voi stessi e a quello che piace a voi ma dedicatevi con impegno e fantasia alla ricerca del piacere della vostra amata. La fretta è, nel sesso, una cattiva consigliera. Prendetevi il tempo necessario a costruire un rapporto intimo che non sia solo fisico ma anche mentale, emotivo, sentimentale. Abbiate cura della vostra partner a tutti i livelli e così anche lei si lascerà andare senza indugi nel sesso. Non pensate che tutto inizi e finisca con il raggiungimento dell’orgasmo maschile. Il sesso è molto di più.


Mai tralasciare l’igiene. Questa è senza dubbio una delle regole più importanti ed indispensabili da rispettare: le donne notano questo genere di cose e una scarsa attenzione alla pulizia o alla cura del corpo può condurre ad inibizioni e problematiche nella coppia.


Cari ragazzi e uomini, non ostinatevi nel voler riprodurre a letto con la vostra compagna quello che avete visto su riviste e video hard.

Il porno spesso non ha nulla a che fare con la vita sessuale reale e la vostra fidanzata o consorte non gradirà di essere trattata e percepita come una delle pornoattrici che hanno acceso le vostre fantasie davanti ad uno schermo o alle pagine di una rivista. Il porno può comunque essere uno spunto per movimentare un rapporto spento dalla routine, sempre rispettando i voleri, i gusti ed il piacere della vostra lei.


Inoltre non dimenticatevi di parlare con la vostra donna, di ascoltare le sue fantasie e le sue insicurezze, di condividere con lei i vostri pensieri e le vostre idee sul sesso. Conquistare una intimità completa ed abbattere gli imbarazzi gioverà di certo non solo alla vostra vita sessuale ma anche al vostro rapporto di coppia.


Lucia D'Addezio

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Vuoi saperene di più sul sesso femminile?      I diversi tipi di Orgasmo Femminile   -  Sesso: il Piacere Sessuale Femminile

 

Consulta le nostre Guida sul Sesso:   Sesso in Gravidanza   -   Sesso e Cibo  -   Le Differenze tra Uomo e Donna

Donne, cosa fare per non far scappare gli uomini urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-16 03:58:32

Ci dicono sempre che va tutto bene e poi all’improvviso ci lasciano. Ci dicono che siamo belle e perfette, poi impazziscono per un’altra e nel giro di pochi mesi la sposano. Eppure sembravamo delle compagne impeccabili

 

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Perché gli uomini ci lasciano? Al principio della nostra relazione sembrava tutto perfetto. Colpo di fulmine, amore, passione, c’era tutto. Perché, ad un certo punto, ogni cosa sembra svanire e il nostro lui non mostra più interesse nei nostri confronti? Quante volte ci siamo domandate se il nostro atteggiamento nei confronti degli uomini sia vincente o meno?

 

Guardandoci indietro, oppure considerando la nostra attuale relazione, possiamo già darci delle risposte. Gli uomini non sempre sono sinceri, tendono a dire bugie se gli chiediamo se qualcosa non va, poi, però, ci lasciano. In cosa sbagliamo? Come dobbiamo fare per tenerceli stretti, i nostri uomini? Ecco una serie di preziosi e realistici consigli, basati su quello che gli uomini odiano in una donna e su quello che invece apprezzano. Prima di tutto, non importa se non siamo stupende. Lui non fa tanto caso a questo. Quello che conta è curarci e stupirlo spesso con mise sexy e abbigliamento provocante. Per il resto, ccco un elenco di cose da fare e da non fare:

 

1) Dategli la massima libertà nelle uscite con gli amici, senza controllarlo o fargli troppe domande. Al contempo, però, cercate anche voi un modo di uscire ogni tanto con qualche amica, anche di sera: questo lo terrà un pochino sulle spine, il che non guasta.

 

2) Non fategli credere di essere sempre troppo disponibili, non parlate troppo di voi e di quello che fate, lasciate nella vostra vita di coppia un po’ di mistero. Non c’è niente di più attraente di una persona che, pur amando, conserva qualche pezzetto della propria vita per sé.

 

3) Vietato cercarlo al cellulare, salvo in casi veramente urgenti!

 

4) Se lui è pensieroso o preoccupato, guai ad assillarlo per cercare di estorcergli cosa abbia. Se vuole, ve lo dirà lui spontaneamente.

 

5) Attente al linguaggio, non siate troppo volgari, abbiate un po’ di contegno nelle vostre faccende intime, non lasciate mai aperta la porta del bagno: non c’è niente di peggio che farsi vedere dal proprio uomo mentre ci coloriamo i capelli, ci laviamo i piedi o altro…

 

6) Non provocatelo se è già nervoso o arrabbiato. Lasciate che si calmi e poi parlerete.

 

7)  Anche se sua madre è veramente insopportabile, non parlatene mai male. Potete risolvere la questione in tanti modi, con astuzia e intelligenza.

 

8) Non siate presuntuose, cercate di non farlo sentire inferiore intellettualmente a voi, tenetelo sempre in considerazione e fatelo sentire apprezzato. Impazzirà d’amore.

 

9) Non siate possessive, lasciategli la sua libertà e prendetevi la vostra, non controllate le chiamate al cellulare e non fategli mai troppe domande. Basta un “Tutto bene?” oppure ” Come è andata?”

 

10) Curatevi, vestite in maniera giusta per ogni occasione, non indossate pigiamoni troppo brutti per dormire e le ciabatte di nonna papera e se proprio non resistete, almeno sotto mettete della biancheria sexy…lavatevi più volte al giorno, deodoratevi e depilatevi sempre, anche in pieno inverno. E per dormire, una goccia di profumo dietro i lobi delle orecchie non guasterà e vi farà sentire molto bene.

 

Andromeda Aliperta

 

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Tornare single a 60 anni urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-15 04:04:06

Secondo i dati Istat, i single ultrasessantenni sono in aumento. Si tratta di coppie che dopo trenta o quarant’anni di matrimonio divorziano in un clima di conflittualità, mancanza di interessi comuni e di voglia di passare il tempo insieme, spesso abbandonandosi all’ebbrezza di una vita avventurosa ma piena di nuove insidie

 

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L’Istat ha registrato negli ultimi anni un aumento dei sessantenni divorziati, circa l’8% su un campione di 100 uomini e il 5,3% di donne. La causa principale dell’aumento dei cosiddetti “divorzi grigi” in Italia è l’ insoddisfazione e il fatto che l’aspettativa di vita è aumentata rispetto al passato. A 60 anni gli uomini hanno ancora una media di circa 20 anni davanti e le donne ancora di più. Inoltre, 60 anni è un’età in cui non ci si sente vecchi e ci si sente pieni di vita e di voglia di intraprendere nuove avventure.

 

I figli sono cresciuti, spesso sono andati via di casa e uomini e donne che non hanno più feeling e complicità tra loro, che non hanno più voglia di stare insieme ed hanno esaurito tutte le riserve d’amore e di tenerezza che li legavano un tempo, decidono di separarsi e di andare ognuno per la sua strada.

 

L’insoddisfazione è sia maschile che femminile e in una società che è cambiata e che consente nuove vie di fuga, tutto sembra possibile, anche tornare ad essere felici da soli o con un nuovo compagno o compagna. Spesso, gli ultrasessantenni che divorziano lo fanno per ritrovare una libertà che non hanno mai avuto, dal momento che si sono sposati quando in Italia il divorzio era vietato per legge; le donne vogliono ritrovare una loro dimensione femminile persa durante tutta la vita, in cui sono state soprattutto mogli e madri, gli uomini desiderano una seconda giovinezza attraverso la ricerca di partner molto giovani.

 

Ritornare single ha però i suoi rischi, soprattutto per gli uomini che talvolta non sanno gestire bene la loro nuova condizione. Le delusioni sono in agguato, soprattutto per la tendenza degli uomini a frequentare donne giovanissime, passando da un’amante all’altra. Questo può portare a cocenti delusioni il cui risvolto finale è spesso, la solitudine.

 

La ricerca spasmodica di conferme del proprio potere sessuale e intellettuale, per scacciare il decadimento psicofisico, è destinato a fallire. Quando c’è la necessità di divorziare bisogna avere anche il coraggio di farlo, quello che conta è vivere tutte le cose con serenità, cercando, anche da single, di andare sempre a fondo delle questioni, in amicizia come in amore, di cercare l’essenza delle cose e non abbandonarsi nella ricerca effimera di qualcosa di inesistente.

 

Andromeda Aliperta

 

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Sesso: Consigli per lei urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-14 05:03:31

Il piacere sessuale storicamente viene ritenuto una prerogativa maschile anche se, man mano che il tempo passa e che le menti si aprono alla modernità, molti tabù relativi al sesso e alla vita sessuale della donna sono stati smentiti e sdoganati

 

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Anche la donna ha quindi guadagnato il diritto a provare piacere e a fare sesso per soddisfare prima di tutto sé stessa e poi il partner. Ecco alcuni consigli che possono essere d’aiuto alle ragazze e alle donne per rendere più soddisfacente l’attività sessuale sia per loro stesse che per i partner.

 

Conoscere il proprio corpo è la regola di base per avere una vita intima priva di imbarazzi e di finzioni. Fingere il piacere per compiacere un partner disattento è il peggiore errore che si possa commettere. Una donna consapevole della propria bellezza e sicura di sé attrae l’uomo anche nell’intimità. Al bando timidezze e fantasie taciute: nella conquista dell’intimità con il compagno la parola d’ordine è “sincerità”.

 

Spiegate al vostro uomo cosa vi piace, quali sono le vostre fantasie nascoste, cosa vi piacerebbe provare per rinnovare il rapporto. Chiedete anche al vostro lui di condividere con voi i suoi pensieri e le sue sensazioni. Anche nelle coppie “di lunga data” è importante mantenere accesa la scintilla. Non abbiate paura di osare abbigliamenti provocanti o un intimo sexy, per non ridurre il rapporto sessuale ad una mera attività “meccanica”.

 

La fantasia, l’attesa, la provocazione, la seduzione lenta, tutte queste componenti aiutano la coppia a mantenere vivo il desiderio reciproco e a combattere la noia e la routine. E’ importante per le donne fidanzate o sposate da tempo il non lasciarsi andare: curate voi stesse, mantenetevi in forma, truccatevi, cercate di non apparire sempre trasandate ma sorprendete il vostro compagno con look seducenti, che vi mostrino attente al vostro aspetto e desiderose di piacere.

 

Gli uomini sono degli “esteti”: questo non significa dover essere delle top model ma valorizzarsi e rendersi desiderabili. Questo genere di attenzioni sono gradite ed il partner sarà di certo contento di avere al suo fianco una donna curata, anche nell’intimità: indossare completini intimi seducenti, essere depilate e profumate, magari con creme per il corpo dagli aromi dolci o con essenze che piacciono al vostro lui, sono cose che possono aiutare a ravvivare la passione.

 

Ragazze, non dimenticate che anche l’ uomo vuole sentirsi desiderato. Non lasciate a lui tutte le decisioni in materia di sesso o tutte le iniziative, partecipate e dimostrate di provare piacere nell’intimità, anche durante coccole, carezze e baci. Non è vero che gli uomini non prestano importanza ai preliminari. Seguite questi piccoli ma fondamentali consigli e vedrete che il vostro lui resterà soddisfatto, ed ovviamente anche voi.

 

Lucia D'Addezio

 

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Quando la gelosia può fare male urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-14 03:16:10

Spesso la gelosia può essere vissuta in maniera drammatica: esiste, infatti, una gelosia sana e un gelosia malata. Come distinguerle?

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La gelosia malata può portare alla rottura e si manifesta con un comportamento possessivo, quella sana può anche rafforzare un rapporto e stimolare la curiosità nei confronti del partner. La gelosia è un inevitabile componente dell’ amore. Un pizzico di gelosia spesso indica interesse nei confronti dell’altro, può stimolare la curiosità del partner e differenzia un rapporto superficiale da un rapporto profondo. Quando è buona, però.

 

Infatti, la gelosia, tende in molti casi ad essere “malata” e a sfociare in comportamenti ossessivi, che limitano la libertà dell’altro ad un livello dittatoriale. Chi soffre di questo tipo di gelosia è spesso una persona insicura, con scarsa autostima ed ha paura di restare solo. La gelosia eccessiva può portare alla rottura di un rapporto. La gelosia ossessiva è un sentimento disfunzionale, che tende a far accumulare rabbia e frustrazione, che, quando non espresse, portano il rapporto al fallimento.

 

Una società che si occupa di corsi di seduzione ha effettuato un sondaggio su circa tremila uomini, da cui è emerso che il peggior difetto delle donne consisterebbe proprio nella gelosia. La “sindrome di Otello”, come viene anche chiamata la gelosia malsana, può interessare sia uomini che donne. Nel caso della gelosia al femminile, la donna gelosa vuole essere assecondata dal partner continuamente, è sempre diffidente con tutti e soprattutto con le donne che vede come potenziali minacce alla sua tranquillità. Cerca sempre di controllare ogni aspetto della vita del suo compagno. In maniera ossessiva, cerca prove delle presunte scappatelle del partner dappertutto, può arrivare a pedinarlo o presentarsi all’improvviso sul posto di lavoro.

 

Dietro tutto questo, spesso, oltre all’insicurezza e all’ incapacità di stare da soli, alla paura di essere abbandonati, c’è una scarsa capacità di elaborare fallimenti, lutti affettivi. Un’ indagine dell’università della Pennsylvania State University ( USA) ha evidenziato che la molla della gelosia scatta soprattutto in individui molto sensibili ed emotivi, che vivono le loro relazioni in maniera totalizzante.

 

L’importante è cercare prima di tutto di fare chiarezza in se stessi, di stare bene anche da soli perché amare qualcuno è un atto importante che implica libertà, fiducia e collaborazione.

 

Andromeda Aliperta

 

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Vuoi saperne di più sul sesso? Sesso occasionale, danni alla psiche? Cosa fare se lui è un seduttore

 

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Ansia da prestazione: perché si traduce in sintomo sessuale? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-13 03:00:11

I ritmi di vita, oggi, sono sempre più veloci e stressanti, si fanno molte cose contemporaneamente: lavoro, hobby, amici, amore, internet, sport e svago in generale. Non si ha più il tempo di prendere fiato col risultato che non ci si rilassa mai, si pretende sempre di più da se stessi fino al punto di farsi travolgere dall’ ansia. Nei rapporti intimi, poi, le cose si fanno ancora più complicate per i cambiamenti che la coppia e la famiglia hanno subito nell’immaginario collettivo rispetto al passato

 

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I rapporti tra uomo e donna sono sensibilmente cambiati. La donna oggi è sicuramente più aggressiva, fa lavori più competitivi e occupa gradini più alti rispetto al passato nella scala sociale. Nello stesso tempo deve badare alla casa, ai figli, alla famiglia e non vuole rinunciare a nulla. L’uomo, da parte sua, cerca di stare al passo con la compagna, ma non riesce del tutto a distaccarsi da un’immagine di “maschio” capo di famiglia, che deve badare al sostentamento della moglie e della prole. Nell’ultimo decennio ha cercato di trovare nuovi modi rispetto all’essere un compagno adeguato, un padre premuroso, un amico presente, ma non sempre ci è riuscito. Il risultato, in molti casi, è stato la chiusura verso il mondo femminile oppure un rapporto fallimentare.

 

Sempre più spesso si sente parlare di patologie sessuali quali l’ eiaculazione precoce, eiaculazione ritardata o, nel peggiore dei casi, di disfunzione erettile; tutte problematiche che possono avere come comune denominatore l’ ansia da prestazione”. Gli uomini sono in conflitto tra quello che è stato tramandato loro dalla cultura tradizionale e le richieste fatte del mondo femminile. Tale conflitto viene riportato nel rapporto di coppia, all’interno del quale si creano giochi di potere dove nessuno dei due vuole cedere all’altro e, quando si è costretti a farlo, inevitabilmente è la sessualità a farne le spese. Gli uomini, infatti, nel tentativo di trovare un’immagine di sé che riesca a coadiuvare le richieste della partner con i propri bisogni, si trovano a dover sperimentare un’ansia pervasiva che rende tutto più difficile, li fa sentire inadeguati e inefficienti.

 

I sintomi sessuali sono segni evidenti che qualcosa non va; nella coppia si creano conflittualità e sensi di colpa. Per fortuna, non tutto il male viene per nuocere! La sintomatologia é la porta d’accesso privilegiata per una pronta guarigione; questo perché riesce a far emergere preponderanti alcuni sentimenti tenuti nascosti o rimossi e a metterli in primo piano. Solo quando si arriva alla consapevolezza dei conflitti interiori e dell’ansia correlata, si può cominciare a ristrutturare una nuova immagine di sé. Il compromesso sia da parte dell’uomo che della donna può essere un vero e proprio lavoro di crescita per la coppia, può aiutare entrambi a rinegoziare i propri ruoli: la donna può capire che chiedere aiuto al proprio compagno e appoggiarsi a lui nei casi di difficoltà non è segno di debolezza o di cedimento, ma al contrario diventa una condivisione sana e auspicata; l’uomo dal canto suo può sentirsi indispensabile e utile ma in modo differente rispetto al passato, per esempio aiutare a casa o seguire i figli lo rende un marito e un padre più competente. In fondo sapere che si è in due nelle difficoltà è di notevole conforto!

 

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 Vuoi saperne di più sul Sesso? Leggi   Eiaculazione Precoce: come risolvere il problema  -   

Come reagire di fronte ad una defaillance del proprio partner

 

 

 

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Seduzione: cosa fare se lui è un seduttore urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-11 06:41:40

Il maschio seduttore corre dietro ad ogni donna, insegue un ideale femminile inesistente e in realtà non si innamora mai. Gli piace collezionare donne ma non sa nulla di quelle vere, perché, in realtà, il seduttore non ama che se stesso.

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Come il Don Giovanni di Mozart, che si vantava delle sue conquiste come fossero oggetti da collezione, il maschio seduttore ama avere una lunga serie di “prede”. Corre dietro ad ogni gonna, persegue un ideale femminile che quanto più alto è, più lo allontana dalle donne vere.

 

Il seduttore si piace molto, è un uomo vanitoso e soprattutto, è convinto di essere il miglior maschio virile della terra e il più affascinante “tombeur de femme”.Perché si comporta così?


Il seduttore è un uomo soprattutto innamorato di se stesso, forse troppo innamorato di sé per potersi innamorare di qualcun altro. Seduce le donne e poi le lascia non per soddisfare un suo piacere sessuale, ma per dimostrare a se stesso quanto può fare e per umiliare le sue vittime e magari i loro mariti. Non si preoccupa mai del dolore che eventualmente può lasciare dietro di sé, è un uomo molto superficiale e narcisista. Il seduttore, o Don Giovanni, è un campione di prestazioni sessuali.

 

A letto nessuno lo batte, ecco anche perché molte donne cadono nella sua trappola, sentendosi “amate” veramente solo perché lui sa fare bene l’amore. Conosce tutte le tecniche e le mette in pratica egregiamente, facendo impazzire le donne. Questo non significa che ama tutte le donne o che lo fa perché gli piace veramente, ma lo fa solo per auto-compiacersi e per puro narcisismo.

 

Egli, in realtà, ha paura delle donne, del potere che queste esercitano su di lui, quindi cerca di sottometterle facendole innamorare di sé. Per tenere testa ad un uomo del genere, se capita la ventura di incontralo, bisogna ripagarlo con la stessa moneta. Come?

 

Mostrandoci delle vere e proprie seduttrici e dominatrici allo steso tempo, non facendoci abbindolare dalle sue prestazioni, ma prendendoci quello che vogliamo senza pretendere nulla. Guardiamoci allo specchio e diciamoci quanto ci piacciamo, senza diventare narcisiste.

 

Con un po’ di autostima e distacco mentale, il Don Giovanni, con noi, avrà poche chances di farci entrare nella lista delle sue conquiste.

Andromeda Aliperta

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Per sapere di più sulla Seduzione:   Come far Impazzire un uomo in 10 mosse      -   Primo appuntamento, come superarlo

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Pillola, cerotto, anello: tre metodi di contraccezione ormonale urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-08 04:44:01

La pillola è il contraccettivo ormonale più noto. Il cerotto e l’ anello vaginale sono metodi più nuovi, altrettanto efficaci. Questi tre metodi di regolazione della fertilità agiscono principalmente impedendo l’ovulazione. In secondo luogo modificano l’utero, che diventa così inadatto a ricevere un ovulo fecondato, e ispessiscono il muco cervicale rendendo in questo modo molto difficile il passaggio degli spermatozoi

 

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Tutti e tre questi metodi, se usati correttamente, sono molto efficaci. È bene però ricordare che si tratta di farmaci e vanno quindi necessariamente prescritti dal medico, che deciderà quali accertamenti preventivi consigliare e saprà indicare il metodo più adatto al caso specifico. I contraccettivi ormonali non proteggono dalle malattie sessualmente trasmissibili.

 

Pillola: se usata correttamente è efficace al 99%. Contiene una combinazione di ormoni estrogeni e progestinici. A seconda dell’associazione tra questi due tipi di ormoni può essere monofasica, bifasica o trifasica. In ogni caso, la prima compressa va presa per bocca il primo giorno del ciclo mestruale; il farmaco si assume per 21 giorni; segue un intervallo di 7 giorni in cui compare la mestruazione. Esistono confezioni che contengono non 21, ma 28 compresse; in questo caso le ultime 7 non sono il farmaco e servono esclusivamente a non perdere il conto e a mantenere l’abitudine di prendere la pillola. Il contraccettivo va assunto più o meno sempre alla stessa ora. Se ci si dimentica di prendere una compressa occorre rimediare entro 12 ore: un ritardo nell'assunzione di oltre 12 ore riduce drasticamente la sicurezza contraccettiva. In quel caso la pillola non potrà essere considerata efficace e sarà consigliabile ricorrere ad altri metodi di controllo della fertilità (il preservativo, per esempio) fino al ciclo mestruale successivo. Anche quando si verificano episodi di vomito o di diarrea non si può essere considerate protette e occorre utilizzare altri metodi di contraccezione. La pillola è un farmaco e come tale può avere effetti collaterali, anche seri.

 

Cerotto:  contiene gli stessi composti della pillola, ma si applica sulla pelle. Il cerotto va cambiato una volta la settimana, sempre lo stesso giorno, per tre settimane successive. Segue una settimana di riposo in cui compare il flusso mestruale. Il giorno della prima applicazione deve coincidere con il primo giorno della mestruazione. Il cerotto va applicato preferibilmente su natiche, braccia e parte bassa dell’addome, mai sul seno; è consigliabile variare spesso la zona per evitare allergie o episodi di intolleranza al prodotto. È impermeabile all’acqua, quindi è possibile bagnarlo; non vanno però utilizzare creme (o oli) nelle immediate vicinanze o sul cerotto. Se si stacca, basta riapplicarlo. Ha la stessa efficacia contraccettiva della pillola, non è però raccomandato nelle donne che pesano oltre 80 kg perché in questi casi la quantità di ormoni contenuta nel farmaco non è sufficiente a impedire una gravidanza. L'assorbimento degli ormoni rilasciati dal cerotto avviene attraverso la pelle; questi quindi arrivano direttamente nel sangue senza passare attraverso il fegato. Questo meccanismo riduce il quantitativo di sostanze attive in circolo e, di conseguenza, gli effetti collaterali, che sono comunque possibili e sono simili a quelli che si verificano con la pillola. I cerotti usati vanno buttati negli appositi contenitori per farmaci scaduti e non insieme ai rifiuti normali.

 

Anello vaginale:  è un piccolo anello trasparente, soffice e flessibile che si inserisce direttamente in vagina. Va lasciato in sede per tre settimane e poi rimosso lo stesso giorno della settimana in cui era stato inserito, preferibilmente più o meno alla stessa ora. Segue una settimana di sospensione in cui compare il flusso mestruale. Per inserire l'anello non è necessario l'aiuto di un medico. Se il dispositivo si sfila durante un rapporto sessuale o in seguito alla rimozione di un assorbente interno basta sciacquarlo sotto l’acqua corrente e reinserirlo. L’anello, però, per mantenere l’efficacia contraccettiva non deve rimanere fuori dalla vagina per un tempo superiore alle 3 ore. Funziona con lo stesso meccanismo d'azione della pillola, presenta più o meno la stessa efficacia contraccettiva, e anche gli effetti collaterali sono simili.

 

Margherita Russo

 

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Fecondazione assistita urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-08 03:10:41

Abbiamo parlato nei precedenti articoli di fertilità e di cosa la influenzi. In questo articolo, suddiviso in due parti, cerchiamo di mettere a fuoco quali sono i principali sistemi di fecondazione assistita ad oggi disponibili

 

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Fino a qualche anno fa le condizioni di infertilità erano senza soluzione oggi la ricerca scientifica ha elaborato dei metodi artificiali per aiutare le donne a coronare il loro sogno di maternità. Esistono sia terapie per l'infertilità sia tecniche di procreazione assistita, meglio nota come PMA (procreazione medicalmente assistita).

 

Le terapie per la fertilità hanno lo scopo di facilitare l'incontro tra l'uovo e gli spermatozoi e sono essenzialmente terapie ormonali; i farmaci più usati sono le gonadotropine, sostanze simili agli ormoni femminili. Esistono diverse tecniche di inseminazione che si suddividono in diversi livelli (tre) in base al loro grado di semplicità.

 

Le tecniche di primo livello sono poco invasive mentre quelle degli altri due livelli sono più complesse e vengono utilizzate nei casi più difficili. Comunque è sempre il centro specializzato che fornisce indicazioni specifiche in base alla valutazione del singolo caso. Ma vediamo nello specifico tre tecniche appartenenti a tre livelli diversi, cercando comunque di fornire un quadro d'insieme senza scendere in dettagli tecnici o troppo medici, da approfondire in sedi opportune.

 

La IUI o inseminazione assistitaquesta è la tecnica più semplice fra quelle disponibili ed è quella che si attiene maggiormente ai cicli naturali di una fecondazione normale. L' incontro tra uovo e spermatozoi avviene nell'utero nel giorno esatto dell'ovulazione, giorno in cui vengono iniettati, tramite un piccolo catetere, gli spermatozoi direttamente all'interno dell'utero stesso. Il liquido seminale deve essere raccolto poche ore prima della fecondazione in quanto deve essere trattato in terreni di coltura per potenziarne le proprietà fecondanti. La procedura di deposizione degli spermatozoi nell'utero non è dolorosa e dura 10/15 minuti in cui la donna deve rimanere sdraiata, dopodiché è pronta per ritornare alle sue normali attività. Di solito questa tecnica è coadiuvata anche da una terapia ormonale per facilitare il processo. Questa tecnica è consigliata nei casi di infertilità maschile lieve (oligospermia, ridotta mobilità degli spermatozoi ecc.) e tutti quei casi in cui ci sono difficoltà nei rapporti sessuali (impotenza, vaginismo ecc.) o si sono verificati ripetuti insuccessi anche con rapporti mirati e in tutti quei casi in cui la sola terapia ormonale non ha avuto successo. Da fonti ufficiali si evince che nel 2007 circa l'11% delle gravidanze nei centri specializzati è avvenuto seguendo questa tecnica.

 

FIVET o fertilizzazione in vitro: tramite questa tecnica l' uovo e gli spermatozoi si incontrano in una provetta (in “vitro” significa proprio questo) e dopo la fecondazione l'embrione o gli embrioni vengono trasferiti nell'utero della donna. Essendo una tecnica più complessa della precedente viene proposta dopo il fallimento di tentativi con tecniche e terapie più semplici. Si ricorre alla FIVET soprattutto in caso di infertilità maschile moderata o in caso di danni alla tube (magari anche nel caso di asporto chirurgico delle stesse), in caso di endometriosi o di infertilità senza spiegazione alcuna. Per arrivare alla fecondazione si devono passare delle tappe obbligatorie tra le quali la stimolazione dell'ovulazione grazie alla quale si cerca di recuperare il numero maggiore di ovociti per aumentare la possibilità di fecondazione ed il monitoraggio dell'ovulazione tramite ecografie transvaginali. Il prelievo degli ovociti avviene tramite aspirazione transvaginale sotto controllo ecografico. Le uova prelevate vengono poste in terreni di coltura specifici. Le uova dopo essere state esaminate e valutate nel loro grado di maturità, vengono poste e tenute a contatto con gli spermatozoi in un incubatore per 48/72 ore ad una temperatura costante uguale a quella corporea. Gli embrioni così formatisi vengono nella fase successiva deposti nella cavità uterina tramite uno speculum vaginale. Durante questa fase la donna deve stare sdraiata un'ora e poi può riprendere le sue normali attività. Anche per questa tecnica esistono dei dati ufficiali relativi al 2007: si parla di ca un 19% di gravidanze, nei centri autorizzati, ottenute con la FIVET.

 

ICSI o iniezione intra-citoplasmatica di spermatozoo:  In linea teorica è una tecnica molto simile alla FIVET, i passaggi sono in pratica gli stessi; ciò che si differenzia è la tecnica di fecondazione: in questa è il biologo che introduce direttamente lo spermatozoo all'interno dell'uovo femminile tramite l'ausilio di un microscopio. Gli ovociti iniettati vengono poi posti in terreni di coltura per facilitare lo sviluppo embrionale. I passaggi successivi sono uguali a quelli della FIVET. Questa tecnica è suggerita in caso di infertilità maschile di grado severo (pochi spermatozoi con scarsissima mobilità). Sempre relativamente al 2007 e ai centri specializzati di fecondazione assistita si parla di ca. un 20% di gravidanze ottenute con questa tecnica.

 

Dott.ssa Romina Marroni

 

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Lo sport stimola l’eros urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-07 05:33:09

Una vita sedentaria è controproducente non solo per la salute ma anche per l’ attività sessuale. Fare più movimento stimola l’eros e contrasta disfunzioni all’ erezione

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La sedentarietà è controproducente per la salute sessuale. L’immobilismo non facilita certo l’eros, che invece viene stimolato dal movimento fisico. E’ quello che è emerso da una ricerca condotta dalla Società italiana di andrologia, che ha constatato che fare almeno tre ore alla settimana di sport stimola l’appetito sessuale. La circolazione del sangue aumenta, il corpo è più tonico e la testa si libera facilmente dallo stress e dai pensieri negativi, quindi siamo più predisposti ad un incontro erotico. Il nostro corpo, attraverso lo sport, oltre a liberarsi dalle tossine, contrasta la disfunzione erettile.

 

Ovviamente anche l’abuso di alcol e il fumo sono assolutamente deleteri per una sessualità sana e frequente, ma fare un’intensa e regolare attività fisica aiuta anche a correggere abitudini di vita scorrette. In particolare, lo studio si è soffermato su 60 uomini tra i 40 e i 60 anni con problemi di erezione e una vita sedentaria. Un gruppo è stato trattato con un farmaco, l’altro, invece, è stato sottoposto ad un’attività sportiva di tipo aerobico per almeno tre ore alla settimana. Il risultato è stato che chi ha svolto l’attività sportiva ha avuto un netto miglioramento della funzione erettile e di tutti gli altri parametri della soddisfazione sessuale. Quindi, uomini, ma anche donne, facciamo tanto sport e faremo di più anche l’amore.

 

Andromeda Aliperta

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Vuoi saperne di più sui disturbi sessuali maschili? Leggi Le pene dell'amore - I disturbi sessuali degli uomini

 

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Donne: durante l’ovulazione vestono più sexy urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-07 04:50:45

L’ etologo Karl Grammer ha condotto un’interessante ricerca sul collegamento involontario tra un abbigliamento femminile sexy ed il periodo fertile della donna

 

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La scoperta dello studioso è stata la seguente: le ragazze si vestirebbero più di frequente in maniera provocante durante il periodo del ciclo nel quale sono “fertili”. Il professor Grammer si è recato con alcuni aiutanti presso alcune note discoteche ed ha chiesto a circa 350 ragazze di partecipare ad uno studio. Il team le ha fotografate e ha chiesto loro dettagli sullo status delle loro relazioni amorose, oltre a prelevare un campione di saliva per identificare il periodo del ciclo.

 

Ebbene, le ragazze single che erano nel loro periodo più fecondo tendevano ad indossare abiti succinti, con scollature e spacchi pronunciati. Inoltre le stesse donne avevano vestiti più trasparenti ed attillati rispetto alle altre. Insomma, le donne anche senza accorgersene si vestirebbero in maniera più sexy durante l’ovulazione, in modo da attrarre un partner con lo scopo, in teoria, di procreare.

 

Lucia D'Addezio

 

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Vuoi saperne di più sul linguaggio del corpoCosa guardano le donne? - Quanto ti senti femminile?


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Mancanza del desiderio sessuale: perché colpisce più donne che uomini urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-06 05:06:26

Nella vita di tutti i giorni può capitare a chiunque di incontrare una persona ed essere folgorati: il cuore diventa un crocevia di emozioni forti e coinvolgenti, il corpo sperimenta nuove sensazioni, il desiderio dell’altro domina ogni altro pensiero, si ha voglia di sentire il suo odore, di baciare la sua bocca e di sfiorare la sua pelle. Può capitare di contro che una persona non prova queste sensazioni, forse non le ha mai provate. Come è possibile pensare ai rapporti intimi senza questa componente essenziale? Una situazione tanto strana quanto vera e diffusa; purtroppo sono proprio le donne ad essere più colpite dalla mancanza del desiderio sessuale, vediamo perché

 

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 Il desiderio è un elemento imprescindibile dei rapporti intimi: è ciò che spinge due persone ad incontrarsi. Ma non solo, esso connota di un significato del tutto particolare la sessualità, come usare dei colori più o meno belli su una tela da dipingere a proprio piacimento. Pensate per un attimo di desiderare un piatto prelibato: l’acquolina in bocca, l’odore inebriante, il ricordo di quel gusto particolare, la fragranza che stuzzica il palato. Tutte queste sensazioni vi portano ad assaggiare la pietanza e tutto vi sembra più buono. Assaporare diventa un godimento allo stato puro, una soddisfazione unica e irripetibile.

 

Al contrario, se il piatto non vi piace, la sensazione è di disgusto, si mangia controvoglia e il desiderio di rimangiare lo stesso piatto è annullato completamente. Nel sesso le cose vanno più o meno allo stesso modo, quanto più si desidera una persona tanto più il rapporto che si instaura procura piacere e soddisfazione, al contrario senza desiderio i rapporti diventano aridi e insoddisfacenti. Nel campo della sessuologia il desiderio è stato studiato per la prima volta dalla Kaplan (1970), che introdusse la fase del desiderio in aggiunta alle tre fasi (eccitazione, plateau, risoluzione) individuate da Master e Johnson nelle ricerche condotte sulla risposta sessuale. L’autrice scoprì che molte persone non avevano alcun desiderio sessuale, in alcuni casi il sesso era una vera e propria fobia. Le donne erano i soggetti più affetti da tale disturbo, con diverse motivazioni. Il primo motivo è di natura biologica: mentre l’uomo ha un livello di desiderio costante grazie ai livelli ormonali che rimangono quasi del tutto invariati durante l’arco della vita; la donna mostra delle fasi in cui i livelli ormonali si abbassano notevolmente (ciclo mestruale, gravidanze, menopausa). In aggiunta a questo ci sono vari motivi di natura psicologica:

 

1) le influenze culturali e religiose, che in alcuni casi generano una vera e propria ripugnanza verso il sesso;

 

2) una relazione non soddisfacente, dove i giochi di potere all’interno della coppia sono controbilanciati dal negarsi sessualmente;

 

3) motivi di natura più profonda, come un cattivo rapporto con il padre che viene poi riportato inevitabilmente nel rapporto a due.

 

La mancanza di desiderio porta ad avere rapporti sempre più rari, portando la coppia verso conflitti lunghi e, in alcuni casi, logoranti. Lui diventa sempre più insistente, perché pensa che dipenda da lui, dal suo non essere all’altezza, dall’essere poco attraente o non amato dalla propria donna. Lei si sente oppressa dalle richieste del partner e molte volte fa l’amore per accontentarlo. Diventa un circolo vizioso dal qual è difficile uscirne. Bisogna, in questi casi, capire fino in fondo le motivazioni che sottendono la mancanza di desiderio, senza preconcetti o sensi di colpa da entrambe le parti. Nel caso in cui il problema risieda nel rapporto di coppia, bisogna riaggiustare qualcosa, ricercare i punti nodali di conflittualità e trovare nuovi compromessi. Negli altri due casi, invece, va fatto un lavoro su se stessi e sulla propria storia familiare. È importante capire i propri limiti e superarli, non solo per il partner, perché la sessualità è un’esperienza davvero unica, è l’unica forma di comunicazione immediata e senza filtri che ci mette in contatto diretto con la persona amata. Senza di essa mancherebbe un pezzo di intimità importantissimo!

 

 

Dott.ssa Mariateresa Muscillo

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Sesso in gravidanza: nessun pericolo e alle donne piace urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-02 04:28:05

Le paure e le false credenze possono mettere in crisi le coppie in attesa di un figlio. Molti futuri genitori, infatti, durante la gravidanza mettono "in pausa" la loro vita sessuale, con spiacevoli conseguenze al livello dell'intimità e dell' autostima, soprattutto femminile

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Adesso però una ricerca avvisa: alle donne con il pancione il sesso piace, l'importante e farlo con dolcezza e con attenzione. Uno studio condotto per conto della rivista scientifica "The Journal of Sexual Medicine" ha smentito tutte le false credenze sul sesso durante la gravidanza: non ci sono pericoli per il nascituro o problemi fisici per la gestante ed il nascituro (eccetto piccole perdite nei casi di placenta 'previa') e, in aggiunta, alle donne piace. I ricercatori hanno sottoposto un questionario sul tema "sesso e gravidanza" a 188 donne di Lisbona, in Portogallo, comprese nella fascia d'età tra i 17 ed i 40 anni ed appena uscite da una gravidanza. I risultati sono stati interessanti e in un certo senso sorprendenti.

 

 

 

Le donne si sono rivelate più emancipate di quanto ci si aspetterebbe. Ben il 44,7 per cento delle intervistate ha ammesso di aver continuato a fare sesso durante i primi 3 mesi di gravidanza; l'80 per cento delle gestanti ha continuato anche nei mesi successivi, con tanto di pancione; addirittura un 40 per cento non ha smesso neanche ad una settimana dal parto. Il tipo di rapporto più diffuso è quello tradizionale ma tra le preferenze ci sono anche quello orale (38,1 per cento) e quello anale (6,6 per cento). Inoltre il 50 per cento delle intervistate ha quantificato il piacere sessuale durante la gravidanza in modo uguale (o superiore) a quello provato senza il pancione. D'altra parte il 75 per cento delle donne a campione ha lamentato un calo del desiderio da parte del partner, meno attratto dalla sua compagna con qualche chiletto in più.

 

Lucia D'Addezio

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Divorzio: possibile in un anno? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-01 04:20:03

Da molto tempo si parla di divorzio breve, ma la legge in vigore è vecchia di circa 40 anni. Una nuova proposta che la commissione di Giustizia deve esaminare prevede un divorzio breve, di almeno un anno contro i tre attuali, applicabile per quelle coppie che non hanno figli o per quelle che li hanno già grandi

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Vediamo se e quando sarà possibile. Per essere in linea con il resto dell’Europa, l’Italia cerca di portare avanti delle proposte anche in tema di divorzio, per facilitare l’iter di quelle persone che hanno i figli già grandi e vogliono impiegare poco tempo per divorziare, oppure per quelle coppie che figli non ne hanno e desiderano separarsi definitivamente. Oggi i tempi sono di circa tre anni e sono seguiti dalla separazione legale, un periodo di circa due anni in cui non ci deve neanche essere la coabitazione. Solo dopo questo periodo si può sciogliere il vincolo e tornare allo status di single. Nei Paesi europei la separazione legale, ovvero quella sottoscritta davanti ad un giudice, non esiste e si va direttamente al divorzio.

 

L’obiettivo della nuova proposta è quello di accorciare i tempi ed è bipartisan, non conosce colore politico, poiché è un’esigenza reale condivisa da tutti. Si va dalla proposta di divorzio dopo un anno dalla separazione legale, se non ci sono figli minorenni, al divorzio dopo un anno di separazione legale anche in presenza di figli, fino ai sei mesi, se non si hanno figli con meno di 14 anni. Un’altra battaglia, indetta dalla Lega italiana per il divorzio, è quella per l’abolizione della separazione legale. La proposta è positiva perché spesso prolungare i tempi non serve per far riconciliare le persone, ma anzi rischia di inasprire un rapporto già incrinato. Infatti, le coppie separate che tornano insieme oscillano tra l’1 e il 2%.

 

Andromeda Aliperta

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Crisi di coppia: piccoli gesti quotidiani per salvare il rapporto urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-31 04:58:44

Quando la coppia è stanca e boccheggia, ci sono alcuni piccoli ma miracolosi gesti fa fare, giorno per giorno, che aiutano a guarire le ferite e a risollevare il rapporto in poco tempo e in maniera efficace. Vediamo quali sono

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Il vostro rapporto è in crisi. Vi sentite feriti, frustrati, non avete più molto interesse per il vostro compagno/a. Siete in un momento di stanchezza, di asfissia, vi sentite trascurati oppure siete voi a trascurare l’altro. Questi sintomi sopraggiungono anche nelle relazioni più lunghe e solide, è inevitabile. Ci sono però piccoli gesti quotidiani che ci aiutano a “guarire”. Ecco la ricetta:

 

Nel caso di un rapporto che è diventato noioso, la passione e l’amore sembrano scomparire quasi del tutto. Per evitare che la fiammella dell’amore si spenga definitivamente si possono mettere in atto diverse, piacevoli ed efficaci strategie come il fare il bagno insieme (se non si ha la vasca da bagno, va bene anche la doccia), magari una cena a lume di candela, con piatti raffinati e gustosi, una cena afrodisiaca e poco abbondante, con musiche d’atmosfera ed essenze profumate. Vestitevi al meglio, mi raccomando, le donne ultrasexy (tanto siete sole con il vostro compagno, potete osare quanto volete) e gli uomini eleganti e tenebrosi.

 

Lui torna a casa nervoso? La prima cosa da fare è cercare di rilassarlo, spegnere le luci e la tv, accendere le candele, preparare un bicchiere di vino e tuffarsi insieme in una vasca d’acqua calda. Nel letto, cercare di non allontanarsi troppo dal vostro lui o dalla vostra lei e preferire il contatto, dormire vicini per sentire il calore del corpo dell’altro che ravviva l’ eros e la tenerezza. In un momento di crisi, si possono fare cose che abitualmente non si fanno, come fare la barba al nostro compagno, svegliarlo con un bel bacio, un vassoio con una colazione piena di cose buone, per farlo sentire coccolato e amato e dargli delle conferme che, magari in questo momento, sembrano sfuggirgli. State attenti a quello che vi dite, agli appellativi poco carini, imparare a tacere e a non dire cattiverie inutili e gratuite.

 

Contare fino a 10 prima paralare ci può aiutare a dire le cose giuste al momento giusto. In un momento di particolare gravità del rapporto, di eccessiva stanchezza, è bellissimo l’abbraccio da dietro, che rinfranca il partner, lo fa sentire protetto e amato e serve a ravvivare la passione. Un massaggio, fatto con oli profumati è un toccasana per qualsiasi rapporto. Se siete donne, magari mettete anche un completino intimo sexy, non saprà proprio resistervi. Sorprendiamo poi il nostro compagno o compagna con inaspettati gesti d’affetto, come un bacio passionale, che riaccenderà tutto l’amore che sembrava essere scivolato via. Un po’ di passione e di rianimazione sentimentale è quello che vuole in un’atmosfera spesso avvelenata da bollette, bambini urlanti, mutui o affitti da pagare.

 

Andromeda Aliperta

 

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Come reagire di fronte a una defaillance del proprio partner? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-31 03:23:03

La conquista e la seduzione per la donna sono momenti intrisi di forti emozioni: sale l’ ansia, il cuore batte all’impazzata, il pensiero è rapito dall’attesa della persona desiderata e la mente è presa dalle strategie per conquistarla. Finalmente arriva il momento dell’intimità e le aspettative sono tante, ma qualcosa non va. Il partner sembra avere un attimo di esitazione, una defaillance a letto!

 

Emergono paure e incertezze legate al sentirsi poco attraenti e non desiderate, che possono trasformarsi in aggressività e insoddisfazione. Come reagire di fronte a queste situazioni? Il mondo femminile è molto complesso, fatto di emozioni forti e di insicurezze. Che si tratti di una relazione giovane e in via di definizione oppure di legami forti e duraturi nel tempo, i sentimenti che emergono di fronte a una defaillance del proprio partner hanno le stesse caratteristiche.

 

Le donne possono sentirsi rifiutate, non desiderate e poco attraenti, la loro autostima può subire un contraccolpo durissimo. Da questi sentimenti nascono reazioni diverse: tristezza e depressione in alcuni casi e/o aggressività, gelosia e insoddisfazione in altri. Alcune donne rinfacciano l’accaduto al proprio uomo, cercando di sedare e scaricare le proprie ansie, ma l’effetto che ottengono è opposto. Se la donna è un essere complesso, l’uomo non è da meno. La defaillance a letto per un uomo rappresenta un evento a dir poco catastrofico: nell’immaginario maschile il concetto di “macho” è ancora tanto presente, soprattutto nel campo sessuale. Si è sempre più preoccupati di fare un figurone tra le lenzuola, di dimostrare di essere “maschio”, dando importanza alle dimensioni, alla durata del rapporto sessuale, all’intensità delle spinte.

 

In questo modo si perde l’essenza e la piacevolezza del sesso, considerandola alla stregua di una prestazione. Purtroppo questo sentimento viene rinforzato dalle pressioni femminili, che vengono percepite come accuse e denigrazioni rispetto alla propria virilità. Nelle coppie appena formate, la conoscenza reciproca è molto blanda e gli uomini potrebbero essere molto ansiosi ed emozionati rispetto all’incontro sessuale, presentando diversi problemi: eiaculazione precoce, eiaculazione ritardata, disfunzione erettile. La donna, in questi casi, dovrebbe lasciare da parte tutte le proprie insicurezze e aiutare il partner a vivere la situazione con un atteggiamento diverso, più rilassato; è la mossa migliore. La comunicazione diventa fondamentale in questi casi: aiuta la coppia a tracciare le basi per un rapporto duraturo e soddisfacente.

 

Nel caso di coppie consolidate, il discorso cambia: se un sintomo si presenta più volte, si accende un campanello d’allarme, che indica che qualcosa non sta andando nel verso giusto. È importante sottolineare che il problema è della coppia e non del singolo. Questo spiega anche perché ogni tipo di recriminazione da una parte piuttosto che dall’altra sia inutile e dannosa. Le cause potrebbero essere molteplici: ansia da prestazione, sbilanciamento di potere all’interno della coppia, un periodo di forte stress pisco-fisico e altro ancora. Qualunque sia la causa, bisogna parlare e affrontare l’argomento, mettendo in primo piano i propri vissuti e le emozioni e condividendoli senza paura di scoprirsi fragili e indifesi. Avere dei punti di debolezza non è una cosa vergognosa, anzi rende più umane le persone e le fa avvicinare ancor di più rispetto ai problemi comuni.

 

Dott.ssa Mariateresa Muscillo

 

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Addio Lolite, a letto la donna piace dominatrice urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-30 04:38:04

La più amata dai maschi italiani non è più la Lolita o la donna docile e remissiva, ma la donna autorevole e dominatrice, a letto e nella vita. Ai maschi, assicurano recenti indagini, piace avere una compagna o un’amante sicura di sé e decisionista, anche sotto le lenzuola

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Al primo posto del gradimento dei maschi italiani ci sarebbero loro, le donne dominatrici e sicure di sé. Secondo una ricerca condotta dall’Associazione donne e qualità della vita, sono emersi altri dati interessanti, come il fatto che il modello materno, testimonianza dell’eterno bambino racchiuso nel corpo di tutti gli uomini, è addirittura al secondo posto. Seguono in graduatoria le remissive, le tipe docili e rassicuranti, le svampite e all’ultimo posto le Lolite, carine sì, ma immature e poco affidabili.

Prima della rivoluzione femminile le donne che non si mostravano docili e remissive avevano diversi problemi ad essere prese sul serio. Oggi chi possiede una personalità più forte non ha più paura di mostrarsi così com’è… e agli uomini di oggi questo piace! Piace soprattutto una donna capace di prendere decisioni ma anche di coccolare e proteggere, forte non egocentrica, determinata ma non prepotente, piena di grinta ma non aggressiva. La donna dominatrice sa quanto vale, ma lascia spazio anche al suo compagno e ne accetta le opinioni, anche se magari sono completamente diverse dalle sue. Quindi, in ultima analisi, è anche una donna molto aperta e generosa. La dominatrice che tanto affascina i maschi italiani ha carisma e personalità da vendere e anche a letto è vincente.

 

In particolare, la posizione nel rapporto sessuale è associata all’abbraccio di Andromaca, ovvero lei sopra a cavalcioni e lui sotto. Tale posizione fu attribuita da Omero nell’Iliade alla moglie di Ettore, Andromaca, appunto. Si tratta di una posizione che l’uomo considera estremamente eccitante. La donna dominatrice piace molto ai tipi sicuri di sé, che si sentono gratificati da una partner con potenzialità da leader, ma anche ai Peter Pan che vedono in lei la donna della vita, quella a cui affidarsi completamente. Diventare una donna dominatrice si può: basta provare ad ascoltare il compagno con attenzione e dargli consigli solo dopo aver capito bene i suoi desideri, non assumere atteggiamenti da “svampita” come ammiccare o sottintendere le cose, essere tolleranti rispetto ai diversi punti di vista, essere sempre spontanee e cercare di recitare il meno possibile, cosa che fa giudicare le donne insicure.

 

Andromeda Aliperta

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Uomini: da oggi l'arte della seduzione si può imparare urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-29 06:28:18

L’ arte della seduzione è sempre stata ritenuta una dote innata e posseduta da pochi uomini. Oggi ci sono scuole e corsi che insegnano quest’arte, rivolti soprattutto ai ragazzi più timidi e insicuri che con le donne non sanno da dove cominciare

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Se un tempo i Don Giovanni si contavano sulle dita di una mano ed erano, soprattutto, uomini che possedevano naturalmente delle doti di seduzione, oggi questo si insegna tranquillamente in corsi e scuole ad hoc. Una società inglese ha ideato, per l’appunto, un metodo chiamato Pua, ovvero Pick up artist ( artista del rimorchio). La parola rimorchio, in effetti, tende molto a spoetizzare il concetto di seduzione, ma il nome del metodo è esattamente questo ed è rivolto in linea di massima ai ragazzi più timidi e insicuri, quelli che, per intenderci, fanno una gran fatica a interagire con le donne e non sanno proprio dove “mettere le mani”. Ma come funzionano questi corsi? Prima di tutto ci si registra ad una community on line, ricca di forum e suggerimenti sull’argomento centrale: il rimorchio. I trainer suggeriscono alcuni dettami del metodo e invitano a partecipare ad eventi sociali organizzati in diverse città italiane. Gli aspiranti seduttori si riuniscono per parlare dei loro problemi di approccio con il mondo femminile e insieme, magari organizzando un’uscita, possono mettere in pratica quanto appreso e discusso.

 

La teoria, nel metodo Pua, la fa da padrona e prevede veri e propri workshop per apprendere l’abc della seduzione. Si studiano la psicologia femminile, la programmazione neuro-linguistica, il linguaggio del corpo, in un approccio scientifico di matrice americana che in Europa ha trovato le sue specializzazioni. Ottima per i timidi e gli insicuri, questa tecnica può essere sperimentata anche in altre situazioni e non solo con le donne, proprio perché, tra le varie cose, mira ad inculcare una maggiore fiducia in se stessi, che è alla base di ogni tecnica seduttiva.

 

Andromeda Aliperta

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Fertilità Femminile urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-29 03:06:06

Prima di entrare nello specifico, vediamo alcuni numeri che ci aiutano a farci un quadro abbastanza preciso di cosa accade ora nelle donne e nelle coppie italiane in cerca di un figlio

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Per prima cosa il 15% delle coppie italiane non riesce a concepire nel primo e secondo anno di tentativi, inoltre, rispetto alle donne europee, le donne italiane hanno il primo figlio ad un'età mediamente più avanzata; questo può essere collegato al fatto che si sposano più tardi (in media intorno ai 28 anni). Ovviamente esistono fattori socioculturali che influenzano le scelte di vita, quindi l'età del matrimonio, la maturità psicologica ed emotiva e così via. Tutti questi condizionamenti culturali, infatti negli altri paesi europei la situazione è molto diversa, fanno sì che quando una donna si sente pronta per avere un figlio magari è già troppo tardi. Se si considera che il periodo di massima fertilità per una donna è collocato fra i 20 ed i 25 anni, si capisce il dato iniziale: in Italia una donna diventa madre intorno ai 30 anni. Dai 35 anni in avanti il quoziente di fertilità diminuisce bruscamente fino a diventare minimo oltre i 40 anni. Con l'aumentare dell'età invecchiano i gameti femminili ed aumenta il rischio di contrarre malattie infiammatorie dell'apparato urogenitale o di sviluppare fibromi uterini ecc. In pratica la percentuale di gravidanze oltre i quarant'anni è del 10% contro il 30% che si riscontra tra le donne ventenni. Nella fascia dei trenta la percentuale comunque rimane ancora alta, si parla di un 25%. Dal punto di vista maschile, l'avanzare dell'età incide molto meno sulla fertilità anche se comunque al di sopra dei quarant'anni anche l'uomo subisce un calo qualitativo e quantitativo degli spermatozoi che quindi diventano meno mobili e più soggetti a portare malattie cromosomiche.

 

Vediamo ora quali sono i fattori sui quali ogni coppia, ogni donna e uomo, possono agire per migliorare la propria fertilità o se non altro per evitare di diminuirla.

 

Fattore stile di vita

 

Per stile di vita intendiamo le abitudini personali, che riguardano soprattutto la dieta e i comportamenti più o meno salutari, e l'ambiente. Per quanto riguarda quest'ultimo purtroppo non si ha troppo potere nel controllare l'inquinamento, tuttavia per chi desidera un figlio è importante coltivare la cultura dell' ecologia nel senso delle scelte: sarebbe opportuno per le coppie in cerca ritornare alla natura e se non è possibile abitarvici, allora utilizzare ogni momento libero per passare del tempo all'aperto in luoghi poco contaminati. I pesticidi sono le sostanze più incriminate per la fertilità perché sono molto tossici. La dieta rappresenta un veicolo per queste sostanze pertanto è consigliabile avvalersi di prodotti provenienti da agricoltura biologica e prestare molta attenzione alla pulitura e al lavaggio di frutta e verdura. Rimanendo nel tema della dieta, chi è alla ricerca del concepimento, dovrebbe fare attenzione all'uso di caffeina e di bevande alcoliche. Un loro abuso determina una riduzione della fertilità sia nell'uomo che nella donna. Per quanto riguarda le donne esiste uno studio che ha evidenziato come un consumo di ca 7 tazze di caffè o tè al giorno possa ridurre di un 50% la probabilità di rimanere incinte. Comunque anche l'obesità e l'eccessiva magrezza compromettono la fertilità, pertanto una dieta bilanciata associata ad un'attività fisica regolare contribuiscono al benessere generale e quindi anche a questo aspetto importantissimo. Per chi fa sport agonistico è importante sapere che il doping, cioè l'utilizzo di sostanze anabolizzanti per aumentare la forza e la massa muscolare, hanno un effetto negativo notevole sulla fertilità, soprattutto se assunti in modo prolungato, senza contare gli effetti negativi di natura psichica e fisica. Infine lo stress può incidere sull'ovulazione determinandone anche un ritardo o una mancanza.

 

Fattore fumo

 

Le coppie che desiderano un figlio dovrebbero rinunciare al fumo. Uno studio ha confermato che il 13% di infertilità femminile è dovuto al fumo di sigaretta. Le sostanze sprigionate dalla combustione ed inalate incidono sulle ovaie; il danno che si può avere dipende ovviamente dal numero di sigarette e da quanto tempo si è iniziato a fumare. In pratica la nicotina ed il benzopirene vanno a finire nel liquido follicolare e nelle cellule dell'ovaio determinando una diminuzione di fertilità. Una donna fumatrice impiega più tempo a concepire (in media un anno). Una donna fumatrice inoltre è a rischio anche durante lo stato di gravidanza perché la nicotina ed il monossido di carbonio attraversano la placenta sottraendo ossigeno al feto e diminuendo la circolazione utero-placentare. Al fumo sono stati associati diversi casi di aborti spontanei, di parti prematuri, di gravidanza extrauterine, di nascite sottopeso e di mortalità perinatale. Anche l'uomo non è immune dal danno del fumo: ciò che il fumo danneggia nel maschio è il processo di produzione degli spermatozoi e la loro qualità, misurata in mobilità, vitalità e morfologia. Maggiori sono le sigarette fumate minori sono gli spermatozoi prodotti. Negli uomini fumatori la riduzione degli spermatozoi può arrivare ad un 22% senza contare l'aumentato rischio di modificazione del DNA.

 

Dott.ssa Romina Marroni

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Anticoncezionali Naturali, Vantaggi e Svantaggi urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-28 04:03:46

I metodi contraccettivi naturali, è risaputo, sono meno efficaci di altri sistemi di contraccezione. Tuttavia c'è chi li preferisce per motivi religiosi, o perché in quanto naturali non prevedono l'assunzione di farmaci e le relative controindicazioni o ancora per altri personalissimi motivi. Ecco dunque una panoramica della contraccezione naturale.

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I metodi contraccettivi naturali, fatta ovviamente eccezione per il coito interrotto, vengono spesso usati, oltre che per evitare una gravidanza, anche per programmarla. Nessuno di questi metodi protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili.


Metodo Ogino Knauss
Si basa sul calcolo del calendario mestruale. Supponendo che l'ovulazione si verifichi 14 giorni prima della mestruazione successiva, vengono considerati fertili i giorni tra il decimo e il sedicesimo. Va da sé che una donna con un ciclo mestruale irregolare presenta molte difficoltà a utilizzare con successo questo metodo.


Metodo della temperatura basale
Consiste nel misurare tutti i giorni la temperatura corporea della donna inserendo il termometro in vagina. Durante l’ovulazione, in genere, la temperatura basale è lievemente più alta del solito. Bisogna tenere presente, però, che la temperatura basale può subire variazioni per molti altri motivi, per cui anche questo metodo è particolarmente fallibile. Richiede inoltre una certa costanza e una buona dote di pazienza.


Metodo Billings
Si basa sul monitoraggio del muco cervicale, una secrezione mucosa prodotta dalla cervice uterina che aumenta di volume e di intensità nei giorni vicini all'ovulazione (sia quelli immediatamente precedenti, sia quelli immediatamente successivi).


Misurazione degli ormoni contenuti nell’urina
Esistono alcuni dispositivi, acquistabili in farmacia, che consentono di identificare i giorni fertili misurando, nell’urina, le variazioni degli ormoni che controllano il ciclo mestruale. Per un corretto utilizzo di questi dispositivi è importante leggere attentamente il foglietto illustrativo e rivolgersi al proprio medico per ottenere tutte le informazioni necessarie.


Coito interrotto
La rimozione del pene dalla vagina poco prima dell’eiaculazione è uno dei metodi meno efficaci, soprattutto quando non si ha molta esperienza nel praticare il coito interrotto. Questo metodo, infatti, richiede una notevole conoscenza del proprio corpo da parte dell’uomo, oltre che un ottimo autocontrollo. Il primo anno ha un tasso di fallimento che si aggira intorno al 20%. Il coito interrotto, inoltre, può influire negativamente sulla soddisfazione sessuale.


Margherita Russo

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Il matrimonio e i benefici sulla Salute urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-26 04:42:03

Sapevate che un matrimonio sereno giova alla salute? Le donne sposate felicemente dormono meglio e anche gli uomini traggono dall’unione coniugale diversi benefici, tra i quali meno stress, meno rischi di cadere in depressione, meno possibilità di ammalarsi e di abusare di alcol e droghe

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Sapevate che il matrimonio, quando è sereno, fa benissimo alla salute di uomini e donne? E’ quello che è emerso da uno studio di un’équipe dell’Università di Otago, in Nuova Zelanda, basata su 34493 persone di 15 paesi diversi. L’unione coniugale, secondo questa ricerca è benefica per marito e moglie, allontana lo stress, il rischio di ansia e depressione e la possibilità di abusare di alcol e di droghe. Questi dati si riferiscono ad un matrimonio sereno. In questo caso, tutti i problemi che le donne spesso hanno, legati ai figli e alla famiglia, come lo stress per l’alto carico di lavoro da distribuire tra ufficio, figli e faccende domestiche, viene superato da una convivenza felice.

 

Anche l’ insonnia, che è un disturbo tipicamente femminile, è scongiurata da un matrimonio sereno: le mogli soddisfatte prendono più facilmente sonno rispetto alle single. Insomma, sembra che uno dei segreti per dormire bene sia avere un compagno a fianco con cui ci sia una certa armonia ed equilibrio. Il matrimonio, però, non è certo tutto rose e fiori, ma è un progetto in cui si investe moltissimo, un punto di arrivo e non un approdo. È insomma qualcosa che si evolve nel tempo e si adatta alle persone e alla vita, un percorso da fare insieme. Quando questo non si comprende, si rischia di essere insoddisfatte e di provare un senso di vuoto.

 

Anche la convivenza genera questo tipo di paure. La prova da affrontare è difficile e come evidenzia uno studio del Daily Mail, una coppia di sposi su dieci soffre di depressione post nuziale già dopo il viaggio di nozze. Un altro dato importante riguarda i litigi. Sfogarsi, sempre nel rispetto reciproco e senza mai esagerare, fa bene alla coppia. Fa malissimo, invece, tenere tutto dentro e non comunicare i propri dubbi e incertezze. Magari con qualche accorgimento: non dire mai mi fai arrabbiare ma sono arrabbiata, che non fa sentire il partner aggredito. Il sesso, poi, è un ottimo modo per stemperare la tensione, superare i rancori e alleggerire la situazione. In tutto questo parlare di coppie sposate, una nota va anche ai single. Anche loro sono felici, come dimostra una ricerca del Lafayette collge di Easton negli Stati Uniti, o meglio non sono né tristi, né infelici, ma sanno badare a se stessi, godono di ottima salute mentale e sono autosufficienti, cosa che non è stata riscontrata in tutti gli accoppiati che spesso hanno una sorta di dipendenza psicologica dal partner.

 

Andromeda Aliperta

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Quando le fantasie sessuali diventano perversioni? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-25 06:08:06

Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha pensato di avere fantasie sessuali strane, forse “perverse”! Ma che cosa significa “perversione”? Che tipo di pratiche sessuali possono essere considerate non “normali” nell’immaginario comune?

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Nel campo della sessuologia la linea che divide alcune fantasie sessuali dalle perversioni è davvero sottile, quasi impercettibile. Oggi Il termine perversione non viene più utilizzato nel campo della sessuologia poiché considerato troppo forte e senza speranze di guarigione. Definire una persona perversa implica un’etichetta, un pregiudizio radicato, difficile da scrollarsi di dosso. Al suo posto viene utilizzato “parafilia” che deriva dal greco para (indica “accanto” “presso”) e filia (amore) e indica pratiche e/o fantasie e/o impulsi non strettamente connessi ai rapporti sessuali. Naturalmente esistono delle sfumature. La gravità della perversione è assegnata, in gran parte, dalla morale vigente che appartiene al pensare comune. Ecco perché le perversioni o parafilie sono state divise in due categorie: soft e hard. Le perversioni soft riguardano tutte quelle pratiche sessuali che possono essere accettate, seppur con qualche riserva, dalla gente comune, in quanto non ledono i diritti umani. Si pensi al feticismo, pratica molto comune, dove ci si procura eccitazione sessuale attraverso lo strofinamento o, in alcuni casi, alla vista di un feticcio (una scarpa o un piede, un particolare capo di abbigliamento).

 

Tra le perversioni hard va citata la pedofilia, pratica che più di tutte desta indignazione e disgusto. Ma non tutte le fantasie sessuali inusuali vengono ritenute perversioni. Allora quale criterio è utilizzato per definire le perversioni? Va sottolineato che ogni pratica sessuale, seppur strana, è lecita all’interno di una coppia di persone consenzienti, che amano fare le stesse cose. Un esempio potrebbe essere rappresentato dalle pratiche sado-masochistiche utilizzate per rendere i rapporti sessuali stravaganti e poco convenzionali; esse fanno in modo che l’attività sessuale acquisti un pizzico di trasgressività. Un altro criterio da tenere in considerazione è il concetto di “fissazione”, ovvero il soffermarsi ossessivamente su determinate fantasie, perdendo di vista l’atto sessuale in sé.

 

Anche il feticismo, il vojerismo (provare piacere ad osservare le coppie in intimità), l’esibizionismo, sono tutte pratiche che possono essere ritenute normali, ma vengono considerate patologiche nel momento in cui diventano esclusive. Basti pensare a tutte le coppie scambiste, che applicano sia il vojerismo che l’esibizionismo: in questi casi la pratica sessuale diventa addirittura un modo per la coppia di rimettersi in gioco, di aprire i propri orizzonti a nuove esperienze e di riscoprirsi come coppia, di dare brio a rapporti che potrebbero col tempo logorarsi. Bisogna, tuttavia, sempre tener presente alcuni fattori: essere certi che entrambi siano effettivamente coscienti e consenzienti di ciò che fanno e di non arrecare danni a terzi. È il caso di dire “nel sesso tutto è lecito” purché si tenga conto dell’opinione di chi è direttamente interessato!

 

Dott.ssa Mariatersea Muscillo

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Orgasmo Femminile: cosa desiderano le Donne urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-24 05:34:29

Il piacere sessuale femminile è un argomento ancora oggi molto poco conosciuto dal mondo maschile, ma inaspettatamente anche le donne sembrano avere una conoscenza blanda a tal riguardo. Infatti l’orgasmo femminile è ritenuto il risultato di un rapporto sessuale completo soddisfacente, che potremmo chiamare “orgasmo vaginale”. In realtà quest’ultimo sembra essere meno frequente di quello che ci potremmo aspettare, vediamo perché….

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Nell’immaginario maschile l’ orgasmo femminile è il risultato di un rapporto sessuale soddisfacente. Infatti la preoccupazione più comune tra gli uomini è quella di avere delle prestazioni sessuali in grado di provocare il massimo piacere nella propria partner. Il problema sorge nel momento in cui - e si tratta della maggioranza dei casi - la sola penetrazione non sortisce gli effetti desiderati, provocando delusione negli uomini e sensi di colpa nelle donne. Nei casi estremi la donna arriva a fingere l’orgasmo davanti al proprio partner, creando una situazione ancora più difficile per la coppia. Eppure, basterebbe saperne un po’di più sulla risposta sessuale femminile per evitare il problema, tralasciando quelli che sono dei pregiudizi infondati.

 

Ma procediamo con ordine. Rispetto a questo argomento, numerosi studi sono stati condotti dal 1900 in poi sull’orgasmo femminile. Il primissimo tentativo di teorizzazione fu fatto da Freud, il quale parlò di due tipi di orgasmo femminile: l’orgasmo clitorideo e l’orgasmo vaginale. Secondo l’autore, le donne che provavano piacere solo attraverso la stimolazione del clitoride erano ferme ad un stadio evolutivo più immaturo, quindi in un certo senso la loro risposta sessuale non era considerata “normale”. Successivamente le numerose ricerche svolte nel campo della sessuologia hanno disconfermato la presenza dei due tipi di orgasmo individuati da Freud, in seguito allo studio accurato dell’anatomia femminile. Contrariamente a ciò che si può pensare comunemente, infatti, l’orgasmo femminile è sempre clitorideo, anche quando la donna raggiunge il massimo piacere attraverso la penetrazione. Questo perché il clitoride è la parte dell’apparato genitale femminile dove afferisce un maggior numero di nervi, i quali se stimolati adeguatamente mandano le informazioni al cervello che comanda la scarica sessuale. I medesimi nervi che partono dal clitoride, durante il loro tragitto verso il sistema nervoso centrale, attraversano la zona vaginale e possono essere attivati anche tramite la sua stimolazione, seppure con un’intensità inferiore.

 

L’orgasmo sembra quindi l’esito della stimolazione di questi nervi, quindi potremmo parlare correttamente di un solo tipo, quello “clitorideo” per l’appunto. Risulta chiaro da questa breve descrizione che la stimolazione clitoridea è molto più intensa e facilmente ottenibile di quella vaginale, ecco perché la maggioranza delle donne nella realtà ha più facilità ad arrivare all’orgasmo tramite l’attivazione clitoridea rispetto alla sola penetrazione. Gli uomini che si sono trovati di fronte a questo problema, dunque, possono tranquillizzarsi: se la propria partner non arriva all’orgasmo con la penetrazione e ha bisogno di altri piccoli accorgimenti, non devono pensare necessariamente di non essere stati bravi o all’altezza della situazione, ma devono riconoscere che è del tutto normale che la donna abbia altre necessità. Le donne, dal canto loro, devono cercare sempre di comunicare al partner le loro esigenze, al fine di favorire non solo una maggiore intimità fisica e un soddisfacimento sessuale più completo, ma anche una più profonda vicinanza emotiva nella coppia.

 

Dott.ssa Maria Teresa Muscillo

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Sesso: cosa desiderano davvero gli uomini? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-23 04:56:24

Questo quesito da sempre gira nella testa delle donne e crea in loro ansie, preoccupazioni, dubbi. Ma cosa vogliono davvero gli uomini nel sesso? Quanto è importante per loro il rapporto emotivo con la partner?

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Innanzitutto gli uomini cercano nella compagna la passione, che deve essere reciproca: all'uomo piace sentirsi desiderato, cercato, voluto, amato. Se manca questa componente, il coinvolgimento fisico di lui si riduce ad una mera attività sessuale senza sentimento. Il sesso senza amore è per l'uomo molto più comune e facile rispetto a quanto avvenga per le donne. La donna dunque deve essere sicura di sé, passionale, aggressiva quando serve ma anche rassicurante, fedele, attenta alle esigenze dell'uomo (senza mai dimenticare le sue). Le fanciulle devono sempre ricordare che l'uomo è molto sensibile sul tema "sesso". Evitate di fare commenti o di dare valutazioni sulle prestazioni (o addirittura sulle misure, dettaglio su cui i maschietti costruiscono gran parte della loro autostima). Anche per quanto riguarda l' eiaculazione precoce fate attenzione: non date troppo peso all'accaduto e cercate di creare un rapporto di fiducia reciproca con il partner in modo da non generare in lui ansia e vergogna.

 

Le zone erogene maschili sono localizzate sui genitali: per questo il raggiungimento del piacere per l'uomo è sostanzialmente collegato alla stimolazione dell'organo sessuale. Le ragazze devono sapere che questa è la ragione per cui a molti uomini piace il rapporto orale, spesso più della penetrazione. Non spaventatevi se il vostro lui "apprezza" questo genere di esperienza o se continua a masturbarsi anche se ha una vita sessuale attiva. La masturbazione è un momento in cui gli uomini rivivono il piacere e raramente viene abbandonata. Non è quindi sinonimo di una vita sessuale non soddisfacente. Anche per quanto riguarda il rapporto anale, molte donne saranno sorprese dal numero di uomini che dichiara di provare più piacere nella penetrazione anale rispetto a quella vaginale. Il sesso per l'uomo è soprattutto "psicologico": anche solo la fantasia del possesso completo della sua donna può portarlo a raggiungere l' orgasmo. Per questa stessa ragione la fantasia ha un ruolo molto importante nel raggiungimento del piacere maschile: provare "cose nuove" può sembrare azzardato o imbarazzante per le ragazze ma i maschietti gradiscono. Provare per credere. Un ultimo consiglio? La componente senza dubbio più importante per una vita sessuale soddisfacente con il tuo lui è la complicità: parla con il tuo partner, chiedigli cosa gli piace, digli cosa piace a te, non provare vergogna o imbarazzo ma condividi con lui le tue fantasie. E il sesso sarà di certo eccezionale.

 

Lucia D'Addezio

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Eiaculazione Precoce: come risolvere il problema urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-22 03:59:37

L’ eiaculazione precoce è la più comune tra le disfunzioni sessuali maschili. Secondo uno studio recente, condotto in Germania e negli Stati Uniti, ne soffre un uomo su quattro, tra i 18 e i 70 anni. Eppure se ne parla ancora troppo poco. Chi ne soffre tende a nascondere questa condizione, invece è importantissimo rivolgersi al proprio medico che potrà indicare la soluzione più appropriata al caso specifico

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L’ eiaculazione si dice precoce quando si verifica subito dopo la penetrazione o addirittura prima. Può essere primaria o secondaria. L’ eiaculazione precoce primaria è quella che si manifesta sin dalla prima esperienza sessuale. Si tratta di una condizione organica dovuta all’attività della serotonina, un neurotrasmettitore prodotto dal Sistema Nervoso Centrale che regola varie funzioni (per esempio, l’umore, il sonno, l’appetito), tra cui anche il controllo eiaculatorio. In pratica, un basso livello di serotina è la causa principale dell’ eiaculazione precoce primaria. Dal 2009 è in commercio in Italia la Dapoxetina (Priligy), un farmaco in grado di agire proprio sulla produzione di questo neurotrasmettitore; si tratta del primo medicinale autorizzato, con indicazione specifica per il trattamento dell’eiaculazione precoce. La compressa va assunta al bisogno, da una a tre ore prima del rapporto sessuale. Gli effetti collaterali sembrano essere limitati; i più comuni sono nausea e capogiro. Trattandosi di un farmaco, va sempre prescritto dal medico.

 

Esiste poi l’ eiaculazione precoce secondaria, quella cioè che dipende da altri fattori acquisiti. Insorge in soggetti che non ne avevano sofferto prima e può dipendere da malattie endocrine (per esempio, ipertiroidismo), infiammazioni della prostata (prostatite) o dei genitali esterni, condizioni anatomiche come il frenulo breve. Può inoltre avere cause psicologiche quali, per esempio, l’ansia da prestazione. In tutti questi casi per risolvere il problema bisognerà eliminare la causa scatenante. Nel caso di una prostatite, per esempio, occorrerà curare l’infezione; se il frenulo è troppo corto potrà essere allungato; quando ci sono malattie endocrine bisognerà ricorrere alle terapie per risolverle. Se invece si tratta di fattori psicologici, quali, appunto, l’ansia da prestazione, è opportuno rivolgersi a uno psicologo o a un sessuologo. Va infine ricordato che, talvolta, soprattutto dopo i 50 anni, l’eiaculazione precoce può essere dovuta alla difficoltà di mantenere l’erezione. In questi casi si può ricorrere ai farmaci usati per la disfunzione erettile, vale a dire Sildenafil (Viagra), Tadalafil (Cialis) e Vardenafil (Levitra). Anche in questo caso per la valutazione del problema e per la prescrizione bisogna rivolgersi al proprio medico curante.

 

Margherita Russo

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Vuoi saperne di più sulla prevenzione delle malattie sessuali maschili? Leggi: I disturbi sessuali degli uomini - Sesso: prima volta niente?

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Come sedurre un uomo urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-19 12:07:59

Le tecniche di seduzione sono tra le più antiche del mondo. Attraverso il linguaggio del corpo e una buona comunicazione, le mosse per far cadere il tuo lui ai tuoi piedi rappresentano un potenziale che già abbiamo e che dobbiamo solo tirare fuori. Ecco come.

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A volte basta uno sguardo. Magari dire la parola giusta al momento giusto. Sedurre un uomo è qualcosa di molto divertente ma anche di scientifico. Tutte le donne possono far impazzire un uomo, se vogliono: bastano poche abili mosse.

Non c’è bisogno di essere una donna bellissima per sedurre un uomo. Anzi, capita che donne stupende siano prive di fascino, non abbiano grazia, non si sappiano muovere, siano fredde e comunichino chiusura.

Insomma, non basta essere belle per sedurre, ma bisogna avere fascino.

 

Segui questi pochi ma efficaci consigli e ti garantisco che comincerai ad avere dei risultati in breve tempo. La prima cosa da fare è rispondere a questa domanda: quanto piaccio a me stessa?

Che la risposta sia positiva o negativa, comincia a fare un lavoro su te stessa. Questo lavoro si chiama relax e fiducia in sé. Devi raccogliere nella tua testa tutti i tuoi lati più belli e concentrarti su di essi. Poi comincia a muoverti, sempre pensando ai tuoi punti di forza. Comincia a praticare uno sport che ti piace, magari aerobica, che tonifica i muscoli in maniera armoniosa e fa dimagrire anche 1Kg in 20 minuti. Incomincia a cambiare stile di vita. Bevi molta acqua, mangia soprattutto frutta e verdura, pochissima pasta e pane, proteine almeno due volte al giorno e nel frattempo prenditi cura del tuoi aspetto, coccolati.

 

Comincia a fare bagni salutari, scrub e peeling per levigare e rigenererai la pelle, trattamenti e impacchi per donare nuovo splendore ai capelli. Compra qualche nuovo capo d’abbigliamento, rinnovati fuori e dentro. A questo punto guardati allo specchio e dì a te stessa “Sono una persona molto bella, fuori e dentro, mi piace vivere e sto bene con me stessa e con gli altri”. È stato dimostrato che cambiare il modo di pensare a se stessi e vivere con più ottimismo, aiuta ad avere una migliore percezione di sé e degli altri e di conseguenza, ti aiuta a stare meglio e soprattutto a sedurre un uomo con facilità. 

 

La seduzione è basata su alcuni elementi base: fiducia in se stessi, calma, ottimismo, buona comunicazione. Ecco perché ti ho chiesto di lavorare su questi punti. Se hai adocchiato il lui che ti piace, la prima regola è farsi trovare al meglio. 

Cura il tuo aspetto esteriore e ricorda, agli uomini piace vedere quello che hai…anche fuori. Se hai un bel seno, mettilo in mostra, se hai belle gambe, idem, fai solo attenzione a non esagerare, se scopri di sotto, copri di sopra e viceversa. Poi, un’altra tecnica infallibile è lo sguardo. Uno sguardo micidiale consiste nel guardare la tua preda negli occhi per qualche secondo e poi, abbassare lo sguardo all’improvviso. Dopo pochi istanti te lo troverai davanti. Durante l’approccio cerca di non parlare sempre tu ma soprattutto sorridi e guardalo negli occhi. Puoi usare tecniche come fingere contatti casuali, sulla gamba o sul petto (lo farà impazzire). Un altro modo è quello di ravvivarsi i capelli e sfiorarsi le labbra.

 

Attenzione al tono della voce. Cerca di mantenere un tono calmo, e di parlare lentamente. Ad un certo punto della conversazione, vai in bagno e dagli il tempo di sentire un pochino la tua mancanza. Torna con un bel sorriso e con disinvoltura, ormai è praticamente fatta. Ricorda sempre cosa è seduttivo: è seduttivo un atteggiamento solare, allegro, positivo. È seduttiva una persona che sa ascoltare e non interrompe, che guarda negli occhi e ascolta con interesse quando parla l’altro. Così potrai sedurre il tuo uomo essendo te stessa, con semplicità e concentrandoti su tutti i lati belli che hai. Garantito.

 

Andromeda Aliperta

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Vuoi saperne di più sulla seduzione? Leggi Come far impazzire un Uomo in 10 mosse - Come fare impazzire il tuo uomo a letto con il bondage

 

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Sesso e Tabù: le donne fingono, gli uomini lo fanno tutti i giorni urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-19 06:02:37

Sapevate che i vostri uomini fanno sesso tutti i giorni? E che solo un terzo delle italiane non ha mai finto durante un rapporto sessuale? Sono le risposte che molti uomini danno agli amici o quando sono intervistati

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Gli italiani fanno l’amore sempre più spesso e hanno meno tabù, ma se la donna non è innamorata, addio sesso felice. Gli uomini, dai 40 anni in su, quando parlano con gli amici o sono intervistati per qualche indagine, sostengono spesso di fare l’amore tutti i giorni. Le coetanee donne, invece, sostengono che l’amore vada fatto due tre volte a settimana, salvo particolari ricorrenze o anniversari. Qualcuna magari dà risposte diverse alzando la media generale, ma si tratta pur sempre della solita eccezione che conferma la regola. Insomma, il trend generale confermerebbe il “gallismo” degli uomini? Se loro fanno l’amore tutti i giorni e le loro coetanee no, con chi lo fanno, con le loro molteplici amanti? Riconosciamo loro le buone intenzioni. Come rivelano frequenti indagini e pubblicazioni su questi argomenti, il sesso per gli italiani è migliorato molto e i tabù da infrangere sono sempre meno. Inoltre, il gap tra uomini e donne è sempre più corto, le donne sperimentano di più e l’età media in cui le ragazze hanno il primo rapporto sessuale si è abbassata dai 22 ai 17 anni. Si fa l’amore circa 7,6 volte al mese per i maschi e 6,7 volte per le femmine. Lo si fa soprattutto per piacere, il 93,8%. Lo fanno molto più le coppie che i single e lo fanno molto anche le ultrasessantenni, almeno tre volte al mese.

 

Sul piano dell’orgasmo, invece, occorre registrate una verità impietosa, ovvero che gli uomini 8 volte su 10 provano l’orgasmo, mentre le donne no. Infatti, risulta che siano solo un terzo delle italiane a non aver mai finto. La donna spesso finge durante il rapporto per rassicurare il compagno, per non dispiacergli, insomma, si accontenta. Per l’uomo l’orgasmo è tutto, per la donna è una componente del tutto. La cosa che la donna ama di più è sentire anche l’amore, sentirsi amata e apprezzata. Un’altra differenza sta nel fatto che il sesso per gli uomini è un fatto soprattutto fisico, mentre per le donne è una questione di testa. Se la testa non c’è, non c’è né orgasmo, né sesso felice. Forse, uomini e donne hanno ancora molto da lavorare su questo fronte, gli uomini, femminilizzandosi un po’e le donne mascolinizzandosi il giusto. Questo vuol dire che se le donne cominciassero a recepire i punti di vista maschili con più attenzione, forse alcuni nodi si scioglierebbero, idem per gli uomini. Cercare di metterci un po’ di più nei panni dell’altro non guasterebbe, ma anche parlare chiaro con il partner e comunicare le proprie voglie e desideri, senza vergognarsi.

 

Andromeda Aliperta

info@benesserevillage.it

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Vuoi saperne di più sul Sesso?  Leggi anche Orgasmo Sincrono: è possibile? - Come far impazzire il tuo uomo a letto con il bondage

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Gli europei non si abbandonano alla passione: Internet e tv distraggono durante il sesso urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-18 05:02:18

Gli europei durante l' attività sessuale pensano a tutt'altro, e spesso si lasciano distrarre da altre attività, più o meno bizzarre. Facebook, televisione, pulizie domestiche, cucina, ogni scusa è buona per non concentrarsi nel fare l'amore

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Questi sono i risultati sconcertanti di uno studio condotto su un campione di giovani in una fascia d'età compresa tra i 19 e 30 anni provenienti da Francia, Italia, Polonia, Ungheria e Gran Bretagna. Ciò che ne è venuto fuori però non fa una bella pubblicità ai francesi, ai polacchi, agli ungheresi, agli inglesi e soprattutto agli italiani. Anche il "mito" dell'amatore latino decade di fronte a tali scoperte. Piuttosto che abbandonarsi alla passione, infatti, gli europei durante l' attività sessuale si dedicano ad altre distrazioni. Il 6% degli intervistati, addirittura, ha rivelato di aggiornare il proprio profilo Facebook durante l'amplesso. Un buon 27% dei soggetti, invece, ad Internet preferisce la più tradizionale televisione. Molte sono anche le risposte bizzarre date agli intervistatori sulle "distrazioni" che fanno perdere la concentrazione nel momento "clou": il telefonino, la lettura di libri, la preparazione di manicaretti. Internet è comunque il "nemico" più pericoloso per l'attività sessuale: il 9% degli italiani ammette di aver navigato in rete durante il sesso; confessano la stessa cosa anche l’8% degli inglesi, il 10% degli ungheresi e l’11% dei francesi. E poi ci lamentiamo del calo demografico!

 

Lucia D'Addezio

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Vuoi saperne di più sul Sesso? -Quando la coppia scoppia - Orgasmo sincrono: è possibile?

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Come fare impazzire il tuo uomo a letto con il bondage urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-17 04:51:03

Il bondage consiste in una serie di pratiche sessuali estreme molto amate dagli italiani come emerge dall’ultimo studio dell’Istituto di Sessuologia Clinica. Se non ci si spinge verso il lato estremo del bondage e si resta ad un livello soft, la cosa può essere anche divertente e rivitalizzare un menage sessuale un po’ spento.

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Sono circa 3.000.000 gli italiani che si dedicano al bondage.  Così è emerso da uno studio dell’Istituto Italiano di Sessuologia Clinica che ha rilevato che le immagini più cliccate su Internet sono quelle legate al mondo fetish e spiegano anche il successo di Lady Gaga.

Il BDSM sta per Bondage, ovvero schiavitù, seguito da Domination, dominazione, Masochism, masochismo. Praticato in maniera soft può provocare particolari emozioni e far vivere ad una coppia una sorta di rinascita sessuale. Prima di tutto, bisogna però sottolineare che il livello estremo è rappresentato dal modello giapponese dello shibari, ovvero l’arte di annodare corde con figure complicatissime ( ad esempio come quelle di Nobyoshi Araki ) che esula un po’ dalle tecniche più soft.


Bisogna però stabilire una cosa: vi sentite più dominatrici o sottomesse? Perché l’universo sadomaso è diviso esattamente in queste due categorie. Certo, poi si può anche appartenere ad entrambe…Insomma, se siete delle dominatrici amate provocare un po’ di dolore nel vostro parner prima del piacere. Le tecniche per mischiare piacere e dolore sono tante, ma l’importante è che tutto avvenga nel rispetto reciproco. Detto questo, via libera ai gadget.

Le manette, ad esempio, possono essere usate quelle di cuoio imbottito che non lasciano segni o le polsiere gioiello con fili di perle che sembrano bracciali e invece, nascondono la sorpresa della manetta. Potete quindi sorprendere il vostro lui con questo artificio. Poi starà a voi, con la vostra sensualità provocargli il piacere necessario. Un altro must dell’abbigliamento fetish, sempre che vi sentiate delle dominatrici, è il collare a borchie e punte.

Invece, se vi sentite più dominate c’è il collare con un piccolo anello uguale a quello raccontato nel classico della letteratura bondage Histoire D’O di Pauline Réage.


L’importante, almeno nell’abbigliamento, è stupire ed eccedere. Prendete esempio anche dai corpetti vistosi e ultrasexy di Dita Von Teese, la spogliarellista che ha riesumato l’arte dello spogliarello. Un modo fantastico per far impazzire a letto il vostro uomo, magari facendolo anche un po’ soffrire è in effetti proprio legato allo spogliarello. Provate a legarlo e fargli uno strepitoso spogliarello davanti, senza farvi toccare, vedrete che sofferenza…lui impazzirà di piacere e non se lo toglierà mai più dalla testa.

Andeomeda Aliperta

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Articoli  sullo stesso argomento:        Come far Impazzire un Uomo in 10 Mosse? 
 

Primo Figlio e Crisi di Coppia urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-16 10:17:54

Il periodo successivo alla nascita del primo figlio è un periodo molto delicato per la coppia. Non a caso le statistiche riportano un alto tasso di separazioni proprio nei 12-24 mesi successivi alla nascita del primo bambino.

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Questo evento, infatti, segna un punto di svolta nella vita di coppia caratterizzato dall’acquisizione di un nuovo ruolo: quello di genitori. Il problema è che di frequente il nuovo ruolo di genitori non viene integrato nel precedente ruolo di coniugi: la mamma è assorbita totalmente dal bambino e, involontariamente, sono portate a trascurare i bisogni di coppia, i papà, al contrario, si sentono spesso troppo lontani dalla diade mamma-bambino sviluppando un naturale sentimento di gelosia.

 

Nel primo anno di vita del bambino la coppia lamenta spesso un crescente stato di tensione, uno scarso dialogo e un’intimità quasi assente.

 

Nello specifico quello dell’intimità è un punto cruciale che si tende spesso a trascurare perché proiettati in modo totale verso il bambino e i suoi bisogni.

 

Il parto sconvolge fisicamente e psicologicamente la donna e l’idea di riprendere l’attività sessuale è spesso vissuta con ansia: nei primi mesi la donna si sente molto mamma e poco donna!

 

Per rientrare a pieno ritmo nella vita sociale e coniugale il primo passo è sicuramente quello di comunicare tanto: le donne si sentono incomprese e gli uomini esclusi, ma nessuno condivide i propri vissuti emotivi con il partner questo con conseguenze negative sul benessere e sulla vita di coppia.

 

Qualche consiglio utile per lei:

  1. Non provare il solito trasporto nei confronti del proprio partner nei mesi successivi al parto è normale, quindi non fatevene una colpa; allo stesso tempo però cercate di non trascurare la vita di coppia in un momento così delicato come quello della neo-genitorialità.
  2. Confidatevi con il vostro compagno, condividete con lui ansie, paure ed emozioni;
  3. Riprendete con gradualità le abitudini di coppia: cercate di ritagliarvi dei momenti che siano soltanto vostri e, sempre gradualmente, cercate di riprendere anche la vostra di vita intima. Magari iniziate dalle piccole cose e dai piccoli gesti (es. coccole, massaggi ecc.).

 

Qualche consiglio utile per lui:

  1. Cercate di ascoltare i bisogni della vostra compagna e cercate di accompagnarla e di supportarla nei mesi successivi al parto
  2. Non dovete sentirvi trascurati o respinti dalla vostra partner: inizialmente è normale e fisiologico che non ci sia la stessa intimità dei mesi precedenti. Non dipende da voi, non è colpa vostra ma sicuramente voi avete la possibilità di contribuire alla rinascita del vostro rapporto.

 

Dott.ssa Giorgia Penserini

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Vuoi saperne di più sull'essere mamma? Mamma e papà divorziano: istruzioni per l’uso

 

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Orgasmo Sincrono: è possibile? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-16 03:59:38

Uno studio canadese rivela che l’ orgasmo simultaneo tra uomo e donna è praticamente impossibile, ma possiamo allenarci per migliorare l’intesa e prevedere le reazioni del partner. Nell’intesa sessuale il traguardo principale consiste nella soddisfazione reciproca nei modi e nei tempi che ogni coppia conosce

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Uno studio dell’università canadese Queen’s University dice che la simultaneità sessuale tra uomo e donna è un’illusione. Lo conferma la profonda differenza tra i due sessi per quanto riguarda il meccanismo sessuale legato all’orgasmo, con un pool di esperti che hanno esaminato le ricerche degli ultimi 40 anni sulle risposte fisiologiche agli stimoli sessuali. E’ emerso che l’eccitazione maschile è legata soprattutto al desiderio, mentre quella femminile non ha necessariamente al centro il legame tra testa e corpo. Provare piacere nello stesso momento è un’eventualità più che impossibile, molto rara. Infatti, gli uomini si eccitano molto più velocemente e quando arrivano al culmine la loro partner spesso è ancora lontana dal piacere sessuale.

 

Perché ci sia una certa simultaneità l’ erezione maschile dovrebbe essere prolungata a lungo e la donna dovrebbe avere un tipo di sessualità generale simile a quella maschile, quindi più veloce. Per migliorare l’intesa sessuale si possono prevedere le reazioni del partner, attraverso la velocizzazione dell’eccitazione femminile, tramite la stimolazione del clitoride o punto G, per chi riesca a trovarlo. Si possono fare anche esercizi mirati al controllo dei muscoli pelvici che rallentano l’atto sessuale. Infine, anche se risulta difficile procurarsi un orgasmo sincrono, quello che conta è la soddisfazione di entrambi i partner, che in fondo, è l’unico traguardo di una sessualità completa e soddisfacente.

 

Andromeda Aliperta

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