Benesserevillage.it-Salute
     
     2003-12-13T18:30:02Z
       Come levare i brufoli dal Viso
       
       urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a
       2010-08-26 04:28:34
	   

L'  acne è una malattia della pelle che colpisce viso e tronco. L'infiammazione è costituita da diverse fasi e interessa l'80% degli adolescenti. Spesso la si combatte con metodi fai da te ma bisogna imparare a conoscere le cause differenti che la determinano

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L'acne colpisce maggiormente i giovani tra i 14 e i 19 anni poiché è in quest'età che si verifica la cosiddetta tempesta ormonale . Infatti tra le cause principali vi sono alcuni ormoni denominati androgeni che vengono prodotti con maggior quantità e frequenza in autunno, inverno e primavera.

 

A determinare la cosiddetta pelle grassa ed acneica, sono le ghiandole che producono sebo durante i cicli ormonali. Questo sebo ottura i follicoli piliferi provocando i comedoni che, quando sono chiusi, danno luogo a delle piccole cisti. Quando sono aperti, il sebo fuoriesce ma lascia entrare dei batteri come il propionibacterium acnes. Questo batterio infetta il comedone e lascia entrare altri batteri patogeni della famiglia degli stafilococchi e degli streptococchi che producono il pus. A questo punto si forma il foruncolo.

 

Solitamente le cause che determinano l'acne sono varie. Tra le cause interne possiamo annoverare la familiarità, lo stress e le cisti ovariche nelle donne che determinano disfunzioni ormonali che inducono ad una maggiore quantità di androgeni e quindi anche di sebo. Tra le cause esterne invece rientra l'uso di alcuni cosmetici, gli oli inquinanti ed i farmaci.

 

Solitamente per curare l'acne viene effettuato un peeling con acido retinico, che elimina le cellule morte facendo cadere i vari strati di pelle. L'acne giovanile però va via col tempo insieme alle tempeste ormonali e, quando è troppo marcata, può causare disagi psicologici nei giovani. Alle donne che hanno disfunzioni ormonali marcate, solitamente vengono prescritti ormoni, ma questi rimedi sono validi solo in casi di iperandroginismo.

 

L'acne non è invincibile, si può tenere a bada con rimedi semplici: l' acqua del mare infatti disinfetta la pelle dato il suo contenuto di sodio e iodio, ma bisogna fare attenzione agli oli inquinanti spesso presenti sulla superficie. Sottoporsi a frequenti pulizie del viso allargando i pori con vapori caldi e disinfettando la pelle è sicuramente il metodo migliore poiché uccide quei fastidiosi e invisibili batteri che causano i brufoli. La cosa importante è porsi in modo pacifico con la propria pelle senza aggredire con rabbia i brufoli: da più risultati una cura fatta con pazienza e razionalità.

 Maria Melania Barone

 

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Vuoi saperne di più sulla cura della pelle? Leggi  Lavarsi il viso per la Bellezza della Pelle - Allergie cutanee: tutte le novità e gli esami da fare

 

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L’ombrellone non protegge dai raggi UV urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-08-04 06:05:30

Tutti credono che ripararsi dal sole sotto un ombrellone, dopo una scottatura, aiuti a non bruciacchiarsi ulteriormente. In realtà l'ombrellone copre una buona parte dei raggi UV, ma non tutti. Anche quella piccola percentuale infatti, potrebbe compromettere la salute della nostra pelle.

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Secondo un recente studio, l'ombrellone copre solo buona parte dei raggi UV, ma la restante parte è invece libera di penetrare la nostra pelle. Per giungere a questa conclusione gli studiosi si sono serviti di un ombrellone alto un metro e mezzo, di colore bianco e blu e con un diametro di 80 centimetri circa. E' emerso che l'ombrellone bloccherebbe il 90% dei raggi diretti sulla sua superficie.

Chiaramente non si tratta di una grandissima quantità di raggi UV quella che penetrerebbe dall'ombrellone ma a ciò bisogna aggiungere il riverbero provocato dai sassi, dalla sabbia oppure da altri elementi riflettenti presenti sulla spiaggia.

 

Se calcoliamo anche questo dunque, ci rendiamo conto che la percentuale dei raggi UV che colpisce la nostra pelle cresce e, con essa, anche il rischio di scottature. Alcuni esperti spagnoli infatti, hanno deciso di riprodurre in laboratorio il "contesto standard" della posizione di un turista sulla spiaggia in costume e all'ombra di un ombrellone. Questi studiosi hanno constatato che tutti noi siamo colpiti da circa il 35% dei raggi ultravioletti se consideriamo i raggi diretti che penetrano l'ombrellone (circa il 5-10%) e altri tipi di riflessi e deviazioni dei raggi UV causati dal contesto che ci circonda.

 

Per i più sensibili, i raggi UV potrebbero dare fastidio anche alle labbra e agli occhi. In questi casi è consigliabile utilizzare un burro cacao specifico contro raggi UV e, soprattutto, occhiali da sole. La fotosensibilità agli occhi infatti, non è da sottovalutare in quanto potrebbe causare problemi alla retina. E' consigliabile dunque utilizzare una buona crema protettiva anche sotto l'ombrellone soprattutto per viso e spalle che, generalmente, sono le zone più a rischio di scottature.

 

di Maria Melania Barone

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Vuoi saperne di più sui raggi UV? Leggi Come scegliere gli occhiali da sole - Allergie cutanee: tutte le novità e gli esami da fare

 

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Cicatrici addio grazie ai rimedi naturali urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-07-09 04:24:59

Le cicatrici da tagli, ferite e abrasioni sono ricordi spesso antiestetici che possono essere attenuati grazie ai rimedi verdi, che aiutano a levigare, attenuare, disinfiammare e a prevenire i segni. Vediamo quali sono e cosa fare per evitare la comparsa di cicatrici dopo una ferita

 

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I segni che rimangono dopo ferite, tagli e abrasioni sono il ricordo di traumi passati, segni del tempo che passa e che spesso vorremmo cancellare. Cancellarle definitivamente non è sempre possibile, ma si può intervenire levigando, attenuando e prevenendo con i rimedi naturali.

 

Un ottimo rimedio contro i segni e per attenuare le cicatrici è la rosa mosqueta, il cui olio è ricco di vitamine E e C, carotenoidi e fitosteroli e una grande percentuale di acidi grassi. Anche il neroli, in alternativa (estratto dai fiori bianchi dell’albero dell’arancio) è un buon rimedio.

 

Per prevenire le cicatrici, si può intervenire direttamente sulla lesione con la piantaggine, con impacchi; buona è anche l’ achillea, usata in antichità per rimarginare le piaghe e la rosa canina una pianta ricca di vitamina C. Si può associare a tutte queste piante la lavanda che rimargina le ferite in 8 giorni circa.

 

Per ostacolare l’ infiammazione è invece ottima la calendula, ricca di acido salicilico (quello dell’aspirina!) e di betacarotene. Un buon potere antinfiammatorio lo hanno anche l’ olibano (albero dell’incenso) e l’ olio di mandorle dolci. Altre due piante formidabili in questo senso sono il burro di Karité, ricco di vitamine e principi attivi e l’ iperico, da preferire in caso di scottature.

 

Ingenerale, quando si ha a che fare con una ferita che può lasciare cicatrici occorre:

 

1. Curare sempre bene le ferite per aiutarle a cicatrizzarsi

 

2. Non rimuovere mai le croste.

 

3. Massaggiare le cicatrici con rimedi emollienti e antinfiammatori

 

4. Per sei mesi non esporre cicatrici e ferite ai raggi solari e usare schermi protettivi totali anti Uva, Uvb e infrarossi (Ir) sulle zone a rischio.

 

 

Andromeda Aliperta

 

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Vuoi saperne di più sulla salute della pelle? Leggi   Acne e Abbronzatura Eczema seborroico


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Acne e abbronzatura urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-22 03:45:39

L’ acne è un problema per moltissimi adolescenti e giovani adulti. È credenza comune che l’ esposizione al sole faccia bene alla pelle acneica, ma è proprio vero?

 

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Si ritiene comunemente che il sole faccia bene alla pelle acneica, ma non è sempre vero; molto dipende dalla gravità della malattia e da eventuali terapie in corso. Esistono, infatti, alcuni medicinali utilizzati per l' acne, come la tretinoina e la isotretinoina che, sia quando sono applicati direttamente sulla pelle, sia quando vengono assunti per bocca hanno come controindicazione proprio l’esposizione al sole; lo stesso vale anche per alcuni antibiotici.

 

Se, però, non si assumono questi farmaci, in alcuni casi, l'esposizione al sole può effettivamente portare benefici, essenzialmente per due motivi:

 

1. perché i raggi UV hanno un lieve effetto antinfiammatorio;

 

2. perché l’abbronzatura aiuta a mascherare le imperfezioni della pelle.

 

Occorre, però, sempre proteggersi con una crema solare, facendo attenzione a sceglierne una non oleosa e adatta alla pelle acneica, oltre che al proprio fototipo. Non bisogna inoltre esagerare con l’esposizione. Il sole, comunque, anche nei casi in cui non si assumono farmaci, non è sempre amico di chi soffre di acne. Qualche volta, infatti, proprio l'utilizzo di creme, soprattutto se non si scelgono quelle più adeguate, può essere la causa di un peggioramento della malattia. Inoltre, se è vero che i raggi UV hanno un certo effetto antinfiammatorio, e quindi, come dicevamo poc’anzi, possono dare qualche beneficio, è vero anche che hanno pure un potenziale effetto comedogeno, con un conseguente aggravamento della condizione.

 

Margherita Russo

 

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Vuoi saperne di più sulla salute della pelle? Leggi   Preparare la pelle per il sole -  Eczema seborroico


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Psoriasi, quando la pelle si ricopre di macchie urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-18 03:58:30

La psoriasi è una malattia cronica della pelle, spesso genetica ma anche causata da fattori ambientali e psico-emotivi che colpisce più le donne che gli uomini. Si cura sia con prodotti da applicare localmente che con la luce ultravioletta e i farmaci

 

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Se la pelle si ricopre di fastidiose macchie, probabilmente siamo di fronte alla psoriasi, una malattia della pelle cronica. La psoriasi non è contagiosa ma può avere effetti negativi sulla percezione che si ha di sé stessi, contribuendo al malumore e alla depressione. Se non si fa attenzione e non si cura in tempo, si possono associare disturbi come l’artrite psoriasica ( una malattia infiammatoria del sistema articolare).

 

Ma da cosa è provocata la psoriasi? E come si cura?

 

La psoriasi è causata da un’alterata funzionalità del sistema immunitario dell’organismo, che non risponde più al normale processo di rigenerazione della pelle, ma lo accelera. Può essere di tipo genetico ed ereditario, ma anche causata da fattori ambientali e psico-emotivi, come traumi fisici, stile di vita scorretto( fumo, alcol, dieta), sindrome metabolica e stress. La pelle si ricopre così di chiazze arrossate e rivestite da squame biancastre ( cuoio capelluto, gomiti, ginocchia e dorso). Forme meno comuni sono la psoriasi guttata ( nei bambini), invertita( pieghe ascellari, tra i glutei e sotto al seno), pustolosa( spesso su tutto il corpo) e l’ Eritrodermia desquamativa (un eritema che interessa tutto il corpo).

 

La psoriasi si può curare con: farmaci come i retinoidi e gli immunosopressori; ci sono poi i farmaci biologici, l’adalimumab e l’infliximab. Altre cure sono quelle in crema, da applicare localmente e una novità: la cura attraverso l’esposizione a fonti di luce ultravioletta, associata a farmaci presi per via orale, gli psoraleni. La psoriasi, infatti, può migliorare anche alla luce del sole. In ogni caso bisogna rivolgersi ad uno specialista oppure ci si può rivolgere ai centri Psocare, ambulatori pubblici specializzati nella cura della psoriasi.

 

Andromeda Aliperta

 

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Prendere il sole senza danneggiare la pelle urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-17 04:05:53

Elenchiamo brevemente i consigli generali per mantenere la nostra pelle in un buon stato di salute anche sotto il sole

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Teniamo presente che ci si abbronza anche con creme a protezione elevata. Il colorito appare più lentamente ma dura più a lungo;

 

 scegliere ed applicare prodotti con filtro appropriato almeno 20 minuti prima dell'esposizione;

 

iniziare sempre con un SPF alto e ripetere l'applicazione ogni 2 o 3 ore, anche quando si è abbronzati;

 

la protezione solare è importante anche nell'esposizione indiretta (giornate nuvolose, ombra). Da ricordare che sabbia, acqua e neve riflettono la luce solare, ad esempio la superficie dell'acqua riflette i raggi UV per un 30%;

 

usare prodotti resistenti all'acqua in quanto i raggi UVB penetrano fino ad un metro sotto la superficie dell'acqua e la loro intensità rimane invariata per un buon 50%;

 

anche le pelli scure devono essere protette, soprattutto dai raggi UVA, responsabili dell'invecchiamento e di alcune forme di melanoma;

 

l' abbronzatura già acquisita non preserva dai danni dei raggi UVA le fibre elastiche della pelle;

 

l' arrossamento della pelle è indice di irritazione e l'abbronzatura che si instaura sulla pelle irritata non è omogenea e tende a svanire rapidamente perché viene eliminata con la desquamazione;

 

anche chi fa sport all'aria aperta deve proteggersi, è banale a dirsi ma molti si spargono di creme solari solamente in spiaggia!

 

Utile è rifornire il corpo di vitamina C ed E, magari assumendole tramite integratori;

 

il doposole va sempre applicato ed il momento migliore per farlo è subito dopo la doccia, in modo che l'assorbimento è più rapido e completo;

 

attenzione alle labbra, zona molto delicata che va sufficientemente idratata con prodotti specifici.

 

Questi sono consigli generali, poi è ovvio che ogni tipo di pelle richiede una sua particolare attenzione. Tuttavia ciò che non deve mancare mai è il buon senso

 

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Vuoi saperne di più sull' abbronzatura? Leggi   Preparare la pelle per il sole - Abbronzatura senza rischi grazie ai broccoli


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Zanzare e bimbi: i repellenti naturali urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-10 03:36:49

L'aumento di precipitazioni e di umidità climatica degli ultimi anni ha senza dubbio favorito la proliferazione di zanzare, presenti ormai in tutto il mondo tranne che ai Poli. La femmina di zanzara è quella che punge l'uomo in quanto necessita di sangue umano per produrre le uova, il maschio invece si nutre solamente del nettare dei fiori

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Per proteggersi e per proteggere i bimbi è necessario sapere in prima istanza quali sono gli stimoli che le zanzare seguono per arrivare alla loro fonte di cibo. In primis agiscono gli stimoli visivi che sono rappresentati da abiti colorati o scuri, poi gli stimoli olfattivi e termici molto importanti quando la zanzara si trova vicino alla persona: essa viene attratta dall'umidità e dalla fragranza sprigionata dalla pelle a causa di profumi o detergenti odorati. In genere i maschi sono quelli più colpiti insieme alle persone più robuste e alle persone obese perché liberano una quantità maggiore di anidride carbonica, un elemento olfattivo che attrae la zanzara insieme appunto ai profumi come si diceva prima.

 

Ma quali sono i repellenti ideali, soprattutto per i bambini, che in genere risultano più colpiti? I requisiti generali sono questi: non provocare irritazione alla pelle o alle mucose; avere una lunga durata, cioè il repellente deve essere sufficientemente volatile e allo stesso tempo il tempo di evaporazione non deve essere troppo rapido; i repellenti per bambini devono portare la dicitura “per l'infanzia”.

 

I repellenti naturali sono quelli maggiormente usati per i bambini e si dividono in due grandi categorie: gli oli ad alto peso molecolare come l'olio di Neem (Lillà d'India), l'olio di cocco e l'olio di soia; e gli oli essenziali volatili come la citronella, la menta piperita, il cedro, la verbena, il geranio, la lavanda, il pino, la cannella, il rosmarino ecc. L'olio di cocco e di soia forniscono un effetto barriera, mentre l'olio di Neem esplica un'azione più complessa, ed infatti è anche più efficace verso tante specie di zanzare.

 

Esso costituisce una valida alternativa ai repellenti sintetici, tanto è vero che in India è assolutamente usato per le fumigazioni (con le foglie secche) nelle case per allontanare il pericolo della malaria. Tra gli oli essenziali volatili il più efficace è la citronella, anche l'olio essenziale di menta, contenendo l'ossido di piperitone, riesce ad essere una valida alternativa fra tutti quelli menzionati precedentemente.

 

Dott.ssa Romina Marroni

 

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Vuoi saperne di più sulla cura della pelle? Leggi   Preparare la pelle al sole- Eliminare quelle orribili smagliature


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Lampade: divieto per gli under 18 urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-04 02:47:25

La Toscana è in prima linea nella guerra alle lampade Uva, almeno per i ragazzi al di sotto dei 18 anni. La patria natale della lingua italiana e di grandi rivoluzioni in ogni campo, ha infatti proposto il divieto di sottoporsi a sedute abbronzanti per gli under 18 senza il permesso dei genitori

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La pericolosità dei lettini abbronzanti è da tempo al centro del dibattito, anche se non esistono ancora delle regolamentazioni precise (e soprattutto rispettate a livello nazionale) sull'utilizzo di queste strumentazioni. La preoccupazione degli esperti ha però portato alla formulazione di alcune linee guida. Questa sorta di vademecum sarà presentato in questi giorni durante il Congresso Nazionale della Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST), che si terrà a Rimini fino al 22 Maggio.

 

Anche se l'utilizzo delle cosiddette "lampade" da parte degli under 18 non è stato censito in maniera ufficiale, alcune recenti stime parlano chiaro: circa 300mila giovanissimi tra i 14 ed i 18 anni vi ricorrono almeno tre o quattro volte l'anno; 500mila due o tre volte ogni trimestre; 700mila più di una volta al mese, sfiorando la vera e propria "dipendenza".

 

Le evidenze scientifiche chiariscono che le lampade, se troppo frequenti o fatte senza rispettare alcune norme di sicurezza, favorirebbero l'insorgenza di tumori della pelle, l' invecchiamento precoce dell'epidermide, la nascita di dipendenze più o meno gravi.

 

La tutela della salute dei minori è la prerogativa della Regione Toscana che ha ideato una normativa che vieterebbe l'uso dei lettini abbronzanti a chi ha meno di 18 anni. Le linee guida presentate al SIDeMaST dovrebbero essere una bozza per il raggiungimento di leggi nazionali.

 

Lucia D'Addezio

 

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Vuoi saperne di più sulla cura della pelle? Leggi   Preparare la pelle al soleCreme solari: mai senza

 

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Creme solari: mai senza urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-27 03:38:31

Un italiano su due non usa una protezione solare. In genere sono gli uomini a farne a meno. Il sole però, se non ci proteggiamo, non è un buon alleato della pelle

 

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Il sole, si sa, fa bene all’umore e un po’ di tintarella ci fa sentire più belli e più in forma. Il sole, però, non è un buon alleato della pelle. Se da un lato le dona un colorito più gradevole, dall'altro può essere fonte di eritemi e di scottature. Qualche volta può causare persino un melanoma. In ogni caso accelera il processo di invecchiamento e quindi la comparsa delle rughe.

 

L’utilizzo di una buona crema solare aiuta a difendersi dagli effetti negativi della tintarella. Un italiano su due, però, preferisce farne a meno. Ma come deve essere una crema per proteggere veramente la nostra pelle?

 

1. Deve essere adeguata al fototipo cutaneo. Chi ha una pelle molto chiara, oppure ricca di nei e lentiggini, deve scegliere sempre un fattore di protezione (fp) molto elevato.

 

2. Deve essere adeguata al grado di tintarella. Nei primi giorni di esposizione al sole occorre utilizzare una crema con fattore di protezione alto, poi, quando la pelle è ormai color cioccolato, si può optare per un prodotto con fp più basso. La crema andrebbe comunque usata sempre, anche quando si è già molto abbronzati.

 

3. Non dovrebbe essere quella dell’anno precedente. Le creme solari, come gli altri cosmetici, hanno una data di scadenza. In ogni caso, una volta aperte, perdono le loro caratteristiche nell'arco di qualche mese. In generale, dopo 12 mesi dall'apertura, non sono più abbastanza efficaci. Le indicazioni sulla data di scadenza e/o sulla durata dall'apertura della confezione sono riportate sulla confezione stessa.

 

4. Preferite un prodotto resistente all'acqua. In ogni caso, è comunque sempre consigliabile riapplicare la protezione dopo il bagno.

 

5. Attenzione agli ingredienti. Non tutte le creme solari sono uguali. Alcune contengono ingredienti potenzialmente dannosi (per esempio, il benzofenone 3, un filtro solare molto efficace, ma controverso in quanto ritenuto in grado di interagire con il nostro sistema ormonale), potenzialmente allergizzanti (per esempio i parabeni, che però sono molto utilizzati e difficili quindi da evitare) o coloranti (che nel caso delle creme solari sono additivi quantomeno inutili).

 

La crema solare, inoltre, deve essere piacevole. Quindi, prima di acquistarla è consigliabile sentire almeno la profumazione. L’ideale sarebbe farsi dare un campioncino per testarne anche consistenza e rapidità di assorbimento.

 

Margherita Russo

 

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Bugie e verità sui raggi solari urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-20 03:15:11

Ma il sole fa bene o male? Aiuta a dimagrire? Fa invecchiare? E’ efficace contro l’ acne? Anche se i raggi solari nascondono insidie, ci sono molti miti da sfatare e molte verità da confermare, con alcune sorprese

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Per anni si è sentito dire che il sole asciugasse la silhouette. Niente di più falso. E’ solo il caldo che, al massimo, può far perdere peso, aiutando ad orientarci verso un’ alimentazione più liquida e ricca di frutta e verdura. In estate, inoltre, si nuota e si fa più movimento e questo aiuta a togliere qualche etto o chilo di troppo. Il caldo fa bere di più e di conseguenza aiuta il metabolismo a bruciare più energie.

 

In compenso però, i raggi solari migliorano l’ umore. Sarà capitato a molti, infatti, di sentirsi giù quando il tempo è nebuloso o piove e di ritrovare il buonumore ai primi raggi del sole. Non è soltanto un fatto psicologico: il sole è a tutti gli effetti un antidepressivo naturale. Infatti, i suoi raggi stimolano la produzione di endorfine, gli ormoni del piacere e dell’euforia e aumentano i livelli di serotonina, un ormone che regala benessere e buonumore. Chi è depresso, dunque, farebbe bene a passeggiare molto e a stare all’aria aperta il più possibile.

 

Un altro mito da sfatare sui raggi solari riguarda l’ acne. Non è vero che il sole aiuta a guarire da questa fastidiosa e antiestetica infiammazione, ma al contrario contribuisce ad aumentarla. La pelle, infatti, dopo una prima apparente diminuzione del disturbo, si secca e si infiamma di più, producendo più sebo. Attenzione poi all’effetto deleterio che i raggi solari hanno sulla pelle in termini di invecchiamento precoce. E’ vero che un’abbronzatura dorata dona molto all’incarnato, ma quando la pelle diventa scurissima si ha quello che viene chiamato effetto “terra bruciata”, un effetto non evidente subito ma con il tempo. La pelle viene costantemente danneggiata dai raggi solari che accelerano la comparsa precoce delle rughe e l’invecchiamento cellulare, alterando le cellule cutanee e provocando tumori alla pelle.

 

Il sole, poi, non rende intolleranti se preso in eccesso ma può provocare eritemi e prurito, un problema soprattutto di natura genetica o provocato da creme, profumi o trucco. Si tratta di un tipo di intolleranza che si può curare applicando una crema l’ossido di zinco che rende le successive esposizioni più tollerabili. I raggi solari, inoltre, si confermano un toccasana per le ossa. Nei bambini prevengono il rachitismo e contrastano l’ osteoporosi, grazie alla vitamina D. Basta, a questo scopo, anche una passeggiata di venti minuti. Infine, una sorpresa: i raggi solari curano l’ eczema e le dermatiti, malattie della pelle di tipo autoimmune. Per trarre tutti questi benefici dai raggi solari bastano poche ma efficaci regole: non esporsi dalle 11,00 alle 16,00, fare attenzione ai bambini ed esporli gradualmente, con creme, cappellini e magliette chiare, ricoprirsi di crema protettiva anche in acqua e quando il cielo è nuvoloso. I raggi ultravioletti, infatti, arrivano in acqua e oltrepassano le nubi.

 

Andromeda Aliperta

 

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Invasione di zanzare a luglio. La Tigre attiva già da Maggio urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-17 06:04:41

Gli esperti annunciano già da ora l’arrivo di una enorme mole di zanzare e di zanzare Tigre. Il periodo previsto per l’invasione è il mese di Luglio, in anticipo rispetto agli altri anni

 

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Questo a causa dell’inverno lungo e freddo. Le zone più a rischio sono la Pianura Padana e le aree costiere. Allarme anche per le città più calde. Il Prof. Vincenzo Girolami, professore ordinario di entomologia agraria della Facoltà di Agraria presso l'Università di Padova, ha spiegato ad AGI che, a causa del lungo inverno appena trascorso, il 2010 subirà una vera e propria invasione delle terribili zanzare. Insieme agli insetti nostrani, in estate arriveranno anche le zanzare Tigre a complicare la situazione. L’esperto avvisa che, a partire dal mese di Luglio, il caldo inizierà a farsi sentire e, insieme all’attesa bella stagione, arriveranno anche le zanzare.

 

 

 

Alcune specie, come ad esempio la famigerata zanzara Tigre, inizieranno a dare problemi ai malcapitati sin dal mese di Maggio, aumentando gradualmente la propria presenza sul territorio fino al picco di fine estate. Uno studio condotto da Raid Automatic ha mostrato che, per gli italiani, quello delle zanzare e degli insetti in genere è un vero e proprio problema in estate.

 

Oltre alle odiate “succhiasangue” nella lista nera degli abitanti della penisola ci sono mosche e formiche. Il 41 per cento delle donne ed il 22 per cento degli uomini si dichiara letteralmente disgustato da questi insetti. Per l’80 degli intervistati questa è una delle seccature peggiori della stagione estiva, più dei vicini invadenti e dei venditori ambulanti. Girolami consiglia di non sottovalutare il problema, soprattutto nel caso di persone molto sensibili alle punture. La cosa più importante è proteggere la casa dall’invasione, per creare un ambiente più salubre e sicuro anche per i più piccoli.

 

Lucia D'Addezio

 

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Abbronzarsi con le lampade: consigli per proteggersi dai rischi urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-12 03:58:02

Arrivare in spiaggia con la pelle già abbronzata è un desiderio di molti. Ecco alcuni consigli per farsi qualche lampada, limitando i rischi

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Quella dell’ abbronzatura artificiale è una pratica ormai molto diffusa; si corre però qualche rischio ed è bene quindi prendere alcune precauzioni per proteggersi.

 

- Applicate una crema protettiva su tutto il corpo e sul viso, in base al vostro tipo di pelle. Solitamente le creme sono disponibili negli stessi centri abbronzanti.

 

- Usate sempre gli occhialini: chiudere gli occhi non basta a proteggerli.

 

- Struccatevi ed eliminate accuratamente eventuali profumi, deodoranti e creme.

 

- Se assumete farmaci, informatevi presso il vostro medico sulla possibilità di effetti indesiderati. Esistono, infatti, antinfiammatori, antibiotici, psicofarmaci, contraccettivi orali e altri medicinali che, in seguito all’esposizione ai raggi ultravioletti, possono provocare macchie della pelle o altre reazioni indesiderate.

 

- Non sottoponetevi alle lampade se appartenete a una delle seguenti categorie: minorenni (i più giovani sono maggiormente a rischio di sviluppare un tumore cutaneo, in seguito all’esposizione); donne in stato di gravidanza; persone con molti nei o con familiarità per melanoma; soggetti a cui sia stata diagnosticata una lesione cutanea maligna o una che potrebbe diventarlo; persone con una pelle molto chiara e sensibile o che abbia subito numerose scottature in seguito all’esposizione solare.

 

- Non esagerate con le sedute. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito le lampade abbronzanti tra i cancerogeni e ha divulgato alcune raccomandazioni, secondo cui le esposizioni vanno limitate a due a settimana, distanziate di un minimo di 48 ore l’una dall’altra, senza superare le 25/30 sedute l’anno.

 

- Selezionate accuratamente il centro abbronzante, facendo attenzione all’ igiene.

 

Margherita Russo

 

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Vuoi saperne di più sull' abbronzatura? Leggi  Preparare la pelle per il sole -  Dipendenza da lampada: cresce il rischio tumori alla pelle


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Prima abbronzatura, attenzione ai nei urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-23 05:22:43

Il sole primaverile non deve trarre in inganno: i suoi raggi ultravioletti sono comunque potenti e la pelle va sempre preparata e protetta dal sole. Inoltre, chi ha più di 100 nei dovrebbe evitare anche per pochi minuti di stare al sole, perché le radiazioni ultraviolette possono favorire i melanomi

 

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Il sole è fonte di vitamina D, non c’è dubbio. Ma l‘esposizione solare è rischiosa se avviene senza criterio e senza protezione. I rischi sono altissimi: non solo macchie e rughe, ma anche melanomi. In particolare, ci sono soggetti a rischio, come i soggetti che hanno più di 100 nei, che non potrebbero stare al sole neanche per pochi minuti. Il rischio che si corre è quello di creare, con minime quantità di radiazioni ultraviolette, la progressione dei melanociti cutanei verso il melanoma. Questo dipende molto dalla predisposizione genetica.

 

Chi invece non ha raggiunto la soglia dei 100 nei deve comunque osservare un’ esposizione solare attenta al fototipo, considerando che più la pelle è chiara, maggiori saranno le cautele nell’esposizione, a cominciare dalla gradualità. Il fototipo va da uno a sei. Al fototipo uno corrisponde il soggetto che non riesce proprio ad abbronzarsi, scottandosi subito; al sesto corrisponde invece un soggetto di pelle bruno-dorata che non corre alcun pericolo.

 

Invece, il numero limite dei 100 nei indica la soglia di rischio, nei confronti dell’aumento di cancerogenesi indotta dai raggi solari. Proprio per parlare di prevenzione del melanoma ci saranno dal 4 al 10 maggio, in tutte le città italiane, iniziative importanti che riguarderanno l’insegnamento nelle scuole e visite gratuite, mentre a fine aprile, nell’ambito dell’iniziativa Amor di pelle, ci si potrà sottoporre gratuitamente allo stingine test, un esame che è in grado di verificare il livello di sensibilità e di salute della cute.

 

 Andromeda Aliperta

 

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Vuoi saperne di più sull' abbronzatura? Leggi   Preparare la pelle per il sole - Abbronzatura senza rischi grazie ai broccoli


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Melanomi: abbronzatura senza rischi grazie ai broccoli urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-20 03:32:15

I broccoli sono degli inaspettati alleati dell’abbronzatura ed inoltre aiutano a proteggere la pelle dai rischi rappresentati dai famigerati melanomi

 

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Alcuni scienziati hanno creato un estratto di germogli di broccoli che potrebbe proteggere la pelle dai raggi UV e ridurre l’incidenza dei tumori del 25 per cento. La scoperta si deve ad una equipe facente capo alla Johns Hopkins University che ha condotto un dettagliato studio sui broccoli utilizzando come cavie dei topolini. Gli animaletti da laboratorio hanno aiutato gli studiosi a scoprire che l’assunzione di un estratto di broccoli creato ad hoc per 13 settimane proteggerebbe la pelle dall’aggressione dei raggi UV.

 

In aggiunta, i topolini che già erano malati di tumore, grazie al “miracoloso” estratto di broccoli avrebbero fatto registrare una riduzione delle masse cancerose del 70 per cento. Il merito di questi effetti positivi sull’organismo e sulla pelle andrebbe attribuito alle componenti antiossidanti e anti-cancro dei vegetali che appartengono alla famiglia delle verdure crucifere, come i broccoli, i cavolfiori, i cavoli e i cavoletti di Bruxelles.

 

Anche la semplice assunzione di questi vegetali come alimenti aiuta a proteggere la pelle dai temuti raggi UV e a favorire l’ottenimento di una abbronzatura perfetta e senza rischi. La notizia sarà di certo gradita da tutte le amanti della tintarella, pronte per la prova costume e per le prime esposizioni al sole.

 

Lucia D'Addezio

 

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Vuoi saperne di più sull' abbronzatura? Leggi  Preparare la pelle per il sole


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Allergie cutanee: tutte le novità e gli esami da fare urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-18 10:02:51

Per capire le cause di macchie, irritazioni, dermatiti allergiche e da contatto ci sono una serie di nuovi esami da fare come il test Isac, indicato quando non si è certi della diagnosi, il Foto Patch test, utile in caso di problemi dovuti all’esposizione solare e il Foto test, consigliato per verificare se la sensibilità della cute è legata ad allergeni particolari.

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Di anno in anno le allergie cutanee aumentano, sia tra gli adulti che tra i bambini. Da un incontro organizzato dall’Ircs, Istituto Ortopedico Galeazzi, a cui hanno partecipato dermatologi lombardi, è emersa l’importanza di fare una corretta diagnosi assieme ad una serie di novità nel campo dei test cutanei.

 

Le dermatiti allergiche, o allergie da contatto, sono delle reazioni cutanee che si scatenano sulla pelle di alcune persone in presenza di determinati allergeni, che possono essere comuni e innocui come alimenti, metalli, peli di animali, muffe e polline. In presenza di questi allergeni l’organismo attacca e si verifica l’infiammazione, poiché il sistema immunitario riconosce questi allergeni come dei nemici e innesca un meccanismo di difesa.

Così si manifestano le dermatiti e la pelle può gonfiarsi, avere prurito e arrossarsi. Si registrano inoltre, comparsa di eczemi, macchie e pomfi. Per capire con esattezza che tipo di allergia abbiamo possiamo utilizzare i nuovi test che consentono di capire meglio anche come curarci.

Ad esempio, il test Isac, che valuta gli allergeni in combinazione tra loro per individuare i responsabili dell’allergia. Si tratta di un test specifico e piuttosto preciso e si basa su di un semplice prelievo di sangue sul quale si identificano i pollini (di erbe, arbusti, alberi), i peli animali (cani, gatti, ecc), muffe, acari, lattice o alimenti. È indicato nelle situazioni in cui non si riesce a capire il tipo di allergia e si hanno dei dubbi consistenti.

Il Foto Patch Test è invece indicato quando tra i fattori allergici c’è anche l’esposizione solare, che può far scatenare determinate sostanze chimiche in presenza del sole. Ovvero, se abbiamo un’allergia e non lo sappiamo, questa si manifesta mediante l’esposizione solare. Capita che queste allergie siano però scatenate da derivati contenuti nei filtri solari che compongono creme e cosmetici. Il test si pratica attraverso prove cutanee con cerotti a lento rilascio, controllando la reazione sulla pelle dopo 96 ore. Infine, il Foto Patch test si esegue quando c’è una vera e propria sensibilità ai raggi solari e serve per diagnosticare la sensibilità individuale ai raggi UV. Si esegue irradiando su una parte del corpo non abbronzata radiazioni Uva e Uvb e in seguito si fa la lettura, dopo mezz’ora e dopo 24 ore. Se compaiono macchie o arrossamenti esiste una certa sensibilità al sole. Questo per capire se l’allergia è dovuta ad una sensibilità generale o è legata da allergeni specifici. Per questi due ultimi test è importante intervenire prima dell’estate.

 

Andromeda Aliperta

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Vuoi saperne di più sulle allergie? Allergie: combatterle con le terme - Allergie: Bambini immuni se le madri si espongono ai microbi

 

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L’eczema seborroico: quando la pelle è a chiazze urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-02-19 05:53:03

L’eczema seborroico è un infiammazione della pelle che si localizza nelle aree ricche di ghiandole sebacee, soprattutto nel viso e può provocare problemi psicologici se non viene curata, attraverso antimicotici e pomate al cortisone. Ma, se si esagera, la pelle tende a sensibilizzarsi e possono evidenziarsi i capillari.

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Anche i neonati hanno forme di eczema o dermatite seborroica, la classica crosta lattea che compare nelle prime settimane su pelle e capelli e che viene trattata con detergenti mirati o scompare da sola in poco tempo.

Per le giovani, giovanissime e meno giovani, l’eczema seborroico invece è una fastidiosissima infiammazione che coinvolge soprattutto l’estetica del volto. Il volto si presenta chiazzato, a squame giallastre e untuose che si staccano, soprattutto tra le labbra, i solchi del naso, le sopracciglia e la parte anteriore del cuoio capelluto che può anche sembrare forfora. Se non viene curata può estendersi anche a mento e palpebre.

Per curarla bisogna agire sulle ghiandole sebacee del viso e se necessario anche sul tronco dove eventualmente la dermatite può localizzarsi. Per curarsi, quando l’infiammazione è lieve, basta usare un detergente per pelle e capelli ad azione antimicotica che combatte la proliferazione dei lieviti che contribuiscono a rendere viva l’infiammazione, da abbinare a pomate che usufruiscono dello stesso principio attivo.

Se la dermatite è più estesa bisogna prendere anche antimicotici che agiscano internamente e nel caso in cui l’infiammazione sia molto forte è necessario affidarsi a creme al cortisone che, se usate sotto il controllo medico e per brevi periodi possono bloccare la fase violenta dell’infiammazione.

Ma attenzione: è assolutamente sconsigliato abusare di queste creme per non diventare dipendenti dal cortisone che può dare origine ad una sensibilizzazione della pelle e provocare la comparsa in superficie di capillari poiché, per effetto del cortisone, la cute si assottiglia.

 

Andromeda Aliperta

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I migliori detergenti per la pelle urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-09-21 05:38:14 La pulizia del corpo fa parte della nostra routine quotidiana, al fine di mantenerci puliti, freschi, profumati e di bell'aspetto, ma anche per proteggerci da infezioni e malattie; inoltre lavarsi le mani è uno dei modi più importanti per controllare la diffusione di infezioni. Ma, quanto ne sappiamo di quello che accade quando ci laviamo? Non sappiamo, per esempio, ciò che il sapone è progettato per fare?
Oggi sul mercato, c'è una vasta scelta di formulazioni disponibili: stick igienizzanti, sapone liquido, schiume, scrub, maschere, creme e lozioni, ma forse il più comune e largamente utilizzato è il sapone tradizionale.

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Un bel bagno caldo (e quindi con esso la pulizia) non è solo una necessità per togliere lo sporco accumulato, lo smog, la polvere di dosso ed il sudore; se viene accompagnato dal giusto detergente, può diventare un rilassante piacere. Spesso molti saponi possono essere aggressivi e rischiano di modificare il ph, le proprietà plasto-elastiche e l’idratazionedella nostra pelle.

Per detergersi nel modo migliore bisognerebbe rispettare il più possibile il NMF (il fattore naturale di idratazione) della pelle e allo stesso tempo rimuovere efficacemente lo sporco; per questo è meglio fare spesso una pulizia del viso o un bel bagno di vapore.

Per il rituale di pulizia quotidiana del viso, da ripetere mattina e sera, si può scegliere tra: latte detergente, crema detergente, gel, tonico, syndet, esfoliante, salviettina struccante o sapone tradizionale. Per il corpo, ci sono bagnoschiuma (contiene tensioattivi e va disciolto in acqua) o docciaschiuma (va versato direttamente sulla cute quindi ha un’azione più delicata), esfolianti o detergenti oleosi. Infine per le parti intime, mi raccomando di utilizzare prodotti appositi, né troppo profumati né a base di alcol.
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