Benesserevillage.it-Salute
     
     2003-12-13T18:30:02Z
       Sesso orale: pericolo Papilloma Virus
       
       urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a
       2011-10-11 05:14:47
	   
	   
	Sempre più spesso si sente parlare dei rischi collegati al Papilloma Virus ma pochi sanno che non solo i rapporti sessuali canonici ma anche quelli orali sono una possibile causa di contagio. Il sesso orale è oggi considerato una delle principali cause di aumento dei tumori del cavo orale.

	 

	Il Papilloma Virus umano, conosciuto anche come HPV (acronimo di Human Papilloma Virus), viene in genere contratto con il contatto diretto, di tipo sessuale, cutaneo o ambientale, ed è considerato una delle principali cause dell’insorgenza del tumore all’utero. Il Virus è, però, collegato anche allo sviluppo di altre patologie gravi come la Sindrome di Kawasaki, l'artrite reumatoide, la sclerosi multipla ed alcuni tipi di Lupus.

	 

	Negli ultimi mesi ben due studi scientifici a cura della Johns Hopkins University hanno dimostrato l’esistenza di una correlazione tra il sesso orale e l’aumento dei casi di tumore alla bocca e alla gola proprio a causa della trasmissione dell’HPV. 

	 

	Secondo i dati raccolti dal National Cancer Institute durante il monitoraggio di circa 46mila casi, l’HPV interessa maggiormente i giovani maschi di razza bianca e, più in generale, maggiormente i giovani rispetto agli adulti.

	 

	I comportamenti sessuali degli individui, soprattutto di quelli in giovane età, sono, infatti, molto cambiati ed anche il numero di partner che un individuo ha nel corso della propria vita è decisamente aumentato. Entrambi questi fattori hanno favorito la maggiore diffusione del Papilloma Virus nella popolazione tra i 20 ed i 30 anni. 

	 

	Secondo i ricercatori della Hopkins, i soggetti che hanno avuto nel corso della vita più di sei partner sessuali avrebbero una probabilità 8,6 volte maggiore di sviluppare una neoplasia da Papilloma. Più di un fumatore cronico.

	 

	E’ stato quindi dimostrato scientificamente che i tumori orofaringei sono causati dalle infezioni da Papilloma Virus. L’HPV può essere contratto durante il sesso orale (fellatio e cunnilingus) sia dalle donne che dagli uomini anche se questi ultimi sono più interessati dall’insorgenza delle neoplasie da Papilloma alla gola, alle tonsille, alla lingua e alla bocca.

	 

	Lucia D'Addezio

	.............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul cancro? Tumore ovarico - Papilloma Virus Vaccinate 3 ragazze su 10

Articoli correlati per keywords: Salute -
Tumori

Ottobre: il mese contro il cancro al seno urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-10-07 04:22:01 Leggi lo speciale Mammografia
  Ottobre è il mese dedicato alla battaglia contro il cancro alla mammella. La testimonial di questa prevenzione assolutamente necessaria per le donne è Federica Pellegrini. Purtroppo le diagnosi sono in aumento anche in ragazze giovani.   Oggi nell’80% dei casi di diagnosi di cancro al seno si guarisce. Il merito però non è solo del progresso della medicina, ma anche della diagnosi precoce che consente di asportare chirurgicamente la neoplasia.   In realtà il cancro alla mammella è un tumore che si trasforma continuamente per sfuggire alle terapie ed è proprio per questo che bisogna insistere con la prevenzione ed i controlli annuali. Nel restante 20% dei casi infatti anche se il tumore viene combattuto ed asportato si ripresenta spesso in forma più aggressiva oppure semplicemente si scopre il tumore troppo tardi, quando cioè è arrivato a sviluppare metastasi.   In questo modo diventa necessario tenere sotto osservazione il seno per evitare eventuali recidive e adottare tutte le strategie necessarie per evitare la ricomparsa di noduli maligni. Al Convegno Europeo multidisciplinare di oncologia è stato evidenziato proprio questo punto: quali strategie adottare in modo che il tumore ritardi la sua comparsa o scompaia definitivamente? La terapia adeguata deve essere scelta in base alle caratteristiche istologiche e biologiche del tumore. La terapia solitamente va fatta dopo l'intervento chirurgico.
Una delle terapie più usate è quella a base di ormoni, ma ci sono casi in cui gli ormoni non hanno alcun effetto. Ad esempio il caso più frequente di tumore alla mammella è quello che ha dei ricettori ormonali per quanto concerne gli estrogeni ed il progesterone. Si tratta fra l'altro di due ormoni base per la composizione della pillola contraccettiva.   La forma più aggressiva è la HER2 positiva che si cura con determinati farmaci. Il terzo tipo di tumore mammario è quello triplo negativo che si cura con la chemioterapia.   E' bene precisare però che nelle recidive il tumore si trasforma e per questo andrebbero ripetuti gli esami istologici per cambiare la terapia. La notizia deriva dal Dott. Lindström che, insieme ai suoi colleghi ha analizzato i dati relativi a 119 pazienti che hanno presentato recidive fra il 1997 ed il 2007.   Inoltre uno studio americano denominato Bolero2 che attualmente è in sperimentazione in terza fase ha sottolineato l'importanza di una terapia a base di due farmaci: il everolimus e l'exemestane che promette di guadagnare 7 mesi evitando il progresso del tumore così come ha chiarito il Dott. José Baselga, oncologo del Massachusetts General Hospital and Harvard Medical School di Boston (Usa). Questa terapia è consigliata soprattutto alle donne in menopausa che non rispondono alle terapie ormonali.   In un altro studio è stato invece sperimentato un mix di farmaci che è stato usato su 485 donne (everolimux più exemestane), 239 donne hanno rievuto solo exemestane. Nel primo gruppo la sopravvivenza della malattia è più che raddoppiata ed il tumore è stato ridotto del 57%.   Insomma oggi vincere il tumore al seno è possibile, ma per vincerlo definitivamente è importante prevenirlo. Ottobre è il mese della prevenzione e sarà possibile in tutt'Italia ricevere visite specialistiche in molti centri che aderiscono all'iniziativa.   Maria Melania Barone
Tatuaggi: rischio tumori per alcuni inchiostri urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-09-07 03:04:04 Allarme tatuaggi cancerogeni: i tatoos potrebbero favorire il rischio di insorgenza di tumori a causa delle sostanze chimiche presenti nei loro inchiostri.   I tatuaggi possono piacere o meno. C’è chi li considera una forma d’arte e chi li associa ad una subcultura guardata, se non con disprezzo, almeno con sospetto. Eppure i tatuaggi, a prescindere dai gusti e dalle opinioni in merito al loro valore estetico, sono sempre stati percepiti dall’opinione pubblica come sicuri e non pericolosi per la salute, a patto di seguire le norme igieniche.   Secondo la maggior parte dei frequentatori dei Tatoo-shop l’unico fattore indispensabile per proteggersi da eventuali problemi era che farfalle, draghi e stelline varie venissero impressi sulla pelle in locali adeguatamente attrezzati e puliti, utilizzando sempre strumentazioni professionali e aghi monouso.   Adesso, però, la statunitense FDA (Food and Drug Administration) come riportato dal DailyMail, impegnata da sempre nella difesa della salute pubblica, ha lanciato un allarme che sta creando scompiglio e scatenando preoccupazioni nel mondo degli appassionati.   Secondo recenti studi, effettuati analizzando gli inchiostri impiegati dai tatuatori, sembrerebbe plausibile ipotizzare l’esistenza (finora sottovalutata) di un gravi rischi per la salute pubblica, dato che nei suddetti inchiostri è stata individuata la presenza di sostanze tossiche e potenzialmente cancerogene.   Gli inchiostri usati comunemente negli studi specializzati in tatuaggi (anche a livello altamente professionale) conterrebbero, infatti, numerosi metalli, idrocarburi e ftalati ritenuti cancerogeni e, più in generale, molto pericolosi per la salute del sistema endocrino.   Un esempio lampante è il Benzopirene, sostanza da tempo stimmatizzata per essere un potente cancerogeno, contenuta, però, negli inchiostri di colore nero utilizzati per i tatuaggi. Secondo la FDA il famigerato Benzopirene sarebbe in grado di favorire l’insorgenza del cancro della pelle.   Un’altra problematica abbastanza allarmante è quella legata alla possibile dispersione degli inchiostri all’interno del corpo umano in caso di lesioni in prossimità dei tatuaggi oppure alla modificazione subita dagli inchiostri in caso di esposizione al sole (sbiadimento, scolorimento, etc.). Secondo Joseph Braun, epidemiologo ambientale dell’Università di Harvard, non esistono evidenze scientifiche che possano fugare ogni dubbio sulla reale pericolosità degli inchiostri.   Oltre a contenere sostanze cancerogene, infatti, gli inchiostri impiegati nei tatuaggi contengono notoriamente anche numerosi metalli pesanti come piombo, cromo, cadmio, nichel e titanio, che possono causare allergie o provocare patologie più o meno gravi nei soggetti predisposti.   L’allarme lanciato dalla FDA è ancora più inquietante se si considera il fatto che, solo negli Stati Uniti, ben 45 milioni di persone hanno almeno un tatuaggio sul loro corpo.   Per il momento la FDA sta studiando le sue prossime mosse anche se, come dichiarato da un portavoce, sono in corso solo degli accertamenti perché le composizioni dei vari inchiostri, non dovendo essere approvate per legge dalla Food and Drug Administration, sono ancora per la maggior parte sconosciute nella loro interezza all’agenzia americana.   Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più su malattie e disturbi?  Leggi Tatoo, piercing e sesso: legati a malattie epaticheTatuaggi a colori: attenti all'ammoniaca
Articoli correlati per keywords: Salute - Cura della pelle
Tumori e alimentazione: le 7 verità urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-29 03:03:49 L’alimentazione e le patologie tumorali hanno un legame a doppio filo: il cibo può essere un grande alleato nella lotta al cancro ma anche un pericoloso nemico. Come orientarsi, e cosa scegliere? Ecco i sette comandamenti dell’AIRC, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.  
  1. Quanto incidono le abitudini alimentari sul rischio di sviluppare un tumore? Non è facile fare calcoli precisi, ma l’American Institute for Cancer Research ha calcolato che le cattive abitudini alimentari sono responsabili di circa tre tumori su dieci. Responsabili sostanze come i nitriti e i nitrati utilizzati per la conservazione dei salumi, le aflatossine liberate da mais, granaglie e legumi mal conservati, grassi e proteine animali.


  2. Esistono tumori legati più di altri al tipo di alimentazione? La risposta è sì: lo confermano studi dell’European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC). Tra quelli che risentono di più della quantità e della qualità dei cibi ci sono i tumori dell’apparato gastrointestinale, e in particolare quelli dell’esofago, dello stomaco e del colon-retto, ma anche il tumore del fegato. L’azione locale di alcune sostanze (come ad esempio l’etanolo contenuto nelle bevande alcoliche) può favorire inoltre lo sviluppo di tumori della bocca o della gola. 

     
  3. Quali cibi vanno privilegiati, e quali evitati, per cercare di prevenire la malattia? Un’alimentazione sana, che tenga alla larga dalle malattie tumorali, richiede soprattutto di ridurre drasticamente l’apporto di grassi e proteine animali, favorendo invece l’assunzione di cibi ricchi di vitamine e fibre. Per questo occorre portare a tavola almeno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno; privilegiare nella scelta di cereali, pane, pasta e riso quelli integrali e abbinarli sempre a un po’ di legumi. Un posto d’onore merita la soia, che riduce il rischio di tumore al seno nella donna e alla prostata nell’uomo. Salutari anche i semi di lino, ricchi di omega-3, e le alghe orientali.

     
  4. Come orientarsi nella scelta di frutta e verdura? La prima regola è quella della varietà: il rischio di tumore al polmone può essere inferiore tra i fumatori che assumono molti tipi diversi di frutta e verdura rispetto a chi non cambia mai menu. Tra la frutta, i principali strumenti di prevenzione sono le arance, ricche di vitamina C, l’uva e soprattutto i frutti di bosco, che proteggono il DNA da mutazioni potenzialmente cancerogene. Lo stesso vale per le verdure a foglia verde, i vegetali giallo-arancioni e i pomodori. Ma la famiglia di ortaggi più importante per tenere alla larga il cancro a tavola è quella dei cavoli: mangiare almeno cinque volte la settimana verze, cavolfiori o cavolini di Bruxelles dimezza il rischio di cancro alla vescica, al seno, al polmone, all’intestino e alla prostata.


  5. Anche le modalità di cottura dei cibi incidono sul rischio-tumore? Sì, la cottura alla griglia, soprattutto della carne, produce sostanze cancerogene. È meglio cucinare i cibi a temperature più basse, per esempio utilizzando il vapore o il cartoccio.


  6. Ci sono altre bevande che possono avere un ruolo protettivo? Succhi, spremute, frullati e centrifughe di frutta e verdura, purché privi di zuccheri aggiunti, possono sopperire almeno in parte a uno scarso apporto di alimenti vegetali nella dieta. Nel tè verde, ma non nel tè nero, e in quello giapponese più che in quello cinese, sono contenuti polifenoli dalle note proprietà anticancro chiamati catechine, che sembrano proteggere dai tumori della pelle, del colon, del polmone, del seno e della prostata. Una tazza di cioccolata calda, poi, contiene cinque volte più antiossidanti di una tazza di tè nero e tre volte più di una tazza di tè verde: ma quando la si sceglie occorre tener conto anche del suo notevole apporto calorico e del suo contenuto in grassi e zuccheri.


  7. Si possono sostituire le sostanze benefiche contenute nei cibi con farmaci e integratori? No. Non solo l’effetto non è altrettanto benefico, ma in molti casi si è rivelato controproducente, aumentando, invece di diminuire, il rischio di sviluppare alcuni tumori. Non si sa bene perché questo accada: è possibile che negli alimenti l’effetto benefico sia prodotto più dall’azione sinergica delle varie sostanze, miscelata in una particolare proporzione, che non dall’azione della singola vitamina. Inoltre non è probabilmente trascurabile il ruolo delle fibre e di altri elementi presenti anche soltanto in tracce.
  Silvia Nava .............................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulle sostanze tossiche? Leggi: Curcumina: nuovo alleato antitumore - 7 sostanze che potrebbero far male
Articoli correlati per keyword: Salute - Tumori
Girl power: il potere benefico degli estrogeni urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-28 04:56:42 Leggi lo speciale: Estrogeni

  Sesso debole: chi l'ha detto? Le donne a quanto pare sono molto più resistenti degli uomini per quanto riguarda moltissime caratteristiche. Un esempio? Hanno la capacità di tenere lontano il tumore allo stomaco. Il merito è degli estrogeni, gli ormoni femminili per eccellenza.   A dirlo è una ricerca del MIT di Boston pubblicata su Cancer Prevention Research. Per i ricercatori però oltre all'influenza ormonale bisogna considerare anche alle differenze di ordine biologico.   Lo studio si è avvalso dei classici topi da laboratorio suddivisi in 4 gruppi: il primo è stato trattato con estrogeni, il secondo con tamoxifen, il terzo con entrambi e il quarto non è stato trattato. Il gruppo di topi che avevano ricevuto il trattamento aveva un'incidenza inferiore di tumore allo stomaco rispetto a quelli non trattati.   Il tipo di cancro che viene sensibilmente ridotto è in particolar modo quello provocato dalle infezione cronica da Helicobacter pylori.   É importante dire che i topi selezionati soffrivano di gastrite e quindi avevano già una patologia intestinale. Sono stati scelti i topi manipolati geneticamente affinché producessero grandi quantità di gastrina, un ormone che alimenta la produzione di acido e la moltiplicazione delle cellule della mucosa gastrica.   É stato riscontrato che nei casi normali i topi erano affetti da tumore entro i primi 20 mesi mentre l'infezione da Helicobacter pylori ne accelerava l'insorgenza di circa 7 mesi. Circa il 40% dei topi non trattati ha sviluppato il tumore mentre tutti i topi trattati sia con tamoxifen che con estrogeni non hanno avuto complicazioni di alcun genere.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sul tumore? Nuove cure per il tumore alle ossa - Curcumina: nuovo alleato anti tumore Articoli correlati per keyword: Salute - Prevenzione Malattie
7 Sostanze che potrebbero far Male urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-06-09 10:51:48 Bere il caffè, farsi una lampada o usare un po’ di borotalco. Gesti normali, apparentemente innocui, che forse possono provocare il cancro. Lo sostiene la relazione americana “President’s Cancer Panel” che ha portato alla luce un grave problema. Esistono circa 80 mila sostanze tossiche presenti sul mercato e solo poche centinaia sono state testate per la sicurezza. Ma non è tutto, alcune benché regolamentate potrebbero comunque causare il tumore. Sono ben sette le sostanze cancerogene potenziali indicati dalla Iarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro.   Il talco. Profumato e delicato, aiuta la pelle a respirare e soprattutto previene spiacevoli irritazioni. È presente in quasi tutti i bagni e si usa per l’igiene e la cura del corpo di adulti e bambini. In pochi sanno che può aumentare il rischio di tumore alle ovaie se applicato sui genitali femminili. Secondo l’analisi di 16 studi, il rischio di cancro ovarico cresce del 30% negli anni tra le signore che lo hanno utilizzato quotidianamente.   Bere caffè. È una bevanda di largo consumo ed è anche tra quelle più discusse. Esistono, infatti, due fronti: secondo molti esperti può avere effetto cancerogeno, mentre per altri può addirittura prevenirne alcuni tumori. Una relazione dell’Iarc del 1991 sostiene che consumare caffè accresce il rischio di cancro alla vescica, mentre un’analisi di poche settimane fa ha verificato che previene il tumore alla prostata.   Bere alcol. È abbastanza risaputo che gli alcolici sono dannosi per la salute e che un consumo smoderato aumenta la possibilità di tumore allo stomaco, al colon, al fegato e al seno. Si potrebbero limitare i danni non esagerando con le dosi: un bicchiere al giorno per le donne e massimo due per gli uomini.   Pesce in salamoia. È uno dei metodi più antichi nei paesi asiatici per conservare il pesce. Alcuni studi hanno verificato un collegamento tra il consumo di questi prodotti e il tumore alle ovaie e alla prostata. Secondo i ricercatori bisogna diffidare anche del caviale.   Accessori per bambini realizzati con materiali ignifughi. I Tris clorurati sono note sostanze chimiche vietate negli anni Settanta per la confezione di abbigliamento per bambino (si trovavano soprattutto nei pigiami). Alcuni test hanno verificato che all’interno di questi Tris spesso ci sono dei ritardanti di fiamma, ritenuti cancerogeni. Fino a qui tutto normale. Sapete però dove potreste trovare ancora i tris? In tutti quei prodotti per bambini realizzati in poliuretano come i passeggini o i seggiolini per la macchina.   Lettini abbronzanti. Prendere il sole in modo sconsiderato fa male alla pelle, così come tempestarsi di lampade. Pensate che i lettini emettono radiazioni Uv 10 volte superiori a quelle del sole di mezzogiorno. Negli ultimi 30 anni, sono triplicati i melanomi nelle donne che si sottopongono periodicamente a cicli per l’abbronzatura artificiale.   Vuoi saperne di più sulle sostanze tossicheLe Sostanze tossiche nei Cosmetici - Prodotti bio: gli irrinunciabili!
Articoli correlati per keyword: Salute - Tumori
Tumori: Prevenzione e diagnosi precoce urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-05-27 05:33:58 Prevenzione in campo neoplastico è spesso sinonimo di diagnosi precoce. Gli esami consigliati, infatti, non servono a scongiurare o a limitare il rischio di comparsa di un tumore, ma a diagnosticarlo in una fase precoce, quando, cioè, le possibilità di completa guarigione sono elevate. Ma quali sono gli esami a cui dovremmo sottoporci? C’è qualcosa che possiamo fare in autonomia? Ecco un elenco che non ha la pretesa di essere completo, ma che comprende gli accertamenti principali che bisognerebbe fare per tutelarsi dal cancro.   Mammografia ed ecografia del seno
  L’esame principale per la diagnosi precoce di carcinoma mammario è la mammografia. Fino a qualche anno fa era consigliata dai 50 ai 69 anni d’età, ogni biennio; la soglia, però, si sta abbassando sempre più e alcuni medici la consigliano a partire dai 40 anni. Prima dei 36 anni, quando, cioè, la struttura del seno è tale da non essere perfettamente analizzabile con questo esame, la mammografia non è consigliata. Le donne con familiarità per il tumore al seno, dovrebbero, però, eseguire un’ecografia, una volta all’anno, anche prima dei 36 anni. La questione dell’età a cui cominciare a fare i controlli è comunque piuttosto controversa; si consiglia pertanto di rivolgersi al proprio medico curante per maggiori indicazioni e per valutare la propria personale situazione. È importante anche eseguire periodicamente un’autopalpazione del seno.   Pap-test
  Tutte le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni dovrebbero eseguire periodicamente il Pap-test. Con questo esame è possibile individuare tumori al collo dell’utero anche molto piccoli o persino lesioni precancerose. Il test nelle strutture pubbliche è gratuito. Andrebbe fatto ogni tre anni, salvo diverso parere del ginecologo.   Controllo dei nei
  Ogni anno, soprattutto le persone con pelle molto chiara e tanti nei, o quelle che hanno una familiarità per il melanoma, dovrebbero rivolgersi al dermatologo per farsi controllare i nei. Il dermatologo, con l’aiuto di uno strumento detto dermatoscopio, ne analizzerà tutte le caratteristiche e sarà in grado di individuare quelli potenzialmente a rischio. È consigliabile rivolgersi a uno specialista in possesso di videodermascopio, uno strumento più evoluto del semplice dermatoscopio, che consente di salvare l’immagine sul computer e quindi di poter fare una comparazione più precisa nel tempo. Ogni sei mesi, poi, sarebbe opportuno fare un autocontrollo dei nei per valutarne alcune caratteristiche, seguendo la cosiddetta regola dell’ABCDE (asimmetria, bordi irregolari, colore, dimensioni, evoluzione). Se un neo è sintomatico, cioè se per esempio prude o sanguina, rivolgersi immediatamente al proprio medico.   PSA e visita urologica
  Il tumore alla prostata è uno dei più diffusi nella popolazione maschile. Sotto i 40 anni è piuttosto raro, ma sopra i 50 è, invece, frequente. La possibilità di ammalarsi cresce con l’aumentare dell’età. Anche in questo caso, la diagnosi precoce è fondamentale per la buona prognosi della patologia. Ogni uomo, dai 50 anni in poi dovrebbe sottoporsi a una visita urologica preventiva, sarà il medico a stabilire quali esami prescrivere in seguito all’esame obiettivo. Un test abbastanza diffuso è la misurazione del PSA; con un semplice prelievo si può valutare la presenza di questo antigene specifico nel sangue. Valori di PSA oltre una certa soglia sono indicativi di una malattia prostatica, ma non necessariamente di un tumore. L’esame è comunque utile per valutare la possibilità di eseguire esami più approfonditi.   Screening per il tumore del colonretto
  Tutte le persone nella fascia d’età compresa tra i 50 e i 69 anni dovrebbero sottoporsi periodicamente al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci. Se il test risulta positivo si avvia tutto il percorso diagnostico per la ricerca di eventuali lesioni cancerose o precancerose. Se, invece, risulta negativo si consiglia di ripetere lo screening ogni due anni.   Questi, come dicevamo, sono solo gli screening fondamentali a cui sarebbe opportuno sottoporsi. Fare esami diagnostici non è mai piacevole e può essere una fonte di stress enorme. Bisogna, inoltre, sempre considerare l’eventualità di falsi positivi o di falsi negativi. Benessere Village consiglia pertanto di rivolgersi al proprio medico curante per fare una valutazione del proprio stato di salute e per programmare, con serenità, gli esami a cui sottoporsi in base alla propria età e alla propria anamnesi familiare.   Ricorda, comunque, che la prevenzione parte da uno stile di vita sano ed equilibrato. Un’attività fisica regolare e un’alimentazione senza eccessi e ricca di vegetali aiuta a mantenersi sani e a sentirsi bene.   Margherita Russo
Mammografia: rischi e vantaggi urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-05-03 10:14:31 Leggi lo Speciale: Mammografia

Le immagini mammografiche iniziali non sono solitamente sufficienti, da sole, a determinare con certezza la presenza di una malattia benigna o maligna. Se un risultato o un punto appaiono sospetti, il radiologo potrebbe consigliare l'esecuzione di ulteriori esami diagnostici. L'interpretazione dei mammogrammi può presentare difficoltà, in quanto un seno normale può apparire in maniera differente da donna a donna.

Inoltre, l'aspetto di un'immagine può risultare compromesso se sul seno sono presenti polveri cosmetiche o unguenti, o se la paziente ha subito interventi chirurgici al seno. Dato che alcuni tumori del seno sono difficili da individuare, il radiologo potrebbe voler comparare l'immagine con quelle di esami precedenti. Non tutti i tumori del seno sono visibili con una mammografia.

Anche le protesi mammarie possono ostacolare una lettura precisa dei mammogrammi, in quanto sia gli impianti a base di silicone che quelli a base salina non sono trasparenti ai raggi X e possono impedire una visione chiara dei tessuti dietro di essi, specialmente se gli impianti sono stati posizionati di fronte, piuttosto che dietro, i muscoli pettorali. I tecnici e i radiologi esperti sanno come comprimere il seno per migliorare la visuale senza danneggiare gli impianti. Nel prenotare un appuntamento per un mammogramma, le donne con protesi al seno dovrebbero chiedere se la struttura sanitaria adotti tecniche apposite in tali casi.

Prima di eseguire il mammogramma sarebbe necessario assicurarsi che il tecnico abbia esperienza nell'esecuzione di mammografie su pazienti con protesi al seno.

Anche se la mammografia è il miglior strumento di controllo oggi disponibile per il tumore del seno, i mammogrammi non sono in grado di rilevare tutti i tumori del seno. Inoltre, una piccola percentuale dei mammogrammi indica che potrebbe essere presente un tumore quando in realtà non lo è (in questo caso si parla di falso positivo). Si stanno effettuando ricerche su diverse tecniche di diagnostica per immagini relativa al seno che potrebbero contribuire alla diagnosi precoce del tumore al seno e migliorare la precisione nel distinguere fra patologie del seno non tumorali e tumorali.
Vantaggi:

  • La diagnostica per immagini del seno migliora la capacità del medico di individuare tumori di piccole dimensioni. Quando i tumori sono ancora piccoli, il paziente ha più opzioni di trattamento e maggiori possibilità di guarigione.   • L'utilizzo dello screening mammografico aumenta la rilevazione di piccole crescite di tessuto anomalo confinate ai dotti del latte nel seno, conosciute come carcinoma duttale in situ (DCIS). Questi tumori in fase iniziale non possono danneggiare i pazienti se vengono rimossi in questo momento, e la mammografia è l'unico metodo provato per rilevarli in maniera affidabile. La mammografia è poi utile anche nella rilevazione di tutti i tipi di tumore al seno, compreso quello duttale invasivo e quello lobulare invasivo.   • Dopo un esame che utilizzi i raggi X, nel corpo del paziente non rimane alcuna radiazione.   • Solitamente i raggi X non presentano effetti collaterali in campo diagnostico.

Rischi :


  • Esiste sempre una leggera possibilità di tumore derivante da un'eccessiva esposizione a radiazioni. Ad ogni modo, i vantaggi di una diagnosi accurata superano di molto i rischi.   • Mammogrammi con falsi positivi. Una media fra il 5 e 15% dei mammogrammi di controllo richiedono l'esecuzione di ulteriori esami, come altri mammogrammi o ultrasuoni. La maggior parte di questi esami danno un esito negativo. In caso di risultati anomali, può rendersi necessario un successivo monitoraggio o una biopsia. La maggior parte delle biopsie confermano l'assenza di tumore. Si stima che una donna che si sottopone a mammogrammi con cadenza annuale fra i 40 e i 49 anni abbia il 30% di possibilità di avere un falso positivo durante quei 10 anni, e fra il 7 e l'8% di doversi sottoporre a biopsia del seno nello stesso periodo.   • Le pazienti dovrebbero sempre informare il proprio medico o radiologo nel caso in cui esista la possibilità che siano incinta.
Mammografia: come si esegue? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-05-02 10:53:25 Leggi lo Speciale: Mammografia

La mammografia viene eseguita in maniera ambulatoriale. Durante la mammografia, un tecnico radiologo specializzato posizionerà il vostro seno nell'unità mammografica. Il seno sarà posizionato su una speciale piattaforma e compresso con una paletta (spesso composta di plexiglas trasparente o altro materiale plastico). Il tecnico comprimerà quindi gradualmente il vostro seno.

La compressione del seno è necessaria per:
  • Rendere regolare lo spessore del seno, in modo che tutto il tessuto possa essere visualizzato.
  • Stendere il tessuto in modo che sia meno probabile che eventuali piccole anomalie vengano oscurate dalla sovrapposizione con altro tessuto del seno.
  • Consentire l'utilizzo di una dose minore di raggi X, visto che l'immagine dovrà rappresentare uno spessore minore di tessuto del seno.
  • Tenere fermo il seno per minimizzare la sfocatura dell'immagine provocata dal movimento.
  • Ridurre la dispersione dei raggi X per aumentare la nitidezza dell'immagine.

Vi verrà chiesto di cambiare posizione durante l'esame. Le angolazioni di routine comprendono una vista dall'alto in basso e una obliqua. Lo stesso processo verrà ripetuto anche per l'altro seno.

Sarà necessario rimanere immobili, e potrebbe venirvi richiesto di trattenere il respiro per qualche secondo mentre viene creata l'immagine a raggi X, per ridurre l'eventualità di una immagine sfocata. Il tecnico si sposterà dietro una parete o in un'altra stanza per attivare il dispositivo a raggi X.

Quando l'esame sarà stato completato, vi sarà chiesto di attendere fino a che il radiologo non abbia controllato che tutte le immagini richieste siano state ottenute.
L'intero esame dovrebbe richiedere circa 30 minuti.

Cosa sentirò durante e dopo la procedura?

Si avvertirà pressione sul seno mentre questo viene premuto dalla paletta di compressione. Alcune donne con seni sensibili potrebbero avvertire del fastidio. In caso ciò avvenga, pianificare l'esame quando il seno è meno morbido. Avvertire il tecnico nel caso in cui si provi dolore all'aumentare della compressione. In caso di forte disagio, verrà usato un livello di compressione inferiore.
 
Mammografia: come preparasi? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-05-02 06:19:09 Leggi lo Speciale: Mammografia

Prima di fissare un appuntamento per eseguire un mammogramma, le linee guida raccomandano di discutere col proprio medico di qualsiasi problema o anomalia riscontrata nel seno. Informare inoltre il proprio medico di qualsiasi precedente intervento chirurgico al seno, utilizzo di ormoni ed eventuali storie familiari o personali di tumore al seno.
Non prenotare il mammogramma nella settimana precedente l'inizio del ciclo se in tale periodo il proprio seno risulta essere più morbido: il periodo migliore per sottoporsi a un mammogramma è una settimana dopo la fine del ciclo. Informare sempre il proprio medico o radiologo se esiste la possibilità di essere incinta.

Le linee guida raccomandano inoltre:
  • Di non usare deodorante, talco o lozioni sotto le ascelle o sul seno nel giorno dell'esame. Questi potrebbero infatti apparire nel  mammogramma come macchie di calcio.
  • Descrivere al tecnico che esegue l'esame qualsiasi sintomo o problema.
  • Se possibile, raccogliere eventuali mammogrammi precedenti e presentarli al radiologo alla data di effettuazione dell'esame.

Che aspetto ha l'attrezzatura?

Un'unità mammografica è una scatola rettangolare che ospita il tubo all'interno del quale vengono prodotti i raggi X. L'unità viene usata esclusivamente per gli esami a raggi X del seno, con accessori particolari che fanno in modo che solo il seno sia esposto ai raggi X. Attaccato all'unità si trova un dispositivo che tiene fermo, comprime e posiziona il seno in modo che sia possibile ottenere immagini a diverse angolazioni.

Come funziona la procedura?

I raggi X sono una forma di radiazione, come la luce o le onde radio, e sono in grado di passare attraverso la maggior parte degli oggetti, incluso il corpo umano. Una volta puntato con precisione verso la parte del corpo che si sta esaminando, un dispositivo a raggi X produce un piccolo impulso di radiazioni che passa attraverso il corpo, registrando un'immagine su pellicola fotografica o su una speciale piastra di registrazione digitale.

Parti diverse del corpo assorbono i raggi X a diversi livelli. Le ossa, più dense, assorbono la maggior parte della radiazione, mentre i tessuti molli, come muscoli, grasso e organi, lasciano passare una maggior quantità di raggi X. Come risultato, ai raggi X le ossa appaiono in bianco, i tessuti molli in gradazioni di grigio e l'aria in nero.

Fino a poco tempo fa, le immagini a raggi X erano conservate come copie su pellicola rigida (in maniera molto simile ai negativi fotografici). Al giorno d'oggi invece, la maggior parte delle immagini viene conservata elettronicamente sotto forma di file digitali. Queste immagini memorizzate sono facilmente accessibili e sono spesso paragonate alle attuali immagini a raggi X nella diagnosi e nel trattamento delle malattie.
 
Mammografia: che cos'è? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-04-29 10:27:09 Leggi lo Speciale: Mammografia

La mammografia è un particolare esame di diagnostica per immagini che usa un sistema a bassa emissione di raggi X per esaminare il seno. L'esame mammografico, chiamato mammogramma, viene utilizzato come supporto nel rilevamento precoce e nella diagnosi delle malattie del seno nelle donne. La radiografia (raggi X) è un esame medico non invasivo che aiuta i medici a diagnosticare e trattare malattie. La diagnostica per immagini attraverso i raggi X si basa sull'esposizione di una parte del corpo a una piccola dose di radiazione ionizzante per produrre delle immagini relative all'interno del corpo. I raggi X sono la forma di diagnostica per immagini più antica e più usata. Due recenti innovazioni in campo mammografico sono: la mammografia digitale e il rilevamento assistito dal computer.

1) La mammografia digitale, chiamata anche mammografia digitale a pieno campo (full-field), è un sistema per la mammografia nel quale la pellicola impressionata dai raggi X è sostituita da rilevatori a stato solido che convertono i raggi X in segnali elettrici. Questi rilevatori sono simili a quelli contenuti nelle macchine fotografiche digitali. I segnali elettrici vengono usati per produrre immagini del seno che possono poi essere visualizzate sullo schermo di un computer o stampate su pellicola simile a quella usata nel mammogramma convenzionale. Dal punto di vista del paziente, sottoporsi a un mammogramma digitale non comporta essenzialmente differenze rispetto a un mammogramma su pellicola convenzionale.

2) I sistemi di rilevazione assistita dal computer (CAD) utilizzano un'immagine mammografica digitale che può essere ottenuta sia da un mammogramma su pellicola convenzionale che da un mammogramma digitale. Il software del computer ricerca quindi aree anomale per densità, massa o calcificazioni che potrebbero indicare la presenza di tumore. Il sistema CAD evidenzia queste aree sull'immagine, avvertendo il radiologo della necessità di ulteriori analisi.

Quali sono gli usi più comuni della procedura?

I mammogrammi vengono usati come strumento di indagine nella rilevazione precoce del tumore al seno in donne che non presentano sintomi e per rilevare e diagnosticare malattie del seno in donne che mostrino sintomi quali noduli, dolore o perdite dal capezzolo.

Screening mammografico - La mammografia gioca un ruolo centrale nella diagnosi precoce del tumore al seno, in quanto può mostrare cambiamenti nel seno fino a due anni prima che questi siano rilevabili al tatto dal paziente o dal medico. Le attuali linee guida raccomandano lo screening mammografico annuale per le donne di età superiore ai 40 anni. La ricerca ha dimostrato che mammogrammi annuali portano alla diagnosi precoce dei tumori al seno quando questi sono più facilmente curabili e sono disponibili terapie di conservazione della mammella.

Le donne che hanno sofferto di tumore al seno, e quelle a rischio a causa di una storia genetica di tumore al seno, dovrebbero chiedere consiglio a uno specialista sulla opportunità di iniziare a sottoporsi agli esami periodici prima dei 40 anni e riguardo alla frequenza degli esami stessi.

Mammografia diagnostica - La mammografia diagnostica è utilizzata nella valutazione di un paziente che mostri risultati clinici anomali (come uno o più noduli) individuati dal paziente stesso o dal suo medico. La mammografia diagnostica può anche essere effettuata dopo una mammografia di controllo con risultati anomali, in modo da studiare più in profondità l'area risultata sospetta nel precedente esame.
 
Body scanner: fanno davvero male? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-03-25 05:50:31 Ricordate i body scanner a raggi X? Furono introdotti nella maggior parte degli aeroporti del mondo per la sicurezza e per prevenire attacchi terroristici. Ad esportarli fu l'America, che fece un grosso affare con la "prevenzione aeroportuale". Tuttavia molti non si fidavano, e non si fidano tutt'ora, delle radiazioni emesse da queste apparecchiature.   Certamente una perlustrazione a raggi X ogni tanto non ci manda all'ospedale. Ma cosa accade per chi viaggia spesso? Fa bene o fa male il bodyscanner? Il primo studio al mondo arriva dalla Columbia University e ci rivela importanti verità su questo strumento.   I risultati ottenuti dai ricercatori non sono per niente piacevoli. Per chi si sottopone ai raggi X solo una volta nella vita, il rischio di contrarre tumori da esposizione a radiazioni è praticamente nullo. La dose di radiazioni infatti è minima. Il problema però sorge quando ci troviamo dinanzi ad una persona che lavora negli aeroporti o che viaggia spesso per lavoro.   Paradossalmente i più esposti sono proprio i politici, cioè coloro che lo hanno fortemente voluto. Un politico viaggia spesso per lavoro, ma anche un manager, un giornalista, un medico. Questo tipo di lavoratori sono fortemente esposti al pericolo delle radiazioni da raggi X.   In questi casi il bodyscanner costituisce un pericolo ed il suo utilizzo andrebbe seriamente limitato. Tanto più andrebbe limitato in favore della sicurezza sul lavoro per coloro che lavorano 8 ore al giorno negli aeroporti. Non ci resta che aspettare un metodo davvero alternativo al bodyscanner, ma se viaggi poco non temere: non corri alcun rischio!
Maria Melania Barone .............................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul tumore? Nuove cure per il tumore alle ossa - Curcumina: nuovo alleato anti tumore   Articoli correlati per keywords: Salute - Tumori
 
I fattori di rischio del tumore al seno urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-03-07 09:34:26 Leggi lo speciale Mammografia   Il tumore al seno è la forma tumorale più frequente  per la donna. Malattia presente in particolar modo nei paesi economicamente più sviluppati, è al terzo posto tra i tumori più frequenti nel mondo.   Il carcinoma al seno, in particolar modo se curato in modo tardivo, può essere letale; inoltre non si conoscono le cause che generano questa forma tumorale, ma solo alcuni fattori di rischio. Va da sé quindi che la prevenzione secondaria,  focalizzata cioè a scoprire la malattia prima possibile, è importantissima.   Una diagnosi precoce infatti è determinante per la paziente, sia in termini di sopravvivenza che per la qualità della vita conseguente alla malattia. In genere la fascia di età più colpita da tumore alla mammella è quella al di sopra dei 50 anni, ma già al di sopra dei 45 anni è bene eseguire una mammografia all’anno e sottoporsi a visita senologica,  inoltre si può partire con attività di prevenzione già in giovane età.   I fattori di rischio conosciuti sono l’età e la menopausa, la familiarità e recidività, la comparsa precoce del menarca. Inoltre si può essere maggiormente predisposti alla malattia se si è avuto una gravidanza tardiva  oppure se non si è allattato al seno.   Esistono quindi attività di prevenzione legate allo stile di vita che possono iniziare fin da bambine.   Ad esempio sappiamo che le donne che hanno avuto la comparsa del menarca precocemente hanno più probabilità di contrarre da adulte questo tipo di carcinoma. Un’attività fisica costante quindi per le bambine può essere utile, in quanto può ritardare la comparsa del ciclo mestruale.   Alle mamme è invece consigliato di allattare al seno più a lungo possibile. Una sana alimentazione ricca di grassi vegetali, frutta e verdura, cereali e legumi, evitare il fumo di sigaretta e l’abuso di alcolici sono altre buone abitudini, utili anche per la prevenzione di altre patologie, come ad esempio ipertensione o malattie cardiovascolari.   Nell’adolescenza si può poi iniziare con l’autopalpazione, che può essere ripetuta ogni 2 o 3 mesi per verificare che non ci siano anomalie.  Nel caso compaiano sintomi ci si può rivolgere ad un senologo ed eseguire test diagnostici come mammografia ed ecografia.  Questi test dovrebbero far parte della routine preventiva di ogni donna al di sopra dei 45 anni.      ...........................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul cancro alla mammella? Gravidanza e rischio cancro al seno - Il cancro al seno
Articoli correlati per keywords: Salute
- Tumori
Tumore al seno: quanto conta la familiarità? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-03-07 09:11:08 Leggi lo specialeMammografia

L’ereditarietà e la familiarità sono due fattori di rischio per il tumore al seno. In pratica se in famiglia ci sono già stati casi della malattia si è maggiormente predisposte a contrarre lo stesso tipo di tumore.   E’ importante però sottolineare che l’ereditarietà è solo un fattore di rischio, non una causa certa, quindi chi ha o ha avuto familiari ammalati di cancro al seno non erediterà la malattia, semplicemente sarà più predisposta a svilupparla. Inoltre la presenza in una stessa famiglia di più casi di tumore non è dovuta soltanto ad ereditarietà ma anche ad altri fattori predisponenti di tipo ambientale.   Si parla di tumore familiare quando la malattia colpisce diversi membri di una stessa famiglia legati da una parentela stretta cioè genitori, figli e fratelli.   Le statistiche ci dicono che circa il 20% dei pazienti affetti da carcinoma al seno hanno avuto un precedente in famiglia, inoltre l’avere o aver avuto un parente stretto colpito da questa patologia aumenta di 2-3 volte il rischio di contrarlo. In questi casi non è solo la consanguineità il fattore di rischio bensì altri elementi di tipo ambientale, infatti una famiglia non condivide soltanto il sangue ma spesso anche abitudini e stili di vita. Si parla invece di tumore ereditario quando il carcinoma alla mammella è dovuto a un difetto genetico ereditario.   I casi di tumore ereditario sono abbastanza rari: solo da 5 a 10 casi su 100 di tumore al seno è dovuto a fattori genetici. Se si è in presenza di una mutazione dei geni il rischio di contrarre il tumore è altissimo anche in giovane età.   Si può pensare alla presenza di un difetto genetico ereditario quando in famiglia, tra parenti stretti, ci sono o ci sono stati più di tre casi di cancro al seno. Va da sé quindi che nei casi di familiarità ed ereditarietà la prevenzione gioca un ruolo importantissimo. Se in famiglia ci sono stati casi di tumore è vitale controllarsi spesso.    L’autopalpazione ogni 2-3 mesi è uno strumento efficace per scoprire eventuali anomalie. Ci si può rivolgere poi ad uno specialista che possa valutare da subito la situazione di familiarità/ereditarietà. Il test di elezione per diagnosticare questa patologia resta però sempre la mammografia. ...........................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul cancro alla mammella? Gravidanza e rischio cancro al seno - Il cancro al seno
Articoli correlati per keywords: Salute
- Tumori
Mastoplastica e tumore al seno: esiste una correlazione? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-03-07 08:41:41 Leggi lo specialeMammografia

La mastoplastica additiva è uno degli interventi più richiesti in chirurgia estetica ed è il termine medico con cui si definisce un intervento per aumentare il volume del seno o per ripristinare la naturale dimensione magari dopo un parto attraverso l’inserimento di protesi.   Sebbene non esista una correlazione diretta tra protesi al seno e sviluppo di tumore è però bene ricordare che esistono dei rischi legati soprattutto al logoramento delle protesi con il passar del tempo. Ad esempio con il passare degli anni il logoramento dell’involucro della protesi può portare ad un rilascio di materiale. Non esistono però dati certi sui rischi e sulle conseguenze cui questo tipo di situazione può portare e soprattutto questo tipo di rischio è legato alla sostanza contenuta nelle protesi.   La ricerca in questo campo si è evoluta molto e oggigiorno le protesi sono molto più sicure di un tempo perché dotate di doppia membrana e soprattutto i materiali utilizzati al suo interno sono naturali. Le donne che hanno avuto un intervento di questo tipo possono tranquillamente sottoporsi al normale screening mammografico, infatti non ci sono controindicazioni a fare una mammografia se si portano protesi al seno.   Però la presenza della protesi può influenzare il risultato dell’esame: tutto dipende dal tipo di protesi e dal luogo dell’impianto.   Le protesi che si usano oggigiorno non presentano problemi di alcun tipo in relazione alla mammografia, però le protesi datate hanno delle sostanze all’ interno che risultano opache ai raggi x e in pratica coprono il tessuto mammario sottostante. Se poi la protesi è stata impiantata in sede sottoghiandolare, cioè al di sopra del muscolo pettorale, la mammografia risulterà un po' più difficoltosa.   E’ molto importante nel caso si abbia subito una mastoplastica additiva informare il tecnico radiologo che esegue l’esame della presenza delle protesi. Infatti esiste una speciale metodologia che viene impiegata nei casi di impianto (soprattutto se in presenza di impianti in sede sottoghiandolare) e che prevede più proiezioni della mammella.   Altri esami diagnostici che possono essere consigliati a chi porta protesi al seno sono l’ecografia e la risonanza magnetica. In particolare quest’ultima offre maggiore attendibilità rispetto ai risultati ed è senz’altro il mezzo più sicuro. ............................................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sulla chirurgia estetica? Leggi Seno nuovo partner nuovo - Seno naturale o rifatto? Articoli correlati per keywords: Salute - Chirurgia
Dolore al Seno: quando allarmarsi? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-03-07 05:58:25 Leggi lo speciale Mammografia
Il dolore al seno è uno dei sintomi per il quale la donna ricorre più spesso a visita senologica. Nella maggior parte dei casi si sospetta un tumore e si ricorre immediatamente ad uno specialista. Bisogna però ricordare il dolore al seno non è solitamente sintomo precoce di tumore, infatti solo 1 caso su 200 di dolore al seno è causato da tumore.   Sono diversissime  le cause che possono portare a questo tipo di dolore chiamato in medicina mastalgiamastodinia. Si può dividere il dolore mammario in due principali categorie: mastodinia ciclicamastodinia non ciclica. Si parla di mastalgia ciclica quando il dolore è collegato al ciclo mestruale: il dolore può presentarsi con diversi gradi di intensità e generalmente sparisce una volta che inizia il ciclo mestruale.   I sintomi che indicano mastalgia ciclica sono la comparsa del dolore nei giorni precedenti le mestruazioni, dolore in entrambe le mammelle generalmente localizzato nella parte superiore del seno, scomparsa del dolore con l’arrivo delle mestruazioni. Fattori scatenanti della mastalgia ciclica sono i cambiamenti ormonali che naturalmente avvengono e che rendono il seno molto sensibile. Se però il disturbo compare mentre si usano contraccettivi oppure si è sotto terapia ormonale è sempre bene consultare uno specialista al riguardo.   La mastalgia non ciclica invece non è collegata al ciclo mestruale e generalmente compare una volta superati i 40 anni di età. Il dolore può essere localizzato in una o entrambe le mammelle,  può essere persistente e non scompare con l’arrivo delle mestruazioni. Non si conoscono le cause della mastalgia non ciclica, però generalmente il dolore recede spontaneamente con la comparsa della menopausa.   Ci sono poi dei casi in ci la mastalgia non ciclica è dovuta a fattori non direttamente collegati al seno: in questo caso si parla di mastodinia extramammaria o falsa mastodinia. Il dolore può essere dovuto a sindrome di Tietze, può essere di origine vertebrale, può essere causato da traumi o da angina pectoris .   Fondamentale è quindi una corretta diagnosi del problema che può essere effettuata tramite visita specialistica e tramite test diagnostici. Alle donne sopra ai 36 anni si consiglia di effettuare una mammografia, mentre in donne più giovani  l’ecografia mammaria può essere sufficiente. ...........................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul cancro alla mammella? Gravidanza e rischio cancro al seno - Il cancro al seno
Articoli correlati per keywords: Salute
- Tumori
Melanoma: un nastro per la diagnosi precoce urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-03-02 05:00:35 Un nastro adesivo per diagnosticare il melanoma? La scoperta arriva dal National Cancer Institute negli Usa.   Si tratta di un nastro utilizzabile facilmente e che ha una percentuale di errore dello 0%. Potrebbe essere vendibile come i test di gravidanza e costituirà un modo per diagnosticare precocemente il melanoma con conseguenti risparmi della spesa pubblica sanitaria.   Infatti più volte è stato sottolineato che per risolvere i problemi basta prevenirli. Lo stesso vale per il melanoma, uno stato tumorale della pelle spesso sottovalutato. Ad essere maggiormente predisposte sono le persone con tanti nei e che si espongono per molto tempo al sole. Per questo si insiste sulla prevenzione e diventano fondamentali le visite mediche ed il controllo periodico dei nei.   Ma un metodo più rapido e sicuro si attendeva da tempo e ora finalmente è arrivato. L'obiettivo di Derm Tech è evitare che il melanoma venga scoperto quando ha oltrepassato lo strato dell'epidermide, perché in quel caso può diventare letale. Tutto ciò diventa ancor più importante se si pensa che i tassi del melanoma invasivo sono aumentati del 4% all’anno a partire dal 1995 tra le donne di età compresa tra 15 e 34 anni, e di quasi il 9% l’anno a partire dal 2003 negli uomini di età superiore ai 65 anni.
Il nastro è sicuro al 100%. Ecco perché questa scoperta ha meritato un posto in primo piano sul British Journal od Dermatology. Il test del nastro è stato condotto in 18 siti degli Stati Uniti e sono stati esaminati ben 202 campioni di lesioni registrate nel corso di un anno.   Adesso tutti gli studi che seguiranno saranno volti a rendere maggiormente popolare il costo della Derm Tech di modo che i dermatologi possano proporlo a largo raggio ai pazienti in tutto il mondo. Il rivoluzionario “nastro adesivo” dovrebbe comunque entrare in commercio fra due anni.   Maria Melania Barone .............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul Melanoma?  Leggi Il Vaccino anti-melanoma
Articoli correlati per keywords: Salute - Tumori
 
Salumi e rischio tumore alla vescica urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-09-24 04:38:36 Esagerare con gli insaccati non fa male soltanto al fegato. Secondo un recente studio condotto da un istituto americano aumenta anche il rischio di tumori alla vescica.   Sono stati i ricercatori del National Cancer Institute di Rockville (Usa) a scoprire l'incidenza altamente negativa degli insaccati sulla vescica. Lo studio è stato pubblicato sul Cancer e parte dalla rilevazione della quantità davvero eccessiva di nitriti e nitrati negli insaccati, come spiega Amanda Cross che ha condotto la ricerca.   Lo studio ha esaminato oltre 300.000 uomini e donne tra i 50 ed i 71 anni. Le “cavie” hanno seguito una dieta a base di carne per ben otto anni. La quantità di nitriti e nitrati che assumevano e che metallizzavano a causa delle carni e soprattutto degli insaccati era così elevata che ha prodotto una predisposizione ad alcuni tipi di forme tumorali come il cancro alla vescica. La percentuale di aumento della predisposizione del cancro alla vescica è stata stimata nel 28-29% rispetto a coloro che consumavano meno carne.   Per evitare allarmismi, però, è bene precisare che la stessa dottoressa Cross rileva come i risultati che collegano l'uso di carne e i tumori alla vescica siano in parte lacunosi. Certa invece è l'associazione tra il consumo di nitrati e nitriti e l'insorgenza di forme tumorali anche abbastanza frequenti. Dopotutto è ben noto a tutti come gli acidi grassi insaturi (ben riconoscibili in natura perché sono presenti allo stato solido, come il grasso del salame), siano fortemente dannosi per la salute. Inoltre molti prodotti industriali trasformano gli acidi grassi essenziali in grassi transidrogenati fortemente collegati all'insorgenza d forme tumorali.   Maria Melania Barone   ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulla sana alimentazione? Italiani: quasi uno su 2 è sovrappeso ed il giro-vita è in costante crescita - Allarme obesità per i bambini
  Articoli correlati per keyword: Salute - Prevenzione Malattie
Mammografia e Pap-test: prevenzione donna (parte I) urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-07-08 04:41:17 I tumori al collo dell' utero e della mammella, come dimostrano diversi studi clinici e i dati ricavati da statistiche anche internazionali, se diagnosticati in tempo e curati, possono guarire. E' per questo che molte regioni italiane propongono un programma di screening gratuito per tutte le donne che superano un'età soglia: per il pap-test sono i 25 anni e per la mammografia sono i 50 anni. I protocolli sanitari consigliano un controllo, tramite il pap-test, ogni tre anni ed ogni due anni per la mammografia. Questi programmi di prevenzione prevedono la gratuità anche relativamente agli approfondimenti diagnostici e alle terapie eventualmente necessarie  .............................................................................................................................................................   Pap-Test   Il pap-test è un esame (citologico) che viene eseguito per individuare l'eventuale presenza di tumore o lesioni pre-tumorali nel collo dell'utero. Tramite uno spazzolino viene raccolto un campione di cellule della parete uterina che poi viene strisciato su un vetrino sottoposto ad analisi microscopica. Questo test è molto importante perchè il cancro al collo dell'utero è silenzioso, non da sintomi. Esso si sviluppa molto lentamente e difficilmente può essere rilevato durante una semplice visita ginecologica. Ma come tutti i tumori del resto risulta essere molto pericoloso se non diagnosticato in tempo. Come si diceva molte regioni sottopongono a controlli gratuiti tutte le donne nella fascia di età 25 – 64 anni.   Il pap-test non è pericoloso e nemmeno doloroso. L'esame è certamente molto utile, anche se esistono dei casi in cui, esso non è stato in grado di rilevare lesioni uterine, seppur presenti. Comunque le lesioni pre-tumorali, in una percentuale statisticamente rilevante, o non progrediscono ulteriormente o regrediscono spontaneamente. L'esito dell'esame, dopo circa un mese, se è negativo viene comunicato via posta. Se l'esito dovesse essere positivo o dubbio allora la persona è contattata direttamente dal personale sanitario per ulteriori accertamenti.   La mammografia   E' un esame radiologico delle mammelle ed attualmente risulta essere il più efficace nel diagnosticare in modo precoce un eventuale tumore al seno. Permette di individuare eventuali lesioni o formazioni cancerose molto piccole che non sono ancora individuabili con la semplice palpazione. Come si è detto nella prima parte dell'articolo, molte regioni sottopongono gratuitamente le donne a questo esame ogni due anni; la fascia di età interessata è quella dei 50 – 69 anni. La mammografia non è un esame invasivo ed in teoria neanche troppo doloroso, tuttavia siccome durante l'esame le mammelle vendono pressate è possibile sentire dolore e/o fastidio. E' chiaro che il dolore e la sua soglia è sempre un fattore soggettivo.   L'esame non presenta particolari rischi o controindicazioni se non quelli di una normale radiografia. Questo esame tuttavia, può anche non essere preciso ed avere una certa percentuale di errore, sia per le difficoltà intrinseche nell'interpretare correttamente l'aspetto del tessuto della mammella (molto complesso) sia per il fatto che spesso le formazioni cancerose sono in uno stadio molto precoce e pertanto sono molto piccole difficili da rilevare. L'insorgenza di un cancro alla mammella può essere anche repentino, e statisticamente è stato rilevato che, seppur raramente, può insorgere tra un esame ad esito negativo ed il successivo controllo. Pertanto viene raccomandato ad ogni donna di prestare attenzione a particolari segni o alterazioni del seno aiutandosi con l' autopalpazione.   Di solito l'esame radiologico viene valutato da due radiologi diversi per dare una maggiore accuratezza alla diagnosi. E' possibile perciò che i tempi di risposta siano un po' più lunghi di quelli del pap-test. Se l'esito è negativo la risposta viene inviata via posta direttamente a casa della persona. Se l'esame ha un esito positivo o quantomeno dubbio la persona è contattata direttamente dal personale sanitario che l'inviterà a sottoporsi ad ulteriori controlli ed accertamenti. Anche l'iter diagnostico ed eventualmente terapeutico è gratuito, almeno nelle regioni che hanno adottato questo protocollo di prevenzione, in fase di standardizzazione a livello europeo.     Dott.ssa Romina Marroni   .............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul cancro?  Leggi Diagnosi precoce per curare in tempo il tumore ovarico  - Papilloma Virus Vaccinate 3 ragazze su 10

Articoli correlati per keywords: Salute - Tumori

 
Sigaretta elettronica urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-15 04:04:19 Leggi lo speciale Smettere di Fumare

Per chi vorrebbe smettere di fumare, ma proprio non ce la fa a perdere il vizio, da qualche tempo c’è una novità: la sigaretta elettronica  .............................................................................................................................................   Avreste mai pensato di andare a comprare le sigarette in farmacia? Oggi è possibile. Si chiama sigaretta elettronica, funziona grazie a una batteria al litio, vaporizza una soluzione acquosa contente alcune sostanze chimiche, aromi e in certi casi anche nicotina. Qualcuno giura di aver smesso di fumare proprio grazie a questo rivoluzionario dispositivo; in realtà, però, non sono ancora disponibili dati scientifici che ne dimostrino l’efficacia in questo senso, come sottolinea l’Organizzazione Mondiale della Sanità in una nota.   Sono innocue? Parrebbe di sì, ma, anche in questo caso, si attendono studi che ne provino l’assoluta sicurezza per la salute di chi le utilizza. Recentemente, la Food and Drug Administration (FDA), cioè l’agenzia americana che si occupa della regolamentazione e della sicurezza degli alimenti e dei farmaci, ha sollevato alcune perplessità sulle sostanze che compongono i filtri. Le sigarette elettroniche consentono di fumare nei locali pubblici? I produttori assicurano che si può, anche se l’esperienza diretta di alcuni utilizzatori è diversa. Ultima domanda: è piacevole fumare una sigaretta elettronica? Chi l’ha provata sostiene proprio di sì.   Margherita Russo   .............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più suli danni del fumo? Gravidanza, attenti al fumo! - Il vaccino antifumo Articoli correlati per keywords: Salute - Cancro e Tumore
Sarcoma: ecco le nuove soluzioni urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-04 05:08:24 Il sarcoma è una massa tumorale molto grande che oggi, grazie ad un sistema innovativo e d’avanguardia può essere rimosso, a patto di intervenire il prima possibile .............................................................................................................................   La tecnica recentemente sperimentata all’Istituto dei Tumori di Milano apre nuove speranze e possibilità per operare tumori considerati difficili o impossibili. La tecnica, sperimentale e mai descritta prima in manuali scientifici, è consistita nella sospensione della circolazione sanguigna di polmone destro, cuore, fegato e reni e deviata all’esterno in una pompa extracorporea. Questo ha permesso di rimuovere un sarcoma di 6kg collocato dietro al fegato. Un tipo di sarcoma del genere diventa pericoloso anche perché preme sugli altri organi interni. Quindi, oltre a togliere il tumore, è stato anche ripristinato tutto l’apparato digerente, circolatorio e cardiorespiratorio. In tutto, per effettuare l’operazione, hanno lavorato dieci chirurghi specializzati in vari campi. Gli organi sono stati isolati per consentire l’asportazione della parte malata dal fegato.   Poi, gradualmente, tutto è tornato alla normalità, con la riattivazione della circolazione degli organi sospesi e con il pieno successo dell’operazione. Ma cos’è il sarcoma e come viene diagnosticato? Il sarcoma è un tumore abnorme molto raro. Si forma in genere nel tessuto molle dell’organismo: muscoli, tessuto connettivo, vasi sanguigni e linfatici, nervi e tessuto adiposo. La causa della sua comparsa può essere una particolare predisposizione personale, l’esposizione alle radiazioni e ad agenti inquinanti come la diossina.   Avere la poliposi intestinale può essere un altro fattore di rischio. Per scoprire la presenza di sarcoma è necessario analizzare se sul corpo si nota qualche rigonfiamento sospetto, dal momento che il tumore è visibile in superficie. Non si avverte dolore e d è necessario eseguire una visita medica ed esami come Tac, ecografie e Pet. Il rigonfiamento può anche essere del tutto benigno. E’ importante sapere che tra i 50 e 60 anni si hanno più possibilità di essere colpiti da una massa tumorale del genere, è quindi necessario fare una diagnosi tempestiva. In questo modo, la guarigione è quasi assicurata.   Andromeda Aliperta   .............................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul tumore? Nuove cure per il tumore alle ossa - Curcumina: nuovo alleato anti tumore

Articoli correlati per keywords:
Salute - Cancro e Tumore
Il laser, le nuove applicazioni urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-14 10:39:15 Il laser è efficace oggi anche su tumori, tendini, legamenti, muscoli: ogni disciplina ha trovato il modo di usarlo con notevoli benefici. A cinquant’anni dalla sua scoperta, vediamone tutte le possibili applicazioni. ...................................................................................................... Il laser (Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation), ufficialmente scoperto il 16 maggio 1960 da Thomas Maiman, è stato nel tempo perfezionato e usato con successo per scopi medici. Capace di disintegrare le singole molecole senza provocare danni ai tessuti circostanti, viene utilizzato nella microchirurgia come termobisturi con applicazioni in otorinolaringoiatria, dermatologia, ginecologia e cavo orale.   I meccanismi su cui il Laser si basa sono quello fotochimica, basato sulla proprietà fotosensibile di alcune molecole, come quelle che si trovano nelle cellule tumorali e un meccanismo fotomeccanico, in base al quale si creano microesplosioni che distruggono il bersaglio, ad esempio i calcoli renali. C’è poi il meccanismo fototermico in cui l’energia laser è assorbita dal tessuto che si riscalda, facendo morire prima le cellule tumorali, migliorato con l’aggiunta di fibre ottiche nel tumore.   Anche sui traumi da sport il laser fa miracoli. I processi di riparazione biologica su tendini, legamenti e muscoli sono attivati grazie al laser, soprattutto nel cosiddetto “gomito del tennista” o epicondilite, l’infiammazione al tendine e le distorsioni al ginocchio. Il laser, attualmente, agisce con successo sugli occhi con il rimodellamento della cornea per correggere i difetti visivi, nel distacco di retina e nella cucitura della cornea; sul cervello contro i tumori; sui denti eliminando le carie e irrobustendo lo smalto; sulla laringe agendo su tumori, sulla pelle eliminando tatuaggi, tumori e per la depilazione; sui bronchi, eliminando i tumori e sui reni distruggendo i calcoli, sulla prostata, sullo stomaco e sul colon-retto contro i tumori.   Andromeda Aliperta ...................................................................................................... Vuoi saperne di più sul laser? Leggi Il laser contro la cecità - Prevenire il distacco della retina
  Articoli correlati per keyword: Salute - Chirurgia
Cancro alla prostata: ridotto del 31% con una molecola che blocca il testosterone urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-29 03:28:56 La molecola dutasteride è risultata efficace per bloccare il tumore alla prostata, bloccando il testosterone nello stimolare la crescita delle cellule cancerogene. Allo studio anche un farmaco utile per contrastare le metastasi renali   .......................................................................................................................................   Nell’ultimo congresso europeo degli urologi, a Barcellona, è stato presentato uno studio condotto su seimila uomini, utilizzando un farmaco che viene impiegato per i disturbi urinari. Risultato: il rischio di tumore alla prostata si è ridotto del 31%. Tutto questo avviene grazie ad una molecola, la dutasteride, che a livello delle cellule prostatiche blocca la trasformazione del testosterone in diidrotestosterone, un ormone che fa crescere il tumore.   Una ricerca durata quattro settimane e finanziata dalla casa produttrice del farmaco, la GlaxoSmithKline e pubblicata sul New England Journal of Medicine. In Italia si contano circa 9000 casi all’anno di tumore alla prostata, ed un uomo su sette è a rischio. Il 70% sopravvive dopo la diagnosi.   La buona notizia è che tutti i soggetti trattati con questo nuovo farmaco sono sopravvissuti. Inoltre, il cabaziltaxel, un'altra molecola in fase di sperimentazione, sta dando buoni risultati per il tumore della prostata metastatico. Infatti, la molecola, al contrario della chemioterapia e della terapia ormonale, ha bloccato il tumore. Per diagnosticare il tumore occorre eseguire dallo specialista l’esame rettale, soprattutto tra i 45 e gli over 50.   Andromeda Aliperta   .......................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul tumore? Addio cancro della prostata, arrivano i funghi Maitake - Prevenire il cancro a tavola   Articoli correlati per keywords: Salute - Cancro e Tumore
Tumore al seno e divorzio: c’è un legame urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-28 03:41:53 Riuscire a sconfiggere il tumore al seno rappresenta per molte donne l’ inizio di una nuova esistenza. Secondo recenti stime, chi sopravvive e vince la dura battaglia contro il cancro alla mammella spesso e volentieri dà una svolta alla propria vita, anche amorosa    ..............................................................................................................................   Questo nel 25 per cento dei casi corrisponde ad una richiesta di divorzio nei confronti di un marito inadeguato di fronte alla malattia. Il cancro al seno è per la donna uno dei tumori più difficili da gestire, non solo a livello fisico ma anche, e soprattutto, psicologico. Si tratta di una neoplasia che mina profondamente la psiche femminile, in special modo quando alla malattia si abbina l’operazione di asportazione della mammella.   Le donne che riescono a combattere questo male, però, diventato più forti e combattive anche se spesso a pagare le conseguenze della fiducia in sé stesse e dell’indipendenza ritrovate è il loro matrimonio. L’ uomo di fronte a questa terribile “prova” non di rado si dimostra inadeguato, non all’altezza ed incapace di sostenere la propria compagna, malata e spaventata. Una volta superato il periodo brutto, però, la donna non dimentica e, nel 25 per cento dei casi, si reca da un divorzista per separarsi dal marito.   Le donne che si sono ammalate di cancro al seno e che sono riuscite sconfiggerlo si accorgono di non essere più le stesse e di essere diventate delle guerriere, delle vincenti, delle sopravvissute. Catapultate di nuovo nella vita di tutti i giorni non accettano di essere discriminate per la malattia che hanno avuto e tornano subito in pista: il 5 per cento mette al mondo dei figli dopo il tumore, il 40 per cento torna a lavoro dopo due mesi dalla diagnosi e ben il 74 per cento riprende in mano la sua carriera a due anni dalla guarigione.   A questo proposito è da poco uscito in libreria il libro “Ho vinto io” che raccoglie storie, testimonianze e vicende di vita reale di diverse donne che sono state malate di tumore alla mammella. Il volume, promosso dalla Fondazione Aiom e con il supporto di Astrazeneca, viene venduto a 12,50 Euro. Tutti i ricavati andranno alla ricerca contro questa pericolosa neoplasia.   Lucia D'addezio   ..............................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sul cancro alla mammella? Gravidanza e rischio cancro al senoCancro al seno: la personalizzazione della terapia

Articoli correlati per keywords: Salute - Tumori
 
Le nuove cure per il tumore alle ossa urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-23 06:00:19 I tumori alle ossa potranno essere curati più efficacemente grazie alla scoperta di un anticorpo che ha la capacità di bloccare gli effetti distruttivi di un ormone sulle cellule dell’osso   ...............................................................................................................................................   Si chiama relaxina ed è una sostanza prodotta in grande quantità dai tumori che generano metastasi ossee. Questa sostanza è la responsabile della distruzione dell’osso e lo fa mediante l’attivazione di determinati meccanismi cellulari che portano alla degradazione dell’osso. Uno studio durato due anni, condotto da un’équipe di ricercatori patologi dell’Università di Padova, pubblicato sulla rivista americana Bone, ha scoperto questo meccanismo, evidenziando anche come l’anticorpo anti-relaxina può fermare la capacità distruttiva che ha quest’ormone sulle cellule dell’osso.   In Italia, ogni anno, si registrano circa 35mila nuovi casi annui di metastasi ossea causati soprattutto dai tumori al polmone, alla mammella, alla prostata, alla tiroide e al rene. Il sintomo più conosciuto del tumore alle ossa è un gonfiore associato a dolore localizzato in un punto qualsiasi dello scheletro. Si possono anche verificare delle fratture a causa dell’indebolimento dello scheletro, ma ci sono anche sintomi come l’affaticamento e l’aumento di peso, l’anemia e la febbre, fino ad una grave compressione midollare che può dare vita a problemi neurologici.   La diagnosi si effettua tramite radiografia, seguita se serve dalla tomografia computerizzata o dalla risonanza magnetica nucleare. Serve poi un prelievo di tessuto della parte interessata per un esame istologico. Le cure conosciute fin’ora sono la chirurgia per l’asportazione della parte malata e la chemioterapia per eliminare le eventuali cellule tumorali. Questa si può effettuare anche prima di fare l’intervento, per ridurre la massa da asportare. C’è anche la radioterapia, ovvero l’applicazione di radiazioni ad alta frequenza per distruggere le cellule maligne, ma ha un’utilità limitata. La speranza è che, grazie a queste nuove scoperte, siano prodotti nuovi farmaci efficaci e soprattutto non invasivi contro i tumori ossei, che possano bloccare l’ormone della relaxina agendo in maniera mirata sul tumore e arrestandolo sul nascere.   Andromeda Aliperta   ...............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul tumore? Addio cancro della prostata, arrivano i funghi Maitake - Curcumina: nuovo alleato anti tumore

Articoli correlati per keywords:
Salute - Cancro e Tumore
Cancro del seno: la personalizzazione della terapia urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-21 05:29:31 Leggi lo speciale Mammografia

Ogni anno in Italia circa 10.000 donne vengono colpite dal tumore al seno. La XVIII Conferenza Nazionale dell'AIOM ha riunito gli esperti della materia per analizzare tutti gli aspetti di questa malattia, dalla diagnosi, alla terapia; dalle più recenti scoperte scientifiche agli aspetti organizzativi   .....................................................................................................................................................................................................................   A Catania si è da poco conclusa la XVIII Conferenza Nazionale dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) interamente dedicata al tumore del seno. Si sono riuniti circa 500 esperti di cancro alla mammella, provenienti da tutta Italia, per fare il punto su terapie, ricerca e assistenza.   Uno spazio importante è stato dato alle caratteristiche biologiche del cancro, che si sono rivelate la chiave per sconfiggere la malattia, come dimostra l’esempio del recettore HER2. In circa il 20/30% dei tumori al seno si riscontra una presenza eccessiva di HER2, il che purtroppo è indice di una neoplasia particolarmente aggressiva. Fortunatamente, però, si è scoperto che il cancro HER2-positivo (cioè appunto quello in cui si rileva una quantità elevata di questo recettore) in genere risponde bene al trattamento con trastuzumab, un medicinale che appartiene una nuova classe di farmaci antitumorali detti anticorpi monoclonali. Da quando sono stati messi a punto i test per verificare se la neoplasia è HER2-positiva e la terapia mirata con trastuzumab, la mortalità delle pazienti con un cancro HER2-positivo è scesa del 30% circa.   Da qui è la nata la strategia della personalizzazione del trattamento, oggi considerata dalla comunità scientifica la vera svolta nella lotta al tumore. Secondo Carmelo Iacono, presidente dell’AIOM, per adeguarsi ai progressi terapeutici è fondamentale, però, ripensare l’intero sistema assistenziale, in primo luogo favorendo una più stretta collaborazione tra il laboratorio di analisi e il reparto, cioè tra il patologo e l’oncologo medico. L’AIOM è stata la prima in Europa a muoversi in questo senso con lo scopo di ottenere diagnosi sempre più veloci, oltre che più accurate, e per consentire all’oncologo di scegliere la terapia più adeguata al caso specifico, ottimizzando l'utilizzo delle risorse.   Per ottenere questi risultati è necessaria una migliore organizzazione interna degli ospedali. La XVIII Conferenza Nazionale dell’AIOM ha quindi scelto di dare uno spazio importante anche all’analisi degli aspetti organizzativi. Uno degli obiettivi della società scientifica è infine quello di approfondire gli aspetti strutturali della diagnosi e della cura di questa malattia per garantire un trattamento omogeneo alle pazienti di tutta Italia, perché esiste ancora un notevole divario organizzativo tra regione e regione.   Margherita Russo   .....................................................................................................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sul cancro alla mammella? Gravidanza e rischio cancro al seno - Il cancro al seno

Articoli correlati per keywords: Salute - Tumori
Tumore al seno: la meditazione tibetana contro lo stress post operatorio urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-14 05:39:01 Leggi lo Speciale StressLeggi lo Speciale Mammografia

Superare i postumi dell’operazione nelle donne ammalate di cancro al seno con la meditazione tibetana: è un nuovo esperimento seguito da alcuni ospedali italiani per ridurre lo stress e la depressione post operatoria    .....................................................................................................................................................................................................................   Il progetto ArmoniosaMente è un esperimento inaugurato all’ ospedale Bellaria di Bologna e aiuta a ridurre lo stress e la depressione che seguono spesso l’operazione del cancro al seno. L’esperimento, ideato dal direttore dell’Unità operativa di Psicologia clinica Gioacchino Magliaro, ha impiegato la meditazione tibetana per aiutare le donne in cura per il cancro al seno e ha dato buoni risultati.   Dieci sedute di due ore l’una, una volta alla settimana, concentrate sulla respirazione e poi sulla meditazione vera e propria, con gruppi di 15 pazienti alla volta. Il lavoro svolto con la meditazione sembra essere stato utile non solo per quanto riguarda l’aspetto psicologico delle pazienti, ma anche per ridurre gli effetti collaterali della radioterapia e della chemioterapia come nausea, vomito, stanchezza e umore instabile.   Il tumore è una malattia che ha un forte impatto emotivo sulla paziente. Il seno, poi, è una parte molto delicata della donna e le sensazioni che si provano in questi casi sono destabilizzanti, dalla paura di morire alla paura di subire il trauma dell’asportazione della mammella, dal dolore allo stress, fino ai cambiamenti fisici.   Ma cosa avviene durante la meditazione? La meditazione aiuta le donne in questo stato a ritrovare serenità, grazie al fatto che il cortisolo che viene prodotto in seguito all’ ansia e allo stress diminuisce, facendo abbassare anche i livelli di adrenalina e noradrenalina. Le endorfine, sostanze che aiutano a trovare la calma e il relax, si alzano e così anche l’andamide, un ormone del piacere. Di conseguenza migliorano anche il sonno, l’autostima e la capacità di reazione alla malattia.   Il Bellaria di Bologna è stata la prima struttura in Italia ad ospitare un progetto simile, ma sarà seguito presto da altri ospedali come il san Carlo di Milano e Le Molinette di Torino.   .....................................................................................................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sul cancro alla mammella? Gravidanza e rischio cancro al seno - Il cancro al seno

Articoli correlati per keywords: Salute - Tumori
  Andromeda Aliperta
Prevenire il cancro a tavola urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-06 04:19:35 Mangiare sano aiuta a tenere lontane le malattie. Soprattutto il tumore allo stomaco, che si trova al quarto posto tra le malattie più diffuse in Italia. Per abbassare i rischi, bisogna evirare di mangiare spesso insaccati e carne alla brace e incominciare i pasti con verdure crude .....................................................................................................................................................................................................................   Prevenire le malattie a tavola si può. Basta fare attenzione ad alcuni alimenti e prediligerne altri che invece hanno una funzione protettiva per le cellule dell’organismo. E non tutti ne sono consapevoli se è vero che un sondaggio realizzato dall’Associazione italiana di oncologia medica su 600 persone ha rilevato che almeno la metà degli intervistati crede che l’inquinamento sia un fattore di rischio più più pericoloso dell’alimentazione. Se è vero che circa il 9% delle persone intervistate ha dichiarato di mangiare insaccati tutti i giorni, compresa carne alla brace, il 56% almeno 3 o 4 volte alla settimana, il dato è allarmante, alla luce del fatto che solo il 10% degli italiani mangia a sufficienza frutta e verdura.   La questione è che sono proprio le verdure e la frutta a svolgere una funzione protettiva nei confronti dell’organismo e delle cellule; tutti i tipi di verdura e la frutta hanno proprietà benefiche sull’organismo, rigenerano le cellule e le proteggono da malattie come il cancro. Ogni pasto dovrebbe cominciare con verdura e insalate, sia, perché questi alimenti sono indispensabili nella nostra dieta, ma anche perché cominciando con un piatto d’insalata o di verdura ne trae beneficio anche la linea. Le sostanze cancerogene vengono eliminate dalle fibre della verdura cruda, che si lega ad esse e aiuta l’organismo ad eliminarle facilmente.     Andromeda Aliperta   .....................................................................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul tumore? Addio cancro della prostata, arrivano i funghi Maitake - Curcumina: nuovo alleato anti tumore

Articoli correlati per keywords:
Salute - Cancro e Tumore
Prevenire il Cancro al collo dell’utero col Pap Test urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-29 04:29:10 Dal tumore al collo dell’utero si può guarire. Bisogna però fare prevenzione e diagnosticare la malattia precocemente. Il miglior strumento di prevenzione resta il Pap test ............................................................................................................................................................. Un ulteriore metodo per prevenire la malattia è il vaccino contro l’Hpv. Il Pap test, se eseguito con regolarità, è tuttora lo strumento migliore per diagnosticare in fase precoce un tumore alla cervice uterina. Grazie al Pap test, infatti, è possibile rilevare anche lesioni precancerose, cioè lesioni che non sono ancora il cancro, ma che possono evolvere in tumore. Secondo le linee guida del Ministero della Salute, tutte le donne dai 25 ai 65 anni, quando non ci sono fattori di rischio, dovrebbero sottoporsi al Pap test ogni tre anni. Quando invece sono presenti fattori predisponenti sarà opportuno ripetere il test con maggiore frequenza, in base al consiglio del proprio medico. Sopra i 65 anni, a meno che non ci siano condizioni particolari, non è più necessario. Sotto i 25 anni, invece, andrebbe eseguito dalle donne con vita sessuale attiva. Il Pap test è gratuito e richiede pochissimi minuti per essere eseguito. Il principale fattore di rischio per il cancro al collo dell’utero è l’infezione da Hpv, il Papillomavirus umano, una patologia a trasmissione sessuale.   Questo non vuol dire che tutte le donne che hanno contratto l’Hpv svilupperanno un tumore alla cervice uterina, ma soltanto che sono predisposte. I tipi di Papillomavirus sono tanti. L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ne ha riconosciuti ufficialmente 13 come potenzialmente oncogeni, cioè in grado di provocare il tumore. In particolare, i più pericolosi sono l'Hpv 16 e Hpv 18, responsabili del 70% dei casi di cancro al collo dell'utero. Dal 2006 esiste in commercio un vaccino in grado di proteggere contro alcuni ceppi di Papilloma virus. In realtà i vaccini sono due e non sono uguali. Cervarix di GlaxoSmithKline è efficace contro l’Hpv 16 e l’Hpv 18, ossia contro i due tipi più pericolosi, mentre Gardasil di Sanofi Pasteur è efficace anche contro Hpv 6 e Hpv 11. Il Ministero della Salute non ha indicato quale dei due utilizzare, quindi ogni Regione sceglie autonomamente. Entrambi i vaccini sono gratuiti per tutte le bambine dal compimento dell’undicesimo anno d’età, fino al compimento del dodicesimo. Non conosciamo ancora la reale efficacia di questi due vaccini perché non disponiamo di dati sufficienti.   Margherita Russo .............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul cancro?  Leggi Diagnosi precoce per curare in tempo il tumore ovarico  - Papilloma Virus Vaccinate 3 ragazze su 10

Articoli correlati per keywords: Salute - Tumori

 
Cancro ai polmoni nei non fumatori: la causa è un gene urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-26 05:52:49 Il fumo, si sa, è una delle cause principali del tumore ai polmoni. Molti si stupiranno, però, nell'appendere che anche le persone che non hanno mai fumato nemmeno una sigaretta, a causa della presenza di un gene predisponente, possono sviluppare questo tipo di neoplasia a prescindere dal loro stile di vita sano e "smoke-free"   La colpa va attribuita, secondo alcuni ricercatori, al gene "GPC5", identificato per la prima volta da un team appartenente allo staff della "Mayo Clinic of Medicine" di Rochester. I risultati della ricerca condotta da questa équipe hanno permesso di comprendere le cause dell'incidenza del tumore al polmone nei soggetti non fumatori e sono stati subito pubblicati dalla rivista medica "Lancet Oncology". Numerose evidenze scientifiche hanno permesso in passato di stimare che per i soggetti fumatori ci sono maggiori possibilità di sviluppare il cancro (si parla di una possibilità 15-20 volte superiore al normale).   Anche coloro che non fumano, però, possono ammalarsi con maggiore facilità se hanno nel loro DNA il gene incriminato: tra i malati, il 15 per cento degli uomini e ben il 53 per cento delle donne sviluppa il cancro ai polmoni non a causa delle sigarette ma proprio del gene "GPC5". E' stata, infatti, identificata nei soggetti non fumatori malati di cancro ai polmoni la presenza di due varianti del cromosoma 13, che modificano l'espressione del gene "GPC5". Dato che, a livello globale, il 20 per cento dei malati di tumore al polmone non fuma o, addirittura, non ha mai fumato in vita sua, il team manifesta l'esigenza di fare ulteriori accertamenti per scoprire il funzionamento del gene incriminato.   Lucia D'Addezio .....................................................................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul tumore? Leggi  Obesità causa di Tumore - Curcumina: nuovo alleato anti tumore

Articoli correlati per keywords:
Salute - Cancro e Tumore
Il vaccino anti-melanoma urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-24 06:07:30 Il melanoma è tra i tumori maligni alla cute uno dei peggiori. L’istituto superiore di Sanità ha avviato la sperimentazione di un vaccino terapeutico contenente un frammento proteico di antigene tumorale che servirà a potenziare il sistema immunitario per uccidere le cellule tumorali ............................................................................................................................................................. Negli ultimi anni si registrano grandi passi avanti nella lotta contro i tumori. Cure sempre meno invasive, più veloci e tollerabili basate su scoperte innovative e geniali. Tutto questo grazie alla ricerca che, nonostante la carenza di fondi a disposizione, nel settore oncologico vede l’Italia ai primi posti al mondo. La ricerca, che ruota intorno alla sperimentazione di un vaccino anti-melanoma, viene dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), assieme all’Istituto Tumori Regina Elena ( Ire) e all’Istituto dermatologico del San Gallicano di Roma. I ricercatori stanno infatti per avviare la sperimentazione di un nuovo vaccino anti-melanoma, un tumore maligno alla cute gravissimo e molto invasivo. Il vaccino si basa su di un frammento proteico di antigene tumorale di sintesi, somministrato in combinazione a chemioterapia o ad interferone alfa a pazienti già operati di melanoma. Il vaccino dovrebbe eliminare le cellule tumorali per far sì che il tumore non si ripresenti. La sperimentazione della tollerabilità e della sicurezza del vaccino durerà almeno 4 anni e sarà eseguita su un numero di circa 50 pazienti. Un’altra novità che viene dal mondo della ricerca riguarda l’impiego di ipilimumab, un anticorpo monoclinale che distrugge i linfociti T, ovvero le cellule che inibiscono la risposta immunitaria contro il melanoma. ............................................................................................................................................................. Vuoi saperne di più sul Melanoma?  - Leggi: Autoesame dei nei: la regole dell'ABCDE   Articoli correlati per keywords: Salute - Tumori
 
Autoesame dei nei: la regola dell’ABCDE urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-24 03:52:50 Il melanoma è un tumore maligno della pelle che negli ultimi anni ha manifestato un notevole incremento. La diagnosi precoce è fondamentale per la prognosi ............................................................................................................................................................. Il primo passo che possiamo fare per la diagnosi precoce è esaminare periodicamente e in modo accurato la nostra pelle, cioè procedere all'autoesame dei nei. Ma come si fa l'autoesame dei nei? Seguendo quella che i dermatologi chiamano regola dell’ABCDE   A come asimmetria   B come bordi   C come colore   D come dimensione   E come evoluzione   Un neo solitamente non desta preoccupazione quando è simmetrico, presenta bordi regolari, il colore è uniforme, le dimensioni sono “nella norma” e non subisce evoluzioni, cioè non cambia le proprie caratteristiche. Inoltre, un neo non deve essere sintomatico, non deve per esempio prudere e soprattutto non deve sanguinare spontaneamente.   Se nell’autocontrollo dei nei si notano quindi asimmetria, irregolarità dei bordi, colorito non uniforme, dimensioni eccessive o che cambiano nel tempo ed evoluzione anche delle altre caratteristiche è fondamentale rivolgersi subito al proprio dermatologo di fiducia. Anche l'insorgere di sintomatologia deve spingere a consultare lo specialista. È comunque sempre consigliabile effettuare un controllo dal dermatologo una volta l’anno. L’autocontrollo dei nei andrebbe, invece, effettuato ogni sei mesi. La prevenzione dei melanomi è importante anche per i bambini. È fondamentale quindi controllare i nei dei propri figli.   Margherita Russo mailto:info@benesserevillage.it .............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul Melanoma?  Leggi il Vaccino anti-melanoma Articoli correlati per keywords: Salute - Tumori
 
Diagnosi Precoce per curare in tempo il Tumore Ovarico urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-19 05:12:56 Il tumore ovarico può essere prevenuto in molti modi, mediante diagnosi precoce e cure a base di farmaci mirati. Il tumore ovarico è una malattia silente,ovvero nel 70% dei casi si sviluppa e cresce nell’addome senza provocare particolari sintomi. Se viene diagnosticato nella sua fase iniziale, la sopravvivenza a cinque anni è pari all’85-90% dei casi, come rilevato dal rapporto della Federazione internazionale di ginecologia e ostetricia   I sintomi in genere riguardano il rigonfiamento dell’addome, pesantezza e dolori addominali e pelvici, dovuti alla formazione di ascite, un accumulo di liquidi nell’addome che comprime gli organi all’ingrandimento della massa tumorale. Nei tre-sei mesi che precedono la diagnosi occorre quindi fare molta attenzione a questi campanelli d’allarme:   1. Gonfiore addominale prolungato   2. Dolore addominale e pelvico   3. Mancanza di appetito unita a senso di sazietà   4. Disturbi di incontinenza urinaria Il perdurare nel tempo di questi sintomi non deve suscitare allarmismi, ma indurre a farsi controllare.   Il miglioramento riguardo alle diagnosi è sempre maggiore, oggi infatti si dispone dell’ecografia transvaginale mediante una sonda inserita nella vagina, la flussimetria con color doppler e il dosaggio dei marcatori tumorali. Il tumore ovarico è tra i tumori ginecologici il più diffuso con circa 4700 nuovi casi all’anno, quindi non è da sottovalutare. Sono particolarmente a rischio le donne con più di 55 anni che assumono farmaci per l’infertilità e hanno già precedenti di tumori ovarici in famiglia. Nel 20% dei casi i tumori all’ovaio compaiono in donne dai 20 ai 30 anni. Per prevenire questo tumore basta sottoporsi una volta all’anno a visita ginecologica mediante ecografia transvaginale che può rivelare anche altre eventuali patologie. L’aver assunto per lungo tempo la pillola anticoncezionale, inoltre, è un buon modo per proteggere dal tumore.   Le cure sono sempre migliori, a partire dalla chirurgia sempre più mirata e meno invasiva e dallo studio di nuovi farmaci meno tossici e più efficaci, come lo ZD4054 che blocca in maniera efficace la progressione tumorale, ma deve essere sperimentato ancora su donne affette da neoplasia ovarica recidiva (ovvero al ritorno del tumore ). Infine, oltre alla prevenzione attraverso la diagnosi precoce, è importante anche assumere una maggiore quantità di vitamine e fibre che fanno abbassare il rischio di tumore e ridurre o tagliare drasticamente i grassi, poiché le donne obese hanno una possibilità maggiore di ammalarsi a causa dei piccoli e continui traumi provocati sulla superficie ovarica, come sostengono un gruppo di ricercatori dell’Università degli studi di Milano.   Andromeda Aliperta info@benesserevillage.it .............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul cancro?  - Il cancro al seno - Papilloma Virus Vaccinate 3 ragazze su 10

Articoli correlati per keywords: Salute - Tumori

 
 
La Pillola contraccettiva previene i tumori urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-14 03:27:56 Una ricerca condotta da Philip Hannaford per conto dell'Università di Aberdeen, in Scozia, ha chiarito gli effetti positivi della pillola anticoncezionale sul corpo della donna. Secondo quanto evidenziato dai ricercatori scozzesi, infatti, la pillola aiuterebbe a ridurre l’incidenza di gravi malattie tra le quali alcuni tumori e molte patologia cardiovascolari. ............................................................................................
I risultati dello studio, durato ben 40 anni, sono stati già pubblicati dal magazine specializzato ‘British Medical Journal’ nel numero di Marzo 2010.
Il team di ricercatori ha monitorato un campione di circa 46.000 donne durante e dopo l’assunzione della famigerata pillola contraccettiva. Ebbene, questa magica pillolina, oltre ad essere efficace contro l'acne, l'endometriosi, le cisti funzionali e l'ovaio micropolicistico, aiuterebbe a ridurre l’incidenza di gravi neoplasie e malattie cardiovascolari. Come ovvio, la riduzione dell’incidenza di queste malattie coinciderebbe poi con un abbassamento del tasso di mortalità della donna.
I dati della ricerca parlano chiaro. Grazie alla pillola anticoncezionale si sono registrati cali consistenti nei tassi di mortalità femminile in diverse fasce d’età: 14 morti in meno ogni 100.000 donne tra i 40 ed i 49 anni; 86 morti in meno ogni 100.000 donne tra i 50 ed i 59 anni; 122 morti in meno ogni 100.000 donne tra i 60 ed i 69 anni; 308 morti in meno ogni 100.000 donne con più di 70 anni.
Lucia D'Addezio .............................................................................................

 
Mammografia, quando farla? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-06 03:53:50 Leggi lo speciale Mammografia

Un seno in buona salute si mantiene mangiando in maniera equilibrata, seguendo uno stile di vita attivo e facendo prevenzione, con esami semplici come l’autopalpazione e la mammografia che, dopo i 40 anni, andrebbe fatta annualmente per individuare e contrastare tempestivamente eventuali formazioni tumorali.

...............................................................................................................................................................

Il seno è una parte molto delicata del corpo femminile e, per mantenersi in buona salute, come il resto del corpo, ha bisogno di una dieta equilibrata, un apporto limitato di grassi, zuccheri e alimenti di origine animale, cereali non raffinati, ma ricca di legumi e verdure. In più occorre praticare una vita attiva e soprattutto, fare prevenzione. L’American Cancer Society ha individuato fino ad oggi l’età indicativa per fare un esame di mammografia, ovvero una volta l’anno superati i 40 anni.

Nuove teorie in proposito indicano però l’età giusta per fare la mammografia dopo i 50 anni, ogni due anni. Perché?

Laura Esserman, dell’Università della California, prima autrice di questo studio ritiene in proposito che i programmi di screening al seno, ovvero le mammografie, non hanno dato dei buoni risultati, anche perché gli esami precoci hanno fatto scoprire dei casi falsi in cui c’è stata un’evoluzione favorevole senza interventi. Il rischio è che le donne possano essere trattate in maniera inefficace, magari recando inutili stress per i controlli, falsi allarmismi e biopsie non necessarie.

Gli oncologi italiani, guidati da professor Sandro Veronesi, pur dichiarando che esiste una controversia riguardo l’età effettiva  per fare i controlli, ritengono che comunque essa sia un ottimo elemento di prevenzione, da accompagnare forse con un’ecografia se l’analisi risulta poco chiara.  La perplessità maggiore, però, riguarda l’intervallo di due anni stabilito dalla ricerca americana per fare una mammografia.
In due anni, ritengono gli oncologi italiani, se c’è una formazione tumorale essa può crescere e la prevenzione va fatta comunque dai quaranta anni in su, poiché si tratta di un periodo cruciale della vita di una donna. Infatti, dai 40 anni in poi, si scoprono circa il 35% dei tumori con una percentuale di guarigione del 98%.

Andromeda Aliperta .................................................................................................................................................................
 
Il vaccino antifumo urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-02-23 03:57:45 Leggi lo speciale Smettere di Fumare

Tra un anno arriverà un vaccino antifumo che aiuterà le persone a smettere di fumare stimolando le difese immunitarie a produrre anticorpi che riconoscono le molecole di nicotina, un potente veleno che agisce come una droga contenuto nelle sigarette che aumenta i livelli di dopamina nel cervello ............................................................................................................................................. In attesa del vaccino antifumo, strepitoso ritrovato che segna un nuovo corso nella moderna farmacologia, dobbiamo fare due cenni sulla nicotina e sui danni del fumo. La nicotina, contenuta nel tabacco è una vera e propria droga, subdola e legale. Il fumo è praticamente accettato socialmente senza pensare che chi fa uso costante di tabacco corre seri pericoli psico-fisici. La nicotina, presa a piccole dosi, crea dipendenza aumentando il livello di dopamina nel cervello. La dopamina è un neurotrasmettitore che diffonde sensazioni di piacere, ecco perché il fumatore abituale non può fare a meno della sua sigaretta. La nicotina, inalata con il fumo viene trasportata dal sangue fino alla barriera ematoencefalitica, che serve per proteggere le cellule cerebrali ( i neuroni ) bloccando le molecole dannose, ma la nicotina, che ha molecole piccolissime, riesce a penetrare questa difesa agendo sul cervello pericolosamente.   Oggi in Italia, secondo dati Istat i fumatori sono aumentati del 23% e sono attribuibili ogni anno al fumo circa 70-83mila decessi, la maggior parte tra i 45 e i 75 anni. Il fumo è considerato causa principale di almeno 25 tipi di infermità, tra cui broncopneumopatie croniche ostruttive, malattie polmonari croniche e vari tipi di tumore e malattie circolatorie. Il vaccino antifumo si chiama Nic VAX e agisce spingendo le difese immunitarie a produrre maggiori anticorpi che intercettino le molecole di nicotina come un vaccino fa abitualmente con germi e batteri, attaccandosi addosso a queste molecole e ingrandendole al punto di non farle oltrepassare la barriera emato-encefalitica, per cui il livello di dopamina non subisce alterazioni e di conseguenza, non ci sono effetti di dipendenza, per cui il fumatore riesce più facilmente a smettere di fumare. Il vaccino è stato provato su 480 volontari ed è stato ben tollerato, il 2,5% in più del placebo.   Andromeda Aliperta .............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più suli danni del fumo? Gravidanza, attenti al fumo! - Marijuana e tabacco provocano il cancro ed alterano Dna e cervello Articoli correlati per keywords: Salute - Cancro e Tumore
Alicamenti: Proprietà urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-02-15 05:13:51 Un importante gruppo di “alicamenti”, ossia di alimenti della cui proprietà anticancro si hanno prove sempre più evidenti è la famiglia delle Alliacee, di cui fanno parte aglio, cipolla, porro, scalogno ed erba cipollina.  ..................................................................................................................................................................................................................... Sono tra le piante più usate fin dall’antichità, infatti erano coltivate già circa 5000 anni fa in Asia e da lì si diffusero nel Mediterraneo. Contengono sostanze solforate, cioè con un atomo di zolfo nella molecola ed a questo elemento sono da attribuire l’aroma ed il sapore penetrante che i bulbi sviluppano quando vengono affettati. L’aglio nell’essiccamento accumula «allina», sostanza che l’enzima allinasi trasforma prima in «allicina», che poi viene ulteriormente scissa in altri componenti solforati («diallilsolfuro» o DAS; e «diallildisolfuro» o DADS), tutti composti dotati di proprietà antitumorale.   L’azione preventiva di queste piante si eserciterebbe a livello dell’apparato digerente, in particolare nei confronti del cancro all’esofago, allo stomaco ed al colon, impediscono infatti lo sviluppo delle NITROSAMMINE, sostanze cancerogene che si producono nell’intestino:   a) a partire dai “nitriti”, additivi utilizzati nei prodotti a base di insaccati, come salsicce e salumi   b) nelle carni troppo grigliate   c) durante la combustione del tabacco   L’aglio, per liberare le sostanze attive, deve essere schiacciato o tagliato in pezzi, va quindi dorato in olio di oliva ed aggiunto alle verdure da cuocere, possibilmente mescolandolo al curry od alla curcuma, l’abbinamento infatti di diversi alicamenti può potenziare gli effetti antitumorali.   Andrea Ielmini .....................................................................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul tumore? Addio cancro della prostata, arrivano i funghi Maitake - Curcumina: nuovo alleato anti tumore /a>

Articoli correlati per keywords:
Salute - Cancro e Tumore
Papilloma Virus: vaccinate 3 ragazze su 10 urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-02-01 09:49:07 Ad un anno dalla sua introduzione, il vaccino contro il Papilloma Virus (HPV) non ha ancora raggiunto quote soddisfacenti di somministrazione tra la popolazione "a rischio". Secondo le stime, appena 3 ragazze su 10 avrebbero portato a termine le procedure ufficiali per completare il ciclo di immunizzazione contro il Papilloma Virus, diviso in tre passaggi obbligatori che prevedono la somministrazione del vaccino vero e proprio. Questa situazione è stata messa in luce dalle più recenti statistiche della Commissione Salute presso la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, aggiornate al 30 giugno del 2009.
................................................................................................................................................................... Ad oggi, purtroppo, le tre dosi di vaccino necessarie per ottenere l'immunizzazione, costano troppo. Per questa ragione sarebbe utile abbassare i prezzi per consentire a tutta la popolazione interessata di potervi accedere. "Il nostro impegno - ha affermato Francesca Martini, Sottosegretario alla Salute - sarà comunque di intensificare l'informazione coinvolgendo soprattutto i pediatri, in prima linea a fianco delle ragazze di 12 anni per le quali la vaccinazione è consigliata, i medici di famiglia e i ginecologi, al fine di fornire indicazioni dettagliate e chiare per rendere le donne sempre più consapevoli dell'importanza della prevenzione''. E' bene ricordare che, dal Marzo del 2008, tutte ragazze in una fascia di età compresa tra gli 11 ed i 12 (a partire da quelle nate nel 1997), su tutto il territorio italiano, hanno accesso gratuitamente al vaccino. Il fine della campagna di vaccinazione è quello di ottenere, con il passare del tempo, una graduale immunizzazione della popolazione. Come riportato dal Ministero della Salute, va sottolineato che il nostro Paese è stato uno dei primi "a pianificare una strategia di vaccinazione pubblica contro il Papilloma virus (HPV)". E' stato, infatti, accertato che questo agente virale che colpisce i genitali femminili può causare il tumore della cervice uterina, causa di circa mille morti all'anno. Lucia D'Addezio ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sul tumore? Reggiseno su Facebook? mostra il tuo colore! - Obesità causa di tumore
Articoli correlati per keywords: Salute - Cancro e Tumore
Colesterolo causa di tumori urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-01-29 06:07:48 I tumori negli uomini e nei topi rilascerebbero metaboliti del colesterolo, smorzando la risposta immunitaria antitumorale e consentendo in tal modo al tumore di crescere in modo incontrollato. I risultati sono pubblicati nella parte superiore biomedica rivista Nature Medicine.
Secondo i ricercatori, questi metaboliti del colesterolo in metterebbero particolarmente in pericolo il funzionamento delle cellule nella risposta immunitaria. Il blocco farmacologico del meccanismo ripristina la risposta immunitaria antitumorale, con conseguente rigetto del tumore.
................................................................................................................................................................... Il colesterolo elevato va tenuto sottocontrollo a causa delle molte patologie che ne derivano. Secondo una ricerca realizzata dal San Raffaele di Milano in collaborazione con l'Università di Milano e con la Molmed S.p.a. del Karolinska Institutet di Stoccolma, e coordinata dal Dottor Vincenzo Russo, il temuto colesterolo favorirebbe anche l'insorgenza dei tumori e contribuirebbe a limitare l’azione protettiva del sistema immunitario contro l’aggressione del cancro.   Lo studio italiano è stato pubblicato sulla rivista di settore “Nature Medicine” ed ha portato alla luce scenari nuovi e preoccupanti relativi al colesterolo, già indicato come causa di numerose, gravi patologie.   Il sistema immunitario umano, infatti, è di norma in grado di riconoscere e combattere le cellule malate a causa dei tumori. Il cancro, dal suo canto, per non essere “sconfitto” cerca di “difendersi”, per esempio, producendo ligandi di LXR, cioè delle molecole derivate dal colesterolo. Le suddette molecole “paralizzano” letteralmente alcune cellule del sistema immunitario, chiamate cellule dendritiche, impedendo di fatto l’eliminazione delle cellule malate a causa del cancro.   A seguito di questa scoperta, l’obiettivo del team di ricercatori coinvolti nello studio è quello di identificare "nuovi target terapeutici che consentiranno di mettere a punto, nei prossimi anni, nuove terapie antitumorali”.   Lucia D’Addezio ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sul tumore? Reggiseno su Facebook? mostra il tuo colore! - Obesità causa di tumore   Articoli correlati per keywords: Salute - Cancro e Tumore
Reggiseno su Facebook? mostra il tuo colore! urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-01-21 05:40:43 Leggi lo speciale Mammografia

Non so se avete notato quegli aggiornamenti "Nero", "Blu" e "Rosa" apparsi sullo stato di Facebook ultimamente? Questi colori rappresentano le varie sfumature del reggiseno che si sta indossando. Così, come ogni buon utente di Facebook, ho sbirciato sotto la mia camicetta e ho aggiornato il mio status: Beige. Non sono sicura di come tutto questo sia cominciato, ma ecco cosa si dovrebbe fare se si è una ragazza, o ragazzo che ama indossare il reggiseno: guardare il reggiseno, notare il colore, scriverlo sulla barra di stato Facebook e aspettare i commenti.
................................................................................................................................................................... Le armi di seduzione sono numerose, alcune donne usano solo il profumo del proprio corpo (considerato dagli scienziati l’aroma più sexy per eccellenza), mentre altre utilizzano qualche trucchetto malizioso: biancheria intima hot, atteggiamenti maliziosi. Ma il gioco della seduzione può anche non essere un piacevole e privato punzecchiamento. I maschietti su Facebook, infatti, da qualche giorno stanno impazzendo per i colori del reggiseno delle amiche. Avete capito bene. Le donne indicano nel messaggio condiviso la tonalità della loro biancheria intima. Non devono specificare nulla, sta poi ai signori interpretare il significato. E semmai apprezzare.   Il gioco ha preso il via negli Usa, ma è già diventato un messaggio virale. L’obiettivo? Certo non era quello di eccitare gli “amici” del social network, anche se i più maliziosi non hanno saputo resistere. Si tratta, infatti, di una campagna per sensibilizzare la lotta ai tumori al seno. Susan G. Komen, portavoce dell’associazione che ha lanciato l’iniziativa, ha raccontato alla stampa che questo è “un ottimo modo per far crescere la consapevolezza fra le donne nella speranza che reagiscano andando a farsi una mammografia”.   Ovviamente da questo sondaggio si è anche scoperto un dato simpatico. Il colore del reggiseno più diffuso è il nero, seguito dal bianco, dal beige e da qualche blu. E ovviamente dopo l’intimo ha già preso il via il gioco dei capelli, totalmente nostrano e con obiettivo meno nobile, che per la cronaca è arrivato anche a me.   Il testo del messaggio privato recita così: “dopo il successone del colore del reggiseno, abbiamo ideato un altro giochino, made in Sardegna! Noi che siamo sardacce e fiere di esserlo facciamo un giochetto un po’ più ambiguo, per vedere la reazione dei maschi! Stavolta si tratta dei capelli: lunghezza e spessore, al singolare in modo da creare l'ambiguità! scrivete nel vostro stato LUNGO o CORTO + SPESSO o FINE in base alla vostra capigliatura. Vediamo un po’ cosa!”. Che ne dite: ci proviamo? ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle donne? Gli uomini riscoprono le donne - Tatuaggi tendenza in aumento tra le donne    Articoli correlati per keywords: Salute - Cancro e Tumore
Obesità causa di tumore urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-12-17 04:45:17 Alcune scelte di vita sono note per avere effetti sulla longevità. Per esempio, le diete ad alto contenuto di grassi saturi spesso provocano malattie cardiache, ipertensione e alcune forme di cancro. Un fattore benefico sulla longevità è invece l'attività fisica: le persone che fanno ginnastica regolarmente infatti, sembrano avere una diminuzione del rischio di malattie cardiache e di diverse forme di cancro.
..................................................................................................................................................................................................................... L'obesità è una gravissima patologia che, oltre a costare migliaia e migliaia di Euro all'anno allo Stato in spese sanitarie, sta facendo aumentare drasticamente anche i casi di cancro ad essa, purtroppo, conseguenti. Non molti ne sono a conoscenza ma, di fatto, l'obesità ha causato nel solo 2008 più di 124.000 casi di cancro in tutta Europa.   Uno studio condotto da un team di ricercatori collegati all'Università di Manchester e coordinato dal Dottor Andrew Renehan ha permesso di presentare al Congresso di Oncologia che si è tenuto in Europa dei dati chiari e lampanti.   I casi di tumore conseguenti all'obesità vanno dalle alte percentuali della Repubblica Ceca (8,2% tra le donne e 3,5% tra gli uomini) alle percentuali più contenute, ma non meno allarmanti, della Danimarca (2,4 per cento tra gli uomini e 2,1 per cento tra le donne). Mediamente i valori si aggirano attorno al 4 per cento su tutti i casi di cancro registrati, considerando sia gli uomini che le donne. Queste cifre "medie" sono valide, per esempio, per Germania e Regno Unito.   Le neoplasie più comuni dovute all'obesità sono: il tumore all'endometrio con 33.421 casi su 124 mila, il tumore alla mammella post menopausa con 27.770 casi su 124 mila e il tumore del colon e al retto con 23.730 casi su 124 mila.   Il Dottor Renehan sottolinea che se si smettesse di fumare e se le donne limitassero il ricorso a terapie ormonali, nei prossimi anni l'obesità non rischierebbe di divenire la causa principale di tumore nelle donne europee. Questo dato dovrebbe sensibilizzare chi si occupa di sanità e prevenzione sul rischio reale che un'alimentazione sbagliata con conseguente aumento di peso arreca e sensibilizzare tutti su questo annoso problema. .....................................................................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul tumore? Addio cancro della prostata, arrivano i funghi Maitake - Curcumina: nuovo alleato anti tumore /a>

Articoli correlati per keywords:
Salute - Cancro e Tumore
Come può ricrescere il seno dopo un cancro? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-11-26 05:35:09 Leggi lo speciale Mammografia

Una tecnica medica d'avanguardia sviluppata utilizzando suini potrebbe consentire alle donne di veder ricrescere la mammella rimossa chirurgicamente a causa del cancro. Scienziati australiani rivendicano una svolta che potrebbe portare la speranza alle donne che hanno subito la mastectomia.
La procedura prevede l'inserimento di una mammella artificiale sotto la pelle, che contiene un campione di tessuto adiposo della paziente.
Un vaso sanguigno viene poi collegato al tessuto che crescerà in un periodo di sei-otto mesi.
..................................................................................................................................................................................................................... Nel caso in cui la notizia riportasse una tecnica vera, sarebbe un ottimo passo avanti per la ricerca; un team di scienziati australiani dell'istituto di microchirurgia Bernard O'Brien di Melbourne ha sviluppato un procedimento chirurgico che permetterà a tutte le donne affette da cancro alla mammella di veder ricrescere il seno. I test clinici potrebbero iniziare fra qualche mese! La tecnica si basa su quella funzione che porta il nostro corpo a riempire autonomamente i vuoti interni, l’obbiettivo è quello di stimolare tale procedimento e quindi la crescita.   Bisognerebbe inserire del grasso corporeo sotto l'epitelio della mammella, per permettere la crescita di tal tessuto vi sarà poi il modo di connetterlo ad un vaso sanguigno. Il riempimento della mammella avverrà fra i sei e gli otto mesi successivi.   Gli scienziati dichiarano di aver testato la suddetta tecnica su diverse specie animali oltre ai suini e ritengono di aver fatto sufficienti test pre-clinici per sperare di iniziare la sperimentazione su esseri umani. Il   Dott. Marzella, dirigente dell'istituto australiano, ha dichiarato a una radio locale che nei prossimamente inizierà un esperimento che coinvolgerà alcune donne per dimostrare come l'organismo sia capace di riprodurre autonomamente tessuto adiposo della mammella.   Le donne che parteciperanno all'esperimento pilota avranno subito una mastectomia, anche solo parziale che comporta e lascia un problema o un difetto di asimmetria della mammella. .....................................................................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul cancro alla mammella? Gravidanza e rischio cancro al seno - Il cancro al seno

Articoli correlati per keywords: Salute - Tumori
Curcumina: nuovo alleato anti tumore urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-10-30 05:37:30 La curcumina, il pigmento naturale contenuto nella spezia denominata curcuma, che dà al curry il suo ben noto colore giallo, è sotto i riflettori della ricerca scientifica degli ultimi anni, con studi che stanno valutando la sua capacità di combattere il cancro.
Tuttavia, si raccomanda ai consumatori che intendano avvalersi delle proprietà anti tumore della curcumina, di consumarla sotto forma di medicinale, piuttosto che mangiare più curry, che tende a essere piuttosto ricco di grassi nella ricetta occidentale.
..................................................................................................................................................................................................................... Abbiamo molto parlato di come alcune sostanze naturali possano neutralizzare le cellule cancerose, già in passato è stata spiegata l’importanza della curcumina, colorante usato per dare ai cibi una colorazione gialla simile a quella dello zafferano. Tra le sue proprietà, la curcumina è antinfiammatoria e secondo uno studio eliminerebbe le cellule tumorali nel giro di 24 ore e potrebbe essere impegata per terapie innovative contro il tumore dell’esofago.   La curcumina è contenuta nel curry e l’ipotesi è che abbia importanti proprietà terapeutiche; si dice che chi consuma molto curry sia meno esposto al tumore dell'esofago. Secondo i ricercatori la curcumina quando ingerita perderebbe la sua efficacia terapeutica; ma un gruppo di dottori inglesi smentisce la notizia dicendo che i principi attivi presenti nel curry si trasformeranno a breve in una terapia per curare il famiferato cancro esofageo, patologia la cui incidenza è duplicata dagli anni '70 a oggi. .....................................................................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sui tumori? Nuove sperimentazioni per curare la leucemia - Gravidanza e rischio cancro al seno

Articoli correlati per keywords: Salute - Tumori
Nuove sperimentazioni per curare la leucemia urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-09-25 05:05:23 La Leucemia è un tumore del sangue o del midollo osseo ed è caratterizzata da una proliferazione anomala delle cellule ematiche e dei globuli bianchi o leucociti. Leucemia è un termine generico che copre un ampio spettro di malattie. A sua volta, è parte del gruppo ancora più ampio di patologie chiamate neoplasie ematologiche.
.....................................................................................................................................................................................................................
L’obbiettivo della ricerca in questo momento è quello di analizzare la leucemia acuta, un tipo di leucemia molto pericolosa, ma che ai giorni nostri si può guarire almeno nel’80% dei casi, solo attraverso la chemioterapia. È proprio qui che vuole intervenire la ricerca, attraverso delle sperimentazioni cliniche per trovare una terapia alternativa, con sostanze meno aggressive, ma comunque in grado di offrire la stessa sicurezza.

“È il nuovo orientamento della ricerca su questa forma di leucemia acuta, considerata la più frequentemente guaribile. Arrivare a sostituire la chemioterapia con altri farmaci è il filo rosso del congresso”, ha dichiarato l’ematologo dell’università di Roma che lavorerà con un medico spagnolo dell’università di Valencia.

Il nuovo studio italiano coinvolge 85 pazienti affetti da leucemia promielocitica acuta e di età compresa fra i 18 e i 70 anni, tutti all'esordio della malattia. I partecipanti sono stati suddivisi i due gruppi: il primo gruppo riceve le cure tradizionali che prevedono la chemioterapia, mentre il secondo gruppo riceve una combinazione di due farmaci (l'acido retinoico e il triossido di arsenico).
.....................................................................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sui tumori? Gravidanza e rischio cancro al seno - Marijuana e tabacco provocano il cancro ed alterano Dna e cervello

Articoli correlati per keywords: Salute - Tumori

Gravidanza e rischio cancro al seno urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-09-23 11:13:56 Leggi lo speciale Mammografia

A pochissime le donne in gravidanza viene diagnosticato un cancro al seno. Ma quando si sceglie di avere più figli a poca distanza di tempo, il rischio di carcinoma mammario aumenta.
.....................................................................................................................................................................................................................
In molti magari desiderano pianificare la gravidanza, specialmente quando si tratta della seconda, nel tentativo di non lasciar trascorrere troppi anni dal primo al secondogenito. Altre volte invece capita davvero per caso! Se questo avviene in un tempo che risulta minore di un anno potrebbe aumentare il rischio di sviluppare in seguito un cancro al seno. È quanto emerge da un grande studio condotto nel Regno Unito che ha coinvolto 30.000 donne che hanno partorito due o più bambini. Le donne che hanno avuto una gravidanza entro 12 mesi dall'ultima, hanno 5,2 volte maggiori probabilità di sviluppare il tumore del seno o carcinoma mammario avanzato, rispetto alle donne che restavano incinte dopo tre o più anni.

Tra i vari rischi può anche essere riscontrato il sovrappeso, se la madre sceglie o meno di allattare il figlio al seno. Ma non allarmatevi: i risultati dello studio non sono ancora definitivi. In più, lo studio in questione ha preso in considerazione soltanto un certo tipo di cancro al seno e analizzato i dati di donne che avevano partorito fino a 5 figli e che erano di età inferiore ai 50 anni.
.....................................................................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul cancro? Marijuana e tabacco provocano il cancro ed alterano Dna e cervello - Il cancro al seno

Articoli correlati per keywords: Salute - Tumori

Marijuana e tabacco provocano il cancro ed alterano Dna e cervello urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-08-19 05:28:05 Due Università, una britannica ed una svedese, hanno condotto delle ricerche sui danni provocati dalla cannabis. I risultati degli studi dicono che fumare marijuana insieme al tabacco, porta ad alterazioni del Dna ed aumenta il rischio di ammalarsi di cancro. L'Olanda ne ha da tempo legalizzato il consumo, in California viene addirittura coltivata in Università, in molti Paesi del mondo viene utilizzata per scopi curativi e per le "terapie del dolore", ma proprio quando la marijuana stava quasi per raggiungere lo status di "erba medica" e di sostanza non dannosa, arriva uno studio inglese a riportare l'attenzione sulle conseguenze negative dell'assunzione di cannabis.

Secondo gli studiosi dell’Università di Leicester, fumare cannabis non solo farebbe male ma comporterebbe addirittura una alterazione al livello del Dna, oltre ad aumentare le percentuali di rischio di ammalarsi di cancro.
La ricerca non è giunta ancora ad una conclusione eppure i primi risultati dei test non lasciano spazio a dubbi. I ricercatori di Leicester, che hanno condotto i test solo a livello di laboratorio per il momento, hanno rilevato che l’acetaldeide, una sostanza contenuta sia nel tabacco che nella cannabis, è altamente tossica e dannosa per l’organismo umano.

Ad aggiungersi alla voce dei ricercatori britannici arriva anche uno studio condotto dal "Dipartimento di Studio sul Cancro e Medicina Molecolare" del Karolinska Institute di Stoccolma, in Svezia. La ricerca svedese, pubblicata sulla rivista “Chemical Research in Toxicologyâ€, ha usato la cromatografia liquida e la spettrometria di massa tandem per studiare la cannabis. I test hanno messo in luce che la cannabis, fumata insieme al tabacco, potrebbe arrivare a modificare la struttura del Dna.

Inoltre, come riportato da altri studiosi impegnati in questo complicato campo di ricerca, il cervello dei fumatori di droghe leggere risulterebbe modificato: sembrerebbe infatti che nell’ippocampo e nell’amigdala dei non fumatori si visualizzi una maggiore quantità di “materia grigiaâ€, rispetto a quanto accade nei fumatori. E questo vale, ovviamente in percentuali diverse, sia nei fumatori di cannabis abituali che in quelli meno assidui.

 A sostenere questo ed altro sono i test depositati negli Archivi di Psichiatria Generale dell’American Medical Association. Come riportato da “Tanta Salute†(
www.tantasalute.it), "se l’amigdala e’ ridotta ci saranno problemi relativamente alla capacita’ di controllare la paura e l’aggressività, mentre se l’ippocampo e’ troppo piccolo a farsi sentire saranno i problemi della memoria; cinque sigarette, fumate per una media di 20 anni, ogni giorno, fanno del cervello un 'budino molle'.

Nel test base (condotto dell’American Medical Association) per verificare le capacità mnemoniche e di associazione di parole di un fumatore di cannabis, i risultati del fumatore sono curiosi: i punteggi dei fumatori sono molto inferiori ai punteggi dei non fumatori, anche con sole 15 parole; chi fuma erba, inoltre, e’ soggetto a crisi psicotiche, da segno di disordini mentali, e di instabilità mentale, anche se non sono così determinanti da poter essere inseriti in un quadro di patologia chiaro".

Stiamo quindi parlando di una situazione davvero drammatica, che coinvolge diverse aspetti della salute umana, chiaramente più preoccupanti nel caso in cui a consumare marijuana siano ragazzi in età scolare, adolescenti e giovani. La cannabis, assunta per brevi o medio-lunghi periodi, non solo aumenta, mescolata al tabacco, le percentuali di rischio relative ai tumori ma causa gravi danni  a livello del Dna e nel cervello.

A differenza di quanto si credeva inizialmente, continua “Tanta Saluteâ€, "la cannabis non ha affatto effetti solo temporanei sul cervello, ma potenzialmente lo modifica in maniera permanente, specie in fatto di sintomi psichiatrici e di comportamento: l’uso forte di droghe leggere causa dei danni permanenti, che durano anche dopo la disintossicazione".

 

Lucia D’Addezio

Il cancro al seno urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-07-03 03:57:16 Leggi lo speciale Mammografia

Purtroppo è il problema più pericoloso che avvicina tutte le donne. Sarebbe importante assumere carote nel periodo che precede e porta alla menopausa, in questo modo il rischio di ammalarsi di cancro al seno diventa minore. Le donne, secondo una ricerca, in età precedente alla menopausa mangiando ogni giorno verdure ricche di carotenoidi abbassavano il rischio di sviluppare questa forma di tumore. La ricercatrice suggerisce inoltre il fatto che il cancro al seno può venire anche in base agli ormoni della donna. Il rischio dipende in parte anche dall’alimentazione e su questo fattore si può agire. Il suo gruppo di ricerca ha esaminato il rapporto tra assunzione di frutta e verdura ricca di carotenoidi e rischio di cancro al seno in 5.707 donne con cancro al seno invasivo e 6.389 donne sane. E’ così emerso che alti livelli di vitamina A, beta carotene e alfa carotene nella dieta riducevano il rischio di cancro; mangiare almeno due porzioni di verdure al giorno nelle donne ha ridotto il rischio del 17%.
Curiamo il tumore con un farmaco urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-06-26 04:22:42 In Inghilterra è stato sperimentato un nuovo farmaco che sarebbe in grado di guarire un cancro. Attraverso le prime dimostrazioni, sembrerebbe che questo nuovo farmaco sia molto promettente; si tratta dell’olaparib, che è stato somministrato a 19 pazienti affetti da tumore del seno, delle ovaie o della prostata di tipo ereditario. In almeno 12 di questi pazienti (nessuno aveva risposto ad altre terapie) il tumore si è ridotto o stabilizzato. L’olaparib è particolarmente interessante perché colpisce le cellule malate, lasciando intatte quelle sane. I ricercatori hanno osservato che i pazienti hanno subito pochi effetti collaterali e hanno trovato la cura meno difficile da tollerare della chemioterapia. “Questo farmaco ha prodotto risultati davvero impressionanti, per la capacita’ di ridurre i tumori dei pazienti”. Adesso l’equipe è pronta per testare il farmaco su altri tipi di tumore. Tumore al seno: pericolo antidepressivi urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-06-24 03:18:42 Leggi lo speciale Mammografia

Si può sopravvivere al tumore al seno, ormai non è più un miraggio; la diagnosi e la ricerca hanno fatto molto e, ad oggi, anche davanti ad una sentenza del genere si sa che non significa necessariamente morte. Quando una donna si ammala di tumore al seno deve fare i conti con la malattia, lottare per guarire e quindi deve essere sottoposta alla menopausa indotta e poi alla terapia ormonale. Come si può immaginare tutto questo è molto stressante ed è per questo che si ricorre spesso al supporto farmacologico per curare o prevenire la depressione. Proprio in merito a ciò, sono stati condivisi i dati di una ricerca in cui è stata monitorata la ricaduta della malattia e la somministrazione di farmaci antidepressivi che agiscono sui meccanismi di attivazione della serotonina (non si ha la protezione per l’eventuale ricomparsa del tumore). Per questo motivo non è il caso di demonizzare gli antidepressivi, anche perché la depressione è un male subdolo, non meno pericoloso del tumore stesso. “Questi dati sono importanti perché parliamo di terapie diffuse e di malattie diffuse. Se ben utilizzate, le cure possono aiutare molto le pazienti. In Italia ci sono 500mila donne che hanno avuto una diagnosi di tumore della mammella. Hanno attraversato momenti difficili e possono avere segni di depressione, che va curata a dovere.”