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     2003-12-13T18:30:02Z
       Allergia al nichel: cosa fare e come intervenire
       
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       2010-06-24 06:15:34
	   

Il nichel è il metallo più diffuso in natura, presente anche nei cibi ed è responsabile di vari tipi di allergie: vediamo quali sono e come curarle

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Il nichel è presente ovunque in natura e anche nei cibi. Si deposita nell’acqua e nel terreno attraverso la pioggia ed infatti si tratta di un metallo contenuto soprattutto nei cibi vegetali ( che sono coltivati in terra) e può provocare diversi tipi di allergie. Vediamo in quali alimenti è contenuto e che allergie può causare. Il nichel è contenuto in soprattutto in: uova, frutta secca a guscio, cioccolato, pomodoro in scatola, legumi. In una percentuale alta è contenuto anche in pomodori, spinaci, carciofi, prugne, patate, asparagi, fagioli. In una percentuale media il nichel si trova in zucchine, pere e broccoli e in percentuali minime in tè, funghi e lattuga.

 

Le reazioni allergiche che può provocare sono la dermatite da contatto e la Sindrome sistemica da allergia al nichel (Snas). La prima colpisce il 10% della popolazione adulta e soprattutto femminile ed è provocata dal contatto con il metallo (cinture, collanine, orecchini, bottoni). Si manifesta con pruriti, bruciori, eczema e con un’infiammazione simile all’orticaria. Si può scoprire anche in seguito a contatti con protesi dentarie o ortopediche e strumenti contraccettivi.

 

La Snas, invece, è provocata dall’ ingestione di cibi a base di nichel e può provocare reazioni come rinite, asma, problemi di digestione, nausea, coliche addominali, ma anche razioni a livello cutaneo, come quelle tipiche della dermatite da contatto. L’allergia al nichel si scopre facendo il Patch test, un cerotto applicato sulla schiena dall’allergologo che rileverà l’eventuale presenza di nichel nelle varie percentuali (bassa, media, alta). Per curarla, se l’allergia è molto seria, esiste una cura iposensibilizzante, una specie di vaccino che abbassa il livello di sensibilità al nichel.

 

Oltre a questo, l’unica soluzione per non avere i disturbi tipici dell’allergia è quello di evitare il contatto con i cibi e con i prodotti che provocano le reazioni allergiche. Cosa fare? In caso di allergia da contatto, non indossare gioielli di bigiotteria e controllare la presenza di nichel nei cosmetici. Per l’allergia a livello alimentare bisogna capire quali sono i cibi scatenanti ed agire di conseguenza, eliminando l’alimento o ricorrendo al vaccino. Infine, una speranza è costituita dalla coltivazione di vegetali in terreni biologicamente impoveriti di nichel, un esperimento promosso dal centro Imid ( che si occupa delle malattie immunitarie ) dell’Ospedale San Pio di Petralcina assieme ad altri centri di ricerca e all’università del Salento.

Andromeda Aliperta

 

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Vuoi saperne di più sulle allergie? Leggi Sos allergie! - Affrontare al meglio la Rinite Allergica

 

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Rinite allergica urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-24 03:23:15

O raffreddore da fieno è per definizione un'infiammazione della mucosa nasale causata da qualche sostanza allergenica, in particolare i pollini, ma non solo. Essa colpisce adulti e bambini e sembra che a livello mondiale ne soffra ben il 10% della popolazione

 

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Pollini per ogni stagione

 

 

Ogni stagione è caratterizzata dalla pollinosi, certo è più nota quella primaverile perché in questo periodo fioriscono molte più piante rispetto all'estate o all'autunno e quindi è più facile essere colpiti da rinite proprio in questo periodo dell'anno. I pollini primaverili derivano da: quercia, betulla, ulivo, pioppo, acero, ontano fra i più diffusi; i pollini estivi derivano invece da: i fiori degli alberi da frutto, alcune erbe selvatiche, gramigna, codolina, capriola ecc.; i pollini autunnali infine derivano principalmente dall'ambrosia o erbe selvatiche simili.

 

Ma quali sono i sintomi della rinite allergica?

 

Sicuramente uno dei primi segnali è la congiuntivite che si manifesta con arrossamento e prurito oculare; è importante sapere che i primi segnali possono verificarsi anche un anno prima dell'insorgenza della rinite vera e propria. Il fastidio agli occhi si può evidenziare anche come forte lacrimazione, bruciore ed intolleranza della luce diretta. I pollini venendo a contatto con la mucosa di un soggetto allergico procurano una irritazione locale che si evidenzia poi anche con altri sintomi quali, gli starnuti, raggruppati e consecutivi, accompagnati da prurito al naso ed in gola, muco liquido e trasparente anche molto abbondante, difficoltà a respirare con il naso specialmente di notte, tosse anche questa soprattutto notturna e a volte il mal di testa.

 

Affinché si possa parlare di reazione allergica, oltre ai sintomi appena descritti gli episodi devono essere almeno cinque all'anno in assenza di infezioni alle vie aeree e devono comparire in una particolare stagione o stagioni. Anche i bambini ne possono essere colpiti; un'evidenza certa di rinite però si può avere solamente sopra i sei anni di età, anche se già dai due anni si possono manifestare i primi deboli segnali.

 

Ci sono dei rischi?

 

Per quanto riguarda la fascia adulta della popolazione le possibili complicanze della rinite allergica possono essere la sinusite cronica, la poliposi nasale che procura difficoltà respiratorie anche notevoli nei casi più gravi e non ultima l' otite, assai più frequente nei bambini. Nei bambini tuttavia il rischio più temuto è l'insorgenza dell' asma bronchiale; non solo un bambino soggetto a rinite allergica si ammalerà più facilmente di asma ma anche viceversa, cioè un bambino asmatico sarà più probabilmente colpito dal raffreddore da fieno rispetto ad un bambino che non ha questa patologia. Nei bambini allergici, inoltre, sono più frequenti i casi di otite in quanto la tuba di Eustachio è più corta rispetto all'adulto e quindi il passaggio di germi dalla gola all'orecchio è sicuramente più facile.

 

Cosa si può fare?

 

Certo è che se non si fa nulla per contrastare l'infiammazione della mucosa, a lungo andare essa diverrà sempre più sensibilizzata e pertanto si irriterà non solo per i pollini ma anche a causa di altre sostanze come le erbe oppure anche a causa di altri stimoli come il freddo, la polvere, batteri, virus ecc.). Di fatto ciò comporta passare dall'avere un raffreddore stagionale all'avere un raffreddore cronico e permanente. E' consigliabile quindi per i soggetti che manifestano questi primi sintomi un controllo sulle sostanze potenzialmente allergiche in modo che i test possano evidenziare le specie allergizzanti. In questo modo si potrà iniziare una terapia di vaccinazione sotto il controllo dello specialista che tenderà a desensibilizzare il soggetto rispetto all'azione degli allergeni. Per arginare i sintomi spesso difficili da gestire si fa ricorso ai cortisonici e al sodiocromoglicato, sostanza che va assunta prima dell'inizio della stagione in cui ci diffondono i pollini scatenanti.

 

Oltre ai cortisonici, si utilizzano prodotti antistaminici orali e vasocostrittori nasali che contrastano la formazione di muco ed aprono le vie respiratorie. Tutti questi farmaci tuttavia hanno degli effetti collaterali abbastanza evidenti, come la sonnolenza e l'inedia provocata dagli antistaminici e la dipendenza innescata dai prodotti nasali senza contare il fatto che questa dipendenza è repentina e scatena un circolo vizioso di desensibilizzazione: se l'uso è frequente nel medio periodo il prodotto potrebbe non essere più efficace richiamando così la necessità di una dose più forte e così via.

 

Oltre ai farmaci esistono dei prodotti fitoterapici che sono in grado di alleviare, senza effetti collaterali, alcuni sintomi della rinite allergica.

 

Dott.ssa Romina Marroni

 

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Allergia al veleno di imenotteri: la migliore medicina è la prevenzione urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-21 05:48:08

Gli imenotteri sono insetti molto diffusi, se ne conoscono oltre 100.000 specie, ma solo quelli appartenenti alla famiglia delle vespe e delle api possono causare reazioni allergiche, anche molto gravi

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Le reazioni allergiche che seguono alla puntura di un imenottero possono essere di varia entità, dal semplice gonfiore localizzato nella sede in cui si è stati punti, fino allo shock anafilattico. Purtroppo non è facile stabilire in anticipo se chi è allergico al veleno di questi insetti andrà incontro a una reazione lieve oppure grave. I test allergologici servono soltanto a capire se un soggetto è allergico o meno, ma non possono prevedere il tipo di reazione che si scatenerà.

 

È utile, invece, conoscere la gravità di eventuali reazioni avute in passato: se sono state lievi è più probabile che in caso di nuova puntura saranno di lieve entità, se, viceversa, si sono già avute reazioni gravi è probabile che, in caso di nuova puntura, la risposta allergica sarà severa. La migliore medicina resta dunque la prevenzione. In pratica, quindi, anche se potrà sembrare banale, bisogna prima di tutto evitare di essere punti.

 

Ecco allora alcune precauzioni che si possono prendere per proteggersi in questo senso:

 

- non avvicinarsi ai frutti maturi e ai fiori;

- non camminare a piedi nudi nei prati;

- se si mangia all’aperto, non lasciare avanzi di cibo;

- non bere da una lattina aperta in precedenza (potrebbe esserci entrata un’ape o una vespa);

- in presenza di api o vespe, evitare i movimenti bruschi;

- quando si lavora in giardino, indossare guanti, pantaloni lunghi, maglie o camicie a maniche lunghe e cappello. Evitare i colori sgargianti o quelli troppo scuri (blu e nero), preferire invece il bianco;

- quando si va in moto, indossare sempre, oltre al casco, anche guanti e occhiali;

- tenere sempre pulite e ben chiuse le pattumiere;

- mettere le zanzariere alle finestre;

- non spostare ceppi o tronchi caduti perché potrebbero esserci nidi di vespe;

- porre particolare attenzione durante l’attività sportiva all’aria aperta perché il sudore attrae gli insetti;

- non utilizzare prodotti per i capelli, creme o altri cosmetici eccessivamente profumati.

 

 

Margherita Russo

 

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Vuoi saperne di più sulle allergie? - La celiachia non è più un problema - Fit: il test per le intolleranze alimentari

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Tutti i test da fare per le allergie alimentari urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-31 03:32:34

Chi soffre di intolleranze alimentari, spesso non lo sa. Per scoprirle oggi ci sono test specifici non convenzionali, ma molto efficaci per individuarle

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Non sempre si riesce a capire se soffriamo di intolleranze alimentari. Può capitare di avvertire diversi disturbi legati all’ alimentazione che in genere non si collegano a vere e proprie intolleranze. Eppure, per scoprirle, non ci vuole molto. Basta fare uno dei tre test non convenzionali ma estremamente efficaci per individuare eventuali intolleranze alimentari e di conseguenza, modificare la propria alimentazione. Ecco quali sono:

 

Alcat test: si effettua con un prelievo di sangue, mettendolo in contatto con vari tipi di alimenti. Quando la struttura dei globuli bianchi ( la difesa naturale dell’organismo ) subisce delle variazioni, vuol dire che c’è un’intolleranza.

 

Dria test: si collega una parte del corpo del paziente, in genere una gamba, ad un computer. Questo serve per misurare l’eventuale diminuzione di forza del muscolo rivelatore, il quadricipite. Il paziente deve esercitare una forza pari al 50% delle sue capacità e in seguito alla consumazione di un determinato elemento, deve ripetere l’operazione. Se si supera il 10% della forza in caduta, questo indica un’intolleranza.

 

Eav: questo test si basa sull’elettroagopuntura di Voll. Si usa un computer con due elettrodi. Al paziente si fa impugnare l’elettrodo neutro, un cilindro d’ottone che invia impulsi energetici che il corto non riesce a percepire. L’altro elettrodo, quello attivo, è posizionato dall’operatore sui punti di agopuntura ; per misurare la reazione dell’organismo nei confronti di una determinata sostanza alimentare si legge sull’apparecchio una scala numerica da 0 a 100. Sotto 50, indica che siamo di fronte ad un’intolleranza.

 

Andromeda Aliperta

 

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Allergia al pelo del cane: cure e rimedi urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-26 04:08:24

Chi soffre di allergia al pelo del cane, ma per vari motivi non vuole separarsi dall’animale, può aiutarsi con alcuni rimedi efficaci che riducono i disturbi dell’allergia, asma compreso

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Quando si soffre di allergia al pelo del cane la cosa migliore sarebbe allontanare l’animale. Spesso questo però, risulta doloroso e difficile, magari per il rapporto che l’animale ha instaurato in famiglia e soprattutto con i bambini. In questi casi, ridurre i fastidiosi disturbi provocati dall’allergia, tra cui l’asma, si può, seguendo alcune indicazioni di massima. Prima però, bisogna tenere presente che l’allergene del cane si trova nelle ghiandole sebacee del pelo, nell’urina e nella saliva dell’animale e può rimanere sospeso in aria in piccole particelle anche per giorni. Inoltre, aderisce agli indumenti e può essere veicolato da un posto all’altro. In questi casi si deve:

 

1. Lavare almeno due volte alla settimana il cane;

 

2. Spazzolarlo più volte al giorno e usare ogni settimana sostanze che eliminano forfora e altri elementi allergenici.

 

3. Si deve passare su tutto il pelo dell’animale la spugna umida e imbevuta del prodotto anti allergico, asciugandolo il cane con cura.

 

4. Il cane non deve mai entrare in camera da letto o salire su divani e poltrone; materassi e cuscini vanno coperti con lenzuola a trama fitta.

 

5. Tende e tappeti vanno eliminati; due volte a settimana occorre usare un aspirapolvere ad alta efficienza e filtri per l’aria.

 

6. Il cane non va tenuto in braccio e i propri indumenti vanno lavati spesso.

 

7. La cuccia del cane si deve collocare in un ambiente facilmente lavabile, come la cucina o il bagno.

 

8. Se i sintomi persistono bisogna ricorrere ai farmaci specifici pervenire le allergie.

 

Un ultimo consiglio è quello di provare ad utilizzare il vaccino sublinguale per l’allergia al cane, anche se gli studi in proposito non sono esaustivi.

 

Andromeda Aliperta

 

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Allergie e vaccini, per saperne di più urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-03 03:54:05

Di allergie non si parla mai abbastanza. Ecco cosa bisogna sapere per avere un’informazione corretta sui vaccini, sulle allergie incrociate, sul raffreddore da fieno e molto altro

 

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In questo periodo le allergie sono alle porte, in alcuni casi si sono già presentate puntuali e inarrestabili. Non tutti sanno però che i vaccini per le allergie, per essere veramente efficaci, devono essere ripetuti per almeno 3 o 4 stagioni. I sintomi, in genere, tendono a ridursi con il tempo, soprattutto se questi si ripetono.

 

Un’altra cosa da sapere riguarda le allergie incrociate tra pollini, che sono state sopravvalutate: si è sempre detto che chi soffre di allergie ai pollini deve evitare diversi alimenti come frutta e verdura. In realtà, secondo gli esperti, questi alimenti potrebbero far male solo se si hanno effettivamente dei sintomi mangiandoli. Se si è allergici all’ambrosia, ad esempio, non serve evitare la camomilla se prima di allora la si è bevuta senza alcun problema. In ogni caso, consultare un allergeologo per essere sicuri, non guasta mai. Riguardo ai vaccini, poi, non è vero che chi è allergico a molte piante non si può vaccinare, anche se in questo caso tocca allo specialista valutare la situazione.

 

Riguardo il raffreddore da fieno, va curato e prevenuto se possibile con il vaccino. Infatti, questo tipo di raffreddore può creare seri disturbi, come difficoltà nel riposo, nella concentrazione e nel rendimento scolastico e lavorativo. Inoltre, l’infiammazione costante può dare origine ad  asma e ictus.

 

Un’attenzione particolare va data anche ai prodotti per l’igiene personale, come shampoo, bagnoschiuma e creme, che possono contenere estratti di piante a cui si può essere allergici. Senza allarmarsi o demonizzare questi prodotti, basta usare il buon senso: se li abbiamo sempre usati senza fastidi allora possiamo continuare ad usarli; se avvertiamo dei fastidi usando prodotti nuovi, allora meglio sospendere. Importante è riconoscere il problema attraverso i test, come i prick test e il rast test, per comprendere a quali sostanze si è allergici e curarsi in maniera mirata. I vaccini devono essere prescritti e ordinati dall’ allergeologo, anche se da un po’ di tempo in farmacia è disponibile un vaccino contro le graminacee.

 

Andromeda Aliperta

 

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Vuoi saperne di più sulle allergieAffrontare al meglio la Rinite AllergicaAllergie, sapere tutto o quasi

 

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Allergie, sapere tutto o quasi urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-19 04:00:48

Le allergie si diffondono ogni anno a macchia d’olio nel nostro paese. Anche se il 20% degli italiani sa cosa è un raffreddore allergico, non si conoscono abbastanza tutti i rischi legati alle allergie, le cure e la prevenzione.

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Quando l’allergia colpisce non è certo piacevole. Anche se 2 italiani su 10 sanno cosa sia un raffreddore allergico, non si conoscono bene tutti i rischi che questo può portare, né le cure più efficaci e i metodi di prevenzione.

 

Ci sono alcune cose da sapere riguardo le allergie. Ad esempio, è vero che quest’anno i pollini sono arrivati in ritardo a causa del lungo inverno e delle basse temperature protratte fino a pochi giorni fa. Tutto questo ha ritardato la fioritura delle piante allergizzanti e betulla, ontano, nocciolo e carpino hanno diffuso i loro pollini da marzo. Un rischio delle pollinosi nei bambini è quello di influire in maniera negativa sul rendimento scolastico, ma anche nello sport. I bambini che soffrono di allergie da polline, inoltre, hanno difficoltà a dormire e perdono il doppio dei giorni di scuola rispetto ai bambini non allergici. Le allergie vanno curate, quindi, anche quando si presentano sintomi come occhi gonfi e raffreddore. Un’altra cosa importante da rilevare è che i pollini nell’aria, ultimamente, sono aumentati, a causa del surriscaldamento climatico e all’aumento dell’anidride carbonica, condizioni che hanno favorito la crescita delle piante, con conseguente produzione di polline. Bisogna sapere, poi, che alcune piante contengono un numero maggiore di allergeni, come il cipresso, le graminacee e l’ambrosia. Le allergie respiratorie non sono soltanto un fenomeno primaverile, ma vanno da febbraio fino ad ottobre.

Infatti, se da febbraio i pollini che danno fastidio sono quelli di betulla, nocciolo, ontano, carpino e cipresso, da aprile-maggio le graminacee diffondono i loro pollini fino a giugno, mentre la paritaria li diffonde fino a settembre e l’ambrosia arriva ad ottobre.

Le buone notizie riguardano il fatto che i bambini possono usare sia farmaci che vaccini, come spray nasali al cortisone, antistaminici e cortisonici e nei più piccoli si possono far eseguire vaccini sotto indicazione del medico allergologo. Anche in gravidanza ci si può curare con gli antistaminici che possono alleviare i sintomi del classico raffreddore da fieno. Si tratta di farmaci leggeri, che agiscono a livello locale, senza essere assorbiti dall’organismo. I vaccini efficaci contro i pollini sono costituiti da compresse o gocce da mettere sotto la lingua, consistono in dosi di allergene, da prendere due o tre mesi prima della stagione delle allergie e funzionano nell’80% dei casi.

 

Andromeda Aliperta

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Vuoi saperne di più sulle allergieAffrontare al meglio la Rinite Allergica - Allergie Alimentari Infantili e Benessere Psicologico

 

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Affrontare al meglio la Rinite Allergica urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-12 03:47:47

Con l’arrivo della primavera tornano i sintomi della rinite allergica stagionale: gli occhi arrossati che lacrimano, la gola che pizzica, il naso che gocciola e si chiude. Nei casi più seri si possono verificare anche episodi d’asma. Per difendersi è possibile ricorrere a rimedi naturali e farmacologici

 

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Le riniti allergiche vengono classificate in due categorie: “intermittenti” e “persistenti”. Sono intermittenti quando si manifestano soltanto in alcuni periodi dell’anno e dipendono soprattutto dai pollini; si dicono, invece, persistenti quando sono legate a sostanze allergeniche presenti tutto l’anno, per esempio gli acari e le muffe. Chi è allergico ai pollini può difendersi meglio seguendo alcune regole generali, che hanno come scopo principale quello di tenersi il più lontano possibile dalle cause che scatenano il disturbo:

 

1. non trascorrere troppo tempo all’aperto durante il periodo delle fioriture, soprattutto quando c’è vento o l’aria è particolarmente secca;

 

2. tenere ben chiuse le finestre al tramonto, che è il momento di più alta concentrazione di pollini nell’aria;

 

3. controllare il calendario pollinico se si sta programmando un viaggio o anche una gita.

 

I calendari pollinici sono bollettini sulla concentrazione dei pollini a livello regionale e si possono consultare sul sito dell’Associazione italiana di aerobiologia (http://www.ilpolline.it/bollettino-pollinico).

 

Esistono poi i rimedi farmacologici.

 

Antistaminici: sono i farmaci più utilizzati per alleviare i sintomi della rinite allergica. Generalmente si prendono per bocca, sotto forma di compresse, sciroppi o gocce. Esistono però anche antistaminici a uso locale (spray nasale e collirio). Solitamente sono ben tollerati; l’effetto collaterale più comune è la sonnolenza. Gli antistaminici di seconda generazione (cioè quelli più nuovi), comunque, hanno un effetto sedativo molto inferiore rispetto a quelli di prima generazione. Quasi tutti gli antistaminici sono venduti solo su prescrizione medica; ne esistono comunque alcuni tipi da banco. In ogni caso è bene non prendere iniziative personali e rivolgersi al proprio medico curante prima di assumere qualsiasi antistaminico.

 

Cortisonici: hanno effetto antinfiammatorio e sono molto efficaci soprattutto contro il naso chiuso. In genere, per le riniti, vengono usati sotto forma di spray nasale. Quando è presente anche asma si ricorre alle fiale per aerosol. Questi farmaci non vanno usati per lunghi periodi di tempo e comunque dovrà essere sempre un medico a decidere la durata della terapia.

 

Medicina alternativa: esistono poi rimedi omeopatici o fitoterapici che aiutano a tenere sotto controllo i sintomi della rinite allergica. In generale questi prodotti andrebbero assunti per periodi prolungati e con costanza, giocando d’anticipo, cioè cominciando la terapia qualche tempo prima dell’inizio della stagione dei pollini. Tra i rimedi omeopatici si utilizzano, in base ai sintomi specifici che si vogliono combattere: euphrasia 7CH, allium cepa 7 CH, naphtalinum 7CH, arsenicum album 7CH, nux vomica 7CH, sabadilla 5CH. Esiste poi il pollensì, una composizione mista, specifica per il trattamento del raffreddore causato da allergia ai pollini, che generalmente si usa in associazione ad altri rimedi omeopatici o fitoterapici. Tra i rimedi fitoterapici è utilizzato il ribes nigrum, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e alla sua funzione di stimolatore delle difese immunitarie.

 

Margherita Russo

 

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Vuoi saperne di più sulle allergieAllergie: combatterle con le Terme - Sos allergie!

 

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Allergie Alimentari Infantili e Benessere Psicologico urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-01 03:34:58

Negli ultimi anni i casi di allergia alimentare sono cresciuti in maniera esponenziale soprattutto nei primi anni di vita colpendo circa il 6% dei bambini con età inferiore ai 3 anni. Purtroppo le allergie alimentari, considerando sempre livelli differenti di gravità, possono avere forti ripercussioni sullo sviluppo socio-emotivo e sul benessere del bambino allergico

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Non esiste una terapia per curare le allergie alimentari, l’unica terapia possibile è una ferrea dieta di eliminazione vissuta come una forte limitazione nella crescita: i bambini allergici, infatti, non mangiano in mensa con i loro compagni di classe, partecipano poco, se non per niente, a gite scolastiche, feste di compleanno, pranzi e cene fuori. I primi sentimenti che i bambini allergici si trovano a dover gestire, quindi, sono quello di frustrazione causato dall’impossibilità di poter mangiare liberamente ciò che si vuole o ciò di cui si ha voglia (con forti ripercussione sull’autostima) e quello di diversità dovuto all’impossibilità di condividere liberamente con i loro amici e con i loro compagni di scuola tutte le attività incentrate sull’alimentazione.

 

Così accade che una patologia pediatrica molto diffusa e non grave (se non in alcuni casi) come l’allergia alimentare possa avere conseguenze sul benessere del bambino in termini di ansia, di frustrazione, di timore per il cibo e di isolamento. In questi termini i genitori hanno un ruolo fondamentale: quello di far crescere il bambino nella normalità senza limitarlo troppo nelle sue attività. Da molte ricerche purtroppo emerge il contrario: i genitori, non riuscendo a controllare le proprie preoccupazioni, diventano iperprotettivi e ipercontrollanti nei confronti dei figli allergici.

 

I bambini e gli adolescenti allergici già si sentono diversi dai loro compagni: basti pensare alle feste di compleanno dove non possono mangiare liberamente o ai centri di aggregazione sociale come i ristoranti o i fast food. Quindi è doveroso non imporre loro altre limitazioni di tipo sociale. È giusto che vadano in mensa con il loro compagni, che vadano alle feste, che vengano lasciati alle cure di terze persone, che vadano alle gite scolastiche…tutto questo sembra scontato, ma purtroppo nella maggior parte dei casi non accade!

 

Dott.ssa Giorgia Penserini

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Allergia o influenza: come distinguere i sintomi che si manifestano con l'arrivo della primavera urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-22 06:34:26

Molti saranno stati interessati da questi fastidi nell'ultima settimana ma pochi sanno che quei sintomi, così simili a quelli causati da allergie e pollinosi, sono invece conseguenza dell'attacco di virus parainfluenzali. Il periodo di passaggio tra l'inverno e la primavera è infatti un momento delicato per le nostre vie respiratorie. Vediamo perché e come distinguere le due patologie

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Si chiamano "coronavirus" e "enterovirus" i nemici del nostro corpo nella fase di passaggio tra la stagione fredda e la primavera. Si tratta di virus cosiddetti parainfluenzali che generano nell'organismo umano reazioni simili a quelle di una comune influenza ma confondibili con allergie e pollinosi. Tra starnuti, tosse, mal di gola, spossatezza, il copro umano reagisce ai virus in attesa del caldo e del sole della bella stagione. Alessandro Buonomo, del servizio di allergologia del "Policlinico Gemelli" di Roma, ha spiegato a Repubblica che per coloro che hanno già avuto allergie e pollinosi non è difficile distinguere i sintomi di questa influenza di fine inverno. Per i nuovi allergici, invece, le cose diventano più complicate ed il rischio è quello di sottoporsi a cure inutili ed errate.

 

Prurito al naso, lacrimazione, starnuti in sequenza, sono i classici sintomi dell'allergia al polline. Ciò che la differenzia dall' influenza di fine inverno è la durata dei problemi: mentre le allergie durano per tutta la fioritura della pianta incriminata (che varia a seconda dei casi), l'influenza va via in una settimana. All'influenza sono inoltre attribuiti altri tipi di sintomi come: dolori articolari, mal di testa, muscoli sofferenti e disturbi gastrointestinali. L'esperto ricorda di non cedere alla tentazione di sottoporsi a cure "fai da te" ma, per entrambi i disturbi, raccomanda di rivolgersi ad un medico in modo da concordare rimedi efficaci e non controproducenti. Inoltre Buonomo precisa che ormai è troppo tardi per ricorrere al vaccino.

 

Lucia D'Addezio

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Allergie: combatterle con le terme urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-11 03:12:41

Le terme sono una fonte di benessere e di salute eccezionale: aiutano nella prevenzione delle allergie, nei problemi circolatori, reumatici, dell’apparato respiratorio e molto altro

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L’Italia è un paese ricco di stabilimenti termali, per la natura vulcanica del sottosuolo che garantisce vere e proprie oasi termali dove curare i malanni tipici dell’inverno (bronchiti, asma, sinusite, raffreddori, rinite, artrosi, reumatismi ) e quelli primaverili, come le allergie. Di allergie soffrono in Italia circa 10 milioni di persone ( fonte: Federasma Onlus ) e in età pediatrica un bambino su tre ne è coinvolto. In primavera e in autunno si registra il boom di disturbi dovuti alle allergie, causati non solo dalla presenza dei pollini nell’aria, ma all’uso di diserbanti e di fertilizzanti. Le allergie sono un fenomeno contemporaneo, dovuto all’abbassamento delle difese naturali dell’organismo che si trova a vivere in un ambiente naturale pieno di agenti inquinanti e spesso asettico. Così accade che gli allergeni normalmente innocui presenti nell’organismo, in alcuni casi, quando non c’è un’adeguata risposta del sistema immunitario, scatenano le reagine o Immunoglobine che si localizzano nel naso, nei bronchi, sulla pelle e nell’intestino. Se un allergene entra in contatto con le reagine queste stimolano delle sostante infiammatorie da parte dei globuli bianchi che determinano presenza di spasmi, aumento delle secrezioni della mucosa nasale e dell’apparato respiratorio. Le terme sono un buon modo per prevenire questi disturbi allergici, perché grazie alle acque sulfuree riducono la frequenza e la gravità dei sintomi umidificando e fluidificando le vie respiratorie e aumentando le difese immunologiche.

 

Mantenere pulito e sano l’apparato respiratorio, quasi sempre coinvolto nelle allergie primaverili che portano riniti e asma, le più diffuse, è un buon metodo per prevenirle. Infatti, è importante che le cure siano fatte a scopo preventivo, ad esempio nel mese di marzo, che è l’anticamera della primavera con tutti i suoi annessi e connessi. Prima di sottoporsi ad una cura termale è bene però fare un test allergologico per stabilire quale tipo di allergia abbiamo e quindi quale cura effettuare. Inoltre, è bene sapere che molte strutture termali in Italia sono convenzionate con le Asl, cui hanno diritto tutti i lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’Inps. Per accedere alle cure servono cinque anni di assicurazione presso l’Inps e tre anni di contribuzione nei cinque anni precedenti alla domanda. Le cure possono essere praticate per forme bronco-catarrali e reumo-artro paiche e possono usufruirne i bambini sotto i 6 anni o gli anziani di età superiore ai 65 rientranti in determinate fasce di reddito. Prima di sottoporsi a cure termali, quindi, è bene informarsi se lo stabilimento è convenzionato o meno, qualora si abbiano i requisiti per sottoporsi alle cure gratuitamente o pagando un piccolo ticket.

 

Andromeda Aliperta

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Allergia al latte vaccino urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-02 08:47:19

L’allergia alle Proteine del Latte Vaccino (APLV) è una patologia che colpisce numerosi bambini in età pediatrica. È, di fatti, una delle allergie più diffuse negli infanti e tende a comparire nel secondo mese di età nei bimbi allattati artificialmente mentre, in quelli allattati al seno, in genere si manifesta durante la fase che culmina con l'abbandono del latte materno o durante lo svezzamento.

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Il recente "V Meeting di Allergologia Pediatrica", al quale hanno partecipato più di 800 pediatri provenienti da 34 Paesi del mondo, ha cercato di tracciare delle vere e proprie linee guida a livello internazionale sulla diagnosi e sulle cure relative a questa diffusissima intolleranza alimentare.

 

Proprio la diagnosi di questa allergia è ancora oggi molto complicata. Si parla di una generale sovrastima del fenomeno a causa della mancanza di procedure ufficiali nella scoperta e nel trattamento della patologia. Non di rado i medici tendono a diagnosticarla senza le dovute analisi, eliminando precocemente e senza ragione il latte vaccino dalla dieta degli infanti.

 

Per questa ragione le nuove linee guida del Dracma, Diagnosis and Rationale for Action Against Cow’s Milk Allergy, sono ritenute di fondamentale importanza per evitare, come purtroppo accade, che i medici arrivino a diagnosticare l’allergia alle Proteine del Latte Vaccino senza effettuare gli esami necessari, come il "test di carico", l'unico in grado di evidenziare la presenza o meno dell'allergia.

 

Lucia D'Addezio

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Orticaria da freddo urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-02-25 04:51:49

L’ orticaria è un disturbo della pelle in aumento in Italia, soprattutto nel periodo invernale a causa del freddo. Alla base di questo disturbo ci sono anche le allergie ad alimenti come le fragole, il pomodoro o farmaci come l’aspirina

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L’orticaria è sempre più diffusa nel nostro paese, al punto che, soprattutto in inverno, un italiano su cinque ne subisce gli effetti. Si tratta di un disturbo della pelle che può avere molteplici origini, una ad esempio è quella delle allergie, causate da un’iperattività del sistema di difesa naturale che tende a percepire come nocive sostanze generalmente innocue contenute in alcuni cibi e farmaci. La reazione dell’organismo a queste sostanze, spesso contenute in pomodori, fragole o farmaci come l’ aspirina, fa si che i mastociti, cellule contenenti istamina ed eparina e causa di queste allergie, liberino l’istamina che infiamma e dilata i vasi sanguigni. Ecco perché il volto si gonfia e il corpo è invaso da prurito insopportabile. Le donne sono colpite dall’orticaria più degli uomini e dura circa sei settimane, a meno che non diventi cronica con una durata costante nel tempo. Non è un disturbo grave ma è comunque molto fastidioso e per combatterlo, oltre a praticare un test specifico, che consiste nel provocare la sudorazione che in genere scatena l’orticaria, occorre assumere degli antistaminici selettivi.

 

Prima di tutto, però, bisogna capire se la propria orticaria è causata dal freddo, poiché in inverno, con le basse temperature o con l’esercizio fisico l’orticaria aumenta. Infatti, l’orticaria da freddo o causata dal movimento fisico, chiamata anche colinergica, oppure orticaria fisica, sono causate dagli sbalzi di temperatura caldo freddo, interno-esterno, e, nel caso di orticaria fisica, è dovuta allo sforzo e al sudore che diventa l’agente principale dell’allergene. Quando s’immerge il braccio in acqua fredda e dopo circa tre minuti compaiono rossori, pomfi e pruriti, allora siamo davanti ad una tipica orticaria da freddo. Cosa fare? Innanzitutto evitare gli sbalzi termici, regolare le temperature e proteggersi bene dal freddo. Poi occorre assumere farmaci specifici, sotto consiglio dello specialista, come gli antistaminici selettivi che agiscono sui ricettori H1 dell’istamina di nuova generazione, bloccando l’allergene sul nascere. Non inducono sonnolenza e sono molto tollerati sia in casi di orticaria da freddo che da sforzo fisico e vanno assunti nel periodo invernale.

Andromeda Aliperta

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Vuoi saperne di più su allergie e intolleranze? Bambini immnuni dalle allergie  - Dermatite da cellulare

 

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Allergie:Bambini immuni se le madri si espongono ai microbi. urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-02-08 05:20:13

Le allergie colpiscono un numero sempre crescente di bambini ed il fenomeno non sembra arrestarsi. Adesso una ricerca dimostra che i bambini sarebbero più sani ed immuni dalle allergie se le madri si esponessero ai microbi che le causano.

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La ricerca che è giunta a queste conclusioni è stata condotta da un team di ricercatori della Phillips-University di Marburg, coordinati dal Dottor Harald Renz. I risultati sono stati già pubblicati sul “Journal of Experimental Medicine” e consigliano alle madri di esporsi, durante la gravidanza, ai microbi in modo da diminuire naturalmente le possibilità per i nascituri di sviluppare, in futuro, allergie.

La metodologia dei ricercatori è stata la seguente: una volta selezionato un campione di femmine di topo incinte, sono stati fatti inalare alle suddette cavie dei microbi ambientali. Sorprendentemente, nelle topoline incinte è stata registrata una crescita dell’espressione dei recettori "Toll-like" (TLR) ed una produzione di specifiche molecole immunitarie, le “citochine”. Newsfood precisa che “i TLR materni sono essenziali per la trasmissione delle immunità alla prole, anche se il modo in cui si traducano in segnali di resistenza alle allergie non è ancora noto.

Inoltre, va approfondito anche se si traducano in segnali di resistenza alle allergie non è ancora noto”. Il team di ricercatori si è comunque detto convinto che le elevate percentuali di incidenza delle allergie al giorno d’oggi siano dovute ad un eccesso di igiene che impedisce ai bambini di sviluppare le immunità necessarie a combattere la nascita delle allergie.

Lucia D’Addezio

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Vuoi saperne di più su allergie e bambini? Il latte artificiale - Allarme obesità per i bambini

 

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Dermatite da cellulare urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-07-29 10:05:19 I segni sono quelli di una dermatite da contatto classica: vescicole, arrossamento, prurito, localizzati sull’orecchio e intorno all’orecchio stesso. A causarla è il nichel o anche il cromo presenti nelle parti metalliche del telefono cellulare a contatto con la pelle della zona interessata. A soffrirne sono oltre 10 mila italiani.

Bisogna intervenire con i farmaci ad hoc per le allergie cutanee sotto forma di creme a base di antistaminici e cortisonici. Ma è ovvio che il primo intervento per ridurre il rischio è limitarsi nell’utilizzo del cellulare oppure utilizzare gli auricolari.
Sos allergie! urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-07-28 07:00:21 Starnuti a raffica, prurito al naso, mancanza di fiato. Un italiano su cinque è tormentato dai pollini che combinati con l'inquinamento sono sempre più aggressivi. I farmaci non mancano ma per chi non li tollera l'omeopatia è un ottima soluzione.

La rinite allergica: starnuti infiniti. La caratteristica principale della rinite allergica è che i sintomi durano molto a lungo, anche mesi, a seconda dei pollini che le provocano. E sono tipici, oltre che molto fastidiosi, gli starnuti a raffica ed il fastidioso prurito che inizia nel naso e procede verso il palato fino ad arrivare alla gola ed alle orecchie. Anche gli occhi ne risentono: sono rossi e lacrimano.

La prevenzione va iniziata idealmente due mesi prima del momento in cui si prevede che compaiano i sintomi. I medicinali omeopatici consigliati sono quelli che contengono un mix di pollini omeopatizzati (Pollens, Pollensì, Omeodrop).

Asma allergica: colpevoli pollini, acari e pelo di animali. E' un allergia molto fastidiosa, ha sintomi che vanno dalla tosse, con sibili e fischi alla mancanza di fiato e al senso di oppressione al torace. Si manifesta in genere dopo pochi minuti, che respirando siete venute a contatto con la sostanza allergizzante. Se ne soffrite solo in primavera siete allergiche ai pollini delle piante. Se i sintomi perdurano anche negli altri periodi dell'anno la colpa può essere degli acari della polvere o del pelo degli animali.

Se si è allergiche agli acari bisogna fare molta attenzione a fare le pulizie di casa usando un panno umido in modo da non sollevare la polvere, oppure utilizzare dei panni a carica elettrostatica.
E lavate spesso braccia e mani mentre si spolvera.

Per la cura sono validi gli stessi rimedi omeopatici per la prevenzione della rinite, più l'oligoelemento manganese, una fiala a giorni alterni.
Allergia da cellulare, colpa del nichel urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-07-03 04:04:07 Attenzione italiani, almeno 10mila persone della nostra popolazione soffre di dermatite da telefono cellulare; a dirlo è la Società Italiana di Dermatologia medica. "Sono sempre più numerosi i casi di pazienti che arrivano dal dermatologo con una dermatite localizzata intorno all'orecchio e sull'orecchio stesso e i segni sono quelli di una dermatite da contatto classica: arrossamento, prurito, vescicole. E la zona, molto circoscritta, aiuta a sospettare subito del cellulare". A provocarla sarebbe il nichel e, senza sottovalutarlo, il cromo, presente nelle parti metalliche dei telefonini che vanno a contatto con la pelle del viso e dell'orecchio. Per arginare il rischio l'unico rimedio, al momento, sembra quello di diminuire l'utilizzo del cellulare; una volta manifestata la dermatite, diventa necessario intervenire con i classici farmaci impiegati in caso di allergie cutanee, ad esempio creme a base di antistaminici o cortisonici. I più colpiti sono i giovani che maneggiano più di frequente i telefonini; casi di allergie si registrano per lo più tra i soggetti allergici a nichel o cromo, materiali che secondo recenti stime, non sono tollerati da circa il 20 per cento della popolazione. “Non è difficile sapere, quando si acquista un telefonino, se contiene nichel o cromo: meglio comunque, soprattutto se già è stata diagnosticata un'allergia da contatto, preferire cellulari che abbiano le parti esterne in plastica. In ogni caso si può fare un piccolo test per la presenza di nichel: in commercio sono disponibili semplici kit che consentono di rilevare la presenza del metallo. E se il telefonino dei desideri è a rischio e proprio non se ne può fare a meno, è meglio rivestirlo con una copertura protettiva in plastica o tessuto".