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     2003-12-13T18:30:02Z
       Depressione e social network
       
       urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a
       2012-01-31 05:53:47
	   
	   
	I Social Network possono creare dipendenza ma anche generare ansia, insoddisfazione di sé e depressione. Uscirne è possibile, ma come?

	 

	Facebook, Twitter e tutti gli altri media sociali da qualche anno a questa parte non fanno che attirare critiche e sospetti, in particolar modo da parte degli esperti del settore medico e psichiatrico. Uno degli ultimi studi in materia, condotto dai ricercatori della Napier University di Edimburgo, ha messo in luce una situazione abbastanza preoccupante.

	 

	Richieste di amicizia, contatti da persone indesiderate, giochi, aggiornamenti di stato, condivisione di video e foto: questo e molto altro genera negli utenti stati di fastidio, ansia, frustrazione e, nei casi peggiori, insoddisfazione di sé e depressione.

	 

	I ricercatori hanno scoperto che un utente di Facebook su 10, tra quelli presi a campione, ammette di soffrire di ansia collegata al Social Network; 3 utenti su dieci, inoltre, dichiarano di sentirsi in colpa per le amicizie rifiutate. Nonostante l’ampliamento della propria rete di amici sia alla base dei Social Network come Facebook, 1 utente su 10 confessa, poi, di essere infastidito dalle nuove richieste di amicizia.

	 

	Un altro aspetto controverso della vita sui Social Network è che, in genere, chi ha una cerchia più ampia di amici o followers è più stressato di coloro che investono meno tempo nel sito. Gli utenti più presenti e più attivi su Facebook e Twitter sono anche quelli che più frequentemente sviluppano frustrazione e depressione. Osservare la vita degli altri porta questi utenti verso una preoccupante insoddisfazione per la propria vita e per le proprie relazioni sociali. 

	 

	Ma come uscire dal tunnel della dipendenza da Facebook?
  Il primo passo è quello di bloccare tutte le applicazione che ci portano a tornare spesso, anche più volte al giorno, sui Social Network, come i giochi. Possiamo, poi, decidere di limitare ad un’oretta il tempo dedicato alla navigazione nei Social Media, evitando di connetterci in ore e tempistiche diverse da quelle prescelte.   Limitare il tempo passato su Facebook e simili ci aiuterà a trovare spazio per altre attività nella vita reale, come sport, incontri sociali, hobby, e così via.   Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla Depressione? Leggi  Paura Ansia e Fobia - Depressione da cibo   Articoli correlati per keyword: Salute - Psicologia
Coliche infantili e lactobacillus reuteri urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2012-01-20 03:22:08 Le coliche infantili sono un disturbo assai frequente nel neonato, si manifestano solitamente dopo la sesta settimana di vita e si risolvono spontaneamente dopo il quarto mese. Solitamente sono più diffuse tra i neonati allattati artificialmente.   Quando arrivano, il neonato, apparentemente in ottime condizioni, inizia a piangere senza motivo; le coliche, di sicuro, oltre ad essere dolorose per gli infanti, sono grande fonte di stress per i genitori.   Quando arrivano il neonato arrossisce sul viso e inizia a tenere i pugni stretti muovendo le gambe come se avesse degli spasmi e piangendo costantemente.   Normalmente le crisi si presentano alla stessa ora del giorno, e sono più frequenti durante il tardo pomeriggio e nelle prime ore della notte.   L’intesità delle coliche è variabile, e le ipotesi sulle cause sono diverse, e, malgrado i numerosi studi, sono ancora da chiarire; presumibilmente non dipendono da un unico fattore ma da diverse cause.   Una di queste è molto probabilmente la disbiosi, il corredo batterico probiotico intestinale non ben strutturato che provoca un rallentamento della funzione motoria con produzione di gas e comparsa del disturbo.   Il lactobacillus reuteri, un fermento lattico probiotico ospite naturale del nostro intestino, se assunto costantemente a dosi di cento milioni di microrganismi al giorno ha dimostrato efficacia in molti casi nel ridurre le crisi di pianto. Questo è il risultato di diverse ricerche mediche tra cui una condotta nel dipartimento di Scienze Pediatriche e dell’Adolescenza dell’Università degli Studi di Torino.   Altri rimedi sono di tipo fisico:
  Innanzitutto cercare di creare calma e calore intorno al bambino, le tensioni dei genitori possono peggiorare la situazione;   massaggiarlo sul pancino facendogli fare un po’ di bicicletta e coccolarlo;   Altri rimedi di tipo medicinale:
  L’assunzione di estratti di finocchio dopo ogni poppata riduce sensibilmente la frequenza e la durata del pianto. Esistono in commercio degli estratti granulari con cui fare delle soluzioni da somministrare al neonato, il problema è che uno studio recente ha valutato che un componente del finocchio, l’estragolo, ha una tossicità troppo elevata per i bambini al di sotto dei 4 anni e per le madri che allattano, quindi anche se in passato è stato utilizzato massivamente, oggi, a meno che il pediatra non dica il contrario, è sconsigliato;   le gocce di simeticone (Mylicon), 20 gocce da 1 a 3 volte al giorno dopo ogni poppata possono in molti casi diminuire l’intensità delle coliche e non presentano particolari effetti collaterali;   gocce di Alginor, la dose è di 4 gocce per kg di peso corporeo 4/5 volte al giorno, in molti casi fa diminuire le coliche agendo sul sistema nervoso centrale e facendo rilassare il bambino, i pediatri di solito lo consigliano solo in casi di una certa gravità;   Coligermina è un prodotto che contiene sia dimeticone che fermenti lattici probiotici;   Colikind è un rimedio omeopatico, si danno al neonato 4 globulini 3 volte al giorno.   Dott. Andrea Ielmini - Farmacista Farmacia Verbano Roma .........................................................................................................................................................................
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Colite ulcerosa: sintomi e cure urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2012-01-18 03:23:17 Leggi lo speciale: Colite Ulcerosa
  Cerchiamo di capire cos’è e come viene curata la Colite ulcerosa grazie al supporto di un esperto in materia, il Dottor Andrea Favara, dell’Azienda Ospedaliera Sant’Anna (CO).   La Colite ulcerosa è una patologia di tipo infiammatorio che colpisce la mucosa del retto e che, nei casi più gravi, può estendersi anche al colon. La malattia colpisce maggiormente i soggetti dai 30 ai 60 anni, ma sono stati registrati anche casi in altre fasce di età (come quella pediatrica). Ne soffrono sia uomini che donne e le cause scatenanti della patologia non sono state ancora del tutto chiarite.   I sintomi iniziali della Colite ulcerosa sono diarrea, sangue nelle feci, dolori addominali, ma anche febbre, tachicardia, calo del peso, anemia e molto altro. Se le terapie mediche per trattare i disturbi collegati alla Colite non hanno effetto, l’unica soluzione è l’intervento chirurgico.   Per cercare di capire qualcosa in più sulla Colite ulcerosa abbiamo intervistato, in esclusiva per BenessereVillage, il Dottor Andrea Favara, Specialista in Chirurgia dell’Apparato Digerente ed Endoscopia Digestiva Chirurgica.   Dottor Favara, i fattori ambientali durante l’infanzia possono influire sull'insorgere della Colite ulcerosa da adulti?
  La Colite ulcerosa ed il Morbo di Crohn sono malattie infiammatorie croniche dalle cause ignote. Diverse ipotesi sono state fatte a riguardo (malattie genetiche, infettive, autoimmuni e di altro tipo) ma non è stata raggiunta una conclusione certa. E’ pertanto teoricamente possibile che l’esposizione a fattori scatenanti ambientali in età infantile possa avere un ruolo, anche se non è provato e non sono stati identificati con certezza questi fattori.   In cosa il morbo di Crohn è diverso dalla Colite ulcerosa?
  Il morbo di Crohn presenta caratteristiche comuni alla Colite ulcerosa ma, per esempio, l’estensione della malattia nel tratto digestivo, il frequente interessamento ileale, le manifestazioni extraintestinali e, soprattutto, l’infiammazione della parete a tutto spessore lo distinguono dalla Colite ulcerosa. Esistono, tuttavia, quadri sfumati nei quali è difficile porre diagnosi differenziale tra le due malattie, che vengono pertanto descritti come “coliti indeterminate”, almeno in attesa di una diagnosi certa.   La laparoscopia è una tecnica standard per le malattie infiammatorie croniche intestinali come la Colite ulcerosa e il morbo di Crohn?
  In presenza di indicazioni chirurgiche, gli interventi possono essere a volte eseguiti per via laparoscopica, anche se non sempre la situazione locale permette di evitare la laparotomia. Le resezioni ileocecocoliche indicate in caso di malattia di Crohn complicata o resistente alla terapia medica sono gli interventi che più frequentemente vengono eseguiti con questa tecnica.   Tutte le complicazioni del morbo di Crohn e della Colite ulcerosa sono gestibili in laparoscopia?
  Assolutamente no. Spesso in presenza di fistole di varia natura o infiammazioni estese, coinvolgenti diversi tratti intestinali, la laparoscopia non può risolvere del tutto il problema e si rende necessario eseguire l’intervento per via tradizionale.   Come descriverebbe la qualità della vita dei pazienti che hanno sofferto di Colite ulcerosa dopo 10 anni dal decorso della malattia?
  La Colite ulcerosa si presenta con uno spettro di sintomi che vanno dalla malattia asintomatica a quadri fulminanti drammatici e a volte mortali. Il decorso è in genere ricorrente e caratterizzato da un’alternanza di fasi di quiescenza e fasi di acuzie. La terapia va pertanto modulata in base al grado di attività della malattia. In alcuni casi è necessario ricorrere alla chirurgia. La qualità della vita pertanto varia molto in funzione di quanto appena detto.

Lucia D'Addezio    Dottor Andrea Favara
  Specialista in Chirurgia dell’Apparato Digerente ed Endoscopia Digestiva Chirurgica
Dir. di Chirurgia Generale Laparoscopica e Minivasiva presso l’Ospedale di Cantù
Azienda Ospedaliera Sant’Anna (CO)
 
Probiotici e malattie da freddo urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2012-01-11 05:31:51 Oltre al classico utilizzo dei probiotici nei disordini alimentari o durante le terapie antibiotiche, questi simpatici batteri, con la loro azione antisettica, ci tutelano da malattie da raffreddamento quali raffreddore, raucedine, afonia, faringite, laringite, tonsillite, otite, influenza, e quindi anche dalle eventuali complicanze, che talvolta possono essere anche pericolose.   Non conosci ancora tutti i benefici dei probiotici?
  Vedi il video sui Probiotici della Dott.ssa Carani 
Fai il Test e scopri quali probiotici utilizzare
Vedi lo speciale: Fermenti Lattici e Probiotici
  Recenti ricerche di cui una condotta all’università di Tor Vergata a Roma sui bambini, un’altra negli Stati Uniti all’università di Georgetown ed un’altra su bambini cinesi, hanno portato, seppur con percentuali diverse di efficacia, tutte alla stessa conclusione: i probiotici sono molto utili nella prevenzione delle malattie stagionali come l’influenza, il raffreddore, faringite, tonsillite e altre…   In particolare nei bambini si è rilevato che un utilizzo quotidiano con dosi significative di miscele di probiotici  portano ad una sensibile riduzione delle citate malattie tra il 25 ed il 35 % a seconda delle ricerche, con conseguente diminuzione dell’utilizzo di antibiotici, delle assenze da scuola nel periodo invernale, e dei relativi disagi per tutta la famiglia.   Un altro fatto interessante rilevato dalle ricerche è che assumendo probiotici nei bambini in corso di febbre questa finisce prima.   I bambini hanno una maggiore tendenza a contrarre malattie da raffreddamento poiché hanno un sistema immunitario meno formato degli adulti. I probiotici comunque proteggono anche gli adulti.   I patogeni responsabili delle malattie da raffreddamento sono essenzialmente virus e, in percentuale minore batteri. I probiotici espletano in diversi modi la loro attività antinfettiva aumentano la sintesi di immunoglobuline A, anticorpi prodotti nelle alte vie aeree che sono la prima difesa dai microorganismi patogeni. Stimolano la sintesi di interleuchine, delle proteine che stimolano la sintesi di anticorpi. Sono competitivi per i nutrienti, cioè sottraggono nutrienti ai batteri patogeni aderiscono alle mucose sottraendo spazi ai batteri nocivi per stanziarsi ed infettare.   Da oggi abbiamo un’arma in più e molto potente contro i malattie da freddo. Per approfondimenti:   Vedi il video sui Probiotici della Dott.ssa Carani
Fai il Test e scopri quali probiotici utilizzare
Vedi lo speciale: Fermenti Lattici e Probiotici
  Dott.Andrea Ielmini Farmacista - Farmacia Verbano Roma
Un modo per accendere la mente urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2012-01-11 04:01:07 Secondo un recentissimo studio la differenza tra un uomo medio e un artista è che quest'ultimo si è convinto di essere creativo ed ha deciso di vivere di questo. Si tratta dunque solo di convinzione.   Noi viviamo esattamente sulla base di ciò che immaginiamo. In base a questa teoria non esistono persone "portate" e persone "negate", tutti possiamo essere esattamente ciò che crediamo di essere e ciò che immaginiamo fortemente di voler diventare.   Vi siete mai chiesti come mai spesso vi capita esattamente ciò che vi aspettavate oppure come mai attirate a voi sempre la solita tipologia di persone? Secondo gli esperti è tutto merito di ciò di cui ci convinciamo di essere o di volere. Lo stesso accade con gli artisti.   Chi si convince di esserlo ha in pratica un'autostima forte in determinati settori e questo gli servirà ad affermarsi. Chi invece non ha un'autostima ferrata in determinati settori non avrà la possibilità di essere apprezzato come scultore o come pittore. Ma si tratta solo ed esclusivamente di convincimento interiore.   L'autostima ricopre circa il 70% del convincimento di essere artisti, tuttavia non è l'unica cosa. Importante è anche allenarsi. La sperimentazione e l'allenamento sono dirette conseguenze dell'autostima e del convincimento mentale, tuttavia sono anche molto importanti per rafforzare l'autostima stessa. Non serve a niente convincersi di una cosa se poi non la sperimentiamo. E la stessa voglia di sperimentarsi deriva dall'autostima che abbiamo.   Tutto questo serve a dare nuovo pane al nostro cervello sempre di più e di farlo lavorare di fantasia. Del resto il nostro cervello è in grado di vivere una cosa anche solo con la fantasia.   Fidarsi del proprio istinto è fondamentale per non vivere i fallimenti come un crollo di un castello fantastico costruito per se stessi e per la propria mente. La fantasia è fondamentale per scoprire sempre nuovi campi in cui sperimentarsi.   Maria Melania Barone .......................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull' Autostima? Leggi:  Autostima nei bambini: 4 regole per i genitori - 10 Regole per aumentare autostima e fiducia in se stessi Articoli correlati per keyword: Salute - Psicologia Piante anti-colesterolo urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2012-01-11 03:30:51 Anche tu hai verificato di avere l'ipercolesterolemia? Niente paura, è molto diffusa e spesso ereditaria. Non ti resterà che tenerla a bada con la dieta e con alcune piante.

L'ipecolesterolemia determina una cattiva circolazione del colesterolo nel sangue dovuta ad un cattivo smaltimento dello stesso. Esiste infatti un colesterolo buono ed uno cattivo che son trasportati da alcune proteine dette rispettivamente HDL ed LDL.

Per limitare dunque il colesterolo cattivo bisogna privilegiare alcuni cibi e limitarne altri. In particolare esistono delle piante che aiutano le persone affette da ipercolesterolemia. Alcune piante agiscono sul fegato e altre sull'intestino.   In particolare la cinerina del carciofo agisce immediatamente sul fegato e contribuisce nell'abbassare i libelli di colesterolo cattivo. La sua assunzione previene la formazione di calcoli alla cistifellea. Per chi non ama i carciofi e non riesce a sperimentare gustose ricette con cui arricchire la propria dieta consigliamo 40 gocce di tintura madre di carciofo tre volte al giorno.

Importantissima anche l'allucina contenuta nell'aglio che agisce in modo benefico sulla circolazione sanguigna.

Possiamo poi assumere 30 gocce di fieno greco, da acquistare in erboristeria. L'assunzione va fatta 3 volte al giorno per eliminare i grassi in eccesso. Si tratta di una terapia utile soprattutto nei casi in cui all'ipercolestrolemia sia associata anche una grande quantità di trigliceridi.

Inoltre frassino, tarassaco di montagna e rosmarino aiutano ad abbassare i livelli di colesterolo e a drenare il flusso di grassi nel sangue. In questo modo queste piante aiutano il fegato a smaltire queste scorie e al contempo migliorano le generali condizioni ematiche del nostro sangue con assoluto beneficio del nostro cuore.
Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sul Colesterolo? Leggi: Sport e colesterolo: qual è il più indicato? - La dieta per chi ha il colesterolo alto

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Fieno greco: ricostituente per l'inverno urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2012-01-09 03:13:07 Leggi gli speciali Influenza stagionale 2012 e Diabete Mellito
  Il Fieno Greco è un ottimo ricostituente da usare in Inverno per superare questa stagione in salute, sia a livello fisico che a livello mentale. Vediamo cos’è e quali sono le sue proprietà.   Il Fieno Greco (nome scientifico “Trigonella Foenum Graecum”) è una pianta autoctona del Medio Oriente e dell’Africa Settentrionale, da secoli impiegata nella cura di numerosi problemi fisici e disturbi di varia natura. Un esempio lampante della fama del Fieno Greco è il suo impiego come trattamento per il diabete già nel XI secolo, nella penisola araba.   Oggi il Fieno Greco (o meglio le sue foglie ed i suoi semi) è rinomato come ricostituente. La pianta contiene, infatti, numerose sostanze importantissime per la salute dell’organismo umano: tra queste ci sono Sali minerali, Fosfati organici, Grassi, Proteine, Oli Vegetali, Ferro, e molto altro. Il Fieno Greco aiuta il corpo a ritrovare le sue funzionalità e la sua condizione naturale di equilibrio.   In Inverno, quando sia il corpo che la psiche vengono nostro malgrado sottoposti ad uno stress notevole, il Fieno Greco può aiutarci a stimolare la fame ma allo stesso tempo a favorire la sintesi proteica nei tessuti muscolari, che si sviluppano in maniera più naturale e armoniosa.   L’alta concentrazione di Ferro nella pianta è, in aggiunta, ottimale per il trattamento di soggetti anemici o debilitati dalla stagione fredda senza ricorrere ai farmaci.   Recentemente è stata anche individuata nei semi di Fieno Greco una eccezionale proprietà antivirale, grazie alla quale il Fieno aiuterebbe a proteggere l’organismo dagli attacchi delle malattie stagionali invernali, come l’influenza o il raffreddore.   Come si assume il Fieno Greco?
  L’assunzione avviene per via orale: ingerendo 1-3 cucchiaini di polvere al giorno, sciolta in acqua, oppure ingerendo i semi, bolliti in infuso. Per dubbi, domande o consigli di trattamento consultate un erborista esperto che vi aiuterà nella scelta dell’impiego più adatto a voi.   Lucia D'Addezio ........................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sulla medicina naturale? Leggi: Aglio: i nostri nonni avevano ragione -   Eleuterococco: un ginseng molto pregiato
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Caraffe filtranti sotto inchiesta urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2012-01-04 09:11:42 Solo nello scorso anno ne sono state vendute più di 820 mila ed il business delle caraffe filtranti continua a far registrare incassi record. Eppure, secondo gli esperti, l’acqua filtrata sarebbe pericolosa per la salute.   Le caraffe filtranti stanno conquistando tantissimi clienti e alle vendite già molto elevate dello scorso anno si aggiunge di giorno in giorno un numero crescente di acquirenti. In Italia nel 2010 le vendite hanno superato quota 820 mila caraffe ed il trend in salita non mostra cenni di cedimento. Gli italiani, però, sanno davvero cosa bevono e come funzionano queste “brocche della salute”?   Quella delle caraffe filtranti è spesso una scelta compiuta perché questi prodotti sono ritenuti “amici” della salute dai consumatori. Secondo gli ultimi accertamenti, scattati dopo l’apertura di diverse indagini a carico dei 10 maggiori produttori di caraffe filtranti, questi prodotti sarebbero, invece, molto pericolosi, soprattutto per alcuni soggetti.   Le caraffe, infatti, nel loro processo di filtraggio, assorbirebbero Calcio e Magnesio sostituendoli con Potassio e Sodio. E fino a qui nulla di strano, se solo questi elementi non fossero pericolosissimi per la salute di coloro che seguono una dieta povera di sodio e di coloro che soffrono di deficit immunitario, di diabete, ipertensione, cardiopatie e nefropatie.   In aggiunta si è scoperto che ben 7 caraffe su 10 dopo il filtraggio rilascerebbero nell’acqua piccole tracce di sali di Argento e di ioni di Ammonio. Le quantità non sarebbero pericolose secondo il Ministero della Salute ma è l’assenza (o la carenza, a seconda dei produttori interessati) di indicazioni specifiche per il consumatore a preoccupare gli esperti.   Un ultimo tasto dolente riguarda i livelli di carica batterica dell’acqua trattata con le caraffe filtranti. Solo 4 caraffe su 10 garantiscono i filtri per tutta la loro durata. Le altre 6 caraffe hanno fatto registrare valori fuori norma a metà o alla fine del periodo di utilizzazione del filtro. Ulteriori accertamenti sono ora al vaglio degli inquirenti.   Lucia D'Addezio ..................................................................................................................................................  
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Cibi antinfluenza urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2012-01-04 06:50:51 Leggi Influenza stagionale 2012
  In questi giorni, complici il freddo e il picco endemico stagionale, milioni di italiani sono a letto con l’influenza. Se vuoi evitare di trascorrere anche tu l’epifania bloccata a letto, però, la soluzione c’è: mettere nella calza della Befana i cibi-barriera per mettere ko i virus.   I più adatti a questo scopo sono quelli ricchi di beta-carotene, un precursore della vitamina A appartenente alla famiglia dei carotenoidi. Questi ultimi, infatti, oltre a stimolare un’azione anticorpale imponente, svolgono funzioni protettive sul timo, una ghiandola che si trova sotto la tiroide e che, se funziona regolarmente, produce molti linfociti T, detti anche “Killer”, che abbattono tutti gli agenti infiammatori e infettivi. Via libera allora a carote, zucca, patate, pomodori, spinaci, carciofi, barbabietole rosse, broccoli e cime di rapa: sono ricchi di beta-carotene, e quindi costituiscono la base migliore per una dieta anti-influenza (ma anche per guarire più in fretta, se ci si è già ammalati!).   Per prevenire i malanni di stagione, poi, è importante fare scorta di vitamina C, contenuta in grandi quantità in agrumi, pomodori, kiwi, ananas, frutti di bosco, broccoli, cavolfiori, prezzemolo e peperoni.   Infine, nell’ipotetica “calza antinfluenzale” non deve mancare la preziosa vitamina E contenuta nel germe di grano, nella mandorle, nelle nocciole, nei semi di girasole secchi, nell’olio extravergine di oliva e nell’olio di semi.   Se ti senti già un po’ debilitata, un rimedio della nonna che ha un buon effetto è la classica tazza di latte caldo con un cucchiaio di miele, che trova validi riscontri scientifici. L’accoppiata latte e miele, infatti, è ottima perché si introducono nell’apparato digerente due alimenti di grande importanza nutrizionale, ricchi di sostanze nobili e in grado di produrre subito energia utile per combattere il raffreddamento e sostenere l’organismo nella sua lotta contro i virus.   Attenzione, però, a non esagerare: sia il latte che il miele sono molto ricchi di zuccheri semplici come il lattosio, il glucosio e il fruttosio, che alla lunga provocano difficoltà di smaltimento causando la riduzione del numero di neutrofili e linfociti nel sangue, che sono i difensori dalle malattie infettive contagiose come il raffreddore o l’influenza. ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più su disturbi e malattie? Leggi: Quando i piedi sono sempre gelidi  - Tosse: ecco 4 rimedi naturali Articoli correlati per keyword: Salute - Prevenzione malattie
Antibiotici senza errori: come e quando usarli urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-12-20 03:06:46 Leggi lo speciale: Influenza Stagionale
  In tutti i Paesi d’Europa ed, in particolar modo, in Italia negli ultimi decenni è stato registrato un vero boom nella vendita e nell’assunzioni di farmaci generici e di antibiotici. Non molti ne sono a conoscenza ma questa preoccupante condotta di una larga fascia della popolazione sta mettendo a repentaglio la vita e la salute di tutti gli altri.   L’abuso moderno degli antibiotici, nella maggior parte dei casi assunti quando non strettamente necessari, ha, infatti, favorito la comparsa di ceppi di batteri resistenti ai farmaci che, per questa ragione, sono difficili (se non impossibili) da arrestare nella loro azione infettiva.   Quando un batterio muta, sviluppando una resistenza all’antibiotico comunemente usato per annientarlo, il rischio che questo generi infezioni incontrollabili e pericolose è molto elevato. Secondo recenti stime i decessi collegati ad infezioni provocate da batteri resistenti ai farmaci sono 25.000 ogni anno. Ed il numero continua tristemente a crescere.   Un esempio sufficiente ad illustrare la gravità della situazione è quello dell’infezione da Klebsiella Pneumoniae, cioè il batterio che causa la comune polmonite. In Italia si parla del 15-50 per cento di infezioni da Klebsellia pneumoniae risultate resistenti al Carbapenem, l’antibiotico considerato l’ultima speranza per la cura della suddetta infezione.   Se il Carbapenem non funziona non esistono altri antibiotici in grado di curare la polmonite e le conseguenze per il paziente sono in genere tutt’altro che positive.   Ecco qualche regola per un utilizzo responsabile antibiotici:
  1. Gli antibiotici si usano solo contro le infezioni batteriche; 2. Non prendete gli antibiotici in caso di raffreddore e/o influenza; 3. Assumete gli antibiotici solo dietro prescrizione medica; 4. Seguite sempre i consigli del medico per la durata e le modalità di assunzione degli antibiotici; 5. Non interrompete né modificate da soli le modalità di assunzione degli antibiotici; 6. Non scegliete in autonomia di usare degli antibiotici; 7. Non cambiate il tipo di antibiotico prescritto dal medico; 8. Non somministrate antibiotici ai bambini che sono sotto il controllo di un medico.   Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più su disturbi e malattie? Leggi: Quando i piedi sono sempre gelidi  - Tosse: ecco 4 rimedi naturali Articoli correlati per keyword: Salute - Prevenzione malattie
Manuka: è vero che fa male? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-11-30 03:15:06 Ultimamente è dilagata la voce che il miele di manuka farebbe male all'organismo. Uno studio scientifico ne ha esaminato le componenti e ha negato queste affermazioni. Ecco perché.   A sfatare il mito della tossicità degli MGO (MetylGlyOxal) contenuti nel miele di Manuka è stato un team di ricercatori indiani che hanno pubblicato i risultati del loro studio sull' Indian Journal of Experimental Biology.   Gli MGO contenuti nel metilgliossale infatti raddoppiano l'azione antimicrobica delle penicillina e sono così in grado di agire con successo contro la Pseudomonas Aeruginosa, un batterio resistentissimo agli antibiotici che provoca nell’uomo infezioni polmonari, cutanee, infezioni delle vie urinarie, dell’orecchio  e dell’occhio.   I ricercatori indiani hanno fatto numerosi test usando antibiotici affiancati a miele di manuka ed hanno così analizzato circa 12 ceppi della famosa Pseudomonas Aeruginosa.   I test hanno dato una notizia buona ed una cattiva. Quella cattiva è che gran parte dei ceppi di questo batterio sono resistenti ad antibiotici, anche a quegli antibiotici specifici contro questo microrganismo. La notizia buona invece è che il miele di manuka ha esattamente gli stessi effetti di un antibiotico con la differenza che è molto più efficace, soprattutto se usato insieme a questi ultimi. Tra gli antibiotici solo piperacillina, carbeniciccina, amikacina e ciprofloxacina hanno mostrato resistenze comparativamente a basse concentrazioni.   Se il metilgliossale agisce insieme alla piperacillina si riescono ad ottenere risultati davvero soddisfacenti. Insomma una buona notizia per quanti amano le terapie sempre più bio.   Maria Melania Barone ........................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sulla medicina naturale? Leggi: Aglio: i nostri nonni avevano ragione -   Difese immunitarie basse: cosa fare?
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Pressione alta e psicologia urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-11-24 03:17:20 Leggi lo speciale Ipertensione
  La pressione alta, secondo recenti studi è pericolosa per le relazioni sociali. E tu hai la pressione alta o bassa?   Come noi sappiamo una delle facoltà dell'uomo è quella di riconoscere le emozioni degli altri attraverso una sorta di empatia abbastanza diffusa anche tra gli animali. Ogni individuo è in grado di riconoscere negli altri sentimenti di rabbia o di imbarazzo, di gioia o di felicità, di euforia o di depressione. Ma alcuni individui hanno capacità più spiccate rispetto ad altri. Da cosa dipende dunque tutta questa empatia?   Recentissimi studio hanno indagato l'essere umano proprio in merito a questa domanda e, sorprendentemente, la risposta non l'hanno trovata nella sfera psichica dell'essere umano bensì nella sua pressione del sangue.   I risultati? Le persone che hanno una pressione sanguigna maggiore hanno capacità meno spiccate rispetto ad altri sul piano emotivo.   James A. McCubbin professore di psicologia presso la Clemson University e altri colleghi hanno dimostrato che le persone con pressione sanguigna più alta hanno una ridotta capacità di riconoscere i sentimenti di rabbia, paura, tristezza e felicità nei volti ma anche nei testi scritti.   In realtà si tratta di una correlazione difficile da spiegare anche per i ricercatori che è stata chiamata "indebolimento emotivo". Una situazione in grado di causare cattive interpretazioni in ogni aspetto della vita, sia in ambita lavorativo che privato oltre che essere pericolosa perché non consente di riconoscere le minacce che si celano attorno a noi.   Il dottor McCubbin che ha condotto lo studio si è servito di 106 tra uomini afro-americani e donne in media di 53anni di età che sono stati sottoposti a test volti a valutare la capacità di riconoscere le emozioni nei volti e nelle frasi.   Dai risultati ne è emerso che l’abilità di riconoscere e interpretare le emozioni sarebbe ridotta nelle persone con pressione alta, anche tenendo conto dell’eventuale utilizzo di farmaci o di altri fattori. Il Dottor Mc Cubbin ha dichiarato che la ragione di questa rilevanza della pressione sanguigna nel riconoscimento emotivo è sconosciuta, tuttavia ulteriori sud serviranno a definire meglio i punti non ancora del tutto chiari.   Maria Melania Barone .............................................................................................................................................................. Vuoi saperne di più sulla comunicazione? Leggi: Comunicazione non verbale: capire il linguaggio del Corpo - Programmazione neurolinguistica: siamo quello che diciamo
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Tonsillectomia da adulti: quando è necessaria? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-11-23 08:41:49 Con l’arrivo ciclico dell’Inverno e del freddo, ecco che ritornano anche febbre, mal di gola, infiammazioni dell’apparato respiratorio, arrossamento delle tonsille e gonfiore nei linfonodi del collo. Questi sintomi nella maggior parte dei casi avvertono che una tonsillite è in atto.   La Tonsillite è un’infiammazione delle cosiddette “Tonsille palatine”. Queste, insieme alle Adenoidi, garantiscono al tratto oro-faringeo una protezione efficacissima contro gli attacchi di virus e batteri. Quando la Tonsillite è molto frequente o, addirittura, cronica, sia nel bambino che nell’adulto, la Tonsillectomia, cioè l’intervento chirurgico di rimozione della parte, è spesso presentato come unica opzione.   Se nel bambino la Tonsillectomia ha mostrato una efficacia molto elevata, comportando minimi effetti collaterali, nell’adulto la situazione sembrerebbe più complessa.   Per quanto riguarda il caso italiano, sia la rimozione delle Tonsille che quella delle Adenoidi sono ormai interventi comunissimi in età pediatrica: il rischio dell’operazione è valutato come basso e il risultato nei soggetti con meno di 18 anni è ritenuto molto soddisfacente.   Cosa accade, però, quando a soffrire di Tonsillite è un adulto? L’intervento di rimozione della parte interessata dall’infiammazione è utile ed efficace come nei bambini?   Innanzitutto va sottolineato che nei pazienti adulti l’intervento è più doloroso che nei pazienti pediatrici e la ripresa molto più lenta. E’, quindi, molto importante sottoporvisi solo se strettamente necessario, abbinando all’intervento una corretta terapia post-operatoria.   Esiste in aggiunta un rischio emorragico maggiore, anche se l’equipe che opera il paziente è preparata per affrontare questa controindicazione.   La Tonsillectomia nell’adulto è consigliata solo se:   1. il soggetto ha sofferto di più di 5 episodi di Tonsillite nell’arco dell’ultimo anno;
2. la sensazione di dolore e bruciore alla gola viene avvertita in maniera costante, o è comunque molto frequente;
3. il soggetto soffre di Roncopatia e Apnea notturna;
4. il soggetto soffre di Tonsillote criptico-caseosa, con placche di colore biancastro sulle Tonsille e con alito fortemente sgradevole.
  Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più su disturbi e malattie? Leggi: Tosse: 4 rimedi naturali  - Febbre e raffreddore: 7 miti da sfatare
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Danni delle tinture per capelli urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-11-23 03:28:52 Leggi lo speciale Capelli
  Le tinture per capelli sono spesso veicolo di intolleranze anche per quelle persone che non hanno mai sofferto di allergia. E' proprio di questi giorni la notizia della morte di una giovane donna, in Inghilterra, che sembrerebbe dovuta proprio a una reazione allergica in seguito all'uso prolungato di una tintura per capelli.
Vediamo cosa può accadere in caso di reazione allergica dovuta a tinture per capelli.
  C'era addirittura chi ipotizzava che le tinture fossero collegate al cancro al seno, tuttavia un collegamento tra le tinture e questo particolare tumore marcatamente femminile non sono mai stati riscontrati. Sotto accusa invece son finiti i vari tipi di deodoranti. Certo è che nella cosmesi, nei saponi, nelle tinture, nei dentifrici esistono delle sostanze denominate "parabeni" che sono considerati ormai tossici e tuttavia ancora in commercio.   Ma le tinture per capelli fanno più danni del dovuto non a causa del cancro, bensì a causa delle frequenti reazioni allergiche che provocano. Inoltre le tinture per capelli rappresentano una minaccia durante il periodo della gravidanza. Ma come riconoscere un'allergia?   Solitamente la prima manifestazione allergica delle tinture è un irrigidimento del collo, come se si stesse sopportando con gran pazienza un torcicollo improvviso che aumenta di intensità con le ore. Subito dopo si noterà un parallelo arrossarsi della cute che nelle fasi più acute dell'allergia comincerà anche ad ispessirsi. In alcuni casi invece si avverte anche un forte prurito o bruciore.   E' bene dire che il gonfiore non resta localizzato, ma può coinvolgere l'intero volto della persona. Fondamentale dunque è chiamare la guardia medica o farsi accompagnare in ospedale per un'iniezione di cortisonici. Ma come tingere i capelli senza incorrere in rischi?   L'unica soluzione restano le tinture alle erbe, tinture che non hanno nulla di chimico all'interno e che tingono i capelli esattamente come le tinture normali. Poiché si trovano in farmacia sarà difficile trovare delle offerte economiche come al supermercato. Tuttavia il loro costo non è granché superiore rispetto alle tinture tradizionali. In alcuni ipermercati possiamo trovare anche l'angolo erboristico con magari sconti alla cassa. Dunque non rinunciamo alla qualità a scapito della nostra salute.   Maria Melania Barone ........................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulle allergie? Leggi: Sos: allergie - Allergia al nichel: cosa fare e come intervenire
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Influenza intestinale: come riconoscerla? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-11-22 05:28:05 Leggi lo Speciale Influenza

  La gastroenterite virale viene spesso confusa con altre patologie, come più comuni disturbi gastroenterici o problemi allo stomaco o all’intestino causati dai virus periodici dell’influenza.   Nonostante venga comunemente chiamata anche “influenza intestinale”, la gastroenterite virale, cioè un’infiammazione dello stomaco e/o dell’intestino manifestata da diarrea e vomito, non viene scatenata dall’agente patogeno dell’Influenza stagionale ma da altri tipi di virus. L’Influenza vera e propria interessa, infatti, l’apparato respiratorio mentre quella “intestinale” colpisce lo stomaco e l’intestino tenue o crasso. In aggiunta, la prima è stagionale mentre la seconda no.   Quali sono i sintomi principali dell’influenza intestinale?

I sintomi più comuni che sono collegati alla gastroenterite virale sono:  
  1. senso di nausea ed episodi frequenti di vomito;
     
  2. diarrea frequente;
     
  3. bruciori di stomaco;
     
  4. crampi all’addome;
     
  5. difficoltà di digestione.
  Oltre alla suddetta sintomatologia in alcuni casi possono manifestarsi anche altri disturbi (uno o più di uno), tra i quali febbre, emicrania, brividi di freddo, sudorazione eccessiva, dolori muscolari, incontinenza delle feci e perdita di appetito.   Il contagio avviene tramite l’ingestione di acqua o cibo contaminato dai virus responsabili della patologia (rotavirus, adenovirus, sapovirus, norovirus e astrovirus). I primi sintomi si manifestano tra le 4 e le 48 ore successive all’esposizione al cibo o all’acqua contaminati.   Per facilitare la guarigione e combattere la gastroenterite virale è bene seguire questi consigli:
 
  • bevete molta acqua per evitare la disidratazione;
     
  • bevete frequentemente, ma introducendo piccole dosi di liquidi;
     
  • riposatevi molto e non affaticatevi;
     
  • mangiate poco, con frequenza e senza appesantire inutilmente lo stomaco già provato dalla patologia;
     
  • scegliete alimenti leggeri, di facile assimilazione;
     
  • evitate caffè, alcolici, zucchero, cioccolata, latte, formaggi, fritti e grassi.
  Lucia D'Addezio .............................................................................................................................................................
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Diabesità: un killer silenzioso urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-11-21 03:23:06 Leggi lo speciale Diabete Mellito
  E’ considerata in assoluto la più grande epidemia globale, anche se pochi ne parlano ed ancora meno ne conoscono le conseguenze a livello economico, sociale e sanitario. Stiamo parlando della “Diabesità”. Ma di cosa si tratta?   Il termine “Diabesità” nasce dall’unione delle parole “Diabete” ed “Obesità”, due patologie molto pericolose se associate tra di loro nello stesso soggetto. Questo neologismo è stato coniato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per indicare una patologia gravissima, epidemica e pesantemente sottovalutata nelle sue conseguenze sia dalla popolazione globale che dai professionisti del campo medico. Se ne parla poco, troppo poco, eppure i malati sono 3,2 milioni solo nel nostro Paese.   Arrivato a livelli già preoccupanti, il numero dei malati affetti contemporaneamente da Diabete ed Obesità è sempre in aumento. Secondo le stime più recenti si ipotizza che nel 2025 i malati italiani di Diabesità toccheranno quota 4 milioni, cioè il 10 per cento della popolazione adulta della nostra Penisola, con una crescita esponenziale del 45 per cento (stimando una crescita zero della popolazione, quindi con dati al ribasso).   Oltre alla popolazione adulta, anche i bambini sono sempre più sensibili al problema dell’Obesità e del Diabete: è stato calcolato che, se non si interviene al più presto, l’epidemia interesserà in appena 15 anni una enorme fetta della popolazione infantile tra i 3 ed i 12 anni, con una crescita del numero di malati pediatrici del 205 per cento.
Qual è l’identikit del malato di Diabesità?
  I malati di Diabesità sono soggetti che, oltre ad essere obesi, hanno sviluppato il Diabete di tipo 2 (Mellito). La compresenza di queste due patologie influenza negativamente ed in maniera molto grave la qualità della vita dei soggetti interessati.
Le conseguenze sono devastanti:
  1. Aumento del rischio di subire un infarto del miocardio,
2. Aumento del rischio di subire stroke cerebro-vascolari;
3. Aumento del rischio di sviluppare patologie renali gravi;
4. Rischio di morte nell’arco di 10 anni doppio rispetto alla norma.
  Altri problemi collegati alla Diabesità sono:

1. lo stress cronico;
2. la depressione;
3. i disturbi del sonno.

E’ facile comprendere, conoscendo questi dati, l’entità dell’impatto dell’epidemia sulla sanità globale e sulle spese pubbliche da sostenere nel corso del tempo, a fronte di un numero di malati sempre più elevato.   Lucia D'Addezio ..................................................................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull'obesità? Italiani: quasi uno su 2 è sovrappeso ed il giro-vita è in costante crescita - Allarme obesità per i bambini

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Afte in bocca: cosa sono e rimedi urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-11-17 03:30:48 L’afta in bocca è una ulcerazione biancastra che compare regolarmente nei soggetti che ne soffrono, provocando dolore e fastidio. Vediamo cosa sono e quali i rimedi.   Le Afte, o meglio le “Stomatiti” (questo è il nome scientifico della patologia), sono delle ulcerette di dimensioni ridotte che attaccano la bocca e che, in genere, sono molto dolorose, soprattutto quando si mangia, si beve, si parla o ci si lava i denti.   Secondo recenti statistiche 1 persona su 5 soffre regolarmente di questo sgradevole disturbo. Nella maggior parte dei casi, però, i soggetti colpiti ci convivono loro malgrado, aspettando che la piaghetta sparisca da sé.   Le Stomatiti andrebbero affrontate in maniera adeguata e non ignorate aspettando che il problema si autorisolva fino alla prossima comparsa. Le ulcerette di norma tendono a formarsi all’interno della bocca, su labbra, gola, guance e lingua, e sono meno comuni nei fumatori.   Le Afte vengono spessissimo confuse con le vesciche da febbre. Le differenze tra questi due disturbi sono molteplici e facili da individuare.   Le Stomatiti non sono contagiose mentre le vesciche da febbre si. Queste ultime sono, infatti, provocate dal famigerato virus dell’Herpes Simplex e si trasmettono, per esempio, con il bacio. Un’altra differenza macroscopica è che le ulcere dell’Afta sono interne alla bocca mentre quelle da febbre compaiono all’esterno, sulle labbra, sul mento, attorno al naso e nelle narici.   Alcune cause della comparsa di Afte orali sono:   Carenze di vitamina B12;
Carenze di Ferro;
Stress ed emotività;
Lesioni o ferite all’interno della bocca.
  Le donne tendono a sviluppare le Afte orali maggiormente rispetto agli uomini, in particolar modo nella fase mestruale. Lo stesso vale per gli adolescenti, più colpiti rispetto agli adulti.   Per trattare le Afte esistono farmaci appositi, meglio se somministrati sotto controllo medico. Questi vanno applicati con un cotton stick dopo aver asciugato attentamente la parte interessata. Nel caso di Stomatiti molto frequenti o prolungate (per più di 2 settimane) è consigliabile rivolgersi al proprio medico di fiducia.   Lucia D'Addezio ...............................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più su disturbi e malattie? Leggi:  Perchè mi sento sempre stanca? - Difese immunitarie basse, cosa fare?

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Le lentiggini: conviverci o eliminarle? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-11-16 03:16:47 Le lentiggini sono un tratto caratteristico delle persone con i capelli rossi e la pelle molto chiara. Per alcuni sono un simpatico segno distintivo, per altri una nota inaspettata di fascino fanciullesco. Eppure non tutti le amano e, anzi, per molte persone le lentiggini sono un vero e proprio incubo estetico.   Il nome scientifico di queste famigerate macchioline rossastre che si formano sulla pelle, in particolar modo nei soggetti con i capelli rossi (ma non solo), è “Efelidi”. Le Efelidi sono causate da una reazione della pelle molto chiara e sensibile all’esposizione al sole. La risposta epidermica ai raggi solari è la comparsa di macchioline e puntini rossastri sia sul viso che in altre parti del corpo, come braccia, schiena, gambe, addome, etc.   Molto spesso le lentiggini sono favorite nella loro insorgenza da fattori ereditari e non di rado chi ha il padre o la madre con le Efelidi le sviluppa a sua volta.   A seconda dell’estensione, della disposizione sul corpo e sul viso e del loro numero, le lentiggini possono essere percepite come un segno fisico distintivo privo di connotazioni, come un tratto gradevole alla vista oppure come un problema estetico che si desidera eliminare.   Come bisogna comportarsi in presenza di lentiggini per proteggere e curare la propria pelle?
  1. Se le lentiggini non vi disturbano ma, anzi, le trovate simpatiche e gradevoli, non dovete fare molto: provvedete solo a prendervi cura della vostra pelle proteggendola dal sole e dagli agenti esterni con prodotti solari ad alta protezione.   2. Se volete attenuare l’impatto visivo delle lentiggini, provate con un make-up ad hoc. In commercio esistono delle creme colorate e dei fondotinta specifici per mascherare la presenza di queste macchioline, senza cancellarle completamente.   3. Un ultima soluzione drastica è, poi, leliminazione delle Efelidi. Per fare ciò esistono dei trattamenti dermatologici ed estetici specifici, come il laser, anche se sono consigliati solo nel caso in cui le lentiggini siano un grave problema estetico o dove si sia generato un complesso impossibile da superare.   Lucia D'Addezio .............................................................................................................................................. Vuoi saperne di più sulla cura della pelle? Leggi  Macchie su pelle e Viso? si possono schiarire - Iperidrosi ascellare
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Pinguecola: le macchie giallastre nell'occhio urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-11-15 04:57:42 Avete notato la presenza di alcune macchioline giallastre all’interno dell’occhio e non sapete di cosa fare? Non allarmatevi: molto probabilmente si tratta di Pinguecula, una degenerazione della congiuntiva di tipo benigno.   L’occhio è uno degli organi del corpo umano più importanti e delicati. Come accade per tutte le componenti del nostro organismo, anche l’occhio è soggetto all’insorgenza di patologie e disturbi. Molte persone (soprattutto anziane, ma non solo) ad un certo punto della loro vita notano la presenza di piccole macchie giallastre, in genere rilevate, all’interno dell’occhio. Ma di cosa si tratta? Quando bisogna preoccuparsi?   Queste macchie gialle sono, nella maggior parte dei casi, dovute alla Pinguecula, un inspessimento della congiuntiva oculare causato dall’accumulo di una massa bianco-giallastra, costituita da residui di degenerazioni cellulari. Le cause dell’insorgenza di questa degenerazione della congiuntiva sono sconosciute ma è stato dimostrato che il disturbo è molto più frequente negli anziani e nei soggetti che sono stati per molto tempo esposti al sole senza protezioni adeguate.   La massa che viene a formarsi tende a posizionarsi nell’angolo dell’occhio che dà verso il naso (anche se è possibile un posizionamento nella parte esterna dell’occhio, seppur più raro). Questa massa può aumentare di dimensione nel corso degli anni ma è di tipo benigno, quindi non cancerosa né rischiosa per la salute del soggetto interessato.   L’unica soluzione alla Pinguecula è l’asportazione chirurgica, che, però, si rende necessaria solo in casi eccezionali. Uno di questi è quello in cui la massa contribuisce ad una riduzione del campo visivo.   Nella maggior parte dei casi la Pinguecula è asintomatica e non viene asportata anche perché tende alla recidiva.   Alcune accortezze per limitare i danni della Pinguecula sono le seguenti:   usare le lacrime artificiali per alleviare le irritazioni dell’occhio;
proteggere sempre la vista dai raggi solari con occhiali, cappelli, visiere, etc;
assumere anti-infiammatori o steroidi solo nel caso di infiammazioni molto gravi o di gonfiore diffuso;
considerare l’asportazione chirurgica nel caso la massa inizi a vascolarizzarsi oppure a creare problemi alla vista e/o all’estetica.
  Lucia D'Addezio ...........................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulla salute degli occhi? Leggi Occhiaie: un vero incubo - Occhio agli occhi: i rimedi naturali
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Ustioni e scottature: i rimedi urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-11-08 03:49:22 Le ustioni e le scottature sono tra gli incidenti domestici più frequenti. Cosa bisogna fare se si viene in contatto con un oggetto o una superficie incandescente? Come si riconoscono le lesioni più gravi? Quando è il caso di rivolgersi al pronto soccorso? In questa guida cercheremo di dare risposta a questi ed altri quesiti sulle bruciature che ci si può provocare in casa.   Scottature ed ustioni
  La nostra casa non è sicura come potrebbe sembrare. Ferro da stiro, forno, acqua bollente, padelle incandescenti e fornelli lasciati accesi sono causa, ogni anno, di migliaia di infortuni aventi come esito bruciature più o meno gravi. Innanzitutto va precisato che esiste una differenza sostanziale tra le scottature e le ustioni. Le prime sono, di norma, meno gravi e comportano semplice arrossamento della parte interessata, gonfiore e dolore.   Le seconde, al contrario, possono essere anche molto gravi e sono caratterizzate da lesioni ai tessuti, evidenti e di varia intensità. Per valutare la gravità delle ustioni viene comunemente usata una scala le cui unità di misura sono dette “gradi” (ustione di primo grado, ustione di secondo grado, e così via).   Come agire in caso di scottature e di ustioni?
  Le scottature più lievi, che in genere si manifestano sottoforma di arrossamento e dolore localizzato, possono essere trattate in casa senza rischi. La prima regola da seguire è quella “del quindici”, così chiamata perché comporta l’immediato raffreddamento della parte interessata con acqua a 15 gradi di temperatura, per 15 minuti.   Prima si agisce, minore sarà l’impatto della scottatura sui tessuti. Assolutamente da evitare i “rimedi della nonna”, come l’applicazione di olio d’oliva e simili, che possono aggravare la situazione.   Per le scottature più estese e per le ustioni anche gravi, l’immersione della parte interessata non è indicata. Questo perché, in presenza di lesioni ai tessuti, il contatto con l’acqua può dare origine ad infezioni. Lo stesso vale per i tessuti non sterili: di norma è indicato proteggere la parte con garze sterili in modo da evitare le contaminazioni. Il passo successivo è quello di rivolgersi al Pronto Soccorso nel più breve tempo possibile.
I Kit di prima medicazione
  In farmacia e nei negozi specializzati sono reperibili i Kit di prima medicazione che andrebbero tenuti in casa soprattutto in presenza di bambini piccoli o anziani (più soggetti ad infortuni ed incidenti domestici). Tra le altre cose, i Kit includono garze sterili e bende contenenti idrogel vegetali da applicare sulla pelle venuta in contatto con oggetti incandescenti.   Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più su disturbi e malattie? Leggi:  Pronto intervento in spiaggia: gli incidenti più comuni - Punture di medusa: l'urina non serve
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Salute orale in gravidanza: i consigli dell'esperto urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-11-07 03:16:29 Leggi lo Speciale: Denti e Carie
  La salute della bocca in gravidanza è un tema che le donne incinte o le future gestanti dovrebbero tenere in debita considerazione. Vediamo come la gravidanza incide sulla salute orale e perché la prevenzione è fondamentale.   Il Prof. Finotti Marco, del Centro Medico Vesalio di Padova, ci ha spiegato quali sono le regole da seguire per una corretta igiene orale in gestazione.   Prof. Finotti, esiste una connessione tra la dieta durante la gravidanza e la salute orale?
  No. Esiste, però, un’importante correlazione tra la situazione ormonale della donna incinta e la salute dentaria in quanto vi è una riduzione della secrezione salivare, con conseguente minor autodersione, normalmente favorita dalla saliva. Queste modifiche comportano un più facile accumulo di placca ed una maggiore rischio di insorgenza di infiammazioni gengivali.   C’è il rischio per la donna in gravidanza di subire una demineralizzazione dei denti attribuibile, per esempio, ad una carenza di Calcio?
  No. Non vi è ricambio nella componente mineralizzata del dente. A causa, però, della maggior deposizione di placca, conseguente alla ridotta autodersione, vi può essere demineralizzazione data dall’ambiente più acido che naturalmente la placca batterica determina. Questo spiega il perché della maggior incidenza delle carie in gravidanza o dopo la stessa.   Cosa succede se una donna è incinta e ha bisogno di una radiografia odontoiatrica?
  Le radiografie, se necessarie, possono essere eseguite senza rischi per la gestante. Questo perché vengono impiegati sistemi radiografici digitali e grembiuli protettivi che non presentano controindicazioni per le donne in attesa.   La gravidanza ha effetti sulle gengive?   Si, per le ragioni che ho già elencato in precedenza.
  Quali sono le regole generali per una corretta igiene orale durante la gravidanza?
  Come sempre in medicina è importante la prevenzione. Un’adeguata igiene orale quando si programma una gravidanza è fondamentale. E’ inoltre necessario il controllo delle eventuali situazioni a “rischio”, con il fine di evitare le urgenze in un periodo che, sia fisicamente che psicologicamente, risulta essere impegnativo per le donne. Durante la gravidanza sono, in aggiunta, consigliate delle sedute di igiene (solitamente due o tre). Lucia D'Addezio dentistaIl Dott. Marco Finotti, Dentista e Gnatologo, è il responsabile del Centro Medico Vesalio, struttura sanitaria privata ove esercitano l'attività nella parte odontoiatrica 10 odontoiatri con diverse specializzazioni, ed è professore a contratto presso l'Università di Padova. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sui denti? Leggi: Denti: gli interventi fai da te - Sbiancamento denti: la guida
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Influenza in arrivo: 5 modi per evitarla urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-11-03 05:30:57 Leggi lo Speciale Influenza

Stiamo andando incontro alla stagione fredda. Uno dei mali tipici di questo periodo è sicuramente l'influenza, una malattia purtroppo virale e altamente contagiosa. Ma la sua contagiosità trova terreno fertile in alcuni atteggiamenti in particolare, e può essere tenuta lontana con altrettante buone abitudini.   Ad esempio anche se al lavoro si è oberati di cose da fare, è bene recarsi ogni tanto alla toilette per lavare volto e mani. La pulizia è fondamentale anche per prevenire i malanni.   Lo strumento di prevenzione più utile, insieme all’igiene, è sicuramente la dieta. Come è noto, infatti, non sempre ci ammaliamo di influenza, anche se veniamo a contatto con il virus praticamente sempre. Cos'è dunque che non ci fa ammalare? Sicuramente il nostro stato. Il nostro corpo infatti talvolta si difende bene grazie ad un sistema immunitario efficiente che è praticamente la nostra arma vincente nel mondo che ci circonda. Ciò che aiuta il nostro sistema immunitario è una buona alimentazione, proteine e sali minerali in quantità, cibi caldi ed una quantità industriale di frutta ed ortaggi.   La frutta fresca aiuta il nostro corpo a rifornirsi di tutti i micronutrienti che gli servono per sopportare la stagione!   Altra regola, è quella più scontata se vogliamo: coprirsi. I bruschi colpi di freddo infatti possono debilitare il nostro sistema immunitario e renderci un facile bersaglio per i virus.   L'ultimo consiglio infine è quello del vaccino antinfluenzale da oggi presente in farmacia. C'è chi è ancora scettico in merito ai vaccini antinfluenzali ed anche il mondo scientifico talvolta è diviso nel merito. Alcuni esperti infatti sottolineano l'effetto terapeutico delle malattie, altri invece sono più propensi a preservare la buona salute.   L'idea di alcuni infatti è che anche la malattia serva al nostro corpo per rinforzarsi. Quel che è certo è che la composizione del nuovo vaccino non differisce quasi per nulla rispetto a quella degli anni precedenti ed è disponibile in farmacia.   E' consigliabile comunque parlare col proprio medico e capire quanto è davvero necessario il vaccino che, comunque, è sempre raccomandabile per persone che soffrono di gravi patologie.   Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................  
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Perchè mi sento sempre stanca? 7 possibili cause urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-11-02 04:54:24 Siete sempre stanche e non riuscite a capire perché? Vorreste fare tante cose ma vi mancano letteralmente le forze? Dormite molto ma vi svegliate sempre assonnate? Sentite di non essere più energiche ed in forma come una volta? Le ragioni potrebbero essere molte. Vediamo insieme le più comuni cause di stanchezza.   La stanchezza è un sintomo sempre più diffuso, soprattutto tra le donne. Il cardiologo Nieca Goldberg, Direttore sanitario del “NYU Medical Center Women's Heart Program” nonché Professore presso la “NYU School of Medicine”, ha studiato il problema e la sua ampia diffusione nella popolazione femminile constatando un drastico e preoccupante aumento dei casi di donne che soffrono di, stanchezza cronica, un disturbo apparentemente inspiegabile.   Certo bisogna distinguere la comune stanchezza e spossatezza da una situazione cronica e patologica. L’esperto ammette che molto spesso le cause di una normale stanchezza sono semplicemente mancanza di sonno e lavoro eccessivo. Ma non sempre è così.   1. Anemia. L’Anemia è spesso associata al senso si spossatezza frequente ed è molto comune nei soggetti con carenze alimentari, ma anche nelle donne con cicli mestruali abbondanti e nelle neomamme.   2. Ipotiroidismo. L’ipotiroidismo ed in genere il malfunzionamento della tiroide possono causare stanchezza cronica e spossatezza.   3. Infezioni del tratto urinario. Alcune infezioni del tratto urinario possono essere difficili da riconoscere: l’affaticamento è uno dei sintomi che dovrebbero far suonare un campanello d’allarme.   4. Caffeina. Un eccesiva dose quotidiana di caffeina può causare problemi come senso di stanchezza cronico, mal di testa e disturbi della concentrazione.   5. Intolleranze alimentari. Le nostre energie provengono in gran parte dal cibo che assumiamo durante i pasti. Alcune intolleranze alimentari possono rendere l’assimilazione dei cibi complicata e minare il rifornimento energetico del nostro corpo.   6. Apnea nel sonno. Siete sempre assonati e vi svegliate già stanchi? E’ possibile che, nonostante vi sembri di dormire 7-8 ore a notte, siate affetti da Apnea notturna o da ostruzioni periodiche dell’apparato respiratorio non diagnosticate.   7. Problemi cardiaci. E’ molto frequente la presenza di problemi cardiaci non diagnosticati nei soggetti che, per esempio, mostrano affaticamento ed affanno nel compiere attività che prima risultavano naturali, come salire le scale o portare le buste della spesa.   Se sospettate di essere affetti da uno dei problemi appena citati, consultate uno specialista per una diagnosi più accurata.   Lucia D'Addezio ...............................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più su disturbi e malattie? Leggi:  Sport e colesterolo - Diabete mellito e psicologia

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Le emicranie oftalmiche: come affrontarle? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-11-02 04:14:05 Leggi lo Speciale Emicrania: Cause e Sintomi
  Le emicranie oftalmiche sono dei mal di testa molto dolorosi ed invalidanti, collegati in genere ad una compromessa funzionalità dell’arteria retinica. Queste emicranie si manifestano con delle fitte caratteristiche, concentrate in una sola metà del capo, e colpiscono in maniera particolare le donne (con un rapporto di 4 a 1).   Altri sintomi delle emicranie oftalmiche sono:
  dolore intenso (in genere di tipo pulsante) che può durare da poche ore a diversi giorni;
disturbi visivi (come flash davanti agli occhi, impossibilità di messa a fuoco, offuscamenti,
presenza di luci o ombre nel campo visivo);
vertigini;
stanchezza e spossatezza;
disturbi nell’articolazione del linguaggio;
formicolii diffusi;
senso di nausea
  Per capire meglio di cosa si tratta e come vanno affrontate le emicranie oculari, abbiamo posto alcune domande al Dottor Antonio Pascotto, specializzato in Oftalmologia nonché membro della Società Oftalmologica Italiana e collaboratore della prestigiosa emedicine.com, una delle riviste di medicina più lette al mondo.   Quanto sono comuni le emicranie oftalmiche?
  Le emicranie oftalmiche (o oculari) sono molto diffuse e sono causa di riduzione della capacità produttiva e senso di malessere in circa il 25 per cento della popolazione.

Che cosa causa l'emicrania oftalmica?
  L'emicrania oftalmica può dipendere da molteplici fattori, tendono però a soffrirne maggiormente coloro che hanno valori di pressione arteriosa bassa o coloro che, per disturbi della cervicale o per parziali ostruzioni dei vasi arteriosi del collo, patiscono per riduzioni transitorie del flusso sanguigno cerebrale e, in particolare, dell'arteria retinica.   Qual è la cura per l'emicrania oftalmica?
  Dato che l'emicrania oculare dipende da cause prevalentemente vascolari, la cura dovrebbe essere prescritta dal cardiologo (a cui dovrebbe essere rimandato il paziente), dal medico di medicina interna o dal medico di famiglia. Nella maggioranza dei casi, però, si tratta di fenomeni "idiopatici", per i quali non c'è una base patologica e, quindi, non necessitano di terapia. Durante gli attacchi di emicrania oculare, sarebbe opportuno che il paziente si stendesse sul letto al buio, in attesa che il fenomeno svanisca da solo.   È vero che le lenti colorate, specialmente se sono singolarmente prescritte, possono aiutare chi soffre di emicrania?
  Si, può aiutare sia una precisa correzione di lievi deficit visivi, che limita l'affaticamento legato ad un processo fisiologico di messa a fuoco (fenomeno chiamato "accomodazione"), sia l'uso di lenti colorate che, riducendo l'ingresso di luce intensa negli occhi, riducono anche il rischio di una delle cause che scatenano l'emicrania.   È vero che  le nuove TV a led possono causare affaticamento della vista e mal di testa anche se guardate per poco tempo? Consiglia di non acquistarle?
  Non ci sono prove scientifiche che lo dimostrino. Nelle nuove TV a led c'è maggiore contrasto, e ciò può favorire l'affaticamento visivo, ma non mi sentirei di sconsigliarne l'acquisto.

 

Dott. Antonio Pascotto Specialista in Oftalmologia
  Lucia D'Addezio oculista

Il Dott. Antonio Pascotto è il responsabile del Centro Oculistico Pascotto ed è socio dello Studio Asso­ciato Oculistica Mediterranea di Napoli.E’ membro della Società Oftalmologica Italiana e dell’European Contact Lens Society of Ophthalmology ed è autore di vari articoli in riviste inter­nazionali come Archives of Ophthalmology e British Journal Ophthalmological. .................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sul dolore cervicale? Leggi: Dolore Cervicale: Cause e Rimedi - Dolore cervicale: consigli per prevenirlo! Articoli correlati per keyword: Salute - Malattie
Stress da lavoro? Ecco perché urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-10-17 05:52:47 Leggi lo speciale: Stress
  Nove milioni di italiani soffrono di stress da lavoro, le donne il doppio degli uomini. Di queste, nove su dieci soffrono di disagi psichici e disturbi dell’umore, primi fra tutti ansia (45%), e di sindrome pre-mestruale (43%), ma anche di irritabilità o eccessiva tendenza al pianto (41%) e di insonnia (39%). Anche le sindromi depressive sono in agguato con il 20% circa.   Fra i fattori determinanti le forti pressioni lavorative, le barriere culturali che rendono la carriera manageriale della donna più difficoltosa e impegnativa, le remunerazioni non in linea con le medesime posizioni ricoperte dai colleghi, la competitività, i rapporti interpersonali ed il difficile clima aziendale a cui si sommano le responsabilità, gli incarichi legati alla vita quotidiana e il ruolo di ‘care giver’ all’interno della famiglia. A questo si aggiunge il periodo di grave crisi economica, l’incertezza per il futuro per se e per i propri figli. Non a caso le donne giovani – complici le alterazioni ormonali nelle diverse fasi riproduttive (gravidanza, puerperio) – e quelle che lavorano a contatto con il pubblico, sono più vulnerabili agli stati di ansia.   Ancora poche, o incuranti delle ‘variabili di genere’, le azioni di tutela contro i fattori di stress da lavoro all’interno delle aziende, nonostante il monito del Governo Italiano a prendersi cura della salute psichica delle proprie dipendenti. Eppure i costi di questa problematica sono stati stimati in Europa nell’ordine dell’1% del Pil e quindi risultano fondamentali le azioni di prevenzione collettiva, counselling, problem solving e le attività di promozione della salute all’interno delle imprese.   “Questo è il motivo per cui O.N.D si propone alle aziende sensibili a questo tema – spiega Francesca Merzagora, Presidente dell’Osservatorio - mettendo a disposizione, grazie a un accordo con il Fatebenefratelli di Milano, un team di psicologhe in grado di rispondere alle richieste anche personalizzate delle aziende per la gestione dello stress lavoro correlato”.   Le persone che hanno già usufruito di servizi simili, nel 52% hanno tratto beneficio sia da un supporto psicologico, sia da un intervento diretto in azienda. Ma si può ancora fare molto, agendo, come consiglia Emanuela Palazzani, rappresentante di AIDDA (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti di Azienda), sul concetto di “work life balance”, vale a dire la ricerca di iniziative ed azioni a favore di un sano equilibrio tra impegni familiari e lavorativi, con l’introduzione di servizi per alleviare le incombenze quotidiane (come la lavanderia, servizi per l’auto e per la casa, consulenza fiscale), e di supporto per i figli, come baby sitting, doposcuola, campus estivi e l’asilo nido aziendale. La rivoluzione rosa non può davvero più aspettare: ne va della nostra salute.   Silvia Nava
Pitiriasi Rosa di Gilbert urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-10-17 03:27:15 La Pitiriasi rosea di Gilbert è un’eruzione cutanea dal carattere innocuo che può scatenarsi all’improvviso, terrorizzando spesso i soggetti coinvolti che non sanno spiegarsi la ragione delle chiazze e del fastidio. Essendo poco conosciuta, è difficile diagnosticarla. Ma come capire se si tratta proprio di questo disturbo?   La Pitiriasi rosea di Gilbert prende il nome dal dermatologo francese Camille Melchiorre Gilbert, che l’ha scoperta e descritta nel 1860 in un testo intitolato “Traitè pratique des maladies de la peau et de la syphilis”.   E’ una patologia che colpisce la pelle, manifestandosi con la comparsa di una chiazza estesa principale (chiamata “medaglione di Gilbert”) dalla quale si diffondono poi numerose chiazze rossastre più piccole. La sensazione di prurito può presentarsi (anche in maniera molto energica e fastidiosa) come essere completamente assente.
Le aree del corpo più colpite dall’eruzione cutanea sono il collo, gli arti ed il tronco, in rarissimi casi il viso. Anche se i meccanismi di diffusione della Pitiriasi sono ancora poco chiari, secondo gli esperti le cause principali potrebbero trovarsi nei contagi da herpes virus di tipo HHV6 e HHV7.   La Pitiriasi rosea classica è assolutamente innocua ed in genere subisce una regressione naturale ed indolore: dopo una massiccia diffusione delle chiazze sul corpo del soggetto colpito, la patologia si autorisolve in circa 4-6 settimane. Esiste però anche una variante più complessa della malattia, la pitiriasi rosea persistente o atipica, che può comportare un decorso più lento e più delicato.   Il consulto di un dermatologo in casi di Pitiriasi è fondamentale, in quanto le manifestazioni fisiche sono facilmente confondibili con quelle di patologie dalla sintomatologia simile, come la Sifilide secondaria, Tigna corporis e la Psoriasi guttata. Una particolare attenzione va mostrata, poi, in gestazione, quando l’eruzione può essere confusa con la dermatite PUPP (eruzione polimorfa della gravidanza) o con la Roseola sifilitica.   Lucia D'Addezio ..............................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla cura della pelle? Leggi: Funghi della pelle: usa la lavanda - La scabbia: sintomi 3 terapia

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Metodo Feldenkrais contro il mal di schiena urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-10-13 03:00:24 Leggi Come Alleviare il Mal di Schiena
  Se subite l’azione invalidante di un mal di schiena cronico o semplicemente avete bisogno di ritrovare una corretta postura della colonna, il Metodo Feldenkrais potrebbe fare al caso vostro.   Il Metodo Feldenkrais è una tecnica volta al ritrovamento dell’equilibro psicofisico basata su una conoscenza attenta e consapevole di sé stessi, del proprio corpo e degli ambienti all’interno dei quali il nostro corpo si muove. Questo metodo viene utilizzato per insegnare agli individui l’impiego delle proprie risorse al loro massimo grado, semplicemente attraverso il movimento.   Questa descrizione può apparire astratta e prettamente teorica, eppure il Metodo Feldenkrais viene da anni praticato con successo e consigliato da molti esperti a diverse tipologie di soggetti che potrebbero trarne notevoli benefici.   Il metodo Feldenkrais è adatto ad adulti, anziani e bambini e non presenta particolari controindicazioni in quanto sviluppato ed adattato all’individuo che vi si sottopone.   Le teorie che stanno alla base del Metodo riguardano l’allontanamento da schemi posturali e ambulatori nocivi per il nostro organismo. Questo allontanamento avviene in maniera graduale ed aiuta il soggetto ad adottare un modo di muoversi alternativo ed auto consapevole.   Dimostratosi particolarmente efficace nel trattamento del mal di schiena, il Metodo Feldenkrais può essere praticato in palestra, in sedute di gruppo o private, ma anche in casa, come tecnica rieducativa della colonna fai-da-te.   Oltre a curare il mal di schiena e le conseguenze degli errori posturali più comuni, il Metodo Feldenkrais può essere risolutivo nel trattamento (e nella prevenzione) delle limitazioni del movimento causate da:   dolori cervicali
dolori lombari
artrosi
stress
problemi articolari
ernie
scoliosi
cifosi
reumatismi
  Il Metodo è ampiamente usato anche come base della preparazione atletica, del fitness e dell’educazione fisica di grandi e piccini. Per maggiori informazioni: www.feldenkrais.it   Lucia D'Addezio   ....................................................................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sul mal di schiena?  Prevenire il mal di schiena - Mal di schiena Articoli correlati per keywords: Salute - Prevenzione Malattie
Agopuntura: è davvero efficace? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-10-12 03:09:07 Numerose sono le tecniche curative e le pratiche collegate alla medicina alternativa che hanno preso piede in maniera marcata in Italia ed, in genere, nel mondo occidentale. Una di queste, forse la più famosa e diffusa, è l’Agopuntura. Ma siamo davvero sicuri che queste “terapie” siano davvero efficaci nella cura della malattia?   L’Agopuntura è ormai entrata a far parte di quelle pratiche di medicina alternativa ritenute sicure ed efficaci. I centri specializzati ed i medici che la consigliano e la praticano sui propri pazienti sono ormai parte integrante del sistema sanitario nazionale, tanto che, ormai, sono davvero pochi quelli che si pongono delle domande o esprimono dei dubbi su questa tecnica.   Le patologie e le sintomatologie dolorose che vengono trattate impiegando l’Agopuntura sono numerosissime:  
  1. cefalee,
  2. insonnia,
  3. stati d’ansia, crampi e dolori muscolari,
  4. dolori articolari, dolori lombari e cervicali,
  5. disturbi della digestione,
  6. problemi sessuali,
  7. stress,
  8. patologie della pelle (eczema, herpes, verruche).
  Questi sono solo alcuni esempi di patologie e disturbi che attualmente vengono curati con l’inserzione di aghi in aree strategiche del corpo. La tecnica agopunturale si basa su una concezione del corpo umano come un insieme di “sistemi funzionali”. Quando il corpo (o una parte di esso) è “malato” significa che l’omeostasi, cioè l’armonia interna dell’organismo vivente, è venuta meno. E’ proprio a questo punto che l’impiego di aghi, atti a modificare le attività di uno o più “sistemi funzionali”, può permettere all’organismo di ritrovare il suo stato armonico originario.   Che l’agopuntura funzioni è un fatto. Queste tecniche antichissime hanno mostrato di poter garantire miglioramenti nella cura di numerose patologie. Quello che affligge gli studiosi è che la scienza non riesce a spiegare in maniera specifica ed universalmente riconosciuta i meccanismi che stanno dietro a questa efficacia ormai provata nella pratica.   Come spiega la Dott.ssa Dr. Leena Mathew, del Columbia University Medical Center, che sta studiando da anni l’agopuntura: “si tratta di una scienza retrospettiva, che esiste da più di 3000 anni. Sappiamo che funziona, ma non sappiamo perché. Se è una scienza, però, motivarla dovrebbe essere possibile e stiamo lavorando proprio su questo. ”   Lucia D'Addezio ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sul benessere?  Leggi: Il massaggio con le sfere - Dipu 5 sensi per un ralax completo Articoli correlati per keywords: Salute - Medicina orientale
Probiotici cosa sono e quali i migliori urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-10-11 05:55:14 Leggi lo speciale Diete efficaci
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  Il loro nome significa letteralmente “favorevoli alla vita”. Basta questo per capire quanto siano preziosi i probiotici nel mantenimento di uno stato ottimale di salute e benessere.   Appartengono alla categoria dei probiotici centinaia di microrganismi diversi - batteri, enzimi e lieviti - in grado di esercitare funzioni benefiche per l’uomo. Alcuni alimenti freschi, come lo yogurt e la frutta matura, contengono naturalmente probiotici. Ma grazie ai progressi della chimica, oggi è possibile isolare e moltiplicare i probiotici in laboratorio, selezionando i ceppi più preziosi per l’uomo, in modo da assumerli direttamente in aggiunta ad una dieta varia ed equilibrata.

Molto efficaci ad esempio sono le preparazioni galeniche di L.Acidophilylus con inulina.

  A cosa serve l’integrazione alimentare di probiotici? Prima di tutto a regolare la funzione intestinale, da cui dipende a sua volta un buon equilibrio fisico. Assunti per via orale, i probiotici sono infatti in grado di colonizzare il tubo digerente assicurando il corretto equilibrio della microflora intestinale, ed evitando che i batteri potenzialmente nocivi presenti in essa naturalmente prolifichino fino a generare disturbi, gonfiori e diarrea in testa.   Ma i probiotici hanno anche altre funzioni importanti: in primo luogo migliorano l’assimilazione degli alimenti, aumentando la capacità di assorbimento intestinale. Ciò significa che, di tutti i preziosi nutrienti ingeriti ogni giorno attraverso il cibo, la parte “sprecata” si ridurrà considerevolmente a vantaggio di quella assorbita e quindi utilizzata correttamente.   Probiotici amici della salute, dunque, ma anche della linea: come confermato da una recente ricerca dell’Imperial College di Londra, questi batteri sono utili durante le diete dimagranti perché sono in grado di aumentare la secrezione degli acidi biliari, che a loro volta consentono di migliorare la funzionalità del metabolismo.   Infine, non dimentichiamo il ruolo più “classico” dei probiotici, cioè quello di contribuire al ritorno alla normalità dopo una convalescenza o una terapia antibiotica. Per lo stesso motivo i probiotici sono utili nella prevenzione dei malanni di stagione: incrementando fin dai primi freddi il numero e la qualità dei batteri “amici” che fanno da scudo a quelli dannosi, è possibile ridurre il rischio di finire a letto con influenze e raffreddori durante l’inverno.   Efficaci, sicuri, naturali e dalle mille virtù: non resta che fare scorta di probiotici, con l’accortezza di preferire le preparazioni galeniche che assicurano una maggiore concentrazione di batteri. Ancora meglio se presenti in combinazione con altre sostanze compatibili. Una di queste è l’inulina, una fibra solubile vegetale derivata da cicoria e topinambur, utile nel contrastare la stipsi e favorire il corretto transito intestinale eliminando il fastidioso problema del gonfiore addominale.   Silvia Nava ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sullo yogurt? Leggi I pericoli della dieta urto - Probiotici: confermate le loro proprietà benefiche
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Sesso orale: pericolo Papilloma Virus urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-10-11 05:14:47 Sempre più spesso si sente parlare dei rischi collegati al Papilloma Virus ma pochi sanno che non solo i rapporti sessuali canonici ma anche quelli orali sono una possibile causa di contagio. Il sesso orale è oggi considerato una delle principali cause di aumento dei tumori del cavo orale.   Il Papilloma Virus umano, conosciuto anche come HPV (acronimo di Human Papilloma Virus), viene in genere contratto con il contatto diretto, di tipo sessuale, cutaneo o ambientale, ed è considerato una delle principali cause dell’insorgenza del tumore all’utero. Il Virus è, però, collegato anche allo sviluppo di altre patologie gravi come la Sindrome di Kawasaki, l'artrite reumatoide, la sclerosi multipla ed alcuni tipi di Lupus.   Negli ultimi mesi ben due studi scientifici a cura della Johns Hopkins University hanno dimostrato l’esistenza di una correlazione tra il sesso orale e l’aumento dei casi di tumore alla bocca e alla gola proprio a causa della trasmissione dell’HPV.   Secondo i dati raccolti dal National Cancer Institute durante il monitoraggio di circa 46mila casi, l’HPV interessa maggiormente i giovani maschi di razza bianca e, più in generale, maggiormente i giovani rispetto agli adulti.   I comportamenti sessuali degli individui, soprattutto di quelli in giovane età, sono, infatti, molto cambiati ed anche il numero di partner che un individuo ha nel corso della propria vita è decisamente aumentato. Entrambi questi fattori hanno favorito la maggiore diffusione del Papilloma Virus nella popolazione tra i 20 ed i 30 anni.   Secondo i ricercatori della Hopkins, i soggetti che hanno avuto nel corso della vita più di sei partner sessuali avrebbero una probabilità 8,6 volte maggiore di sviluppare una neoplasia da Papilloma. Più di un fumatore cronico.   E’ stato quindi dimostrato scientificamente che i tumori orofaringei sono causati dalle infezioni da Papilloma Virus. L’HPV può essere contratto durante il sesso orale (fellatio e cunnilingus) sia dalle donne che dagli uomini anche se questi ultimi sono più interessati dall’insorgenza delle neoplasie da Papilloma alla gola, alle tonsille, alla lingua e alla bocca.   Lucia D'Addezio .............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul cancro? Tumore ovarico - Papilloma Virus Vaccinate 3 ragazze su 10

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Ottobre: il mese contro il cancro al seno urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-10-07 04:22:01 Leggi lo speciale Mammografia
  Ottobre è il mese dedicato alla battaglia contro il cancro alla mammella. La testimonial di questa prevenzione assolutamente necessaria per le donne è Federica Pellegrini. Purtroppo le diagnosi sono in aumento anche in ragazze giovani.   Oggi nell’80% dei casi di diagnosi di cancro al seno si guarisce. Il merito però non è solo del progresso della medicina, ma anche della diagnosi precoce che consente di asportare chirurgicamente la neoplasia.   In realtà il cancro alla mammella è un tumore che si trasforma continuamente per sfuggire alle terapie ed è proprio per questo che bisogna insistere con la prevenzione ed i controlli annuali. Nel restante 20% dei casi infatti anche se il tumore viene combattuto ed asportato si ripresenta spesso in forma più aggressiva oppure semplicemente si scopre il tumore troppo tardi, quando cioè è arrivato a sviluppare metastasi.   In questo modo diventa necessario tenere sotto osservazione il seno per evitare eventuali recidive e adottare tutte le strategie necessarie per evitare la ricomparsa di noduli maligni. Al Convegno Europeo multidisciplinare di oncologia è stato evidenziato proprio questo punto: quali strategie adottare in modo che il tumore ritardi la sua comparsa o scompaia definitivamente? La terapia adeguata deve essere scelta in base alle caratteristiche istologiche e biologiche del tumore. La terapia solitamente va fatta dopo l'intervento chirurgico.
Una delle terapie più usate è quella a base di ormoni, ma ci sono casi in cui gli ormoni non hanno alcun effetto. Ad esempio il caso più frequente di tumore alla mammella è quello che ha dei ricettori ormonali per quanto concerne gli estrogeni ed il progesterone. Si tratta fra l'altro di due ormoni base per la composizione della pillola contraccettiva.   La forma più aggressiva è la HER2 positiva che si cura con determinati farmaci. Il terzo tipo di tumore mammario è quello triplo negativo che si cura con la chemioterapia.   E' bene precisare però che nelle recidive il tumore si trasforma e per questo andrebbero ripetuti gli esami istologici per cambiare la terapia. La notizia deriva dal Dott. Lindström che, insieme ai suoi colleghi ha analizzato i dati relativi a 119 pazienti che hanno presentato recidive fra il 1997 ed il 2007.   Inoltre uno studio americano denominato Bolero2 che attualmente è in sperimentazione in terza fase ha sottolineato l'importanza di una terapia a base di due farmaci: il everolimus e l'exemestane che promette di guadagnare 7 mesi evitando il progresso del tumore così come ha chiarito il Dott. José Baselga, oncologo del Massachusetts General Hospital and Harvard Medical School di Boston (Usa). Questa terapia è consigliata soprattutto alle donne in menopausa che non rispondono alle terapie ormonali.   In un altro studio è stato invece sperimentato un mix di farmaci che è stato usato su 485 donne (everolimux più exemestane), 239 donne hanno rievuto solo exemestane. Nel primo gruppo la sopravvivenza della malattia è più che raddoppiata ed il tumore è stato ridotto del 57%.   Insomma oggi vincere il tumore al seno è possibile, ma per vincerlo definitivamente è importante prevenirlo. Ottobre è il mese della prevenzione e sarà possibile in tutt'Italia ricevere visite specialistiche in molti centri che aderiscono all'iniziativa.   Maria Melania Barone
Difese immunitarie basse, cosa fare urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-10-07 03:48:02 A fine settembre molti di noi cominciano ad avere i primi acciacchi. Il tempo variabile e i venti tipicamente autunnali non fanno altro che mettere alla prova le nostre difese immunitarie con virus para-influenzali e sinusiti, mal di testa, febbre e chi più ne ha più ne metta. Tuttavia è possibile difendersi.   Oltre ai trattamenti classici, persino i medici più conservatori ormai consigliano le medicine naturali, soprattutto in questo periodo. Le fasi di transizione tra la stagione calda e quella fredda sono quelli che maggiormente attaccano l'organismo mettendo a rischio le difese immunitarie.
Il ciclo consigliato è di tre mesi, tuttavia chi ha un sistema immunitario veramente debole può provare a prolungare per più tempo le terapie. Tra quelle più consigliate c'è la fitoterapia immunostimolante.   Tra le sostanze maggiormente utilizzate per questo tipo di terapia vi è l'echinacea e la propoli dagli effetti benefici ampiamente riconosciuti. Anche l'acerola e la rosa canina sono ricche di vitamina C e dunque sono in grado di allontanare i radicali liberi. Anche gli antiossidanti contenuti nel the verde fanno un gran bene all'organismo e al sistema immunitario.   Oltre alla fitoterapia è importantissimo puntare su un programma di difesa dell'apparato digestivo. Per questo sono spesso utilizzate l'uncaria tormentosa e l'aloe vera. La prima ha un nome un pò strano, ma rafforza davvero il sistema immunitario; la seconda invece oltre ad equilibrare il nostro organismo fa bene all'apparato digestivo ed è ricca di antiossidanti. E' consigliabile inoltre ricorrere a un programma di disintossicazione e regolarizzazione dell'intestino attraverso l'integrazione con i probiotici del tipo L Acidophylus. Come spesso sentiamo dalla pubblicità, un intestino regolare aumenta le difese immunitarie.   Infine importantissima è la purificazione per preservare gli organi interni, a cominciare dal fegato che svolge ogni giorno ben 522 funzioni biologiche vitali. Per purificare il nostro corpo dunque possiamo assumere tisane a base di carciofo, bardana, paritaria e tarassaco. E' importante però ricordare che le erbe non vanno mischiate a caso: qualora non si disponga di ricette certificate è sempre bene rivolgersi ad un allopata, naturopata o al proprio erborista di fiducia.   Maria Melania Barone ........................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sulla medicina naturale? Leggi: Aglio: i nostri nonni avevano ragione -   Eleuterococco: un ginseng molto pregiato
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Cuore più debole per chi non è papà urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-10-06 05:33:51 Leggi lo speciale: Infarto Sitomi e Cure
  Un recente studio ha stabilito che gli uomini che non hanno figli sono soggetti ad un innalzamento del rischio di problemi cardiaci.   Fare figli, dunque, rafforza il cuore dei maschi adulti. Come mai? A spiegarcelo sono i ricercatori dell'AARP (Associazione Americani delle Persone in Pensionamento) in collaborazione con il governo Americano e con alcuni atenei universitari.   Si tratta dello studio più vasto realizzato in merito alla fertilità e mortalità maschile, che ha coinvolto circa 130 mila uomini. Una somma tanto imponente da tracciare una percentuale attendibile.   Chiaramente i risultati dimostrano soltanto che le morti di uomini adulti dovuti a problemi cardiaci diminuiscono in maschi che hanno figli, tuttavia questo studio non ha creato un collegamento tra paternità e mortalità in senso generico. Tuttavia ci sono molte ragioni per cui alcuni ricercatori stanno pensando ad un collegamento del genere, motivandolo col fatto che tutti noi siamo animali e che il nostro corpo sa che il primo istinto scritto nel nostro DNA è la riproduzione e la trasmissione del nostro patrimonio genetico.   E' come se il nostro corpo sapesse effettivamente se stiamo obbedendo a questa legge atavica comportandosi di conseguenza. A pensare ad un simile collegamento sono soprattutto gli esperti di malattie cardiache.   Gli esperti guardano alla possibilità di ottenere benefici cardiaci anche soltanto grazie alla compagnia di figlio adottivo (o di un cucciolo). Ciò che è alla base della vita di tutte le specie animali infatti è non soltanto la trasmissione del patrimonio genetico, ma anche la trasmissione del proprio affetto, della propria energia e del proprio sapere.   Avere cura degli altri, aiuta ad avere cura del proprio cuore, del proprio mondo interiore, di se stessi in senso più vasto.   Ulteriori studi dovranno raccogliere informazioni riguardo al livello di colesterolo nel sangue e chiarire se gli uomini senza figli avessero rinunciato alla paternità per scelta o per problemi di fertilità.   Certo è che dopo la riproduzione un uomo ha un abbassamento di testosterone. Avere troppo testosterone (o troppo poco) porta ad un innalzamento di colesterolo buono o HDL che è un fattore chiave per il rischio infarto, come afferma Robert Eckel, ex presidente dell’Associazione Americani Cardiologica e docente di medicina presso l’Università del Colorado, a Denver.   Anche se dunque una connessione tra paternità e mortalità è plausibile il Dottor Daniel Rader, direttore di cardiologia preventiva presso l’Università della Pennsylvania, ha dichiarato che non è disposto a consigliare di iniziare ad avere figli per prevenire l'infarto.   Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................  
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L'omeopatia per le tonsille urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-10-05 04:00:54 Tonsillite causata dal freddo? Anche per questo c'è l'omeopatia. Le terapie omeopatiche infatti sono sempre più efficaci e sempre più gettonate e soprattutto possono coprire una vasta gamma di problematiche.   Quando hai la tonsillite le tue tonsille palatine sono in fiamme. In buona sostanza hai la faringe completamente tumefatta, difficoltà a parlare, e grande difficoltà a deglutire oltre ad un dolore molto acuto ed un forte rossore. Viene anche chiamato angina poiché il paziente avverte una forte infiammazione a livello della gola.   I sintomi, più attenuati ma persistenti, si manifestano con un senso di bruciore e fastidio alla gola, disturbo alla deglutizione, facile affaticabilità e febbricola. Il focolaio infettivo che si instaura può dare origine a gravi malattie come il reumatismo articolare o cardiaco, le nefriti e varie forme di febbricole persistenti. La tonsillite può essere virale o batterica.   Quella batterica va curata con una terapia antibiotica. Normalmente però sia le tonsilliti lievi che quelle acute e croniche possono essere curate con rimedi omeopatici a basse diluizioni (5-30 CH).   L'Apis si utilizza dopo i primi sviluppi della tonsillite, cioè quando dopo il gonfiore ed il rossore si comincia ad avvertire la formazione di placche e piccoli puntini.   La belladonna invece è utilissima nelle tonsilliti acute. E' utile soprattutto quando le tonsille sono gonfie, rosse e piene di pus ed il paziente avverte forte sete ma non riesce a deglutire.   Mercurius solubili invece è usato nelle tonsilliti acute accompagnate da febbre, tumefazione della faringe e placche alla gola con dolore acuto che si irradia alle orecchie.   Tra gli altri rimedi utilizzati dall'omeopatia annoveriamo anche l' Hepar sulfur utile nelle forme croniche e nelle recidive; Cantharis soprattutto nelle tonsilliti dolorose. Aconitum napellus utilizzato nelle forme acute e Lachesis utile quando la tonsillite nasce a sinistra e si sposta a destra.   Se poi vuoi provare a sconfiggere i batteri con i vecchi rimedi della nonna, copriti la gola con una sciarpa e la sera bevi due dita di amaro in un bicchiere molto largo, bollente con succo e buccia di limone e con 2 cucchiaini di zucchero. I superalcolici bollenti fanno davvero miracoli in caso di batteri oltre ad alleviare i sintomi per qualche ora.   Maria Melania Barone ............................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più su disturbi e malattie? Leggi: Tosse: 4 rimedi naturali  -  Mal di gola: combatterlo coi rimedi naturali
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La scabbia: sintomi e terapia urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-10-05 03:12:47 Alcune patologie che credevamo debellate sono tornate a manifestarsi con rinnovato vigore negli anni 2000. La scabbia è una di queste. Ma di cosa si tratta? E perché nonostante i progressi scientifici e la maggiore attenzione all’igiene personale questa patologia continua a diffondersi?   La scabbia è nota comunemente anche con il nome di “rogna”. Si tratta di una patologia che colpisce la pelle e che si manifesta con la comparsa di vescichette e gonfiori dolorosi e pruriginosi.   Il contagio avviene a causa di acari di diversa specie, prevalentemente dello Sarcoptes Scabiei, che si annidano nell’epidermide e qui scavano dei cunicoli e depongono le loro uova.   La parassitosi si manifesta con diversi segnali fisici che, inizialmente, possono facilmente essere confusi con quelli di un’allergia o di altre patologie con sintomatologia similare.   I sintomi principali sono:  
  1. Irritazioni sulla pelle di colore rossastro e di forma lineare ed ondulata;
  2. Lesioni concentrate in particolar modo sul polso, sulle dita, sotto le ascelle, sul seno e sui piedi;
  3. Forte prurito e dolore;
  4. Comparsa di protuberanze e vescicole causate dall’attività dei parassiti.
  La scabbia si trasmette in seguito al contatto con un animale o un individuo infetto. Il contatto avviene prevalentemente con una epidermide già malata oppure in seguito a rapporti sessuali (anche con il preservativo). Il rischio di essere contagiati è presente anche se si è entrati in contatto con oggetti, vestiti e ambienti che sono stati toccati dal soggetto già malato.   Una volta effettuata la diagnosi di “scabbia”, con l’individuazione e l’identificazione di acari e uova al microscopio ottico, il medico curante somministrerà una cura per uccidere i parassiti ed eliminare ogni traccia della loro prole. Se non trattata, la scabbia non guarisce da sola né si attenua.   La cura consiste nell’applicazione di una lozione acaricida sulla pelle. Il prurito può continuare a manifestarsi anche per una o due settimane dopo l’applicazione della crema curativa.   Lucia D'Addezio ..............................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla cura della pelle? Leggi: Funghi della pelle: usa la lavanda - Ricomincia la scuola: allarme pidocchi

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L'alluce valgo, tutto quello che c'è da sapere urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-10-03 10:03:31 L’alluce valgo è una delle patologie più diffuse a carico del piede. Sono moltissimi coloro che, in Italia, soffrono di questa deformità spesso molto dolorosa anche se i soggetti che sanno come affrontarla sono ancora in numero limitato. La paura e l’ignoranza sul tema sono molto diffusi ed i malati, nella maggior parte dei casi, si limitano a convivere con il problema.   Nello specifico, l’alluce valgo è una deformità che interessa il piede, o meglio, il primo dito ed è spesso accompagnato da forti dolori, imbarazzo e disagio estetico, difficoltà nella scelta di calzature adatte e così via.   Le cause dell’alluce valgo sono diverse. Innanzitutto, nella maggior parte dei casi non è una deformità con la quale si nasce ma è un problema che si sviluppa e si accentua con il passare del tempo. Quasi sempre l’alluce valgo acquisito è causato da calzature troppo strette e scomode o da tacchi troppo alti. D’altro canto, in alcuni casi, si può parlare anche di alluce valgo congenito, con la presenza di una testa metatarsale tondeggiante dovuta a fattori ereditari.   In più del 90% dei casi, proprio a causa della stretta correlazione tra la comparsa della deformità e il tipo di calzature indossate, i soggetti colpiti da alluce valgo sono donne. La scelta delle scarpe indossate è fondamentale in ogni età. L’alluce valgo è, infatti, un disturbo subdolo che inizia con una infiammazione dei tessuti ed una conseguente sensazione di dolore seguita solo nella sua fase finale dalla comparsa della deformazione verso l’esterno del primo dito.   La correzione di questo problema avviene in molti modi e può anche comportare un intervento chirurgico. In generale, però, l’intervento chirurgico è consigliato solo ai soggetti che, a causa della deformità, subiscono un peggioramento della qualità della vita, in quanto l’operazione è molto dolorosa (soprattutto nella fase post-operatoria) ed affatto esente da rischi.   Per una valutazione più accurata vi consigliamo di rivolgervi, sin dalla prima comparsa di dolore e fastidio, al vostro ortopedico di fiducia.   Lucia D'Addezio ...........................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più su disturbi e malattie? Leggi   Dolori alle gambe: claudicatio intermittens  -  Gambe snelle eliminando il sale
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Tricotillomania: cos'è e come affrontarla urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-10-03 09:32:30 Leggi lo speciale: Capelli

La Tricotillomania è un disturbo ossessivo compulsivo che consiste nell’abitudine di strapparsi capelli o peli in varie aree del corpo (ciglia, sopracciglia, barba, baffi, peli del naso, peli pubici, etc.) senza riuscire a controllare l’urgenza ricorrente di procedere all’estirpazione. Questo, come ovvio, può portare alla comparsa di aree glabre sul viso e sul corpo ma anche di calvizie estesa e ben visibile.   In genere, i soggetti affetti da Tricotillomania hanno delle aree di estirpazione preferite, come la testa, le sopracciglia e le ciglia, anche se la patologia può portare il malato ad agire su tutte le aree del corpo coperte da peluria.   Come spesso accade nei disturbi ossessivo-compulsivi, dopo l’atto il soggetto è pervaso da una sensazione di piacere, soddisfazione e sollievo.   Quali sono i sintomi principali con i quali la patologia si manifesta?
  Estirpazione frequente dei capelli e dei peli, in genere praticata in solitudine;

Urgenza incontrollabile di procedere all’estirpazione;

Crescendo di ansia ed eccitazione prima dell’atto;

Sensazione di piacere e sollievo successiva all’atto;

Comparsa di calvizie o perdita di ciglia e sopracciglia;

Problemi nelle relazioni sociali e lavorative causata dalle conseguenze dell’estirpazione continuata di capelli e peli.

Quali sono i soggetti più colpiti dalla Tricotillomania?
  La Tricotillomania è un disturbo che colpisce in particolar modo i bambini in una fascia d’età compresa tra i 2 ed i 6 anni. L’abitudine di strapparsi capelli e peli può comunque manifestarsi (o protrarsi) anche durante l’adolescenza e l’età adulta.   Anche se tra i bambini il disturbo colpisce più i maschietti delle femminucce (con un rapporto di 3:2), in età adulta le donne sono le più colpite (2:1).   Come si cura la Tricotillomania?
  La Tricotillomania può (e deve) essere curata. In alcuni casi la cura può limitarsi al supporto di un buon dermatologo. In altri casi, invece, può essere necessario l’aiuto di una psicoterapeuta specializzato e l’assunzione di farmaci antidepressivi e tranquillanti.   Lucia D'Addezio ................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sui disturbi psichici? Leggi: Analisi 2.0: la psicoterapia sbarca su Facebook  -   La depressione aumenta con internet Articoli correlati per keywords: Salute - Psicologia
Cicatrici da acne: i consigli dell'esperto urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-09-27 03:20:36 Chi di voi non è mai inorridito davanti allo specchio a causa della comparsa di qualche grosso foruncolo? E chi di voi durante la pubertà non ha avuto problemi con brufoli e pelle grassa? Questi (ma anche molti altri) sono i segnali più banali di un problema al livello delle ghiandole sebacee, che lubrificano e proteggono quotidianamente la nostra pelle, ma anche del canale che trasporta il sebo prodotto in superficie.   Tutti conoscono la famigerata “acne” anche se pochi sanno come comportarsi quando foruncoli e punti neri iniziano a creare problemi. L’acne è un comunissima malattia cutanea che però può dare origine a complessi e a problemi nelle relazioni sociali proprio per l’impatto devastante delle lesioni causate da quella che è nient’altro che una infiammazione del bulbo pilo-sebaceo.   Per cercare di capire cosa si può fare per evitare la comparsa o per eliminare le cicatrici causate dall’acne, abbiamo intervistato Luigi Laino, Dermatologo, Dirigente Medico e responsabile del Centro Dermatologico Venereologico di via Bixio in Roma.   “Anzitutto – ha spiegato Laino - occorre specificare che le cicatrici post acneiche non sono tutte uguali ed ogni cicatrice post-acneica prevede l’impiego di trattamenti specifici.”   In dermatologia, infatti, si riconoscono:  
  1. Cicatrici infiammatorie, contraddistinte dai classici “segni rossi” che restano visibili dopo una lesione acneica. In questo caso uno dei migliori approcci risiede nella biostimolazione con luce pulsata dermatologica ad alta intensità.
     
  2. Cicatrici dicromiche, delle macchie solitamente più scure di forma lenticolare che sviluppano sulla sede di una lesione acneica spesso dopo l'esposizione al sole. In tal caso si può ricorrere con successo all'impiego di un recente laser ultraspecifico per il pigmento chiamato Q-switched che è lo stesso di quello che si usa per rimuovere i tatuaggi.
     
  3. Cicatrici ipertrofiche o cheloidee, vere e proprie lesioni cicatriziali rilevate sul piano cutaneo, palpabili. Queste sono purtroppo difficilissime da trattare e i migliori approcci possono prevedere impiego di microinfiltrazioni steroidee a lento rilascio.
     
  4. Cicatrici atrofiche, quei “buchetti” tanto temuti dai pazienti e che possono deturpare in modo permanente l'incarnato del volto. In questo caso possono trovare ottimo impiego i laser frazionati a CO2 o ad Erbium, in associazione a bio-stimolazioni meccaniche come il needling (una sorta di roller con microaghi).
  I trattamenti possibili sono numerosi. Ma qual è la differenza tra i peeling chimici e i trattamenti con il laser? E se sono entrambi efficaci, come scegliere quello più adatto?   “E’ sempre il dermatologo – precisa l’esperto - a fare la scelta. Diciamo, però, che anche quando si parla di peeling bisogna fare dei distinguo, poiché l'impiego di queste sostanze varia da un semplice approccio estetico e limitato agli strati molto superficiali della pelle (alfa e beta idrossiacidi) fino ad approcci praticamente para-chirurgici per acidi più aggressivi (come le alte concentrazioni del tricloracetico)".   E’ noto che i retinoidi sono molto efficaci nel trattamento dell’acne. Abbiamo chiesto delucidazioni all’esperto sulle terapie a base di retinolo-A contro le lesioni da acne. Come ha chiarito il dottore, "l’Isotretinoina è un farmaco che ha rivoluzionato il percorso terapeutico dei pazienti con acne grave e resistente".   Ad oggi possiamo dire che non dovrebbero più esserci pazienti portatori di gravi cicatrici post acneiche, perché l'acne può e deve essere curata con successo. Ovviamente l'Isotretinoina è un farmaco serio che deve essere dispensato e controllato dal dermatologo, dopo una attenta anamnesi e soprattutto dopo un buon incasellamento del paziente in quello che si chiama "algoritmo diagnostico terapeutico".   Come ci tiene a specificare Laino esistono altre tecniche impiegate nel trattamento delle cicatrici. Stiamo parlando della dermoabrasione e della micro dermoabrasione. “Si tratta di due approcci di una medesima terapia. La dermoabrasione (un tempo praticata anche con frese meccaniche) è praticamente ormai quasi abbandonata per l'elevato impegno del paziente (che spesso veniva ricoverato per alcuni giorni). La microdermoabrasione è un’evoluzione della stessa, che comporta tempi di recupero più brevi e l'impiego non più di mezzi meccanici ma solitamente di laser ablativi o di peelings profondi.”   Sono soprattutto le donne a soffrire a causa della presenza di cicatrici causate dall’acne. Esistono, però, dei rimedi per “mascherare”, anche durante il decorso dei trattamenti, le lesioni. “E’ vero - continua Laino - e sono molti i pazienti, non solo donne ma anche uomini, che ci chiedono di mascherare anche durante la terapia (la quale dura solitamente dei mesi e non pochi giorni) i segni dell'acne attiva o dei residui della stessa. Tale approccio dermocosmetico prende nome di ‘camouflage’ e può essere associato alle terapie stesse grazie all'impiego di prodotti ipoallergenici e soprattutto non comedogenici che spaziano dalle creme idratanti fino a fondotinta, correttori e trucchi in genere.”   Lucia D'Addezio


dermatologo Dott. Luigi Laino. Medico Chirurgo Specialista Dermatologo e Venereologo, Dirigente Medico Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. Consulente Tecnico Dermatologo del Tribunale Ordinario di Roma. Revisore scientifico European Journal of Dermatology. Revisore scientifico Archives of Dermatology. Già Docente Corso di Alta Formazione in Allergologia ed Immunologia Pediatrica Clinica Pediatrica Università di Roma "La Sapienza". Master in Dermatoscopia ..................................................................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull'acne? Leggi: Speciale Acne Rosacea - Acne: tutta colpa dello stress
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Diabete correlato al morbo di Alzheimer urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-09-26 04:26:07 Leggi lo Speciale Ictus Leggi lo speciale: Diabete Mellito
  Recenti studi hanno collegato il diabete mellito di tipo 2 ad un rallentamento nel funzionamento del cervello e ad un aumento del rischio di sviluppare in futuro il morbo di Alzheimer. La possibilità di complicazioni cerebrali è solo l’ultimo dei motivi che deve spingere una persona a tenere il diabete sotto controllo.   Gli scienziati sono ancora incerti su come il diabete di tipo 2 potrebbe effettivamente influenzare il cervello. Quello che si sa, comunque, è che sono coinvolti diversi fattori.   "La glicemia alta può influenzare direttamente sia le cellule nervose che quelle di supporto del sistema nervoso", dice Alan Jacobson, dottore in medicina ed emerito professore di psichiatria alla Harvard Medical School, negli Stati Uniti. "Può anche causare danni ai vasi sanguigni sia grandi che piccoli." La conseguenza è la riduzione della quantità di ossigeno che raggiunge il cervello. "Inoltre, aumenta il rischio di avere un ictus con effetti distruttivi per le cellule celebrali".   Il diabete di tipo 2 di solito inizia con una "resistenza" all'insulina, in cui le cellule del grasso, dei muscoli e del fegato non sono in grado di utilizzare questo ormone. In un primo momento, il pancreas risponde pompandone in maggiore quantità. Lo stesso enzima che scompone l'insulina scompone anche una proteina chiamata beta-amiloide, che si accumula in modo anomalo nel cervello delle persone con il morbo di Alzheimer. L’effetto di questo enzima sulla beta-amiloide sembrerebbe essere simile a quello che si verifica in caso di morbo di Alzhaimer.   Gli studi hanno collegato il diabete mellito di tipo 2 ad un declino del funzionamento del cervello. Uno studio nello specifico ha esaminato le capacità mentali particolarmente colpite negli adulti di mezza età e negli anziani con il diabete. I risultati si sono focalizzati sulla velocità neurocognitiva e sulle funzioni esecutive.   La velocità neurocognitiva si riferisce a quanto rapidamente e precisamente si risponde alle situazioni, ed è un utile indicatore della salute generale del cervello. Le funzioni esecutive si riferiscono alla progettazione, al controllo e al monitoraggio delle proprie attività mentali. È ovviamente indispensabile nella vita quotidiana.   La buona notizia è che i deficit mentali osservati in questo studio sono stati tutto sommato lievi e, fatto ancora più importante, è possibile prevenirli. In particolare, la prevenzione, consiste nel controllare il diabete con l'assunzione di farmaci e apportando cambiamenti al proprio stile di vita. In questo modo le persone possono essere in grado di controllare o limitare gli effetti del diabete sulla salute del loro cervello.   Altre ricerche hanno collegato il diabete di tipo 2 direttamente al morbo di Alzheimer. Uno studio svedese ha rilevato un aumento del rischio di morbo di Alzheimer in età più avanzata per le persone che avevano contratto il diabete relativamente giovani. L'aumento non è stato così marcato in chi lo ha contratto dopo i 65 anni di vita. "Sembra che il rischio del morbo di Alzheimer aumenti proporzionalmente al numero di anni in cui si è stati diabetici", spiega il ricercatore Margaret Gatz, dottore di filosofia e professore di psicologia alla University of Southern California.   Gli studi hanno trovato un legame simile tra l'ipertensione e l'obesità di mezza età e il successivo morbo di Alzheimer. Controllando la pressione del sangue "si riduce nuovamente il rischio", afferma il dottor Gatz.   La morale è sempre la stessa: migliorando la propria salute oggi, il cervello beneficerà di una migliore condizione negli anni a venire. ....................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul Diabete ?  Leggi La chirurgia cura il diabete tipo 2Sempre più donne colpite da diabete e obesità

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Xantelasma: attenti al cuore urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-09-26 03:16:23 Leggi lo Speciale Ictus Leggi lo speciale: Colesterolo Alto
  Una ricerca danese sostiene che chi sviluppa depositi visibili di colesterolo nella pelle e in particolare intorno agli occhi, sarebbe maggiormente a rischio di sviluppare malattie cardiache e in particolare infarto.   Il legame tra la condizione della pelle e le malattie cardiache, tuttavia, sembrerebbe essere più un'associazione che un chiaro caso di "causa-effetto".   Il gruppo di studio guidato dal dottor Anne Tybjaerg-Hansen, del dipartimento di biochimica clinica al Copenhagen University Hospital in Danimarca, sostiene che la scoperta potrebbe forse spingere i medici a prestare maggiore attenzione alle condizioni della pelle nella prevenzione delle malattie cardiache.   La ricerca, pubblicata nell'edizione on-line del British Medical Journal il 15 settembre, potrebbe essere di particolare valore nelle popolazioni in cui l'accesso alle strutture di laboratorio e di analisi del profilo lipidico del sangue è difficile.   Già da tempo gli "xantelasmi", delle placche giallastre in rilievo intorno agli occhi, e un'altra condizione chiamata "arco corneale", caratterizzata da anelli di colore bianco o grigio attorno alla cornea, servivano a segnalare l’esistenza di depositi di colesterolo.   Per scoprire come tali depositi avrebbero potuto influenzare il rischio di malattie cardiache, tra il 1976 e il 2009 il gruppo di ricerca, guidato dal dottor Anne Tybjaerg-Hansen, ha esaminato e monitorato circa 13.000 pazienti danesi di età compresa tra i 20 e i 93 anni.   Anche se all'inizio dello studio nessuno aveva sviluppato malattie cardiache, una volta iniziata l'indagine e il monitoraggio, oltre 4% dei pazienti presentava xantelasmi e quasi 1/4 aveva un arco corneale.   In definitiva, più di 1.870 partecipanti negli anni successivi hanno avuto un infarto e quasi 3.800 hanno sviluppato malattie cardiache; circa 1.500 hanno avuto un ictus e 1.815 hanno sviluppato malattie cerebrovascolari. Complessivamente, prima della conclusione dello studio nel 2009, ci sono stati tra i pazienti monitorati 8.500 decessi.   A quel punto, il gruppo di studio ha concluso che avere uno xantelasma significherebbe senza ombra di dubbio avere un rischio più elevato di infarto in futuro o di sviluppare malattie cardiache.   I ricercatori hanno, tuttavia, fatto notare che non esiste un rapporto diretto tra arco corneale e xantelasmi da una parte e malattie cardiache dall’altra. Come detto all’inizio sembrerebbe essere più un’associazione di carattere statistico che un rapporto di "causa-effetto". ...............................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sul cuore? Leggi:  Sport e colesterolo - Come viene rilevato l’infarto?

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Analisi 2.0: la psicoterapia sbarca su Facebook urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-09-21 03:03:36 Ormai Facebook si è insidiato nella nostra vita. Attorno al social network più famoso del mondo ruotano associazioni, comitati, rivoluzioni, politica, informazione, licenziamenti, divorzi… e da oggi anche la psicoterapia. Strano? Non del tutto. L'idea infatti è del Servizio Italiano di Psicologia Online.   Se anche tu affronti un momento buio o vivi all'ombra delle tue paure che da anni non riesci a superare, evidentemente sai di aver bisogno di qualche seduta di psicoterapia. Spesso l'aiuto di un professionista può essere utile per superare i problemi, ma non tutti sono disposti ad aprirsi di fronte ad un esperto che all'inizio viene considerato estraneo.   Così il Servizio Italiano di Psicologia Online ha aperto uno sportello direttamente su Facebook per facilitare il primo approccio con i propri futuri pazienti.   Lo sportello, ai suoi primi giorni di vita, è rivolto alle persone di maggiore età ed è attivo due giorni a settimana dalle 21.00 alle 23.00 al profilo SIPO di Facebook.   Diversi sportelli di discussione sono attivi: per contrastare le fobie, l'ansia, le problematiche di coppia, l’insonnia, il mobbing e la maggior parte dei disturbi più diffusi.   Esiste anche un servizio di chat gratuito per le informazioni, e gli psicologi potranno parlare anche via webcam. In questo modo tutti coloro che vorranno superare i loro problemi relazionali, potranno affidarsi ad un servizio di analisi web per approcciare con un professionista.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sui disturbi psichici? Leggi: Psiche: tutte le cyber dipendenze e le cure possibili  -   La depressione aumenta con internet Articoli correlati per keywords: Salute  -  Psicologia La Rosacea si cura con il laser urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-09-20 04:28:13 Leggi lo speciale: Acne Rosacea
  La ROSACEA è una malattia cutanea benigna, che può però comportare conseguenze psicologiche molto pesanti sui pazienti, a causa delle sue ripercussioni estetiche. Infatti colpisce tipicamente il viso, con un decorso polifasico e vari stadi di gravità.   Da stadi iniziali di arrossamenti parossistici accessuali (episodi di arrossamento improvviso del volto), si può passare alla formazione di teleangectasie, i cosiddetti capillari, che risultano permanenti su una cute costantemente infiammata e talvolta edematosa. Successivamente si può assistere - e questo è l'aspetto più tipico della malattia - a quadri papulopustolosi, tali da essere stata denominata impropriamente ACNE ROSACEA.   Quadro finale, prevalentemente nel sesso maschile, è talvolta lo stadio del FIMA e dell'elefantiasi facciale, con l'ingrossamento, su base iperplastica, di parti del viso (naso, orecchio, mento, palpebre). Le terapie sono varie, locali e generali, e comprendono antibiotici (tetracicline, eritromicina,clindamicina, metronidazolo), retinoidi (isotretinoina) ed altre ancora a seconda dei quadri. Il trattamento farmacologico deve essere coadiuvato, inoltre, da consigli di ordine igienico-dietetico (evitare fattori scatenanti aspecifici come stress termici, spezie, alcol, topici irritanti) e dalla prescrizione di galenici topici con azione lenitiva e protettiva.   Essenziale è oggi il trattamento laser per il recupero estetico
  La componente vascolare, con le tipiche lesioni eritemato-telengectasiche, si giova dei laser Nd Yag, del laser Kpt e del Dye laser, specifici per lunghezze d’onda rosso e rosso-bluastro. La scelta del laser dipende dal tipo di problematiche da affrontare: il Nd Yag è adatto soprattutto per capillari di dimensione maggiore di 0,2 mm, mentre gli altri sono specifici per capillari più piccoli. L’emissione del fascio laser colpisce il capillare e lo riscalda ad altissime temperature distruggendolo e facendolo coagulare. Per trattare a fondo il problema, di solito occorrono varie sedute, che possono durare dai 20 ai 30 minuti, in ragione dell’estensione della zona da trattare. Di regola le sedute si svolgono con intervalli di circa due mesi l’una dall’altra.   Ovviamente va effettuata una attenta selezione del paziente, ed una pianificazione degli interventi in modo da utilizzare opzioni terapeutiche migliori e sinergiche.   Per il trattamento dei FIMA, specialmente del rinofima, che dà il tipico aspetto del "bevitore" con un possibile impatto negativo sulla vita sociale del paziente, è consigliabile un moderno laser CO2, che vaporizzando gli strati cutanei superficiali, agisce normalizzando i profili del volto.   La laserterapia con i laser vascolari si svolge a livello ambulatoriale e non prevede anestesia, mentre quest'ultima può essere necessaria per il laser CO2: intervento poco doloroso, poco invasivo e con ottimi risultati se effettuato da medici specializzati. Il recupero è rapido (pochi giorni dopo la terapia laser): la scomparsa dei capillari e la normalizzazione dei profili anatomici porta risultati estetici talvolta sbalorditivi. medicina-estetica
Dott . Giampiero Griselli. Specialista in Dermatologia e Venereologia, perfezionato in medicina estetica e tricologia. Effettua attività ambulatoriale sia pubblica che privata rivestendo ruolo di direttore sanitario di poliambulatori. E’ consulente per l’estero di aziende di campo medicale, pubblica studi su riviste specialistiche internazionali e ricopre incarichi apicali in varie associazioni.
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Diabete mellito e disturbi sessuali. Domande e risposte urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-09-20 03:02:41 Leggi lo Speciale Diabete mellito   Il diabete mellito è una patologia che comporta un malfunzionamento del metabolismo in relazione alla presenza di una quantità variabile ed oscillante di zuccheri nel sangue.   Questa patologia può avere come conseguenza diversi disturbi che possono intaccare la vita sessuale sia dell’uomo che della donna. Per chiarire meglio gli effetti fisici e psicologici di questi problemi sui pazienti, abbiamo chiesto delucidazioni ad un esperto, l’andrologo ed urologo Dott. Giovanni Beretta.
Quali problemi sessuali si possono verificare negli uomini che soffrono di diabete?
  L’accumulo di zuccheri nel sangue tipico del diabete mellito ha, tra i suoi primi sintomi sessuali, una difficoltà a mantenere una valida erezione, disturbo che arriva spesso a non permettere più un rapporto sessuale di tipo penetrativo. Si ha quindi un’impotenza cioè, termine più preciso, un deficit erettivo.   Un altro problema sessuale che può interessare un diabetico è l’eiaculazione retrograda, quando il liquido seminale invece di uscire all’esterno finisce in vescica.
Quali sono, invece, i problemi sessuali che possono colpire le donne malate di diabete?
  Si tratta, in genere, di problemi analoghi da un punto di vista clinico a quelli maschili e cioè una carenza della normale lubrificazione vaginale e disturbi dell’orgasmo. Ovviamente, sia nell’uomo che nella donna, queste problematiche possono dare origine ad ansie, paure ed ulteriori difficoltà e disturbi psicologici.
Quali soggetti rischiano di sviluppare problemi sessuali e urologici a causa del diabete?
  Le problematiche sessuali e urologiche nelle persone con iperglicemia non controllata possono interessare anche il 50% dei pazienti e le cause organiche che potenzialmente possono essere in gioco sono:  
  1. un’accelerata arteriosclerosi della macro e della microcircolazione periferica;
  2. un'alterazione biochimica della muscolatura liscia degli organi sessuali;
  3. un danno neurologico mirato.

Possiamo prevenire i disturbi sessuali causati dal diabete mellito? Se si, come?
  Certamente. Il modo migliore per prevenire questi problemi è seguire attentamente tutte le indicazioni cliniche ricevute dal medico che sta seguendo in diretta la situazione clinica particolare dell’iperglicemico: se il soggetto è obeso, bisogna riprendere il peso forma attraverso dieta ed esercizio fisico e, nello specifico, occorre mantenere una glicemia controllata, sia usando farmaci sia seguendo una dieta bilanciata che controlli in modo severo e preciso l’assunzione di carboidrati e di zuccheri.   Lucia D'Addezio diabete
Giovanni Beretta. Specialista in Urologia, Andrologia e Patologia della Riproduzione Umana. Già membro della Commissione Fertilità e PMA per i Rapporti Istituzionali e della Commissione per lo Studio dell'Infertilità di Coppia ed Azoospermia della Società Italiana di Andrologia attualmente dirige Le Unità di Andrologia del Centro Medico Cerva a Milano e del Centro Italiano Fertilità e Sessualità di Firenze.
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Diabete mellito e psicologia urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-09-19 03:20:36 Leggi lo Speciale: Diabete Mellito
  Il diabete mellito è una patologia complessa, le cui conseguenze possono toccare ed influenzare numerose sfere della vita del soggetto malato.   Abbiamo già parlato dei possibili condizionamenti della vita sessuale dei diabetici, sia nell’uomo che nella donna. In questo articolo, invece, abbiamo deciso di trattare un aspetto spesso sottovalutato nella lotta e nella gestione quotidiana del diabete mellito, cioè quello psicologico.   Ne abbiamo parlato con la dottoressa Annalisa De Filippo, psicologa ed esperta nel trattamento di questa patologia con tecniche psicologiche.   Il diabete mellito ha delle connessioni non solo con disturbi di tipo fisico. Come ci spiega l’esperta, “l'aspetto psicologico è importante nelle malattie croniche in cui bisogna curarsi da sé perché l'immagine che si ha della patologia è un aspetto centrale della terapia. Questa, infatti, va ad incidere sulla sua gestione e sul benessere della persona”.   Per questa ragione gli interventi a livello psicologico sono fondamentali per l’acquisizione da parte del paziente di un benessere generalizzato. “L'intervento psicologico – continua la psicologa - può essere efficace nel favorire la gestione della terapia attraverso l'espressione e la condivisione delle proprie emozioni e della rappresentazione della malattia ponendo l'accento su paure, difficoltà, resistenze ma anche strategie e risorse.”   Più in generale il lavoro del paziente a livello psicologico lo aiuta a vivere la malattia in maniera meno passiva, “per sentirsi meno schiavi e più attori, cercando di sviluppare un senso di autoefficacia e padronanza nell'autogestione del proprio stato di salute”.   La negazione della malattia e la rabbia sono tappe fondamentali nell’accettazione della nuova condizione di vita da parte del malato. Anche in questo caso l’intervento psicologico può essere decisivo. “L'obiettivo – chiarisce la dottoressa - è favorire l'accettazione di sé e del diabete considerandolo come diversa condizione di salute, un'accettazione che permette l'introduzione di modifiche al proprio stile di vita più serenamente.”   Anche la famiglia e le persone vicine al malato possono fare la differenza, non solo mostrando supporto e comprensione ma anche modificando il proprio stile di vita. “La famiglia è importante nella gestione delle malattie croniche: un'accettazione attiva anziché una rassegnazione passiva è un atteggiamento da promuovere, ponendo attenzione a non creare un ambiente iperprotettivo e controllante ma stimolando il dialogo, la comprensione e una gestione consapevole.”   Lucia D'Addezio psicologa

Annalisa De Filippo. Psicologa. Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Lombardia. Si occupa della promozione del benessere mettendo al centro le risorse e l'individualità delle persone, in risposta a diverse forme di disagio. Autrice del libro “Stress e Resilienza. Vincere sul lavoro”. Edizioni Psiconline, 2007 (Prima Ed.), 2009 (Seconda Ed.). Co-autrice del libro "Autismo: apprendere con l'intervento comportamentale". Edizioni Psiconline, 2009.
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Malattie
Iperidrosi ascellare: i rimedi per un problema fastidioso urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-09-16 03:14:10 L'iperidrosi è la condizione che si verifica quando si ha un aumento anormale della sudorazione, cioè quando una persona suda ben oltre ciò che sarebbe richiesto dal suo organismo per raffreddare la temperatura. Questa condizione può, come è facile capire, essere parecchio fastidiosa e provocare ansia e stress in una persona; tuttavia, esistono trattamenti semplici per l'iperidrosi che possono risolvere il problema, ne parleremo nel prosieguo dell'articolo.   Oggi esistono anche procedure chirurgiche che possono essere eseguite su persone che semplicemente non riescono più a sopportare questa condizione. In generale ricorrere alla chirurgia dovrebbe rappresentare sempre l'ultima spiaggia.   Esistono in commercio diversi tipi di antitraspiranti acquistabili in farmacia. La sostanza chimica principale contenuta in questo tipo di prodotti è il cloruro di alluminio. L'iperidrosi può essere trattata con prodotti contenenti elevate quantità di cloruro di alluminio e che sono specificamente studiati per contrastare questo tipo di problema.   Ci sono anche farmaci assumibili per via orale. Si chiamano "anticolinergici" e sono stati sviluppati appositamente per ridurre la sudorazione. Questi trattamenti sono acquistabili liberamente senza bisogno di ricetta medica ma è sempre meglio prima consultare un medico qualificato che assicuri l'assenza di alcun tipo di allergia che possa impedirne l'assunzione.   Anche se il botox è famoso soprattutto perché combatte l'invecchiamento della pelle e le rughe, in realtà è utilizzato comunemente per ridurre l'iperidrosi. Se nè gli anticolinergici nè gli antitraspiranti hanno funzionato, allora il botox potrebbe essere il rimedio definitivo. Il botox non ha effetti collaterali sgradevoli, non esistono controindicazioni se utilizzato da mani esperte.   In particolare il tipo di iperidrosi più diffusa è quella ascellare, si ha quando l'eccessiva sudorazione avviene in questa specifica parte del corpo. Alcuni studi riportano che la sudorazione eccessiva è collegata al tasso metabolico, alla temperatura ambientale e allo stato emotivo.   Come già detto, le cause specifiche dell'iperidrosi ascellare non sono ancora note. Diversi medici ritengono che ci sia un legame tra nervosismo ed eccitazione che può innescare l'eccessiva sudorazione. Altri medici ritengono che alcuni fattori determinanti nell'innesco della condizione sono alcuni alimenti e alcune bevande, la nicotina e gli odori. I pazienti, di solito, dicono di diventare nervosi a causa della loro condizione e di sudare ancora di più a causa del loro nervosismo.   Se tutti i trattamenti sopra descritti, dai più blandi fino al botox, non dovessero funzionare si può decidere di ricorrere alla "simpatectomia toracica". E' un trattamento chirurgico che consiste nell'asportare alcuni segmenti di nervi che attivano la produzione di sudore. È un intervento molto rischioso e può anche portare a complicazioni a cuore e polmoni. .............................................................................................................................................. Vuoi saperne di più sulla cura della pelle? Leggi  Macchie su pelle e Viso? si possono schiarire - Via lo stress dal tuo viso Articoli correlati per keywords: Bellezza e moda - Cura della Pelle Allarme botulino: trovato nelle conserve francesi urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-09-15 04:16:46 Scatta l'allarme botulino anche in Italia, soprattutto per quei discount o supermercati del Nord della penisola che importano costantemente conserve di vegetali francesi. Ma in realtà bisogna fare sempre attenzione alle conserve.   Quei lotti di conserve sopravvissuti alla stagione calda hanno una grande probabilità di aver prodotto botulino. A dirlo l'autorità francese che si è vista segnalare un lotto di conserve prodotto a Cavaillon e che è stato in parte esportato anche in Italia. La motivazione principale è che d'estate si preferisce usare vegetali e frutta fresca e non conservata in olio o in marmellate. Questa è la ragione alla base dell'enorme quantità di invenduto con cui devono fare i conti i negozianti nei mesi estivi.   Ma se in Francia il 6 settembre scorso sono state ricoverate otto persone a causa di un'intossicazione alimentare dovuta alla presenza del batterio, in Italia non è la prima volta che scatta l'allarme botulino. Il botulino infatti si forma spesso nelle conserve caserecce e sono frequenti i casi di intossicati che hanno assaggiato qualche prelibatezza nostrana.   Ma come si forma il botulino?
  L'idea più comune è che questo si trovi nel tiramisù mal conservato, oppure nel mascarpone. In realtà il botulino si trova molto più spesso nelle melanzane sott'olio e in tutti i sott'oli prodotti in casa e non conservati in modo adeguato.   La causa maggiore della formazione del botulino è che questo batterio si riproduce molto velocemente e si sviluppa in ambiente anaerobio e dunque anche sott'olio. É interessante notare che la formazione di botulino è molto frequente e accade molto più spesso nei prodotti caserecci che in quelli industriali. Per cercare di evitare la formazione di botulismo è importante che le conserve si preparino in vasetti bollenti e che questi vengano bolliti anche dopo essere stati sigillati.   Maria Melania Barone .....................................................................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulle malattie legate al cibo? Leggi:  Truffe culinarie: quando il pesce puzza - Intossicazioni alimentari
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La felicità è una questione d'età  urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-09-15 03:21:55 Chi di noi non ha notato che le emozioni legate al periodo giovanile sono diverse rispetto a quelle dell'età matura? Un nuovo studio sottolinea quanto la felicità sia legata all'età. Ma non solo. Anche il tipo e la qualità della felicità cambiano a seconda dell’anagrafe.   La scoperta potrebbe spiegare come mai, tra l’altro, "il primo amore non si scorda mai". Oppure come mai la felicità per un bambino è raggiungibile in modo più semplice rispetto ad un giovane: le esigenze e le modalità per raggiungere la piena felicità cambiano con il passare degli anni.   La ricerca in questione, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Social Psycological and Personality Science, si compone di cinque studi differenti ed evidenzia come da giovani la felicità sia legata all'eccitazione e al pensiero verso il futuro, mentre gli adulti sono caratterizzati da una felicità molto più legata alla sensazione di soddisfazione.   In sostanza gli psicologi affermano che chi ha trascorso già buona parte della sua vita prova più soddisfazione nel vivere qualcosa di maggiormente rilassante, esattamente il contrario delle persone giovani, molto più felici quando vivono situazione eccitanti ed esaltanti.   Per scoprirlo sono state analizzate le risposte degli utenti di migliaia di blog sui temi concernenti la felicità. Queste risposte sono state poi confrontate con la loro età. Successivamente ai partecipanti è stato chiesto di ascoltare una canzone e descrivere le sensazioni provate durante l'ascolto.   Lo stesso veniva chiesto per una lettura. L'ultimo esperimento invece riguardava i soldi. Ai partecipanti è stato chiesto come avrebbero speso 100 dollari. Non vi è dubbio che le risposte dei giovani hanno riguardato prevalentemente esperienze eccitanti, esattamente il contrario degli adulti. La visione dell'adulto e la sua soddisfazione verso il presente cambia però se nella vita di un adulto c'è un bambino.   Maria Melania Barone ............................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle emozioni? Leggi  Ansia e stress diminuiscono a 50 anni Novità e cambiamenti: perchè ci spaventano? Articoli correlati per keyword: Salute - Psicologia Pressione alta? Arrivano le patate urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-09-15 02:44:45 Leggi lo speciale Ipertensione
  Anche tu ipertesa? Niente paura, esiste un alimento che aiuta davvero in questo. Lo sapevi che le patate sono utilissime contro la pressione alta?   La ricerca scientifica continua a renderci felici con buone, anzi, buonissime notizie. Per tutti i fan delle patate infatti è un momento magico. I ricercatori hanno notato che bastano due porzioni al giorno di questo tubero per ridurre la pressione sanguigna.   Le donne a dieta potrebbero obiettare che le patate sono pesanti e soprattutto caloriche. I ricercatori hanno dato una risposta anche a questo: sono altamente digeribili e non causano aumento di peso. Buone notizie insomma.   La ricerca è stata fatta nell'University of Scranton in Pennsylvania. Uno studio che si è avvalso di un gruppo di persone in sovrappeso e con ipertensione. Per realizzare lo studio i ricercatori hanno fatto mangiare a 18 persone due porzioni di patate ogni giorno, senza aggiunta di olio né di ulteriori condimenti. Le porzioni oscillavano tra le 6 e le 8 patate viola, ciascuna delle quali era grande come una pallina da golf.   Dai risultati è emerso che la pressione media diastolica era scesa del 4,3% e quella sistolica del 3,5%. Inoltre nessun partecipante è aumentato di peso.   E' importante però che si tratti di patate al naturale in quanto le alte temperature potrebbero distruggere le proprietà benefiche e, per le patate fritte, c'è davvero anche il rischio di ingrassare.   Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sull' ipetensione? Leggi: Ipertensione, curarsi e combatterla - Infarto: 5 sintomi insospettabili

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Sonnambulismo: un problema in aumento urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-09-13 04:40:43 Leggi lo Speciale Emicrania Il sonnambulismo è un problema frequente soprattutto nei periodi della vita in cui si soffre di stress o ansia. Ma secondo le stime è in aumento. Come fare per superarlo? E come fare per accorgersi se si è sonnambuli?   Innanzitutto cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta. Il sonnambulismo è uno stato di parasonnia che poi può generare proprio l'insonnia e, come quest'ultima, rientra tra i disturbi del sonno. A causarlo è un malfunzionamento nel meccanismo che regola il ritmo sonno-veglia. Le cause che generano questo disturbo, come l'ansia e lo stress, sono sempre più frequenti, e dunque il sonnambulismo è un disturbo tutt'altro che raro. A causarlo può essere anche l'epilessia o una forte emicrania cronica. Attualmente questo problema interessa il 2-3% degli adulti ed il 15-30% dei bambini.   Il sonnambulo compie azioni meccaniche in totale incoscienza. Queste sono spesso molto semplici ma possono anche diventare abbastanza complesse e pericolose. Si va infatti dalla più comune tendenza di tirare le coperte al rimanere seduti sul letto con gli occhi aperti fissando il vuoto. Altri soggetti invece si alzano, si vestono, si aggirano per la casa, compiono faccende domestiche. C'è anche chi come il celebre Vittorio Gassman si dedica ai traslochi e agli spostamenti di mobili.   L'idea comune è che i sonnambuli possano compiere azioni pericolose per sè proprio perché privi di coscienza. In buona parte questa cosa è vera, anche perché il sonnambulo perde la cognizione di ciò che è giusto fare e ciò che diventa pericoloso, come se il suo stato di semi-dormiente appiattisse tutto. Il giorno dopo non ricorderà nulla di ciò che ha fatto.   É vero che non bisogna svegliare i sonnambuli perché questo potrebbe disorientarli, generando una sorta di shock. Non è vero invece che il risveglio possa provocare un infarto o un attacco epilettico, tuttavia lo shock potrebbe provocare una reazione abbastanza aggressiva da parte del dormiente.
A seconda della causa di questo disturbo si deve adottare una terapia. Oltre alla più comune psicoterapia vengono solitamente adottate anche soluzioni farmacologiche. Tuttavia è raccomandabile non utilizzare farmaci nei bambini e cercare di indagare maggiormente sull'aspetto emotivo e su eventuali problemi di cefalea ed emicrania. Dal momento che l'attacco di sonnambulismo avviene 2-3 ore dopo essersi addormentati si può provare a svegliare la persona durante la notte e tenerla sveglia per 5 minuti.   L'importante è insomma non lasciarsi prendere dal panico. Il sonnambulismo si può vincere e normalmente scompare da solo durante la crescita.   Maria Melania Barone ..........................................................................................................................................................

Voui saperne di più sul sonno? Leggi:  Dormire aiuta la mente a restare giovane - Sonno: i benefici del pisolino pomeridiano

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Linguaggio del corpo: interpretare la postura urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-09-13 03:15:03 La postura di chi ci sta di fronte può dirci molto sul suo carattere e sui suoi stati d’animo. Se ci troviamo a parlare con un interlocutore sconosciuto possiamo facilmente farci un idea del suo modo di essere e di porsi nei confronti degli altri osservando i suoi movimenti. Allo stesso modo, se un amico o un conoscente ci sembra strano o preoccupato, possiamo intuire il suo stato d’animo o i suoi sentimenti nei nostri confronti analizzando con attenzione la sua postura.
Ma perché la postura e i movimenti del corpo riescono, molto di più di mille parole, a parlarci di un dato soggetto?
  Secondo uno studio della Marshall University, pubblicato sul Journal of Esperimental Social Psychology, la postura sarebbe uno specchio dell’autostima e del carattere degli esseri umani tanto che, per migliorare i rapporti sociali, la fiducia in se stessi e addirittura le capacità intellettive degli stessi, basterebbe correggere i difetti posturali.   Un articolo dell’European Journal of Social Psychology ha fatto il punto su quanto la postura di una persona dica molto sul suo carattere e sul suo stato psicologico. Secondo uno studio condotto dalla Ohio State University, su un campione di 71 studenti, i soggetti che presentavano una postura curva, con la schiena piegata ed il capo chino, erano più insicuri e chiusi rispetto ai soggetti che camminavano con il petto in fuori e la schiena dritta. ............................................................................................................................................................ ............................................................................................................................................................   Alle stesse conclusioni è arrivata una ricerca della Kellogg School of Management della Northwestern University che ha chiarito come la schiena curva sia sinonimo di bassa autostima e pessimismo generalizzato mentre una postura impettita sia un chiaro segnale di fiducia in se stessi ed apertura verso il prossimo.   I ricercatori della Northwestern University hanno anche scoperto che coloro che da seduti assumono posizioni più rilassate, con una gamba sollevata ed appoggiata sull’altra o con le braccia appoggiate sulla sedia vicina, sono più socievoli ma anche marcatamente più “dominanti” rispetto a coloro che stanno seduti con le gambe chiuse e le spalle abbassate, i “dominati”.   Questi esempi bastano per farci comprendere quanto sia importante assumere una postura diritta e mai scomposta in situazioni “delicate” come un meeting aziendale o un colloquio di lavoro.   Lucia D'Addezio .............................................................................................................................................................. Vuoi saperne di più sulla comunicazione? Leggi: Comunicazione non verbale: capire il linguaggio del Corpo - Programmazione neurolinguistica: siamo quello che diciamo
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Diabete: arriva un nuovo farmaco urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-09-12 04:17:53 Leggi lo Speciale: Diabete mellito
  La ricerca ha lavorato per riuscire ad ottenere un nuovo farmaco anti diabete. Il nuovo farmaco ottimizzarà l'efficacia degli altri e abbatterà i rischi collaterali.   Da cosa deriva questa speranza? Da una scoperta davvero concreta! I ricercatori hanno individuato un nuovo composto molecolare che sarebbe in grado seriamente di abbattere i rischi di effetti collaterali legati ad alcuni farmaci anti-diabete come il rosiglitazone, che ha riscontrato effetti nocivi sul cuore al punto da essere messo fuori commercio.   I ricercatori che hanno fatto questa scoperta ed hanno deciso di sfruttarla per accrescere la sicurezza in campo farmacologico per quanto riguarda il diabete sono quelli della Scripps Research Institute in collaborazione con Dana-Farber Cancer Institute dell'Università di Harvard.   La molecola salvatrice, scoperta dai ricercatori dello Scripps Research Institute in collaborazione con il Dana-Farber Cancer Institute dell'Università di Harvard, si chiama SR1664 ed è stata presentata su Nature grazie ad un articolo di Patrick R. Griffin e Bruce Spiegelman.   Dalle analisi questo composto sembra produrre effetti collaterali molto più bassi rispetto ad altri farmaci. In particolare non favorisce l'aumento di peso e del volume plasmatico.   Gli effetti collaterali riscontrati in forma leggerissima sono relativi solo alle ossa. I ricercatori lavoreranno per ridurre ulteriormente queste controindicazioni.   Maria Melania Barone
Primo giorno di scuola senza stress urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-09-12 03:42:09 Il ritorno sui banchi di scuola, come ogni anno, si avvicina. Per molti piccoli allievi quest’anno sarà il primo in classe, per molti altri sarà, invece, un rientro a scuola fatto di nuovi compagni, nuovi insegnanti e nuovi ambienti in cui muoversi. In entrambi i casi, il primo giorno di scuola, in quanto imprevedibile ma fondamentale per l’imminente futuro dell’alunno, può trasformarsi in un vero incubo.   Stress, timori, preoccupazioni e paure si condensano in questo giorno rendendo i pochi passi che separano il bimbo dall’ingresso nella sua nuova classe un vero e proprio calvario.
Ma è possibile guidare ed aiutare il bambino nell’affrontare in maniera corretta questa tappa tanto importante della sua vita? Come devono comportarsi i genitori per trasmettere un senso di tranquillità e di relax al bambino che deve iniziate il suo percorso scolastico?
  La Società Italiana di Pediatria ha deciso di mostrare il suo sostegno ai genitori, spesso impreparati ad affrontare questo evento con la dovuta attenzione, stilando un vademecum del primo giorno di scuola.   Il primo passo è spiegare con pazienza al piccolo le ragioni per cui bisogna indossare il grembiule o l’uniforme. Per il bambino può essere stressante dover snaturare il suo abbigliamento quotidiano, subendo al contempo l’imposizione di un grembiule indesiderato. I genitori possono combattere questa naturale “ribellione” verso il grembiule mostrando al bimbo delle foto in cui loro stessi, alla sua età, indossavano il grembiulino.   Nelle settimane precedenti al primo giorno di scuola, sarebbe utile scandire la giornata del bambino introducendo durante i momenti ludici delle attività tipiche dell’ambiente scolastico, come la lettura di un libro, il disegno, la memorizzazione dell’alfabeto e così via.   I genitori non devono reagire al pianto del bambino causato da distacco da mamma e papà con frustrazione e preoccupazione. Il pianto è normale ma non bisogna farne una tragedia.   Accompagnare i piccoli a scuola, aspettare con loro qualche minuto perché si sentano a loro agio, esplorare gli ambienti scolastici con loro è un grande aiuto per i bambini.   Una cosa da evitare è abbandonare il bambino a scuola andando via di nascosto, per paura di scatenare reazioni e crisi di pianto. Gli psicologi suggeriscono di attendere qualche minuto fuori dalla classe e di avvertire il bambino che si sta per andare via, in modo da non farlo sentire abbandonato e tradito.   Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................
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Metodo Dorn: per la tua schiena urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-09-09 04:10:07 Leggi lo Speciale Cervicale: Sintomi

Il metodo Dorn si avvale di semplici esercizi volti a riposizionare l'inclinazione del bacino e quindi della colonna vertebrale. Se anche tu soffri di mal di schiena cronico senza avere una vera e propria malattia della colonna vertebrale allora è probabile che la causa vada ricercata in un disallineamento del bacino oppure nella sedentarietà. Per risolvere questo problema in Germania viene praticato il metodo Dorn abbinato al massaggio Breuss. Due tecniche ancora sconosciute in Italia.   Dieter Dorn ideò questa tecnica negli anni '70. Si tratta di una pratica indicata quando si ha una differenza di lunghezza nelle gambe provocata da un disallineamento del bacino che causa anche dolore vertebrale. A differenza delle altre tecniche, oltre alla manipolazione esterna, il soggetto muove gli arti partecipando attivamente alla seduta.
Il primo esercizio serve a correggere l’arto più lungo rispetto all’altro, e consiste nel piegare la gamba a 90 gradi e tirarla verso il corpo, premendo con la mano sull’osso della coscia, e allungandola di nuovo lentamente.   Le articolazioni della spalla, della caviglia, del ginocchio, del polso e del gomito si risolvono con delle sedute specifiche dove l’operatore controlla la presenza di eventuali disallineamenti della colonna vertebrale e rimette a posto le vertebre spostate con leggere pressioni del pollice. I muscoli coinvolti vengono fatti muovere tramite l’oscillazione della gamba o del braccio.   A questa tecnica va abbinato anche il massaggio Breuss, un tipo di massaggio dolce capace di sciogliere la presenza di blocchi fisici ed emotivi. Abbinare questo massaggio al metodo Dorn aiuta a risolvere i dolori di schiena. Il massaggio si basa sulla rigenerazione, stimolazione ed ossigenazione dei dischi intervertebrali, che possono subire schiacciamenti e contratture. Questo massaggio aiuta a sopportare anche il dolore dovuto ad ernia al disco.   Maria Melania Barone ....................................................................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sul mal di schiena?  Prevenire il mal di schiena - Evitare il mal di schiena'? Ecco gli esercizi
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Aumentare l'autostima coi rimedi naturali urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-09-08 03:07:57 Leggi: Test Autostima, quanto dipendi dagli altri?
  Di rimedi naturali per cambiare le proprie energie interiori oggi si parla davvero tanto. Ma sapevi che il girasole è utile contro la depressione e la scarsa autostima?   Gli stati depressivi ormai sono molto frequenti. Le cause che portano alla depressione o al cosiddetto male di vivere possono essere molte. In alcuni casi si tratta di stress, di mancanza di stimoli, di comportamenti di vita errati, di continui insuccessi, di problemi familiari o interni al rapporto di coppia. Ma gli esperti dicono che assume una grande importanza anche l'autostima. Se manca l'autostima infatti manca la capacità e la forza di affermarsi nella società e manca anche l'affetto verso se stessi, la capacità di sperimentarsi e di conoscersi comprendendo i propri limiti e le proprie capacità.   Chi ha scarsa considerazione di sé appare all'esterno come una persona poco simpatica, aggressiva e fredda. In realtà l'unica causa dei suoi atteggiamenti è la fragilità interiore. Per superare la mancanza di autostima bisogna prima di tutto prendere coscienza del problema e in secondo luogo sperimentare le terapie, come quelle consigliate da una psicoterapeuta o semplicemente da un'amica.   Ma anche i rimedi naturali possono aiutare quanto meno a ricaricarsi, a rinnovare le energie. Nei casi di depressione accompagnata da scarsa autostima diventa veramente utile il girasole.   Wedding Bush ti aiuta a mantenere la concentrazione verso un obbiettivo, Monga Warath dà il coraggio di affrontare anche le situazioni più difficili senza lasciarsi andare a comportamenti autodistruttivi, con Red Grevillea ci si lascia alle spalle il passato e ci si libera dalla dipendenza dal cibo.   Prendi un flacone con contagocce da 30 ml di acqua minerale naturale, aggiungi due cucchiaini di brandy e sette gocce per ogni fiore. La miscela va assunta per via sublinguale nella misura di sette gocce mattina e sera. Il girasole può essere combinato ai fiori di Bach Walnut e Larch per ottenere effetti maggiori.   Maria Melania Barone
Tatuaggi: rischio tumori per alcuni inchiostri urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-09-07 03:04:04 Allarme tatuaggi cancerogeni: i tatoos potrebbero favorire il rischio di insorgenza di tumori a causa delle sostanze chimiche presenti nei loro inchiostri.   I tatuaggi possono piacere o meno. C’è chi li considera una forma d’arte e chi li associa ad una subcultura guardata, se non con disprezzo, almeno con sospetto. Eppure i tatuaggi, a prescindere dai gusti e dalle opinioni in merito al loro valore estetico, sono sempre stati percepiti dall’opinione pubblica come sicuri e non pericolosi per la salute, a patto di seguire le norme igieniche.   Secondo la maggior parte dei frequentatori dei Tatoo-shop l’unico fattore indispensabile per proteggersi da eventuali problemi era che farfalle, draghi e stelline varie venissero impressi sulla pelle in locali adeguatamente attrezzati e puliti, utilizzando sempre strumentazioni professionali e aghi monouso.   Adesso, però, la statunitense FDA (Food and Drug Administration) come riportato dal DailyMail, impegnata da sempre nella difesa della salute pubblica, ha lanciato un allarme che sta creando scompiglio e scatenando preoccupazioni nel mondo degli appassionati.   Secondo recenti studi, effettuati analizzando gli inchiostri impiegati dai tatuatori, sembrerebbe plausibile ipotizzare l’esistenza (finora sottovalutata) di un gravi rischi per la salute pubblica, dato che nei suddetti inchiostri è stata individuata la presenza di sostanze tossiche e potenzialmente cancerogene.   Gli inchiostri usati comunemente negli studi specializzati in tatuaggi (anche a livello altamente professionale) conterrebbero, infatti, numerosi metalli, idrocarburi e ftalati ritenuti cancerogeni e, più in generale, molto pericolosi per la salute del sistema endocrino.   Un esempio lampante è il Benzopirene, sostanza da tempo stimmatizzata per essere un potente cancerogeno, contenuta, però, negli inchiostri di colore nero utilizzati per i tatuaggi. Secondo la FDA il famigerato Benzopirene sarebbe in grado di favorire l’insorgenza del cancro della pelle.   Un’altra problematica abbastanza allarmante è quella legata alla possibile dispersione degli inchiostri all’interno del corpo umano in caso di lesioni in prossimità dei tatuaggi oppure alla modificazione subita dagli inchiostri in caso di esposizione al sole (sbiadimento, scolorimento, etc.). Secondo Joseph Braun, epidemiologo ambientale dell’Università di Harvard, non esistono evidenze scientifiche che possano fugare ogni dubbio sulla reale pericolosità degli inchiostri.   Oltre a contenere sostanze cancerogene, infatti, gli inchiostri impiegati nei tatuaggi contengono notoriamente anche numerosi metalli pesanti come piombo, cromo, cadmio, nichel e titanio, che possono causare allergie o provocare patologie più o meno gravi nei soggetti predisposti.   L’allarme lanciato dalla FDA è ancora più inquietante se si considera il fatto che, solo negli Stati Uniti, ben 45 milioni di persone hanno almeno un tatuaggio sul loro corpo.   Per il momento la FDA sta studiando le sue prossime mosse anche se, come dichiarato da un portavoce, sono in corso solo degli accertamenti perché le composizioni dei vari inchiostri, non dovendo essere approvate per legge dalla Food and Drug Administration, sono ancora per la maggior parte sconosciute nella loro interezza all’agenzia americana.   Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più su malattie e disturbi?  Leggi Tatoo, piercing e sesso: legati a malattie epaticheTatuaggi a colori: attenti all'ammoniaca
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Huperzine A contro l'Alzheimer urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-09-05 03:55:08 Scoperta una molecola, ricavata da un muschio rarissimo, impiegabile per combattere l’Alzheimer. Difficile da reperire in natura, l’Huperzine A è stata ora sintetizzata in laboratorio.   Il morbo di Alzheimer è una patologia tristemente nota per la sua ampia diffusione a livello globale, soprattutto nelle fasce di popolazione anziana. Si tratta di una forma, la più diffusa, di demenza senile che si manifesta con diversi sintomi, come stati confusionali, perdite di memoria, problemi nell’articolazione del linguaggio, irritabilità, e così via. I sintomi spesso si moltiplicano e peggiorano con il passare del tempo, riducendo presto il soggetto colpito ad una forma di demenza molto grave ed incurabile.   La speranza ora arriva dalle nuove scoperte scientifiche fatte dai ricercatori della Yale University. Gli scienziati del prestigioso ateneo statunitense avrebbero, infatti, sintetizzato in laboratorio una molecola teoricamente impiegabile per combattere l’avanzata dell’Alzheimer. Si tratta dell’Huperzine A, presente in natura ma molto difficile da reperire ed estremamente costosa.   L’Huperzine A esiste in natura e si trova nelle piante del genere Licofita (Serrata Huperzia). Purtroppo, però, questi muschi di origine cinese sono ormai rarissimi e per questo protetti per legge. I ricercatori della Yale University hanno quindi cercato, riuscendoci, di sintetizzare la molecola in laboratorio, per non dover fare affidamento sulle scorte esigue esistenti in natura.   Il team, capitanato da Seth Herzon, specializzato in Chimica, afferma di poter riuscire a creare in brevi tempi grandi quantità di Huperzine A, in modo da far abbassare il prezzo di mercato, attualmente elevatissimo (1.000 Dollari per ogni milligrammo) e non accessibile alla maggior parte dei malati.   L’obiettivo del team di esperti è quello di realizzare un integratore alimentare a base di Huperzine A. questo sarebbe in grado di inibire gli enzimi che velocizzano l’avanzata dell’Alzheimer. Sembrerebbe inoltre plausibile ipotizzare un impiego dell’Huperzine A non solo per combattere le malattie neurodegenerative ma anche quelle neurologiche. Una speranza per milioni di malati nel mondo.   Lucia D'Addezio .................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più su Cervello e Facoltà Mentali? Leggi: Cervello: cresce anche a 50 anni  - Ritarda l'invecchiamento del cervello con i broccoli Articoli correlati per keywords: Salute - Psicologia Podognomica: quando i piedi parlano urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-09-01 05:13:31 I piedi parlano e dicono molto su chi li usa. Il modo in cui le estremità sono consumate o si irrobustiscono parlano di portamento, di carattere, di problemi fisici.   Esattamente come esistono i vari tipi psicologici, così esistono anche i vari tipi di piedi. Anche la forma dei piedi corrisponde ad un modo di essere perché sulla base del nostro equilibrio fisico, del nostro portamento noi determiniamo la forma dei nostri piedi, le callosità, le dita, le estremità degli stessi. Una forma che coincide molto anche con il nostro stato d'animo ed il nostro carattere.   Vengono così classificate quattro tipologie di base esattamente come i segni dello zodiaco: piede di fuoco, piede di aria, piede di terra, piede di acqua.   Il “piede di fuoco” è un piede slanciato che consiste in una pianta posteriore larga provvista di dita divaricate quasi a formare un triangolo. Questo tipo di piede è tipico delle persone impulsive, dinamiche, dispersive oltre che vivaci. Caratteristiche prorompenti, passionali che coincidono però anche con il rischio di essere sbilanciati.   Il “piede di aria” ha una forma armoniosa ed equilibrata in quanto le dita ed il tallone sono proporzionati tra loro. La forma complessiva del piede si avvicina a quella di una clessidra. E' il piede tipico delle persone socievoli, estroverse, abili nella dialettica. Amano esperienze intellettuali nuove. Spesso queste persone danno anche l'idea di essere sfuggenti e saccenti ma si tratta solo di un momento di insicurezza generale. In amore sono persone un po’ superficiali e confusionarie.   Il “piede di terra” ha una forma squadrata e robusta, con il calcagno largo quanto la parte alta delle dita, più o meno, che ricorda la figura di un rettangolo. Si tratta di una persona lenta nelle decisioni, ma con grande concretezza e determinazione una volta che ha capito quale strada intraprendere. Non ama molto i cambiamenti e per questo risulta un po’ abitudinaria ma si tratta di un partner, un collega, un amico affidabilissimo.   Il “piede di acqua” è il piede più sottile e delicato: ha una forma lunga e stretta, il tallone assottigliato e le dita affusolate. Insomma, richiama un po’ l’aspetto di un ovale allungato. E' il piede tipico delle persone emotive, creative, ma anche decisamente lunatiche. Spesso si ribellano alle regole della vita quotidiana e diventano impulsive ed anticonformiste. In amore risulta generoso e affettuoso ma sempre in cerca di conferme.   Non è tutto: esiste anche una podognomica che interessa le callosità.   Quelle che si formano sull'alluce sinistro internamente al dito indicano un difficile rapporto con la figura paterna. Quando si presenta anche sul destro le medesime difficoltà questa difficoltà interessano anche capi, insegnanti, superiori.
Le callosità sotto la pianta del piede esprime emozioni e sensazioni soffocate e sofferte. Sono callosità che si sviluppano in seguito a prevaricazioni da parte di altri. Se la callosità si presenta sul tallone destro possiamo ipotizzare un conflitto con la figura materna e femminile in generale.   Maria Melania Barone ....................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla salute dei piedi?   La salute dei piedi parte dalle unghie -   Piedi in perfetta forma

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Fermenti lattici e Probiotici contro la depressione urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-08-31 03:42:41 Lo yogurt, che come sappiamo contiene fermenti lattici e probiotici, è noto per la sua azione benefica sulla salute dell'intestino, ma ora gli scienziati credono che possa essere d'aiuto anche nel combattere la depressione.   Una nuova ricerca ha infatti scoperto che i batteri presenti nell'intestino influenzano direttamente il cervello dei topi e, come spesso accade, si pensa che lo stesso possa avvenire anche con gli esseri umani.   Se il cervello degli esseri umani fosse influenzabile nella stessa maniera di quello dei topi, secondo i ricercatori, si potrebbero sviluppare nuove vie per gestire la depressione e i disturbi d'ansia.   Già in passato altri studi hanno messo in relazione disturbi intestinali e disturbi psichiatrici, legati principalmente allo stress. I ricercatori questa volta, partendo da questo assunto, si sono spinti più in profondità e sono andati alla ricerca di una correlazione tra depressione e disturbi intestinali.   Durante questi esperimenti, i topi sono stati alimentati con un brodo contenente Lactobacillus Rhamnosus JB-1 (una specie di fermenti lattici che vive naturalmente nel nostro sistema digestivo).   Grazie a questo tipo di alimentazione i topi hanno mostrato minori segni di stress, ansia e depressione rispetto a quelli alimentati con del semplice brodo non arricchito di probiotici.   Durante l'esperimento sono stati sottoposti a situazioni stressanti, come l'essere messi in un labirinto, e gli esemplari che avevano ingerito il brodo contenente i fermenti lattici hanno prodotto livelli inferiori di "corticosterone", meglio conosciuto come l'ormone dello stress.   Un ricercatore e neurologo irlandese dell'University College Cork, John Cryan, ha riferito a LiveScience: "Agendo sui batteri intestinali, è possibile ottenere effetti molto rilevanti e ad ampio spettro sulla chimica cerebrale e sul comportamento". ..................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sui meccanismi del cervello? Leggi: Alimentazione antidepressione - La terapia sky contro la depressione Articoli correlati per keyword: Salute - Psicologia Il sonno aiuta la memoria urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-08-29 02:46:41 Lo dice una recente ricerca americana: è proprio il sonno che contribuisce di gran lunga a fissare i ricordi nel cervello.   Se dormi e ti svegli a più riprese durante la notte perdi la capacità di archiviare e catalogare, in pratica crei confusione nella tua memoria perdendo anche dei dati. A dirlo sono i ricercatori della prestigiosa Università di Stanford, che hanno pubblicato i risultati della loro ricerca sulla rivista Proceedings of the National Academy of Science. Per gli esperti, se il sonno è intermittente, viene minata anche la memoria a breve termine, cioè viene compromesso anche il ricordo della giornata appena trascorsa.   Nel corso dello studio i ricercatori hanno utilizzato la cosiddetta optogenetica, una scienza che combina tecniche ottiche e genetiche di rilevazione allo scopo di sondare circuiti neuronali all'interno del cervello. Attraverso l'impiego di topi da laboratorio, i ricercatori hanno controllato l'attività delle cellule che regolano il passaggio dalla fase di riposo a quella di veglia, manipolandole attraverso impulsi luminosi esterni.   L'esperimento è stato abbastanza semplice. I topi hanno familiarizzato con un oggetto e poi hanno riposato. Al loro risveglio, i topi che avevano dormito senza interruzioni ricordavano l'oggetto con cui erano entrati in contatto prima di dormire, al contrario dei loro simili che non avevano condotto un buon sonno. In buona sostanza il cervello approfitta del riposo per organizzare il proprio materiale.   Si tratta di una scoperta potenzialmente importante in patologie specifiche come il morbo di Alzheimer, caratterizzata dalla mancanza di riposo adeguato oltre a notevoli problemi di memoria.   Maria Melania Barone ..........................................................................................................................................................

Voui saperne di più sul sonno? Leggi  L'incubo dell' Insonnia - Dormire almeno 7 ore fa bene al cuore

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Colesterolo HDL, come fare per aumentarlo? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-08-26 07:20:27 Leggi lo Speciale sui Trigliceridi

Il livello di colesterolo totale nel sangue rimane sempre un parametro importante per la salute del nostro cuore, tuttavia la medicina moderna ci dice che il colesterolo HDL, conosciuto anche come colesterolo buono, più è alto e meglio è. La conseguenza? sempre più spesso i medici più che su come abbassare il livello totale di colesterolo, danno consigli su come poter alzare il livello del solo colesterolo HDL.

“Potrebbe sembrare un controsenso, ma ridurre il colesterolo "cattivo" (lipoproteine a bassa densità o LDL) e aumentare il colesterolo HDL è forse il modo migliore per ridurre il rischio di malattie cardiache.“

Il colesterolo è una sostanza cerosa presente in tutte le cellule e ha diverse funzioni utili, tra cui contribuisce a costruire le cellule stesse del corpo. Viene trasportato nel sangue da alcune proteine, chiamate "lipoproteine", che come abbiamo visto sono di due tipi:

Lipoproteine a bassa densità: Queste trasportano il colesterolo in tutto il corpo, distribuendolo ai diversi organi e tessuti. Se in questi c'è più colesterolo di quello necessario, le lipoproteine continuano a circolare nel sangue. A lungo andare, il colesterolo LDL circolante viene assorbito dalle pareti dei vasi sanguigni e comincia a sedimentarsi all'interno. I depositi di particelle di colesterolo LDL tra le pareti dei vasi sono chiamati "placche". Queste cominceranno nel tempo a restringere il diametro dei vasi sanguigni. Alla fine, l'effetto di queste placche può arrivare fino al punto di bloccare il flusso sanguigno, causando problemi alle coronarie. Questo è il motivo per cui il colesterolo LDL viene indicato come "colesterolo cattivo".

Lipoproteine ad alta densità: Queste lipoproteine invece agiscono come spazzini del colesterolo cattivo raccogliendo la parte in eccesso nel sangue e portandolo di nuovo al fegato dove viene distrutto. Più alto è il livello di HDL e meno colesterolo "cattivo" ci sarà nel sangue.

Ecco perchè bisogna tener conto soprattutto del livello di HDL nel sangue e perchè una strategia vincente nella prevenzione di cardiopatie deve mirare, non solo ad abbassare il livello di colesterolo totale o LDL, ma soprattutto ad alzare il livello di colesterolo HDL.

I livelli di colesterolo si misurano in milligrammi (mg) di colesterolo per decilitro (dl) di sangue, o millimoli (mmol) per litro (L). Se non conosci il tuo livello di HDL, rivolgiti al tuo medico per farti prescrivere un analisi base del sangue. Se il valore di HDL non è in un intervallo desiderabile, il tuo medico può consigliarti alcuni cambiamenti di stile di vita rivolti ad aumentare il colesterolo HDL.Vediamo quali sono:

Non fumare: Se fumi, meglio smettere. Smettere di fumare può aumentare il colesterolo HDL del 10 per cento. Non è facile, ma puoi aumentare le tue probabilità di successo attuando diverse strategie contemporaneamente. Parla con il tuo medico per conoscere le soluzioni migliori per smettere di fumare.

Perdere peso: I chili di troppo sono la rovina del colesterolo HDL. Se sei in sovrappeso, perdere anche qualche chilo può migliorare il livello di HDL. Per ogni 2,7 chilogrammi persi, l'HDL può aumentare di 1 mg/dl (0,03 mmol/L). Facendo attività fisica e mangiando cibi più sani, altri due modi per aumentare il colesterolo HDL, probabilmente raggiungerai prima il tuo peso forma. Il grasso addominale, cioè quello che si forma intorno alla vita e forma la così pancia, è il più pericoloso stando a questo studio recentissimo.

Fare più attività fisica: Facendo frequenti esercizi aerobici per due mesi, puoi aumentare il colesterolo HDL di circa il 5 per cento rispetto al condurre uno stile di vita sedentario. La cosa migliore per aumentare il colesterolo HDL è quella di fare esercizi aereboci per 30 minuti, 5 volte a settimana. Alcuni esempi di fitness includono camminare, correre, pedalare, nuotare, giocare a basket; per farla breve, tutto ciò che aumenta in modo salutare la frequenza cardiaca.

Mangiare grassi sani: Una dieta sana include, nei limiti, alcuni grassi. In una dieta sana per il cuore, tra il 25 e il 35 per cento delle calorie totali giornaliere può provenire da grassi. I grassi saturi, però, devono rappresentare meno del 7 per cento delle calorie totali giornaliere. Evita gli alimenti che contengono grassi saturi e trans, che aumentano il colesterolo LDL e danneggiano i vasi sanguigni. I grassi monoinsaturi e polinsaturi, presenti negli oli di di oliva, di arachidi e di colza, tendono a migliorare le capacità antinfiammatorie dell'HDL. Noci, pesce e altri alimenti che contengono gli acidi grassi omega-3 sono scelte buone per migliorare il rapporto tra colesterolo LDL e colesterolo HDL.

Bere alcolici con moderazione: Un uso moderato di alcool è stato associato a livelli più elevati di colesterolo HDL. Se scegli di bere alcolici, fallo con moderazione. Questo significa non bere più di un bicchiere al giorno per le donne e per tutti gli individui di età superiore ai 65 anni, e due bicchieri al giorno per gli uomini.

Alcuni farmaci usati per abbassare il colesterolo LDL possono anche aumentare il colesterolo HDL, tra cui:
La niacina è di solito il miglior farmaco per aumentare il colesterolo HDL: È disponibile in diverse preparazioni acquistabili direttamente al banco o tramite prescrizione medica. Quest'ultimo tipo di niacina, comunque, è preferibile in quanto ha meno effetti collaterali. Gli integratori alimentari da banco contenenti niacina non sono efficaci per abbassare i trigliceridi e possono danneggiare il fegato.

Le statine: Le statine bloccano una sostanza necessaria al fegato per creare il colesterolo. Riducono il colesterolo nelle cellule del fegato, provocando l'eliminazione del colesterolo dal sangue da parte del fegato stesso. Le statine possono aiutare anche il corpo a riassorbire il colesterolo dai depositi ostruiti sulle pareti arteriose. Esistono diversi tipi di statine, consulta in proposito il tuo medico.

Anche se i farmaci sopra citati possono aiutarti a risolvere la situazione devi in ogni caso concentrarti per cambiare il tuo stile di vita. Oltre alle abitudini che abbiamo indicato, esistono alcuni alimenti dall'effetto salutare sul colesterolo. Ecco la lista:

I cereali integrali, come la farina d'avena, la crusca d'avena e i prodotti integrali
La frutta a guscio, come le noci, le mandorle e le noci brasiliane
Gli steroli vegetali, come il beta-sitosterolo e il -sitostanol (tipicamente presenti nei derivati della margarina)
Gli acidi grassi omega-3, contenuti nei pesci grassi o anche in comodi integratori di olio di pesce

Per approfondire le tue conoscenze sul Colesterolo e sulle strategie per combatterlo, leggi lo speciale Colesterolo Alto, oppure scarica i libri indicati di seguito:

Ansia da Rientro: riconoscerla e combatterla urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-08-25 04:33:36 Leggi lo Speciale Emicrania Leggi lo Stress   La vacanze estive sono, in genere, il momento dell’anno in cui si è più rilassati e felici, perché lontani da stress e preoccupazioni. La fuga dalla routine si realizza materialmente con lo spostamento in località turistiche magiche e suggestive. Ma cosa accade al corpo e alla psiche quando si fa ritorno in città?   Se le vostre ferie sono passate senza intoppi, non è detto che il rientro in città sia altrettanto piacevole e facile da gestire. Esiste infatti una patologia nota come “ansia da rientro” che può facilmente colpire i vacanzieri di ritorno dalle località di villeggiatura.   Vediamo di cosa si tratta e come combatterla, per tornare alla vita di sempre pieni di energia e di voglia di fare.   Quali sono i sintomi della sindrome da “ansia da rientro”? L’ansia da rientro si manifesta immediatamente dopo il ritorno in città dalle vacanze estive. I sintomi fisici possono essere: agitazione, irritabilità, spossatezza, inquietudine, senso di apprensione, debolezza, insonnia, tachicardia, emicrania, sudorazione profusa, etc.   E’ ansia da rientro o un semplice periodo di assestamento?
Subire un periodo di assestamento fisico e psicologico dopo il rientro dalle vacanze è perfettamente normale. Non bisogna allarmarsi, quindi, se si riscontra la presenza di alcuni dei sintomi suddetti per qualche giorno dopo il rientro a casa e al tran tran quotidiano.   Quando l’ansia da rientro può diventare pericolosa?
Quando la sintomatologia si presenta per più di una settimana fino a coprire diversi mesi è consigliabile rivolgersi a uno specialista per analizzare le cause di tali problemi, che possono essere sia fisici che psicologici.   Cosa si può fare per affrontare lo stress da rientro dalle vacanze? Innanzitutto date tempo al corpo e alla psiche di rimettersi in marcia a pieno ritmo dopo il periodo di torpore. Cercate di dormire di più, dalle 7 ore in su, almeno per la prima settimana successiva al rientro. Prendetevi cura del vostro corpo con un’alimentazione sana e un po’ di attività fisica e non dimenticate di dedicare del tempo alla famiglia e al partner proprio come si tende a fare maggiormente durante le vacanze.   Lucia D'Addezio
Vuoi saperne di più sull'ansia? Leggi Stress e ansia diminuiscono a 50 anni - Ansia: quando diventa patologica?

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Scoliosi infantile: oggi si supera in fretta urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-08-24 10:21:56 Addio ai lunghi anni di interventi e ginnastica correttiva: oggi ne basta uno solo e abbastanza veloce per migliorare la qualità della vita dei bambini che soffrono di scoliosi.   Una schiena a forma di ESSE non è solo un problema estetico ma anche di salute. La cattiva forma della colonna vertebrale incide profondamente sul sistema muscolo-scheletrico e dunque anche su quello vascolare. Il corpo umano non avendo la forma corretta deve riorganizzare il proprio assetto dall'interno incontrando tute le difficoltà connesse al raggiungimento di questo obiettivo.   L'Ospedale Pediatrico Bambin Gesù, sempre all'avanguardia per la ricerca e la cura di patologie legate all'età infantile, ha messo in campo una tecnica mini-invasiva di ultimissima generazione che promette di saltare ben 15 operazioni e restituire una schiena perfetta a prova di... telecomando.   Si, proprio di telecomando! Una tecnica che può risultare strana proprio per questo ma, sicuramente efficace e con il minor rischio di infezioni. L'intervento di scoliosi viene realizzato in anestesia generale e si avvale di due barre di contenimento in titanio fissate con viti alla colonna vertebrale. Dopo l'intervento chiamato artrodesi, occorrono 5-6 giorni di convalescenza in assoluto riposo. Il paziente deve dormire a pancia in su, dunque sulla schiena operata ma su un materasso totalmente liscio.
Questo intervento va effettuato intorno ai 2 anni e mezzo di età e consente di eliminare ben 15 operazioni da effettuare durante l'infanzia. Infatti la scoliosi può peggiorare anche di 50 gradi. Solitamente il peggioramento si attesta intorno ai 12-15 gradi all'anno.   Si tratta però di una malattia poco comune e al Bambin Gesù vengono curati circa 4-5 casi nuovi all'anno. La domanda che potrebbe nascere è: ma in questo modo non si blocca la crescita? É qui che entra in gioco il telecomando. Infatti questo tecnologico apparecchio consente di allungare sotto comando le barre in titanio e tutto in modo assolutamente indolore.
Entro gli 11-12 anni di età invece va fatto l'intervento definitivo alla colonna vertebrale. Un intervento necessario nelle scoliosi gravissime che spesso causano anche problemi di tipo cardio-respiratorio cronico.   Maria Melania Barone   Vuoi saperne di più sulla scoliosi? Gli Zaini Scolastici pesanti danneggiano la Schiena - Come alleviare il Mal di Schiena

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Magnesio: importante d'Estate e d'Inverno urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-08-22 03:48:41 Il magnesio è un minerale essenziale in quanto compone il tessuto della membrana cellulare e consente di equilibrare la permeabilità di sodio, potassio e calcio. In buona sostanza potremmo definirlo un "regolatore cellulare" deputato all'equilibrio elettrolitico.   Proprio la carenza di magnesio dunque può determinare delle contrazioni nervose e muscolari e questo si può verificare per tre motivi fondamentali: aumento dello stress psico-fisico, abuso di saune e cattiva alimentazione.   Proprio la perdita di liquidi dunque determina una carenza di magnesio. In estate il caldo, l'afa ed il sole ci inducono indubbiamente a perdere molti più liquidi del solito, ecco perché solitamente è proprio d'estate che abbiamo più bisogno di reintegrare il magnesio nella dieta. Ma come?   Sicuramente riducendo il consumo di carni rosse, uova, alcol, latte e cereali raffinati. L'alcol in particolar modo, oltre a ridurre la presenza di magnesio nel corpo, ne contrasta anche l'assorbimento.   Anche gli zuccheri raffinati, i dolciumi e i prodotti industriali provocano una riduzione del magnesio. I sintomi più frequenti di questa carenza sono crampi, alterazione del ritmo cardiaco, ansia, diminuzione delle difese immunitarie, irritabilità, disturbi digestivi e intestinali.   Il consiglio dunque è quello di ridurre fortemente il consumo di questi prodotti e di incrementare il consumo di cacao, mandorle, cereali integrali e fagioli. Il benessere delle nostre cellule si riproporrà sul nostro corpo.   Vuoi saperne di più sul magnesio? Leggi: Speciale Ipertensione arteriosa - Gli integratori per essere belli e in salute

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Colesterolo e Trigliceridi: le nuove linee guida urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-08-18 04:08:11 Leggi lo Speciale sui Trigliceridi
Leggi lo Speciale Ictus
Uno su tre. In Europa oltre il trenta per cento dei cittadini ha livelli di colesterolo superiori al limite, ed è quindi ad alto rischio salute.

Negli over 65 addirittura due persone su tre sono oltre la soglia, con l’aggravante che il 50 per cento dei “malati” non si cura a sufficienza.
Per far fronte a questa emergenza, di recente l'European Atherosclerosis Society e l'European Society of Cardiology hanno rivisto le linee guida europee “anti-dislipidemie”.

Tra i pericoli più immediati degli eccessi di grasso ci sono gli eventi cardiovascolari. E non basta più, in molti casi, un semplice seppur faticoso cambio negli stili di vita, ora è necessario passare a vere e proprie terapie con farmaci.



 Massima attenzione va posta in presenza del colesterolo LDL: secondo le nuove linee guida il suo livello non deve superare i 70 mg/dl soprattutto negli ipertesi, diabetici o infartuati. Non deve sforare quota 100 chi è a rischio cardiovascolare alto, quota 115 chi è a rischio moderato.

E tu, tieni controllato il tuo livello di colesterolo? Se vuoi stare più tranquillo e saperne di più, scarica la guida.

I medici intanto annunciano già una rivoluzione anche per i livelli di colesterolo non-HDL (il colesterolo totale meno quello “buono”, HDL) e dell'apolipoproteina B, componente del colesterolo LDL che alza l’allarme cardiovascolare.

Le nuove linee guida, in particolare, mettono al centro la peculiarità di ogni singolo paziente, per cui va confezionata una strategia su misura per eliminare i grassi nel sangue in eccesso.

Indicati per tutti, invece, lo stop a fumo e alcol, una dieta costante, l’attività fisica. Tra i farmaci, da utilizzare consultando un medico, le statine sono sconsigliate a chi è a basso rischio, mentre per tenere sotto controllo la situazione si può valutare la prescrizione di niacina, inibitori dell'assorbimento del colesterolo e farmaci che aiutano ad espellere meglio il colesterolo in essa contenuta. Dieta e stop all’alcol possono a volte bastare contro i trigliceridi alti: altrimenti scendono in campo fibrati, niacina e acidi grassi omega-3 in associazione alle statine.

Queste ultime vengono consigliate ora anche per anziani e donne, con l’abbassamento del rischio di ictus negli over 65. Tra le categorie a rischio anche le donne dopo la menopausa: nell'Unione Europea muore di malattie cardiovascolari il 55 per cento delle donne contro il 43 per cento degli uomini.

Ma attenzione ai prodotti “miracolosi”: la Commissione europea, infatti, ha emanato una propria lista, ovvero quella delle frasi ingannevoli che dovranno sparire dai prodotti. Tra queste: "Riduce il colesterolo”, "aiuta a solidificare le ossa", "facilita la circolazione del sangue".

Silvia Nava

............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sul Colesterolo ? Leggi:  Speciale sul Colesterolo Alto e Trigliceridi - Cosa sono Colesterolo e Trigliceridi? quali i rimedi? ............................................................................................................................................................ Letture e fonto consigliate sul colesterolo:

Punture di medusa, l'urina non serve. Meglio l'aceto urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-29 08:53:33 Quando si è in spiaggia, uno degli infortuni più frequenti sia per gli adulti che per i bambini è la puntura di medusa. Secondo una “leggenda metropolitana” molto diffusa, per attenuare il bruciore ed il dolore basterebbe versare sulla parte interessata dell’urina. Come? Facendo pipì sul povero malcapitato!   Ebbene, questa “tecnica” in realtà non funziona o meglio, funzionerebbe solo se l’urina fosse molto concentrata. Secondo recenti studi sul campo sarebbe, però, meglio usare del semplice aceto di vino.   Fare la pipì sulla parte del corpo dove è avvenuto il contatto con la medusa, oltre a causare un indiscussa situazione di imbarazzo, servirebbe a ben poco. Ad affermarlo sono gli esperti della Croce Rossa inglese: “l’urina non è chimicamente adatta a risolvere il problema”.   Secondo gli esperti, non appena si sente il prurito causato dal contatto con la medusa bisogna uscire repentinamente dall’acqua in modo da non essere punti una seconda volta, aggravando il problema.   Il secondo passo è alleviare la sensazione di bruciore: l’aceto di vino è efficacissimo ma, se non lo avete a portata di mano, può andare bene anche dell’acqua di mare, meglio se calda. Il calore in genere può ridurre la sensazione di dolore: in casi estremi potete provare con una sabbiatura d’emergenza.   L’aceto di vino e l’acqua di mare, a differenza dell’urina, hanno delle caratteristiche chimiche che permettono loro di essere risolutivi nel trattamento immediato delle punture di medusa. L’aceto è stato, infatti, adottato ufficialmente dai bagnini Australiani come rimedio contro gli infortuni in spiaggia causati dalle meduse, molto frequenti nella “terra dei canguri”.   Adesso che queste conoscenze sono approdate anche negli Stati Uniti e in Europa si prevedono cambiamenti nella gestione dei casi di puntura di medusa in spiaggia. Chissà se vedremo anche i nostri “baywatch” muniti di bottigliette di aceto per trattare i malcapitati bagnanti che hanno avuto un incontro ravvicinato con le terribili meduse?   Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più su disturbi e malattie? Leggi:  Pronto intervento in spiaggia: gli incidenti più comuni - Febbre estiva: colpa di caldo e stress
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Tumori e alimentazione: le 7 verità urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-29 03:03:49 L’alimentazione e le patologie tumorali hanno un legame a doppio filo: il cibo può essere un grande alleato nella lotta al cancro ma anche un pericoloso nemico. Come orientarsi, e cosa scegliere? Ecco i sette comandamenti dell’AIRC, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.  
  1. Quanto incidono le abitudini alimentari sul rischio di sviluppare un tumore? Non è facile fare calcoli precisi, ma l’American Institute for Cancer Research ha calcolato che le cattive abitudini alimentari sono responsabili di circa tre tumori su dieci. Responsabili sostanze come i nitriti e i nitrati utilizzati per la conservazione dei salumi, le aflatossine liberate da mais, granaglie e legumi mal conservati, grassi e proteine animali.


  2. Esistono tumori legati più di altri al tipo di alimentazione? La risposta è sì: lo confermano studi dell’European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC). Tra quelli che risentono di più della quantità e della qualità dei cibi ci sono i tumori dell’apparato gastrointestinale, e in particolare quelli dell’esofago, dello stomaco e del colon-retto, ma anche il tumore del fegato. L’azione locale di alcune sostanze (come ad esempio l’etanolo contenuto nelle bevande alcoliche) può favorire inoltre lo sviluppo di tumori della bocca o della gola. 

     
  3. Quali cibi vanno privilegiati, e quali evitati, per cercare di prevenire la malattia? Un’alimentazione sana, che tenga alla larga dalle malattie tumorali, richiede soprattutto di ridurre drasticamente l’apporto di grassi e proteine animali, favorendo invece l’assunzione di cibi ricchi di vitamine e fibre. Per questo occorre portare a tavola almeno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno; privilegiare nella scelta di cereali, pane, pasta e riso quelli integrali e abbinarli sempre a un po’ di legumi. Un posto d’onore merita la soia, che riduce il rischio di tumore al seno nella donna e alla prostata nell’uomo. Salutari anche i semi di lino, ricchi di omega-3, e le alghe orientali.

     
  4. Come orientarsi nella scelta di frutta e verdura? La prima regola è quella della varietà: il rischio di tumore al polmone può essere inferiore tra i fumatori che assumono molti tipi diversi di frutta e verdura rispetto a chi non cambia mai menu. Tra la frutta, i principali strumenti di prevenzione sono le arance, ricche di vitamina C, l’uva e soprattutto i frutti di bosco, che proteggono il DNA da mutazioni potenzialmente cancerogene. Lo stesso vale per le verdure a foglia verde, i vegetali giallo-arancioni e i pomodori. Ma la famiglia di ortaggi più importante per tenere alla larga il cancro a tavola è quella dei cavoli: mangiare almeno cinque volte la settimana verze, cavolfiori o cavolini di Bruxelles dimezza il rischio di cancro alla vescica, al seno, al polmone, all’intestino e alla prostata.


  5. Anche le modalità di cottura dei cibi incidono sul rischio-tumore? Sì, la cottura alla griglia, soprattutto della carne, produce sostanze cancerogene. È meglio cucinare i cibi a temperature più basse, per esempio utilizzando il vapore o il cartoccio.


  6. Ci sono altre bevande che possono avere un ruolo protettivo? Succhi, spremute, frullati e centrifughe di frutta e verdura, purché privi di zuccheri aggiunti, possono sopperire almeno in parte a uno scarso apporto di alimenti vegetali nella dieta. Nel tè verde, ma non nel tè nero, e in quello giapponese più che in quello cinese, sono contenuti polifenoli dalle note proprietà anticancro chiamati catechine, che sembrano proteggere dai tumori della pelle, del colon, del polmone, del seno e della prostata. Una tazza di cioccolata calda, poi, contiene cinque volte più antiossidanti di una tazza di tè nero e tre volte più di una tazza di tè verde: ma quando la si sceglie occorre tener conto anche del suo notevole apporto calorico e del suo contenuto in grassi e zuccheri.


  7. Si possono sostituire le sostanze benefiche contenute nei cibi con farmaci e integratori? No. Non solo l’effetto non è altrettanto benefico, ma in molti casi si è rivelato controproducente, aumentando, invece di diminuire, il rischio di sviluppare alcuni tumori. Non si sa bene perché questo accada: è possibile che negli alimenti l’effetto benefico sia prodotto più dall’azione sinergica delle varie sostanze, miscelata in una particolare proporzione, che non dall’azione della singola vitamina. Inoltre non è probabilmente trascurabile il ruolo delle fibre e di altri elementi presenti anche soltanto in tracce.
  Silvia Nava .............................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulle sostanze tossiche? Leggi: Curcumina: nuovo alleato antitumore - 7 sostanze che potrebbero far male
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Girl power: il potere benefico degli estrogeni urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-28 04:56:42 Leggi lo speciale: Estrogeni

  Sesso debole: chi l'ha detto? Le donne a quanto pare sono molto più resistenti degli uomini per quanto riguarda moltissime caratteristiche. Un esempio? Hanno la capacità di tenere lontano il tumore allo stomaco. Il merito è degli estrogeni, gli ormoni femminili per eccellenza.   A dirlo è una ricerca del MIT di Boston pubblicata su Cancer Prevention Research. Per i ricercatori però oltre all'influenza ormonale bisogna considerare anche alle differenze di ordine biologico.   Lo studio si è avvalso dei classici topi da laboratorio suddivisi in 4 gruppi: il primo è stato trattato con estrogeni, il secondo con tamoxifen, il terzo con entrambi e il quarto non è stato trattato. Il gruppo di topi che avevano ricevuto il trattamento aveva un'incidenza inferiore di tumore allo stomaco rispetto a quelli non trattati.   Il tipo di cancro che viene sensibilmente ridotto è in particolar modo quello provocato dalle infezione cronica da Helicobacter pylori.   É importante dire che i topi selezionati soffrivano di gastrite e quindi avevano già una patologia intestinale. Sono stati scelti i topi manipolati geneticamente affinché producessero grandi quantità di gastrina, un ormone che alimenta la produzione di acido e la moltiplicazione delle cellule della mucosa gastrica.   É stato riscontrato che nei casi normali i topi erano affetti da tumore entro i primi 20 mesi mentre l'infezione da Helicobacter pylori ne accelerava l'insorgenza di circa 7 mesi. Circa il 40% dei topi non trattati ha sviluppato il tumore mentre tutti i topi trattati sia con tamoxifen che con estrogeni non hanno avuto complicazioni di alcun genere.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sul tumore? Nuove cure per il tumore alle ossa - Curcumina: nuovo alleato anti tumore Articoli correlati per keyword: Salute - Prevenzione Malattie
Menopausa e Terapia Ormonale urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-28 03:46:10 Leggi lo speciale: Estrogeni

Ad un certo punto capita: le avvenenti forme “a pera” si trasformano nelle assai meno sexy sembianze “a mela”. Dopo i 50, si ingrassa in media di 1 kg all’anno: sono le conseguenze della menopausa. Fra i primi sintomi si verifica un aumento dell’adipe e una sua diversa distribuzione, molto più simile a quella maschile. Sale anche la pressione, che tende a superare i valori soglia (130mmHg), e cresce il girovita, uno dei parametri che definiscono la sindrome metabolica che spesso viene trascurato.   Combattere tutto questo, però, è possibile con una strategia mirata basata sulla corretta alimentazione e sul supporto farmacologico suggerito dal medico. La terapia ormonale sostitutiva resta il più valido alleato: il progestinico (drospirenone) riduce o addirittura annulla i possibili effetti sulla ritenzione idrica ed è particolarmente efficace nel controllo del rischio cardiovascolare. Abbassa la pressione arteriosa e può ridurre fino a 3 cm la circonferenza addominale: lo conferma Marco Gambacciani, dell’azienda ospedaliera universitaria pisana e segretario della European Menopause and Andropause Society (EMAS), autore del recente studio che ha portato a questi risultati.   In Italia, però, l’utilizzo delle terapie ormonali è bassissimo (meno del 5%), a causa della scarsa conoscenza e delle preoccupazioni legate al rischio oncologico, soprattutto di tumore al seno. “Le nostre pazienti ci chiedono di capire se e di quanto aumentino le probabilità di ammalarsi – spiega la prof.ssa Nicoletta Biglia, dell’Università di Torino -. Come rassicurarle? I dati di un’indagine da me coordinata indicano che il 37% di un campione rappresentativo composto da 1.000 donne medico o mogli di medico del nostro Paese utilizzava o aveva utilizzato la TOS, 7 volte in più rispetto alla popolazione generale. Mi sembra un’ottima risposta”.   Ma c’è un altro fronte importante e totalmente naturale su cui intervenire, ed è quello della dieta. L’alimentazione in menopausa deve essere prima di tutto ricca di calcio (almeno un grammo al giorno) e povera di grassi di origine animale e zuccheri complessi. L’obiettivo è tenere il peso sotto controllo e prevenire l’obesità addominale. Altra buona regola è quella di consumare maggiori quantità di alimenti che contengono fitoestrogeni naturali, come la soia, i legumi, il sedano, i semi di lino e il loro olio. Per vivere i cinquant’anni con il sorriso sulle labbra.   Silvia Nava
Pronto intervento in spiaggia: gli incidenti più comuni urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-27 04:09:08 In spiaggia i pericoli, anche se spesso li prendiamo sottogamba, sono dietro l’angolo. Punture di meduse e ricci di mare, scottature, colpi di calore possono rovinare irrimediabilmente le vacanze. Vediamo come agire prontamente e in maniera corretta per evitare che piccoli incidenti si trasformino in veri e propri disastri con conseguenti corse frenetiche al pronto soccorso.  
  1. Le scottature e le ustioni. Si tratta senza dubbio dei problemi più comuni in spiaggia. Se ormai il danno è fatto, sciacquate la parte con acqua fredda, applicate subito del ghiaccio e non coprite con cerotti la parte. Attenzione, poi, a non forare le vesciche. Nel caso di ustioni molto estese o gravi, non rimuovete gli abiti rimasti attaccati alla lesione, sciacquate la parte con acqua fredda e consultate immediatamente un medico. 
     
  2. Il colpo di sole o di calore. Quando la temperatura corporea inizia a salire rapidamente, soprattutto nei bambini o negli anziani, un’azione repentina è assolutamente necessaria. La prima cosa da fare è raffreddare il corpo con panni imbevuti di acqua fredda (da porre su fronte, polsi, inguine, ascelle) e togliendo tutti i vestiti. Far bere dell’acqua fresca al soggetto interessato dal colpo di sole o di calore e, se la febbre non scende, chiamare subito un medico.

  3. La puntura di medusa. Le punture di medusa possono essere molto fastidiose. Alcuni rimedi efficaci sono l’applicazione sulla parte interessata di ammoniaca ad uso dermatologico, di aceto diluito o di una buona quantità di dentifricio.
     
  4. La puntura di riccio di mare. Contro le punture dei ricci di mare c’è ben poco da fare. Il dolore è spesso molto forte e a volte la reazione alla puntura può essere anche molto ritardata rispetto al contatto vero e proprio con l’animale. E’ molto importante rimuovere l’aculeo con una pinzetta, facendo attenzione perché è molto fragile. Poi è consigliabile applicare sulla lesione una pomata antibiotica.
     
  5. La puntura di tracina. In caso di puntura di tracina, molto dolorosa ma mai letale, può essere d’aiuto immergere la parte in acqua molto calda o a contatto con un oggetto caldo (può andare bene anche della sabbia).
  Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più su disturbi e malattie? Leggi:  Vedemecum per combattere il caldo estivo - Febbre estiva: colpa di caldo e stress
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Sangue dal naso in estate: perchè accade e come affrontarlo urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-26 03:48:15 L’epistassi, cioè la perdita improvvisa di sangue dal naso (non di rado in grandi quantità), è un disturbo che può avere varie cause ed origini. Un piccolo o grande trauma, una predisposizione fisica, una grave sinusite, il “vizietto” di mettere le dita nel naso… questo è molto altro può causare l’epistassi.   Secondo le ultime, stime ben il 60% degli italiani ha sofferto di questo disturbo almeno una volta nella vita. E’ inoltre stato provato che, con l’arrivo della stagione calda, il problema può peggiorare e a mostrarsi con maggiore frequenza.   Le temperature alte della stagione estiva, infatti, tendono a far aumentare la pressione sanguigna, complicando i sanguinamenti.   Come si può prevenire la comparsa del disturbo in estate?
 
  1. soprattutto in estate, le persone che normalmente soffrono di epistassi dovrebbero ridurre l’esposizione diretta al sole;
  2. un’altra regola da non dimenticare mai è quella di evitare di fare sport nelle ore più calde della giornata;
  3. attenzione, poi, agli ambienti molto secchi e polverosi;
  4. è consigliabile usare un deumidificatore negli ambienti domestici o lavorativi dove si passano molte ore, per ridurre i rischi ambientali.
  Come bisogna agire quando il sanguinamento dal naso compare all’improvviso?
 
  1. quando il naso inizia a sanguinare, bisogna immediatamente applicare una compressione sulla parte, piegando il capo in avanti (e non indietro);
  2. può essere utile anche effettuare questa compressione con un fazzoletto bagnato;
  3. assolutamente da evitare l’introduzione nelle narici sanguinanti di garze o pezzetti di carta assorbente che, oltre a impedire al sangue di fluire, potrebbero causare nuovi traumi e sanguinamenti;
  4. non assumere farmaci come l’aspirina, che può favorire la comparsa dell’epistassi;
  5. evitare gli sforzi intensi e l’esposizione al sole o a fonti di calore;
  6. nel caso di sanguinamenti molto frequenti o abbondanti, non esitare nel contattare il medico di fiducia.
  Lucia D'Addezio ................................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più su Malattie e Distrurbi? Leggi  Cistite: riconoscerla e curarla - Tappi di cerume: come eliminarli?
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Dolore lombare addio con gli esercizi giusti urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-25 04:52:51 Leggi: Come Alleviare il Mal di Schiena
  Anche tu afflitto dal dolore lombare? Niente paura: basta armarsi di buona volontà per sconfiggerlo definitivamente.   Esistono degli esercizi che sono in grado di dare un grande sollievo e in parte rimediare agli errori di postura. La cosa importante è attivare la circolazione stirando i muscoli bloccati dalla tensione provocata dalla postura scorretta.   La prima posizione da assumere è quella detta "a crisalide". Per eseguirla correttamente devi tenere i piedi uniti e le gambe aperte e piegate come a formare un ovale. Le mani vanno poste sui piedi. Questa posizione è importantissima per scaricare la tensione accumulata nelle posture non proprio adeguate e che hanno provocato un irrigidimento muscolare.   Con le mani devi trattenere i piedi e sollevare leggermente le gambe verso di te andando indietro con la schiena. Mantieni la posizione e poi rilascia. Ripeti l'esercizio da tre a otto volte.   Il secondo esercizio invece prevede gambe tese in avanti. Scendi verso le ginocchia e afferra la punta dei piedi. A questo punto devi tirare fino a sentire una leggera tensione nella zona lombare. Mantieni la posizione per qualche secondo e poi rilascia. Ripeti anche questo esercizio dalle tre alle otto volte.   Praticare questi esercizi tutti i giorni ti darà sicuramente un sollievo, ma la terapia migliore resta la prevenzione. Fare attenzione alla postura in ufficio o a casa e scegliere la scarpa giusta può sicuramente evitare tanti fastidi.   Maria Melania Barone ..........................................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sul mal di schiena?  Prevenire il mal di schiena - Mal di schiena Articoli correlati per keywords: Salute - Prevenzione Malattie
Erbe medicinali da portare in Vacanza urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-25 04:33:45 Quando si parte per le vacanze la prima cosa da non dimenticare è la valigetta del piccolo pronto soccorso. Le erbe officinali offrono una valida alternativa naturale ai rimedi classici, soprattutto se hai dei bambini. I bambini, infatti, spesso hanno la pelle più fragile rispetto agli adulti e dunque possono graffiarsi e tagliarsi con facilità sugli scogli, sui sassi, sul terreno, possono scottarsi al sole e soffrire di eritemi solari sia al mare che in montagna.   Un prodotto importante contro le scottature e contro gli eritemi, con grandi proprietà antisettiche, è l'aloe vera. Scegli una formulazione in gel puro al 100% in modo da applicarlo sulla pelle. L'aloe può inoltre essere usata anche come lenitivo solare. In questo caso fa davvero miracoli e può prendere il posto del tuo doposole preferito. É in grado ad esempio di eliminare il rossore e di alleviare le ustioni col vantaggio che ha anche proprietà rinfrescanti e dunque il sollievo è totale.   Da mettere in valigia anche l'olio essenziale di Tea Tree, efficacissimo contro le punture di insetti o zanzare. Se lo si diluisce con una crema neutra è possibile ottenere un preparato che previene i morsi degli insetti.   Il gemmoderivato di Ribes invece è ottimo per contrastare le irritazioni o le allergie mentre la tintura madre di propoli è ottima per le infezioni profonde. Da non dimenticare anche l'arnica montana, utile nei casi di ematomi, distorsioni, reumatismi, flogosi delle mucose orali e faringee, foruncoli e punture di insetto. Questa pianta ha infatti grandi proprietà antiinfiammatorie, antimicrobiche, antinevralgiche, antiecchimotiche. Va usata però solo su pelle integra, altrimenti potrebbe accrescere le dermatiti.   Maria Melania Barone ........................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sui Rimedi Naturali? Leggi: Esercizi contro la miopiaProprietà curative della cannella
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Internet: come influisce sulla nostra vita urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-25 03:12:37 Anche tu non puoi fare a meno di internet? Come non darti torto: ormai fa parte della nostra vita quotidiana. Ma internet influisce sia positivamente che negativamente sulla nostra vita.   Ogni eccesso fa male e questo lo sappiamo. Ma ci sono cose che determinano dipendenza ed allora è difficile evitare gli eccessi, tanto più se si tratta di internet che è così fortemente radicato nella nostra vita.   Non possiamo fare a meno di fare shopping on line, di andare in banca on line, di mandare raccomandate on line e di telefonare on line. Ormai internet è uno strumento importante per la nostra quotidianità, ma diventa davvero utile solo se non ci domina completamente. A volte purtroppo crea dipendenza. Gli esperti definiscono il nostro cervello “Popcorn brain”.   La definizione deriva dal fatto che la presenza di internet nella nostra vita diventa sempre più pervasiva. Anche se internet ci rende molto più attivi e multitasking, in realtà ci distoglie dagli obiettivi principali come l'attenzione e la cura per noi stessi. Quante volte ci è capitato di dover organizzare il nostro tempo per degli impegni pratici e di arrivare in ritardo perché non potevamo resistere a farci un giro in rete?   E' proprio questa la dipendenza "deleteria" di cui parlano gli esperti. Secondo la maggior parte degli esperti tutto questo ha infatti dei rischi collaterali: "rischiamo di non saper riconoscere più le emozioni umane sui volti delle persone, oltre ad avere una sostanziale riduzione di volume di materia grigia ed il cervello necessita di prendere una pausa rigenerante poiché prova difficoltà a lavorare su ritmi più lenti". É in pratica come se il nostro cervello si adattasse ad una sorta di compensazione data dal computer. Gli esperti allora consigliano di tenere una sorta di diario delle nostre attività virtuali, cioè di scrivere le nostre sensazioni prima e dopo esserci collegati alla rete e di segnare anche i siti ai quali siamo soliti collegarci.   La maggior parte delle volte si tratta di attività alle quali ci colleghiamo quando siamo ansiosi. Se poi proprio la dipendenza non vi abbandona allora dovrete passare ai metodi un po’ più rigorosi come fissare dei limiti temporali o suddividere gli impegni della giornata in orari inderogabili. É importante inoltre anche vivere la natura per dare l'opportunità aldel nostro cervello di rallentare e di riposarsi. Anche queste piccole attenzioni nell'ambito quotidiano fanno parte del nostro benessere interiore ed esteriore.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sulla depressione? Psiche: tutte le cyber dipendenze  - La depressione aumenta con internet
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Denti nuovi con le staminali urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-21 03:38:41 Leggli lo speciale Cura dei Denti

Denti: sintomo di benessere e specchio di bellezza. Il destino dei nostri denti è legato ai progressi della scienza, che oggi promette denti nuovi e naturali senza alcun impianto sintetico anche ad 80 anni. Come? Con le cellule staminali.   I denti si coltivano in laboratorio proprio come le piante. Basta impiantare delle cellule staminali nella gengiva per generare un molare o un canino. A lavorarci sono dei ricercatori britannici del King's College di Londra. Per adesso la rivoluzionaria tecnica è in sperimentazione sui topi nei quali le cellule staminali si sono trasformate in denti in alcune settimane. Per gli esseri umani il tempo necessario è invece di due mesi.   La procedura è molto semplice e si avvale di cellule staminali prelevate da un essere vivente e coltivate in laboratorio fino al punto in cui formino un gruppo di nuove cellule definite "germoglio" che sarà poi inserito nella gengiva. I ricercatori hanno già annunciato che fra due anni comincerà la sperimentazione sugli esseri umani. Probabilmente nascerà una vera e propria azienda che si premurerà di offrire i denti di ultima generazione, cioè i germogli da impiantare.
La tecnica fornisce anche il tessuto osseo che permette di ancorare il dente. Il tutto va praticato con una semplice anestesia locale. I punti negativi di questa terapia? I costi e l'attesa: secondo le stime un dente costerà 2-3.000 euro a fronte di un'attesa di 5 anni. In compenso, se cadrà un dente, avremo quello nuovo di zecca per sostituirlo.   Maria Melania Barone ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sui denti? Prendetevi cura dei vostri denti - Quando i denti sono ipersensibili al caldo e al freddo Articoli correlati per keywords: Salute - Salute Dentale
Psicologia: Mentire non è semplice! urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-20 03:07:09 Non esiste un abile bugiardo in grado di mentire completamente. Le bugie si annidano in ogni gesto e secondo gli psicologi è facile scoprirle a partire dalle parole.   Ti sei mai chiesto come mai gli interrogatori nei telefilm polizieschi più famosi sono sempre così ripetitivi? Se pensavi che fosse per un intento spettacolare, ti sbagli di grosso! La polizia infatti in questo caso ha preceduto la scienza. Molti "professionisti" sanno infatti che a furia di far dire sempre le stesse cose ad una persona questa poi "potrebbe incepparsi" e svelare tutta la verità. La menzogna dunque è celata nelle stesse bugie che si raccontano. Anche l'attore più bravo non potrebbe sfuggire al fiuto di un inquirente. Se a questo associamo il fatto che la gestualità e le tonalità della voce aiutano a capire se è tutto vero quel che si dice, il lapsus la fa da padrone.   A dirlo è uno studio condotto delle università di Portsmouth, Goteborg e British Columbia. Secondo i ricercatori, il segreto per carpire la verità risiede nelle parole, nel flusso del discorso che chi mente ha architettato per sorreggere la propria versione dei fatti.   I ricercatori sono convinti che il segreto per stanare un bugiardo risiede nel farlo parlare a più non posso magari facendo anche credere che quel che dice è preso come oro colato. Sarà lui stesso a tradirsi seppur con un piccolo dettaglio.   Lo studio è stato pubblicato su Psychological Science in the Public Interest dove Stephen Porter, uno degli autori dello studio, spiega che il comportamento di una persona che sta mentendo non è molto diverso da quello di chi dice la verità, contrariamente a quello che molti pensano. Alcuni poi sono bravissimi a mentire.   Porter afferma che purtroppo esistono anche scuole che insegnano ad analizzare i comportamenti e la gestualità, ma questi insegnamenti non tengono conto delle differenze interpersonali. Esistono infatti degli atteggiamenti che sono del tutto personali e che potrebbero trarre in inganno.
L'unica soluzione dunque è far parlare l'”indagato”. Solo in quel modo questo si tradirà. Per i ricercatori infatti la ragione di questa certezza è che mentire è mentalmente stressante, molto più stressante che dire la verità. Fare inoltre molte domande anche sui particolari induce il cervello ad uno stress maggiore e questo potrebbe produrre delle contraddizioni che ci poteranno dritti alla verità.   Attenzione dunque perché i bugiardi del futuro potrebbero imparare a mostrare la loro bravura col silenzio!   Maria Melania Barone ..............................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulla comunicazione? Leggi: Comunicazione non verbale: capire il linguaggio del Corpo - Programmazione neurolinguistica: siamo quello che diciamo
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Angina: si cura con le staminali urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-19 04:37:15 Cellule staminali nel cuore? Sì, siamo arrivati anche a questo. L'uso delle staminali nelle terapie di angina pectoris dimezza i casi gravi. A dirlo è un team di ricerca americano. Basterebbe iniettare staminali nel cuore per migliorare la vita di pazienti affetti da angina pectoris. Una buona notizia dunque. A dirlo è un team di scienziati della Northwestern University che ha pubblicato uno studio sulla rivista specializzata Circulation Research.   A beneficiarne oltre al cuore sono di conseguenza anche le prestazioni fisiche e la qualità della vita. Lo studio è stato meticoloso e si è basato sull'analisi di ben 167 pazienti che soffrivano di angina refrattaria. I volontari son stati suddivisi in tre gruppi: il primo riceveva un'alta dose di staminali, il secondo una dose inferiore e il terzo un placebo.   A un anno di distanza, i pazienti che avevano ricevuto una dose più bassa di staminali mostravano una media di 6,3 episodi di angina al giorno. Quelli trattati con placebo ne mostravano invece 11. A stupire tutti è stata l'incredibile riduzione di episodi di angina nei pazienti trattati ad alte dosi che godevano anche di una maggiore resistenza fisica. Tuttavia i ricercatori hanno constatato che chiunque avesse ricevuto staminali metteva in moto alcuni processi di autoconservazione dell'organismo, indipendentemente dalla quantità somministrata.   La scoperta migliorerà sicuramente la qualità della vita di molte persone, se pensiamo a quanto siano diffusi i problemi cardiaci. Ulteriori studi serviranno a capire se la terapia possa essere estesa anche a coloro che hanno altri tipi di patologie.   Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sul cuoreLeggi lo speciale infarto - Come viene rilevato l’infarto?

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Massaggio plantare: stimola il benessere! urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-15 05:51:40 Hai mai fatto un massaggio plantare? Se sì, ti sarai accorta di quanto stimoli il benessere. Ecco qualche dritta per praticarlo al meglio.   Fondamentalmente praticare un massaggio ai piedi che sia davvero efficace per il relax ed il benessere del corpo, non è cosa semplice. Il piede è una parte molto complessa del nostro corpo e ricca di terminazioni nervose.   Una disciplina però ci aiuta ad individuare bene le zone del nostro corpo da curare anche attraverso un massaggio. Anche i piedi, infatti, come le orecchie collegano tra loro a livello nervoso diverse parti del corpo: per questo massaggiando i piedi è possibile alleviare molti dolori e raggiungere un completo relax.   La riflessologia plantare ci aiuta proprio in questo. L'energia vitale che scorre nel nostro corpo può essere ostacolata o interrotta, bisogna liberarla attraverso la stimolazione delle terminazioni nervose. La parte del piede abbastanza polposa che si trova sotto le dita, ad esempio, è collegata ai polmoni e ai bronchi. Basta massaggiarla per liberarli e sentirsi più rilassati. Chiaramente per poter sperimentare tutti i segreti della riflessologia dovremmo affidarci ad un bravo massaggiatore, ma non sempre è possibile.   E allora come fare per praticarla da sé?
  Un consiglio per massaggiare bene i propri piedi è quello di sedersi in un luogo comodo, in modo da non irrigidire le varie parti del corpo. Poi basta posizionare i pollici sulla prima parte della pianta, quella più vicina alle dita e massaggiare in senso orario e poi anti orario ripetutamente. La parte del piede più concava e meno callosa invece va stiracchiata. In questa parte il massaggio si esegue con entrambi i pollici. Basta stende andando su e giù e alternare questo tipo di massaggio a delle piccole pressioni nella parte centrale.   Il tallone invece si massaggia nella zona laterale andando verso il basso e poi verso l'alto in modo da stimolare la circolazione. Le dita invece conviene massaggiarle lungo la loro attaccatura dalla pianta per stimolare i tendini. Trarrete sicuramente beneficio da questi massaggi se praticati correttamente.   Maria Melania Barone ........................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sui Rimedi Naturali? Leggi: 10 buoni motivi per usare lo zenzeroEleuterococco: un ginseng molto pregiato
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Infarto: 5 sintomi insospettabili urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-14 03:16:39 Leggi lo speciale Infarto

Soffrire di cuore e non saperlo. Come sempre le cure tempestive sono quelle che permettono di salvare la vita a numerose persone, ecco perché è importante fare attenzione a tutti i doloretti, anche quelli più stupidi, perché possono davvero indicare problemi più gravi. Per esempio, in caso d’infarto, le persone sono convinte che avvertiranno necessariamente una fitta al petto o un dolore a un braccio. Potrebbe non essere così. Esistono altri cinque insospettabili sintomi comunemente non riconducibili a questa cardiopatia.   Mal di collo: La tensione al collo potrebbe segnalarvi che il vostro cuoricino non sta bene. Se notate che il dolore non passa né con del ghiaccio né con della pomata, chiedete al medico di fare degli esami più approfonditi. I nervi danneggiati del tessuto cardiaco, infatti, potrebbero inviare un messaggio di dolore (al midollo spinale) che si può estendere sia sul collo sia sulla spalla.
Mal di orecchio e di mascella: Non avete preso freddo, non avete l’otite e pure state facendo i conti con un fastidioso quanto persistente dolore diffuso all’orecchio che si diffonde anche alla mascella. Potrebbe essere il cuore! Il motivo è il medesimo del collo. I nervi danneggiati del cuore inviano un messaggio di dolore che in questo caso colpisce, non tanto un punto preciso, quanto l’intera zona dell’ orecchio e della mascella.
Fiato corto e vertigini: Vi gira la testa o fate fatica a respirare. Più del 40% delle signore che ha avuto un infarto, ha dichiarato di aver avuto questi sintomi nei giorni precedenti al malessere. Le arterie, infatti, si bloccano e il cuore riceve meno ossigeno, la sensazione è quella di respiro corto e affanno. Questi sono anche i primi sintomi di angina pectoris e, se non soffrite di asma o di qualsiasi altra patologia polmonare, è consigliabile andare subito dal medico.
Problemi sessuali: Anche avere qualche problemino in camera da letto, per gli uomini, potrebbe essere un’avvisaglia molto importante. Succede, infatti, che i vasi sanguigni del pene, in caso di problema cardiaco, tendano a diventare più piccoli, non facendo passare abbastanza sangue e impedendo così l’erezione. Di solito questo disturbo dovrebbe manifestarsi diverso tempo prima dell’infarto.   Mal di stomaco e nausea: Soffrite di gastrite? Allora il mal di stomaco è un problema frequente per voi e legato a patologie dell’apparato digerente, ma se non è il vostro caso e se non avete un’infiammazione in corso dovuta per esempio a un periodo di cattiva alimentazione, allora potrebbe essere il vostro cuore a mandarvi dei segnali. I depositi di grasso nelle arterie possono ridurre il flusso sanguigno al cuore provocando oppressione, rigidità e dolore anche nella zona della pancia. Come capire se si tratta di un problema cardiaco o di una gastrite? In questo caso, il dolore addominale dovrebbe peggiorare con l’esercizio fisico e migliora con il riposo.   Valentina Rorato ...............................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sull' InfartoL'infarto e i fattori di rischio - Come viene rilevato l’infarto?

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La Felicità rende il cuore più forte urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-12 08:45:47 Leggi lo Speciale Ictus Leggi lo speciale Infarto Sintomi e Cure
  Un recente studio ha messo in evidenza la stretta correlazione tra successi nella vita, felicità, autostima ed il muscolo più importante del nostro corpo: il cuore!   Che la collera faccia male al cuore e i dispiaceri predispongano le persone ad infarti ed ictus, ormai non è più solo una leggenda metropolitana. Ma sapevi che la felicità, al contrario, rafforza il nostro motore interno?   A dirlo è un recente studio di un'equipe di ricercatori britannici ha esaminato ben 8 mila volontari.   Tutte le persone avevano 49 anni, un'età critica per quanto riguarda cuore ed arterie. E' stato infatti registrato precedentemente che ad essere maggiormente predisposti ad infarti ed attacchi cardiaci sono le persone di età compresa fra i 45 ed i 65 anni. Questi volontari hanno dovuto raccontare tutto ciò che, nella loro vita, li ha portati a nutrire soddisfazione o insoddisfazione verso se stessi. Ovviamente si parlava di molti settori e si spaziava dal lavoro, alla famiglia, al conto in banca, alla sfera sessuale e alla vita in generale.   Ad ogni domanda venivano assegnati dei punteggi in base al grado di soddisfazione, che poi venivano confrontati coi dati clinici. Gli esami al cuore però venivano effettuati nei sei mesi successivi all'intervista. Durante questi esami si sono registrati casi di infarto, angina e decessi per malattie coronariche.   Dai risultati raccolti si evince che sia gli uomini che le donne godevano di una riduzione pari al 13% del rischio di malattia coronarica se vivevano una vita soddisfacente dal punto di vista del lavoro, della famiglia, della vita sessuale e della propria realizzazione personale. In pratica la felicità e la serenità per le proprie condizioni di vita è in grado di salvare il nostro cuore o di migliorarne le sue condizioni in caso di patologie.   Maria Melania Barone
Camminare scalzi fa bene alla schiena urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-12 08:00:34 Problemi di schiena o di piedi? Attento alle scarpe. È stato infatti notato che noi esseri umani, stranissimi animali bipedi, siamo stati programmati per camminare non su terreni piani con scarpe comode, ma su territori scoscesi e frastagliati. Pietre, sassi, sabbia e tutto ciò che fa lavorare i nostri piedi nudi è dunque un toccasana.   Vi siete infatti chiesti come mai l'ossatura migliore è propria dei popoli in via di sviluppo che ancora vivono a contatto con la natura? Africani, messicani ed indiani in cima agli uomini più belli e proporzionati e quasi sempre rigorosamente scalzi!   Ma in verità poche persone fanno attenzione a queste cose e quasi nessuno ama camminare scalzo. Del resto sarebbe impensabile farlo in città, con lo sporco per le strade o i pericoli insidiosi che si possono nascondere a livello sanitario. L'ideale dunque è farlo in spiaggia. Ecco una valida terapia per migliorare lo stato delle tue ossa e della tua colonna vertebrale.   La mattina oltre a fare il bagno cammina a piedi scalzi percorrendo almeno un chilometro: oltre a dimagrire e prendere un po’ di sole, potrai anche rafforzare piedi ed articolazioni. Dopo pranzo invece datti a dei giochi da spiaggia facendo sempre attenzione ad avere i piedi scalzi: in questo modo allenerai il corpo anche coi riflessi necessari per affrontare il gioco.
Ma cosa c'è di meglio che una bella passeggiata sugli scogli? Sempre se però questa passeggiata la si fa su tracciati non troppo pericolosi. Se hai paura il consiglio è quello di ripercorrere ogni giorno sempre lo stesso tracciato di modo da prendere familiarità con gli ostacoli.   Maria Melania Barone ............................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più su disturbi e malattie? Leggi  Benessere psicofisico davanti al computer - Mal di schiena: gli esrcizi per alleviarlo Articoli correlati per keyword: Salute - Prevenzione malattie
Febbre d'estate: come comportarsi urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-12 03:00:14 Leggi lo Speciale Influenza

In estate può succedere di vedere la propria temperatura corporea, o quella dei propri figli, alzarsi improvvisamente. Questo può accadere per molte ragioni, per esempio a causa di una insolazione o di una intossicazione alimentare, e spesso la febbre può essere molto più alta e repentina nella sua ascesa rispetto alle tradizionali febbri da influenza.   Vediamo come comportarsi di fronte ad un aumento della temperatura corporea inaspettato durante i mesi estivi.  
  1. La prima regola da tenere sempre in mente è di non farsi prendere dal panico. Mantenere la calma ed affrontare la febbre a mente lucida vi aiuterà a risolvere il problema prima ed evitando stress inutili.
     
  2. Se siete stati esposti al sole è molto probabile che la febbre sia stata causata dal cosiddetto “colpo di calore” o “insolazione”.
     
  3. Scopritevi in più possibile, soprattutto quando la febbre è molto alta, in modo da lasciar “respirare” il corpo. 

  4. Applicate del ghiaccio o un fazzoletto bagnato in acqua fredda su polsi, caviglie e fronte.
     
  5. Stendetevi a letto, evitando così di farvi male cadendo a causa dei giramenti di testa.
     
  6. Non forzatevi nel consumare pasti abbondanti ma anzi prediligete piccoli bocconi e cibo facile da digerire.
     
  7. Assumete farmaci solo in caso di febbre molto alta e forti dolori collaterali.
     
  In caso di febbre nei bambini, anche molto piccoli, seguite questi consigli.
 
  1. Se sospettate che il vostro bimbo abbia la febbre, prima di allarmarvi, assicuratevi che non abbia ingerito cibi molto caldi o molto freddi.
     
  2. Controllate se il bambino presenta anche altri sintomi: vomito, diarrea, dolori forti, tremori. In tal caso chiamate immediatamente un medico. 
     
  3. Date immediatamente al bimbo molta acqua da bere e scopritelo in modo da far disperdere il calore corporeo.
     
  4. Con febbre molto alta è consigliabile fare delle spugnature, mettendo il piccolo in 2 dita di acqua (alla temperatura da cui esce dal rubinetto), posizionando delle stoffe bagnate sotto le ascelle e sull’inguine e strofinando poi per una ventina di minuti il corpo del bambino con delle spugne su viso, collo, petto, braccia, schiena e gambe (in questo ordine).
  Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più su disturbi e malattie? Leggi:  Bambini piccoli e influenza: 6 consigli utili - Tosse: ecco 4 rimedi naturali Articoli correlati per keyword: Salute - Prevenzione malattie
Gravidanza: attente al sole! urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-11 04:02:15 Quando si è il dolce attesa bisogna avere particolari accortezze, soprattutto in estate, in modo da proteggere sé stesse ed il proprio bimbo dai rischi collegati all’esposizione al sole. Questo periodo è infatti, sia per la donna che per il piccolo, delicatissimo ed anche un errore banale può comportare conseguenze molto pericolose.     La protezione
  Quando sei in spiaggia, ricordati di coprire e proteggere il tuo corpo sia con creme solari a fattore elevatissimo che con gli abiti, soprattutto durante le ore più calde della giornata. E’ buona norma portare sempre un cappello per proteggersi dalle insolazioni ed evitare di andare in spiaggia dalle 12 alle 15.
La crema solare
  Scegli un prodotto senza profumi aggiunti, ipoallergenico e con un fattore di protezione molto elevato. Ripeti l’applicazione della crema ogni due ore. Applica di nuovo la crema anche dopo un tuffo in mare o una doccia.   La crema solare deve essere sempre con te nella borsa perché può aiutarti non solo a proteggere il tuo bimbo ma anche a prevenire degli inestetismi sgraditi. Le donne con il fototipo chiaro devono stare attente alle scottature mentre quelle con il fototipo scuro alla comparsa di macchie gravidiche.
Le macchie
  Gli ormoni, durante la gravidanza, sono in subbuglio ed una delle conseguenze della tua nuova situazione ormonale è una maggiore produzione di melanina. Come ben sappiamo, la melanina di norma ci aiuta ad abbronzarci ma quando si è in dolce attesa il rischio è quello di veder comparire l’antiestetica “maschera gravidica” cioè una serie di macchie più scure su fronte, zigomi, mento e labbra. Un’altra area a rischio per la comparsa di macchie dopo l’esposizione al sole in gravidanza è la “linea alba”, cioè la linea che va dall’ombelico al pube, ma anche le areole.   Le gambe
  Un altro rischio molto consistente in gravidanza è la comparsa delle odiate vene varicose. I colpevoli sono gli estrogeni che stimolano la dilatazione delle vene, che si ingrossano e tendono ad essere più visibili. Bevi molta acqua, fai lunghe passeggiate sulla spiaggia a piedi nudi e rinfresca le gambe in acqua quando inizi a sentire una sensazione di forte gonfiore e pesantezza.   Lucia D'Addezio ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sul benessere della pelle? Leggi:  6 rimedi fai-da-te contro le impefezioni - Sole: i benefici dell'elioterapia
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Candida, in estate il rischio è maggiore urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-11 03:12:24 Leggi lo speciale Perdite bianche L’estate è la stagione del divertimento con gli amici, delle giornate di relax in spiaggia e delle avventure amorose ma è anche il momento dell’anno in cui è più facile contrarre una infezione intima. Prima fra tutte c’è la candida, o meglio la “candidosi”, cioè un’infezione delle mucose vulvo-vaginali che può causare prurito, gonfiore e perdite molto caratteristiche.   In realtà la candida (che può colpire anche l’uomo) è un fungo che normalmente vive nel nostro organismo in perfetta armonia ed equilibrio con tutti gli altri microorganismi che il corpo umano ospita. Durante l’estate, però, caldo, alimentazione sregolata, costumi da bagno e biancheria non adatta e molti altri fattori possono aumentare il rischio dell’insorgenza della candidosi.   I sintomi di una vaginite da candida sono i seguenti: bruciore, prurito, gonfiore, arrossamento e secrezioni vaginali biancastre di consistenza densa e cremosa.   Vediamo cosa fare per prevenire la comparsa di questa infezione durante l’estate.  
  1. Usare biancheria e costumi da bagno rigorosamente in cotone o tessuti naturali ipoallergenici.
  2. Dopo il lavaggio della biancheria, anche quello fatto in lavatrice, sciacquare bene con acqua i capi.
  3. Evitare o limitare l’utilizzo di salvaslip.
  4. Evitare i jeans e i pantaloni troppo attillati. Lo stesso vale per i body e i collant.
  5. Durante il ciclo, limitare l’uso di assorbenti interni a 6 ore, alternandoli a quelli esterni. Cambiare spesso i tamponi e gli assorbenti.
  6. Per una corretta igiene intima, usare il detergente al massimo due volte al giorno, procedendo con gli ulteriori lavaggi usando in alternativa dell’acqua minerale gassata.
  7. Asciugare bene i genitali dopo ogni lavaggio, dato che il fungo prolifera nell’umido.
  8. Limitare la durata del bagno in mare o in piscina e cambiarsi immediatamente il costume subito dopo, evitando che questo rimanga bagnato e che si asciughi addosso.
  9. Evitare il consumo di cibi ricchi di carboidrati, lieviti e zuccheri.
  10. No alle depilazioni estreme del pube che, al contrario di quanto di crede, non aiutano a raggiungere una igiene intima più accurata, esponendo al contrario la cute ad irritazioni ed aumentando il rischio di infezioni.
Lucia D'Addezio   ................................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più su Malattie e Distrurbi? Leggi  Cistite: riconoscerla e curarla Combattere la stitichezza Articoli correlati per keyword: Salute - Malattie
Rimedi naturali contro Acne e Brufoli urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-07 09:51:09 Leggi lo Speciale Acne rosacea Impurità della pelle, acne e brufoli: ci sono rimedi omeopatici, naturali e soprattutto senza controindicazioni.
  E nessuno pensi che basta una semplice esposizione al sole per vincere i fastidiosi nemici della nostra estetica.   In cima alle soluzioni omeopatiche c'è sicuramente l'acido glicemico che attua un'azione levigante ed esfoliante progressiva, utile in particolare quando l'acne ha lasciato cicatrici. Se i segni dell'acne sono stati più lievi, possono essere sufficienti prodotti naturali come l'olio di malaleuca dalternifolia chiamato anche tea tree oil.   Il Tea tree oil deve essere applicato sulla pelle mattina e sera e deve essere lasciato riposare almeno un'ora, Se risulta troppo irritante basta applicare, qualche minuto dopo il risciacquo, dell'olio di lino che distende e ammorbidisce la pelle.   L'olio di lino è molto importante per la bellezza della pelle di tutto il corpo.   Come è importante, per la cura dei brufoli, un'ottima igiene. La zona infetta dovrebbe essere lavata diverse volte al giorno e medicata con un antisettico. Gli impacchi caldi mitigano il dolore e favoriscono la cicatrizzazione. Ma non dimentichiamo la dieta ed il riposo. Importante è seguire una dieta ben equilibrata ed un pò di relax nel fine settimana. Le vitamine A, C ed E sono necessarie per la salute della pelle e possono essere applicate anche topicamente. Molti consigliano anche lo zinco, in quanto 30 mg al giorno ostacolano la formazione dei foruncoli. I rimedi omeopatici sono la tintura di Hypericum perforatum e Tarentula cubensis.   L'arnica aiuta nel caso di forti infiammazioni, il Natrum Muriatic è il rimedio più indicato se la seborrea del viso è molto accentuata. Sulfur, invece, è utile quando ci sono molti comedoni. Sepia è utile soprattutto se l'acne si localizza sul mento. Follicolinum se il problema è provocato da disordini mestruali.   Adesso non hai che da scegliere e affidarti a un bravo allopata.   Maria Melania Barone   Vuoi saperne di più su acne e brufoli? Leggi Come levare i Brufoli dal Viso - Acne negli adulti: come combatterla
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Infarto addio con la meditazione urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-07 04:52:00 Leggi lo Speciale Ictus Leggi lo speciale Infarto

Un recente studio ha provato che la meditazione riesce ad attenuare i fattori che predispongono all'infarto e ictus. La riduzione di questi rischi è importante ed arriva addirittura al 47%.   Una stima tutta da definire in quanto, considerando il fatto che l'infarto è una delle maggiori cause di morte in tutto il mondo, la meditazione consente di ridurre la mortalità anche del 50%. A dirlo è uno studio del Medical College of Wisconsin pubblicato su Archives of Internal Medicine. Lo studio è durato ben 9 anni ed ha esaminato soggetti che avevano una grande predisposizione ad infarti ed ictus, come quelli malati di diabete, ipercolesterolemia ed ipertensione. Per i medici l'effetto della meditazione è associabile a quello dei farmaci per controllare l'ipertensione. La meditazione dunque consente di riequilibrare lo stato psicofisico in modo prolungato anche se non permanente.   In tutto i volontari cardiopatici erano 201 ed avevano un'età media di 59 anni e sono stati divisi in due grandi gruppi: un gruppo seguiva la terapia abituale con farmaci, l'altro gruppo invece seguiva la terapia abituale abbinata a meditazione. E' stato riscontrato che nel lungo termine coloro che avevano seguito la nuova terapia avevano ridotto del 47% le probabilità di seguire un attacco di cuore. Questo studio in realtà si basa su precedenti ricerche che hanno dimostrato come un buon programma di meditazione può ridurre l'alta pressione, gli ictus, il colesterolo, l'arteriosclerosi. Inoltre la meditazione riduce sensibilmente anche i livelli di colesterolo nelle urine per le donne in post menopausa.   Dunque per aumentare il piacere ed il benessere di una vita sana, non puoi dimenticare la meditazione abbinandola alle terapie tradizionali. La meditazione deve essere un aiuto e non una terapia sostitutiva. Solitamente fare meditazione è un'attività praticata da pochi perché molto distante dalla vita frenetica delle grandi città e del mondo occidentale, ma forse proprio per questo contrasto la meditazione aiuta a sentirsi meglio ed in equilibrio psicofisico.   Maria Melania Barone
Apparecchio ai denti? Oggi è invisibile urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-06 05:14:55 Leggi lo speciale Cura Denti

Anche tu necessiti dell'apparecchio e non vuoi che l'estetica del tuo sorriso ne risenta? La soluzione per te è l'apparecchio invisibile.   L'apparecchio ortodontico più trasparente del mondo è stato brevettato da InvisaLign con l’obiettivo di correggere i difetti della dentatura senza bisogno di antiestetici ferretti.   Una soluzione ideale per le persone più esigenti, ma una domanda sorge spontanea: è davvero così efficace o sono migliori i rimedi tradizionali?   Ci risponde la dottoressa Marilena Troise, dentista specializzata in patologie della bocca.   É vero che non è possibile raggiungere gli stessi risultati che si ottengono con un apparecchio normale, o queste sono solo leggende metropolitane?   "Non è del tutto falso, nel senso che questi apparecchi invisibili consentono di raggiungere gli stessi risultati di altri tipi di ortodonzia fissa, ma solo in casi di classico disallineamento. Nei casi invece di gravi malocclusioni vi è necessità assoluta di trattamento con ortodonzia tradizionale. A questo punto bisogna badare anche all'aspetto psicologico che induce gli ortodonzisti ad assecondare le richieste di quei pazienti che desiderano un apparecchio invisibile. In questi casi si adotta una tecnica mista: dapprima si sceglie di cominciare con l'ortodontia tradizionale per poi terminare con l'ortodonzia invisibile. Tuttavia nei casi non gravi questa soluzione risolve le disarmonie ortodontiche come qualsiasi altro apparecchio fisso con i ferretti".   Si tratta di un apparecchio che rischia di ingiallirsi? Può avere problemi con gli sbalzi termici? "L’apparecchio invisibile non da svantaggi poiché le mascherine sono realizzate con un polimero abbastanza idrofilo, tuttavia queste potrebbero ingiallirsi a causa della nicotina".   Maria Melania Barone
Lenti a contatto in estate: le cose da sapere urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-05 03:29:04 Le lenti a contatto sono un’alternativa pratica ed invisibile agli scomodi ed antiestetici occhiali da vista. Molti ragazzi e ragazze, con l’avvento delle “lentine” sono stati letteralmente salvati dalla tortura degli occhiali, tornando a poter essere naturali e a loro agio in ogni situazione.
Ma cosa accade quando arriva l’estate e ci si reca in vacanza al mare o si fa un tuffo in piscina? Bisogna davvero rinunciare alla comodità delle lenti in favore degli odiati occhiali da vista? Vediamo insieme quali sono le regole da seguire per non correre rischi inutili.  
  1. La prima nozione fondamentale da ricordare sempre, soprattutto quando si è in spiaggia, è che le lenti a contatto non possono essere indossate per più di 8-10 ore consecutive al giorno. Al mare, dove i fattori esterni di rischio sono maggiori, bisogna attenersi strettamente a questi limiti, senza eccezioni.
     
  2. In spiaggia, così come in piscina, bisogna evitare di fare il bagno indossando le lenti. In particolar modo nel secondo caso, il rischio di insorgenza di gravi cheratiti è molto alto. 
     
  3. Al mare le lenti usa e getta giornaliere sono consigliate rispetto a quelle mensili perché limitano i rischi dovuti ad una cattiva manutenzione o ad una igiene sommaria. 
     
  4. In estate gli oculisti consigliano agli utilizzatori abituali di lenti a contatto di indossare in aggiunta alle lenti anche degli occhiali da sole, come maggiore protezione dell’occhio, sottoposto ad un notevole stress.
     
  5. E’ buona norma portare con sé in spiaggia sia il contenitore delle lenti che la soluzione unica, in modo da rimuoverle nel caso insorgano dei fastidi dovuti a vento, sabbia o acqua di mare.
     
  6. Dato che con il caldo e gli agenti esterni tipici della spiaggia l’occhio tende a seccarsi velocemente, creando attrito con le lenti, è consigliabile portare con sé delle lacrime artificiali per ricreare nell’occhio il naturale ambiente umido che permette il libero scorrimento delle lenti a contatto.
  Lucia D'Addezio ........................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla salute degli occhi? Leggi : Secchezza oculare, come agire?- Occhio agli occhi: i rimedi naturali
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Sole: i benefici dell'elioterapia urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-05 02:58:19 Quando la stagione calda è alle porte veniamo bombardati da appelli alla cautela nell’esposizione al sole e all’utilizzo di rimedi e prodotti per proteggerci da questo “pericoloso nemico” della bellezza e della salute della nostra pelle. Eppure il sole può essere anche un grande alleato del nostro organismo e può essere utilizzato per curare diverse patologie e condizioni psico-fisiche negative.   Questo avviene, per esempio, con la cosiddetta “elioterapia” che è appunto una pratica curativa che sfrutta i benefici del sole per curare l’organismo e la psiche umana.   Ma di cosa si tratta? L’elioterapia è stata portata alla ribalta dagli studi del Dottor Michel Holick, che è riuscito a dimostrare quanto l’esposizione al sole sia positiva per l’essere umano, ovviamente con le dovute cautele. Ma quali sono le parti del corpo che possono tratte benefici dall’elioterapia? Vediamolo insieme.  
  1. Le ossa. L’esposizione al sole favorisce la produzione di vitamina D, necessaria per consentire il corretto assorbimento del calcio nelle ossa. Il sole fornisce all’essere umano più del 90% del suo fabbisogno di vitamina D, sostanza purtroppo presente in pochissimi alimenti.
     
  2. La pelle. Il sole aiuta la pelle a combattere diversi inestetismi. Ovviamente con le dovute precauzioni l’esposizione al sole è molto positiva. Un esempio è l’aiuto effettivo dei raggi ultravioletti nella lotta contro la psoriasi e l’acne.
     
  3. Il sistema cardio-circolatorio. Alcuni studi hanno dimostrato che il sole può aiutare a combattere gravi disturbi del sistema vascolare, come l’ipertensione.
     
  4. La psiche. E’ ormai assodato quanto gli effetti dell’esposizione al sole siano positivi per disturbi legati alla psiche, come la depressione o il cosiddetto SAD (Seasonal Affective Disorder) che si manifesta nei mesi invernali, soprattutto ad alte latitudini.
  Ovviamente non bisogna mai sottovalutare il rischio di una errata esposizione al sole. Per questa ragione bisogna sempre prendere delle precauzioni, per evitare problemi e patologie connesse alle radiazioni solari e ai raggi UV.   Lucia D'Addezio ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sul benessere della pelle? Leggi:  6 rimedi fai-da-te contro le impefezioni - Acne negli adulti: come combatterla
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Risolvere i problemi delle unghie dei piedi urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-07-04 04:10:24 Le unghie dei piedi non sono sempre perfette e le donne lo sanno bene. C'è chi si affida ad una brava estetista e chi invece ricorre al podologo. Ma quali sono le problematiche più diffuse delle unghie dei piedi? E come possiamo risolverle?   Va detto che le malattie delle unghie dei piedi riflettono il nostro stato di salute. Il benessere del nostro corpo si riflette nelle unghie come se fossero degli specchi. Le malattie delle unghie dei piedi possono essere generiche quando si manifestano in qualsiasi unghia, anche in quelle delle mani, o specifiche quando interessano solo un'unghia o solo le unghie dei piedi.   Solitamente i difetti delle unghie si concentrano maggiormente nell'alluce. La malattia più frequente che interessa quest'unghia è l'onicogrifosi. Questo problema comporta un'unghia più spessa del normale e di colore giallastro. In alcuni casi queste unghie tendono ad incurvarsi come fossero uncini, al punto che diventa difficile e doloroso indossare le calze o le scarpe. La cattiva posizione delle unghie in secondo luogo determina una cattiva posizione delle dita dei piedi e la formazione di calli. In realtà alla base vi è proprio una deformazione ossea sei piedi. Non vi sono terapie, l'unica soluzione è l'asportazione dell'unghia per evitare la ricrescita.   Le altre due malattie specifiche sono l’unghia a pinza e l’onichauxi.   L’onichauxi si manifesta con una crescita eccessiva dell’unghia sia in lunghezza che in spessore. Può essere provocata da lesioni e può essere ridotta con limature continue e attente. L’unghia a pinza si manifesta con un ispessimento dell’unghia esattamente come le precedenti solo che a differenza delle altre due i lati dell'unghia tendono ad incurvarsi e conficcarsi nella pelle circostante, stringendoli proprio come una pinza. Purtroppo curare questa malattia richiede un tempo molto l'ungo in cui si procede all'applicazione di una linguetta metallica sull’unghia incurvata per sollevarla.   Le malattie di tipo generico, se presenti su tutte le unghie contemporaneamente rivelano un problema dell'organismo. Problemi intestinali, di reni, di fegato, diabete comportano delle modificazioni dell'unghia abbastanza evidenti. Molto frequenti sono le micosi (funghi e batteri). Le unghie dei piedi sono però molto soggette a questo tipo di patologia, venendo a contatto con molti tipi di germi e batteri ed essendo disinfettate meno frequentemente rispetto alle mani.   I sintomi della presenza di micosi sono arrossamento laterale della pelle ed ingiallimento delle unghie. La terapia è a base di antibiotici.   Tra le malattie generiche delle unghie dei piedi rientra anche l'unghia a ditale che provoca piccoli buchi sulle unghie o l'unghia a grotta caratterizzata da un ingrossamento delle lamine cheratinose al centro dell’unghia. Quest'ultima è caratterizzata anche dall'anemia che crea uno scappamento al centro dell'unghia fragile per mancanza di cheratina e la presenza di macchie bianche.   La soluzione più ovvia è recarsi dunque dallo specialista, in modo da definire con precisione la malattia dell'unghia dei piedi e seguirne la terapia. Una necessità che diventa sempre più impellente con l'arrivo dell'estate.   Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla salute delle unghie? Leggi  Attenzione alla ricostruzione delle unghie - Le unghie: Specchio dell’anima

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Tappi di Cerume: cosa sono e come eliminarli urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-06-30 07:08:09 A molti sarà già capitato di tornare in città dopo le vacanze estive con la spiacevole sorpresa. Ma non tutti sanno che i bagni al mare e in piscina favoriscono l’insorgenza dei cosiddetti “tappi di cerume”.   Si tratta di una sorta di tappo, appunto, che si forma nell’orecchio a causa della produzione eccessiva di una sostanza che in genere è innocua e aiuta, anzi, a mantenere l’orecchio pulito e protetto. Stiamo parlando del cerume.   Oltre che in seguito ad alcune patologie, all’uso dei tappi per orecchie e all’esposizione ad agenti esterni che ne favoriscono l’insorgenza, la comparsa di tappi di cerume è spesso collegata alle vacanze al mare e soprattutto a nuotate, bagni e docce frequenti.
  L’acqua, in particolar modo quella fredda, è un elemento che favorisce la comparsa dei tappi di cerume. In aggiunta, può capitare che un piccolo accumulo di cerume, a contatto con l’acqua fredda, possa gonfiarsi iniziando a dare fastidio o provocare dolore.   Il risultato della presenza di tappi di cerume può essere una sensazione di “ovattamento” dell’udito e in alcuni casi anche di perdita totale della capacità uditiva, oltre a bruciore, fastidio e dolore.
  Ma cosa si può fare per contrastare l’accumulo di cerume nelle orecchie durante le vacanze in spiaggia? Vediamolo insieme.  
  • Se vi è già capitato e sapete di essere predisposti alla comparsa dei tappi di cerume, evitate i bagni in acqua fredda, le immersioni subacquee e le docce ghiacciate.
     
  • Se amate nuotare, tenete la testa fuori dall’acqua sia in mare che in piscina.
     
  • I nuotatori professionisti o amatoriali sono molto predisposti a questa patologia. Per loro sono stati progettati dei tappi speciali in silicone molto efficaci per prevenire i tappi di cerume.
     
  • Evitate di utilizzare i tappi per le orecchie per dormire. Per i lavoratori che li utilizzano forzatamente a causa di ambienti di lavoro molto rumorosi, ricordatevi di non inserirli troppo in profondità, perché potrebbero ostruire il deflusso naturale del cerume.
     
  • Se usate i tappi per le orecchie in gomma piuma, lavateli ogni giorno. Se usate quelli in cera, cambiateli almeno ogni 2 settimane.
  • Attenzione ai “coni di cera”. Questo rimedio (un cono che, applicato sull’orecchio, va acceso in modo da aspirare l’aria riducendo la pressione all’interno dell’orecchio, cosa che facilita la rimozione del tappo) può essere efficace se fatto da esperti. In caso contrario la cera potrebbe finire nell’orecchio aggiungendosi al cerume e aggravando la situazione.
     
  • Per la rimozione del tappo rivolgetevi sempre al medico, evitando i metodi fai-da-te.
  Lucia D'Addezio   Vuoi saperne di più sul cerume? Leggi Povero orecchio, nessuno se ne cura: salvaguardare l'udito   Articoli correlati per keyword: Salute - Disturbi e Malattie
Postura scorretta? Osserva le scarpe urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-06-27 04:37:27 I problemi posturali sono una delle cause più frequenti di mal di schiena. Molte persone, però, non si accorgono di assumere, durante il giorno o nel sonno, delle posizioni inadatte a sostenere correttamente il peso del corpo, finendo così per affaticare articolazioni e colonna vertebrale.
Ma come si può capire se si assume una postura scorretta? Semplice: basta osservare, con spirito critico e seguendo queste indicazioni, la suola delle proprie scarpe (meglio se si tratta del paio usato più di frequente sia nella vita quotidiana che nell’attività sportiva). Vediamo come fare.   Una suola è più consumata dell’altra. Anche se va sottolineato che un consumo leggermente asimmetrico delle suole delle scarpe è normale, quando questo diventa ben visibile se non addirittura molto marcato, si potrebbe essere di fronte al primo segnale d’allarme per probabili errori di postura.   L’esempio più tipico è quello di un soggetto che ha subito un trauma ad uno dei due arti e che, nonostante il completo recupero, nota un consumo asimmetrico delle suole: è molto probabile che questo soggetto non appoggi correttamente il piede, scaricando il peso del corpo solo sull’arto sano, per paura di nuovi traumi o inconsapevolmente. Un altro esempio è quello di un soggetto che, dovendo passare molto tempo in piedi, appoggia il peso tutto su un lato del corpo durante le fasi di riposo da fermo. In entrambi i casi, la postura innaturale potrebbe provocare dolori di vario tipo e traumi alle articolazioni sottoposte a sforzi eccessivi.
La suola è molto consumata davanti, dietro o ai lati. Anche in questo caso non bisogna sottovalutare il problema. E’ infatti molto probabile che le suole si consumino in maniera così disomogenea a causa di errori non solo di postura da fermi ma anche, e soprattutto, durante il movimento. Appoggiare male uno o tutti e due i piedi può provocare diversi disturbi che possono, con il tempo e con l’assunzione prolungata di posizione errate, cronicizzarsi. E’ questo il caso del mal di schiena ma anche del dolore alle ginocchia, al bacino o al collo.   In caso di sospetti errori posturali, è meglio rivolgersi immediatamente ad un ortopedico o ad un posturologo che potrà aiutarvi nell’individuazione del problema e delle soluzioni più adatte a voi.   Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più su disturbi e malattie? Leggi  Benessere psicofisico davanti al computer - Mal di schiena: gli esrcizi per alleviarlo Articoli correlati per keyword: Salute - Prevenzione malattie
Egoista o altruista? Dipende dall'ambiente urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-06-24 04:41:42 L'egoismo e l'altruismo, componenti essenziali del proprio carattere, non dipendono da "conformazioni innate" della nostra indole, bensì da come veniamo plasmati dal mondo esterno.   Una recente ricerca evidenzia proprio questa caratteristica della società in base alla quale ciascun individuo tende ad emulare inconsciamente il mondo esterno. Tutto ciò è alla base della "teoria delle finestre rotte" su cui si fonda la politica di ripulitura della città di New York operata dal Sindaco Rudolph Giuliani negli anni '90. Questa teoria si riferisce alla necessità di non avere un minimo di tolleranza verso le più piccole trasgressioni che potrebbero generare fenomeni di emulazione. La teoria prevede infatti che nel caso una finestra venisse rotta da un teppista senza essere prontamente sostituita, questo avrebbe generato sicuramente altri incidenti. In buona sostanza "il degrado è qualcosa di contagioso".   Partendo da questa teoria, il dottor Kurschilgen, insieme ai colleghi Christoph Engel e Sebastian Kube dell'Istituto tedesco Max Planck, hanno cercato di determinare anche l'influenza della società sulla formazione del nostro carattere.
Le basi del nostro carattere sono determinate da due parametri standard: l'altruismo e l'egoismo. Sono questi i due livelli di analisi su cui il team si è concentrato. Per effettuare questa ricerca i medici si sono avvalsi di una specie di gioco: formata una squadra di 4 persone, a ciascuna venivano consegnati 20 gettoni da spendere per la comunità. Per ogni gettone speso per la comunità ogni giocatore ne riceveva in cambio 0,4, per un totale di 32 gettoni in tutto. Se uno di loro avesse deciso di spendere questi gettoni per sé, si sarebbe ritrovato più ricco degli altri. Nonostante questa proposta allettante, coloro che erano circondati da persone impegnate per il bene comune erano maggiormente intenzionati a fare altrettanto. Valutando questi "good games" i ricercatori hanno constatato che a Bonn, le persone investivano per l'82% rispetto al 43% di Londra. A Bonn dunque le persone sono molto più fiduciose negli altri e disposte a dare qualcosa per la comunità.   Il team ha inoltre constatato che se una persona ha vissuto per la prima parte della propria vita azioni egoistiche, le emulerà per sempre e non si lascerà affatto condizionare dal buon comportamento di altri modelli positivi. Afferma infatti il dottor Kurschilgen: "Chi pensa che anche gli altri si comporteranno egoisticamente probabilmente non compirà azioni altruistiche". Incidono profondamente dunque i modelli negativi rispetto ai modelli positivi.   La domanda d'obbligo è: possiamo provare a sciogliere i cuori di ghiaccio con un po’ di calore umano? Potrebbe essere forse la chiave di trasformazione dei più egoisti, ma la si potrà provare solo vivendo.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sul comportamento? Leggi: Sbalzi d'umore: prevenirli con le erbe - La terapia del sorriso
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Ovaio policistico: legato a problemi cardiaci urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-06-24 03:03:59 [06 Nove. 2010] Una recente ricerca italiana pubblicata su Fertility e Sterility evidenzia il forte legame che c'è tra l'ovaio micropolicistico e l'infertilità. Il problema interessa il 5-10% del mondo femminile. Ma come mai questo legame?   Che l'ovaio policistico c’entri qualcosa con la nostra bellezza è un dato di fatto, ma che implichi addirittura la salute del nostro cuore è una scoperta davvero recente. A dirlo è una ricerca diretta da Rosanna Apa dell'Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica della Cattolica di Roma e pubblicata su Fertility and Sterility. Perché le sue influenze sull'intero organismo sono così importanti? Fondamentalmente la sua importanza deriva dal fatto che questo disturbo è il più diffuso in età riproduttiva arrivando ad interessare anche il 10% della popolazione femminile mondiale.   Proprio per questo solitamente si tende a sottovalutare un problema alle ovaie come l'ovaio politeistico definendolo un disturbo "normale": E' qui che nasce l'equivoco, "comune" non significa "normale" e l'ovaio policistico rappresenta comunque una situazione di squilibrio ormonale.   In alcuni casi questo può provocare obesità, irsutismo, acne e infertilità. La dottoressa che ha condotto la ricerca non ha potuto fare a meno di constatare la protezione biologica che le donne hanno in età riproduttiva per quanto riguarda i rischi cardiovascolari. Questa protezione affievolisce sensibilmente dopo la menopausa. Questi rischi però sono maggiori nelle donne con ovaio policistico.   Recentemente l'Istituto di Cardiologia dell'Università Cattolica aveva evidenziato un legame tra salute cardiaca e problemi di ovaie. In particolare era stata rilevata la forte presenza di una sottopopolazione di linfociti T nel sangue di pazienti colpiti da angina instabile. A guidare questa ricerca è stata la dottoressa Rosanna Apa che, grazie al lavoro della sue equipe, è riuscita a rilevare la presenza di questi linfociti proprio in quelle donne affette da ovaio politeistico in quantità decisamente maggiori rispetto ad altre donne che non presentano questo disturbo.   Il campione di donne affette da ovaio policistico constava di 30 volontarie fra i 18 e i 37 anni che non mostravano al momento della visita problemi cardiovascolari. Tutte le donne però avevano gli stessi sintomi: ciclo mestruale irregolare, acne, infertilità, iperandrogenismo.   Se anche tu sei affetta da ovaio policistico dunque, cerca di fare maggiori controlli per scongiurare eventuali complicazioni cardiovascolari.   Maria Melania Barone ..................................................................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla salute della donna? Sindrome premestruale: 8 donne su 10 ne soffrono - Speciale: estrogeni
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Notte prima degli esami: qualche consiglio urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-06-22 03:03:35 Periodo di esami? Non disperare! Ecco qualche consiglio per riequilibrare corpo e mente ed essere in forma prima della fatidica data.   La prima regola da seguire attentamente sono gli orari. Inutile infatti strafare e dormire solo tre ore a notte. Stravolgere i propri ritmi mettendo sotto stress la nostra mente e il nostro organismo non aiuta di sicuro ad ottenere risultati migliori.   Gli esperti spiegano che sono tanti i ragazzi che si lasciano prendere dagli attacchi di panico in vista di un esame finale. I sintomi sono i più comuni: tachicardia, agitazione, mal di stomaco, cefalea. I più emotivi pensano invece al dispiacere che possono arrecare ai genitori oppure alla separazione dai compagni di classe.   Il modo migliore per sentirsi sicuri all'esame è prepararsi nel modo giusto: bisogna studiare con calma, cercando di ordinare il sapere all'interno della propria mente e ripetendo tutto almeno una volta, anche se il programma non è stato completato. Inutile cercare di imparare le cose all'ultimo giorno, o cercare di memorizzare centinaia di pagine tutte insieme quando il tempo non lo consente. All'esame bisogna cercare di giocare al meglio tutte le carte che si possiedono.   Non bisogna sottovalutare l'importanza di scaricare gli stress fisici all'aria aperta attraverso una piccola corsa. Tra l’altro l'attività fisica aiuta a stimolare l'attività cerebrale.   Il sonno è importante e bisogna dormire almeno 7 ore per notte. In ultima analisi l'alimentazione: fosforo, calcio, magnesio e vitamine del gruppo B sono quel che ci vuole per stimolare l'attività cerebrale. Ampio spazio quindi a pesce, frutta e verdura, pistacchi e frutta secca.   Da abolire prima dell’esame la carne, i fritti e i pasti pesanti in generale: sono molto più difficili da smaltire e sottopongono l'organismo ad una situazione di stress. Lo stesso vale per il caffè: 4 tazzine al giorno al massimo aiutano a mantenere la concentrazione senza agitare.   Maria Melania Barone Colesterolo alto? Un aiuto dalla natura urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-06-21 09:08:58 Leggi lo Speciale sui Trigliceridi
Leggi lo Speciale Diabete mellito Leggi lo speciale Colesterolo Alto

Si sente dire spesso che la farina d'avena è il migliore alleato per la salute del cuore. Cardiologi e altri medici specialisti consigliano di iniziare la giornata con una buona tazza di fiocchi di avena.   Qual è il motivo?
  Si tratta di uno degli alimenti che contengono più fibre solubili, una sostanza che può aiutare a ridurre la quantità di colesterolo LDL (anche conosciuto come colesterolo "cattivo") nel sangue. Alcune ricerche dimostrano come un moderato aumento nella quantità di fibre solubili nella dieta di una persona aiuta con grande probabilità a ridurre il proprio rischio di sviluppare malattie cardiache.   Può inoltre rallentare la progressione di una malattia cardiaca anche dopo che questa si è manifestata. Ma non è tutto: le fibre solubili possono ridurre il rischio di sviluppare anche il diabete. E i benefici di una dieta ricca di fibre solubili si hanno sia per bambini che per gli adulti. Uno studio del 2009, Health benefits of dietary fiber pubblicato sulla Nutrition Reviews americana, ha dimostrato che la fibra solubile aiuta a ridurre nei bambini il rischio di future malattie croniche come il cancro, le malattie cardiache e il diabete, aiutando a mantenere un normale livello di zucchero nel sangue e valori normali di pressione sanguigna. Di seguito l'abstract relativo allo studio sopra indicato:   "La fibra solubile apporta diversi benefici per la salute. Purtroppo, nel mondo occidentale, se ne assumono livelli pari alla metà di quelli raccomandati sia per i bambini che per gli adulti. Nelle persone che assimilano alti livelli di fibra solubile, diminuisce notevolmente il rischio di malattie cardiovascolari, infarto, ipertensione, diabete, obesità e alcune malattie gastrointestinali. Le fibre riducono la pressione del sangue e i livelli di colesterolo. Aumentano la produzione di insulina nella persone, sia con diabete che non. Nelle persone obese, l'assunzione di fibre aiuta notevolmente il dimagrimento. Inoltre le fibre sono indicate anche nei casi di reflusso gastroesofageo, ulcera duodenale, diverticolite, stipsi e emorroidi. Questi benifici si sono avuti sia su bambini che sulla popolazione adulta. I livelli di fibre solubili raccomandate è per i bambini di 14g/1000KCal ..." - da: Anderson, J. W., Baird, P., Davis Jr, R. H., Ferreri, S., Knudtson, M., Koraym, A., Waters, V. and Williams, C. L. (2009), Health benefits of dietary fiber. Nutrition Reviews   Anche la Dott.sa Maria Teresa Carani, nel suo ebook  - "Colesterolo e Trigliceridi, come tenerli sotto controllo con uno stile di vita sano", alla domanda "quali norme dietetiche ci aiutano a controllare il livello ematico del colesterolo?", risponde: "Un adeguato apporto di fibre può ridurre il colesterolo cattivo. Le più efficaci sono quelle solubili come :pectine, gomme contenute in cereali e legumi."  
Ma che cosa è esattamente la fibra solubile, e come funziona?
  La fibra è la parte di un alimento vegetale che il corpo umano non riesce a digerire. Viaggia intatta attraverso lo stomaco, l'intestino e il colon per poi fuoriuscire dal corpo. Ci sono due tipi di fibre, ed entrambe sono buone per la salute. La fibra insolubile, che non si scioglie in acqua, aggiunge volume al cibo in movimento nel sistema digestivo ed è buona contro costipazione e stipsi. E' presente nelle farine integrali, nelle noci e in molte verdure. La fibra solubile, come implica il nome, si scioglie in acqua, formando una sostanza gelatinosa. Oltre all'avena, la fibra solubile si può trovare nei fagioli, nell'orzo, nei semi di lino e in alcuni tipi di frutta e verdura.   Non si conosce esattamente ancora come la fibra solubile faccia a ridurre il colesterolo LDL o colesterolo "cattivo" nel sangue, ma il meccanismo dovrebbe funzionare così: le fibre solubili funzionano come una "spugna" per il colesterolo assorbendo il colesterolo carico di sali biliari nell'intestino tenue ed eliminando questi sali insieme alle scorie. Questo non solo rimuove il colesterolo nocivo dal corpo ma previene anche che gli acidi biliari vengano di nuovo "riciclati" nel fegato. Di conseguenza, il fegato deve produrre nuovi acidi biliari, e per farlo, toglie del colesterolo LDL dal sangue riducendone i livelli. I vantaggi delle fibre solubili non si fermano alla sola riduzione del colesterolo. Le fibre solubili possono anche abbassare i trigliceridi che contribuiscono all'insorgere di malattie cardiovascolari.   Secondo uno studio del 2010, intitolato Dietary Protein and Soluble Fiber Reduce Ambulatory Blood Pressure in Treated Hypertensives, le fibre possono anche contribuire a ridurre la pressione sanguigna alta e dare benefici alle persone a rischio di diabete regolando lo zucchero nel sangue. Rallentano l'assorbimento dello zucchero nel corpo, riducendo il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 e contribuendo a controllare i casi già manifesti di diabete. In generale poi si tende ad ammettere che contribuendo al corretto funzionamento dell'intestino, le fibre aiutano anche a mantenere alte le difese immunitarie.   Vediamo adesso quante fibre bisogna assumere: la quantità ottimila è di 25-30g di fibre al giorno. 5-10g dell' apporto totale di fibre giornaliere deve essere costituito da fibre solubili che corrispondono circa a 1 tazza e mezza di farina d'avena (6 g di fibre solubili) più una porzione di frutta, come mele o banane (4 grammi di fibre solubili). Se non sei un amante della farina d'avena, ci sono molti altri modi per assimilare fibre solubili. Pere, agrumi, frutta e legumi come fagioli borlotti, piselli, carote, orzo ne sono tutte buone fonti.
Caldo e pressione bassa: i rimedi urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-06-21 04:41:49 La pressione bassa, o “ipotensione”, è un disturbo che colpisce molti italiani. Si tratta della presenza di valori della pressione sanguigna più bassi rispetto al normale, problema che può manifestarsi con giramenti di testa, senso di affaticamento, tachicardia, cute fredda, sudorazione e svenimento.   Purtroppo con l’arrivo del caldo e dell’afa, questi sintomi possono aggravarsi oppure manifestarsi anche in soggetti che, in condizioni normali, in genere non ne sono affetti.   L’aumento delle temperature esterne, infatti, comporta una reazione particolare dell’organismo. La sudorazione, per esempio, può portare il corpo ad una lenta disidratazione che comporta l’abbassamento dei valori della pressione sanguigna. Allo stesso modo, la vasodilatazione (cioè l’aumento della dimensione dei vasi sanguigni cutanei in risposta al caldo) favorisce la diminuzione della pressione.   Entrambi questi meccanismi di difesa del corpo possono causare problemi in coloro che già soffrono di bassa pressione ma anche far comparire i sintomi in persone sane.   I sintomi delle crisi ipotensive causate dal caldo non vanno presi sottogamba. Ma come riconoscerli? Avete la pressione bassa se:  
  1. vi gira improvvisamente la testa;
  2. vi sentite stranamente spossati ed affaticati;
  3. i vostri riflessi sono più lenti;
  4. sentite le palpebre pesanti e lo sguardo appannato;
  5. alzandovi di scatto, sentite strani fischi nelle orecchie.
  Come combattere la pressione bassa in estate? Ecco alcuni consigli:
 
  1. bevete molta acqua e idratate il corpo in maniera appropriata;
  2. mangiate frutta e verdura in abbondanza;
  3. evitate le bevande alcoliche; se necessario, assumete integratori a base di Magnesio e Potassio;
  4. evitate gli sforzi e l’attività fisica nelle ore più calde della giornata;
  5. evitate i cibi grassi e molto calorici, come i fritti, ma anche i piatti troppo piccanti;
  6. tra gli alimenti che sono un vero toccasana per la pressione bassa ci sono: la liquirizia, la rapa, le mandorle, la radice di ginseng, il germe di grano e la soia;
  7. nel caso di pallore, sudorazione fredda, tachicardia e giramenti di testa improvvisi, stendetevi in un luogo fresco, portando le gambe in alto; in casi gravi non esitate nel contattare un medico.
  Lucia D'Addezio .......................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle malattie cardiovascolari? Leggi: Misurare la pressione: come fare? - Caldo e stress: la causa della febbre estiva
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Artrite: in parte responsabili i tacchi alti urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-06-17 03:00:49 Si dice che l’eleganza e lo stile dipendano dalle scarpe. A spillo, con la zeppa, a tronchetto, vertiginoso o rasoterra: sono loro i tacchi, vero e unico strumento di seduzione femminile. Un accessorio indispensabile per dare al look un tocco di personalità. Peccato però che siano anche uno strumento di tortura e che molte donne, la sera, siano obbligate a lunghi pediluvi per riprendere sensibilità.   La Society of Chiropodists and Podiatrists, società inglese specializzata nella cura dei piedi, ha lanciato un allarme: i tacchi possono aumentare il rischio di sviluppare l’artrite. Purtroppo è un disturbo molto comune e solo nel Regno Unito colpisce 8 milioni di persone. È forse la malattia più diffusa nei paesi occidentali dopo l’obesità.   L’artrite colpisce sia uomini sia donne, anche se sono le signore a farne maggiormente le spese, e la zona di maggiormente interessata è proprio quella dei piedi, seguiti dalle mani. I tacchi purtroppo stressano quotidianamente il piede, costringendolo in posizioni poco naturali e caricando il peso del corpo in modo sbagliato. Così vengono sollecitate erroneamente anche le caviglie, le ginocchia e le articolazioni degli arti inferiori (per esempio le dita). Non è tutto. Ne risente la postura di tutto il corpo che si deve adattare ai trampoli, ultimo modello.   Come si previene l’artrite?
  Secondo gli esperti si tratta di un disturbo che si sviluppa soprattutto invecchiando, ma che può essere prevenuto con qualche piccolo accorgimento. Per esempio scegliendo scarpe comode e possibilmente con un tacco non esagerato (massimo 2-3 cm): in questo modo si può evitare di infastidire le articolazioni durante la giornata riducendo il rischio di lesioni.   Bisogna poi evitare di seguire troppo le mode che spesso propongono delle forme molto stravaganti. Per la salute del piede, la scarpa deve avere una forma leggermente rotonda, né troppo in stile Minnie né da spadaccino. Infine, il plantare: esistono suolette da inserire nella scarpa (ma anche delle vere e proprie suole) anti-choc molto comode e utili per ridurre al minimo lo stress delle articolazioni. ...........................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla salute dei piedi?Leggi:   Dalla Salute dei piedi alla salute globale -   Piedi, la salute delle unghia

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Pulizia dei denti: quando praticarla urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-06-16 04:37:15 Leggi lo Speciale: Cura dei Denti
  La pulizia dei denti è un gesto importantissimo per la nostra quotidianità, ma anche l'igiene professionale è un valido aiuto per la salute della nostra bocca e dell'organismo. Ma a quali soggetti è maggiormente consigliata?   Pochi mesi fa un gruppo di ricercatori dell'Università di Bristol aveva stupito tutti con uno studio che accertava scientificamente la stretta correlazione tra pulizia dei denti e salute del cuore. Nel loro studio è emerso che la pulizia dei denti influisce per il 20% sullo sviluppo di patologie cardiache ed è per il 5% la causa di infarti provocati dalla diffusione dei batteri nel sistema circolatorio in seguito a sanguinamento gengivale. É bene dunque non sottovalutare l'importanza della pulizia quotidiana.
L'igiene dentale professionale è invece un procedimento che consente di ottenere una profonda pulizia ed un risultato duraturo. Ma ogni quanto tempo bisogna programmare le sedute di pulizia e quali sono i pazienti che ne hanno maggior bisogno? Ci risponde la dottoressa Marilena Troise, odontoiatra e specializzata in patologie della bocca: «Solitamente sono i soggetti affetti da gengivite o da paradontite cronica dell'adulto a necessitare di frequenti sedute di pulizia professionale a causa del distacco della gengiva dai denti che favorisce il deposito dello sporco generando placca, tartaro e carie.   Le cause possono essere molteplici, dai fattori genetici al posizionamento dei denti. Spesso è proprio il cattivo posizionamento a consentire allo sporco di depositarsi fra le gengive e lo smalto generando placca, tartaro e carie. Questi ed altri soggetti affetti da patologie croniche dovrebbero fare una seduta ogni 4-6 mesi per mantenere il risultato raggiunto. Tutti gli altri pazienti invece dovrebbero sottoporsi ad un controllo periodico semestrale».   Come viene realizzata la pulizia dei denti?
  «La pulizia dei denti viene realizzata prima attraverso gli ultrasuoni, importantissimi per ottenne un sicuro distacco tra la placca batterica e lo smalto. Subito dopo viene utilizzata una pasta abrasiva che serve ad eliminare gli ultimi residui di tartaro o placca rimasti sui denti. Infine lucidiamo i denti con una pasta lucidativa ma a questa possiamo aggiungere anche il trattamento con apparecchi a getto di bicarbonato che consentono di rimuovere le macchie più resistenti come quelle provocate dalla nicotina, dal té o dal caffè».   Per i soggetti più esigenti invece c'è anche un'altra tecnica oggi molto gettonata: quella dello sbiancamento dentale. A sorpresa, a richiederlo sono più spesso gli uomini dai 35 ai 55 anni, come afferma l’esperta. Nel frattempo, ricorda di pulire ogni giorno i denti e la bocca disinfettando anche la lingua, su cui spesso si depositano i batteri.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sui denti? Prendetevi cura dei vostri denti - Quando i denti sono ipersensibili al caldo e al freddo Articoli correlati per keywords: Salute - Salute Dentale
Funghi della pelle: usa la lavanda urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-06-16 03:42:10 I benefici della lavanda li conosciamo tutti. Sappiamo le sue incredibili proprietà per il benessere della pelle e del nostro organismo. Ma hai mai pensato di usarla anche contro i funghi della pelle? Ecco qualche ricetta fai da te per combatterli in vista dell'estate.   Incredibile a dirsi eppure è così: i funghi della pelle interessano ormai circa il 30-40% degli italiani. Tra queste micosi della pelle la più diffusa è la Pityriasis versicolor.   Oltre a seguire le regole base per debellarli o evitarli a priori, il consiglio è di utilizzare erbe e preparazioni antibiotiche e stenderle omogeneamente sulla pelle. A questo hanno pensato un gruppo di ricercatori portoghesi della prestigiosa Università di Coimbra che hanno pubblicato un articolo sul Journal of Medical Microbiology tutti incentrato sui benefici dell'olio di lavanda.   Secondo i medici infatti, l'estratto della pianta di lavanda produce sui funghi patogeni un effetto letale. L'olio analizzato dai medici lusitani è quello della Lavandula viridis che pare avere maggiore efficacia su una serie di funghi, fra cui i dermatofiti, cioè i principali nemici della bellezza, conosciuti soprattutto per le infezioni al cuoio capelluto e alle unghie oltre che alla pelle del corpo.   Inoltre sono alla base di patologie infettive come la tigna e il piede dell'atleta, ma anche problemi molto più diffusi come la candida, che provoca la candidosi mucocutanea e in alcuni pazienti con sistema immunitario compromesso anche infezioni gravi.   La maggior parte dei ceppi micotici ha vita breve con questo tipo di olio. Tuttavia devono ancora partire le sperimentazioni per creare un olio essenziale più clinico.   La lavanda però non dovrà mancare per la nostra igiene personale: basterà ad esempio fare degli infusi di lavanda e cospargere l'acqua sul cuoio capelluto prima di ogni shampoo, ma anche le unghie dei piedi potranno trarne beneficio soprattutto in caso di micosi che creano un antiestetico ingiallimento.   Una bottiglia di olio essenziale di lavanda non può proprio mancare nella valigia in quanto la maggior parte delle micosi si diffondono proprio nei periodi caldi umidi.   Maria Melania Barone ........................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sulla salute della pelle? Leggi: Verruche: eliminale con i rimedi naturaliHerpes labiale: come si manifesta, come si cura
 
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Dimenticare un figlio: come può accadere? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-06-14 04:53:39 Ultimamente siamo rimasti tutti sconvolti ascoltando al telegiornale le notizie di cronaca che hanno come protagonisti bambini molto piccoli che hanno trovato la morte in una macchina arroventata dal sole.   Questi bambini sono stati “dimenticati” in macchina dai genitori, che come ogni mattina li accompagnavano all’asilo prima di andare al lavoro. Genitori descritti come amorevoli, attenti e sempre presenti nelle vite dei loro figli.   E allora come può succedere che un genitore si dimentichi il proprio figlio in macchina?
  Molti psichiatri concordano con definire tale comportamento un disturbo temporaneo della coscienza, meglio conosciuto come stato crepuscolare della coscienza.   Premessa necessaria: il campo della coscienza è l’insieme delle esperienza psichiche coscienti, dai contenuti consapevoli, presenti in un dato momento. Il campo di coscienza può essere modificato in maniera sia quantitativa che in maniera qualitativa, con una riduzione, cioè, della funzione di controllo della coscienza sulle attività psichiche.   Nello specifico lo stato crepuscolare consiste in un restringimento del campo della coscienza su un ristretto gruppo di rappresentazioni, idee e sentimenti mentre il resto viene escluso. Per il soggetto è come se tutto il suo mondo si fosse ristretto ad un determinato circolo di idee al di fuori del quale le esperienze e gli stimoli non vengono percepiti o elaborati correttamente. Il soggetto agisce come un automa, capace di distinguere solo funzioni in relazione ad un determinato scopo.   Il comportamento è normale solo in relazione al tema ideativo, mentre tende a falsare sistematicamente l’ambiente riguardo a tutto ciò che non rientra in quello specifico ambito.   Quanto è frequente? E quali possono essere le sue cause?
  Purtroppo accade piuttosto frequentemente, per fortuna con effetti meno disastrosi di questi ultimi episodi di cronaca.   Il fattore scatenante in genere è la nostra vita frenetica che ci fa fare tante cose contemporaneamente. In particolare ci si occupa per troppo tempo del lavoro, si sta per ore e ore davanti al computer e a internet, si cerca di uscire in tutti i modi dal precariato svolgendo più attività contemporaneamente e questo finisce per danneggiare la nostra psiche. Il cervello è una macchina perfetta ma quando riceve troppi stimoli rischia di bloccarsi e di