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     2003-12-13T18:30:02Z
       Tonno in scatola cosa metti davvero in tavola
       
       urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a
       2011-11-25 09:48:17
	   
	   
	Il tema dell’esplicitazione delle caratteristiche del cibo in scatola e del contenuto delle confezioni che troviamo sui banchi del supermercato è più attuale che mai. Uno degli alimenti in scatola che sembra nascondere più segreti è il tonno.

	 

	Quando acquistate una scatoletta di tonno, sapete davvero cosa mettete in tavola? Sapete, per esempio, dove il pesce è stato pescato? O di che tipo di tonno si tratta? La risposta è no, e non perché voi siete dei consumatori poco attenti ma perché le etichette quasi mai riportano tali indicazioni.

	 

	Un recente rapporto, intitolato “I segreti del tonno. Cosa si nasconde in una scatoletta?”, ha messo in luce una realtà molto preoccupante. I risultati sono il frutto di un’estate di lavoro durante la quale alcuni volontari si sono recati in ben 173 punti vendita per acquistare del tonno in scatola. Lo studio delle etichette ha mostrato che solo nel 50 per cento circa dei casi sappiamo di che tonno si tratta. In aggiunta, solo nel 7 per cento delle scatolette è indicata la provenienza del pesce o l’area dove questo è stato pescato, mentre nel 97 per cento delle etichette mancano le specifiche sul metodo di pesca. 

	 

	Queste informazioni potrebbero a prima vista sembrare poco rilevanti ma non è così. Il tonno, purtroppo, è sempre meno presente nei nostri mari e ben 5 specie su 8 tra quelle commerciabili sono a rischio estinzione.

	 

	Tale situazione porta i pescherecci a spostarsi in aree di mare meno controllate di quelle italiane o ad usare metodi di pesca illegali, come i palamiti oppure le reti a circuizione con “sistemi di aggregazione per pesci” (FAD), che minacciano l’intero ecosistema marino uccidendo tartarughe, squali, mante e tonni giovanissimi.

	 

	Tutto il ciclo di riproduzione del tonno è messo a repentaglio, quando esemplari troppo giovani vengono pescati senza avere la possibilità di riprodursi. MareAperto STAR, Nostromo, Maruzzella e Consorcio sono stati indicati come i marchi con le etichette meno trasparenti. 

	 

	Nelle confezioni Riomare manca sempre l’indicazione sull’area e sul metodo di pesca. In quelle Mareblu non è indicato il metodo di pesca. Qualche passo in avanti è stato fatto da AsdoMar che indica il nome della specie di tonno, l'area di pesca ed anche il metodo impiegato per catturare i pesci. 

	 

	Lucia D'Addezio

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	Vuoi saperne di più sulle etichette dei prodotti alimentari? Leggi: Tumori e rischio tumore alla vescica - Quello che c'è dietro le baby-carote
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Sindrome premestruale: i consigli a tavola urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-10-24 03:00:24 È uno degli effetti più noti (e più temuti) della sindrome premestruale: nei giorni immediatamente precedenti alle mestruazioni, i cambiamenti ormonali e gli sbalzi di umore scatenano un impulso irresistibile a mangiare voracemente, soprattutto dolci. Il problema affligge milioni di donne in tutto il mondo alle prese con una dieta dimagrante: cominciamo con il dire che è… assolutamente normale!   Questi attacchi di fame sono scatenati da un calo dei livelli di zuccheri nel sangue. Si pensa che siano influenzati anche da un calo dei livelli di serotonina, un neurotrasmettitore che favorisce sonni tranquilli, tiene a bada gli sbalzi di umore e influenza la regolazione degli ormoni estrogeni e progesterone.   Ed eccoci al punto: i livelli di zucchero e di serotonina sono direttamente influenzati da ciò che si mangia. Per questo è importante scegliere la dieta giusta!   I cibi più adatti al periodo premestruale sono quelli ricchi di carboidrati complessi, che favoriscono la produzione di serotonina e aiutano a mantenere costante il livello di zuccheri nel sangue: cereali integrali (pasta, riso, pane e cracker), legumi, patate.   Anche il pesce può rivelarsi un valido alleato, perché apporta proteine nobili e contiene acidi grassi omega 3, la cui carenza, secondo gli studiosi, può spingere l'organismo a produrre una maggiore quantità di prostaglandine che causano crampi all'utero.   Per contrastare la tendenza a gonfiarsi tipica di “quei giorni”, è bene astenersi completamente dal sale e dagli alimenti che ne sono ricchi: dado da brodo, salumi, insaccati, salse, formaggi, carne e pesce affumicati, prodotti preparati in salamoia, e, purtroppo, anche tutti i prodotti da forno, come pane, pizza e biscotti.   È importante, infine, garantire all’organismo anche il giusto apporto di sali minerali, come calcio e magnesio. Il calcio, infatti, aiuta a prevenire le contrazioni muscolari e i crampi, e insieme al magnesio ha effetti positivi sull'umore. Per il resto basta affidarsi al buon senso: due pezzetti di cioccolata una volta al mese non faranno certo fallire una dieta, ma due tavolette al giorno sì…   Silvia Nava ........................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sul ciclo mestruale? Come superare il dolore causato dalle Mestruazioni? - Sindrome premestruale: 8 donne su 10 ne soffrono
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Speciale Cereali urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-10-10 05:43:59 Leggi lo speciale: Colesterolo Alto   Da più di duemila anni, le pietanze a base di cereali rappresentano il fulcro dell’alimentazione umana. Negli ultimi anni, però, il crescente successo dei regimi alimentari iperproteici ha favorito la diffusione dell’idea che pasta, pane, riso e affini siano dannosi per la linea e per la salute.   Niente di più sbagliato! In particolare i cereali integrali sono un’eccellente fonte di idrati di carbonio complessi, amidi, fibre, proteine, vitamine del complesso B, potassio, selenio, ferro e magnesio.   Inoltre, proprio per il loro elevato contenuto di fibra, i cereali hanno un grande potere saziante, che li rende perfetti per perdere peso senza soffrire la fame.   E ancora: cereali e derivati combattono la stitichezza, depurano l’organismo eliminando le scorie e aiutano a mantenere sotto controllo il livello di colesterolo nel sangue, perché sono privi di grassi animali e di acidi grassi non saturi.   La quantità quotidiana consigliata dagli esperti è di 150 grammi circa, da suddividere in tre porzioni per i pasti principali. Quanto alla scelta, c’è di che sbizzarrirsi. Ecco i migliori e le loro proprietà.   FARRO. Ha un elevato indice di sazietà, migliora la resa agonistica, regolarizza la flora intestinale, è ricco di Vitamina A, B, C ed E, ferro, sodio, fosforo e calcio.   ORZO. Contiene molto acido glutammico, essenziale per le funzioni cerebrali, ed elevate dosi di vitamine B1, B2 e PP. Ha un'azione emolliente, lassativa e disintossicante per i disturbi dell'apparato digerente, facilita anche la concentrazione. Ha una funzione antianemica grazie alla presenza della vitamina B12.   AVENA. Spesso viene consigliata agli sportivi per il suo elevato contenuto di proteine vegetali (17%). In più è ricca di carotene, ferro, calcio, sodio, fosforo, magnesio, vitamine B1, B2, PP e D, e infine ha il potere di abbassare il colesterolo “cattivo” (LDL).   RISO. Alimento base per i celiaci, è privo di glutine e contiene vitamine B1, B2 e PP, ferro, fosforo e calcio. Ha un basso contenuto di sodio ed è utilizzato per combattere il colesterolo cattivo. È facilmente digeribile, quindi consigliato per pasto leggero, per problemi intestinali o convalescenze. Grazie alle sue proprietà antiuriche, può contrastare la gotta, l'arteriosclerosi e la nefrite.   GRANO SARACENO. Molti non lo sanno, ma è il cereale con il maggior apporto di proteine di alto valore biologico (elevato contenuto di lisina). Inoltre è ricco di fibre sazianti, e può coadiuvare il trattamento di disturbi vascolari.   MIGLIO. Contiene acido silicico, fosforo, magnesio, calcio, ferro, zolfo, fluoro, vitamine B1, B2 e B12. Ricostituente per le unghie, la pelle, i capelli, è facilmente digeribile e quindi adatto per i neonati e per chi ha problemi di acidità di stomaco.   MAIS. Cereale senza glutine, ottimo per i celiaci. Basso contenuto proteico ma ricco di amidi e per questo consigliato per contrastare l'arteriosclerosi e i problemi alla tiroide. Abbassa i valori del colesterolo cattivo.   Fonte: Forno Mencodda   Vuoi saperne di più sui cereali? Leggi: La Riscoperta dei Cereali - Dimagrire eliminando i Cereali   Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Educazione alimentare La Colazione dello Sportivo urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-09-09 03:21:49 Per chi vive la giornata inaugurandola col fitness mattutino esiste una dieta apposita. Ecco come comportarsi a tavola per non disperdere tutte le energie durante le prime ore del mattino.   Anche se non è la scelta fatta dalle persone più pigre, devi sapere che allenarsi al mattino è davvero la soluzione ideale per bruciare una maggiore quantità di calorie. La ragione principale è che la mattina alcuni ormoni che sono addetti alla "manutenzione muscolare" raggiungono picchi elevatissimi. Si tratta di ormoni che favoriscono il lavoro muscolare come il cortisolo e la somatropina.   I benefici che ne derivano sono immediati ed evidenti: si ha un potenziamento del trofismo muscolare, un aumento delle difese immunitarie e si favorisce inoltre l'utilizzo di acidi grassi a scopo energetico. L'unica raccomandazione è di non praticare attività fisica a digiuno, ma di assicurare una certa riserva energetica. Se il pasto della sera precedente è stato abbondante e ricco di proteine, carboidrati e grassi, allora si potrà praticare sport anche solo con una piccolissima colazione.   Ma cosa mangiare per allenarsi bene al mattino? Possiamo dire che durante il giorno diventa davvero importante assumere cereali, come un piatto di riso integrale con lenticchie che offre garanzie di efficacia in vista dell’allenamento della mattina successiva. Il riso è molto importante per gli sportivi in quanto è ricco di carboidrati a medio-basso indice glicemico, fibre, sali minerali, proteine ed acidi grassi essenziali.   Inoltre gli alimenti vegetali biologici sono dei veri e propri integratori. Tutto ciò dona all’organismo un tenore alcalino utile a contrastare lo stato di acidità indotto dall'ossidazione che caratterizza il lavoro muscolare. Nella cena pro-sport mattutino non potranno mancare centrifugati di frutta e verdura. Tuttavia se facciamo sport e bruciamo calorie non possiamo farci mancare i dolci come una bella fetta di crostata fatta in casa con frutta biologica. Bisogna solo fare attenzione a non esagerare visto che la pasta frolla è fatta con il burro.   Per coloro che fanno molta attività fisica gli integratori e le bevande ipertoniche sono fortemente consigliate. Consigliatissimi anche gli integratori a base di aminoacidi che favoriscono la rigenerazione tissulare dei muscoli. Prima dell'allenamento è bene ricordare che la colazione va fatta soprattutto privilegiando bevande liquide ed eccitanti come tè o caffè.   Maria Melania Barone .................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla corretta alimentazione? L'importanza della colazione per i bambini - Tutto sul caffè

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E' stata inventata la carne artificiale urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-08-24 09:25:23 La notizia è rimbalzata in poco tempo su tutti i maggiori quotidiani del mondo. La carne si sa, è un problema anche ambientale per via delle flatulenze dei bovini e del bestiame, forse questo problema ma anche il problema del costo del foraggiamento o della necessità di creare acqua hanno spinto i ricercatori a creare "carne in vitro" Ma tu la mangeresti?
  Come sappiamo spesso si raccomanda di mangiare meno carne e più pesce e soprattutto di ridurre sensibilmente il consumo di carne rossa perché non si concilia bene con i problemi affrontati dalle persone affette da ipercolesterolemia oltre a causare tumore al colon. Se dunque già spesso si raccomanda tutto ciò, cosa si dovrebbe dire della carne in vitro?   Sicuramente già l'idea di una carne artificiale non ce la rende invitante, ma c'è anche qualcuno che invece confida in questa sua artificialità sperando che quantomeno ne guadagni in gusto. Ma chi ha ideato questa strana prelibatezza non ha assolutamente intenzione di diventare uno chef!   Si tratta infatti di uno studioso olandese con l'intenzione di salvare il pianeta dalle flatulenze del bestiame che finiscono per incrementare il gas serra. Lo studioso si chiama Mark Post, docente di medicina all'università di Maastricht. Per raggiungere il suo intento ha utilizzato in laboratorio delle cellule staminali e, con grande sorpresa, è riuscito a creare una bella bistecca di carne di bovino.   La creazione di una carne artificiale era già stata ipotizzata dal mondo scientifico in quanto si stima che nel 2050 la richiesta ed il consumo di carne raddoppierà rispetto ad oggi e dunque si moltiplicherà anche l'inquinamento ambientale causato dagli allevamenti.
  Ma come viene creata? Per creare una carne artificiale serve un laboratorio e delle cellule staminali. I ricercatori hanno ripreso in mano gli studi di Vladimir Mironov, che dieci anni fa aveva proposto a una company americana di investire sulla carne artificiale, sostenendo che si sarebbe potuta produrre tranquillamente in meno di dieci anni.   Per Mironov non si tratta di carne geneticamente modificata o innaturale. Del resto viene riprodotta attraverso cellule staminali. Restano solo dei piccoli problemi legati alla produzione. Non è possibile pensare di farla in laboratorio. Si tratterebbe infatti di carne dai costi altissimi. Ma in futuro, forse, si risolverà anche questo.   Maria Melania Barone   Vuoi saperne di più sulla carne? Leggi Patologie correlate al consumo di carne - Carne rossa: da ridurre drasticamente!

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Sommelier elettronico urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-08-23 03:33:16 "Sommelier: hai perso il posto!" Questa è la sensazione che hanno avuto i partecipanti alla presentazione dell'invenzione dell'Università di Bercellona: un sommelier elettronico in grado di degustare con esperienza ed eleganza tutti i vini delle produzioni più disparate.   Se anche tu sei affascinato dai corsi di sommelier come quelli che vengono fatti d'estate nelle storiche regioni dei vigneti italiani, come le Marche e la Toscana, allora lascia perdere o fallo per un puro piacere personale. Fra qualche tempo infatti c'è anche chi ipotizza che saranno maggiormente richiesti i sommelier elettronici come quello presentato dalla storica Università di Barcellona.   I ricercatori del gruppo UAB hanno in pratica identificato i campioni di spumante, hanno programmato in un sensore elettronico i livelli gustativi tipici dell'uomo e poi hanno classificato i vini. Per realizzare tutto ciò si sono serviti di sistemi di misura chimici e procedure matematiche avanzate.   Ma quel che vi chiederete è: come è possibile riprodurre l'eleganza e l'esperienza di un sommelier capace di dirvi la storia di quel vino e di creare abbinamenti? Beh indubbiamente il lato umano non è riproducibile da una macchina, non potrete cioè chiedere un consiglio a un cervello elettronico o fare in modo che quest'ultimo interpreti al meglio i vostri gusti. Però per le piccole consultazioni è davvero una tecnica innovativa. Ma quali sono i parametri chimici per la classificazione del vino? Per conoscerli dobbiamo apprendere prima la procedura.   Il vino spumante, come si sa, viene prodotto grazie a una procedura abbastanza complessa denominata méthode champenoise ed è a procedura classica. Anche se la procedura è sempre la stessa, le varie produzioni di vino si differenziano prevalentemente in base alla quantità di zucchero aggiunto verso la fine del processo. Dopo l'ultima fase viene aggiunto uno sciroppo di vino e zucchero chiamato liqueur d’expedition e che ne determina la tipologia.   Anche se la lingua del sommelier di tipo elettronico è sicuramente in grado di classificare senza errore tutte le tipologie di vino, sicuramente l'eleganza di un sommelier esperto non è riproducibile, ma in futuro avremo l'imbarazzo della scelta.   Maria Melania Barone   Vuoi saperne di più sul vino? Leggi Un bicchiere di vino rosso contro il colesterolo - Il Vino fa Bene, a patto che…

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Fosfati: cosa sono? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-06-27 08:58:49 Leggi lo Speciale Ictus Morire a causa di un biscotto sembra impossibile. Ma se il numero si moltiplica per decine, e per mesi e poi anni, il discorso cambia. I biscotti, ma anche molte torte, dolciumi e perfino carni e formaggi, contengono delle sostanze recentemente messe sotto accusa: i fosfati.
Di cosa si tratta esattamente? L'industria del cibo usa i fosfati per diversi scopi. Ad esempio, nella produzione di carne, questi ioni solubilizzano le proteine. Nei prodotti da forno, come biscotti e cracker, i pirofosfati acidi reagiscono con delle basi (solitamente il bicarbonato di sodio) dando la lievitazione chimica, più veloce della naturale, ma con un gusto decisamente differente.   Fin qui, nulla di illegale. Un recente studio, però, ha dimostrato l'esistenza di una relazione tra un consumo eccessivo di queste sostante e l'aumentato rischio di malattie cardiache e vascolari.   In particolare, un eccesso di fosfati nel sangue potrebbe portare a sviluppare l’aterosclerosi, una patologia grave che causa un indurimento delle pareti delle arterie, con conseguente formazione di placche. Da qui agli esiti letali di ictus e infarto il passo è purtroppo molto breve.   Per fortuna non tutto il male vien per nuocere: lo studio, condotto presso l’Università di Sheffield (Uk) e pubblicato su Arteriosclerosis, Thrombosis and Vascular Biology, punta ad enfatizzare l'aspetto positivo della scoperta. In fondo basta fare attenzione alla dieta, riducendo il consumo di carni grasse, formaggi stagionati e dolci industriali, per prevenire due tra le cause principali di morte nel mondo. Se consideriamo che questi cibi sono anche nella lista nera dell'obesità, il numero sale a tre. E la salute ci guadagna in generale.   Silvia Nava ...............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sana? leggi: Le farine per il pane fatto in casa - Doc e Igp: sapere cosa mangiamo

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Memoria: attenta alla colazione urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-05-25 03:43:52 Leggi lo Speciale Diabete mellito Una recentissima ricerca realizzata dall'Università di Verona mette in risalto l'importanza della colazione per il rendimento quotidiano. La colazione infatti influenza alcuni parametri metabolici, neuropsicologici ed ormonali: in particolare, in sua assenza, ne risulta penalizzata la memoria a breve termine.

Quali effetti ha la colazione sul nostro organismo? E perché è così importante?
A queste domande ha cercato di dare una risposta il Dottor Maffeis, pediatra dell’Università di Verona che ha condotto una ricerca in merito. L'obiettivo era indagare gli effetti della colazione nei giovani subito dopo il pasto. La ricerca si è concentrata anche sugli effetti della mancata assunzione di cibi che, secondo i risultati, hanno ripercussioni metaboliche, neuropsichiatriche ed ormonali.

Per l’esperto, la colazione aiuta a regolare il senso della fame durante il giorno e a definire il senso della sazietà. Tutto ciò influisce anche sulla prevenzione di alcune patologie come l'obesità o le malattie cardiovascolari e il diabete mellito di tipo2. Questi almeno sono i vantaggi che sono riscontrabili nell'adulto. Lo studio invece stabilisce che i bambini abituati a fare una colazione completa tutti i giorni riescono a regolarizzare meglio l'organismo. Inoltre anche la concentrazione e la memorizzazione risulta agevolata ed il rendimento scolastico lo si vedrà direttamente in pagella!

Il professore precisa che sono proprio i carboidrati complessi e le fibre assunte durante la prima colazione a mantenere alti i livelli di attenzione e di creatività. I risultati dello studio spiegano che il miglioramento della funzione cognitiva è conseguente all'ossidazione dei carboidrati della prima colazione ed inoltre questa sana abitudine alimentare garantisce una migliore utilizzazione del glucosio che favorisce la concentrazione. A beneficiare maggiormente della colazione sono soprattutto bambini e adolescenti che hanno necessità di favorire lo sviluppo del sistema nervoso centrale, ma chiaramente anche gli adulti possono trarne beneficio.

”É importante che gli zuccheri vengano assorbiti lentamente - chiarisce il ricercatore - Quello con fibra si rivela il prodotto migliore da inserire in una buona colazione, che non può essere priva di carboidrati, meglio se a lento assorbimento”.

E allora da domani mattina porta in tavola cereali e fibre da mangiare con latte o yogurt assieme ad una porzione di frutta. Per testarne i benefici basta cominciare!

Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................................
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Stevia: il dolcificante a zero calorie urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-04-27 03:47:11 La Stevia rebaudiana, comunemente conosciuta come stevia, è una pianta ad altissimo potere dolcificante. Le sue foglie hanno una capacità edulcorante nettamente superiore a quella dello zucchero e un potere calorico pari a zero. Inoltre, i dolcificanti derivati dalla stevia resistono alle alte temperature. Il potenziale di questa pianta è dunque elevatissimo; i glicosidi steviolici (i principi attivi della stevia) troverebbero, infatti, ampio impiego nell’industria dolciaria e, in particolare, negli alimenti a ridotto tenore calorico e nelle bevande light. Potrebbero inoltre essere utilizzati dai diabetici e dalle persone che soffrono di obesità. Sarebbero infine indicati nella produzione di dentifrici, in quanto non favoriscono la formazione di carie.   Potrebbero, sarebbero … il condizionale è d’obbligo perché nella Comunità europea non è consentito l’utilizzo della stevia nell’industria alimentare.   Questa pianta è molto nota in alcuni Paesi del Sud America, dove viene coltivata, e dell’Asia; ma nella Comunità europea i suoi derivati sono ancora materia di studio e oggetto di discussione.   Ad aprile 2010, un gruppo di esperti dell’EFSA, l’ente europeo per la sicurezza alimentare, ha valutato come sicuro questo dolcificante e ha stabilito una dose massima giornaliera. Gli esami tossicologici effettuati dagli esperti dell’EFSA non hanno infatti evidenziato effetti genotossici, né cancerogeni e la dose giornaliera ammissibile è stata fissata a 4 mg/ kg di peso corporeo.   Nei primi mesi del 2011 è stata però effettuata una nuova valutazione e l’EFSA, pur continuando a ritenere sicuri questi prodotti a un dato dosaggio, ha riconsiderato l’esposizione ai glicosidi steviolici dei forti consumatori di bevande che ne contengono, con un occhio di riguardo soprattutto per i bambini di età compresa tra 1 e 14 anni.   Il dibattito è dunque ancora accesso.   Margherita Russo .....................................................................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla Dieta? Leggi Qual è il miele migliore? - Come dire di no ai dolci?
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Meteorismo e Abitudini alimentari urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-02-09 10:23:30 Leggi lo speciale Meteorismo e Gonfiore addominale
  Le abitudini alimentari e lo stile di vita influenzano la formazione di gas nell’intestino?
  Certamente, per quanto riguarda il cibo, l’eccessivo consumo di:  
  • legumi (fagioli, lenticchie, piselli),
     
  • alcuni tipi di verdure (cavoli, broccoli, cavolfiori e cipolle),
     
  • alcuni tipi di frutta (castagne, fichi, prugne) soprattutto se consumata dopo i pasti,
     
  • latte e latticini (ad eccezione dello yogurt),
     
  • alcuni dolcificanti (sorbitolo e mannitolo),
     
  • carni e formaggi, salse e fritti troppo ricchi di grassi.
  Per quanto attiene lo stile di vita:     Il meteorismo può essere prevenuto con una dieta che elimini cibi ricchi di carboidrati e fibre, che nell’intestino fermentano e nel caso di intolleranza al lattosio elimini anche i cibi che lo contengono ed inoltre è opportuno:  
  • Fare almeno 3 pasti al giorno: colazione, pranzo e cena leggera. Mangiare con calma, masticando a lungo.
     
  • Cercare di non parlare a lungo mentre si mangia.

  • Rinunciare alle bevande gassate.
     
  • Evitare la frutta a fine pasto, ma consumarla come spuntino tra un pasto e l’altro.
     
  • Ridurre , caffè, alcolici e fumo.

  • Limitare l’assunzione di fibre, in particolare pasta e pane integrale.
     
  • Consumare i legumi in piccole quantità.
     
  • Individuare nella dieta le verdure o gli alimenti che provocano il gonfiore e limitarne il consumo.
     
  • Riequilibrare la flora batterica intestinale con yogurt e fermenti lattici.
     
  • Fare un esercizio fisico regolare.
     
  • Bere un infuso di semi di finocchio dopo i pasti principali.
     
  • Inserire nelle propria dieta finocchi, mirtilli, mele e menta.
  Vuoi saperne di più sulle abitudini alimentari? Leggi Una mela al giorno… - Gli alimenti anti cancro   Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Educazione Alimentare
Spesa: 7 consigli per mangiare meglio spendendo meno urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-02-09 06:09:25 L’uomo è ciò che mangia diceva il filosofo tedesco Feuerbach. Niente di più vero: dall’alimentazione dipende molto del nostro stato di salute, del nostro benessere e, ovviamente, del nostro peso corporeo. Lo stile di vita contemporaneo ha sottratto molto tempo alla preparazione dei pasti; spesso mangiamo fuori casa o compriamo piatti pronti; certo in questo modo risparmiamo tempo, ma il risultato non è dei migliori, in quanto ci nutriamo male.   Lo star bene comincia dalla spesa. Con qualche semplice accorgimento, oltre a mangiare meglio, spenderai meno. Questi suggerimenti sono pensati soprattutto per le donne che lavorano e che quindi, spesso, pranzano fuori, non hanno molto tempo, e si occupano prevalentemente della gestione della colazione e della cena per tutta la famiglia. Ovviamente, possono però essere validi anche per tutti gli altri.  
  1. Può sembrare banale dirlo, ma per mangiare meglio spendendo meno ci vuole prima di tutto organizzazione. Organizzando bene frigorifero e dispensa andrai al supermercato meno spesso e avrai sempre in casa quello che ti serve per la colazione e per preparare una cena veloce, ma salutare. Tenere una dispensa organizzata, però, non vuol dire comprare troppo. Prima di andare al supermercato, fai una lista dettagliata di quello che ti serve, per esempio, per una settimana, e rispettala alla lettera, senza farti tentare dalla golosità o dalle promozioni. Queste ultime ti faranno veramente risparmiare soltanto se ne usufruirai esclusivamente per i prodotti che hai in lista. Infine, non eccedere con gli alimenti che deperiscono molto velocemente (per esempio salumi e formaggi non confezionati).
     
  2. Evita di fare colazione al bar. Ce lo ripetono continuamente: la colazione è importantissima e non bisogna saltarla. Il primo pasto della giornata, però, dovrebbe essere nutriente e leggero; caratteristiche che di certo non possiamo attribuire alla brioche farcita, tipica della tradizione italiana. Consuma, dunque, la colazione a casa, scegliendo alimenti di tuo gradimento tra frutta fresca, yogurt, latte, caffé, pane comune, biscotti secchi. Se, per esempio, vai al supermercato una volta a settimana, prevedi di acquistare tutto quello che serve per la prima colazione della tua famiglia, per sette giorni.
     
  3. Evita i piatti pronti. È vero: sono comodi, metti tutto in microonde o sul fornello e voilà, la cena è pronta. Questi prodotti, però, sono spesso eccessivamente ricchi di grassi di scarsa qualità, di sale e anche di zuccheri complessi. Senza considerare il fatto, poi, che sono molto costosi e fanno lievitare significamene il budget che ti serve per la spesa. Quando hai pochissimo tempo, anziché usare piatti pronti, potresti, per esempio, portare in tavola ricotta con contorno di lattuga; scamorza ai ferri, con insalata di pomodori; bresaola condita con rucola e grana; petto di pollo alla piastra, con contorno di spinaci bolliti. Non ti ci vorrà più tempo, ma mangerai meglio, spesso spendendo meno. Nell’impresa dell’evitare i piatti pronti ti aiuteranno di certo i surgelati. Per esempio, gli spinaci surgelati in genere sono un buon prodotto. Certo, costano di più di quelli freschi, ma, considerato il tempo che si risparmia, il gioco vale forse la candela. Inoltre, non è vero che i surgelati sono tanto più costosi dei rispettivi prodotti freschi in quanto scongiurano il rischio di buttare il cibo nella spazzatura. Quante volte si compra verdura fresca e poi la si getta via dopo qualche giorno per non aver avuto il tempo di pulirla e di cucinarla?
     
  4. Ottimizza i tempi. Se, per esempio, la domenica prepari le lasagne al forno, fanne qualche porzione in più, che congelerai e terrai pronta per quei momenti in cui proprio non avrai tempo per cucinare. Se, per fare il sugo, triti cipolla, carota e sedano per il soffritto, fanne un po’ di più, congelalo in piccole dosi e tienilo pronto per le prossime volte che ti servirà. Se ti avanza un pugnetto di riso al parmigiano, fanne una frittata e conservala per il giorno successivo: avrai un’altra cena praticamente pronta; certo le fritture non sono consigliabili tutti i giorni, ma meglio una frittata fatta da te, una volta ogni tanto, che una cotoletta impanata presa dal banco frigo del supermercato. Insomma, cerca le tue piccole soluzioni quotidiane e vedrai che in poco tempo troverai un nuovo, più salutare, e anche più economico modo di mangiare.
     
  5. Leggi le etichette, ponendo attenzione a contenuto e provenienza. In questo modo scoprirai che i prodotti di marca, di solito più costosi, non sono sempre i migliori. Ovviamente, controlla sempre anche la data di scadenza.
     
  6. Infine, fa attenzione anche a quello che mangi durante la pausa pranzo. Privilegia i piatti poco elaborati, non esagerare con grassi e carboidrati e non dimenticare di consumare almeno una porzione di frutta o di verdura, anche quando mangi velocemente al bar.
  Margherita Russo ...............................................................................................................................................................
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Combatti i trigliceridi con l'alimentazione urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-02-07 08:32:39 Leggi lo Speciale sui Trigliceridi
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Leggi lo Speciale sul Diabete mellito Hai i trigliceridi alti? Non sottovalutarli e cerca di mettere in discussione i tuoi stili di vita. I trigliceridi alti infatti devono essere combattuti principalmente con lo stile di vita e con l'alimentazione. Prima, però, meglio fare chiarezza.   Si parla spesso di trigliceridi e colesterolo, ma tu hai capito davvero di cosa stiamo parlando? Si tratta di una delle cause maggiori di malattie coronariche ed infarto. E' raro che i trigliceridi si alzino da soli: si accompagnano spesso ad alti livelli di colesterolo e al diabete. Solitamente dunque la persona che ha questi problemi è anche una persona in sovrappeso e presenta valori elevati di pressione arteriosa. Tutto ciò viene definito sindrome pluri-metabolica e, a lungo andare, potrebbe provocare problemi coronarici, infarti cardiaci ed arteriosclerosi. Ma per gli studiosi, nulla è invincibile.   Per combattere i trigliceridi dobbiamo cambiare il nostro stile di vita. Innanzitutto bisogna ridurre la quantità di cibo per intervenire sulle riserve energetiche. Poi occorre lavorare sul menù settimanale. In Italia si tende a mangiare tanta pasta, almeno una o due volte al giorno. La pasta, però, è costituita da zuccheri complessi che il nostro intestino digerisce molto lentamente: per questo sarebbe meglio sostituirla con zuccheri semplici come quelli contenuti nelle patate. Al contrario bisognerebbe incrementare l'assunzione di legumi e verdure. Anche se i legumi vengono assorbiti lentamente dall'intestino, contengono una fibra vegetale preziosa per regolarizzare la funzionalità dell'intestino.   Sfatiamo poi un altro mito: non è vero che la frutta fa sempre bene. Chi soffre di trigliceridemia infatti potrebbe essere particolarmente sensibile alla frutta molto zuccherina (banane, uva, mandarini, fichi…) e al fruttosio che in alcuni soggetti stimola la produzione di trigliceridi. Bisogna inoltre scartare i grassi solidi presenti in alcune carni (bistecche, maiale, salame, prosciutto). Questi grassi solidi sono anche detti saturi (grassi cattivi) e sono il fattore principale per la produzione di trigliceridi.   Bisogna aumentare l'uso del pesce e ridurre invece quello dell'alcol che è spesso legato ad un aumento di colesterolo nel sangue. Infine non dimentichiamo una sana attività fisica. Lo sport, l'aerobica e il regolare movimento fisico infatti aiutano a bruciare trigliceridi e a normalizzare la loro presenza nel sangue. Basta poco dunque per aiutare il nostro cuore: la soluzione è cambiare lo stile di vita!   Maria Melania Barone
Perchè si parla di Colesterolo buono e Colesterolo cattivo? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-01-24 10:30:30 Leggi lo Speciale sui Trigliceridi
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Si tratta di una semplificazione per indicare il complesso lipoproteico che contiene il colesterolo. Il colesterolo totale infatti non misura la semplice molecola lipidica di colesterolo, ma il composto che lo contiene.   La proteina che avvolge i grassi non è sempre la stessa:
  • Le LDL, una classe di lipoproteine a bassa densità, rivestono il colesterolo diretto dal fegato ai diversi organi e tessuti; qualora il colesterolo non venga prelevato, le LDL restano nel circolo ematico e, soprattutto per ossidazione dei radicali liberi, possono subire delle alterazioni, alle quali segue spesso una reazione infiammatoria che è all’ origine della placca ateromatosa. Vengono denominate colesterolo cattivo.
  • Le HDL, lipoproteine ad alta densità, rivestono il colesterolo che va dai tessuti al fegato, organo che lo metabolizza per smaltirlo, e sono indicate come colesterolo buono.
  E’ quindi il rivestimento proteico che conferisce alle lipoproteine un significato protettivo o di rischio cardiovascolare.   Ma per capire meglio, facciamo un passo indietro e spieghiamo cosa sono le Lipoproteine.   Le lipoproteine, particelle microscopiche di forma sferica che circolano nel sangue, sono formate da grassi (colesterolo e trigliceridi) e proteine. Questi composti si possono suddividere in 5 grandi classi: CHILOMICRONI, VLDL, IDL, LDL, HDL, che ne riflettono la diversa composizione relativamente alla loro densità.   I grassi non si sciolgono nel sangue, perché questo è costituito per il 55% di acqua, e vengono quindi trasportati dalle “Lipoproteine”, che al pari di una calamita hanno una doppia polarità: all’esterno, si trova la loro parte che ha affinità con l’acqua (idrofila), e che permette al composto di restare disciolto nel sangue, mentre all’interno vi è la parte lipofila, che ha affinità per i grassi (colesterolo e trigliceridi).   Vuoi saperne di più sul colesterolo HDL e LDL? Leggi la Guida Colesterolo e Trigliceridi - Colesterolo e Dieta: cerchiamo di fare chiarezza   Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Educazione Alimentare
Olio di Pesce e problemi cardiaci urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2011-01-12 08:36:44 Leggi lo Speciale sui Trigliceridi
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  Si sente spesso parlare dell’olio di pesce, nei contesti più vari, andiamo a vedere esattamente di cosa si tratta. La peculiarità dell’olio di pesce, in particolare dell’olio che si ottiene dai cosiddetti pesci azzurri, quali sardine, sgombri, acciughe, salmoni, tonni, è quella di essere assai ricco di un gruppo di acidi grassi polinsaturi, tra cui l’acido alfa linolenico (o ALA), l’acido eicosapentaenoico (o EPA), l’acido docosaesaenoico (o DHA), noti anche come omega 3. Sono presenti in quantità minore anche in altri abitanti del mare, quali pesce spada, merluzzo, crostacei ma in misura assai minore. Gli omega 3 sono anche presenti in natura, negli oli di lino, oliva, girasole, nella soia, nei legumi. Uno studio condotto su una popolazione di eschimesi della Groenlandia, i quali si nutrono quasi esclusivamente di pesce crudo, ha evidenziato la scarsissima incidenza di malattie cardio vascolari, da qui la comunità scientifica ha iniziato a prenderli in seria considerazione.   Gli acidi grassi omega 3, in particolare i due tipi più attivi (EPA e DHA) sono indicati principalmente per ridurre gli alti livelli di trigliceridi nel circolo sanguigno. Un’altra indicazione importante è la prevenzione di eventi cardiovascolari in soggetti a rischio oltre all’utilizzo per diminuire l’attività coagulante del sangue, in quanto diminuiscono l’aggregazione piastrinica; hanno attività anche nella diminuzione della pressione arteriosa; hanno altresì attività antiaritmica, e vi è una evidenza limitata per l’uso nell’angina ed evidenze non del tutto convincenti per l’utilizzo nell’asma.   Altra attività importantissima degli acidi grassi omega 3 essenziali è lo sviluppo del cervello nel neonato e la partecipazione al metabolismo delle membrane cellulari, di cui concorrono a sintetizzare i fosfolipidi che le costituiscono; hanno anche attività antinfiammatoria, che effettuano interferendo nella sintesi di prostaglandine; si pensi che l’aspirina, il farmaco antinfiammatorio più conosciuto, a sua volta interviene inibendo una famiglia di prostaglandine infiammatorie.   L’assorbimento degli omega 3 avviene a livello dell’intestino, da lì attraverso il circolo linfatico passano a quello sistemico attraverso il quale vengono trasportati ai vari tessuti dell’organismo.   Uno studio denominato GISSI prevenzione, condotto per 42 mesi su più di 11000 pazienti con infarto miocardico pregresso, ha dimostrato che l’utilizzo di una dose giornaliera di almeno di 1 g di EPA e DHA difende sensibilmente dal ripetersi dell’evento, riducendo quindi la mortalità. Non sono stati rilevati effetti avversi tranne che, in qualche caso, lievi disturbi gastrointestinali.   Il servizio sanitario nazionale infatti li ha convenzionati nei casi di persone a rischio cardiovascolare. In qualche caso, la somministrazione di olio di pesce può interferire ad esempio con l’aspirina, o con altri FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), con aumentata frequenza di emorragie nasali, e facilità nelle ecchimosi, in quanto hanno in comune il fatto di aumentare la fluidità del sangue.   In commercio si ritrovano oggi diversi preparati di EPA e DHA (i due più attivi) di solito in associazione con vitamine.   In conclusione, una integrazione costante di olio di pesce, laddove il consumo alimentare non sia molto frequente, sia per persone con buoni parametri del sangue ma soprattutto per coloro che hanno elevati valori di trigliceridi e colesterolo, appare sicuramente consigliabile.
Le Farine per il pane fatto in casa urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-12-07 04:11:25 Con la diffusione delle macchina per il pane è aumentata anche la voglia di sperimentare l'uso di ingredienti vari a partire dalle farine. Il pane comune è fatto solitamente con pasta lievitata a base di farina di grano, lievito, sale ed acqua. Tuttavia il pane diventa speciale se varia o viene aggiunto qualche ingrediente, come il latte, l'olio ecc.; oppure se alla farina di grano viene miscelata farina o farine di altra natura e qualità.   Siamo anche in un'epoca in cui si presta molta attenzione all'esotico, cioè a tutto ciò che ha un'origine diversa da quella nostrana o che semplicemente rievoca mondi lontani...pertanto andiamo alla scoperta delle farine più gettonate del momento per fare un pane sempre di moda...   Iniziamo dalle farine più “esotiche” che si trovano anche nel pane che si acquista nei forni e nelle panetterie.
La farina di kamut, non è altro che farina di un grano antenato dell'odierno grano duro. Il kamut proviene anticamente dalla Mesopotamia, l'odierno Iraq, ed è un grano che non è stato manipolato dall'industria agraria moderna pertanto conserva quasi inalterate le proprietà nutrizionali sue proprie. Il pane al kamut acquista in sapore e consistenza.   Anche il farro è un antenato del grano ed ha proprietà nutrizionali simili a quelle del grano tenero ed un sapore più marcato; difatti lo si usa per fare pani dall'aspetto e sapore rustico. Il farro è di solito ben tollerato anche da chi ha difficoltà con il grano.   La segale più che essere esotica è antica; essa difatti costituiva l'elemento base dei popoli celti e germanici in tempo di miseria. Conferisce al pane colore scuro tipico del pane che si consuma nel Nord Europa ed anche in alcune regioni nostrane del nord, come la Valle d'Aosta ed il Friuli.   Il grano saraceno, anche se si chiama così, in realtà è una leguminosa dai cui baccelli si ricava una farina ricca di amido e poverissima di glutine. Qui in Italia si coltiva prevalentemente in Valtellina. Altro cereale molto utilizzato e recentemente riscoperto è l'orzo; il cui uso è antico quanto il mondo. Molto nutriente e molto digeribile, conferisce al pane un gusto caratteristico e lo rende più calorico.   La farina di Manitoba è una miscela di farine di grani teneri (di diverse qualità) provenienti dall'America del Nord e di solito viene impiegata quasi sempre per conferire più forza e più doratura al pane grazie ad una sua elevata quantità di proteine.   Per quanto riguarda invece le farine classiche spendiamo due parole sul grano duro e sul grano tenero.   Il grano duro è un frumento ricco di proteine che conferisce al pane una colorazione piuttosto gialla e un gusto ricco. La farina di grano duro per il pane proviene dalla macinazione di una farina più grossolana utilizzata per la produzione di pasta. Questa farina si utilizza da noi soprattutto nel Sud.   Il grano tenero, la farina più utilizzata in panificazione, è suddiviso in diverse tipologia a seconda del grado di raffinazione. La raffinazione di solito elimina la parte integrale costituita da crusca e una buona parte proteica. Ad es. la farina di tipo integrale è quella assolutamente meno raffinata e contiene molta fibra; di solito viene utilizzata in miscele con farine di tipo 0, che sono farine medio raffinate adattissime per la panificazione a causa del loro contenuto in glutine e fibra. Esistono anche le farine di grano tenero di tipo 1 e 2 meno raffinate della 0 e vengono di solito usate principalmente dai forni per produrre pane rustico. La farina invece di tipo 00 è la più raffinata e quindi più povera in glutine e proteine. E' poco adatta per il pane ma va molto bene per preparare biscotti e torte.   ...............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sana? Leggi: Doc e Igp: sapere cosa mangiamo Legumi: una volta alimento povero, ora...

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Dimagrisci con la colazione a colori urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-11-11 03:40:25 Leggi lo Speciale sul Colesterolo
Leggi lo Speciale sul Diabete mellito Il primo pasto della giornata, oltre a regalarti buon umore ed energia può risvegliare il metabolismo aiutandoti a dimagrire. Come? Associando i cinque colori dei vegetali: rosso, giallo-arancio, viola-blu, verde e bianco. Non solo aiutano i tessuti a tonificarsi e a proteggersi dall’azione del tempo, ma regalano un fisico asciutto e un incarnato luminoso, tanta vitalità ed energia da spendere durante la giornata.   In più, fare una colazione equilibrata ed abbondante ti aiuta a fare piccoli spuntini durante la giornata e a mangiare di meno sia a pranzo che a cena. La fretta, soprattutto di mattina, è cattiva consigliera e non aiuta a rilassarti davanti ad una bella colazione. Prova a organizzarti meglio e a regalarti un po’ di tempo per coccolarti, facendo una colazione sana, equilibrata e abbondante.   Mangiare frutta e verdura a colazione è una buona abitudine? Risponde il Dott. Chetta  Occorre innanzitutto tener presente che gli zuccheri costituiscono per l'uomo una riserva energetica ridotta. Essi infatti vengono immagazzinati sotto forma di glicogeno, che nell’adulto è pari a ca. 350-500 g. (ca 2000 Cal). Mentre un eccesso di zuccheri introdotto con la dieta viene trasformato in grasso, un digiuno di 24 h o un'intensa attività fisica possono determinare l'esaurimento delle riserve zuccherine. Gli zuccheri sono il carburante ideale per il nostro sistema nervoso, e quindi anche per il nostro cervello e per i muscoli, compreso il muscolo cardiaco, il cuore.    Di notte gli zuccheri vengono comunque utilizzati dall'organismo. Se a tutto ciò si aggiunge che la notte rappresenta, di norma, un momento di parziale digiuno per l'uomo, e che il modo migliore per alimentarsi dopo un digiuno è iniziando con degli zuccheri, appare chiaro quanto sia conveniente cibarsi di frutta a colazione.    Consumare frutta al mattino presenta ancora un altro vantaggio: il processo digestivo e assimilitavo degli zuccheri infatti avviene principalmente a livello intestinale. Gli zuccheri pertanto non amano sostare nello stomaco dove solitamente fermentano producendo il gas tipico del gonfiore gastrico e alcool, da cui la sonnolenza dopo i pasti. Il momento migliore per "nutrirsi di frutta" è quindi quando si è a stomaco vuoto. Grazie al suo apporto di vitamine, oligoelementi e di zuccheri, in particolare di fruttosio, che presenta un tempo di assimilazione fisiologico più breve rispetto agli zuccheri dei cereali raffinati, la frutta è il modo migliore per riattivarci e prepararci a una nuova giornata.   La colazione che può darti energia, vitalità, benessere e farti dimagrire è un mix tra vari vegetali: puoi optare per l’arancio-giallo di carote, pesche, melone, il rosso di pomodori e lamponi, il viola blu di uva e frutti di bosco, il verde-bianco di zucchine, mele, sedano finocchi, cetrioli. Quello che conta è scegliere frutta e ortaggi colorati che ti forniscono i sali minerali, gli antiossidanti e le vitamine che occorrono per proteggere l’organismo e rivitalizzare il metabolismo.   In particolare, ricorda che il rosso-arancio ha spiccate proprietà antietà, contiene licopene (pomodori) che contrastano l’invecchiamento, mentre i pigmenti rossi proteggono cuore e arterie, preservando l’epidermide. Il rosso, inoltre, è un colore che stimola l’energia e la produzione di adrenalina e rende appetitosa ogni portata.   Il giallo-arancio è disintossicante, ha un’alta concentrazione di antiossidanti come il betacarotene che combattono i radicali liberi e aiutano la circolazione. In più, il giallo stimola il buon umore e aiuta fegato, stomaco e intestino.   Il verde, oltre ad avere una potente azione antiossidante, protegge la membrana delle cellule e ha un effetto antistress e idratante, porta serenità e tiene sotto controllo stress e appetito.   Il blu-viola ha effetti drenanti e contrasta la fragilità capillare. In più è un colore che rappresenta l’intelletto, la fedeltà e la costanza e il principio femminile. Purifica il sangue e calma ansia e nervosismo, mentre i cibi bianchi aiutano nella ritenzione idrica e hanno un effetto rivitalizzante.Il bianco, poi, depura e fluidifica il sangue e ha il potere di schiarire la mente.   Come organizzo la mia prima colazione?
  Per fare una prima colazione con tutta calma, anticipa di almeno 20 minuti la sveglia. Prepara macedonie e centrifugati di frutta da consumare immediatamente per evitare la perdita dei nutrienti e delle vitamine, preferisci vegetali di provenienza biologica e personalizza la dieta, ripetendo 2 volte a settimana la colazione del colore preferito. A colazione puoi associare proteine ( bresaola), carboidrati (fette biscottate, pane integrale), con miele o marmellata, assieme alla frutta e bevendo prima di cominciare il pasto almeno due bicchieri di acqua oligominerale.     Abbiamo chiesto al Dott. Chetta di indicarci quale tipo di frutta sia preferibile al mattino  La frutta migliore da consumarsi al mattino è, come sempre, quella di stagione, magari locale, biologica, raccolta dall'albero al giusto punto di maturazione e consumata al più presto. Ciò impedisce la perdita degli oligoelementi vitali e riduce la presenza di inquinanti tossici. La frutta appena colta è da preferirisi ai centrifugati che comunque, se di frutta fresca, sono da prediligere rispetto ai normali succhi di frutta industriali. Melone a parte, frutto che se consumati singolarmente presenta massima facilità di digestione, il resto della frutta può essere utilmente variamente assunta a colazione, anche sotto forma di macedonie. Anche la frutta secca rappresenta un utile alimento mattutino, in particolare nei periodi freddi, dato che apporta molta energia e acidi grassi polinsaturi essenziali che migliorano il rapporto tra colesterolo "buono" o HDL e colesterolo "cattivo" o LDL, diminuendo il rischio di malattie cardiache e diabete.   In tanti saltano la colazione, sia perchè non hanno fame al mattino, ma anche per problemi di digestione e di appesantimento;  quali sono i consigli del Dott Chetta in questo caso?

Chi al mattino prova un senso di nausea e quindi fa fatica a fare colazione deve evidentemente correggere il suo modo di alimentarsi a cena e renderla più leggera e quindi più digeribile. Ciò consentirà sia di avere un sonno più profondo e quindi maggiormanete rigenerante, fattore di immensa importanza per la salute, sia di svegliarsi al mattino col giusto desiderio di dolce, e quindi di frutta, alimento che rappresenta gli zuccheri per eccellenza all'inteno di un pasto "principesco" quale deve essere la giusta colazione.   Vuoi saperne di più sulle vitamineGli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose - Vitamine e Antiossidanti: muoiono con la cottura?
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Doc e Igp: sapere cosa mangiamo urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-10-12 04:20:55 Sai riconoscere la provenienza delle materie prime? Sai qual è la differenza tra il marchio Dop e Igp?   Può capitare di trovare materie prime non italiane in prodotti tipici locali, come per la Bresaola della Valtellina fatta con la carne proveniente dal Brasile.   Come facciamo a capire se la passata di pomodoro che abbiamo comprato è fatta con pomodori cinesi?   E il latte, la carne, il miele e il pesce che abbiamo nel carrello della spesa sappiamo sempre da dove vengono?   Per avere la certezza che stiamo consumando un prodotto locale, fatto con materie prime del posto, dobbiamo trovare sulla confezione il marchio Dop (Denominazione d’origine protetta) che indica che la produzione, la trasformazione e l’elaborazione del prodotto sono state effettuate in un’area geografica ben definita. Il marchio Dop assicura l’origine di un prodotto tipico e le materie prime con cui è realizzato. In Italia i prodotti Dop sono 132, a partire dalla mela di Val di Non, fino all’Oliva ascolana del Piceno e all’Aceto Balsamico di Modena, al prosciutto di Parma e al Grana Padano, all’Arancia del Gargano, al Bra, all’Asiago, al Bitto.   Il marchio Igp, invece, sta per Indicazione geografica protetta e in questo caso può capitare che, pur avendo a che fare con un prodotto tipico locale come lo speck dell’alto Adige, ad esempio, questo possa essere realizzato con carni di altra provenienza (perché la produzione locale di carne non soddisfa la domanda). Nel caso del Marchio Igp, la caratteristica principale sta nella lavorazione del prodotto che grazie alle particolari condizioni climatiche di lavorazione e produzione assume un sapore unico e caratteristico. Tra i prodotti Igp italiani, circa 78, ci sono l’Abbacchio Romano, il Pane di Matera, il Marrone del Mugello, la ciliegia di Marostica e via dicendo.   Per capire, invece, la provenienza di altri prodotti che consumiamo abitualmente basta sapere che, per la passata di pomodoro si è stabilito tramite decreto (Ministero delle Politiche Agricole, 2006) che sull’etichetta occorre specificare la zona di raccolta del pomodoro, la Regione o lo Stato di provenienza della materia prima.   Stesso discorso per le carni avicole e bovine: sull’etichetta compare un codice che indica la provenienza della carne, ad esempio IT per l’Italia, il codice Istat del Comune indicato da tre cifre, la sigla della Provincia e dell’allevamento, mentre per il pollame importato andrebbero specificati paese di provenienza e data di arrivo in Italia. Per il latte fresco pastorizzato o di alta qualità è obbligatorio indicare la provenienza, che può essere anche di un paese europeo.   Riguardo il pesce fresco, deve essere indicata la zona Fao di pesca ( il Mar mediterraneo è il numero 8, l’Atlantico nord occidentale il numero 1). Anche l’ olio extravergine deve avere sulle etichette le indicazioni della provenienza della materia prima (spesso miscele di vari oli), che possono avere un origine comunitaria o non comunitari (paesi extracomunitari come Marocco o Tunisia).   Anche per il miele vale un discorso simile, legato alla provenienza e alle miscele, mentre per le uova occorre saper leggere il codice sul guscio che indica provenienza , allevamento, codice Istat del Comune e provincia. Anche la frutta deve avere delle indicazioni sulla sua provenienza, specificate su un cartello ( mela della Val di Non, Arancia Tarocco di Sicilia, ecc) sia se le compriamo al supermercato o in un mercato rionale.   Andromeda Aliperta   ...............................................................................................................................................................
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Il Caffè riduce il Seno ma lo protegge urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-09-09 05:34:19 Leggi lo speciale Estrogeni

Ti sei mai lamentata della taglia del tuo seno? Troppo piccolo? Troppo ingombrante? Secondo un recente studio ad influire sulle sue dimensioni è il caffè che, però, preserva anche dal rischio di tumore ............................................................................................................................................................   Direttamente dalla Svezia, patria delle più appariscenti bionde, arriva la notizia che il caffè influisce negativamente sulle dimensioni del seno. Infatti secondo un recente studio condotto dalla ricercatrice dell'università di Malmo e Lund, Helena Jernström, tre caffè al giorno diminuiscono progressivamente la taglia del reggiseno.   Già da tempo si diceva che la caffeina non aiutasse lo sviluppo cellulare, ma oggi il fatto è accertato: la caffeina determina un rallentamento progressivo della crescita cellulare. Da questo se ne deduce che la caffeina potrebbe ridurre anche la taglia del reggiseno ed infatti, i risultati condotti su moltissime donne sembra confermarlo. La colpa è di un estrogeno che influisce negativamente su quelle donne portatrici del gene CYP1A2.   Ma non tutto il male viene per nuocere. La dottoressa Helena Jernström, che si occupa di oncologia sperimentale, aveva già studiato gli effetti benefici del caffè, scoprendo che l’amata bevanda riduce sensibilmente il rischio di contrarre cancro al seno. Almeno questa è una buona notizia e non dovremmo pentirci di aver bevuto tonnellate di caffè fino ad oggi! Tuttavia bisogna sempre tenere presente che ad essere colpite sono soltanto le donne che hanno quel gene particolare sensibile all'estrogeno e non è una cosa frequente.   Lo studio è stato condotto su un campione di 300 donne e non tutte hanno dimostrato una diminuzione del seno, ma solo quelle sensibili all'estrogeno per predisposizione genetica. La dottoressa ha concluso che il seno si riduce in seguito all'assunzione quotidiana di tre tazzine al giorno, e la riduzione aumenta con l'aumentare della quantità di caffè ingerito. Per questo molte donne hanno temuto che troppo caffè facesse scomparire il seno ma la dottoressa rassicura che questo non può accadere: "il seno può solo diventare più piccolo, non scomparire".   Maria Melania Barone   ............................................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sugli Alimenti e la loro azione sull'organismo? Diffidate di alcuni tipi di grassi saturi - L'aroma del caffè riduce lo stress
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Ad ogni gruppo sanguigno il suo regime alimentare urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-07-30 05:19:32 Un’affermazione così lascia sconcertati. Cosa significa ci si chiede? Sulla base di una teoria elaborata da un Naturopata americano di origine italiana il Dr. D’Adamo sembrerebbe che ad ogni gruppo sanguigno corrispondano degli alimenti più idonei e altri meno per mantenere un equilibrio di terreno corretto, ed evitare squilibri di vario genere dati da un’alimentazione scorretta e troppo ricca di alimenti non in sinergia col nostro gruppo sanguigno ................................................................................................................................................................   Secondo il parere del Dr. D’Adamo i vari gruppi sanguigni si sono formati con l’evoluzione dell’uomo e quindi questi rifletterebbero attitudini alimentari e comportamentali inerenti a questa evoluzione. Scopriamo ora per ogni gruppo sanguigno gli alimenti che sarebbero da prediligere nella nostra alimentazione quotidiana.   Gruppo 0: è il capostipite dei gruppi sanguigni, il cacciatore, caratterizzato da fisico atletico che predilige cibarsi di carne, pesce e uova. Questi soggetti pertanto traggono beneficio da una dieta iperproteica, sono sconsigliati invece latticini, leguminose, cereali, anche se in possono nutrirsi di riso, quinoa, grano saraceno e prodotti senza glutine i quali risulterebbero neutri.   Gruppo A: comparve solo in seguito, quando l’uomo cominciò a conoscere l’agricoltura modificando così la sua alimentazione, per questo motivo é chiamato l’agricoltore. Sempre secondo D’Adamo, i soggetti appartenenti a questo gruppo sanguigno beneficerebbero di una dieta ricca di alimenti vegetali e di cereali (limitare il consumo di glutine), al consumo di carni è meglio preferire carni di pollo e tacchino. Attività fisica correlata dovrebbe essere di tipo rilassante come lo Yoga.   Gruppo B: detto il nomade, è un soggetto con un sistema immunitario e digestivo attivo. Questi soggetti sarebbero gli unici a potersi nutrire dei vari cibi, moderando il consumo di tutto in maniera da alternare bene l’alimentazione, sarebbero gli unici a poter utilizzare i latticini senza problemi, sempre senza esagerare. Sarebbero sconsigliati invece i cibi ricchi di zuccheri semplici e conservanti.   Gruppo AB: corrisponderebbe invece all’enigmatico, si troverebbe nella scala più evoluta della specie. I soggetti appartenenti a gusto gruppo si posizionano tra i l gruppo A e il gruppo B e potrebbero nutrirsi di entrambi i cibi di riferimento senza esagerare però coi latticini.   Si può essere scettici a riguardo naturalmente, ma provare per un breve periodo a combinare l’alimentazione col nostro gruppo sanguigno di appartenenza non costa niente, potremmo trarne beneficio.   Silvia Terracciano - Naturopata   ................................................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sanaOlio di oliva contro i tumori -   Soia: tutti i benefici e gli usi possibili in cucina
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L' Acqua: il migliore integratore urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-07-23 05:14:55 Leggi lo speciale Carnitina Mai come nelle ultime settimane si è parlato così tanto dell’ utilizzo dell’ acqua e delle sue proprietà da quando c’è il boom di Madonna e dell’acqua Kaballah!! Tutte le depurazioni e le diete prevedono l’assunzione di grandi quantità di acqua per lavare via scorie, tossine … e tramite i mass media si sente spesso la frase “acqua povera di sodio”, ma l’acqua non serve solo per “portare via”!  ................................................................................................................................................................   L’acqua è un ottimo integratore di sali minerali naturali, perché fornisce elementi fondamentali per la sopravvivenza nei momenti di carenza organica, come per esempio forti diarree, o dopo avere perso quantità ingenti di sudore. Ci aiuta nell’integrazione anche a tavola, dove per noi occidentali nutrirci di cibi troppo conservati e quindi privi di sostanze nutritive è all’ordine del giorno. Un esempio possono essere calcio e ferro, due elementi di cui spesso abbiamo carenza, soprattutto con l’avanzare dell’età. Osteoporosi nelle donne in menopausa, e anemia nei bambini anche molto piccoli sono disturbi molto frequenti.   L’acqua può essere definita l’alimento più importante, perché oltre a quanto detto sopra interviene nei processi digestivi, nella regolazione della pressione osmotica , nel trasporto delle sostanze nutritive e nel mantenimento della temperatura corporea. Quando si può dire di essere in equilibrio idrico? Quando la quantità di acqua introdotta e formatasi nell’organismo corrisponde a quella eliminata. Pertanto si può dire che i consigli standard su quanta acqua bisognerebbe bere non sono giusti per tutti, ma ognuno di noi dovrebbe regolarizzarsi a seconda del proprio organismo, in base ai liquidi persi.   Non dimentichiamoci che l’acqua è il primo elemento con cui veniamo in contatto stando nel liquido amniotico per i novi mesi della gravidanza, ma anche che l’acqua ha una memoria. Essendo materia ha una sua forma geometrica precisa, se prendiamo due fiocchi di neve e li guardiamo al microscopio non saranno mai uguali, avranno una forma originale e inconfondibile! Da questo principio prendono vita molte discipline terapeutiche come l’ omeopatia, i Fiori di Bach, l’aromaterapia, la cristalloterapia…   L’acqua prende la memoria dell’elemento con cui entra in contatto e lo fissa nella sua, questo significa che quando entriamo in contatto con questi rimedi essi ci trasmettono la loro memoria entrando in noi tramite l’apparato digerente, usando rimedi che vanno messi sotto la lingua, tramite la pelle… e da qui poi si scatena la nostra risposta personale.   Beviamo l’acqua come se stessimo mangiando il nostro piatto preferito! Consigli utili: Al mattino, appena alzati dal letto bere uno-due bicchieri di acqua naturale minerale. Bere acqua con residuo fisso inferiore a 100mg per litro; le acque con residuo fisso maggiore sono ricche di sali minerali, ottimi come integrazione, ma non bisogna abusarne e alternarle sempre con oligominerale. Le acque minerali vanno bevute sotto consiglio del medico a seconda del disturbo da trattare.   Silvia Terracciano - Naturopata   ................................................................................................................................................................  
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Colesterolo e Dieta: cerchiamo di fare chiarezza urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-07-16 05:37:30 Leggi gli Speciali Dieta Paleolitica, Trigliceridi e Colesterolo alto

Il colesterolo viene associato dalla cultura popolare ad una condizione di malattia anche se poche persone sanno davvero di cosa si tratta. Cerchiamo quindi di capire di cosa stiamo parlando e perché questo elemento è così importante per mantenerci in forma ed in buona salute.
................................................................................................................................................................... Il colesterolo è una molecola lipidica che, all’interno di una scala di valori normali, non rappresenta assolutamente un pericolo per la salute. Frasi come “ho il colesterolo” sono dei grossolani errori perché, in realtà, tutte le persone “hanno il colesterolo”, essendo questo una componente importante del nostro organismo. La maggior parte di questa molecola viene prodotta infatti spontaneamente dal nostro corpo e non, come comunemente si pensa, assorbita dall’organismo tramite cibi grassi e poco salutari.   Il colesterolo inizia a minacciare il corpo umano quando i suoi valori diventano troppo elevati, quando cioè ci si trova di fronte ad una situazione di ipercolesterolemia. Altri termini su cui si fa spesso confusione sono “colesterolo buono” e “colesterolo cattivo”, iperinflazionati dalla Tv e dalla pubblicità ma spesso incomprensibili per la gente comune.   Il colesterolo ha un’importante funzione metabolica e circola naturalmente nel sangue legato a diverse proteine. Quelle “ad alta densità” (HDL) non comportano problemi per l’organismo mentre quelle “a bassa densità” (LDL) possono provocare delle ostruzioni pericolose all’interno delle arterie, impedendo la normale circolazione del flusso sanguigno. Queste lipoproteine sono il cosiddetto “colesterolo cattivo”.   La dieta può essere un valido aiuto nella riduzione non del colesterolo totale, che comprende sia le HDL che le LDL, ma in particolar modo del famigerato “colesterolo cattivo”. Anche se abbiamo specificato che gran parte del colesterolo viene prodotto dal nostro corpo, è anche vero che un 10-20 per cento viene assunto tramite l’alimentazione. In aggiunta, anche lo stile di vita è importante per limitare i danni di questa molecola. Il fumo, per esempio, aumenta i rischi connessi alla presenza del colesterolo cattivo nel sangue in quanto alcune sostanze tossiche contenute nelle sigarette da sole distruggono, con la combustione, buona parte del colesterolo buono. Al contrario, l’attività fisica, anche se non abbinata ad una dieta specifica, fa aumentare i livelli di LDL nel sangue non influendo però sulle concentrazioni di colesterolo cattivo. Attenzione anche allo stress, un altro nemico del colesterolo buono.   Legati ad una dieta ricca di grassi ed ipercalorica, più del colesterolo, sono i “trigliceridi”, un’altra minaccia per la salute che può condurre all’insorgenza di gravi patologie come il diabete. Per abbassare i livelli di trigliceridi nel sangue bisogna evitare i grassi saturi (burro, margarina, latticini in genere), ridurre l’assunzione di zuccheri, eliminare l’alcool, e prediligere frutta, verdura e pesce. Per evitare rischi inutili, oltre a queste raccomandazioni generali sulla dieta e sullo stile di vita, è fondamentale controllare spesso i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, in modo da agire in tempo quando la situazione si sta evolvendo in maniera negativa. Non abbiate paura di rivolgervi al vostro medico di fiducia, che potrà consigliarvi in maniera specifica ed appropriata alla vostra condizione fisica.   Lucia d'Addezio ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle diete? Leggi Carboidrati: nemici della linea più dei grassi - Cosa fare se non si riesce mai a stare a dieta
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Tutti i pericoli nascosti negli additivi alimentari urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-07-02 03:33:01 Leggi lo speciale Estrogeni

Se sulla confezione di un prodotto alimentare leggessimo accanto al nome la dicitura “a base di alluminio” o “a base di nitrito di potassio”, lo compreremmo ugualmente? Eppure, sono solo alcune delle tantissime sostanze potenzialmente nocive usate come additivi alimentari
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Gli additivi nascono per conservare meglio gli alimenti e renderli più saporiti, agevolando anche il procedimento di lavorazione del prodotto. Da alcuni anni però, a dettare legge non è stato più il gusto e il sapore in cucina, ma la vista. Di conseguenza gli additivi sono stati potenziati e utilizzati soprattutto per abbellire i prodotti, fare insomma da vero e proprio trucco a gamberetti, biscotti e via dicendo.   La conseguenza è che, dei circa 360 additivi usati nel campo alimentare, una notevole quantità probabilmente va a finire nei nostri stomaci, addirittura sei chili l’anno a testa. La presenza di una quantità tale di additivi alimentari spiega anche la sempre maggiore resistenza di virus e batteri agli antibiotici.   Tanto per cominciare, andrebbero ridotti e soprattutto eliminati i più pericolosi. Vediamo quali sono e quali rischi per la salute comportano:   E123: Amaranto, colorante. Si usa soprattutto negli aperitivi e per le uova di pesce. Può provocare reazioni allergiche, intolleranza, depressione del sistema immunitario.
E127: Ponceau 4R o Rosso Cocciniglia, colorante: si usa per aperitivi, bevande analcoliche e insaccati. Può provocare intolleranza e allergie nelle persone sensibili.
E249 E 250: Nitrito di potassio e di sodio, conservanti: si trovano in prodotti a base di carne sterilizzati o tramite salatura. Possono provocare intolleranza e morbo blu nei bambini piccoli.
E242, Dimetilcarbonato, conservante: si trova in bevande aromatizzate analcoliche, vino senza alcol, concentrato di tè liquido. Può provocare (nelle cavie) tossicità al fegato, lesioni alla milza, midollo e testicoli.   E 586, Esilresorcinolo: si trova in crostacei freschi, congelati e surgelati. Può provocare reazioni allergiche o d’intolleranza. Nelle cavie, danni ai reni, alopecia, disturbi della fertilità, interferenza con gli estrogeni.   Attenzione anche all’alluminio, che serve per dare lucentezza ai biscotti e a certi dolci. La sua tossicità è provata.   Inoltre, gli studi fatti sugli additivi non riguardano le interazioni tra le varie sostanze, che potrebbero avere conseguenze anche peggiori. Il mondo della ricerca non se ne sta certo con le mani in mano: tecniche all’avanguardia, sperimentate in Italia (Politecnico di Torino) mirano ad individuare i corpi estranei e i contaminanti nelle confezioni degli alimenti. Nel frattempo, prendete nota degli additivi “incriminati”e se li incontrate, magari scritti su qualche etichetta, meglio evitarli.   Andromeda Aliperta   ................................................................................................................................................................  
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Il segreto della felicità? Mangiare il cibo giusto urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-08 04:49:41 Mangiare le cose giuste aiuta a ritrovare buon umore e felicità, a patto di conoscersi e capire quale sia il cibo che cancella gli stati d’animo negativi   ................................................................................................................................................................   Mangiare sano aiuta ad essere in forma e in salute. Secondo i suggerimenti della neurodietologia, ci sono alcuni cibi che agiscono positivamente anche su ansia, stress, malinconia o nervosismo. Dolci o salati non importa, scegliere il cibo giusto sarebbe un modo per migliorare il tono dell’umore, come sostenuto dalla Smell & tate treatment and research di Chicago (USA). Vediamo quali sono i cibi adatti ad ogni personalità:   Il tipo infantile: preferisce soprattutto i dolci e individua persone che tendono a non assumersi le responsabilità, affrontando passivamente i problemi quotidiani , con la pretesa di voler avere sempre ragione, senza accettare mai compromessi.   Il tipo aggressivo: predilige i sapori decisi. Si tratta di una personalità sicura di sé, anche troppo, che difficilmente chiede scusa e reagisce in maniera aggressiva nei confronti degli altri.   Il tipo depresso: mangia qualsiasi cosa, purché si mangi. Si tratta di una personalità che cambia spesso umore, che si confida con sconosciuti ma difficilmente con i più intimi, ingigantendo i problemi.   Quello che mangiamo è quindi deciso dal nostro carattere. Ad esempio, il depresso cerca alimenti contenenti zuccheri perché stimolano la serotonina ( il neurotrasmettitore della serenità). La serotonina è inoltre stimolata anche da legumi, frutta, e cereali che aiutano a combattere il nervosismo. I cibi di origine animale, come carne, formaggi, insaccati e cibi ricchi di grassi saturi rilasciano noradrenalina e dopamina, molecole che contrastano la serotonina e provocano manifestazioni aggressive. Pane, pasta e patate hanno invece un effetto calmante, così come frutta e verdura di colore rosso e giallo-arancione. In caso di apatia, poi, meglio prediligere cibi ricchi di Vitamina C, come Kiwi, arance e limoni, che facilitano l’assimilazione del ferro. Fragole, rucola e peperoni, anch’essi ricchi di vitamina C, aiutano a controllare la sindrome premestruale e gli acidi grassi omega tre hanno un effetto rilassante, perché diminuiscono l’ormone dello stress, la noradrenalina.   Andromeda Aliperta   ................................................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sull'alimentazione sana? Cibo spazzatura: provoca dipendenza?Sì ad una alimentazione sana
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Il caffè non aiuta a rimanere svegli ma crea dipendenza urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-06-07 05:31:33 E' stato sfatato uno dei miti più noti e diffusi sugli effetti di una famosa bevanda sul corpo umano. Stiamo parlando del caffè e del suo presunto effetto eccitante ed anti-sonno, utilissimo durante lunghe sedute di studio o noiosi incontri di lavoro, quando la noia e la stanchezza tendono a combattere la concentrazione e la memoria   .................................................................................................................................................................   Ebbene, il caffè non aiuterebbe a rimanere svegli, nonostante questo sia considerato da molti utilizzatori abituali della moka un fatto innegabile più che una teoria confutabile. Dimenticando le convinzioni dei detrattori, una équipe di scienziati ha dimostrato che l'effetto anti-sonno del caffè è solo provocato da una forma di astinenza dall'amata bevanda.   Uno studio condotto da alcuni ricercatori dell'Università di Cardiff, pubblicato su "Neuropsychopharmacology", ha messo in evidenza che i fan del caffè non restano svegli grazie ad una proprietà della bevanda ma solo a causa dell'astinenza e delle sue conseguenze. I ricercatori hanno studiato un campione di 379 soggetti ed hanno scoperto che quelli che al mattino bevevano una tazza di caffè non erano affatto più svegli degli altri. Al contrario, i "caffeinomani" provavano un bisogno fisico del caffè e, solo dopo averlo assunto, riuscivano a raggiungere le prestazioni dei colleghi che facevano colazione con latte o succo di frutta.   Lucia D'Addezio   .................................................................................................................................................................
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Cibo spazzatura: provoca dipendenza? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-05-03 03:09:19 Mai come in questi giorni si è parlato di cibo spazzatura. La questione riguarda il fatto che alcuni studi ritengono provochi dipendenza, esattamente come una droga. Ma sarà tutto vero? O è soltanto un problema psicologico legato al gusto?    ................................................................................................................................................................   La diatriba riguardo il cibo spazzatura è aperta. C’è chi dice che provochi dipendenza e chi invece sostiene che si tratti di un problema psicologico, legato al gusto intenso di certi alimenti. Il fronte del si, ovvero degli studiosi e nutrizionisti che ritengono che patatine fritte, cibi troppo dolci o salati in genere, portino dipendenza, sostiene che si attivino nell’organismo delle vere e proprie reazioni chimiche. Vediamo come.   Gli alimenti molto grassi, dolci, a base di carboidrati causano l’aumento dell’ insulina, un ormone prodotto dal pancreas, quando il livello di glucosio in circolo è troppo alto. L’insulina, in pratica, deve mantenere il livello di glucosio sotto controllo. Quando si assumono i cosiddetti cibi spazzatura, ovvero cibi grassi, pieni di zuccheri e poveri di fibre, l’ insulina è prodotta in quantità elevata e questo provoca una sorta di assuefazione, cui corrisponde una sensazione di piacere e di appagamento legata al gusto. Mangiare costantemente cibi troppo dolci e grassi può portare anche al diabete.   Riguardo i cibi salati, poi, la dipendenza sarebbe provocata proprio dalla maggiore quantità di sale che fa snaturare i sapori e assuefare il palato. Chi mangia cibi poco salati, infatti, predilige anche alimenti più sani e naturali. Mangiare in questo modo, inoltre, predispone anche a seri rischi di ipertensione.   Sul fronte del no, ovvero degli studiosi che ritengono che quello del cibo spazzatura sia un problema psicologico, si sostiene che il tutto sia legato ad una questione di gusto e di sapore. Dallo studio dei meccanismi cerebrali dei topi, ad esempio, i ricercatori americani hanno osservato che i topi, davanti al cibo spazzatura si sono trasformati in consumatori compulsivi. Gli è stato offerto bacon, salsicce, dolci e cioccolato ma anche cibi naturali e freschi. I topi si sono buttati sul cibo spazzatura ( bacon, salsicce,ecc) ingrassando a dismisura.   Anche se lo studio è stato condotto sui ratti, è comunque interessante ma, nel caso umano, bisogna tenere conto della forza di volontà. Mentre gli animali spesso tendono a ripetere determinati comportamenti, l’uomo ha una maggiore consapevolezza e forza di volontà e se si trova davanti ad un cibo potenzialmente nocivo sa che può astenersi dal mangiarlo o almeno controllarsi. Il cosiddetto cibo spazzatura, è spesso più facile e veloce da mangiare e apparentemente più saporito. Ecco perché spesso, un po’ per pigrizia, un po’ per una questione di gusto, si tende a consumare smodatamente cibo spazzatura.   Andromeda Aliperta   ................................................................................................................................................................  
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Donne e uomini obesi a rischio demenza senile urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-04-29 04:54:49 Il sovrappeso e l’obesità sono ormai considerati a tutti gli effetti delle patologie di tipo grave. Spesso e volentieri, però, l’opinione pubblica non le ritiene tali e non è raro che “essere un po’ in carne” venga percepito come un sinonimo di buona salute   ................................................................................................................................................................   Secondo gli esperti del settore, però, oltre a causare gravi conseguenze sull’organismo, il sovrappeso aumenterebbe le probabilità per i soggetti interessati di sviluppare in età avanzata la famigerata demenza senile. Il prestigioso Centro medico “Kaiser Permanente” sito a Oakland, in California, ha condotto uno studio immediatamente pubblicato sul magazine Neurology. I dati ottenuti dai ricercatori parlano chiaro: per tutti coloro che hanno una circonferenza addominale elevata, il rischio di ammalarsi di demenza in vecchiaia è di 3,6 volte maggiore.   Il monitoraggio ha interessato un campione di 6.583 californiani, in una fascia d’età compresa tra i 40 e i 45 anni. Inizialmente sono stati misurati gli addomi dei volontari (o meglio la densità addominale). Diciassette anni dopo questa prima raccolta di informazioni, la diagnosi di demenza aveva interessato il 16 per cento del campione. I ricercatori hanno quindi comparato i dati di cui erano in possesso inizialmente con le percentuali di demenza diagnosticata in vecchiaia.   Il risultato è stato eloquente: la diagnosi di demenza riguardava per la maggior parte i soggetti con la “pancetta”. Il rischio per le persone in sovrappeso e con un volume dell’addome elevato salirebbe di 3,6 volte rispetto al normale. Considerando che il 50 per cento degli adulti negli USA è in sovrappeso, il fenomeno è ancora più preoccupante e pericoloso.   Lucia D'Addezio   ................................................................................................................................................................  
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Insonnia: combatterla con la giusta alimentazione urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-31 06:10:48 Leggi lo Speciale Diabete mellito L' insonnia è un disturbo che colpisce moltissimi italiani in maniera non grave ma, in alcuni casi, può raggiungere livelli patologici e cronici tali da limitare la concentrazione e la memoria nelle ore diurne e da favorire l'insorgenza di patologie pericolose. Vediamo come combatterla o limitarne gli effetti negativi seguendo una corretta alimentazione .................................................................................................................................................................................................................... Alcuni alimenti, infatti, possono contribuire a conciliare il sonno anche nei soggetti con problemi di insonnia e, viceversa, altri cibi possono addirittura peggiorare la situazione. A diffondere una sorta di "lista nera" degli alimenti che impediscono una normale alternanza tra il sonno e la veglia, alternando i ritmi corporei umani, è stata la Coldiretti. Per migliorare il sonno e facilitare l'assopimento sarebbe meglio evitare, oltre al famigerato caffè e alle bevande con caffeina: le patatine in bustina; i piatti con dado da cucina; la cioccolata ed il cacao; piatti a base di curry, pepe o paprika; i superalcolici; i salatini ed, in genere, i piatti con elevate quantità di sale; gran parte degli alimenti in scatola.   Risultano ottimi per conciliare il sonno, invece: la pasta ed il riso; il pane; i vegetali come la lattuga, il radicchio rosso, la zucca, le rape ed i cavoli; l'aglio; il miele; gli infusi ed il latte caldo; la frutta dolce; i formaggi freschi e lo yogurt; le uova bollite. L'insonnia, soprattutto quando diventa cronica e ripetuta nel tempo, può causare vari problemi nelle ore diurne come calo dell'attenzione, disturbi nella memoria e nella concentrazione, cattiva resa del sistema immunitario, modificazione del metabolismo (con conseguenze sul peso, come l'obesità, oppure sulla salute in generale, con insorgenza di malattie gravi come il diabete), malfunzionamenti dell'apparato cardiovascolare, e molto altro. E' quindi a tutti gli effetti una malattia da non sottovalutare e da curare, in casi gravi, con l'aiuto di uno specialista.   Lucia D'Addezio ....................................................................................................................................................................................................................
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La soia, i fitoestrogeni e la menopausa urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-03-05 05:29:22 Leggi lo speciale Estrogeni

La soia è un legume di origine asiatica ideale come sostituto della carne, in quanto i suoi semi sono ricchi di proteine di altissima qualità e in più contengono una bassissima quantità di grassi saturi. Ma c’è un altro aspetto che ha attirato l’interesse del mondo occidentale per la soia, e riguarda il trattamento dei disturbi associati alla menopausa.
................................................................................................................................................................... Quando la donna si avvicina all'età della menopausa la produzione degli ormoni femminili comincia a ridursi progressivamente, provocando disagi quali vampate di calore, sudorazioni notturne, irritabilità, sbalzi d'umore, che possono alterare la qualità della vita. Un'attenta osservazione della popolazione asiatica femminile ha evidenziato che solo il 18% soffre di questi disturbi, contro il 70-80% delle donne occidentali. Questo fatto è stato collegato al consumo di soia, ed in particolare al suo elevato contenuto di estrogeni vegetali (fito-estrogeni). Si tratta di composti di origine vegetale che hanno un'azione molto simile a quella dell'estradiolo, il principale ormone femminile. Tra i più importanti fito-estrogeni ci sono gli isoflavoni, molto abbondanti nella soia ma presenti in misura minore anche nei fagioli e nei semi di lino. Ma come agiscono esattamente queste sostanze? Esse si legano ai recettori degli estrogeni formando un complesso molecolare che funziona in modo simile a quello normale. L'assenza di effetti collaterali e la buona predisposizione verso l'assunzione di integratori a base di soia, che devono comunque essere di ottima qualità, fanno sì che moltissimi ginecologi li consiglino alle loro pazienti che si trovano ad affrontare questo passaggio delicato della loro vita.   Le ultime frontiere relative alla ricerca sugli isoflavoni ci indicano che essi sarebbero attivi anche per prevenire l'osteoporosi, il cancro e le malattie cardiovascolari. Certo tanti studi devono ancora essere terminati e divulgati però è interessante vedere come il rinnovato interesse per il naturale stia portando buone alternative o complementarietà alle terapie classiche. ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sugli estrogeni? Prevenire l’Infertilità Maschile   Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Educazione Alimentare
Perchè Probiotico? urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-02-26 04:41:12 Fermenti Lattici e Probiotici>la directory

Oggi è la parola magica: probiotico è sinonimo di benessere, è la soluzione di tanti problemi, dal colesterolo alle allergie chi più ne ha più ne metta, anche se in realtà non è così peregrino il discorso e non è poi così nuovo… anzi: si potrebbe dire che come tante "scoperte" attuali è il rimedio della nonna   Se è vero che i fermenti, comprendenti la specie di Lactobacillus e Bifidobacerium possono dare dei benefici a seguito di ingestione, migliorando il bilancio della microflora intestinale, è altre sì vero che le medicine tradizionali hanno sempre ritenuto che le alterazioni delle funzioni intestinali fossero una delle principali cause di malattia. Tanto è antico il collegamento tra stato di benessere e funzioni intestinali che una delle prime regole dell'antica e autorevole scuola di medicina - la Scuola Salernitana - recita: "una volta necessità, due volte sanità, tre volte infermità". La tradizione popolare ha poi attribuito a una non meglio identificata "maledizione di Montezuma" tutti quei noiosi disturbi intestinali che affliggono chi si reca, magari per turismo, in luoghi lontani e diversi per clima e ambiente, e che da ciò sono costretti appunto a cambiare le loro abitudini alimentari. Se andiamo un attimo a qualche esempio letterario, ci piace ricordare le cure che il dottor Purgone (il nome la dice lunga), medico di Argante (il malato immaginario di Molière), somministrava quotidianamente al suo paziente: da un piccolo clistere insinuativo preparatorio ed emolliente, a un clistere detergente; da un giulebbe epatico, a una medicina purgativa e corroborante; da una pozione analgesica e astringente, a un clistere carminativo; dai fermenti lattici, a una pozione cordiale e preservativa. Quale adulto di oggi, del resto, non ha dovuto "sperimentare" in proprio da bambino, all'insorgere di qualche fastidioso disturbetto, i meravigliosi effetti di purghe e clisteri ("perette" erano graziosamente chiamati in casa) volente o non? Se un bambino poi andava in colonia o entrava da interno in un collegio era inevitabile che venisse sottoposto a questa specie di rito propiziatorio.   L'uso di fermenti nella dieta è veramente antichissimo, già la Bibbia ne fa menzione e anche alcuni libri sacri dell'Induismo. Latte acidificato e prodotti dietetici coltivati, come il kefir usato da tempo immemorabile dalle popolazioni dell'Asia centrale dedite alla pastorizia, venivano utilizzati a scopo terapeutico assai prima che si riconoscesse l'esistenza dei fermenti. La vecchia idea, che la regolazione dell'intestino possa aiutare l'organismo a rispondere alle malattie, è sopravvissuta fino ad oggi in una serie di pratiche e teorie delle medicine naturali, in cui l'intestino continua a svolgere un ruolo primario nella regolazione della salute. Numerose ricerche scientifiche oggi sempre più dimostrano come sia corretto annettere importanza al ruolo terapeutico e preventivo di certe pratiche. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla corretta alimentazione? Il miele, il probiotico per eccellenza - Acerola: una fonte ricchissima di vitamina C   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Vitamine
Mangiare meno carne fa bene e salva l’ambiente urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-01-07 04:09:24 Tutti dovremmo scegliere un giorno alla settimana in cui non mangiare carne: questo piccolo sacrificio personale è un metodo efficace per contrastare i cambiamenti climatici e preservare la propria salute.
................................................................................................................................................................... La notizia o meglio la richiesta arriva un po' anche per limitare i cambiamenti climatici: ridurre il consumo di carne fa bene alla nostra salute (come già osservato ampiamente da studi scientifici), ma non solo. Sembra infatti che un nuovo studio voglia mettere in evidenza il concetto che tale riduzione potrebbe anche far bene all'ambiente.   Parlando anche con i numeri, sarebbe opportuno diminuire l'uso e la produzione della carne almeno del 30% in modo tale che questo si rifletta poi positivamente sull'utilizzo e la dipendenza dai combustibili fossili, ritenuti tra i grandi responsabili dei cambiamenti climatici.   I ricercatori inglesi hanno voluto condurre una ricerca per vedere che tipo di impatto hanno gli allevamenti e il consumo di carne sull'ambiente e quindi anche su noi esseri umani. Ricordiamo che con i cambiamenti climatici vi è come conseguenza anche un innalzamento della temperatura.   Diminuendo del 30% (come accennato prima), permetterebbe di evitare la morte per problemi cardiaci ad almeno 18mila persone l'anno, solo all'interno del Regno Unito. Ma non vi allarmate: questo non è un invito a diventare vegetariani, anzi, è solo un consiglio affinché diminuisca l'uso della carne. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla carne? Ingrassare per colpa dei condimenti - Sì a un'alimentazione sana

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Frutta esotica per le feste urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2010-01-04 09:06:31 I colori vivaci, le forme un po' strane ed i profumi intensi e particolari della frutta esotica regalano allegria alla tavole natalizie. Che dire la frutta tropicale è un concentrato di benessere e gusto disponibile tutto l'anno nei negozi ortofrutticoli.
Ma vediamo da vicino i frutti più o meno noti.
................................................................................................................................................................... L'avocado è un frutto che cresce in diversi paesi (Sudafrica, Perù, alcuni paesi mediterranei ecc.) e si trova tutto l'anno. E' ricco di vitamine e sali minerali ma anche di proteine e grassi, infatti è un frutto altamente energetico (231 Kcal. per 100gr.). E' consigliato in gravidanza proprio per queste sue proprietà nutrienti e per la sua azione antiossidante. La maturazione del frutto si riconosce dalla morbidezza della polpa.   Il mango ha la caratteristica di avere una buccia elastica con una colorazione che va dal verde al giallo. E' un ottima fonte di vitamina A, necessaria per mantenere una buona vista, e di vitamina C, vitamina dal potere antiossidante ed antiinfiammatorio. E' poco calorico ed ha potere diuretico e lassativo. Per essere consumato la polpa deve essere morbida.   Il bananito è una varietà più piccola delle banana classica ed ha un sapore molto dolce. E' molto ricco di sali minerali e di vitamine, come la banana classica, però ha una maggiore concentrazione di zuccheri e quindi risulta più calorico. Va molto bene in caso di inappetenza e astenia. E' maturo quando iniziano a comparire piccole macchie marroni sulla buccia.   La papaya, frutto dalla polpa molto profumata, è originaria del Costarica e del Brasile ed è anch'essa ricca di vitamina A e C; contiene inoltre molta acqua pertanto è dissetante e poco calorica. Consumata dopo il pasto aiuta la digestione contenendo l'enzima papaina, sostanza presente in molti preparati fitoterapici per l'apparato digerente.   Il passion fruit o maracuja è un frutto nativo del Sud America, ma cresce anche in Zimbabwe ed in Kenia. Ha un sapore vellutato simile all'arancia ed è molto profumato. E' considerato maturo quando la buccia diventa un po' corrugata. E' ricco di vitamine, soprattutto vitamina B12 e betacarotene e sali minerali, soprattutto fosforo e ferro.   Il Phisalis o alchechengi è originario del Perù, di colore giallo arancione è privo di nocciolo ed ha un sapore acidulo. E' ricco di vitamina C ed ha un effetto lassativo e diuretico. Si mangia come una ciliegia ed è maturo quando l'involucro esterno è molto secco ma ancora chiuso.   Esistono poi altri frutti esotici, magari meno noti, che hanno delle particolarità interessanti. Una caratteristica comune di tutti questi frutti è la versatilità in quanto li si può utilizzare in cucina in tantissimi modi, combinati con il salato oppure al dolce, a seconda della fantasia. Comunque nei loro paesi di origine sono utilizzati nei più svariati modi, anche nelle salse più improbabili. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla frutta? I pericoli della dieta urto - Sì ad un alimentazione sana

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Feel Good Food: alimenti antistress urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-11-26 08:14:04 Leggi lo Speciale Stress Le nostre menti e i nostri corpi danno il meglio di sé meglio quando stanno ricevendo gli alimenti giusti, pieni di vitamine e minerali essenziali. Mangiare per eliminare letteralmente lo stress con alcuni cibi denominati Feel Good Food: potrete che non solo aumentare la vostra energia in generale, ma anche contrastare gli effetti dannosi della rabbia sul corpo. L'alimentazione può essere la chiave di volta per la gestione dello stress e gli alimenti Feel Good sino così facili da trovare che dovranno essere sempre presenti nella dispensa della vostra cucina se vorrete aver un bel sorriso rilassato sulle labbra.
..................................................................................................................................................................................................................... In America vengono chiamati Feel Good Food, i cibi che aiutano a sentirsi meglio nei maggiori periodi di stress esistono davvero, e sono 10.   Scopriamoli insieme: gli spinaci sono molto adatti perché sono ricchi di acido folico e fibre solubili, il salmone, latte scremato, semi di lino, more, uova fortificate con Omega 3, sardine, semi di soia, soia e Cavolini Di Bruxelles.   Per vivere bene e in forma, bisogna seguire una dieta equilibrata. Quelli che leggete qui sopra sono gli ingredienti più ricchi di sostanze antistress. Un valido aiuto durante i periodi più neri della vita, non trascurate la buona abitudine di mangiare sano e anche il vostro organismo ne risentirà. In America il successo è strepitoso, tanto da pubblicare anche un libro sull'argomento.   .....................................................................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sugli Alimenti? Il kiwi fa bene alla salute - I carboidrati proteggono il cuore

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Il kiwi fa bene alla salute urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-11-02 07:37:28 Il kiwi è una ricca fonte di vitamina C e il suo contenuto di potassio è leggermente inferiore a quella di una banana. Il kiwi contiene anche vitamina E e una piccola quantità di vitamina A. La pelle del kiwi è una buona fonte di antiossidanti flavonoidi, mentre l'olio di semi di kiwi contiene in media il 62% acido linoleico, un acido grasso ricco di omega-3. Di solito un kiwi di medie dimensioni contiene circa 46 calorie, 0,3 g di grassi, 1 g di proteine, 11 g di carboidrati, 75 mg di vitamine e 2,6 g di fibre alimentari.
..................................................................................................................................................................................................................... Che la frutta faccia bene non è di certo una notizia nuova, oggi vi vogliamo presentare un alleato ideale per la vostra salute: il Kiwi. Un frutto molto buono che contiene molta vitamina C, l'ideale per mantenersi in salute sopratutto con l'arrivo dei primi freddi.   Recentemente è stata effettuata una ricerca da scienziati neozelandesi, che attesta gli innumerevoli benefici contenti all'interno del kiwi. Un alimento perfetto per prevenire disturbi al fegato e che garantisce un sangue perfetto grazie all'azione effettuata sui leucociti. Una caratteristica da non sottovalutare visto che il fegato è l'organo essenziale per vivere a lungo e bene, visto che la sua funzione e quella di filtrare le sostanze dannose per il corpo.   Quindi mangiare quotidianamente un kiwi, insieme a un'alimentazione regolare apporta numerosi benefici. Quindi oltre alla mela, ogni giorno mangiate anche un kiwi e il vostro corpo vi ringrazierà. .....................................................................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull'Alimentazione e la sua azione sulla salute? Una mela al giorno… - Meno sodio nella dieta salva la vita e fa risparmiare

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Papaia: il frutto anti-cellulite urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-10-26 07:47:19 Leggi lo Speciale: Calcio, Fosforo e Vitamina D
Leggi lo speciale Cellulite

La papaia non è solo un frutto colorato e gustoso, ma fornisce anche molte vitamine, soprattutto del gruppo B, diverse molecole antiossidanti come i flavonoidi, il carotene e la vitamina C, così come folati, tracce di minerali, acido pantotenico, potassio, magnesio e molte fibre.
Questa vasta gamma di principi nutritivi rende la papaia molto nutriente, i suoi benefici per la salute sono numerosi e vanno dalla riduzione dei rischi di sviluppare malattie cardiovascolari, alla protezione contro il cancro al colon.
Un enzima proteolitico contenute nella papaia, la papaina, è molto simile alla bromelina (l'equivalente nel frutto dell'ananas) e viene spesso utilizzata per trattare allergie ed è comunemente impiegata per il trattamento di lesioni sportive.
..................................................................................................................................................................................................................... Può proteggere la pelle, stimolare il sistema cardio/circolatorio, combatte soprattutto cellulite e ritenzione idrica, svolge un’azione disintossicante, facilitare la digestione e anche rinforzare il sistema immunitario. Siete in cerca di tutto questo e non avete ancora trovato una risposta ed un rimedio? È molto più facile di quanto pensiate, basta chiedere aiuto ad un frutto: tutto questo è contenuto all’interno della papaia, frutto a calorie zero che si è rivelato non solo ricco di molte sostanze nutritive per il nostro organismo, inoltre può ridurre gli accumuli di cellulite. Ricco di sali minerali (quali iodio, calcio, fosforo, magnesio, ferro) e di vitamina A, B5 e C.   Ottimo frutto tropicale di grandi dimensioni, la papaia è facile da trovare anche nel nostro paese; la sua polpa è gustosa, il suo sapore può ricordare un concentrato di albicocca e fragola. Evitate di mangiare i semini contenuti al suo interno, non solo perché sono piccanti, ma perché non sono proprio troppo consigliati. Le migliori soluzioni per mangiare la papaia è di certo sfruttandone le qualità grazie ad un bel frullato, oppure addizionata ad altra frutta in una macedonia. .....................................................................................................................................................................................................................
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Una mela al giorno… urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-10-15 04:59:16 Una mela al giorno toglie il medico di torno? Ma perché? Sai veramente che cosa rende una mela così speciale? Perché è che non abbiamo mai sentito che un'arancia o una banana al giorno toglie il medico di torno? La mela ha proprietà che altri tipi di frutta non hanno e i suoi benefici si sono stati dimostrati straordinari. In realtà è possibile ottenere gli stessi benefici mangiando altri frutti, ma con una mela è più semplice perché essa contiene tutte le sostanze che ci sono necessarie a prenderci cura della nostra salute.
..................................................................................................................................................................................................................... Una mela al giorno… per combattere l’asma (solo se contemporaneamente si smette di fumare). Una mela al giorno… per i giovani che se assumono poche vitamine rischiano sintomi respiratori più severi. Vi siete mai resi conto che mangiare una mela fuori pasto, quando veniamo colti da quel languorino, ci permette di sentirci sazi? Questo è grazie all’acqua e alle fibre che essa contiene.   Una ricerca in merito, effettuata su 2mila studenti americani di scuola superiore per la durata di un anno intero, ci ha permesso di venire a conoscenza di tali importanti scoperte. A tutti questi ragazzi è stato sottoposto un questionario che riguardava le abitudini alimentari, l’uso di medicinali e il fumo; successivamente tutti i partecipanti sono stati sottoposti a test respiratori. È probabile che le abitudini alimentari riflettano quelle dell’infanzia; un terzo dei ragazzi dello studio era soprappeso e il 72% non assumeva preparati multivitaminici. Circa il 25% fumava quotidianamente e almeno un terzo non consumava le dosi giornaliere raccomandate di frutta e vegetali, vitamine A e E, beta carotene e omega-3. La mela è un ottimo prodotto che viene in aiuto di tutto ciò, si può consumare in molti modi diversi, non necessariamente cruda. È vero che sarebbe opportuno seguire una dieta più equilibrata e ricordare che una corretta alimentazione è indispensabile sì per mantenere un buono stato di salute, ma è anche un fattore di buona respirazione. .....................................................................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sugli Alimenti e la loro azione sull'organismo? Quando ci sono problemi di digestione - Meno sodio nella dieta salva la vita e fa risparmiare

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Meno sodio nella dieta salva la vita e fa risparmiare urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-09-29 05:48:32 Leggi lo speciale sull'Ipertensione

La maggior parte del sodio che consumiamo nella nostra alimentazione viene ingerito sotto forma di cloruro di sodio, il comune sale da cucina. Altre forme di sodio si trovano anche negli alimenti e ciò dovrebbe indurre a fare più attenzione alla quantità effettiva di sale presente nella nostra dieta.
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Oltre a ridurre la mortalità delle patologie cardiovascolari, con una dieta povera di sodio si risparmierebbero a livello globale 32 miliardi di dollari annui in spese sanitarie.

Uno studio finanziato dalla “Rand Corporation” e pubblicato sul magazine scientifico “Journal of Health Promotion” (numero di Settembre-Ottobre) prende di mira il sale, attribuendo a questa sostanza conseguenze gravi e spesso mortali per chi ne abusa. Secondo gli studiosi, non soltanto il sale sarebbe la causa della morte di milioni di persone ogni anno ma contribuirebbe anche ad un enorme spreco di denaro pubblico a livello mondiale.

Infatti, soltanto negli Stati Uniti, evitando il sale o riducendone drasticamente l’uso si risparmierebbero circa 18 milioni di dollari all’anno in spese sanitarie. A livello globale la gravità della situazione è ancora più lampante: una riduzione di sale nella dieta degli abitanti della Terra, soprattutto nei Paesi ricchi, porterebbe a registrare una diminuzione di circa 11 milioni di casi di ipertensione all’anno. Inoltre si ridurrebbe, di conseguenza, l’incidenza delle malattie cardiovascolari, una delle principali cause di mortalità nel mondo sviluppato.

Globalmente, con una dieta più attenta e morigerata, si potrebbero risparmiare circa 32 miliardi di dollari all’anno in spese di natura sanitaria. Anche l’Italia non è esente dai pericoli del sale: ogni anno nel nostro Paese si registrano 15 milioni di casi di ipertensione, con circa 240 mila morti dovuti alle conseguenze di questa patologia.

L’equipe, guidata dal Dr. Kartika Palar, ha specificato che la dose massima di sale ingeribile quotidianamente da un adulto senza causare danni all’organismo è di 2,3 mg. Gli anziani, i bambini ed in generale i soggetti “deboli” ed a rischio ipertensione dovrebbero ridurre drasticamente l’assunzione di sodio.

Lucia D’Addezio
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Vuoi saperne di più sugli Alimenti e la loro azione sull'organismo? Quando ci sono problemi di digestione - L’aroma di caffè riduce lo stress

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Quando ci sono problemi di Digestione urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-09-22 04:32:54 Leggi lo speciale Stitichezza

Le cause dei problemi digestivi possono essere tantissime, non ultime quelle legate allo stress, all'ansia, disturbi questi assai frequenti e che colpiscono sempre di più i giovani: infatti se un po' di anni fa coloro che soffrivano di mal di stomaco erano soprattutto persone di mezza età in su, specialmente gli over 65, per il fatto che con l'avanzare dell'età l'organismo tende a perdere l'efficienza di un tempo, ora i giovani lamentano sempre di più sintomi legati a disfunzioni dell'apparato gastrointestinale.

Si potrebbe allargare il discorso discutendo le cause di questo malessere diffuso, tuttavia qui vorrei soffermarmi sui rimedi naturali che possono essere di aiuto per combattere questi fastidiosi disturbi, quando i semplici accorgimenti per condurre un corretto stile di vita non sono sufficienti.

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I sintomi principali di una digestione difficoltosa sono gonfiore e pesantezza di stomaco, alitosi, stitichezza, sonnolenza, aerofagia, crampi, bruciori, nausee.
Questi sintomi spesso sono anche accompagnati da malessere generale.
Di fronte a questi sintomi i primi accorgimenti che si possono prendere riguardano il modo di mangiare e cosa si mangia.
Sarebbe opportuno evitare cibi piccanti e speziati, l'alcol (anche il vino bianco), i cibi grassi, i salumi ed i formaggi fermentati ed il caffè. Il modo di mangiare corretto è quello di masticare lentamente i cibi, godendosi il gusto nella rilassatezza.
Poi al mattino può essere d'aiuto il bere un tè leggero o un infuso di matè.

Dicevo dei rimedi naturali che possono aiutare nei momenti di cattiva digestione; una prima pianta è il carciofo (Cynara scolymus) di cui si utilizza la foglia, essa ha proprietà coleretiche, cioè stimola la produzione di bile da parte del fegato. La sostanza più importante contenuta nelle foglie di carciofo è la cinarina (sostanza aromatica amara), responsabile dell'attività positiva sul fegato anche in casi di itterizia, insufficienza epatica e stitichezza. Le foglie di carciofo contengono anche steroli, magnesio e potassio, tutte sostanze che agiscono in sinergia con la cinarina. Per un migliore effetto andrebbe consumata la polvere derivata dalla frantumazione a freddo delle foglie. Da alcuni studi è emerso che il carciofo è in grado di stimolare la rigenerazione delle cellule del fegato ed è in grado di far diminuire il tasso di colesterolo nel sangue fino a un 40%.

Un'altra pianta digestiva molto utilizzata è il Rafano nero, di cui si utilizza principalmente la radice. Essa esplica la sua attività stimolando le funzioni epatiche, diminuendo il gonfiore soprattutto post-prandiale ed aumentando la diuresi. Il consumo di rafano nero contribuisce a ridurre le emicranie di origine digestiva. La pianta non ha effetti collaterali noti.
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Vuoi saperne di più sugli Alimenti e la loro azione sull'organismo? L’aroma di caffè riduce lo stress - Diffidate di alcuni tipi di grassi saturi

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L’aroma di caffè riduce lo stress urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-09-10 09:06:23 Leggi lo Speciale StressUno stile di vita pressante, la mancanza di attività fisica, lo stress e gli ormoni ad esso associati possono accumularsi nel corpo, con effetti dannosi. Caffè e caffeina hanno un impatto negativo sul nostro fisico e la nostra psiche perché interessano ormoni e neurotrasmettitori coinvolti nella risposta dell'organismo allo stress, in particolare l'ipotalamo, l'ipofisi e il surrene.
Non è solo lo stile di vita ad aumentare i livelli di ormoni e di stress dannoso, ma anche gli alimenti e le bevande che ingeriamo possono aggravare gli effetti dello stress sull'organismo.
Ma da oggi abbiamo un antidoto: l'aroma di caffè.

È il miglior risveglio per milioni di persone, non sarebbe una giornata perfetta senza aver prima bevuto una tazza di caffè e non importa dove. Ma come mai si è sviluppata questa tradizione del caffè? Un team di scienziati giapponesi ha eseguito una sperimentazione su una trentina di topi da laboratorio privati del sonno per 24 ore a cui è stato fatto inalare l’aroma di caffè. In breve tempo nel cervello dei piccoli roditori sottoposti all’esperimento, si sono accumulate proteine dalla spiccata attività antiossidante, ben conosciute per la loro azione protettiva nel confronti delle cellule nervose e per la prevenzione dei danni causati dallo stress.

Dagli studi emerge quindi che se a lungo andare la caffeina può provocare una sorta di stress indotto dall’eccessivo stato di veglia, il suo aroma protegge contro i danni causati da questo. Appresa tal notizia c’è chi sta già pensando alla messa in commercio di spray all’aroma di caffè per ridurre le tensioni nei posti di lavoro!
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Vuoi saperne di più sugli Alimenti e la loro azione sull'organismo? Diffidate di alcuni tipi di grassi saturi - I probiotici: a favore della vita

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Diffidate di alcuni tipi di grassi saturi urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-09-08 11:07:32 Leggi lo Speciale sui Trigliceridi
Leggi lo Speciale sul Colesterolo alto

Il grasso che si trova in natura nella materia vivente contiene proporzioni variabili di grassi saturi e grassi insaturi. Esempi di alimenti che contengono un'alta percentuale di grassi saturi sono i latticini (in particolare panna e formaggio, ma anche burro e ghee), i grassi animali come la sugna, il sego, lo strutto e i grassi a base di carne, l'olio di cocco, l'olio di semi di cotone, l'olio di palma, il burro di cacao, etc.
I grassi saturi sono costituiti da trigliceridi contenenti solo radicali acidi grassi saturi. Ci sono diversi tipi di acidi grassi saturi, che si differenziano per il numero di atomi di carbonio, che variano da 3 atomi (acido propionico) a 36 (acido Exatriacontanoico). Gli acidi grassi saturi non hanno doppi legami tra gli atomi di carbonio della catena di acidi grassi e sono quindi completamente saturi di atomi di idrogeno.
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Fare affidamento su una dieta basata su un’eccessiva presenza di grassi saturi può essere rischiosa per la salute; le cause maggiori sono problemi di colesterolo e disturbi cardiovascolari. In più, da un recente studio è emerso che alcuni cibi ad alto contenuto di grassi saturi possano causare l'Alzheimer. I ricercatori australiani hanno voluto sottolineare che questo è il primo studio che considera l'approccio dietetico nella prevenzione e nel trattamento dell'Alzheimer: lo studio ha aiutato a scoprire che alcuni grassi alimentari danneggiano la cosiddetta barriera emato-encefalica, ovvero una membrana importante che regola ciò che può transitare dentro e fuori dal cervello.

Prendiamo per esempio i grassi saturi che si trovano nella carne trasformata di scarsa qualità: questo comporta ad aumentare nel cervello il livello di amiloide, che è una proteina che causa l'infiammazione e la morte delle cellule. E’ quindi fondamentale bloccare la formazione di depositi di tal proteina per rallentare o (ancora meglio!) prevenire la malattia di Alzheimer.
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Vuoi saperne di più su Salute e Alimentazione?I probiotici: a favore della vita - Fast food: gustosi ma cattivi per la mente

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I probiotici: a favore della vita urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-09-04 09:34:17
Fermenti Lattici :leggi lo Speciale

I probiotici sono integratori dietetici composti da microrganismi vivi che operano perché per l'organismo che li ospita rimanga in salute. I batteri dell'acido lattico e i bifido batteri sono i tipi più comuni di microbi utilizzati come probiotici, ma anche alcuni lieviti e bacilli sono adatti a questa funzione. Oggi gli effetti sulla salute dei probiotici sono stati studiati e documentati ed essi sono impiegati per la riduzione delle malattie infiammatorie croniche intestinali, la prevenzione e il trattamento dei patogeni indotta da diarrea, per combattere le infezioni urogenitali e le malattie atopiche.
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Facciamo un po' di storia...
La storia dei probiotici inizia nel '900 per merito di uno scienziato russo, un certo Metchinkoff, già premio Nobel, che studiando ed osservando la longevità dei pastori caucasici ne dedusse che essa doveva dipendere dal loro largo consumo di prodotti derivanti dalla fermentazione del latte. Dalle sue osservazioni lo scienziato ipotizzò che i microorganismi che costituivano la flora batterica intestinale risentivano dell'assunzione di alcuni elementi: alcuni alimenti erano infatti in grado di favorirne la crescita a discapito dei microorganismi patogeni. Dai suoi studi l'interesse per i fermenti lattici si diffuse anche qui in occidente e da allora si è assistito all'inizio dell'era dei probiotici e dei prebiotici con il moltiplicarsi di prodotti arricchiti di lattobacilli ecc.

La definizione di probiotico, che letteralmente significa “ a favore della vita” dal greco “pro bios”, è data dalle Linee Guida Probiotici emanate dal nostro Ministero della Salute: “microorganismi vivi e vitali che, quando assunti in quantità adeguate, conferiscono un effetto benefico all'organismo ospite”.

L'utilizzo dei probiotici è particolarmente indicato nel periodo estivo in quanto il caldo e la cattiva conservazione di alcuni alimenti favorisce l'insorgere di problemi intestinali più o meno gravi.

A rischio inoltre sono in particolare i viaggi in paesi esotici che rappresentano un pericolo per il tubo digerente perché non si riesce a controllare adeguatamente il cibo e perché spesso si beve acqua non batteriologicamente pura. Ecco che diarrea, mal di pancia, debolezza generale magari associati a febbre possono colpire tutti in piena estate. Di solito queste situazioni si risolvono in pochi giorni, tuttavia conviene osservare alcune norme per evitare almeno complicazioni: prima di tutto si deve osservare il riposo specie i bambini e gli anziani abbinato anche ad una dieta leggera ricca di sali minerali ed acqua; in secondo luogo è necessario bere acqua oppure bevande non troppo zuccherate per evitare la disidratazione; ed infine, ma non ultimo in grado di importanza, ripristinare la flora batterica tramite prodotti probiotici o integratori di fermenti lattici, che contribuiscono a rimpiazzare i microorganismi patogeni ossia quelli nocivi con i microorganismi buoni.
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Vuoi saperne di più su cibo e salute? Fast food: gustosi ma cattivi per la menteConsigli per la salute del neonato

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Bambini, alimentazione e salute urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-09-03 10:18:23 Gli esperti di alimentazione raccomandano di non costringere il bambino a mangiare cibi che non piacciono o a pulire il piatto a tutti i costi. Ma allora come si fa a fargli mangiare più verdura e frutta e meno dolci? Come si fa a evitare lotte di potere e battaglie a ogni pasto? Come si fa a indurre il bambino a mangiare cibi sani?
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Si sa che una buona educazione alimentare deve iniziare sin da piccoli, poiché tentare di recuperarla da adulti è molto più difficile. I genitori devono imparare a imporre delle regole e dei limiti ai figli soprattutto per quanto riguarda il cibo, spesso basta poco per evitare che il bambino mangi troppo e male. Del resto un bambino grasso ha un rischio molto maggiore di diventare un adulto grasso.

Il bambino che tende a mettere su peso velocemente nei primi mesi di vita, se è allattato al seno almeno sino ai 4 mesi sviluppano una quota ridotta di grasso corporeo e tendono a normalizzare il proprio peso entro i 5 anni. L'allattamento artificiale facilita il mantenimento del controllo del peso tra i 2 e i 5 anni di vita. Fino ai sei anni, i comportamenti alimentari di un bambino sono correlati a quelli dei genitori; in seguito vi è un'influenza dei fattori ambientali, quali i compagni di scuola o gli amici.
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Vuoi saperne di più sull'alimentazione del bambino? L'importanza nella scelta del latte - L'importanza della colazione per i bambini   Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Educazione alimentare
Alimentazione: legumi valida fonte di proteine urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-08-27 09:54:10 Leggi lo Speciale: Calcio, Fosforo e Vitamina D

I moderni nutrizionisti li raccomandano, e non è certo un sacrificio accontentarli. Perché i legumi sono buoni e si presentano egregiamente per moltissimi tipi di piatti, in più, fanno bene alla salute.

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I legumi apportano proteine all'organismo all'incirca quanto una bistecca e ne costituiscono una validissima alternativa.

Oggi infatti si tende a mangiare troppa carne e troppo pochi cibi ricchi di scorie. Le lenticchie, le fave, i fagioli e i piselli, invece, di scorie ne contengono molte: consumandole si favorisce un buon funzionamento intestinale. Al contenuto di amici i legumi secchi, più calorici dei freschi, associano un contenuto di proteine che si aggira mediamente intorno ai 20% e in cui si trovano molti aminoacidi essenziali, cosi chiamati perché indispensabili per la sopravvivenza dell'uomo.

Ma i pregi di questi antichi alimenti non sono finiti qui: anche il loro contenuto vitaminico è buono. La vitamina B1 è presente anche nei legumi secchi, la A e la C si trovano invece solo nel prodotto fresco o surgelato. Tra i sali minerali il più presente è il potassio: ma ci sono anche calcio, fosforo e ferro.

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Per saperne di più: Facciamo il punto sulla dieta vegetariana

I dolci lottano contro la memoria urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-08-24 10:23:53 Leggi lo Speciale sui Trigliceridi

A dieta o no, curare l'alimentazione è sempre un metodo efficace per preservare la propria salute, soprattutto ora che si è scoperto che mangiare dolci non aiuta affatto la memoria.

Amanti dei dolci (come del resto sono io!) attenzione a questa triste notizia: troppi dolci fanno male alla salute (e lo sappiamo), cariano i denti, fanno ingrassare e purtroppo compromettono la memoria (sembra proprio che la memoria spaziale possa in parte essere danneggiata e ciò causa mancanza di orientamento e stordimento). Lo studio è stato condotto sui topi che per un periodo limitato hanno avuto una dieta giornaliera che prevedeva il 60% delle calorie assunte per mezzo del fruttosio, mentre un altro gruppo di topi non ha assunto questo zucchero. In una piscina piena d’acqua, in cui vi era una piattaforma su cui poter salire, i topi con la dieta modificata hanno dato evidenti segni di smarrimento. E i giorni successivi era chiaro che non ricordassero la presenza della piattaforma per uscire dall’acqua.

La colpa è del fruttosio, un dolcificante che ha da tempo sostituito lo zucchero in cibi e bevande. Il fruttosio non pregiudica la capacità di apprendimento, ma solo la memoria spaziale. Si crede che dipenda dal fatto che, a differenza di altri tipi di zucchero, viene trasformato quasi esclusivamente dal fegato, producendo una quantità eccessiva di trigliceridi, e il grasso entra in circolo nel sangue. I trigliceridi possono influire con il segnale dell’insulina nel cervello, che svolge un ruolo importante sulle cellule celebrali.
La scelta del latte urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-08-24 09:15:10 Leggi lo Speciale: Calcio, Fosforo e Vitamina D

Il latte è un ingrediente fondamentale per chi dà importanza alla propria alimentazione: ma come districarsi tra latte fresco, latte scremato e cavalcare l'onda di un'offerta sempre più differenziata? ...................................................................................................................................................................

Avete mai notato, quando entrare in un supermercato per fare la spesa, l’esorbitante quantità di diverse tipologie di latte? C’è quello per chi è allergico al lattosio, quello biologico, quello ad alta digeribilità, in oltre vi sono i soliti tipi, quello intero, a lunga conservazione, parzialmente scremato e ancora, e ancora! In quanto amante del latte vi dico che è un elemento fondamentale per l’organismo, infatti aiuta ad allungare la vita. Risulta quindi fondamentale inserirlo nella nostra dieta, in quanto esso rappresenta la fonte privilegiata di calcio.

Ma voi conoscete le reali differenze tra un tipo e l’altro? Prima di tutto facciamo una distinzione importante, il latte ad Alta Qualità viene classificato in base al contenuto di sieroproteine, comprende un intensivo trattamento termico effettuato per pastorizzare il latte ed eliminarne i germi. Il latte fresco viene trattato termicamente al fine di eliminare i germi, così può essere consumato immediatamente essendo protetto e sicuro (anche igienicamente) nella sua totalità. Voglio smentirvi un preconcetto, il latte a lunga conservazione, dal punto di vista nutritivo, non ha alcuna differenza da quello fresco. La mia ex coinquilina, ogni mattina, bolliva il latte nel pentolino pensando così di avere un prodotto migliore e soprattutto più naturale, ma fidatevi, non è affatto un procedimento corretto! ...................................................................................................................................................................  Vuoi saperne di più sul latte? Allergia al latte vaccino - Probiotici e Fermenti Lattici   Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Educazione Alimentare
L’importanza del curry urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-08-21 04:14:06 Non confondete il curry con una spezia, è una miscela di spezie pestate in un mortaio ed è tipico della cucina indiana. Può non piacere a tutti per il suo sapore forte e deciso, ma se (come me) non potete farne a meno e lo usate ovunque ci sono buone notizie: una recente ricerca ha scoperto che il curry aiuta a prevenire l’insorgenza di malattie come l’Alzheimer.

Grazie al contenuto di curcumina, appare in grado di prevenire la diffusione delle placche di proteine amiloidi che, insieme ai grovigli di fibre nervose, sarebbero causa di demenza.

Esistono inoltre centinaia di studi che sostengono che la curcuma protegga dal tumore e, in particolare, dal cancro del colon, dal melanoma e dal tumore della mammella.C’è anche chi suggerisce che una cucina a base di curry possa aiutare coloro che soffrono d’infiammazioni croniche dell’intestino o del fegato, oppure di malattie reumatiche; inoltre è molto usato dai celiaci.

Che cosa contenga questo portentoso miscuglio, in realtà, nessuno lo sa con certezza: la composizione classica prevede come componente principale una polvere giallo-scura ottenuta in parte dalla radice dello zenzero alla quale vengono aggiunte altre spezie.

La curcuma (cui si deve il colore giallo carico dei cibi cucinati con il curry), il cardamomo, il coriandolo, il pepe nero, il cumino, la noce moscata, sono le principali componenti ma anche fieno greco, chiodi di garofano, cannella e peperoncino.


Litotame: come ripristinare l'equilibrio acido-base urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-08-18 05:27:49 Il litotame (Lithotamnium calcareum) è un alga che cresce nel mare ad una profondità di circa 15, 25 metri di cui viene utilizzato il tallo. Il suo utilizzo è indicato per affrontare alcuni problemi digestivi come l'acidità gastrica o per contrastare la demineralizzazione che porta all'artrosi e reumatismi. Ma entriamo un po' più nel dettaglio sull'equilibrio acido-base citato nel titolo.La salute è un equilibrio precario a cui contribuisce il bilanciamento fra basi ed acidi presenti nel nostro corpo. Nella nostra società, il modo di alimentarsi fa sì che tutto converga in un'acidificazione dell'organismo. Il nostro organismo cerca di compensare questo eccesso di acido ricorrendo alle riserve di basi minerali, soprattutto ossa ma anche i liquidi cellulari.

Tutto il processo porta ad una demineralizzazione generale che rende fragili gli organi e lo scheletro provocando dei problemi di osteoporosi e di affezioni reumatiche. Il litotame colma queste perdite grazie alle sostanze minerali marine che contiene, ma anche grazie alla sua ricchezza in carbonato di calcio, presente in una forma altamente assimilabile dal nostro oganismo.

Il carbonato di calcio neutralizza l'acidità dell'organismo che si riscontra nelle affezioni reumatiche o nell'artrosi; inoltre combatte l'iperacidità gastrica che sta alla base spesso di problemi digestivi: dolori allo stomaco, bruciori, reflussi.Questi due poteri, antiacido e rimineralizzante, fanno del litotame un prodotto molto usato in reumatologia.

Il litotame inoltre è molto interessante come coadiuvante nel trattamento della candidosi che si sviluppa più frequentemente in un terreno acido.

Ingrassare per colpa dei condimenti urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-07-29 09:03:03 Lo sapevate che molto spesso rischiamo di prendere peso non tanti per colpa di quello che mangiamo, ma per il tipo di condimento che associamo ai cibi. Molti dietologi consigliano di prestare attenzione perchè sono i condimenti a rendere calorici i piatti. Classici esempi di questo sono la pasta e la carne arrostita che cambiano molto valore nutrizionale in base all'olio che mettiamo! Una fetta di carne arrostita sulla piastra può essere molto calorica con troppo olio, anche considerando un valore nutrizionale di 900 kcal per 1 l.  ...................................................................................................................................................................
  • Calorie del brodo di verdure e carne: 5 kcal;
    Calorie del brodo di carne varia: 7 kcal;
    Calorie del brodo di dado: 3 kcal;
    Calorie del brodo di gallina: 9 kcal;
    Calorie del brodo vegetale: 5 kcal.
  • Calorie del burro: 758 kcal;
    Calorie del burro di arachidi: 623 kcal. 
  • Calorie dell'olio di arachidi: 900 kcal; 
    Calorie dell'olio di cocco: 899 kcal; 
    Calorie dell'olio di colza: 899 kcal; 
    Calorie dell'olio di germe di grano: 899 kcal; 
    Calorie dell'olio d'oliva: 900 kcal; 
    Calorie dell'olio d'oliva extravergine: 900 kcal; 
    Calorie dell'olio d'oliva vitaminizzato: 900 kcal; 
    Calorie dell'olio di palma: 899 kcal; 
    Calorie dell'olio di semi di girasole: 899 kcal; 
    Calorie dell'olio di semi di mais: 899 kcal; 
    Calorie dell'olio di soia 899 kcal. 
  Se sei a dieta, la quantità giusta d'olio extravergine d'oliva è tre cucchiaini, circa 15 gr., che dovresti distribuire durante la giornata. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla dieta? Leggi Dimagrire con la dieta ecologica  - Dieta in gravidanza    Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Educazione Alimentare
Cavoli e broccoli contro la pressione alta urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-07-20 10:59:03 Leggi lo speciale sull'Ipertensione

I ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno analizzato le abitudini alimentari di 4.680 soggetti (provenienti da Gran Bretagna, Usa, Cina e Giappone) di età compresa tra i 40 ed i 59 anni con lo scopo di prestare attenzione alla presenza di aminoacidi nella loro dieta. Le diete contenenti alimenti quali cavolo e broccoli riuscivano a far abbassare la pressione, e questo perchè tali prodotti contengono acido glutammico, aminoacido molto comune e presente in alte quantità in questi alimenti. L’acido glutammico è contenuto anche nei cereali integrali e nella soia.

Mangiare cavolo e broccoli aiuta quindi a combattere l’ipertensione, una delle malattie del benessere più diffuse nel nostro Paese, dove colpisce oltre 10 milioni di persone.
I ricercatori fanno notare che pur trattandosi di una scoperta importante, cavoli e broccoli non rappresentano la soluzione contro l’ipertensione. La lotta a questa patologia passa infatti, sempre, da una sana alimentazione da seguire con il supporto del medico.
Ossa deboli per colpa della dieta vegetariana urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-07-07 10:12:49 E’ stata condotta una ricerca che forse farà arrabbiare (e non poco!) tutti coloro che sostengono la dieta vegetariana fornisce tutti gli elementi necessari al buon funzionamento dell'organismo, quindi anche dell'apparato osseo. A rendere nota la notizia è stato un team di ricercatori australiani insieme a ricercatori vietnamiti: è ufficiale che chi segue una dieta vegan ha le ossa leggermente più deboli rispetto a coloro che invece si cibano anche di carne. Fino ad oggi tenendo conto delle ricerche effettuate, quello che appare chiaro è che una dieta bilanciata e corretta è senz'altro alla base di una buona salute. Sempre facendo riferimento allo studio si scopre che sono stati analizzati i dati sul legame tra le ossa e la dieta riguardanti 2.749 soggetti (1.880 donne e 869 uomini). Dai dati è emerso che i vegetariani avevano una densità ossea inferiore del 4% rispetto a coloro che mangiano anche carne. Il dato si evidenzia maggiore nei vegani, cioè quelli che non mangiano nessun tipo di alimento di derivazione animale come uova, latte e latticini. Nei vegani la minore densità ossea si è rivelata del 6%. I risultati dello studio, affermano i ricercatori, suggeriscono che una dieta vegetariana, in particolare per le diete vegane, è associata a una minor densità minerale ossea. L’utilità del kiwi urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-07-01 06:00:17 Forse nessuno sa che il kiwi è un frutto di largo consumo ed ha tantissime proprietà benefiche: possiede un contenuto molto alto di vitamina C (superiore addirittura al limone, all’arancia e al peperone). E’ ricco anche di potassio e vitamina E, rame, ferro e notevole è anche la presenza di minerali. Una delle sue funzioni è quella di regolare la funzionalità cardiaca e la pressione arteriosa; è rinfrescante, dissetante e diuretico. Insomma l’alimento perfetto direte voi, invece no. Perché purtroppo non tutti possono tollerarlo, alcuni lamentano reazioni allergiche a seguito della sua ingestione. Qualche anno fa venne effettuato una studio, condotto su 100.000 persone, tenute sotto osservazione dal 1980 al 1998; è stato confermato che cinque o più porzioni di frutta e verdura (seguita dalle verdure a foglia verde come gli spinaci), si traducono in una notevole diminuzione dei rischi cardiovascolari. Inoltre nella nostra penisola sono molto note le coltivazioni di kiwi in provincia di Vercelli e Latina, quest’ultima produttrice del “kiwi latina”, iscritto all'Albo delle denominazioni di origine dell’Unione Europea come prodotto IGP (Indicazione Geografica Protetta). Il vino agisce in soli 6 minuti urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-06-25 04:31:23 Un paio di bicchieri di vino in pochi minuti provocano dei danni alle cellule cerebrali: lo dice uno studio tedesco secondo il quale lo champagne non è il solo a provocare danni, anche se impiega 360 secondi a colpire il cervello e causare danni. Anche se il gentil sesso è generalmente più sensibile agli effetti degli alcolici, la ricerca tedesca ha dimostrato che il cervello di uomini e donne reagisce ai danni nello stesso modo. Per partecipare all’esperimento, sono state reclutate 15 persone a cui è stata monitorata l’attività cerebrale mentre bevevano con una cannuccia l’equivalente di due pinte di birra o di due bicchieri di vino. In pochi minuti, i ricercatori hanno osservato che il cervello iniziava a metabolizzare gli zuccheri dell’alcol, mentre normalmente metabolizza glucosio. Al diminuire dei livelli di alcol ingeriti, gli studiosi hanno registrato l’aumento della concentrazione dei composti che proteggono le cellule del cervello, come se dovessero ripararle. Studi precedenti hanno dimostrato che bere può portare al restringimento del cervello e alla morte delle cellule: un bevitore abituale ha l’1,6% di cellule cerebrali in meno di un astemio. Noi dipendenti dal cibo urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-06-25 04:06:50 L’eroe in questione è David A. Kessler, che è stato il responsabile della Food and Drug Administration (si è trovato spesso a combattere contro le multinazionali del tabacco). La passione di quest’uomo è da sempre rivolta ai biscotti al cioccolato; un giorno per mettersi alla prova si è comperato due bei biscotti succulenti con pezzetti di cioccolato, intenzionato a non mangiarli. A casa sua si è ritrovato a fissarli, molto spesso. Una volta uscito senza averli toccati si è sentito vincente. Ma appena ha visto dei biscotti analoghi nella vetrina di un bar si è fermato e ne ha ingurgitato subito uno. "Perché quei biscotti hanno un simile potere su di me?" La risposta che il dottor Kessler ha finalmente trovato è contenuta in un libro appena uscito che si intitola The end of overeating: taking control of the insatiable american appetite ("La fine dell'eccessivo consumo di cibo: come tenere sotto controllo l'insaziabile appetito americano"). Kessler riporta di aver riscontrato alcune affinità tra le strategie adottate dall'industria del tabacco e quelle del settore alimentare, che riesce a mettere in commercio cibi in grado di instaurare nel cervello un desiderio forte e pressoché irresistibile di consumarne di più. Combinando grassi, zucchero e sale in innumerevoli modi, i produttori di alimenti hanno in un certo senso fatto breccia nel sistema cerebrale dell'auto-gratificazione, creando un circolo vizioso che stimola incessantemente il nostro desiderio di mangiare, lasciandoci smaniosi di continuare a farlo, anche quando siamo sazi. Panico per gli esami? Provate la giusta dieta! urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-06-22 05:57:35 Per tutti quegli studenti, indistintamente compresi tra superiori e università, è opportuno sperimentare la dieta anti panico nelle settimane decisive per gli esami di maturità. Tali esami provocano spesso ansia e insonnia per la maggior parte degli studenti apprensivi. Via libera a pasta, riso, frutta, verdura, uova bollite e latte caldo; aboliti il caffè e tutte le sostanze eccitanti. Su un campione di 450 studenti, la maggioranza (37%) ha confermato di aver riscontrato brusche variazioni del proprio peso corporeo, ma non manca chi soffre di insonnia (21%), chi è preoccupato per i frequenti sbalzi di umore (16%) o chi si è trovato a dover fare i conti per la prima volta con attacchi d\'ansia e di panico (12%). Queste preoccupazioni possono essere gestite anche con alimenti ricchi di sostanze rilassanti; a tavola non devono mancare pane, pasta o riso, lattuga, radicchio, cipolla, formaggi freschi, yogurt, uova bollite, latte caldo, frutta dolce e infusi al miele che favoriscono il sonno e aiutano l\'organismo a rilassarsi per affrontare con la necessaria energia e concentrazione la sfida scolastica. No agli alimenti troppo conditi che rendono più difficile addormentarsi, no ai superalcolici che inducono un sonno di qualità cattiva con un difficile risveglio. E tra i condimenti \'out\' sono da evitare cibi con sodio in eccesso per cui vanno banditi curry, pepe, paprika e sale in abbondanza, ma anche piatti nei quali sia stato utilizzato dado da cucina. E’ un ottimo alleato un bicchiere di latte caldo, giusto prima di andare a letto: diminuisce l\'acidità gastrica che può interrompere il sonno. Che altro dire, provare per credere! La ricetta per fronteggiare il colesterolo urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-06-19 04:51:13 Leggi lo Speciale: Calcio, Fosforo e Vitamina D

L'insalata mista è il pasto preferito durante il periodo estivo; la verdura fa bene, non ingrassa, aiuta a idratarsi e poi è un pasto fresco e dissetante. Oggi non parliamo di insalata, ma di un suo particolare membro che ha una funzione particolarmente importante per il nostro organismo. Il pomodoro è un ortaggio fondamentale della nostra dieta, ma lo sapevate che ha dei suoi benefici effetti anticolesterolo? Proprio così, ci aiuta a combattere il nemico numero uno di una corretta alimentazione, il colesterolo. Sembra, infatti, che il suo effetto più potente per abbattere Ldl (il colesterolo cattivo) sia abbinato a piccole quantità d’olio, quindi benissimo nell’insalata, nella pizza e nella pasta. Contiene il licopene, un antiossidante efficace contro il tumore alla prostata. Inoltre contiene calcio, fosforo, potassio ed è povero di sodio e di calorie e favorisce la digestione dei carboidrati. E’ questa la conferma che un’alimentazione equilibrata e ricca aiuta il nostro corpo più di qualsiasi integratore o farmaco. Ricordatevi però che i pomodori devono essere maturi e rossi, è proprio questo colore l’indicatore che ci conferma la presenza di licopene.

Il riso un prezioso alimento per l\'estate urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-06-19 04:48:17 Alla ricerca di un cibo genuino e sano, al giorno d'oggi lo siamo un po' tutti, ecco perchè molti hanno ripreso a consumare riso.
Il riso è uno dei pochi alimenti naturali che non può essere sofisticato. Bisogna saper scegliere quando lo si acquista, infatti in commercio esistono molte varietà ed è qui che bisogna essere oculati nella scelta. Ogni nome ha un suo tempo di cottura e particolari caratteristiche che lo rendono adatto a certi piatti.
Estate significa spesso inappetenza e sete. Il riso freddo in insalata è molto adatto nei mesi caldi poichè mangiandolo si ingerisce anche l'acqua che è stata assorbita nella cottura e pertanto diminuisce il bisogno di bere. 
 Hanno ragione quelli che mangiano riso perchè non vogliono ingrassare? Pare di sì perchè il 98% del riso ingerito viene assorbito dall'organismo umano. Questa alta percentuale di utilizzo significa "niente residui, niente grassi superflui". Ipertensione è una malattia che oggigiorno colpisce tanti individui, c'è un sistema di cura basato unicamente su una dieta di riso e frutta (Dieta di Kempner). Con questa dieta si riduce notevolmente la pressione perchè il riso è l'alimento che non contiene sodio. E' utile anche lavare il riso, anche se in vendita lo troviamo chiuso ermeticamente e sottovuoto, ma così facendo si elimina l'amido, i granellisi staccano e la cottura sarà più veloce. E' sempre utile tenere in casa una scorta di riso, perchè salva le situazioni di ospiti improvvisi, essendo un piatto completo, lo si può mantenere a lungo i barattoli di vetro, mettendo sotto al tappo di chiusura un panno. Una digestione lenta può rovinare diverse ore della giornata, il riso si digerisce in 50 minuti. Per sapere se il riso è vecchio, stringerlo in un pugno, se il palmo rimane "incipriato" quel riso è vecchio non perde il suo valore nutritivo, ma è di più difficile conservazione. Gravidanza? Ecco la giusta alimentazione urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-06-19 04:39:28 Il periodo di gravidanza è il più emozionante e bello nella vita di ogni donna, e si sa che bisogna prestare moltissima attenzione all’alimentazione: sì ai cibi sani ed evitate pietanze troppo elaborate, ricche e grasse, anche per attenuare i sintomi sgradevoli soprattutto i primi tempi. In particolare va evitata la caffeina: i medici sconsigliano di superare le due tazzine di caffè al giorno ma sarebbe comunque meglio evitare del tutto. Insieme al caffè quindi andranno aboliti anche tè, il cioccolato, gli energy drink, che contengono comunque alte dosi di caffeina. Vi state chiedendo il perché? E’ stato rilevato che l’assunzione di caffeina durante la gravidanza può causare problemi molto seri al feto; l’avvertimento è molto chiaro: se proprio non si riesce ad abbandonare il caffè, mai superare le 2-3 tazzine di caffè al giorno per che in questo modo il bambino potrebbe incorrere in danni, anche molto gravi. Tutti comunque ammettono che la cosa migliore sarebbe evitare un’assunzione giornaliera: nascite di bimbi sottopeso sono molto frequenti in donne che, anche in gravidanza, mantengono alto il consumo di caffeina. Gelato: dolce leggerezza urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-06-15 04:33:03 Conoscete qualcuno a cui non piace il gelato? Sembra impossibile, eppure, secondo un recente sondaggio, a non amare coni e coppette, cornetti o biscotti farciti sono cinque italiano su cento. Si può azzardare però che presto o tardi saranno conquistato anche loro, visto che ormai è una gara accesissima tra industrie e artigiani a chi fa il gelato migliore. La qualità è il chiodo fisso in entrambi i settori e i gusti non si contano più. Anche oggi, nonostante la crisi, non si rinuncia al gelido piacere che si scioglie in bocca e che per pochi euro, ci gratifica il palato. A parte la suddivisione tra gelato industriale e artigianale, del gelato esistono due categorie: a base di latte e a base di frutta. Nei primi si parte da una miscela composta da latte e/o panna, uova e zuccheri. Nei secondi da acqua o latte e polpa o succo di frutta. Dai primi derivano torroncino, bacio, malaga, stracciatella.... Alla già ricca miscela di partenza si aggiungono spesso leccornie quali canditi, cacao, frutta secca, croccanti, amaretti e via dicendo. Gusto e leggerezza Dessert, sfizio da impulso (una volta si diceva da passeggio), contorno ma anche spezzafame o minipasto: il gelato ha il diritto di essere considerato un alimento vero e proprio. Naturalmente, ingredienti quali latte, uova, frutta (per non parlare di panna, burro, cioccolato, frutta secca) forniscono ottime proteine, zuccheri semplici di pronto impiego, vitamine ed anche utili sali minerali, come calcio e fosforo. Specie nelle stagioni miti, il gelato fa da merenda o sostituisce il veloce panino consumato nell'intervallo di pranzo. Come sempre, basterà non eccedere per non trovarsi con un surplus di calorie giornaliere. I gelati a base di latte sono più grassi di quelli alla frutta. Questi, se non prevedono fantasiose e caloriche aggiunte sono quasi dietetici. Non tutti, però. Un discorso a parte va fatto per pistacchio, mandorla, castagna, noce e nocciola. Il gelato a tutti questi gusti,infatti si fa partendo da una base di crema, quindi non consente un risparmio di calorie. Per fare qualche esempio: tre palline di gelato alla frutta, forniscono meno di 100 calorie, due palline di crema e una alla frutta, raggiungono le 150. Un gelato tradizionale, quelli da cinema per intenderci, vale 35 calorie, un gelato con biscotto 224, mentre uno stecco maxi arriva a 260. Sul gelato confezionato si può consultare l'etichetta nutrizionale del valore energetico. Questo si riferisce a 100 gr, anche se il gelato che stiamo mangiano pesa meno. A volte, sulle confezioni, c'è la doppia indicazione, anche quella relativa alle calorie della pozione che abbiamo davanti. Con la crisi è boom di piatti pronti urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-06-10 03:09:45 Purtroppo in tempo di crisi ci sono degli effetti anche sulle abitudini alimentari degli italiani; non perde il primato la pasta (+2,4%) e anche il pesce mantiene il passo sia decongelato che surgelato (rispettivamente +3,6% e +2,7%). Parallelamente sta prendendo vita un nuovo vero e proprio boom per le vaschette pronte di verdura (+11,6%). Questa è diventata l’ottica dell’italiano medio che vive la crisi, se da un lato tornano sulle nostre tavole i piatti tradizionali, come nel caso della pasta, dall’altro vediamo in aumento le verdure pronte in vaschetta che nel 2008 hanno evidenziato una crescita del +16,7% e che nei primi tre mesi del 2009 confermano questa ricerca del consumatore verso "qualità e servizio". Le quantità di piatti pronti per l’uso in sacchetto acquistate dagli italiani sono triplicate e trovano spazio nel carrello della spesa di quasi 1 italiano su 2. I primi piatti pronti sono aumentati nel 2008 addirittura del 47,2%. Infine è aumentata l’attenzione verso la salute: in crescita i prodotti senza grassi (+24,7%), quelli senza glutine (+17,2%), i prodotti light (+7,7%), i prodotti ipocalorici (+1,4%) e quelli integrali (+2,2%). Ritarda l’invecchiamento del cervello con i broccoli urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-06-09 04:22:55 Leggi lo Speciale sul Colesterolo

Secondo uno studio effettuato da scienziati americani, sembra proprio che broccoli e spinaci permettono alle donne di evitare un invecchiamento precoce del cervello. Mangiando spesso queste verdure, le donne potranno conservare un’ottima salute del cervello, diminuendo il rischio di malattie gravi come l’Alzheimer. E’ quindi possibile mantenere in buona salute il nostro cervello, seguendo una dieta regolare basata soprattutto su questi due tipi di verdura. Una persona di 50anni che soffre di obesità, ipertensione e colesterolo è soggetta maggiormente al rischio di soffrire, nel corso degli anni, di malattie di demenza ecco perché e buona abitudine evitare che questi disturbi peggiorino ulteriormente. La modifica dello stile di vita riduce di molto l’insorgere di peggioramenti, il test effettuato su 1449 finlandesi che vivevano una vita sedentaria, a dato risultati negativi dopo 10 anni. Infatti, dopo molti anni di continua vita sedentaria, la maggior parte dei pazienti ha sviluppato una forma di demenza. Mentre i soggetti che 10anni prima soffrivano già di colesterolo e obesità si sono ritrovati ad aver problemi più ancor più gravi. I dati forniti sullo studio di questa teoria sono molto chiari, le donne di circa 60anni che mangiano più verdure verdi (broccolo, cavolfiori, spinaci) si sono dimostrate più in gamba al test della memoria, dell’abilità del parlare e dell’attenzione. Quindi iniziare una prevenzione per controllare l’obesità arrivati all’età di 50 anni, permette di avere rischi e problemi meno gravi nel corso degli anni futuri, non trascurate queste informazioni, la vostra salute ne trarrà ottimi benefici.
L\' importanza della colazione per i bambini urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-06-03 04:24:17 Nella nostra società e soprattutto al giorno d’oggi sono davvero tanti i bambini che al mattino, prima di andare a scuola, non ne vogliono sapere di far colazione; perché no? Perché sono stanchi, perché non hanno fame o perché si trovano impegnati in qualche attività decisamente più interessante (quale vedere la tv). Ma attenti, gli esperti parlano chiaro e ricordano che i bambini che saltano la prima colazione hanno maggiori probabilità di diventare in sovrappeso, cosa che a lungo termine può portare allo sviluppo di problemi di salute cronici. Secondo uno studio viene mostrato che questa abitudine a saltare o limitare di molto la colazione “si traduce in difficoltà di apprendimento durante le ore scolastiche e in una riduzione e scarsa attenzione per le scelte alimentari durante il resto della giornata”. Questo ha una brutta influenza sull’assunzione di alimenti necessari quali la frutta e la verdura, indispensabili ogni giorno. Il 22% dei genitori intervistati ha ammesso che i loro bambini saltano la prima colazione tre giorni su cinque ogni settimana; un ulteriore 20% salta la prima colazione uno o due giorni a settimana. Alla domanda del perché i figli saltavano la colazione, la maggioranza dei genitori ha detto che era per via del poco tempo a disposizione prima di uscire di casa per andare a scuola o al lavoro. E con tutti il rispetto, questa non può essere considerata una scusante; è sufficiente organizzare meglio il proprio tempo. Sì ad un alimentazione sana urn:uuid:1225c695-cfb8-4ebb-aaaa-80da344efa6a 2009-05-25 13:53:34 Oggi, aprendo un giornale o una rivista qualunque, ci si imbatte quasi sempre in qualche nuovo articolo strampalato che sottolinea ed enfatizza la pericolosità di alimenti prima ritenuti del tutto innocui per la salute, tanto che c'è da chiedersi a volte come abbia fatto la razza umana a sopravvivere, mangiando come ha mangiato nel corso dei secoli. Ma da questo bombardamento di informazioni per lo più inutili è possibile ricavare alcuni principi basilari per una alimentazione sana. Seguiteli coscienziosamente, e otterrete in cambio un aspetto snello, una pelle splendente, denti, capelli e unghie sani, occhi luminosi e vitalità a non finire. E non tirate fuori la storia che la vita è insopportabile senza hamburger o torte. Nessun alimento, mangiato occasionalmente, può recar danno. È quel che mangiate nel 99 per cento dei casi che conta, e non certo la deviazione dalla norma che costituisce l'un per cento. La soluzione sta letteralmente nelle vostre mani, esaminiamola insieme punto per punto con qualche consiglio: · - Mangiate più fibre. Le fibre danno volume al cibo, saziano di più e più in fretta, agevolano il passaggio delle scorie alimentari attraverso l'intestino. In genere i cibi industriali e raffinati hanno un contenuto di fibre notevolmente basso. Al pane bianco preferite quello integrale; fate uso di cereali integrali come il muesli, di pasta e riso integrali, di farina integrale anche per preparare dolci, così da aumentare il contenuto di fibre della vostra dieta. Consumate più cibi crudi, ovvero frutta fresca e insalate. - Mangiate meno zucchero. Lo zucchero fa male ai denti e malissimo al peso, quindi smettete di prenderlo con il tè o il caffè e di aggiungerlo a bevande e alimenti. I dolci, il cioccolato, i biscotti, e i gelati sono particolarmente ricchi di zucchero, per cui è necessario dare loro un taglio. Come spuntino tra un pasto e l'altro preferite la frutta fresca, le carote crude, il sedano, il pane integrale. Mangiate meno grassi. Quasi tutti i dietologi concordano sul fatto che è meglio ridurre la quantità di grassi animali nell'alimentazione. Questo significa preferire il pesce o il pollo alla carne rossa, ricca di grassi occulti; optare per il latte scremato; scegliere formaggi a basso contenuto di grassi come la ricotta e la mozzarella; spalmare il pane con margarina, ricca di grassi polinsaturi, invece che con burro. Non friggete mai i cibi, se potete usare come alternativa la griglia, e fate attenzione alle salsine molto condite e cremose che bastano da sole a rovinare un pasto sano. Contrariamente a quanto si crede le patate sono molto nutrienti e salutari, ovviamente se non vengono fritte o ricoperte di grasso e arrostite. Mangiatele lesse, al forno o come purè, per evitare in tal modo di distruggerne i benefici. - Bevete almeno due litri di acqua al giorno Bevete più acqua, almeno 6-8 bicchieri al giorno, che è priva di calorie. È la cosa più sana che possiate bere. Si pensa che i succhi di frutta facciano bene per il loro alto contenuto di vitamine e minerali, ma sono anche ricchi di zuccheri naturali. Il tè e il caffè contengono invece stimolanti che possono procurare ansia e insonnia. Bevetene un paio di tazze al giorno, non di più, e mai prima di andare a letto. Un bicchiere di latte è utile per conciliare il sonno, ma usate latte scremato, per non ingrassare. Evitate i super alcolici, anche perché l'organismo della donna è meno in grado di reggere l'alcol di quello dell'uomo Come è vero pure che il fegato di una persona giovane regge l'alcol meno bene di quello di una persona anziana.